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UN ANNO INSIEME PER
LA COMUNITÀ ITALIANA: SUL BOLLETTINO DEL COMITES DI COLONIA IL BILANCIO DELLA
PRESIDENTE BENATI
"A molti capita di fare un bilancio di fine anno, ma soprattutto per chi si è
messo a disposizione della comunità italiana per sostenerla e per favorirne la
presenza e l’interazione in una regione come il Nordreno-Vestfalia, un
bilancio è d’obbligo". Inizia così l’articolo che Rosella Benati, presidente
del Comites di Colonia, ha scritto per aprire l’ultimo numero dell’anno di
"Comites per tutti noi", periodico di informazione del comitato che presiede.
"Come
presidente del Comites – scrive Benati – in collaborazione con tutti gli altri
eletti nel consiglio, ho cercato anche quest’anno di impegnarmi sui temi che
più da vicino e più direttamente ci danno una mano a crescere come italiani in
Germania".
Per la partecipazione politica e sociale della collettività, "in occasione
degli anniversari (2008-2009) della Costituzione Italiana e della Costituzione
tedesca abbiamo pubblicato un volume bilingue con entrambe le Costituzioni. In
occasione delle elezioni comunali nel Nordreno-Vestfalia abbiamo dato vita ad
una campagna di promozione del voto dei connazionali alle elezioni comunali.
Anche per le prossime elezioni dei Consigli degli Stranieri (Integrationsrat)
abbiamo appena completato dei volantini informativi per la partecipazione al
voto. Con il gruppo GioCo – Giovani Colonia – ricorda ancora Benati – abbiamo
portato in varie zone della circoscrizione l’informazione sulla doppia
cittadinanza. La campagna informativa è iniziata con una conferenza stampa a
Düsseldorf alla presenza dell’Integrationsbeauftragter del Land
Nordreno-Vestfalia Thomas Kufen".
Quanto ai giovani, "per dare più spazio alle richieste e alle esigenze delle
ragazze e dei ragazzi della nostra circoscrizione abbiamo favorito la nascita
e la crescita dell’ Associazione GioCo – Giovani Colonia. Insieme a loro il
Comites". Sul fronte-scuola, "con la diffusione e la promozione DVD "Una
lingua in più. Crescere in Germania con l’italiano" abbiamo cercato di
raggiungere tutte le famiglie per aiutarle ad orientarsi nella crescita e lo
sviluppo linguistico dei loro figli. Attraverso convegni ed incontri con i
moltiplicatori parliamo delle insicurezze delle famiglie nella crescita
bilingue dei loro figli e del complicato e selettivo sistema scolastico".
Focus anche sulle donne visto che "per valorizzare il grande lavoro e l’enorme
contributo che le donne italiane danno e hanno dato alla comunità italiana in
emigrazione, abbiamo realizzato un calendario per l’anno 2010 dedicato proprio
a loro, con le loro esemplari storie e il loro coraggio".
Come sempre, il Comites ha puntato molto sull’informazione alla comunità:
"attraverso incontri informativi con gli italiani della Circoscrizione –
scrive, in proposito, la presidente del Comites – discutiamo sui temi più
importanti per gli italiani in questa circoscrizione, ascoltiamo e cerchiamo
di risolvere le problematiche che più toccano la comunità. Anche attraverso il
nostro impegno siamo, per esempio, su iniziativa dell’Associazione Economica
Italo -Tedesca Mercurio, riusciti a mantenere la possibilità alla Camera
dell’Industria e del Commercio di Düsseldorf di fare l’esame di traduttori per
la lingua italiana".
Infine, i rapporti con il Land: "i costanti rapporti con il responsabile
regionale per l’integrazione, con i sindaci, con gli operatori sociali e con
l’amministrazione tedesca hanno contribuito e contribuiscono a far aprire gli
occhi sulle problematiche che toccano la nostra comunità e a spingere per
trovare soluzioni adeguate, oltre che a mettere in evidenza la potenzialità
che donne e uomini italiani con la nostra cultura e le nostre competenze
possiamo offrire a questo Paese. A conclusione di questo "elenco" per l’anno
2009 credo di poter dire che l’impegno personale come Presidente Comites e il
lavoro svolto da tutto il Comitato, che ringrazio per la collaborazione e il
sostegno, sia positivo. Per il 2010 – assicura – continueremo ad impegnarci
per la crescita della nostra comunità non dimenticando che verso la fine del
prossimo anno saremo chiamati a votare per il rinnovo del Comites. Auguro a
tutti un sereno Natale ed un felice anno nuovo". (aise)
I COMITES DI MONACO
E NORIMBERGA SULLA RISTRUTTURAZIONE CONSOLARE:
PESANTI RICADUTE SUI SERVIZI AI
CONNAZIONALI E NEI RAPPORTI CON LE AUTORITÀ BAVARESI
 Il
Comites di Monaco di Baviera e l'Esecutivo del Comites di Norimberga si sono
riuniti venerdì 4 dicembre 09, presso la sede del Comitato degli italiani
all'estero di Monaco, in seduta congiunta per discutere le prospettive per gli
italiani in Baviera alla luce della prospettata chiusura del Consolato di
Norimberga, prevista per il prossimo anno.
Nel corso della seduta è stato ribadito che tale decisione avrà delle pesanti
ricadute sia per quanto riguarda i servizi ai connazionali che nei rapporti
con le autorità bavaresi e le realtà economiche e commerciali tedesche.
"Infatti", comunicano in una nota Claudio Cumani e Stefano Palombo,
rispettivamente presidente del Comites di Monaco di Baviera e del Comites di
Norimberga, "se da una parte i connazionali residenti in Franconia si
troveranno costretti a numerose ore di viaggio per collegarsi con la capitale
bavarese, dall'altra pesa gravemente l'inadeguatezza delle strutture fisiche
del Consolato Generale di Monaco di Baviera, già oggi non a norma secondo la
legge sulla sicurezza e l'igiene dei luoghi di lavoro e bisognose di una
ristrutturazione architettonica per accogliere uffici più grandi, sale di
attesa adeguate ed archivi in grado di assorbire la documentazione relativa ai
circa 30mila connazionali oggi residenti nella circoscrizione di Norimberga". 
"Inoltre, l'inadeguatezza della struttura organica del Consolato Generale di
Monaco di Baviera (non compensata dal passaggio a Monaco di solo alcuni fra i
dipendenti del Consolato di Norimberga) finirà per penalizzare i cittadini
italiani in termini di qualità e celerità dei servizi erogati ed in termini di
presenza esterna presso le realtà associative della nostra comunità e verso le
autorità bavaresi e cittadine".
"Se guardiamo con interesse all'introduzione del cosiddetto "consolato
digitale"", continuano Cumani e Palombo, "non possiamo tuttavia non notare
come questi avrà bisogno di un periodo di tempo per entrare a regime, e come
poi del tempo sarà necessario pure ai nostri connazionali meno giovani per
prendere familiarità con le nuove tecnologie. Per questo, riteniamo che
l'ipotizzata riorganizzazione consolare debba avvenire soltanto dopo una piena
verifica della funzionalità dei nuovi servizi consolari informatici. Almeno
fino ad allora la chiusura del Consolato di Norimberga dovrebbe essere
"congelata". Se proprio necessario", concludono i due Presidenti, "un
eventuale declassamento ad agenzia consolare sarebbe comunque preferibile
all'eliminazione totale del servizio".
Dal quotidiano di Saarbrücken del 2.12.2009
Saarland aktuell
Italienische
Häftlinge im Saarland kämpfen für Erhalt ihres Konsulats
Die italienischen Häftlinge an
der Saar haben einen zornigen Brief an ihre Regierung in Rom geschickt. Darin
protestieren sie gegen die geplante Schließung des Konsulats in Saarbrücken.
Saarbrücken.
Die italienischen Strafgefangenen erwarten am 10. Dezember Konsulin Susanna
Schlein zur alljährlichen Weihnachtsfeier in der Justizvollzugsanstalt (JVA)
Lerchesflur - wohl zum letzten Mal, denn das Konsulat soll geschlossen werden.
In einem Brief an
Außen-Staatssekretär Alfredo Mantica wenden sich die 20 Häftlinge gegen die
Ansicht der Regierung Berlusconi, dass statt des Konsulats künftig ein
Computer-Terminal in Saarbrücken ausreichend wäre, um das Ausstellen von Pässen
zu ermöglichen. Tatsächlich, schreiben die Gefangenen, vermittle das Konsulat
auch Besuche von Angehörigen, habe eine kleine italienische Bibliothek in der
JVA eingerichtet, habe dafür gesorgt, dass dort italienische Filme gezeigt
werden, und habe Kurse organisiert, damit Gefangene den italienischen
Hauptschulabschluss nachholen können. In ihrem Schreiben nennen die Häftlinge
das geplante Terminal spöttisch einen "Totem-Pfahl" und werfen die Frage auf, an
wen sie sich künftig wenden sollen, wenn sie menschlichen Beistand sowie
Unterstützung im Umgang mit deutschen Behörden und vor Gericht erhalten wollen.
"Sollen wir uns dann an Ihren Totem-Pfahl wenden?", fragen sie den
Staatssekretär in ihrem Brief.
Seit nunmehr 26 Jahren kümmert
sich der Sozialexperte des Konsulats, Pasquale Marino, um die Nöte der
Gefangenen. Eine längere Inhaftierung birgt seines Erachtens die "Gefahr der
kulturellen Isolierung" - gerade, wenn Deutsch-Kenntnisse fehlen. Daher sei das
Konsulat so wichtig.
Am 10. Dezember ist in der JVA
ein Konzert der sizilianischen Folkloregruppe Trinacria angesagt. Konsulin
Schlein wird dann wieder höchstpersönlich für die Bescherung sorgen. Mit
Parmesan- und Caciotta-Käse, Salami, Cantuccini-Keksen und Panettone - dem
Früchtekuchen, der in Italien traditionell gerne zu Weihnachten gegessen wird.
nof
Beitrag vom: 02.12.2009, 00:03
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Traduzione:
Detenuti italiani nel Saarland
lottano per il mantenimento del loro Consolato
I detenuti
italiani nel Saarland hanno spedito una lettera adirata al loro governo a Roma.
Il contenuto riguarda la protesta contro i piani di chiusura del Consolato a
Saarbrücken.
Saarbrücken. I
detenuti italiani del carcere di Saarbrücken aspettano per il 10 dicembre per
l’ultima volta la visita annuale della loro console Susanna Schlein poiché il
Consolato è destinato alla chiusura. In una lettera al sottosegretario Alfredo
Mantica 20 detenuti si dichiarano contrariati dalle intenzioni del governo
Berlusconi, secondo le quali un Terminal sarebbe sufficiente per il rilascio di
passaporti. In effetti, così scrivono detenuti, il consolato sarebbe attivo
nella mediazione dei colloquio con i parenti, avrebbe creato all’interno del
carcere una piccola biblioteca, avrebbe fatto in modo che siano proiettati film
italiani ed avrebbe organizzato corsi per il conseguimento del diploma italiano
di terza media. Nella loro lettera i detenuti deridono il terminal definendolo
un “palo del totem”, chiedendosi a chi si dovranno rivolgere in futuro per
ottenere conforto umano ed assistenza davanti alle autorità tedesche e davanti
ai tribunali. “Dovremmo rivolgerci al suo Totem?” chiedono i detenuti nella loro
lettera al sottosegretario. L’esperto sociale del consolato Pasquale Marino si
occupa da ormai 26 anni dei detenuti. Un prolungato periodo di carcerazione
nasconde, secondo il suo parere, “il pericolo dell’isolamento culturale”
proprio, quando le conoscenze linguistiche sono scarse. Per questo è importante
il Consolato. Per il 10 dicembre è annunciato presso il carcere di Saarbrücken
un concerto con il gruppo folcloristico Trinacria. Sará il Console Schlein a
distribuire personalmente i doni di Natale con il parmigiano, la caciotta, i
cantuccini ed il panettone, il tradizionale dolce natalizio.
Una donna a capo del Coordinamento Esteri della
Federazione Confsal-Unsa
Durante il VI Congresso del Sindacato Confsal-Unsa, tenutosi a Roma il 13 e 14
novembre 2009, è stata eletta Iris Lauriola nuovo Segretario Nazionale della
Confsal-Unsa Coordinamento Esteri. Iris Lauriola, impiegata a contratto presso
il Consolato d’Italia a Francoforte sul Meno, subentra al Segretario uscente
Fabio Giancaspro del Consolato Generale di La Plata.
Oltre alla nomina del Segretario, il Congresso ha definito due altri organi
statutari, quali la Segreteria e il Consiglio Generale. Della Segreteria fanno
parte 5 membri, quali in ordine alfabetico: Francesca Di Castro (Amb. Città
del Messico) Pamela Mingolla (MAE), Mario Rametta (IIC Copenaghen) Giuseppe
Scorsone (IIC Monaco di Baviera) e Roberto Settembrini (CG Toronto).
Il Consiglio Generale, votato dal Congresso dei delegati, è composto da 15
membri, sempre in ordine alfabetico: Mario Adessi (Amb. Santiago del Cile),
Francesca Di Castro (Amb. Città del Messico), Khalil Errahaoui (Amb. Rabat),
Antonella Forconi (CG Buenos Aires), Francesco Frattina della Frattina (Amb.
Khartoum), Fabio Giancaspro (CG La Plata), Divna Lalevic (Amb. Belgrado),
Pamela Mingolla (MAE), Albino Miotto (Co. Adelaide), Angela Nardoni (CG
Londra), Mario Rametta (IIC Copenaghen), Giovanni Rizzo (Co. Dortmund),
Cristina Rizzotti (IIC Stoccarda), Giuseppe Scorsone (IIC Monaco di Baviera) e
Roberto Settembrini (CG Toronto).
Ogni inizio è una nuova sfida, soprattutto quando si parla anche di riforma
del pubblico impiego e, più concretamente, della modernizzazione e del
rilancio dell’Amministrazione. Questo Sindacato non si opporrà ad acquisire
gli elementi necessari per migliorare l’efficacia e l‘efficienza
dell‘intervento della Farnesina o per rafforzare la meritocrazia e
l‘innovazione del nostro sistema.
Il miglioramento della qualità dei servizi, e le politiche mirate
all‘ottimizzazione della produttività dovranno, tuttavia, andare di pari passo
con il riconoscimento per tutti i
dipendenti della Farnesina di diritti basilari nell‘ambito del loro rapporto
lavorativo con la Pubblica Amministrazione. L'obiettivo rimane quello di
sconfiggere ogni genere di discriminazione oggi ancora vigente, con la chiara
finalità di garantire a tutti i dipendenti la valorizzazione della loro
dignità professionale attraverso una giusta progressione in carriera e
l'uguaglianza di opportunità formative, nonché un trattamento economico
dignitoso da stabilirsi sulla base di una negoziazione fra le parti.
In questo senso il nuovo Segretario si propone, insieme alla sua Segreteria e
al Consiglio Generale, di realizzare i suddetti obiettivi, dando però la
massima priorità al piano di “razionalizzazione della rete consolare”
dell’Amministrazione, il quale in modo molto arbitrario mette a rischio il
posto di lavoro di tanti colleghi, con chiusure previste di ben 85
Rappresentanze consolari, soprattutto in Europa. Questo è un dato di fatto
che il nostro Sindacato non può e non vuole accettare!
CONFSAL-UNSA Coordinamento Esteri
I
cittadini italiani all’estero chiamano e il Sottosegretario Mantica continua a
non rispondere
Piena solidarietà del Coordinamento Esteri della
Confsal-Unsa alle iniziative della comunità italiana all’estero per il
mantenimento delle sedi consolari toccate dal piano di „razionalizzazione“ del
Sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Sen. Alfredo
Mantica
Lunedì scorso , 23 novembre 2009, il Coordinamento per la difesa del Consolato
d’Italia in Liegi e per la salvaguardia della lingua e della cultura italiana,
sostenuto dalle A.C.L.I, dal COM.ITES, dall‘ Inas-Cisl, dall‘Inca-CGIL, dall‘
Ital-Uil, dall‘Epasa, dall‘E.A.P.I., dall‘ E.LiC.A.I, dal Gruppo giovani
Com.It.Es Liegi, dai Giovani Socialisti italiani, dalla F.I.L.E.F., dal Pd
Circolo della regione di Liegi, dall‘U.I.M., dall‘ U.N.A.I.E. e da Ferdinando
Santi, ha organizzato un incontro con la stampa presso la sede dell’E.LI.C.A.I.,
al quale hanno partecipato anche numerosi politici della regione liegese, per
informare l’opinione pubblica sulle iniziative che il Coordinamento intende
promuovere per impedire la chiusura del Consolato di Liegi che conta più di
70.000 connazionali censiti.
Un No categorico alla manovra del Governo, dunque, che invece di mettere a
punto un ragionato progetto di „razionalizzazione della rete consolare
all’estero“, rivedendo la propria rete dal punto di vista strutturale , prosegue
ostinatamente con il suo piano di chiusure.
Chiudere per risparmiare? Più volte è stato ribadito il semplice concetto che il
presunto risparmio è solo un risparmio fittizio che non considera i reali costi
aggiuntivi che verrebbero a crearsi a seguito delle chiusure e dei
trasferimenti di strutture e di personale adibiti in altre sedi.
L’Europa, riprende la petizione indirizzata al Sottosegretario Mantica, è la
zona con il più alto numero di connazionali residenti all‘estero. Chiudere i
Consolati, così la petizione, significa dimenticare che gli italiani all’estero
sono stati parte importante della ricostruzione e del benessere economico
dell’Italia del Dopoguerra. A tutt’oggi, gli italiani all’estero, producono un
reddito di 5 miliardi di Euro, grazie alle pensioni maturate, che vengono poi
spesi in Italia.
Uno smantellamento della rete consolare, soprattutto in Europa, significherebbe
quindi rompere definitivamente quei ponti di affetto con una comunità italiana,
che è a tutti gli effetti ancora presente e verso la quale, per molteplici
aspetti, il Governo italiano ha ancora un impegno morale.
Smantellare una rete ben integrata nel proprio tessuto sociale, una rete di
preziosi contatti, di interazione e di reciproca stima anche nei confronti delle
Autorità locali, significa non essere in grado di cogliere questo grande valore
che si è venuto a creare negli anni. Condannare i propri cittadini italiani a
recarsi a chilometri di distanza per sbrigare una semplice pratica d’ufficio e
sradicare i propri impiegati dal loro contesto familiare e lavorativo per il
semplice fatto che non si vuole ragionare oltre, è semplicemente un affronto
alla logica.
Specialmente a Liegi, dove il Consolato è una delle sedi europee che ha
maggiormente assorbito e recepito le nuove tecnologie informatiche messe a
disposizione del Ministero degli Affari Esteri, la prevista chiusura sembra
ancora più assurda. Anche considerando che se il Consolato di Detroit è
importante per la FIAT, quello di Liegi è importante per la Ferrero, la Mapei,
la Agusta e altre ditte italiane operanti nella circoscrizione.
Il Comitato di Coordinamento nelle persone dei Signori Bontempi, Bucculeri,
Brunetti, Licciardi, Maffia, Monaco, Santamaria e Teti, ribadisce, in fine, il
più profondo dissenso per la chiusura del Consolato Generale di Liegi e di tutti
gli altri Consolati e chiede al Governo italiano, con assoluta fermezza, di
ristrutturare e riorganizzare la propria rete consolare, senza penalizzare i
cittadini italiani che non sono cittadini di serie B!
Coordinamento Esteri Confsal-Unsa
A SAARBRÜCKEN LA
CONFERENZA "CRESCERE BI E PLURILINGUE" ORGANIZZATA DALL’IFS
GIULIANI (CNE): C’È IL RISCHIO DI
RINUNCIARE ALLA DIFFUSIONE DELLA LINGUA ITALIANA
Si
è tenuto il 18 novembre scorso la conferenza "Crescere bi e plurilingue", frutto
della collaborazione tra il Kulturministerium della Saar e l’Istituto Fernando
Santi, nazionale e di Saarbrücken, in Germania. L’incontro, svoltosi nella sede
della macroregione europea composta da Lorena, Saar e Lussemburgo, ha preso in
esame il bilinguismo, un tema fortemente sentito dai cittadini di questi tre
paesi.
Ai
lavori, coordinati da Eva Hammes Di Bernardo, hanno partecipato numerosi addetti
ai lavori dell’area dell’insegnamento delle lingue ed in particolare specialisti
italiani, francesi e tedeschi di plurilinguismo. Presenti anche il console
d’Italia a Saarbrücken, Susanna Schlein, il console di Francia Cerf ed il
ministro di stato della Saar, Klaus Kessler.
