LINGUA E CULTURA
Dante in America Latina
La cultura italiana nel mondo: a colloquio con
Primo Siena, ideatore di un progetto ispirato al sommo poeta
Quasi vent'anni fa ha partecipato a Lima,
in Perù, alla fondazione e poi alla direzione della Fisia (Federazione
delle Istituzioni Scolastiche Italiane d'America), che associa più
di sessanta scuole private italiane e oltre un centinaio di comitati della
Società Dante Alighieri. Ma adesso il professor Primo Siena, consulente
dell'Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile, dove ormai risiede
da anni, ha scelto di "rilanciare": in ottobre partirà
il "Progetto Dante nei settecento anni della Divina Commedia': che
lui considera come il miglior tributo universale e investimento italiano
in quell' "America Romanica" evocata dalla filologia argentina.
Siena ha insegnato dappertutto, e ha scritto di tutto. Ma a una cosa sembra
tenere molto: alla "Medaglia della Presidenza del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana" che gli è stata insignita nel '90
"per la qualità e la diligenza del servizio istituzionale svolto
all'estero" com'è scritto dettagliatamente nel pur lungo curriculum.
Allora si parte, si parte per un viaggio che forse può aiutare quell'amato
e disperato Continente a rivedere le stelle per mano di padre Dante.
- Primo Siena è nato a San Prospero di Modena, e ha settantacinque
anni.
-
- Che rapporto c'è fra Dante e l'America del Sud?
- Nella "Divina Commedia" (primo canto del "Purgatorio")
- definito da Fausto Montanari il "canto della liberazione" -
Dante ha una visione divinatoria dell'emisfero boreale, quando - sempre
accompagnato da Virgilio - emerso per 'un pertugio tondo dall'Inferno':
approda alla collina del Purgatorio, in mezzo all'oceano, che, secondo
le cognizioni dell'epoca, ricopriva l'intero emisfero australe disabitato.
Sotto un cielo brillante e sereno, scorge le quattro stelle della Croce
del Sud, occhi della notte che simbolizzano l'idea dell'ordine e del destino
cosmico che brilla nell'oscurità. Fra Dante e l'America meridionale
c'è, dunque, un rapporto carico d'un simbolismo ricco di speranza.
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- Settecento anni dopo, che cosa può evocare la Divina Commedia
in un Continente sempre più "in esilio" dal mondo, o perché
dimenticato o perché si fa dimenticare?
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- Il poema di Dante evoca un viaggio catartico che si può paragonare
a quello che deve compiere l'America del Sud: dall'inferno dell'abbandono
e della dimenticanza al volo verso il cielo della speranza e del riscatto
da una secolare dipendenza economica e culturale dall'emisfero nord. In
questo viaggio simbolico, l'America Latina sta già emergendo verso
il suo purgatorio, mediante i maggiori vincoli con l'Unione Europea, dove
affonda una parte delle sue radici: le radici "ibero-romaniche"
che assieme a quelle autoctone "indoamericane" costituiscono
il suo attuale patrimonio genetico, simbolicamente riassunto nella "Vergine
di Guadalupe".
-
- Spesso, nelle Università sudamericane le statue di Dante e di
Cervantes appaiono una accanto all'altra. E' un omaggio alla memoria oppure
Italia e Spagna possono avere anche un futuro in comune, laggiù?
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- Come la lingua di Dante e quella di Cervantes hanno una radice comune
nel latino volgare, così Italia e Spagna possono avere un futuro
comune in quest'America Latina.
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- Ma in tutti questi anni l'Italia "istituzionale" che cosa
ha fatto, nel bene e nel male, per sostenere la cultura dl Dante In America
latina?
-
- Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia "istituzionale"
purtroppo ha fatto assai poco per sostenere la lingua e la cultura italiana
in America Latina, la cui sopravvivenza si deve esclusivamente alle istituzioni
private (scuole e società culturali, tra le quali speciale menzione
meritano i Comitati locali della benemerita Società nazionale "Dante
Alighieri"), promosse dalla nostra emigrazione, con 1' eccezione degli
Istituti Italiani di Cultura, i soli organi culturali istituzionali operanti
nell'area.
