CULTURA

Andrea Luca Luchesi

Sintesi biografica di un grande musicista veneto dimenticato che operò nel diciassettesimo secolo alla Corte di Colonia

Fino a qualche tempo fa, si riteneva inutile dedicare particolare attenzione al musicista mottense Luchesi, non considerato degno di una ricerca approfondita, nella convinzione di possederne già una visione completa e tale da non giustificare un'ulteriore indagine.
La fortunata scoperta di una nota nella "Letteratura veneziana" di G. Moschini (1806 pag. 211 - nota) in cui si legge che precipuo merito del N.H. Jseppo Morosini, compositore di oratori e membro del Consiglio dei Dieci della Serenissima, fu quello di aver "protetto ed assistito il celebre Luchesi della Motta, che fu poi maestro di musica alla corte dell'elettore di Colonia, dove si maritò riccamente ed ove godette di ogni favore", ha ribaltato tale convincimento.
La certezza che il maestro Luchesi aveva già conseguito, trentenne, a Venezia una fama europea, imponeva di rigettare i motivi fin ad oggi indicati per la sua partenza per Bonn, dove divenne maestro di Cappella a vita e si naturalizzò, tanto da essere annoverato tra le glorie musicali renane.
Gli faceva eco nel 1937 il primo (ed ignorato) biografo di Luchesi T.A. Hanseler, grazie al quale il 4 Maggio 1938 venne eseguito a Bonn un concerto commemorativo di Luchesi (ritrasmesso il 16 Maggio in Italia). Una sua Messa ed alcune sonate per cembalo sono state già pubblicate, parte delle sue composizioni "sacre" ed un suo concerto per organo sono stati eseguiti nell'ambito di una serie di concerti estivi a Bonn nel 1991... E una riscoperta dovuta all'opera appassionata di C. Valder-Knechtges, cui vanno associati il direttore d'orchestra Heribert Beissel, Inge Forst e l'orchestra Telekom di Bonn.
Il 250° anniversario della nascita di Andrea Luchesi ha quindi segnato una tappa decisiva per la riscoperta della sua opera, da troppo tempo ingiustamente dimenticata.
Andrea Luca Luchesi nasce a Motta, diocesi di Ceneda, il 23 Maggio 1741, undicesimo figlio di Pietro Luchese e Caterina Gottardi. La carriera del musicista mottense è folgorante.
Compositore ed apprezzato esecutore, a Venezia già a 20 anni è nominato membro della commissione esaminatrice per il rilascio della patente di "sonador", posto che gli ha ceduto Ferdinando Bertoni. Esordisce in campo teatrale ancora minorenne (non compiuti 24 anni). Prima del 1770 compone anche alcune opere per la Germania, attualmente perdute. Ma la sua fama è dovuta soprattutto al campo della musica sacra.
Nel 1768 compone l'oratorio "Sacer trialogus" in onore di S. Girolamo Emiliani, fondatore degli Incurabili, massimo riconoscimento artistico di valore mondiale. Il celebre "Luchesi della Motta" - tale lo definisce nel 1806 G. Moschini nella "Letteratura veneziana" - compone poi per occasioni prestigiose, quali la festa per S. Rocco (1769) od importanti istituzioni (Seminario patriarcale di Venezia).
Nel 1771, l'anno in cui parte per Bonn, la sua fama ha raggiunto il culmine. Gli vengono affidati prestigiosi incarichi: compone musiche per le esequie del Duca Gioachino di Montealegre ambasciatore spagnolo a Venezia; per la grande festa di S. Lorenzo, alla quale contribuiscono circa 400 cantanti e strumentisti che attualmente si ritrovano a Venezia per la festa della confraternita; il Teatro S. Benedetto tempio dell'opera seria - mette in scena il suo "Matrimonio per astuzia" (libretto proprio), unico caso di prima di opera buffa in tutta la storia di quel teatro. Nel febbraio-marzo di quell'anno, Leopold e Wolfgang Mozart lo incontrano a Venezia, nella cerchia di artisti che si riuniscono attorno al nobile Dolfin, librettista dilettante.
Molte sue opere anonime sono state inventariate dal presunto maestro di Ludwig van Beethoven, Christian Gottlob Neefe. Si tratta di "100 pezzi per entr'actes", lavori sacri e teatrali, già in parte da lui segnalati l'anno prima sulla rivista "Magazin der Musik" di Cramer (1783) che, in base alle regole allora vigenti, venivano rubricati anonimi ed intestati al maestro di cappella solo alla sua cessazione o morte. Molte di queste opere si trovano tutt'ora come anonime alla Biblioteca Estense di Modena, dove giunse per eredità il fondo musicale di Bonn.
Ebbe grosse difficoltà economiche e politiche durante l'occupazione francese e muore dimenticato in una Bonn impoverita il 21 marzo 1801.
Su tutti questi problemi si sta cercando di far luce. La musica attualmente nota di Luchesi rappresenta soltanto - con i suoi circa 150 lavori - una parte, e non la maggiore, della sua multiforme produzione.
Oltre al recupero degli anonimi modenesi, deve ora procedersi alla verifica dei lavori accreditati ad artisti di chiara fama, spesso da stampatori privi di ogni scrupolo. Una conoscenza completa di Luchesi potrebbe portare alla necessità di riscrivere la storia della musica della fine del '700. Indipendentemente da questo, consideriamo un dovere, far rivivere la sua memoria e la sua musica.
Anche se non ancora completa, la nostra indagine garantisce fin d'ora che l'Italia può vantare una nuova gloria musicale, il Veneto un altro grande figlio e, Motta di Livenza uno tra i suoi cittadini più illustri, scriveva Giorgio Taboga su "Trevisani nel Mondo.

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