Il
ministro Kessler ha evidenziato la necessità di mediare la propria lingua con le
lingue di coloro che sono a noi vicini e ricordando come sia importante il
diritto ad informarsi ed ad essere informati con la garanzia anche del diritto
alla propria lingua.
Rino Giuliani, presidente della CNE, nel suo intervento di saluto ha
sottolineato che, in una logica di plurilinguismo, accanto alle altre lingue, in
Saar con maggior forza e per molte dimostrabili ragioni deve essere tenuta nella
giusta considerazione la lingua italiana.
"La
strategia culturale globale dell’Italia verso l’estero", ha però sottolineato
Giuliani, "purtroppo continua a svolgersi all’insegna di una emergenza perenne.
L’impegno professionale e spesso volontaristico per l’apprendimento della lingua
italiana presente nell’emigrazione italiana viene lentamente usurandosi.
Tra
tagli e ritardi nei finanziamenti", spiega il presidente CNE, "corriamo il
rischio di dover rinunciare alla diffusione della lingua italiana. Non ci piace
apparire ed essere un fanalino di coda a fronte di altri Paesi europei".
Secondo Giuliani, "far cultura italiana all’estero e garantire la tutela di una
lingua che è quarta per diffusione nel mondo, in un contesto multiculturale è
una sfida che va affrontata con impegno, risorse e convinzione, in specie nello
spazio europeo, da cittadini europei fra cittadini europei quali noi tutti
siamo". In questa direzione, precisa Giuliani, "le iniziative di singole
regioni, di singole università e di enti privati non possono più bastare" e si
deve piuttosto "alzare il tiro e ricercare soluzioni condivise e partecipate fra
Paesi europei interessati e con una presenza di italiani e di persone che amano
apprendere la lingua italiana".
"Non più separatamente", ha sottolineato Giuliani, "i singoli soggetti
istituzionali devono occuparsi della lingua e della cultura italiane all’estero.
Deve essere il governo italiano nel suo insieme a promuovere le sinergie dei
diversi soggetti, istituzionali e non, facendo un reale investimento culturale e
quindi predisponendo i finanziamenti più adeguati per attuarlo".
Ma
cosa può e deve far l’Italia affinché la lingua italiana resti al centro
dell’attenzione degli italiani all’estero ma anche delle istituzioni dei Paesi
nei quali le nostre comunità lavorano e vivono? Secondo Giuliani "va posta fine
alle strategia casuali ed alle emergenze permanenti, utilizzando metodi più
idonei che favoriscano una pluriformità di approcci e di sistemi. Servono
stanziamenti di fondi adeguati, snellimento e semplificazione delle procedure
amministrative, messa in trasparenza e revisione radicale degli attuali sistemi
per l’erogazione dei fondi, attivazione o riattivazione di colloqui bi- e
multilaterali tra Italia e paesi ospitanti e controllo costante della qualità
del prodotto, borse di studio adeguate alla politica internazionale che l’Italia
intende svolgere, rafforzamento dei rapporti interuniversitari e criteri precisi
che definiscano la natura degli enti gestori e ne regolino l’attività". È
importante poi, ha aggiunto Giuliani, "individuare nuovi fronti per un marketing
culturale più incisivo".
Nel
suo intervento il presidente Cne ha infine ricordato lo svolgimento a fine mese
della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE in cui "diffusamente
discuterà di lingua e cultura italiana".
Ha
preso quindi la parola Massimo Vedovelli, rettore dell’Università per stranieri
di Siena, con una relazione in cui, a tutto campo e nella dimensione europea, ha
affrontato in modo organico le tematiche del pluringuismo in ambiente
multiculturale ed i specie quelle dell’apprendimento delle più giovani
generazioni. Elke Montanari, docente dell’Università di Coblenza, ha quindi
illustrato in modo pragmatico le diverse cose che vanno fatte ad iniziativa dei
diversi protagonisti interessati al pluriliguismo, a partire dai genitori dei
ragazzi che iniziano a studiare le lingue.
Dopo il dibattito, le conclusioni sono state tratte da Cesare Novelli presidente
dell’Istituto Fernando Santi che ha anticipato la prossima uscita di un "istant
book" che raccoglierà il dibattito sviluppatosi nel corso del seminario.
Consolati: un incontro inutile
di Mauro
Montanari
Si chiudono in
Germania Saarbruecken, Norimberga, Mannheim e Amburgo. I rappresentanti della
comunità trattati come camerieri
Una
occasione sprecata, quella di sabato 7 novembre, nell’incontro in ambasciata tra
Presidenti Comites, Consiglieri Cgie, Consoli e Ambasciatore. Presenti il
sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, e gli onorevoli Narducci, Garavini
e Di Biagio. Tema dominante: la chiusura dei consolati, che Mantica ha
confermato. Di più: non si tratterebbe soltanto di Norimberga e Saarbrücken,
come temuto fino a qualche giorno fa, ma anche di Amburgo e Mannheim, come
temuto fin dall’inizio. Mantica non ha lasciato speranze: si chiude e basta!
Solo alla fine dell’incontro ha lasciato intendere che, forse, su qualche
particolare si può anche discutere, ma non sul piano in sè. Che è già deciso. Ma
deciso da chi? Su questo punto, che Mantica ha anche esposto alla sua maniera,
torneremo.
I rappresentanti
della comunità, compresi i parlamentari eletti all’estero (a proposito, gli
altri dov’erano? A giocare a carte?) sono stati trattati come dei camerieri che
dovrebbero servire alla comunità una pietanza già preparata. Ma preparata da
chi? Il punto è interessante, perchè Mantica –e lo ha fatto intendere lui
stesso- esegue semplicemente un piano preparato da altri. Cameriere anche lui,
insomma. E chi meditava e proponeva piani di risparmio alternativi, ha dovuto
ricredersi. Non è una questione di soldi, come Mantica ha espressamente
dichiarato.
Ma se la
questione non è il risparmio, qual’è la questione, allora? Questo non lo sa
veramente nessuno. L’unica cosa che si sa, è che si chiude e basta! E perché
quei consolati e non altri? Pensiamo solo ad Amburgo, il porto più grande
d’Europa. Pensiamo a Mannheim, al centro di una delle regioni più produttive del
continente. Altrettanto per Norimberga o per Saarbrücken, quest’ultima capitale
di un Land. Perché quelli e non altri, dicevamo? Non si sa. » la “Sfiga”! E
perché c’è stato un cambio all’ultimo momento tra Amburgo e Hannover? Non si sa
neppure quello. » la “Sfiga”! E perché, infine, sono le comunità costrette a
difendere il patrimonio dello Stato, e non l’Amministrazione, come dovrebbe
essere? Non si sa.
Mantica
non ha spiegato nulla. Ha fatto due bei discorsi. Il primo sull’introduzione dei
consolati digitali. Bellissime cose, che però devono venire installate insieme
ai servizi di sportello, non al posto. Mantica fa volentieri l’esempio della
introduzione del bancomat. Che però non ha affatto sostituito gli sportelli
bancari. Nessuna banca farebbe fare cinquecento chilometri ai suoi clienti per
arrivare al primo sportello. E se una qualche sostituzione la si può anche
ipotizzare, questa deve avvenire nel lungo periodo. Nel discorso di conclusione,
infine, Mantica ha parlato del sesso degli angeli.
Dicevamo che il
progetto non piace a nessuno. Non piace neppure ai deputati eletti all’estero
del Pdl, lo stesso partito del Sottosegretario. I quali hanno presentato un
documento, a firma Di Biagio, Picchi, Angeli e Berardi che è anche un appello a
riconsiderare la questione. Si legge: “Saremo pronti a avviare ulteriori
iniziative finalizzate alla salvaguardia dei servizi e delle strutture per le
nostre comunità, dinanzi ad una eventuale decisione –da noi non condivisa- da
parte dell’Amministrazione centrale”. Loro sono pronti, scrivono, ma non li
ascolta nessuno.
E questa è un po’
la questione fondamentale. Se la politica, deputata a difendere interessi
generali, non decide, chi decide al suo posto? “Decide Frattini” -dice Mantica.
Balle! Frattini firma quello che gli viene messo sul tavolo. Ma il progetto è
più vecchio di questo governo, come Mantica stesso ha ripetuto. Frattini -come
Mantica- semplicemente lo manda avanti. Frattini non sa neanche dove sta,
Saarbrücken, se quancuno non glie lo indica col dito sulla carta geografica.
Frattini fa volentieri il bello agli incontri internazionali, dove può dire a
Westerwelle come parla bene l’inglese. Ma delle comunità, a Frattini non gliene
potrebbe fregar di meno.
Allora, se la
politica de facto non decide, chi decide? Qualcuno che difende interessi
particolari e di lobby? E perché la politica ha abdicato alla sua facoltà? In
favore di chi?
Infine una nota a
latere. Abbiamo assistito in fine giornata ad una cagnàra indegna –oltre che
fuori luogo- da parte di un Consigliere Cgie, ampiamente noto alla magistratura
tedesca, contro il Console di Stoccarda. Vada al Console di Stoccarda
tutta la solidarietà di questo giornale.
dal CORRIERE D'ITALIA
L’ON. GARAVINI ALL’INCONTRO DI
INTERCOMITES E CGIE ALL’AMBASCIATA DI BERLINO: CHIUDERE 4 CONSOLATI IN GERMANIA
È GRAVISSIMO
BERLINO\ aise\ -
"È molto grave che il Governo si appresti a chiudere quattro Consolati
proprio nel Paese in cui risiede la comunità italiana più numerosa e in cui si
riscontrano ancora i maggiori tassi di mancata integrazione scolastica e
professionale delle nostre giovani generazioni". Con queste parole Laura
Garavini, deputata del Pd residente in Germania, ha risposto al Sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica che sabato scorso ha confermato l’intenzione del
Governo di chiudere i consolati di Amburgo, Mannheim, Norimberga e Saarbrücken
nel corso del suo intervento all’annuale incontro presso l’Ambasciata di Berlino
con Intercomites, Consiglio Generale degli Italiani all’estero, Consoli e
parlamentari .
"Non solo le comunità italiane interessate, ma anche i Governatori tedeschi
delle Regioni interessate – ha ricordato la Garavini – hanno espresso allarme
per le preannunciate chiusure, arrivando addirittura ad offrire locali nelle
loro prestigiose cancellerie, pur di scongiurare i provvedimenti definitivi. È
grave che da parte italiana non si è ancora provveduto a verificare la
fattibilità di una tale ipotesi. È altrettanto grave che non si siano prese in
esame altre alternative, in grado di evitare misure così devastanti come la
definitiva chiusura di ben quattro sedi consolari. Ad esempio l’accorpamento in
un’unica sede delle varie Ambasciate italiane presenti in alcune capitali
(Bruxelles, Parigi, New York), oppure il declassamento dei Consolati in
questione ad Agenzia consolare. Al contrario - ha proseguito la parlamentare –
esiste il rischio che le chiusure previste provochino dei costi maggiori
rispetto ai risparmi auspicati, dal momento che le sedi di accoglimento (ad
esempio sia il Consolato di Monaco di Baviera che quello di Francoforte) non
dispongono di locali idonei ad accogliere quelle in chiusura".
"Le chiusure – ha proseguito – preoccupano ancora di più se si considerano i
forti tagli previsti ancora una volta in finanziaria contro gli italiani
all’estero. Rispetto agli ingenti finanziamenti stanziati a suo tempo dal
Governo Prodi per le comunità italiane all’estero (e questo nonostante tutte le
difficoltà economiche che stava riscontrando all’epoca il nostro Paese), da due
anni l’attuale maggioranza sta apportando riduzioni devastanti ai capitoli
previsti per le comunità italiane all’estero. Anche quest’anno in finanziaria
verranno a mancare 30 milioni di euro. Tagli così pesanti ci inducono a pensare
che sarebbe semmai necessaria una maggiore presenza al fianco delle nostre
comunità e non invece uno smantellamento della rete diplomatico consolare".
Da qui la parlamentare del Pd ha invitato il Sottosegretario Mantica a "valutare
ancora seriamente la possibilità di evitare chiusure puntando su declassamenti
delle sedi consolari in agenzie consolari e su accorpamenti delle sedi di
Ambasciata, al fine di garantire il mantenimento dell’offerta dei servizi
consolari ai cittadini".
Consolati del futuro:
totem e tabù.
Ma non fanno passaporti o carte di identità
Il consolato del
futuro cambierà aspetto; non sarà più fatto con uffici, impiegati, numeri di
telefono sempre occupati e così via. I consolati diventeranno invece Totem, che
non sono le colonnine degli indiani, attorno alle quali essi danzavano la danza
della pioggia. Sono piuttosto dei computer posti su una colonnina. Le loro
funzioni sono di consultazione per informazioni sul rilascio dei documenti. Il
connazionale potrà informarsi sulla situazione personale, potrà entrare nel sito
dell’ anagrafe con un suo numero segreto. Quanto i Totem saranno al 100%
potranno sostituire alcune funzioni consolari, come la verifica anagrafica, il
cambiamento di indirizzo e la stampa di alcune certificazioni. Il connazionale
potrà richiedere appuntamenti con uffici. Il Totem però non potrà però
rilasciare passaporti, carte di identità o documenti per i quali è richiesta la
presenza del connazionale. Lo stesso vale per l’assistenza diretta, o per
qualsiasi problema da discutersi personalmente. C’è già una esperienza passata.
Nel ‘98 quando vennero presentati in ogni Consolato i Totem fiscali. Essi
vennero mantenuti in funzione un anno, poi divennero un tavolino di attesa dove
appoggiare il bicchieri di coca cola. Oggi non ci sono più; sono ritirati nel
2002/3.
20° CADUTA MURO DI BERLINO
IL PRESIDENTE NAPOLITANO AL COLLEGA TEDESCO KÖHLER: IMPULSO AD IMPEGNARCI PER
UNA EUROPA POLITICA PIÙ FORTE E COESA
"Guardando
alle nostre spalle, alle divisioni e alle sofferenze del secolo passato che nel
Muro di Berlino hanno avuto un simbolo inquietante e concreto, possiamo oggi
trarre ulteriore impulso per impegnarci nella costruzione di una Europa politica
più coesa e più forte, a partire dalla realizzazione delle riforme previste dal
Trattato di Lisbona". Questo il messaggio che il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, ha rivolto al collega della Repubblica Federale di Germania,
Horst Köhler, in occasione del ventesimo anniversario del crollo del Muro di
Berlino.
Esprimendo a nome del popolo italiano e suo personale "le più fervide
felicitazioni" per il ventennale, Napolitano si è detto "certo che Italia e
Germania, legati da sentimenti di profonda amicizia, continueranno a operare in
questo senso".
"L'apertura delle frontiere tra i due Stati tedeschi e la fine delle divisioni
artificiosamente e dolorosamente imposte nel dopoguerra", si legge nel
messaggio, "hanno segnato un momento fondamentale e indimenticabile del secolo
passato, rimarginando profonde ferite inferte alla storia europea".
"Vent'anni orsono è stato avviato il processo di riunificazione della Germania e
ha preso nuovo e straordinario impulso il processo di integrazione politica
europea", ha aggiunto il presidente Napolitano. "Il tempo della storia ha
ripreso a scorrere veloce. La memoria di quei giorni intensi e luminosi, segnati
dall'esplosione di sentimenti di liberazione e di gioia, ma anche di grandi
attese nei confronti dei sistemi democratici, si salda oggi con il forte senso
delle nuove e urgenti responsabilità che spettano all'Unione Europea".
20° CADUTA DEL MURO DI BERLINO
IL PREMIER BERLUSCONI: ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA DELLA LIBERTÀ COME BISOGNO
INSOPPRIMIBILE DELL'ANIMO UMANO
"L'anniversario
del Muro di Berlino segna non solo la fine del comunismo sovietico, ma
soprattutto la vittoria della libertà come bisogno insopprimibile dell'animo
umano". Si apre così il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, in occasione dei 20 anin della cadua del Muro di Berlino, che si
celebra oggi nella capitale tedesca alla presenza delle autorità di tutto il
mondo. Eper il nostro Paese ci sarà proprio il premier Berlusconi.
"In ogni epoca storica e sotto qualunque regime politico l'uomo ha sempre
desiderato di essere libero, come espressione della propria natura e della
propria umana dignità", prosegue il capo del governo nel suo messaggio. "La
storia in fondo è la storia della libertà, la ricerca continua dello spirito di
prevalere sulla violenza, sulla forza, sui soprusi, sul potere fine a se
stesso".
"Anche nei momenti più bui della storia, quando la dignità dell'uomo viene
calpestata e offesa oltre ogni limite, la fiamma della libertà è stata
alimentata dalla testimonianza di quegli uomini e di quelle donne che per essa
hanno saputo rinunciare anche alla propria vita". Ed "anche ora", osserva
Berlusconi, "in molti continenti in cui dominano regimi autoritari e sanguinari,
l'anelito insopprimibile alla libertà si fa strada attraverso l'esempio di quei
giovani che rinnovano agli occhi del mondo intero la forza della verità e della
libertà".
"Questi esempi ci ricordano che la libertà non è data una volta per tutte e che
solo quando ci manca, come quando ci manca l'aria, avvertiamo il valore che essa
ha per la nostra vita e per l'intera società. Per questo", sottolinea il
premier, "soprattutto dopo la crisi delle ideologie totalitarie del Novecento e
dopo la sconfitta del comunismo, che è stata l'ideologia che più di ogni altra
si è diffusa nel mondo e che ha dominato più a lungo nel corso della storia,
dobbiamo avere cura dei traguardi di libertà e di civiltà che abbiamo
conquistato".
"In particolare", continua il messaggio, "dobbiamo avere coscienza che la
libertà non è sinonimo di egoismo, di individualismo, non significa libertà di
fare ciò che più ci aggrada e ciò che è possibile fare grazie ai progressi della
scienza e della tecnica. La libertà è vera libertà quando è relazione con gli
altri, quando rivendica non solo i legittimi diritti, ma si fa carico dei doveri
nei confronti dell'intera società. La libertà esplica tutte le sue potenzialità
quando diventa relazione, quando diventa responsabilità, quando diventa
solidarietà verso chi soffre e verso chi ha bisogno di noi, non solo all'interno
dei confini nazionali, ma anche al di là dei nostri confini nei confronti degli
altri popoli. Questo", conclude il presidente Berlusconi, "è il nostro
sentimento della libertà".
"SALVIAMO IL CONSOLATO GENERALE" SFIDA AD AMBURGO LA
SQUADRA DI CALCIO DEL PARLAMENTO BÜRGERSCHAFT
A seguito
dell’annuncio del Ministero degli Affari Esteri del 10 giugno scorso di voler
chiudere diverse sedi consolari, ad Amburgo si è costituito "Salviamo il
Consolato Generale", un comitato di cittadini che, per evitare la chiusura del
Consolato Generale d’Italia, sta organizzando diverse manifestazioni,
coinvolgendo rappresentanti politici italiani e tedeschi e mobilitando la
comunità italiana e le associazioni italiane e tedesche. È con questo intento
che lo scorso 30 ottobre ha avuto luogo un incontro amichevole di calcio tra la
squadra del Parlamento (Bürgerschaft) di Amburgo "Rathauskicker" e la squadra in
rappresentanza del Consolato Generale d’Italia.
La partita, disputata con grande entusiasmo nello Sternschanzenpark Polizei
Sportplatz di Amburgo, ha visto scendere in campo per la squadra del Consolato
diversi giovani che per motivi di studio o di lavoro vivono ad Amburgo.
L’incontro è finito 8-2 in favore della squadra italiana, "ma il risultato",
spiegano i membri del Comitato, "ha una valenza relativa in quanto il fine
primario è stato quello di rappresentare una forma di dissenso nei confronti
della possibile chiusura del Consolato, annunciata dal Ministero degli Affari
Esteri".
A prescindere dal risultato, l’iniziativa, secondo il Comitato Salviamo il
Consolato Generale, "ha cercato di valorizzare e rafforzare il rapporto fra
comunità italiana e comunità tedesca che è un binomio inscindibile per
l’intensificazione dei rapporti imprenditoriali tra l’Italia e Amburgo. Da non
dimenticare", ha aggiunto, "il ruolo primario che svolge il Consolato per tutti
i connazionali che ogni giorno si rivolgono agli uffici per assistenza di ogni
tipo".
"La manifestazione è stata molto apprezzata anche dal numeroso pubblico accorso
nonostante le condizioni meteo non del tutto favorevoli", raccontano gli
organizzatori. "L’intera manifestazione", concludono, "è trascorsa all’insegna
del fair play sia in campo che sugli spalti e, nella sede del Consolato
Generale, si è tenuto anche il cosiddetto "terzo tempo", cioè un buffet con
specialità italiane che è stato molto apprezzato dalla squadra del Bürgerschaft.