-
- Grandi poeti e scrittori come Jorge Luis Borges - sono stati influenzati
dal "Sommo Poeta". E' stato l'amore per l'Italia che li ha portati
a scoprire Dante, oppure è Dante che ha suscitato in loro l'amore
per l'Italia?
-
- Alla fine degli Anni Settanta, Borges confessava a Mario Bernardi Guardi:
"Sento che la mia vita sarebbe più vuota e più povera
senza la grande poesia di Virgilio, di Dante, di Ariosto" Ne debbo
dedurre che assai spesso è l'attrazione per Dante che induce grandi
poeti e scrittori stranieri ad amare ed apprezzare l'Italia perché
l'Italia vale nel mondo soprattutto per un patrimonio culturale incalcolabile
che riassume secoli d'arte, di storia, di vita.
-
- Ma ai giovani latino-americani Dante che cosa può "dire"?
-
- Ad essi (e non solo ad essi), Dante insegna che bisogna sentirsi protagonisti
del proprio tempo, ma con lo sguardo puntato oltre la quotidianità
degli eventi; insegna che si può essere reazionari e rivoluzionari
al tempo stesso: che si può riscattare la positività del
passato e contestare i difetti del presente, ma con il fermo proposito
non di distruggere, bensì di promuovere un cambio positivo.
-
- In quali Paesi del Continente la memoria di Dante è più
viva, e perché?
-
- A livello di "élites" intellettuali ed accademiche,
la memoria di Dante è presente in tutto il continente americano,
ma lo è con maggior incidenza in quei Paesi dove più incisiva
è l'azione, anche culturale delle comunità italiane, come
in Argentina, Uruguay, Brasile, Cile, Perú, Venezuela.
-
- Ma come si fa a renderlo attuale oltre il pubblico degli specialisti?
-
- Il magistero dantiano si fa attuale, - secondo una mia diretta esperienza
- quando le Opere di Dante sono presentate non isolatamente, ma collocate
nella sua vita e nel suo tempo, cioè in un'epoca che segnó
il trapasso dal Medioevo al Rinascimento, così come ora stiamo passando
da una modernità problematica ad una postmodernità tuttora
incerta. Le analogie, come le differenze, tra le due epoche risultano assai
stimolanti e ravvivano uno speciale interesse per la perennità e
universalità dell'opera dantiana.
-
- In che cosa consiste il "progetto Dante" che parte in autunno
(primavera In Sudamerica)?
-
- Il "Progetto Dante" da me elaborato sarà lanciato
a Santiago del Cile nella seconda metà dell'ottobre prossimo, in
occasione della settimana della cultura italiana nel mondo. Consterà
di conferenze a cura di eminenti dantologi (due italiani e due cileni)
in due prestigiose università santiaghine e dirette agli studenti
ma aperte anche al pubblico in generale. Sono previsti, poi, altri incontri
dantiani, riassunti dai seguenti titoli: "A tavola con Dante"
e "l'economia al tempo di Dante" Cercheremo così di confrontare
Dante e la problematica del suo tempo con tematiche attuali come "La
dieta mediterranea" e "La piccola impresa ed il distretto industriale".
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- Quali iniziative suggerirebbe per diffondere meglio e di più
la lingua italiana in America latina?