(aise)
Occupato
dai connazionali il Consolato italiano a Saarbruecken
Il Saarbrücker
Zeitung pubblica oggi, 5 novembre 09, il seguente articolo:
Italiener besetzen ihr
Konsulat
Konsulin Susanna Schlein völlig überrascht - Infostände und Protestmarsch
geplant
Das italienische Konsulat
in Saarbrücken ist gestern von rund 30 Demonstranten besetzt worden. Mit der
Aktion, die eine Stunde dauerte, sollte ein symbolisches Zeichen für den
Erhalt der Einrichtung gesetzt werden.
Von SZ-Redakteur Norbert
Freund
Mit
Banner, Fahnen und Megafon besetzen Italiener ihr Konsulat in Saarbrücken.
Konsulin Susanna Schlein (links) versucht hier, ein Transparent der Besetzer zu
entfernen. Foto: Becker & Bredel
Saarbrücken. Knapp 30
Italiener haben gestern für eine Stunde das italienische Konsulat in
Saarbrücken besetzt. Sie protestierten damit gegen dessen drohende Schließung
durch die Regierung Berlusconi. Die Aktion wurde vom Comites, der gewählten
Vertretung der Saar-Italiener, organisiert, wie dessen Sprecher Giovanni Di
Rosa der SZ bestätigte.
Konsulin Susanna Schlein
wurde von der Aktion völlig überrascht. Sie versuchte ein Transparent der
Besetzer vom Fenster des dritten Stocks zu entfernen, auf dem es hieß: “No alla
chiusura del Consolato d’Italia - Nein zur Schließung des italienischen
Konsulats”. Zudem war auf dem Transparent das Kürzel der linken Demokratischen
Partei Italiens (PD) zu sehen, der größten Oppositionspartei des Landes. Schlein
erklärte ihr Einschreiten auf SZ-Anfrage damit, dass sie sich große Sorgen um
die Sicherheit der Besetzer gemacht habe.
Di Rosa verwies darauf,
dass die dritte Etage des Konsulats für die Italiener im Land von großer
Bedeutung sei, da sie hier notarielle und Passangelegenheiten abwickeln und die
Sozialberatung in Anspruch nehmen könnten. Er schlug erneut vor, aus dem
Konsulat eine Konsulatsagentur ohne Konsul zu machen, um 470 000 Euro im Jahr
einzusparen.
An der Aktion waren auch
der Sprecher des Saarbrücker Integrationsbeirats, Mohamed Maiga, und die
Vizepräsidentin des Comites, Liliana Rino Calabrese, beteiligt, die an der
Spitze einer Frauenliste steht. Ab Samstag wollen die Italiener im ganzen
Saarland mit Infoständen in den Innenstädten Unterschriften für den Erhalt des
Konsulats sammeln. An diesem Tag trifft sich der italienische
Außen-Staatssekretär Alfredo Mantica in Berlin mit Vertretern der Italiener in
Deutschland, um die Zukunft der Konsulate hier zu Lande zu erörtern. Am 14.
November ist ein großer Protestmarsch für den Erhalt des Konsulats durch die
Saarbrücker Innenstadt geplant.
Beitrag vom:
05.11.2009, 00:05
Traduzione:
Gli italiani di
Saarbrücken occupano il loro Consolato
La console Susanna Schlein totalmente
sorpresa - Previsti stand informativi e marce di protesta
l consolato
italiano a Saarbrücken è stato occupato da circa 30 dimostranti. Con questa
azione si vuole dare un segnale per il mantenimento del servizio.
di Norbert Freund
Saarbrücken.
Circa 30 italiani hanno occupato per un’ora il Consolato italiano a Saarbrücken.
Essi protestano contro la minacciata chiusura da parte del governo Berlusconi.
L’azione è stata organizzata dal Comites, l’organismo eletto per la
rappresentanza degli italiani in Saarland, come conferma il presidente, Giovanni
di Rosa. La console Susanna Schlein è stata totalmente sorpresa dalla
occupazione. Ha chiesto immediatamente di allontanare lo striscione dei
manifestanti dalla finestra sul quale era scritto: “No alla chiusura del
consolato italiano”. Poco dopo si poteva vedere per un qualche secondo il
simbolo del Partito democratico, il più grande partito di opposizione del Paese.
La console ha
dichiarato alla Saarbrücker Zeitung di essersi soltanto preoccupata della
incolumità dei partecipanti al momento in cui, per appendere lo striscione si
sono esposti pericolosamente sui davanzali delle finestre del terzo piano.
Inoltre ella ha dichiarato che a partire dalla primavera presterà servizio a
Tirana, la capitale dell’Albania. Ciò non avrebbe tuttavia alcuna rilevanza per
il futuro del Consolato di Saarbrücken, la cui chiusura non sarebbe fino ad oggi
ancora ufficiale.
Di Rosa ha
dichiarato che il terzo piano del consolato è di grande importanza per gli
italiani nel Land, poiché in esso si sbrigano le pratiche per i passaporti,
quelle notarili e per il servizio sociale. Egli propone di nuovo di fare del
Consolato una Agenzia consolare. In questo modo si potrebbero risparmiare
470.000 euro all’anno.
All’azione ha
partecipato anche il rappresentante del Consiglio per l’integrazione del
Saarland, Mohamad Maiga, e la vicepresidente del Comites, Liliana Rino
Calabrese, che è alla testa di una lista di donne. A partire da sabato gli
italiani in tutto il Land vogliono raccogliere firme per il mantenimento del
Consolato. In quel giorno il sottosegretario per gli italiani all’estero,
Alfredo Mantica, si incontra a Berlino con i rappresentanti della comunità degli
italiani in Germania per discutere del futuro dei consolati. Il 14 novembre è
prevista una grande marcia di protesta attraverso il centro di Saarbrücken.
" Crescere
bi- e plurilingue"
Conferenza di Istituto Fernando Santi e di Ministero della
Pubblica Istruzione della Saar- 18 novembre 2009
Il 18 novembre
prossimo in collaborazione tra Kulturministerium della Saar e Istituto Fernando
Santi, nazionale e di Saarbruecken (Germania), si svolgerà una conferenza sul
tema:"Crescere bi- plurilingue".
L'evento che vede anche la partecipazione del Consiglio Generale della Mosella
(Francia), di Ispection Academique Moselle ed il patrocinio della R. Lazio
intende porre al centro della discussione la promozione del bilinguismo a
partire dai primi anni di vita e di istruzione obbligatoria.
La conferenza che si svolgerà al centro della macroregione europea composta da
Lorena, Saar e Lussemburgo prende in esame il bilinguismo, un tema largamente
condiviso dai cittadini di questi tre paesi e che mette al vaglio
sia opportunità, bisogni e limitazioni di un insegnamento bilingue nei primi 10
anni di vita, sia il ruolo delle famiglie.
Il
dibattito sarà aperto dagli interventi del Ministro della Pubblica Istruzione
della Saar Annegret Kramp-Karrembauer, dal Console d'Italia Susanna Schlein e
dal Presidente della CNE Rino Giuliani (nella foto).
La relazione introduttiva sul tema "Plurilinguismo in contesto multiculturale"
sarà tenuta dal Rettore dell'Università per Stranieri di Siena Massimo Vedovelli
mentre la relazione sul tema" "Insegnamento plurilingue:bambini, genitori e
insegnanti come partner educativi" sarà svolta da Elke Montanari docente alla
Università di Coblenza-Landau.
E' prevista un grande partecipazione di operatori del settore, istituzioni
educative pubbliche e private, associazioni. E' aspirazione largamente diffusa
fra gli italiani residenti nella Saar il rilancio qualificato della lingua
italiana come importante lingua europea nel contesto aperto sul ruolo del
bilinguismo in Europa.
Il dibattito sarà concluso da Cesare Novelli presidente dell'Istituto Fernando
Santi.
LA LINGUA TEDESCA NON È UN OSTACOLO PER I NOSTRI GIOVANI IN GERMANIA:
L’APPRENDE CHI LO VUOLE NON SOLO I GENI
OLTEN\ aise\ -
Da Antonio Zulian riceviamo e pubblichiamo questo intervento a commento di
un servizio del quotidiano di Caracas, La voce d’Italia, riportato nei giorni
scorsi dall’Aise. In esso, il direttore Mauro Bafile, in occasione di una sua
visita in Germania, ad Hannover per la precisione, aveva raccolto le opinioni e
le preoccupazioni della reggente del Consolato sull’annoso problema dei
risultati scolastici degli italiani in Germania.
”Mi riferisco all’articolo
apparso su Aise il 30/10/09 delle ore 15.02 a titolo “Preoccupazione per un
sistema scolastico che castiga gli italo-tedeschi: i dati consolato di Hannover”
(vedi sotto).
Lungi
da me il desio di polemizzare con il giornalista firmatario dell’articolo in
questione, o con la sua testata, peraltro nobilissima. Una domanda, tuttavia,
posso pure porgliela, visto che sicuramente in quella redazione non saranno
ignari della materia.
Eccola: la lingua tedesca, è così sconosciuta, impraticata, ostica al punto che
è impossibile apprenderla? Non è che nella storia delle lingue europee, tramite
i commerci, l’arte, la politica, la cultura filosofica, la letteratura, le
invasioni buone o cattive, essa lingua è invece ben presente e radicata nella
nostra Europa? Non è che, nel tempo, siano stati qualche milione gl’italiani che
sono riusciti ad apprenderla e ad usarla per i loro scopi? Non è poi forse vero
che più si è giovani e più rapidamente si apprendono le lingue? Ecco, mi sarei
aspettato, ad un certo punto dell’intervista alla signora reggente del Consolato
di Hannover, Dr.ssa Cuccaro, non dico una domanda del genere, ma almeno la
seguente: “Signora, quale soluzione propone alla terrificante e desolata
situazione dei nostri discenti in Germania, visto che, dopotutto, ci devono
passare la vita , e il tedesco è per loro proibitivo?”. Eh, caspitina.
Allora ho cercato io nell’intervista d’intravedere almeno una piccola via
d’uscita, per i nostri già sconfitti pargoli di lassù. Ma ho trovato solo che,
nella circoscrizione consolare di detta signora “scuole private italiane non ce
ne sono”. Oibò. Diamine, se ci fossero state, altro che in Germania li avrei
mandati quei nostri poveri ragazzi, dove in effetti abitano. Tutti nelle private
italiche! Ma sempre in Germania, naturalmente. Alla faccia dell’integrazione!
Non basta, nossignori, perché questa signora Reggente, come un portacandelabri,
fila dritto; e alta e luminosa, spiega (col supporto della signora Patrizia Iod,
responsabile di chissà quali scuole) che, siccome, insomma, i genitori tornano
tardi, e che la scuola tedesca è molto selettiva, forse non sarebbe male
“valorizzare il concetto dell’importanza di una solida formazione culturale,
anche a costo di un sacrificio economico”. Vale a dire? Mah, forse le due
signore, riassumendo un pochino, volevano dire questo: che il tedesco in
Germania lo possono apprendere solo i figli di papà e quelli degli
intellettuali. Niente di più falso. Che i nostri pupilli meglio farebbero a
frequentare le scuole private, a pagamento, magari, qualora ce ne fossero. Che
il sistema scolastico tedesco è di una tale selettività che è quasi impossibile
giungere all’Università. Infine, che apprendere la lingua tedesca è come giocare
e vincere al superenalotto.
Incredibile. E la signora Cuccaro, Reggente consolare, sarebbe appena arrivata e
già si è mostrata competente e bene informata sui fatti scolastici relativi alla
nostra gioventù?
L’emigrazione italiana in Germania è ormai vecchia quanto il cucco. E anche lì,
come in Svizzera o in Francia, o Belgio, siamo arrivati alle quarte generazioni,
se come principio mettiamo l’immediato dopoguerra. Sicché, vorrei chiedere alla
Cuccaro e alla signora Iod, se è loro mai passato per la testa il sospetto che
siano migliaia e migliaia gl’italiani che, avendo ormai il solo passaporto
tedesco o ambedue, si sono perfettamente integrati, parlando il tedesco tanto
quanto gli autoctoni.
Se lo sanno che, la questione riguardante i genitori che tornano tardi dal
lavoro ecc., è una questione che riguarda tutte le etnie lì viventi, compresa la
tedesca. Se abbiano mai indagato sui risultati che ottengono a scuola i figli
degli altri immigrati in Germania, arrivati magari da qualche anno e non da
decenni come nel nostro caso. Ne avessero una visione attendibile, di certo
comprenderebbero che dalle loro parole si potrebbe anche dedurre che i nostri
figlioli sono tutti ignoranti e imbecilli.
Possibile? E ancora: se le due signore riescono ad immaginare le devastanti
conseguenze che avrebbero i nostri giovani, qualora frequentassero le scuole
private italiche, anziché quelle tedesche. In proposito, si sprecano gli esempi
di giovani italiani in Svizzera che hanno studiato nelle private, ma che,
volendo tornare in Italy sfruttando il titolo, se ne sono poi ripartiti,
pentiti, verso il luogo d’emigrazione di papà e mamma. A fare che? Ma
l’impiegato di basso livello, capperi, o l’operaio. Idraulico, meccanico,
muratore? Mamma mia che vergogna per la nostra rappresentanza all’estero!
Mannaggia, mai che un rappresentante dello stato italiano prenda il toro per le
corna e abbia il coraggio d’invitare il suo popolo a rendersi la vita più facile
imparando per bene la lingua del posto e con i propri mezzi. Mai uno sprone ad
impegnarsi di più, se si vogliono raggiungere gli obiettivi. Sempre scappatoie,
tra l’altro costose, e proposte indecenti s’inventano e ti spiattellano in
faccia. Possibile? Sì, è possibile. Perché se anche alla Signora Cuccaro domandi
se i Corsi di Lingua e Cultura italiana all’estero servono all’integrazione e al
miglioramento della resa scolastica dei nostri figli, Ella potrebbe anche
rispondere: “Perbacco, giustissimo”. E infatti, dopo l’articolo in parola, dopo
anche l’altro comunicato, a ruota questa volta, del Comites di Colonia (aise,
ore 18,49 dello stesso giorno)
che racconta come sia possibile, via Dvd, crescere in Germania con il tedesco
e l’italiano insieme (evviva!) mi aspetto tra breve l’ennesimo articolo a
titolo: più soldi per i Corsi, o qui in Germania l’italiano muore!
Gentile signora Cuccaro, mi risponda, la prego: che voto darebbe a quella coppia
di genitori italiani, o anche mista, come spesso capita, nata e cresciuta in
Germania (o Svizzera) ma che avesse dei figli in età scolare che non sapessero
nemmeno spiegarsi in tedesco, al punto da non capire cìò che a scuola si dice?
Io zero con minaccia di espulsione. E lei? E concludo: attenzione gente, che
sbandierando troppo il concetto d’italianità all’estero, o dando ascolto a certe
sirene, si rischia di creare parecchia emarginazione”. (aise)
PREOCCUPAZIONE PER UN SISTEMA SCOLASTICO CHE CASTIGA GLI
ITALO-TEDESCHI: I DATI CONSOLATO DI HANNOVER
DI MAURO BAFILE
"Sono 22, forse 23 mila gli italiani residenti nella Circoscrizione Consolare
di Hannover. Devo dire immediatamente che in Germania il problema più serio con
cui si confronta la nostra collettività è quello della selezione scolastica. La
scuola è altamente selettiva e sono pochi i figli dei connazionali che riescono
a mantenere il livello necessario per avere uno sbocco nelle Università”. Il
dito nella piaga. Subito. La dottoressa Maria Luisa Cuccaro, reggente del
Consolato Generale d’Italia ad Hannover, é diretta. Affronta senza indugi, un
argomento scottante. È in Germania da pochi giorni, ma appare molto informata e
competente. È evidente che già prima di assumere il delicato incarico, si era
informata sulla realtà della nostra collettività in Germania. Se poi, nel corso
della conversazione, tocchiamo un argomento che ancora non conosce, non ha
difficoltà ad ammetterlo”. Ad intervistare la nuova responsabile della sede
consolare di hannover è Mauro Bafile, direttore del quotidiano di Caracas “La
voce d’Italia”, che, oltre all’intervista, in questo numero pubblica un lungo
speciale dedicato agli italiani residenti in Bassa Sassonia.
”La reggente Cuccaro, in materia di sistema scolastico, conferma quanto riferito
dal Presidente del Comites, Giuseppe Scigliano. “È una spina nel fianco di noi
italiani in Germania. È selettivo, troppo selettivo. Ed é assai difficile che un
nostro giovane riesca ad accedere all’università”, sosteneva appunto Scigliano,
in una lunga conversazione seduti al bar della stazione. Lui, di fronte ad un
gelato; noi, sorseggiando un caffè.
L’incontro, fissato per le 9 del mattino, si svolge nell’ufficio della reggente
Cuccaro, una sala ariosa dall’aspetto confortevole. Arriviamo con cinque minuti
di ritardo. A Caracas e a Roma non se ne accorgerebbe nessuno, ma qui, in un
Paese in cui anche i treni partono ed arrivano in perfetto orario, può apparire
un’eternità.
”È comprensibile che, in un sistema come il tedesco – prosegue la dottoressa
Cuccaro – i figli dei nostri connazionali abbiano grosse difficoltà. I genitori
sono occupati nell’ambito lavorativo. Tornano a casa tardi, stanchi. Non
riescono a seguire i figli, ad aiutarli con i compiti. Insomma, i bambini devono
fare tutto da soli”.
Tanti, la gran maggioranza, non ci riesce. Tra i grandi scogli da superare c’è
quello della lingua. È difficile da parlare. Ancor più da capire. Da imparare,
poi… Chiediamo: Quali sono questi criteri selettivi?
Ce lo spiega la Dirigente Scolastica Patrizia Iod, responsabile dell’Ufficio
Scuole.
”Il settore della popolazione studentesca che riesce ad accedere all’università
– ci dice, - è composto per lo più da figli di professionisti, di intellettuali.
Sono i giovani che dopo le ore di scuola tornano a casa ed hanno i genitori non
solo disposti ad aiutarli nello studio, nei compiti; ma anche, anzi soprattutto,
capaci di farlo. C’é poi una fascia di giovani che, secondo i dirigenti
scolastici, non ha la preparazione adeguata per accedere all’università e che
sono orientati verso gli istituti tecnici. In ultimo, nel gradino più basso, c’é
lo studente che viene ritenuto impreparato anche per gli istituti tecnici.
Questi giovani troveranno lavoro nell’industria come operai o negli uffici come
impiegati poco qualificati. Ad esempio, come centralinista”.
”È in questo ultimo livello – interviene la reggente Cuccaro – quello in cui,
purtroppo la presenza dei giovani italiani é più numerosa”.
Quella dei figli dei nostri emigrati, come spiegano la reggente Cuccaro e la
dirigente scolastica Iod, é una realtà difficile da cambiare. Il cane che si
morde la coda. Proprio così, un circolo vizioso che è difficile, anche se non
impossibile, rompere. In effetti, i giovani hanno difficoltà ad imparare il
tedesco e quindi, a seguire le lezioni. A casa, poi, non possono contare
sull’aiuto dei genitori, che in molti casi non hanno gli strumenti per farlo. Ed
infine molti connazionali pensano che i figli, comunque, possono dedicarsi alle
attività che loro hanno avviato.
Ed il miraggio del salto sociale? Il desiderio del padre operaio di avere il
figlio universitario?, chiediamo.
La responsabile dell’Ufficio Scuole scuote il capo e ci dice: “no, non esiste.
Occorre valorizzare il concetto dell’importanza di una solida formazione
culturale, anche a costo di un sacrificio economico”.
La reggente Cuccaro, dal canto suo, insiste nella particolarità del sistema
scolastico tedesco. “È troppo selettivo”, afferma. “Non importa quanto sia
intelligente l’alunno. Se non riesce a seguire il ritmo fin dal primo momento;
se ha difficoltà all’inizio é difficile che poi riesca a recuperare”.
Spiega che ad Hannover, nella sua Circoscrizione Consolare, “non ci sono scuole
italiane private; solo alcuni istituti sperimentali bilingue”. Poi, per meglio
illustrare la realtà scolastica della nostra comunità, ci mostra uno studio
realizzato dal ministro degli Interni tedesco. Risale all’anno 2006-2007, ma
ancora oggi fa testo. Non ve ne sono di più recenti.
”Lo studio – tiene a precisare la reggente Cuccaro – é di tre anni fa. Quindi,
potrebbe essere cambiata qualcosa, anche se tutto lascia supporre che la
situazione sia immutata. Secondo il ministero, nel 2006-2007, gli alunni di
nazionalità italiana erano così distribuiti: il 4,49% frequentava scuole
speciali; il 29,58%, quelle del livello più basso; il 30,23%, quelle di livello
medio e solo il 20,26% il ginnasio e il liceo, che aprono le porte
all’università”.
Quindi, solo pochi superano i tanti scogli del sistema educativo e riescono ad
accedere agli atenei. Il resto é orientato ad altre attività.
Chi ha la responsabilità della selezione?
”Gli insegnanti, – spiega la responsabile dell’Ufficio Scuole - già dalle
elementari, gli alunni che mostrano un rendimento inferiore alla media vengono
orientati verso scuole dalle quali si esce tecnici o operai. Molte volte le
difficoltà dovute all’impatto con una lingua nuova e complicata per noi italiani
sono interpretate come anomalie gravi e, quindi, anche un giovane assai
intelligente può ritrovarsi in una scuola speciale””. (aise)
LE INIZIATIVE DELLA GERMANIA PER COMMEMORARE IN ITALIA IL
VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO
Vent'anni
fa, il 9 novembre 1989, cadeva il Muro di Berlino. Un evento storico di portata
globale. "Ma il Muro non è caduto solo a Berlino, è stato un evento epocale per
tutta l'Europa", sottolinea l'ambasciatore tedesco in Italia, Michael Steiner.
Tutto il 2009 è già stato caratterizzato da eventi dell'Ambasciata legati al
tema della caduta del Muro. Come la tavola rotonda del maggio scorso con
Gianfranco Fini, Wolfgang Schäuble, Umberto Eco e Lothar de Maizière per
approfondire il percorso fatto da Italia e Germania dopo la caduta del Muro. Per
l'occasione sul Colosseo, simbolo di Roma, è stato proiettato un pezzo di Muro,
quello che raffigura una Trabant. Si tratta di uno dei più noti dipinti della
East Side Gallery, il tracciato più lungo e famoso del Muro di Berlino, oltre un
chilometro di murales dipinti da 119 artisti di tutto il mondo dopo il 1989.
Anche la grande festa in occasione della Giornata dell'Unità tedesca è stata
sotto il segno della caduta del Muro: la serata è iniziata proprio con
l'abbattimento di un muro ricreato nel giardino della Residenza
dell'Ambasciatore.
Ora che il 9 novembre si avvicina, tutta l'Italia, da Torino a Palermo, ricorda
quello che accadde vent'anni fa con diverse iniziative.
A Roma l'ambasciatore Steiner, assieme al sindaco Gianni Alemanno, parteciperà a
diversi appuntamenti previsti nella capitale. Il primo sarà una conferenza
stampa, il 3 novembre, alle ore 12, presso la Sala delle Bandiere in
Campidoglio, per presentare tutti gli eventi organizzati dal Comune di Roma con
il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia.
Oltre un centinaio le iniziative organizzate nel corso di tutto il 2009 dalle 7
sedi italiane dell'Istituto di cultura tedesco Goethe-Institut tra proiezioni di
film, mostre, concerti, convegni, incontri e attività didattiche per le scuole.
Sempre a Roma presso l'Auditorium del Goethe il 9 e il 10 novembre alle 21 verrà
rappresentato lo spettacolo "Muro contro Muro", ideato dalla compagnia
TeatroZeta de L’Aquila, che attraverso la storia d’amore di Leda e Karl percorre
in più di trent’anni pagine di guerra, razzismo e violenze.
Sempre a Roma, il 26 e 27 novembre ci sarà il convegno "Memoria viva. Il sapore
dei ricordi", con esperti dall’Italia e dalla Germania e testimoni come Markus
Meckel, Riccardo Ehrman e Harald Hauswald.
A Milano il Palazzo delle Stelline di Milano ospita dal 9 al 27 novembre la
mostra di arte contemporanea "Nessuno è più dove voleva essere", con le opere di
Marcel Odenbach, Ulrike Mohr, Harun Farocki, Ulrike Kuschel, Nina Fischer e
Maroan el Sani. Le opere, video e lavori fotografici presentati per la prima
volta in Italia, illustrano da diverse prospettive la caduta del Muro e la
successiva riunificazione tedesca con i suoi processi di cambiamento sociale.
Concetti chiave come nazione e identità vengono sottoposti ad analisi critica.
A Napoli il 9 novembe è in programma una serata di gala presso il Teatro
Mercadante, con una lettura di Martina Gedeck, l'attrice protagonista del film
premio Oscar 2007 "Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck, dal
libro "La notte, in cui cadde il Muro". Ricordando la leggendaria esecuzione
delle Suite di J.S. Bach da parte di Mstislaw Rostropovitsch al Checkpoint
Charlie l’11 novembre 1989, Luca Signorini, primo violoncellista dell'Orchestra
del Teatro di San Carlo, eseguirà delle Suite di J.S. Bach. Sarà inoltre
proiettato il film documentario "Die Mauer" (Il Muro) di Jürgen Böttcher.
Al cinema Massimo di Torino prosegue, con una speciale sezione del
"Sottodiciotto Filmfestival – Torino Schermi Giovani", la proiezione di film
dedicati al ventennale della caduta del muro di Berlino. Verranno presentati
quattro film, realizzati negli anni predecenti alla sua caduta, che mettono in
scena turbamenti, amori, inquietudini e ribellioni del mondo giovanile nella
Germania divisa.
A Genova il 9 novembre il Palazzo Ducale ospita un incontro con Sergio Romano e
la mostra fotografica di Mario Dondero "Est / Ovest / Berlino novembre 1989",
che ritrae la vita quotidiana berlinese, all’Est come all’Ovest, nel periodo
immediatamente precedente e nei giorni della caduta del Muro. La mostra sarà
aperta fino al 7 gennaio 2010.
A Palermo l'anniversario verrà celebrato con il Globe Unity Orchestra Festival,
che dal 6 all'8 novembre ospita per la prima volta in Sicilia un gruppo di culto
di Berlino, la prima big band dedita alla Freie Musik di stampo europeo, la
storica Globe Unity Orchestra.
A Berlino, epicentro delle celebrazioni, è già scattato il conto alla
rovescia. Dal 7 al 9 novembre andrà in scena la "Festa della Libertà"(www.mauerfall09.de).
Il 9 alle 19 nella Pariser Platz ci sarà uno speciale concerto open air della
Staatskapelle di Berlino diretta da Daniel Barenboim, mentre presso la Porta di
Brandeburgo ci sarà la rappresentazione simbolica della caduta del Muro. Lungo
il percorso del Muro di allora verranno disposte tessere domino di enormi
dimensioni realizzate dagli studenti di Berlino, a farle cadere saranno la
cancelliera Angela Merkel, il sindaco di Berlino Klaus Wowereit, il premier
Silvio Berlusconi, il presidente francese Nicolas Sarkozy e quello russo Dimitri
Medwedew, il premier inglese Gordon Brown, il segretario di Stato americano
Hillary Clinton assieme a diversi altri politci, artisti e rappresentanti del
mondo della cultura. Oltre ai protagonisti dell’opposizione della DDR, sono
attese personalità quali il già ministro degli Affari Esteri tedesco
Hans-Dietrich Genscher e i premi Nobel Kofi Annan, Muhammed Yunus e Michail
Gorbaciov. La caduta delle ultime tessere darà il via ad uno spettacolo
pirotecnico seguito da un grande concerto. La simbolica caduta del Muro
rappresentata con le tessere domino verrà trasmessa in diretta e in esclusiva
dal canale tedesco ZDF dalle ore 19.25 alle 20.15. Centinaia di migliaia di
persone assisteranno a questo straordinario evento. (aise)
IL LAVORO A 20 ANNI DALLA CADUTA DEL MURO:
LE ACLI DI BERLINO CELEBRANO L’ANNIVERSARIO CON UN SEMINARIO INTERNAZIONALE DI
STUDI
Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani celebreranno a Berlino
l’anniversario dei 20 anni dalla storica caduta del Muro. Dal 5 al 7 novembre si
svolgerà infatti nella capitale tedesca, presso l’NH Hotel in Friedrichstrasse
96, un appuntamento internazionale di studi che vedrà coinvolti rappresentanti
delle Acli di 9 Paesi europei ed extraeuropei e relatori provenienti dalla
Germania, dal Belgio, dalla Francia, dalla Repubblica Ceca, dai Paesi Bassi e
dalla Romania. Tema del seminario, realizzato con il sostegno del Centro europeo
per i problemi dei lavoratori (Eza), dell’Unione europea e con il patrocinio del
Comitato economico e sociale europeo (Cese), sarà “Qualità del lavoro, qualità
nel lavoro. Lavoro e cittadinanza ai tempi della crisi globale”.
Il seminario è articolato in 4 sessioni, a partire dal pomeriggio di giovedì 5
novembre. Sabato 7 novembre, dalle ore 9.00, la tavola rotonda conclusiva “A
vent’anni dalla caduta del muro: centralità del lavoro e futuro sociale
dell’Europa”, con gli interventi di Michele Valensise, ambasciatore d’Italia in
Germania, Josef Niemiec, segretario confederale della Confederazione europea dei
sindacati (Ces), Raf Chanterie, presidente Eza, Erny Gillen, presidente di
Caritas Europa, e Andrea Olivero, presidente delle Acli italiane e della Fai, la
Federazione delle Acli internazionali.
Porteranno il loro contributo al dibattito Franco Narducci, vicepresidente della
Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, Patrizia Toia,
vicepresidente della Commissione Industria, ricerca e energia del Parlamento
Europeo, e Franco Siddi, segretario generale della Federazione nazionale della
stampa italiana (Fnsi).
Altri ospiti, nei giorni precedenti: George Hupfauer, presidente del Movimento
dei lavoratori cattolici tedeschi (Kab); Heino Sonnemans, teologo e successore
di Ratzinger presso la cattedra di teologia fondamentale all’Università di Bonn;
Jérôme Vignon, presidente delle Settimane sociali di Francia; Marie Zvolska
dell’Unione cooperative di produzione e lavoro ceche e moldave; Johan Van Rens,
olandese, già direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione
professionale (Cedefop); Pasqualino Mare dell’Associazione europea per la
formazione professionale (Evta); e George Clement, segretario generale
dell’Agenzia nazionale romena per l’occupazione della manodopera (Anofm). (aise)
IL CONSIGLIO DI DELEGAZIONE DELLE MCI IN GERMANIA:
IGNORATI DALLA CEI RIMANIAMO ANCHE SENZA IL DIRETTORE DELL’UFFICIO ESTERO DELLA
MIGRANTES
I l
26 e 27 ottobre scorsi si è riunito a Mainz il Consiglio di Delegazione delle
Missioni Cattoliche Italiane in Germania. Convocato per la verifica del recente
Convegno Nazionale svolto in settembre a Ludwigshafen, il Consiglio di
Delegazione non ha potuto fare a meno di riscontrare e ribadire il “disagio”
delle Missioni Italiane in Germania nei confronti della Fondazione Migrantes e
della segreteria della Conferenza Episcopale italiana. A spiegare il perché è
Tobia Bassanelli, membro del Consiglio di delegazione e direttore del portale
“web giornale.de”.
”Il malumore – scrive – era emerso chiaramente al recente Convegno Nazionale,
tenuto a Ludwigshafen il 14-18 settembre sul tema “Le nostre Missioni verso una
nuova missione”. Era apparso chiaro sia nella relazione del Delegato don Pio
Visentin che negli interventi di molti operatori pastorali. Disagio sfociato poi
in una lettera a mons. Mariano Crociata segretario generale della Cei (e per
conoscenza a mons. Bruno Schettino, presidente CEMI e della Fondazione Migrantes)
ed in un comunicato stampa. In ambedue i documenti si faceva il punto sulla
situazione, venivano espressi i motivi della delusione e formulate precise
proposte. Una prima delusione – ricorda Bassanelli – aveva già preso piede lo
scorso anno, in occasione del rinnovo delle cariche direttive dei cinque uffici
della Fondazione Migrantes. Alla guida di quello sulla pastorale per gli
italiani nel mondo ci si aspettava la riconferma di don Domenico Locatelli, il
cui dinamismo aveva sicuramente mantenuto e tonificato l’attenzione della Chiesa
italiana per i connazionali all’estero. Non fu così. Don Domenico veniva
sostituito con don Michele Morando, persona di ricca e qualificata esperienza
missionaria, ma completamente estranea al tradizionale mondo dell’emigrazione
italiana. Don Michele fu accolto bene e si avviò una bella collaborazione”.
”Ora purtroppo, per motivi che ci sono estranei, si è dimesso, e questo
dispiace. Ciò che nei mesi scorsi ha sconcertato gli operatori delle comunità
italiane in Germania – spiega ancora Bassanelli – è stata una dichiarazione di
Mons. Crociata, secondo la quale le Missioni sarebbero una realtà “residuale”,
superata, dove quindi – di conseguenza - non occorre investire più di tanto, né
in attenzione e men che meno in personale. Da qui la lettera di protesta del
Convegno alla segreteria della Cei, con le firme dei partecipanti. A questa
lettera mons. Crociata non ha ancora risposto”. Al Consiglio di Delegazione
della Germania è invece arrivata la risposta di monsignor Schettino, che,
illustra Bassanelli, “dichiara il suo grande apprezzamento per il lavoro svolto
dalle Mci, ma non entra nel merito dei problemi posti, ignorandoli
completamente”.
A “deludere ed irritare” il Consiglio di Delegazione anche un altro motivo e
cioè che “il comunicato stampa emesso alla fine del Convegno, se si escludono le
testate cattoliche in Germania “Corriere d’Italia” e “Webgiornale”, è stato
completamente ignorato dai media in Italia, e proprio a partire da quelli che
avrebbero dovuto maggiormente prenderlo in considerazione, quelli ecclesiali. La
Migranti-press ha preferito “lasciar perdere”, evitando così di trasmetterlo
alle altre testate cattoliche, Sir e Avvenire, e di permettere ai media
dell’emigrazione di riprenderlo”. “Sono questi – si chiede Bassanelli – semplici
incidenti di percorso? Non sembra. Dietro appare chiara una strategia, coerente
con il pensiero della segreteria della Cei: ridurre e poi tagliare i vecchi
ponti con le Mci, come realtà appunto superate, destinate presto a scomparire;
costringere le chiese locali ad assumere direttamente ed in pieno la
responsabilità pastorale degli italiani del posto, anche nella preparazione del
rispettivo personale”.
”Che sui tempi lunghi non ci siano alternative a questo cammino, imposto oltre
tutto dai normali processi di integrazione, è fuori di dubbio, almeno per i
centri minori”, concede Bassanelli. “Che questi tempi siano già maturi, viene
contestato da una lunga serie di argomentazioni esposte sia nella lettera a
mons. Crociata che nel comunicato stampa del Convegno di Ludwigshafen. Per cui
il Consiglio di Delegazione - e se ne fará interprete il Delegato Nazionale don
Pio Visentin con un apposito scritto alla Cei – chiede a Roma di affidare
nuovamente ad un operatore pastorale proveniente dal mondo dell’emigrazione la
guida dell’ufficio della Migrantes per la pastorale degli italiani nel mondo”.
A preoccupare il Consiglio di delegazione anche alcune “voci”: “ora che anche il
Direttore Generale mons. Piergiorgio Saviola – almeno secondo alcune
indiscrezioni – sta per lasciare l’incarico, sarebbe un grave errore
approfittare della momentanea crisi della Fondazione per azzerarla o per
accorparla ad altri organismi della Chiesa italiana. L’ottimo lavoro svolto nel
passato – dalle forti prese di posizione a favore degli immigrati, rischiando lo
stesso scontro con il Governo, alle numerose e qualificate pubblicazioni, come
il Dossier Immigrazione presentato mercoledì - ed il crescente peso della
mobilità umana nella società moderna e nella chiesa, impongono al contrario di
rafforzarne il peso e l’operato, con scelte coerenti e sagge. I Consigli di
Delegazione delle Mci in Europa, se debitamente consultati, non mancheranno di
collaborare in modo costruttivo in questa delicata fase, così da archiviare al
più presto gli attriti e le incomprensioni degli ultimi tempi, e lasciare spazio
ad una ritrovata armonia di intenti e di impegno”. Concludendo, Bassanelli, a
nome del Consiglio, sottolinea che “le Missioni italiane in Germania sono
coscienti di non durare a lungo, almeno nell’attuale struttura e con le odierne
dimensioni; da diversi anni, purtroppo, sono in calo costante, anche perché non
arrivano più sacerdoti dall’Italia (o non si vogliono più mandare!). Se c’è una
morte che chiude solo un passato, c’è anche una morte – ed è quella cristiana –
che apre un nuovo futuro: questo è il cammino intrapreso dalle Missioni italiane
in Germania al loro recente Convegno di Ludwigshafen. Un futuro – conclude – per
il quale tutti vogliono e si devono impegnare”.
DA GENNAIO GLI INGEGNERI
TOSCANI SI FORMANO IN GERMANIA: PRESENTATA L’INIZIATIVA DI REGIONE E DUALE
HOCHSCHULE
Formazione made
in Germany per gli ingegneri toscani, per i quali si prospettano nuove
opportunità di crescita professionale. Ad aprire un contatto con un Paese molto
appetibile per questo tipo di professione per l’alta concentrazione di grandi
aziende meccaniche, elettroniche e di telecomunicazioni è il protocollo d’intesa
siglato da Regione Toscana e scuola superiore Duale Hochschule della regione
Baden Wuerttemberg per lo sviluppo di un programma di mobilità degli ingegneri.
È nell’ambito di questo accordo che la Regione ha deciso di avviare il progetto
“Trans Engine”, che si propone di realizzare un sistema di mobilità per laureati
magistrali e laureandi in ingegneria degli atenei toscani, coinvolgendo le
facoltà di ingegneria delle Università di Firenze, Siena e Pisa che hanno
aderito con entusiasmo all’iniziativa.
A presentarla, oltre all’assessore all’istruzione, formazione e lavoro
Gianfranco Simoncini, sono intervenuti rappresentanti delle tre facoltà, guidati
dal preside di ingegneria dell’Università di Firenze Alberto Tesi. Per i
laureandi si tratterà di stage e attività di tirocinio, mentre per i laureati
saranno possibili esperienze temporanee di lavoro presso aziende della regione
tedesca.
L’iniziativa partirà dal gennaio 2010. La Regione si occuperà di dare
pubblicità, raccogliere le domande e rimborsare attraverso voucher, almeno parte
delle spese per viaggio, vitto e alloggio per quanto riguarda i giovani
laureandi, mentre per i laureati saranno le facoltà stesse, coordinandosi fra
loro, a selezionare i candidati.
Le offerte di lavoro o i posti di tirocinio disponibili saranno inviati
direttamente alla Regione dalla Duale Hochschule, così come le informazioni sui
profili professionali ric hiesti dalle aziende. La scuola metterà a disposizione
di ciascuno dei giovani ingegneri un tutor sul posto, per aiutarli nella ricerca
dell’alloggio e nella formazione linguistica.
”La concretizzazione di questo percorso - ha commentato l’assessore
all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini - è un fatto importante
in un momento che ci deve vedere impegnati al massimo per sviluppare il nostro
capitale umano per far tornare competitiva la nostra economia. Uno degli
strumenti principali per la crescita di questo capitale è lo scambio di
esperienze con altre regioni europee. Per questo abbiamo accordi bilaterali con
molte regioni e stiamo cercando di allargare ancora il nostro raggio di azione.
L’accordo con la regione tedesca del Baden Wuettemberg servirà anche ad
avvicinare il mondo dell’Università a quello produttivo creando positive
sinergie”.
Su questo punto si è soffermato anche il preside della facoltà fiorentina
Alberto Tesi, sottolineando il fatto che, per la prima volta le tre Università
intervengono con “approccio sinergico, facendo uno sforzo comune per offrire
nuove opportunità ai loro laureati”.
Per realizzare un sistema regionale di mobilità aperto a lavoratori, studenti,
apprendisti, neo laureati, ricercatori, imprenditori la Regione ha deciso di
destinare a queste attività circa 27 milioni di euro di risorse FSE per gli anni
dal 2007 al 2013. La Regione sostiene inoltre attività di alta formazione delle
Università, con un finanziamento di 5 milioni di euro l’anno.
GEMELLAGGIO TRA LA POLIZIA DI TERAMO E MEMMINGEN:
DAGLI ABRUZZESI
IL GRAZIE PER GLI AIUTI DOPO IL TERREMOTO
MEMMINGEN\ aise\ -
Una delegazione della Polizia di Stato di Teramo ha fatto visita nei giorni
scorsi ai colleghi di Memmingen, in Germania, in occasione dell’annuale Festa.