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- Cogliere la circostanza dei 700 anni della "Divina Commedia",
che purtroppo sembra del tutto ignorata in Italia. Secondo dantologi accreditati
come Giorgio Petrocchi ed Enrico Malato, il progetto del divino poema avrebbe
preso corpo tra il 1303-1304 (Petrocchi) ed il 1306-1307 (Malato), quando
il Poeta avrebbe iniziato la stesura dell'Inferno. Risulta lecito pertanto
lanciare nel mondo un ciclo celebrativo della nascita della "Divina
Commedia" tra il 2003-2007 mediante una serie di iniziative mirate
a diffondere e a rilanciare con padre Dante la cultura italiana in una
prospettiva attuale. In tale iniziativa dovrebbe rientrare, ad esempio,
per l'anno prossimo, la celebrazione dei 700 anni della nascita di Francesco
Petrarca (Arezzo 1304).
-
- Quanti sono e chi sono i cultori più e uditi di Dante nel mondo?
-
- Quanti siano, francamente mi è assai difficile stabilirlo. Tra
i più eminenti del secolo XX posso fare i no mi dello statunitense
Charles S. Singleton (1909-1985), del tedesco Erich Auerbach (1892-1957),
del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar (1905-1988). Dei contemporanei
viventi ricordo l'italiano Vittorio Sermonti, il russo Aleksandr A. Iljusinl,
la slavista Claudia Lasorsa Siedina, il cinese Huang Wenjie, il turco Rekin
Teksoy, il latinoamericano Angel Crespo.
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- Dante sembra attirare dl più gli italianisti stranieri che non
gli stessi studiosi italiani. Come si spiega?
-
- Perché Dante è un poeta perenne. La sua opera resta immortale
e desta ovunque interesse perché Egli seppe elevare i vizi e le
virtù umane a termini universali come la poesia, la teologia, la
metapolitica, manifestando illimitata ammirazione per la fortezza dell'anima,
la fermezza del carattere, la fedeltà agli antenati e alla patria,
trascendendo tutto questo in una abbagliante visione d'eternità.
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- Oltre a Dante, su chi e su quali opere, a suo avviso, bisognerebbe
puntare per tenere alto l'interesse per la lingua e la cultura italiane
nel mondo?
-
- Puntare sui grandi classici della nostra letteratura (Petrarca, Boccaccio,
Ariosto, Machiavelli, ecc., ma anche sulla migliore nostra letteratura
moderna e contemporanea, che conta poeti e scrittori notevoli e di taglio
internazionale. Accanto ai letterati vanno affiancati gli artisti nostri
di tutti i tempi (pittori, scultori, disegnatori di moda, attori di cinema
e teatro) quindi gli scienziati e i navigatori ed esploratori italiani
della terra, del mare e del cielo che in ogni epoca aprirono nuovi orizzonti
alla civiltà universale.
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- Perché il nostro Paese deve puntare sull'italiano in un Continente
che parla prevalentemente spagnolo (e brasiliano)?
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- Perché la lingua italiana è in un certo senso lingua
sorella sia dello spagnolo che del portoghese (da cui il brasiliano), essendo
tutte e tre le lingue nate dal tronco della lingua latina, cioè
lingue romanze; e meglio delle altre l'italiano è la lingua dell'arte
e della musica (specialmente della musica lirica). Essa oggigiorno è
altresì la lingua funzionale per chi vuole studiare in Italia restaurazione
artistica, designer, organizzazione della piccola impresa, ecc.
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- Settecento anni dopo, in che cosa Dante resta insuperabile?
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- A mio avviso, Dante è insuperabile in tutto; in ambito poetico,
linguistico, teologico, politico, la sua lezione è - lo ripeto -
attualissima. Come scrisse a suo tempo Giovanni Papini, "Dante trasse
una lingua da una infanzia incerta ad una prepotente pubertá; e
la convertí in quell'italiano di ferro e d'oro, di pietra e sole,
di musica e luce che ha contribuito, nei secoli a fare ed a rifare gli
italiani. La sua Comedia - continuava Papini - "è un miracolo
poetico che voleva operare un miracolo spirituale; perciò non appartiene
solo alla piccola storia della letteratura, ma appartiene soprattutto alla
storia misteriosa e dolorosa dell'umanità".
-
- f.guiglia@tiscalinet.it
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