Guidati dal Sostituto Commissario Patrizia Corvaglia, gli aprutini hanno
portato i saluti del Questore di Teramo e, insieme ai colleghi tedeschi, hanno
visitato il campo di concentramento di Dachau e deposto una corona alla
Memoria dei Caduti di tutte le guerre. Durante la visita è stato pure siglato
il 14° gemellaggio tra i due corpi di Polizia, occasione, per gli abruzzesi,
anche per ringraziare i colleghi dell’aiuto ricevuto all’indomani del
terremoto del 6 aprile.
”Quest’anno – ha spiegato l’Ispettore Capo Giuseppe Calandrini, Vice
Presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Teramo – abbiamo
consegnato un attestato di Compiacimento alla Polizia di Memmingen per il
fattivo contributo dato in favore dei colleghi della Polizia di L’Aquila
colpiti dal sisma. Ricordiamo che la nostra Associazione ha da subito indetto
una raccolta fondi in favore dei poliziotti di L’Aquila, in servizio ed in
quiescenza, che dal terremoto hanno avuto seri danni; fondi che il 22 novembre
2009, in occasione del pranzo sociale, verranno consegnati al Presidente
A.N.P.S. di L’Aquila”. La cerimonia si svolgerà presso il Parco dei Piceni in
Campovalano di Campli (Teramo).
Pizzeria Santa Lucia
Il 17 ottobre 2009 è stata presentata la prima dello spettacolo teatrale per
bambini “Pizzeria Santa Lucia”. Il pezzo si rivolge a bambini a partire dai 4-5
anni.
Lucia Prestandrea, italiana di Stoccarda, autrice dello spettacolo, lavora da
anni nel mondo del teatro inizialmente come interprete e successivamente anche
come autrice. Con “Pizzeria Santa Lucia” si è realizzato un prodotto che aveva
un obiettivo chiaro sin dall’inizio: sfruttare il bilinguismo e il
biculturalismo in maniera simpatica e divertente.
Lo spettacolo si svolge al Kulturwerk, Ostendstraße 106 A 70188 Stuttgart.
Altre informazioni si trovano sul sito www.kulturwerk.de e i biglietti si
possono prenotare al numero di telefono: 07 11/4 80 89 99.
Le date degli spettacoli sono: 18.10.2009 ore 12:00 - 21.10 2009 ore 10:00/14:30
(due spettacoli) - 12.11.2009 ore 10:00/18:00 (due spettacoli) - 19.11.2009 ore
10:00/17:00 (due spettacoli) - 08.12.2009 ore 10:00.
Fini alla ‘Fiera del Libro’ di Francoforte:
“Scommettere sul libro significa credere nell’Italia civile”
La 61.esima
edizione della Buchmesse accoglie oltre settemila espositori provenienti da un
centinaio di Paesi. Più di 401.000 titoli in mostra. Il presidente della
Camera ha inaugurato ufficialmente il Padiglione Italia, alla presenza del
ministro Bondi
Francoforte,
14 ott. - (Adnkronos) - Apre i battenti a
Francoforte
la 61esima edizione della
Fiera del Libro, con la Cina ospite d’onore. Nel pomeriggio il
vice presidente cinese Xi Jinping, sara’ al fianco della cancelliera tedesca
Angela Merkel per il discorso di inaugurazione della Buchmesse. Alla Fiera del
Libro di Francoforte saranno
presenti oltre settemila espositori provenienti da un centinaio di Paesi di
tutto il mondo con le ultime novita’ editoriali.
L’evento Fiera si svolge su uno
spazio di 171.790 metri quadrati, con oltre 401mila titoli in mostra. Al piu’
importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti in programma
nella citta’ tedesca da domani fino a domenica 18 ottobre, gli organizzatori
attendono oltre 300mila visitatori (per informazioni il sito e’
http://www.buchmesse.de/de/).
A rappresentare il nostro Paese
alla Buchmesse 2009 ci sara’ un numero crescente di editori. La Fiera attende,
infatti, per questa edizione
circa 350 editori italiani (lo scorso anno erano oltre 300). A
inaugurare ufficialmente il Padiglione Italia è stato
il presidente della Camera Gianfranco Fini alla presenza del ministro per i Beni
e le Attivita’ culturali Sandro Bondi. “Scommettere
sul libro significa credere nell’Italia civile”,
ha detto Fini. Che spiega: “Abbiamo invitato gli editori a presentare i loro
libri nel campo della saggistica politica
con l’idea di favorire la piu’ ampia conoscenza
possibile delle opere che parlano delle idee e dei problemi del nostro tempo,
all’insegna del pluralismo e della ricchezza culturale”. Per il presidente Fini,
quindi, “la diffusione della lettura, della cultura e della conoscenza può
fornire un notevole contributo all’affermazione di una più solida etica del
confronto e del dialogo. Ritengo che questa importante opera di educazione
civile possa e debba trovare interessanti momenti di collaborazione tra le
Istituzioni e il mondo dell’editoria
Presenti anche il presidente
dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo, l’ambasciatore
Michele Valensise, il console italiano a
Francoforte
Bernardo Carloni e i
principali editori italiani. Alla Buchmesse l’Italia sara’ presente con ‘Punto
Italia’, uno spazio espositivo di 276 metri, maggiore rispetto agli anni scorsi,
collocato come da tradizione nel padiglione 5 (Halle 5.1 C902) e realizzato
dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e dall’Istituto per il Commercio Estero
(ICE).
In collaborazione con il ministero
per lo Sviluppo Economico e il ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali.
Per oggi è previsto anche un cocktail in onore di Umberto Eco, per festeggiare
l’uscita di ‘Vertigine della lista’ (ed. Bompiani). Mentre domenica 18 ottobre
lo scrittore e germanista
italiano Claudio Magris ricevera’ il Premio della Pace dei librai tedeschi.
Nelle ultime settimane, ha
suscitato non poche polemiche la presenza alla Buchmesse
dell’ex Impero celeste in qualita’ di ospite d’onore,
a venti anni dal massacro di Tiananme,. Gli organizzatori hanno lavorato per
quindici anni per assicurare che la Cina fosse presente come ospite d’onore alla
manifestazione. E il direttore della Fiera, Juergen Boos, ha piu’ volte
sottolineato che la presenza cinese a Francoforte sara’ occasione per una
discussione aperta sul tema dei diritti e della censura in Cina. Mentre la
cancelliera tedesca ha promesso di affrontare la questione: “Chiariro’
nei mei colloqui che la liberta’ di opinione non e’ una minaccia ma una chance”,
ha detto Angela Merkel. Alla Buchmesse sara’ presente anche il Premio Nobel per
la Letteratura Gao Xingjian, che vive in esilio in Francia.
Nel Punto Italia verranno invece
presentati ed esposti i 1.500
titoli di 55 editori italiani (5 in piu’ rispetto allo scorso anno).
Seguira’ alle 11.30 l’incontro con la stampa nella Room Brillanz nella Halle 4.2
della Buchmesse: l’occasione sara’ utile per presentare cifre, tendenze e
prospettive sullo stato dell’editoria in Italia. Dopo la cerimonia inaugurale
verra’ presentato il Rapporto dell’Aie sulla nostra editoria. Dai primi dati
emerge che e’ cresciuto l’export italiano (+1%), sono diminuite le traduzioni da
lingua straniera (19% rispetto al 25% di titoli tradotti qualche anno fa) ed e’
aumentata la vendita dei diritti di edizioni di titoli italiani. La nostra
editoria appare cosi’ maggiormente autonoma: dal 2001 a oggi e’ aumentato del
94%, raggiungendo i 3.490 titoli venduti, il numero di libri di cui gli editori
italiani cedono i diritti di edizione.
Anche l’import, dal 2001 a oggi, fa
segnare una crescita del 43% per un totale di 7.730 titoli. Tra il 2000 e il
2007 e’ cresciuta del 13.8% la domanda di libri religiosi ed e’ aumentata la
produzione di questo tipo di titoli, circa quattromila nel 2008, in larga parte
provenienti dal circuito dell’editoria cattolica, con un mercato che a prezzo di
copertina vale 235 milioni di euro.
Perché lo fate, signori del
governo?
di Mauro Montanari
Se c’è a questo mondo un giornale rispettoso
dei motivi di tutti, questo è il Messaggero di S. Antonio. Se c’è un direttore
mite e nel contempo autorevole; modesto, sì, ma che vanta un prestigio che non
tutti hanno, questo è il direttore del Messaggero, pdr. Luciano Segafreddo.
Ora, quando padre Luciano esce con un corsivo, come quello che abbiamo letto
nell’ultimo numero del suo giornale, “L’Italia non dimentichi l’altra Italia”,
così chiaro, ma anche così appassionato, vuol dire che la misura è colma anche
tra i miti. Citiamo: “Tagli a fondi e consolati e nessun progetto governativo
per il rilancio. La sensazione è che, da parte delle istituzioni italiane ci sia
un crescente disinteresse per i connazionali all’estero”.
Ancora: “Manca un indirizzo chiaro che esprima quanto il parlamento ed il
governo italiano intendono attuare per riattivare i rapporti con i loro enti e
le loro istituzioni operanti nel mondo”.
L’avessimo detto noi, che siamo notoriamente scapestrati, sarebbe state parole
tra le altre. Dette da padre Luciano, queste parole fanno un certo effetto.
Perché descrivono una verità tanto vera quanto disarmante. Non c’è un progetto.
Si va a tentoni. Si taglia tanto per tagliare, perfino quando non c’è
convenienza a farlo, né nell’immediato, né nel lungo periodo.
A Saarbrücken, il Ministerpräsident in una lettera al ministro Frattini offre
locali per il consolato a spese del Land. Neppure una risposta, che avrebbe
marcato, perlomeno, la buona educazione istituzionale. Norimberga è uno snodo
centrale per i traffici in Europa. A conti fatti da esperti, chiudendo i due
consolati i risparmi sarebbero rispettivamente di 60.000 e 165.000 euro
all’anno, visto che il personale comunque rimarrebbe, anche se dislocato
altrove.
Quelli sarebbero risparmi? Ma non prendiamoci per i fondelli, signori del
governo. Allora la domanda è: perché lo fate? Volete fare un dispetto alle
comunità italiane in Europa? Volete farci capire che non contiamo nulla? Che per
voi siamo zero? I tagli si concentrano poi anche sulla diffusione della lingua e
della cultura. Ma perché, signori del governo, il Paese esporta molto di più? Un
Paese come il nostro, che vive di turismo e che può essere considerato il grande
museo dell’arte mondiale, può veramente fare a meno della diffusione della
lingua e della cultura? Crediamo di no!
Quello che sta succedendo non si spiega solo con i tagli alla spesa pubblica,
senz’altro necessari in certi capitoli. Ma qui si va molto oltre, al di là della
ragionevolezza. C’è qualcosa di autolesionista nella politica del governo.
Sembrerebbe quasi una malattia. Anche i molti che all’estero, in particolare in
Germania, hanno sostenuto questa maggioranza, cominciano a farsi delle domande.
Certo, gran parte della politica per gli italiani all’estero è fatta
dall’Amministrazione, non dal personale proprio della politica. Tuttavia, un
qualche foglio da firmare sul tavolo del sottosegretario Mantica arriverà pure
di tanto in tanto. Ma allora perché lo firma? Perché nessuno si fa vivo per
spiegare cosa succede?
(Dal Corriere d'Italia)
Chiusura del Consolato:
autunno caldo a Saarbrücken
Si annuncia un autunno
caldo nel Saarland dove un’ondata d’indignazione ha colpito gli italiani e gli
amanti dell’Italia residenti in quello che è definito “il più italiano dei
Bundesländer”. Il 29 settembre, il maggiore quotidiano della regione ha
annunciato la definitiva chiusura del nostro consolato a Saarbrücken.
A nulla sono valsi gli appelli del Capo del governo regionale Peter Müller; a
nulla sono valse le statistiche che dimostrano l’alta densità dei rapporti
economici e culturali tra questo Land e l’Italia; a nulla è valsa la
dimostrazione che oltre 23.000 italiani hanno realmente bisogno dei servizi
consolari. La risposta del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini: Niet!
Oppure, come si dice a Napoli, “manco p’ a capa!”.
Ora la gente comincia veramente a realizzare che tra qualche mese per
richiedere una carta d’identità o un passaporto, per richiedere il rilascio di
una delega o un certificato di stato libero dovrà sciropparsi 400 Km di
strada, 200 andata ed altrettanti di ritorno. Non parliamo poi dell’assistenza
in questo Bundesland dove la disoccupazione italiana sfiora il 20%, dove la
presenza italiana nelle 5 carceri della regione è più che consistente e dove
la popolazione invecchia inesorabilmente. La gente ha quindi realizzato e
reagisce.
Domenica 11 ottobre il Comites del Saarland ha riunito attorno ad un tavolo i
rappresentanti delle associazioni, dei sindacati e degli enti per coordinare
una serie di azioni in quello che sarà un autunno caldo nella tranquilla
Saarbrücken. La prima settimana di novembre vari Stand sparsi nella regione
informeranno i cittadini sull’irrazionalità di questa decisione presa a
tavolino in una Roma più lontana che mai. Tutti dovranno sapere che il
Consolato è reduce di un costoso trasloco ultimato poco tempo fa, nel mese di
marzo del 2007!
Tutti dovranno rendersi conto delle inevitabili spese che dovrà sostenere il
Consolato Generale a Francoforte per accogliere l’archivio di una smantellata
sede di Saarbrücken e tutti dovranno venire a conoscenza dell’incomprensibile
rifiuto rivolto all’offerta del Ministro Presidente e Presidente di turno del
Bundesrat Peter Müller di accogliere gratuitamente la struttura consolare in
locali di prestigio della cancelleria di Stato di Saarbrücken.
Tutti saranno informati ed invitati al corteo del 14 novembre affinché
l’opinione pubblica si renda conto che nel Saarland vive una collettività
tranquilla, laboriosa e che non ha le peculiarità del gregge, facendo sentire
la propria voce per difendere i propri legittimi interessi.
ANCHE A SAARBRÜCKEN NASCE IL COMITATO DI COORDINAMENTO
CONTRO LA CHIUSURA DEL CONSOLATO
Lo scorso 7 ottobre
si è costituito a Saarbrücken, nella sede del Comites locale, un comitato di
coordinamento a sostegno delle iniziative da intraprendere per scongiurare la
paventata chiusura del Consolato.
Il Comites, in cooperazione con il comitato di coordinamento - cui hanno dato la
loro adesione diverse associazioni e privati cittadini – ha deciso di
intraprendere una serie di iniziative. Il prossimo 7 novembre, infatti, nei vari
capoluoghi di provincia del Saarland, verranno allestiti appositi stand per la
raccolta di firme contro la decisione ministeriale di chiudere il Consolato.
Quindi, sabato 14, a partire dalle 11.00, avrà luogo un corteo che partirà dal
Rathaus di Saarbrücken, si snoderà nelle vie principali della città per poi
tornare, dopo una breve sosta sotto gli uffici della sede consolare, al Rathaus.
"La collettività italiana del Saarland – sottolineano oggi dal Comites – vuole
mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a concordare con
l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze di
risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani
all’estero. La maggioranza della collettività – comunicano dal Saarbrucken –
potrebbe accettare una trasformazione del Consolato in agenzia consolare, ma non
l’ipotesi di uno sportello o un Consolato onorario. Queste due ultime
possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei servizi, né
la continuità, né la rappresentatività ed i fondamentali diritti civili".
Un progetto per
l'integrazione riuscito
I l
progetto „Squadra di strada“, avviato due anni or sono dal Comites di Hannover
in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con la società sportiva GS
74 è diventato una realtà calcistica e nello stesso tempo un modello di come
integrare i giovani italiani nella realtà in cui vivono. Nella squadra, oltre
alla stragrande maggioranza di ragazzi italiani, ci sono anche un Greco, un
Portoghese ed alcuni tedeschi. Durante la settimana s’ incontrano alla guida
dell’allenatore Rosario Frattallone per gli allenamenti. Hanno un campo sportivo
nella zona di Limmer str., giocano nella terza categoria ed in classifica hanno
nove punti. Ogni domenica pomeriggio alle tre, molti italiani si danno ormai
appuntamento al campo sportivo e seguono la squadra con passione. La incitano,
soffrono e gioiscono con loro. Alcune volte si sono organizzate addirittura
grigliate con i tifosi della squadra avversaria. Il Comites continua a seguire
attraverso il Presidente ma soprattutto attraverso Claudio Provenzano le
attività della nuova squadra. Nei mesi scorsi si è costituita una società
sportiva regolarmente registrata presso il notaio che porta il nome "Figli
d'Italia.".
Tantissima è la soddisfazione dei due rappresentanti del Comites che fino ad
oggi non hanno perso una partita e fanno parte della società sportiva. Hanno
visto crescere questo gruppo ed hanno affiancato il vero cuore della squadra
ovvero Rosario Frattallone. Tantissimi sono i ragazzini che ad Hannover sognano
di correre con i colori italiani. Sabato 11 ottobre nei paraggi del municipio
della città sono state consegnate le nuove magliette ai giocatori che portano
con orgoglio sul petto sia il logo della squadra che quello del Comites. Molti
sono convinti che questa è la base di una realtà che lascerà parlare
positivamente della comunità italiana nel futuro. I giocatori oltre ad essere
affiatati seguono naturalmente le attività del comites che li coinvolge
soprattutto negli eventi che riguardano la loro età ed i loro interessi.
Scherzando il Presidente del Comites scigliano ha fatto notare che ad Hannover
in futuro non ci saranno bisogno di quote imposte dall’alto per inserire i
giovani nel comitato.Questo è il metro con cui molti politici dovrebbero
misurarsi. Chi semina raccoglie i frutti se l’intenzione di chi ha seminato è
stata quella di vivere insieme agli altri socializzando capitali e conoscenze
per il bene della collettività in cui si è scelto di vivere. Fare gruppo non è
un’ imposizione ma una scelta.
Vivere insieme significa anche crescere insieme e dividere gioie e dolori. Nello
sport questo è il primo principio. Non si aggrega nessuno solo con la demagogia
e nessuno segue gli stregoni che per mestiere difendono le loro parrocchie.
Il prossimo convegno regionale che il Comites di Hannover sta organizzando per i
giovani della Bassa Sassonia (si terrà giorno 19 dicembre dalle ore 14,00 alle
ore 18,00 nel palazzo dei congressi di Hannover) lo sta organizzando il giovane
Claudio Provenzano appoggiandosi naturalmente al gruppo che già è in movimento
per far finire il tutto in una grande festa. La prima festa dei giovani italiani
della Regione.
Alla festa naturalmente non mancheranno i giovani di altre nazionalità e
soprattutto i loro coetanei tedeschi.
LA PROGRAMMAZIONE DEL COMITES DI HANNOVER AL CENTRO
DELL’INCONTRO TRA IL PRESIDENTE SCIGLIANO E L’INCARICATA PER L’INTEGRAZIONE
DEHIMI
HANNOVER\ aise\
- Si è tenuto lo scorso 10 ottobre l’incontro tra il presidente del
Comites di Hannover Giuseppe Scigliano e l’incaricata per l’integrazione della
Regione Bassa Sassonia, Honey Deihimi. La riunione, tenutasi nella sede del
Ministero della regione, è stata voluta dal presidente Scigliano per stabilire
una collaborazione riguardante il vasto programma che il Comites di Hannover
intende realizzare nei prossimi mesi.
L’incontro è durato circa due ore e tantissimi sono stati gli aiuti che la
responsabile per l’integrazione ha offerto al presidente del Comites. Non per
ultimo, la possibilità di mediare, presso alcuni ministri regionali, per la
realizzazione di due convegni che si terranno a dicembre, uno sulla salute e
l’altro per i giovani.
Molte le offerte reciproche e gli spunti emersi durante l’incontro,
specialmente in merito alla campagna sulla doppia cittadinanza che il Comites
intende avviare, nonché sulle attività rivolte all’integrazione.
Tra le altre iniziative in programma, da segnalare il Convegno sulla Salute
che si terrà il prossimo 18 dicembre nel Palazzo dei Congressi di Hannover,
una mostra fotografica sugli anni cinquanta nella sede del Consolato Generale
e la seconda edizione del premio Comites.
In fase di realizzazione ci sono poi varie iniziative per sensibilizzare alla
doppia cittadinanza, una ricerca sulla situazione degli anziani, una tavola
rotonda sulla prevenzione della criminalità, tre manifestazioni culturali per
gli italiani e delle iniziative rivolte all’integrazione in loco.
Quanto all’informazione, verranno realizzati 2 numeri del Bollettino e una
ricerca, condotta insieme ad altri quattro Comites della Germania, per
stabilire il grado di partecipazione alla vita sociale e culturale del posto
nonché il loro grado di integrazione.
Inaugurato a Waiblingen
il patronato EPAS
È stata inaugurata il 19
settembre scorso a Waiblingen, nei pressi di Stoccarda la nuovissima sede
del patronato Epas Fna (Obere Sackgasse 6, di fronte Parkhaus Markgarage).
"Il patronato Epas - afferma la
nuova direttrice, Anna Mastrogiacomo - vanta 311 uffici in Italia e 4
all’estero. Con l’apertura della nostra sede in Germania vogliamo offrire ai
nostri connnazionali un servizio ancora più efficiente e concreto”.
Il nuovo
patronato si occuperà di pensioni in Italia e Germania, ricostruzioni
contributive, estratti contributivi, accreditamento contributi figurativi,
assegni familiari, ricorsi indebiti pensionistici, rendite da infortuni,
assistenza per ricorsi amministrativi e giudiziari, compilazione moduli
pensionistici.
Albanese risponde a Razzi sul Consolato onorario a Norimberga
Il Presidente del
CTIM Germania ha inviato una lettera all’On. Razzi, prendendo posizione in
merito alle opinioni da lui espresse nel suo comunicato stampa.
Egregio
On. Razzi,
poichè sono stato chiamato in causa in Suo recente comunicato, non posso fare a
meno di chiarire la posizione mia e del CTIM-Franconia sulla programmata
chiusura del Consolato d’Italia in Norimberga.
Le rammento qui che non sono l’unico a reagire in maniera negativa alla Sua
proposta di un Consolato Onorario: della stessa mia opinione sono il locale
Comites, le Associazioni, gli Enti e i componenti del “Coordinamento per il
mantenimento del Consolato”.
Ma veniamo al punto. Quando Lei mi consiglia di leggermi attentamente la
Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, constato che non vi è nessun
nesso logico con la Sua proposta, in quanto detta Convenzione, al capitolo
riguardante l’<Ordinamento applicabile ai
funzionari consolari onorari> parla solo di agevolazioni, privilegi,
immunità, esenzioni varie che spettano anche ai consoli onorari.
Quando poi Lei afferma che un Consolato onorario erogherebbe (cito il Suo
comunicato) “gli stessi servizi di quelli ordinari, con l’unica differenza che i
costi del funzionamento della Sede consolare non sono a carico dello Stato ma
del Console onorario”, ho l’impressione che la Sua proposta in merito sia
alquanto superficiale. Questo per una serie di fattori: 1. entità della
comunità in loco; 2. costi del personale necessario; 3. costi fitto e
funzionamento degli uffici; 4. costi per iniziative in campo commerciale e
culturale; 5. costi di rappresentanza, da non trascurare.
In base a ciò, non oso quantificare la forza finanziaria necessaria per
sopperire a tutte le spese che un eventuale Console onorario a Norimberga
dovrebbe assumersi, in cambio di qualche privilegio. Sarà forse poco esoso
essere Console onorario nelle Bahamas o in Islanda, ma non nella capitale delle
tre Franconie! Qui vi sono oltre 28.000 Italiani da seguire, con tutte le loro
esigenze e problematiche, come la scuola dei nostri figli, come l’elevato numero
di disoccupati ed emarginati, di carcerati, ecc. ...
Gentile On. Razzi, mi chiedo e Le chiedo: ma perché questa Sua proposta
“toccasana” contro lo smantellamento della rete consolare deve valere solo per
Norimberga? Forse perché qui si vuole zittire una comunità viva e forte, che
lotta compatta per il mantenimento dei propri sacrosanti diritti?
Ribadisco che uno Stato come l’Italia ha bisogno di continuità nella sua
Rappresentanza all’estero; essa non può essere delegata, soprattutto in
Germania, a un privato o imprenditore e soggetta pertanto alle fortune
economiche di questi. Esempio eclatante: il Consolato onorario della Grecia, che
proprio recentemente a Norimberga ha dovuto chiudere per fallimento finanziario
del suo Reggente.
Sicuro di avere espresso l’idea e la volontà della stragrande maggioranza della
nostra comunità qui residente, La invito nuovamente a fare Sue le nostre
rivendicazioni ed appoggiare la richiesta di lasciare a Norimberga almeno
un’Agenzia consolare, escludendo l’ipotesi di un Consolato onorario o Sportello.
Lucio Albanese
Componente Comites
Coordinatore CTIM
Franconia
Presidente CTIM
Germania
|
Min.Pres.Seehofer |
 |
Il
Ministro Presidente della Baviera Seehofer scrive a Frattini per il
mantenimento della Sede consolare a Norimberga
Il CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) della Franconia,
dopo aver interessato il Deputato regionale Jürgen W. Heike e il Ministro
bavarese dell'Ambiente e Salute Markus Söder (ambedue CSU), apprende con
grande soddisfazione dallo stesso Deputato dell'intervento del Ministro
Presidente della Baviera, Horst Seehofer.
In una lettera (clicca
qui per vedere originale) al Ministro degli Affari Esteri Franco
Frattini, il Ministro Presidente si esprime contro la chiusura del Consolato
di Norimberga, sottolineando l'importanza degli ottimi rapporti esistenti
tra la Baviera e l'Italia; questo, grazie anche al supporto dei Consolati di
Monaco e Norimberga. Esprimendo la sua preoccupazione per la possibile
chiusura del Consolato di Norimberga, fa appello al Ministro degli Affari
Esteri italiano affinché si possa, anche per il futuro, contare su questa
Rappresentanza della Repubblica Italiana nel Nord della Baviera.
Il CTIM-Franconia nota - dopo i
molteplici interventi del Sindaco e dell'intero Consiglio comunale
di Norimberga, dei diversi Deputati regionali, di Sottosegretari e Ministri
bavaresi e, ora, del Ministro Presidente Seehöfer - che questa decisione "di
ristrutturare " la rete diplomatica italiana all'estero eliminando
importanti sedi consolari, viene vista anche dai politici locali in modo
sfavorevole e preoccupante.
|
J.Heike |
 |
Il CTIM-Franconia,
condividendo questa preoccupazione, rivolge, anche a nome del locale
Comites, del Comitato per il mantenimento del Consolato e, soprattutto, dei
tanti connazionali (oltre 28.000) che vivono nella circoscrizione consolare
di Norimberga, un chiaro e forte appello ai responsabili del Governo,
affinché avvenga una seria, interessata e pacata riflessione su questa
cosiddetta "ristrutturazione", in modo da poter trovare una via d'uscita, o
un compromesso, che salvaguardi gli interessi di tutti.
Soprattutto, come da
noi già da tempo proposto, si chiede di valutare seriamente le possibilità
di risparmio esistenti sui diversi capitoli di spesa, quali, ad es., i costi
della locazione e del personale di ruolo. Le alternative ci sono;
ciò che occorre, ora, è la volontà politica dei nostri governanti.
La volontà, dati
alla mano, di confrontare i singoli costi per permettere allo Stato un reale
risparmio senza danneggiare l'immagine dell'Italia e del Made in Italy - e
senza sminuire il diritto della nostra comunità ai servizi amministrativi
del proprio Paese di appartenenza.
|
M. Söder |
 |
Noi del CTIM, del
Comitato per il mantenimento del Consolato, del Comites, le Associazioni e
gli Enti tutti qui operanti e, ora, anche il Ministro-Presidente bavarese
Seehofer, ci aspettiamo che queste possibilità e proposte vengano prese
seriamente in considerazione, e non ignorate o frettolosamente liquidate.
La chiusura del
Consolato di Norimberga significherebbe la perdita di un importante punto di
riferimento non solo per la nostra numerosa comunità e per le Istituzioni
locali, ma anche per le aziende italiane e tedesche che hanno, o desiderano,
rapporti con l'Italia.
In considerazione
del fatto che lo Stato Libero di Baviera (che è il maggior Land tedesco e
gode come regione una particolarità istituzionale e una legislazione
autonoma) vede nell'Italia il primo partner per gli scambi economici,
ci auspichiamo che, nell'interesse di tutti e
contrariamente a quanto avvenuto con il Presidente del Saarland Peter Müller,
venga data ora un'urgente risposta al Ministro Presidente Seehofer -
e a noi.
Presidente CTIM-Germania
Coordinatore CTIM-Franconia
Consigliere Com.It.Es. Norimberga
Il Comites di Monaco di Baviera solidale con i
connazionali contro la chiusura del Consolato di Norimberga
“Tale decisione graverebbe sui nostri connazionali della Franconia, costretti a
numerose ore di viaggio per collegarsi con la capitale bavarese”
Di fronte alle
recenti notizie secondo le quali la Direzione Generale per le Risorse Umane del
Ministero degli Affari Esteri avrebbe annunciato la chiusura del Consolato di
Norimberga entro il 1 giugno 2010 e l’assegnazione dell’area di sua competenza
al Consolato Generale di Monaco di Baviera, il Comites di Monaco di Baviera (pur
in considerazione della necessità di una ristrutturazione della attuale rete
diplomatico-consolare che aggiorni la presenza internazionale dell’Italia)
segnala:
·
quanto pesantemente tale decisione graverebbe sui nostri connazionali
della Franconia, costretti a numerose ore di viaggio per collegarsi con la
capitale bavarese;
·
l’inadeguatezza delle strutture fisiche del Consolato Generale di
Monaco di Baviera, già oggi non a norma secondo la legge sulla sicurezza e
l’igiene dei luoghi di lavoro e bisognose di una ristrutturazione architettonica
per accogliere uffici più grandi, sale di attesa adeguate ed archivi in grado
di assorbire la documentazione relativa ai circa 38.000 connazionali oggi
residenti nella circoscrizione di Norimberga;
·
l’inadeguatezza della struttura organica del Consolato Generale di
Monaco di Baviera che - a fusione avvenuta - risulterà fortemente ridotta
rispetto alla somme dell’attuale personale di Monaco e Norimberga, fortemente
ridottisi negli ultimi mesi ed in via di ulteriore contrazione. Ciò finirà per
penalizzare i cittadini italiani in termini di qualità e celerità dei servizi
erogati ed in termini di presenza esterna presso le realtà associative della
nostra comunità e verso le autorità bavaresi e cittadine.
Il Comites di Monaco di Baviera esprime la propria solidarietà ai
connazionali della Circoscrizione Consolare di Norimberga impegnati in questa
delicata, ma importante vertenza a difesa dei propri diritti di piena
cittadinanza ed invita il Ministero a rivedere una decisione che - così
concepita e gestita - rischia di avere un forte impatto sulla qualità del
servizio per tutti gli italiani residenti in Baviera.
Nota: A
quanto espresso dalla mozione, aggiungo la solidarietà al personale del
Consolato, le cui già difficili condizioni condizioni di lavoro rischiano di
essere rese ancora più precarie dalla paventata decisione.
Claudio Cumani, Presidente
del Comites
L’amministrazione pubblica italiana e la promozione
dell’Italia, un binomio impossibile?
Quale membro del Gruppo di Coordinamento per il mantenimento del Consolato
d’Italia in Norimberga mi sto documentando attualmente su diversi aspetti
collegati ad un’eventuale chiusura del Consolato e, innanzitutto, sulla
questione dell’importanza della fiera di Norimberga per gli operatori
commerciali italiani.
Constato, per prima cosa, che il 23 luglio 2009 è stato presentato il rapporto
ICE per il 2008 che vede una crescita del solo 0,3 % nelle esportazioni, ma
conferma il primo posto della Germania nella graduatoria di destinazione delle
nostre esportazioni.
Non posso fare poi a meno di citare un modo di dire norimberghese diffusosi nel
19° secolo "Le merci di Norimberga arrivano ovunque” che sottolinea, in modo
molto significativo, non solo l’importanza delle merci ivi prodotte, bensì anche
quella della posizione geografica della città francone nel cuore dell’Europa del
tempo. Tale posizione di privilegio è stata riconquistata dalla Franconia nel
corso degli ultimi venti anni, in seguito alla caduta dei regimi totalitaristici
dell’Europa dell’est ed all’allargamento dei confini dell’Unione Europea, e ne
fa una zona di rilievo strategico quasi ineguagliabile dal punto di vista
commerciale.
La fiera di Norimberga è tra le prime 20 al mondo e tra le prime 10 in Europa.
Le manifestazioni della fiera di Norimberga comprendono al Centro Fiere di
Norimberga 100 fiere specializzate a livello internazionale e congressi
internazionali. Ogni anno partecipano alle manifestazioni del Centro Fiere
27.000 espositori (di cui 37% provenienti dall’estero), 895.000 visitatori
specializzati (di cui 20% provenienti dall’estero) e 365.000 partecipanti alle
manifestazioni a latere del Centro Fiere e di organizzazioni private. La Fiera
di Norimberga ha fondato società affiliate in numerosi paese tra cui la Cina,
gli USA ed il Brasile e conta 50 rappresentanze estere attive in 73 nazioni. Con
più di 1.300 espositori e 12.000 visitatori l’Italia rappresenta la più grande
rappresentanza estera in senso numerico ma anche qualitativo.
Tra le Ferie di importanza decisiva per le aziende italiane mi permetto di
citare la Biofach (Salone dei Prodotti biologici) che ha luogo tradizionalmente
nel mese di febbraio ed è la manifestazione fieristica maggiore del settore a
livello mondiale. Essa conta 2.700 espositori (ci cui 2/3 provenienti
dall’estero) e 46.000 operatori specializzati provenienti da 130 nazioni.
L’Italia costituisce il gruppo maggiore degli espositori, dopo la Germania
stessa, ed occupa con le sue aziende e spazi espositivi regionali gran parte dei
padiglioni. Le aziende italiane partecipanti sono spesso di piccole dimensioni e
a conduzione familiare e necessitano pertanto di un sostegno in loco, affinché
la loro partecipazione abbia una risonanza ed un ritorno adeguati.
Simili risvolti e problematiche sono legate anche a numerose altre
manifestazioni fieristiche della città francone. Importante è anche il ruolo del
Consolato per la realizzazione di manifestazioni a livello cittadino dirette ai
consumatori. Faccio presente, per finire, che Norimberga è stata una delle prime
città tedesche ad aderire al progetto Città del Bio e che, con il diretto
coinvolgimento del Consolato, sono in corso trattative sempre più proficue e
valide tra il capoluogo francone e la rinomata associazione italiana con sede in
Piemonte. Per l’Italia, quale primo produttore a livello europeo di prodotti
biologici, il mercato tedesco è un mercato fondamentale che deve essere curato
ed ampliato.
Grottesca e quasi kafkiana mi sembra, in questa situazione obiettiva, la
decisione di abbandonare quello che si potrebbe definire un avamposto della
nostra presenza commerciale in Franconia, chiudendo il Consolato e privandosi
delle strutture operative createsi nel corso di decenni di collaborazioni con le
autorità locali. Mi permetto di chiudere questa mia riflessione con una frase
di Alessandro Manzoni “E' men male l'agitarsi nel dubbio, che il riposar
nell'errore.” per spronare i nostri politici e i dirigenti del Ministero degli
Affari Esteri ad una revisione attenta del piano di ristrutturazione della rete
consolare italiana.
Romeo Catanese, Coordinatore del
Gruppo per il mantenimento del Consolato di Norimberga e Dirigente CTIM
Informativa della DGRO
sulla razionalizzazione della rete consolare
Oggi, 21 settembre 2009, ha avuto luogo un’informativa
promossa dalla Direzione Generale per le Risorse Umane in merito alla
ristrutturazione della rete estera.
Il Funzionario addetto ha reso noto che l’estate ha
portato una fase di riflessione, anche a seguito delle pressioni giunte da più
parti ed ha confermato l’intenzione dell’Amministrazione di non compiere passi
affrettati in materia. Di conseguenza non è stata tuttora formulata una
comunicazione in tal senso al MEF, il Ministro si è limitato a fornire risposte
agli interlocutori/politici stranieri che erano intervenuti per scongiurare la
chiusura di talune sedi. Nelle risposte il Ministro ha fatto presente che in
effetti vi è un momento di riflessione in atto, ma che non si esclude l’obbligo
di riorganizzare una rete consolare vetusta.
L’attività di razionalizzazione verrà pertanto suddivisa
in due parti; la prima parte riguarderà le sedi che presentano problemi a
carattere logistico e che richiedono una più approfondita riflessione per
l’individuazione delle alternative alle soluzioni proposte.
Per le restanti sedi l’Amministrazione ha reso noto di
aver coinvolto il Consiglio di Amministrazione, che ha espresso parere
favorevole – ma non deliberato - in ordine alle seguenti strutture:
- declassamento
a Consolato di Basilea e Karachi dall’1.12.2009;
- accorpamento
a decorrere dall’1.6.2010 del
Consolato Generale di Bruxelles e dell’Agenzia d’Italia
di Genk all’ Ambasciata di Bruxelles, del Consolato di Mulhouse al Consolato
Generale di Metz, del Consolato di Saarbruecken al Consolato Generale di
Francoforte, dell’Agenzia Consolare di Coira al Consolato di San Gallo, del
Consolato di Norimberga al Consolato Generale di Monaco di Baviera.
L’Amministrazione ha pregato le OOSS di non riporre
eccessive aspettative nello sportello consolare (che peraltro, secondo quanto
riferito, potrebbe costituire un’alternativa per la sola località di Mulhouse)
. Questo genere di struttura consolare – secondo l’opinione della DGRO - non
sarebbe infatti in grado di fornire soluzioni adeguate, specie se si considerano
le situazioni di talune sedi quali Saarbruecken e Norimberga, con particolare
riferimento ai costi e alla presenza di connazionali . Per queste due
città, a seguito del trasferimento delle strutture consolari/archivi a
Francoforte e a Monaco di Baviera, la DGRO potrebbe istituire due Consolati
onorari.
La Confsal Unsa Esteri ha richiesto con veemenza e
ripetutamente un ripensamento da parte dell’Amministrazione in merito alle
soluzioni proposte, dimostrando - cifre alla mano - che i risparmi verrebbero
raggiunti anche mediante il declassamento delle sedi coinvolte. Questo genere
di struttura organizzativa permetterebbe di fatto di continuare a garantire i
servizi all’utenza e il mantenimento in servizio in loco del personale.
La Confsal Unsa Esteri ha inoltre evidenziato i problemi
logistici derivanti dall’assorbimento delle strutture d’archivio che
insorgerebbero nelle sedi riceventi. Secondo i dati in possesso talune delle
strutture riceventi non sarebbero assolutamente in grado di integrare nei propri
archivi, ovvero nei propri uffici, sia la quantità non indifferente di
fascicoli sia il nuovo organico proveniente dalle sedi in chiusura.
La Confsal Unsa Esteri proseguirà pertanto la propria
battaglia in ogni sede istituzionale e mediatica per raggiungere soluzioni
condivise che, pur consentendo un risparmio, tengano altresì conto delle
esigenze in loco della nostra collettività, nonché della necessità di tutela del
personale coinvolto.
Roma, 21.09.2009
CONFSAL UNSA – Coordinamento Germania
NORIMBERGA NON SI ARRENDE:
IL
CONSOLATO DEVE RIMANERE!
Dopo la riuscita
manifestazione di protesta a Norimberga del 19.09.2009 contro la chiusura del
Consolato d’Italia in Norimberga, ritengo di potermi permettere un momento di
riflessione che desidero condividere con la collettività italiana all’estero,
con i rappresentanti per la circoscrizione estera nel Parlamento della
Repubblica ed anche con la stampa. Prima di cominciare, non posso fare a meno
di rivolgere un commosso omaggio ai soldati italiani vittime dell’attentato a
Kabul, ai quali è andato anche il pensiero di tutti i partecipanti alla
manifestazione di sabato.
La straordinaria
reazione delle associazioni e degli italiani della Franconia che, dopo
l’annuncio ufficiale del Sottosegretario Mantica di chiusura del Consolato di
Norimberga a breve o medio termine, hanno trovato, in brevissimo tempo, una
coesione straordinaria e stanno combattendo, in maniera compatta e decisa, per
il mantenimento dell’unica istituzione ufficiale italiana nel nord della Baviera
e contro una decisione palesemente ingiusta e superficiale.
Da sottolineare è
inoltre - a mio modesto avviso – la maturità mostrata dalle organizzazioni
italiane sul territorio (Com.It.Es., associazioni tutte, enti) e dai singoli
cittadini che, da subito, si sono resi conto dei motivi della decisione, ne
hanno capito la ragione ed hanno avanzato proposte alternative ad una chiusura.
Proposte avanzate a tutti I livelli ed interlocutori che non hanno, fino ad
oggi, suscitato alcuna reazione ufficiale.
Le
uniche certezze sono le seguenti:
che il Consolato di
Norimberga era ed è tra i Consolati che, secondo il piano del Sottosegretario
Mantica, dovevano essere chiusi;
che il Consolato di
Norimberga doveva essere chiuso già nell’autunno 2009;
che la Commissione
Esteri ha approvato nel mese di luglio 2009 all’unanimità la risoluzione degli
onorevoli Narducci-Di Biagio di rivedere le modalità di razionalizzazione della
rete consolare all’estero;
che il
Sottosegretario Mantica, accogliendo la proposta Narducci-Di Biagio ha rimandato
le chiusure ed ufficialmente confermato che, entro il 31. dicembre 2009, non
avverranno chiusura, ma solo declassamenti.
Quest’ultima
affermazione non ci conforta per nulla. Se il Consolato di Norimberga dovesse
essere chiuso il 1 di gennaio 2010, il Sottosegretario Mantica potrebbe comunque
affermare , senza mentire, di avere mantenuto la parola. Attendiamo, di
conseguenza, il più presto possibile , dal Governo italiano e dal Ministero
degli Affari Esteri, decisioni ufficiali e definitive di accoglimento delle
richieste della collettività italiana all’estero e di revisione del piano di
chiusure con il mantenimento del Consolato di Norimberga.
La collettività
italiana di Norimberga vuole mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a
concordare con l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate
alle esigenze di risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini
italiani all’estero.
La maggioranza della
collettività potrebbe accettare una trasformazione del Consolato in agenzia
consolare, ma non l’ipotesi di uno sportello o un Consolato onorario. Queste due
ultime possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei
servizi, né la continuità, né la rappresentatività ed I diritti democratici.
Chiediamo il mantenimento in servizio a Norimberga del personale locale già in
servizio e di una ristretta cerchia di personale di ruolo. Ed ecco che i
risparmi sarebbero consistenti e reali, Onorevole Mantica!
La seconda parte
della mia riflessione riguarda le dimostrazioni di solidarietà e simpatia giunte
al Comitato di coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in
Norimberga, che tanto ha fatto in questi mesi, ed al Com.It.Es. da
rappresentanti di Enti, istituzioni, persone private, personalità della vita
economica e politica della Franconia e della Baviera.
Allego una breve
sintesi di queste comunicazioni e ci tengo a sottolineare che tali reazioni sono
una dimostrazione dell’importanza della presenza italiana in Franconia e del suo
ottimo inserimento nella società locale. Gli italiani in Franconia sono, in
primo luogo, italiani, ma anche cittadini della Franconia, cittadini europei
riconosciuti a pieno dalla società locale e qui altamente apprezzati. Il mio
appello è che L’Italia non rinunci a tale prezioso patrimonio e costringa una
parte molto grande di loro a voltare le spalle alla patria.
Mi permetto di
citare alcuni importanti paladini del mantenimento del Consolato a Norimberga e,
nello stesso tempo, di ringraziarli nuovamente: il gruppo consiliare della CSU e
della SPD presso il Consiglio Comunale di Norimberga, il Deputato Regionale
Jürgen W. Heike, il Ministro Bavarese per gli Affari Europei Onorevole Emilia
Müller, il deputato Regionale nel Parlamento Bavarese Onorevole Markus Söder, il
Sottosegretario Federale agli Esteri Onorevole Günter Gloser, il Sottosegretario
per gli Affari Ecomonici Signora Dagmar Wöhrl che ci ha concesso l’onore di
partecipare alla dimostrazione del 19 settembre. Un importante apporto alla
manifestazione del 19 settembre è stato fornito dal punto di vista
organizzativo, così come dei contenuti, dal DGB (Federazione dei Sindacati
Tedeschi) rappresentata dal Segretario Regionale Stephan Doll.
Non da ultimo
desidero ricordare, in tale contesto, il Sindaco di Norimberga Dr. Ulrich Maly,
un grande conoscitore dell’Italia, della sua cultura e della sua lingua, che,
quale rappresentante del Comune di Norimberga, ma anche dell’omonima Regione
Europea Metropolitana. Egli, anche quale Commendatore della Repubblica, ha
scritto, già all’inizio di giugno, al Ministro Frattini (lettera rimasta fino ad
oggi senza risposta) ed all’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Sua Eccellenza
Valensise, esponendo le ragioni per il mantenimento del Consolato.
Per finire ribadisco
che tutti noi, gli italiani della Franconia, non ci arrenderemo e continueremo a
realizzare tutte le iniziative del caso e chiedo, per l’ennesima volta, un
confronto serio, democratico e diretto con l’amministrazione italiana. Segue la
lista, non esaustiva, dei documenti di solidarietà, dei servizi stampa e delle
espressioni di solidarietà sulla chiusura del Consolato di Norimberga.
Lucio Albanese
(nella foto)
Presidente
C.T.I.M. Germania e Membro Com.It.Es. di Norimberga
INDICE
DOCUMENTI CONTRO LA CHIUSURA
1. RASSEGNA
STAMPA
1.
17/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Roma chiude il Consolato?
2.
18/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Sindaco e CSU contro la chiusura.
3.
20/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG - INTERVISTA SU VIDEO AL SIGNOR STEFANO PALOMBO
(http://www.nz-online.de/artikel.asp?art=1037476&kat=317)
4.
04/07/2009 – NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani vogliono salvare il
Consolato.
5.
06/07/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG E NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani
dimostrano contro la chiusura del Consolato.
6.
10/07/2009 – NEUE PRESSE COBURG – articolo su dimostrazione
7.
14/07/2009 – CSU, COMUNICATO STAMPA – Contro la chiusura del Consolato d´Italia
a Norimberga.
8.
22/07/2009 – RADIO BAVARESE TERZO PROGRAMMA – Lotta per il Consolato d´Italia.
9.
26/07/2009 –
SONNTAGSBLITZ – Il Consolato chiude?
10.
08/08/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – SI può evitare la chiusura?
11.
13/08/2009 – MAIN ECHO – Per ogni passaporto a Monaco?
2. DOCUMENTAZIONE
COM.IT.ES
1.
28/06/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa
2.
05/07/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa
3.
22/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera aperta
4.
31/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera Ministro Frattini
3. LETTERE
ISTITUZIONALI ED ALTRI
1.
30/06/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Decisione del
Consiglio degli starnieri sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.
2.
02/07/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Presa di posizione
del Consiglio degli Stranieri “Ausländerbeirat” sulla chiusura del Consolato
d´Italia a Norimberga.
3.
16/07/2009 – COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI ALL´ESTERO – Comunicato Stampa
4.
16/07/2009 – INSTITUT FÜR ROMANISTIK DER UNIVERSITÄT ERLANGEN-NÜRNBERG –
Oggetto: Chiusura del Consolato
5.
18/07/2009 – MAIL DELL’EX SINDACO DI NORIMBERGA CAVALIERE DR: PETER SCHÖNLEIN
6.
22/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA
A NORIMBERGA – Comunicato Stampa
7.
25/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA
A NORIMBERGA – Comunicato Stampa
8.
28/07/2009 – INAS-CISL – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.:
Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini
9.
29/07/2009 – DIETER NESTEL Avvocato – Lettera contro la chiusura indirizzata al
MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini
10.
28/07/2009 - ITALWERBUNG
11.
28/07/2009 -
UNIVERSITA’ DI ERLANGEN
12.
07/08/2009 – RISTORANTE BARDOLINO- Lettera all’Ambasciatore
13.
10/08/2009 – IHK NÜRNBERG- Lettera al Consolato
14.
10/08/2009 – GEWERKSCHAFT NAHRUNG GENUSS UND GASTSTÄTTE
4. LETTERE POLITICI
1.
29/05/2009 – SINDACO DI NORIMBERGA – Lettera contro la chiusura del Consolato
2.
17/06/2009 – CSU – Comunicato Stampa del gruppo politico del Consiglio comunale
di Norimberga.
3.
Giugno 2009 – SINDACO DI FÜRTH – Lettera contro la chiusura del Consolato
4.
05/07/2009 – THORSTEN BREHM, Consigliere comunale – Gli italiani combattono per
il loro Consolato.
5.
13/07/2009 – CSU – Risoluzione del Consiglio comunale contro la chiusura del
Consolato d´Italia in Norimberga.
6.
16/07/2009 - SINDACO DI GEMÜNDEN A.MAIN – Lettera contro la chiusura del
Consolato
7.
21/07/2009 – SINDACO DI ROTHENBURG OB DER TAUBER – Lettera contro la chiusura
del Consolato
8.
22/07/2009 – SINDACO DI EGGOLSHEIM – Lettera contro la chiusura del Consolato
9.
22/07/2009 – SINDACO DI MARKTREDWITZ– Lettera contro la chiusura del Consolato
10.
24/07/2009 – SINDACO DI DETTELBACH – Lettera contro la chiusura del Consolato
11.
24/07/2009 – SINDACO DI PUSCHENDORF – Lettera contro la chiusura del Consolato
12.
27/07/2009 – PETRA L. GUTTENBERGER, Membro del Parlamento Regionale della
Baviera – Lettera, Ogg: Chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.
13.
27/07/2009 – SINDACO DI SCHNECKENLOHE – Lettera contro la chiusura del Consolato
14.
27/07/2009 – HERMANN IMHOF – Membro del Parlamento Regionale della Baviera
15.
28/07/2009 – SINDACO DI HERSBRUCK – Lettera contro la chiusura del Consolato
16.
29/07/2009 – PREFETTURA DELLA FRANCONIA CENTRALE (A NOME DELLE TRE PREFETTURE
ESISTENTI SUL TERRITORIO)
17.
03.08.2009 – SINDACO DI ASCHAFFENBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato
18.
04.08.2009 - SINDACO DI COBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato
19.
05.08.2009 – SINDACO DI BAD KÖNIGSHOFEN I. GRABFELD – Lettera contro la chiusura
del Consolato
20.
07.08.2009 – SINDACO DI WUNSIEDEL – Lettera contro la chiusura del Consolato
21.
10.08.2009 – SINDACO DI WÜRZBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato
22.
10.08.2009 – SINDACO DI LOHR AM MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato
23.
13.08.2009 – SINDACO DI RÖDELSEE Lettera contro la chiusura del Consolato
24.
25.08.2009 –SINDACO DI ERLANGEN Lettera contro la chiusura del Consolato
25.
25.08.2009 - MINISTRO BAVERESE PER GLI AFFARI FEDERALI ED EUROPEI
Presa di posizione contro la chiusura del Consolato
5. LETTERE DI
ASSOCIAZIONI
1.
29.07.2009 –
CIRCOLO CAMPANIA
2.
29.07.2009 –
CIRCOLO CULTURALE FAMIGLIE NORIMBERGA
3.
30.07.2009 –
INTERNATIONALE BEGEGNUNG
4.
03.08.2009 – CTIM COBURG
5.
08.08.2009 – CTIM
NORIMBERGA
4.
19.08.2009 –
SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI COMITATO DI NORIMBERGA
GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO
D’ITALIA IN NORIMBERGA
presso Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de
COMUNICATO STAMPA DIMOSTRAZIONE
CONTRO LA CHIUSURA DEL CONSOLATO D’ITALIA IN NORIMBERGA
VI PARTECIPA ANCHE
IL SOTTOSEGRETARIO PER L’ECONOMIA DAGMAR WÖHRL
Le associazioni della circoscrizione consolare di Norimberga ed il Gruppo di
coordinamento per il mantenimento del Consolato constatano che la
dimostrazione del 19.09.2009 a Norimberga è stata un’ulteriore decisa prova
dell’interesse della comunità italiana per il mantenimento del Consolato
d’Italia in Norimberga e della volontà di impegnarsi fino a fondo in tal
senso.
Con la presente vogliamo in breve riassumere gli
eventi fino ad oggi:
da anni, all’interno dell’amministrazione del
Ministero degli Affari Esteri, si parla di una ristrutturazione della struttura
estera.;
nel giugno di quest’anno, dopo una riunione dei
vertici del Ministero, il Sottosegretario Mantica ha presentato una lista
ufficiale di Consolati ed Ambasciate italiane che devono essere chiuse entro il
2011;
il Sottosegretario Mantica ha poi tenuto una serie di
audizioni presso la Commissione Esteri del Parlamento italiano sottolineando la
necessità della chiusura;
sappiamo con sicurezza che la chiusura del Consolato
di Norimberga era prevista per il 1 dicembre 2009;
date le proteste da tutto il mondo, i parlamentari
italiani eletti per la Circoscrizione Estera hanno chiesto un congelamento delle
chiusure dei Consolati fino al fine del 2011;
nonostante la sua apparente disponibilità di fine
luglio il Segretario Mantica non ha intrapreso nulla per venire a conoscenza
della reale situazione delle rappresentanze consolari all’estero.
Il Consolato di
Norimberga era ed è sulla lista dei Consolati che dovrebbero essere chiusi nei
prossimi anni.
Nel ringraziare i loro rappresentanti al Senato ed
alla Camera, le associazioni italiane della Franconia sono dell’avviso che un
congelamento non basta. Gli italiani della Franconia hanno diritto a servizi
validi e non si accontentano di assicurazioni di comodo che non offrono
alcuna garanzia a lungo termine. Non si può chiedere agli italiani in Franconia
di percorrere 400 chilometri per richiedere un passaporto o firmare un atto
notatile. Gli italiani di Franconia vogliono il loro Consolato a Norimberga.
Non è accettabile che , alle spalle della comunità il
Ministero degli Affari Esteri prepari una lista di chiusure e la presenti in
Parlamento senza alcuna concertazione con la collettività italiana all’estero.
Gli italiani della Franconia chiedono, ancora una
volta, un confronto diretto con cifre alla mano tra l’amministrazione italiana e
la comunità. Affermare adesso che, da parte del Ministero, non vi sono mai state
decisioni concrete è una contraffazione della realtà. I tentativi delle autorità
italiane di influenzare la stampa tedesca ed italiana offrendo interpretazioni
diverse non riusciranno. Gli italiani della Franconia continueranno a far
sentire la loro voce.
La comunità italiana vuole un’assicurazione scritta e
definitiva di mantenimento del Consolato. La comunità italiana di Norimberga
chiede al Sottosegretario Mantica quale sarebbe l’ammontare dei risparmi su
scala annuale nel caso di chiusura del Consolato di Norimberga. Si sottolinea
che, secondo i calcoli del gruppo di coordinamento, il risparmio ammonterebbe a
meno di 100.000 Euro l’anno. Partendo da una cifra di 28.000 residenti italiani
in Franconia questo significa una somma di 3,59 per ogni italiano per
anno. Non è possibile che uno stato come l’Italia (facente parte del gruppo dei
G8) non possa permettersi una tale cifra. Non è possibile che migliaia di
anziani italiani si vedano la porta sbattuta in faccia. Non si può
togliere una roccaforte italiana alla Regione Europea Metropolitana di
Norimberga. Non si può rinunciare alla diffusione della lingua e cultura
italiana nel nord della Baviera. L’Italia è un paese di grande tradizioni
e di estrema importanza a livello mondiale. Il suo governo, i suoi politici, le
sue istituzioni devono tenerne conto ed agire di conseguenza e mantenere il
Consolato di Norimberga. Per 3,59 Euro annuali per ogni italiano non si può
rifiutarsi di offrire loro i servizi e l’assistenza dovuti. Per 3,59 Euro
all’anno a testa non si può e non si deve rinunciare all’italianità in Franconia.
Alla dimostrazione hanno partecipato numerosi
consiglieri comunali della CSU e SPD così come il Sottosegretario di Stato per
l’Economia Signora Dagmar Wöhrl.
Le azioni per il
mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga continueranno.
Il Gruppo di
coordinamento per il mantenimento del Consolato di Norimberga chiede un
confronto diretto e concreto (con cifre alla mano) con le autorità ministeriali
italiane.
Norimberga,
19.09.2009
---------------------------------------
DEMO GEGEN DIE
SCHLIEßUNG DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG AM 19.09.2009
STAATSSEKRETÄRIN DAGMAR WÖHRL
MARSCHIERT MIT
Die italienischen Vereine in Franken und der
Koordinierungskreis zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg
stellen fest, dass die Demo, die am 19.09.2009 stattfand, ein weiterer
handfester Beweis für das dringende Interesse der italienischen Gemeinschaft
in Franken am Erhalt des Konsulates in Nürnberg und ihren Willen, sich für
dieses Ziel einzusetzen, ist.
Nachfolgend fassen wir die Entwicklung der letzten
Monate zusammen:
seit Jahren strebt das Außenministerium der Republik
Italien eine Umstrukturierung des Konsularnetzes an;
im Juni 2009 wurde nach einer offiziellen Sitzung der
Spitze des Außenministeriums, eine Auflistung der Botschaften und
Konsulate, die geschlossen werden sollen, bekanntgegeben;
diese Auflistung ist auch derzeit noch gültig;
der für die Schließung der Auslandsvertretungen
verantwortliche Staatssekretär Alfredo Mantica vertrat seine Auffassung in
mehreren Anhörungen gegenüber derAuslandskommission des Italienischen Parlaments;
dabei bekräftigte er durchweg die Notwendigkeit der
beabsichtigten Schließungen;
wir wissen mit Sicherheit aus gut informierten
Kreisen, dass die Schließung des Konsulates in Nürnberg für den 1. Dezember 2009
vorgesehen war;
wegen der Proteste der als Vertreter der im Ausland
lebenden Italiener gewählten Abgeordneten wurden die weiteren Schritte für die
Schließungen zunächst verschoben;
trotz seiner scheinbaren Gesprächsbereitschaft Ende
Juli 2009, hat Staatssekretär Mantica bis heute nichts unternommen, um sich
Kenntnis von der Situation der italienischen Konsulate im Ausland zu verschaffen.
Das italienische
Konsulat in Nürnberg ist und war unter den zu schließenden Auslandsvertretungen
Italiens aufgelistet.
Die italienischen Vereine und Organisationen in
Franken sind den Abgeordneten des zuständigen Ausschusses für den Einsatz für
die Belange der hier lebenden Italiener und ihrer Familien dankbar. Sie sind allerdings
auch der Meinung, dass eine bloße Aufschiebung der weiter beabsichtigten
Schließungen nicht ausreicht. Die Italiener in Franken haben ein Recht auf
konsularische Dienstleistungen und eine Vertretung ihrer Interessen. Sie geben
sich deshalb mit zeitlich befristeten Zugeständnissen, die keine Garantie für
längere Zeit darstellen, nicht zufrieden. Man kann von den italienischen
Staatsbürgern in Franken nicht verlangen, bis zu vierhundert Kilometer zu fahren,
lediglich um einen Pass zu beantragen oder eine notarielle Urkunde zu
unterschreiben. Die Italiener in Franken wollen ihr Konsulat in der Region
behalten.
Es ist keine akzeptable Vorgehensweise, dass das
Außenministerium ohne Anhörung der betroffenen italienischen Gemeinschaft und
hinter ihrem Rücken die Schließung von Konsulaten beschließt.
Die Italiener in Franken fordern eine Diskussion mit
den Betroffenen und eine Entscheidung auf der Basis konkreter Zahlen.
Die Behauptung, dass dem Ministerium keine konkreten
Schließungspläne vorliegen, stellt eine Verdrehung der Realität dar. Die
Versuche der italienischen Behörde, die Berichterstattung in der Presse, durch
eine von den Tatsachen abweichende Darstellung zu beinflussen, werden nicht von
Erfolg sein. Die italienische Gemeinschaft in Franken wird weiterhin deutlich
und laut ihre Meinung zum Ausdruck bringen.
Die Italienische Gemeinschaft in Franken fordert eine
schriftliche und endgültige Zusicherung bezüglich des Erhalts ihres Konsulates.
Wir verlangen von Staatssekretär Mantica die für den Fall einer Schließung des
Konsulates zu erwartende angebliche Ersparnis offenzulegen. Die italienische
Gemeinschaft in Franken errechnetet Ersparnisse von maximal 100.000 Euro pro
Jahr. Wenn man von 28.000 Italiener ausgeht, beträgt somit ein Sparvolumen pro
Jahr und pro Kopf in Höhe von 3,59 Euro.
Es ist absolut unakzeptabel, wenn eine
Wirtschaftsnation wie Italien sich 3,59 Euro pro Jahr für seine im Ausland
lebenden Bürger nicht leisten will. Italien kann nicht Tausenden von
italienischen Senioren den Rücken zukehren. Wir werden auch nicht hinnehmen,dass
die Europäische Metropolregion Nürnberg die einzige italienische Vertretung
verliert. Im europäischen Einigungsprozess darf auch nicht auf die Förderung der
italienischen Sprachen und Kultur in Nordbayern verzichtet werden. Der mit der
Schließung verbundene Schaden wäre weit höher, als die mögliche Ersparnis für
den italienischen Staat in Höhe von 3,59 Euro pro Kopf und pro Jahr.
An der Demo haben
Stadträte der CSU und SPD-Fraktionen sowie Staatssekretärin Dagmar Wöhl
teilgenommen.
Die Aktionen zum
Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg werden weitergeführt.
Der
Koordinierungskreis zum Erhalt des Konsulates in Nürnberg verlangt ein Gespräch
mit dem Italienischen Aussenministerium und die Offenlegung von Zahlen.
Die Italiener in
Franken fordern als Betroffene ihr demokratisches Mitspracherecht.
Nürnberg, den
19.09.2009
KOORDINIERUNGSKREIS ZUM ERHALT DES
ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG
c/o Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail:
romeo.c@web.de
ANUGA Italiana 2009 a Colonia
(Düsseldorf, 9
ottobre ’09) – Ancora una volta l’Italia si presenta da protagonista alla fiera
mondiale dell’alimentazione di Colonia: con oltre 1000 espositori su un totale
di 6.600 provenienti da 98 paesi, i produttori italiani rappresentano il 15% del
totale, al primo posto tra gli espositori esteri e praticamente pari a quelli
domestici.
L’ICE organizza la
più importante collettiva nazionale su una superficie complessiva di 4.700 mq.,
all’interno della quale trovano posto oltre 280 produttori che presenteranno ai
160.000 visitatori professionali attesi da tutto il mondo, l’originalità del
prodotto alimentare “Made in Italy”.
L’Italia partecipa
al commercio mondiale di prodotti alimentari con una quota del 4% grazie a
vendite all’estero nel 2008 per 23,7 miliardi di Euro (+ 8,7% rispetto al 2007)
che rappresentano il 20% del fatturato complessivo dell’industria agro
alimentare nazionale. Il 2008 si è caratterizzato, nonostante la sfavorevole
congiuntura economica internazionale, per una tenuta del trend positivo delle
esportazioni agroalimentari italiane, che si sono tradotte in un miglioramento
del saldo commerciale con l’estero.
La Germania, con una
quota del 21% ed una spesa nel 2008 di 4,7 miliardi di Euro, è il primo
acquirente di prodotti agro alimentari italiani, seguono la Francia con una
quota del 12%, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti con una quota entrambi del
10%. L’interscambio agro alimentare italo – tedesco è intenso e complementare:
l’Italia importa dalla Germania prevalentemente prodotti di origine animale,
mentre la Germania importa dall’Italia prevalentemente prodotti di origine
vegetale.
L’Italia conserva
stabilmente la terza posizione tra i paesi fornitori di derrate alimentari alla
Germania, detenendo una quota in valore dell’8,1% sul totale delle importazioni
tedesche del settore; le principali voci che alimentano le esportazioni italiane
verso la Germania sono in ordine decrescente secondo il fatturato: l’ortofrutta,
il vino, le carni lavorate, le conserve vegetali, la pasta, i formaggi, gli oli,
i superalcolici, i prodotti da forno. L’Italia è leader sul mercato tedesco tra
i paesi esteri fornitori con il vino, la pasta, l’olio d’oliva ed il caffè.
I punti di forza
dell’alimentare italiano sul mercato tedesco sono la tipicità con i suoi
sapori particolari, il contenuto salutistico della dieta mediterranea e
la valenza del “lifestyle”.
Nell’ambito degli
stand collettivi dell’ICE, che occupano cinque delle dieci sezioni in cui si
articola la fiera, sono presenti Centri Servizi presso cui il visitatore può
trovare assistenza nella ricerca del prodotto tipico italiano e del potenziale
partner che lo produce. In particolare presso il padiglione principale 11.2
Fine Food, dove la presenza delle aziende italiane è più massiccia, il
Centro Servizi si compone di un’area VIP per incontri istituzionali e con
la stampa internazionale e di una Business Area predisposta per incontri
d’affari e presentazioni di prodotti.
L’edizione dell’Anuga
Italiana 2009 si caratterizza per un intenso programma di presentazioni e
seminari che si terranno nella “Seminar Area” del centro Servizi ICE del
Pad. 11.2 – B-70. Eventi istituzionali, presentazioni alla stampa
ed agli operatori internazionali, incontri seminariali per gli espositori
italiani sulle tematiche di attualità del mercato tedesco è il programma quadro
pubblicizzato attraverso la rete degli Uffici ICE all’estero.
I servizi di
informazione e di assistenza ICE ai visitatori sono però attivi anche nelle
altre sezioni, Anuga Dairy nel Pad 10.1, Anuga Drinks nel Pad. 8.1, Anuga Meat
nel Pad. 5.2, Anuga Bread & Bakery nel Pad. 2.2.
L’operatore
professionale internazionale che intende allacciare rapporti commerciali con i
produttori organizzati dall’ICE ha la possibilità di effettuare una selezione
prima dell’arrivo in fiera consultando il Catalogo Elettronico
www.anuga.italtrade.com
A sostegno della
parte commerciale sono stati organizzati alcuni eventi collaterali di
degustazione ed intrattenimento, volti a creare un’atmosfera di italianità e di
rafforzamento del “Made in Italy”:
·
9-14 ottobre ’09 – dalle ore 18:00 alle ore 20:00 presso il
Domhotel di Colonia, Domkloster 2°, avranno luogo gli happy hour “Italienische
Lebensart zum Aperitif” relativi alla campagna di promozione sui salumi
italiani in Germania, realizzata dall’ICE in collaborazione con IVSI –
Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani, denominata “SalumiAmo”.
·
10 ottobre ’09 – ore 12:00 presso Centro Servizi ICE Pad. 11.2
– B-70 degustazioni di prodotti tipici della Regione Calabria in
collaborazione con ICE.
·
12 ottobre ’09 – ore 18.30 presso la Vulkanhalle di Colonia,
Lichtstrasse 48, Gebäude E - Serata Alto Adige – get together con musica,
vini e specialità alto atesine
·
Incontri informativi
su tematiche di attualità di interesse per le imprese italiane che intendono
inserirsi sul mercato tedesco. Gli incontri si terranno presso l’Area
Seminari del Centro Servizi ICE nel Padiglione 11.2 – B-70.
I seminari si terranno in lingua italiana tutte le mattine, ad esclusione del
giorno inaugurale, dalle ore 10:00 alle ore 11:00 secondo il seguente programma:
11 ottobre ’09 – Il mercato tedesco per i prodotti alimentari
italiani – Ralf Bender redattore Lebensmittel Zeitung
12 ottobre ’09 – Avviare una stabile presenza imprenditoriale in
Germania, aspetti legali e fiscali, costi dell’operazione – Studio legale
GSK
13 ottobre ’09 – Il mercato tedesco per i prodotti biologici – CSB
Bio Handel - Christoph Soika
14 ottobre ’09 – Der Grüne Punkt – Duales System – La normativa sul
riciclaggio degli imballaggi in Germania – Zentek GmbH Köln – Dr. Florian
Dühr + Jens Schmitt
Il programma completo delle manifestazioni e ulteriori
informazioni sono reperibili sul sito
www.anuga.italtrade.com
L’invito a visitare i padiglioni italiani è stato
reclamizzato con un’azione pubblicitaria sulla stampa specializzata di
settore; per l’occasione sono state ristilizzate una serie di immagini sotto
lo slogan già utilizzato in passato “Ars Vivendi”. L’obiettivo di
questa produzione grafica è quello di riaffermare l’originalità del vero
prodotto italiano sempre più diffusamente imitato. L’accostamento alle
denominazioni protette in ambito U.E. sottolinea l’unicità del prodotto tipico
italiano e l’invito agli operatori commerciali internazionali ad offrire ai
loro clienti il vero sapore del “Made in Italy”.
A sottolineare l’importanza strategica dell’Italia all’Anuga
di Colonia la presenza dell’Onorevole Luca Zaia, Ministro delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali che, accompagnato dall’Ambasciatore
d’Italia a Berlino S.E. Michele Valensise, visiterà il giorno 12
ottobre ’09 i padiglioni italiani a partire dalla Collettiva dell’ICE nel
Pad. 11.2.
A rappresentare a Colonia le 280 aziende italiane
partecipanti con l’ICE sarà il Presidente dell’Istituto Umberto Vattani
che prenderà parte il giorno 10 ottobre ’09 alla cerimonia inaugurale della
fiera il cui ospite principale sarà il Vice Presidente della Commissione
Europea Günter Verheugen.
Per maggiori
informazioni:
Ines Aronadio
ICE -
Istituto nazionale per il Commercio Estero
Schlüterstr. 39
D - 10629 Berlino
tel. +49 (30) 8844030
cell. +49
(175) 2068651
fax +49 (30)88440310
i.aronadio@ice.it
Paolo Pesce
ICE – Istituto
nazionale per il Commercio Estero
Oststrasse 10
D – 40221 Düsseldorf
tel. +49 (0)211 38799-14
cell.
+49 (0)173
2920980
fax +49 (0)211
3879963
p.pesce@ice.it
Mostra
L'ANIMA E IL SEGNO a Monaco di Baviera
L’Istituto
Italiano di Cultura di Monaco di Baviera ha il piacere di annunciare
l’inaugurazione della mostra
»L’anima e il segno«, di
Silvano Spessot, che avrà luogo giovedì, 15 ottobre 2009, alle ore 19, presso
l’Istituto Italiano di Cultura, Hermann-Schmid-Straße 8, a Monaco di Baviera.
L’artista presenterà
alcune sue opere recenti, tra cui dipinti a tecnica mista e sculture in vetro di
Murano.
Sarà inoltre offerto
a tutti i presenti un rinfresco con prodotti gastronomici tipici del Friuli.
Organizzano l’evento
l’Istituto Italiano di Cultura e la Regione Friuli Venezia Giulia.
La mostra sarà
aperta al pubblico dal 16 ottobre al 30 novembre 2009, durante il normale
orario di apertura dell’Istituto.
Silvano Spessot nasce nel 1956 a Cormons (Gorizia). Autodidatta, sin
dagli anni ’70 cerca una propria ed autonoma via di espressione artistica. Il
suo percorso, ricco di sperimentazioni materico cromatiche, lo porterà,
nell’arco di tutti gli anni ‘80 e ‘90, a provare radicali soluzioni
tecnico-espressive con la materia, divenendo maestro nell’uso di resine, colle e
impasti eterogenei. Ha partecipato a numerose esposizioni nazionali e
internazionali e nel 2007 è stato invitato alla Biennale di Venezia.
«Il pittore aveva
esordito nel figurativo: paesaggi scabri, essenziali, tendenti all’astrazione.
Era passato poi all’informale usando stratificazioni di materiali inconsueti:
malta, calce, pigmenti diversi, ma anche ferri, legni, cemento, con i quali
componeva stele e strutture totemiche barbariche e misteriose (…).
Determinante, nella
sua evoluzione, la conoscenza dell’espressionismo astratto americano e delle
tele di Pollock realizzate con la tecnica del dripping: “Rimasi
affascinato dall’artista che dipingeva sgocciolando il colore sulle tele stese a
terra”, racconta. E dall’incontro al Museo di Città di Castello con l’opera di
Burri nacquero composizioni di poliuretani e di malte, bruciate con la fiamma
ossidrica (…).
All’inizio degli
anni Duemila il pittore friulano approdava a una figurazione sintetica,
serializzata, ridotta a elementare traccia simbolica. A ripetersi era la forma
quasi infantilmente sbozzata dell’uomo-manichino in posa, seduto rigidamente in
poltrona, la testa a cerchio senza volto. Soltanto l’abito cambiava. Giacca e
pantaloni erano costruiti con intrecci di rilevate nervature cromatiche (…)
Quale elemento fortemente connotante spiccava la cravatta; rossa, gialla, nera,
azzurra, filettata, sfolgorante. La sua esuberanza sfacciata contrastava con
l’ordine amorfo, la vuotezza, l’isolamento del personaggio in posa compunta e
impettita.
Esemplari i
Ritratti, trattati a variegature di rossi violenti, sui quali spiccava
soltanto la cravatta, il capo ridotto a un’aureola (…). Larve antropomorfe
iterate e piatte, indifferenziate, grottesche, comiche, assurde, composte di
vuoto e di silenzio, di compunta ostinazione e di attesa indefinita, la loro
atonia denunciava lo scandalo di una formale rispettabilità borghese (…).
Opere successive
avevano cominciato ad accennare a qualche timida speranza, a qualche risentita
energia. Nell’ultimo recentissimo ciclo di dipinti – tutti datati 2009 –
quell’energia ha assunto esultante slancio (…) Il trait d’union con il
periodo – definiamolo così – “alla Godot” è rappresentato dalla tecnica mista
su tela L’attesa al 36: (…) grafie nere in comparti grigio-perla, su un
fondo fiammeggiante e un’incorniciatura nera, e tuttavia dalla scena si irradia
un qual ottimistico ardore.
Contrassegnano le
opere recenti di Silvano Spessot una insistita gestualità che scompiglia la
freschezza dei colori, li fa ribollire, li rende gioiosamente dinamici (…)
L’impressione suscitata non è più di inespressività e malessere, come
avveniva per gli “omini-manichini” di qualche tempo fa (…) Intrecci curvilinei
rossi, bianchi, neri, nei quali si inseriscono testine atteggiate secondo l’Urlo
di Munch (…) Acrilici, smalti, oli corposi non diluiti. Tarsie di azzurri e
di celesti, piastre di rosso fuoco e di vermiglione. Sembianze di teste, di
palmizi, di petali (…) Tele composte di alveoli come vetrate cloisonné,
ritagli policromi ritoccati a grisaille che paiono incisi con aculei di
ferro incandescenti o con punte di diamante e saldati su reticoli scuri
di telai di piombo. Fantasmi di figure dissolte in vorticose astrazioni (...)
Il dittico
Tentativo di ricostruire, di cm. 260 per 200, par citare le medioevali
ascese in Paradiso delle anime dei giusti. La schiera di figure umane entra
nella porta della luce emergendo dagli incastri neri, rossi, grigi d’una
terrestrità movimentata e drammatica; il dinamismo delle composizioni futuriste
di Umberto Boccioni, Quelli che vanno, si personalizza. La composizione
si carica di slancio corale. Spessot, a modo suo, sembra parafrasare visivamente
l’Inno alla gioia della Nona Sinfonia di Beethoven e incanala il
ribollimento di forze disperse verso una meta. La superba tensione dei
contrasti, la ripartizione dei volumi cromatici in nette zone di ombra e di luce
raggiunge un afflato trascendente. Nella sinfonica esaltazione dionisiaca
aspira a vette di trasfigurante splendore e di chiarezza di idee. La gioia del
vedere diventa esplicita professione di ideali di religiosa solidarietà umana.»
(Licio Damiani, La
gioia del vedere nella pittura di Silvano Spessot)
Istituto Italiano di
Cultura
Settore eventi culturali
Hermann-Schmid-Straße 8
80336 Monaco di
Baviera
Tel.: +49-(0)89 / 74 63 21-28
Fax.: +49-(0)89 / 74
63 21-30
e-mail:
culturale.iicmonaco@esteri.it
Il
programma dell'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera
Cari Amici
dell’Istituto Italiano di Cultura,
nell’ambito della
»XII Festival – Tournee durch Deutschland«, abbiamo il piacere di
invitarVi alla rassegna cinematografica »Cinema! Italia! Nuovo cinema
italiano«, che avrà luogo dall’11 settembre al 16 dicembre 2009.
- Giovedì, 24 settembre, alle ore 18.15: »Ex« (Italia
2009. Regia di Fausto Brizzi, VO con sottotitoli, 120 Min.)
- Venerdì, 25 settembre, ore 19: »Giulia non esce la sera«
(Italia 2009. Regia di Giuseppe Piccioni, VO con sottotitoli, 105 Min.)
Incontro con il regista al termine della proiezione del film!!
- Sabato, 26 settembre, ore 18.15: »Si può fare« (Italia
2008. Regia di Giulio Manfredonia, VO con sottotitoli, Min. 111)
- Domenica, 27 settembre, ore 18.15: »Il papà di Giovanna«
(Italia 2008. Regia di Pupi Avati, VO con sottotitoli, 104 Min.)
- Lunedì, 28 settembre, ore 18.15: »Galantuomini«
(Italia 2008. Regia di Edoardo Winspeare, VO con sottotitoli, 100 Min.)
- Martedì, 29 settembre, ore 18.15: »La ragazza del lago«
(Italia 2007. Regia di Andrea Molaioli, VO con sottotitoli, 95 Min.)
- Mercoledì, 30 settembre, ore 18.15: »Ribelli per caso«
(Italia 2001. Regia di Vincenzo Terraciano, VO con sottotitoli, 100 Min.)
Luogo:
Theatiner Filmkunst, Theatinertsraße 32, Monaco di Baviera
Ingresso: informazioni all’indirizzo
www.theatiner-film.de
oppure tel. 089 22 31 83
Ulteriori
proiezioni a Würzburg, Norimberga e Regensburg:
Würzburg: dal 24 al 30 Settembre,
Corso-Kino,
Kaiserstraße 27, Würzburg
- Giovedì, 24 settembre, ore 18, e domenica, 27 settembre, ore
20.30: »L’orchestra di Piazza Vittorio« (Italia 2006. Regia di Agostino
Ferrente, VO con sottotitoli, 93 min.)
- Giovedì, 24 settembre, ore 20.30 e 22.30: »Galantuomini«
(Italia 2008. Regia di Edoardo Winspeare, VO con sottotitoli, 100 min.)
- Venerdì, 25 settembre, ore 18, e sabato, 26 settembre, ore
18: »Cento chiodi« (Italia 2007. Regia di Ermanno Olmi, VO con
sottotitoli, 92 min.)
- Venerdì, 25 settembre, ore 20.30 e 22.30: »La ragazza del
lago« (Italia 2007. Regia di Andrea Molaioli, VO con sottotitoli, 95 min.)
- Sabato, 26 settembre, ore 20.30, e domenica, 27 settembre,
ore 18: »Giulia non esce la sera« (Italia 2009. Regia di Giuseppe
Piccioni, VO con sottotitoli, 105 min.).
- Sabato, 26 settembre, ore 22.30: »Notturno bus«
(Italia 2007. Regia di Davide Marengo, VO con sottotitoli, 104 Min.)
- Lunedì, 28 settembre, ore 18: »Valzer« (Italia 2009.
Regia di Salvatore Maira, VO con sottotitoli , 90 min.)
- Lunedì, 28 settembre, ore 20.30: »Ex« (Italia 2009.
Regia di Fausto Brizzi, VO con sottotitoli, 120 min.)
- Martedì, 29 settembre, ore 18: »Io, l’altro« (Italia
2006. Regia di Mohsen Melliti, VO con sottotitoli, 80 min.)
- Martedì, 29 settembre, ore 20.30, e mercoledì, 30 settembre,
ore 18: »Si può fare« (Italia 2008. Regia di Giulio Manfredonia, VO con
sottotitoli, 111 min.)
- Mercoledì, 30 settembre, ore 20.30: »Il papà di Giovanna«
(Italia 2008. Regia di Pupi Avati, VO con sottotitoli, 104 min.)
Norimberga: dal 5 all’11 novembre
Presso il Filmhaus Nürnberg, Königstraße 93, a Norimberga
Tel. 0911/231-73 40 e ufficio tel. 231 58 23
filmhaus@stadt.nuernberg.de
www.kuf-kultur.de/filmhaus
Regensburg: dal 5 all’11 novembre
Presso il Regina Filmtheater, Holzgartenstraße 22, a Regensburg
Tel. 0941/416
25
reginakino@r-kom.net
www.reginakino.de
Organizzatori:
Made in Italy di Roma e Kairos Film Verleih di Göttingen, con il sostegno del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio di S.E.
Michele Valensise, Ambasciatore della Repubblica Italiana a Berlino, in
collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale
d’Italia in Monaco di Baviera
Cordiali saluti
Istituto
Italiano di Cultura
Settore eventi culturali/
Abteilung kulturelle
Veranstaltungen
Hermann-Schmid-Str.
8
D-80336 Muenchen
tel.: +49-(0)89 / 74 63 21-28
fax.: +49-(0)89 / 74 63 21-30
e-mail:
culturale .iicmonaco@esteri.it
homepage:
www.iicmonaco.esteri.it
-----------------------------------
Liebe Freunde
des Italienischen Kulturinstituts,
wir freuen uns, Sie zur
Filmreihe »Cinema! Italia! – Neues Italienisches Kino« einzuladen, die
im Rahmen der »12. Festival – Tournee durch Deutschland« vom 11.
September bis 16. Dezember 2009 stattfindet.
-
Donnerstag,
den 24. September, um 18.15 Uhr: »Ex« (Italien 2009. Regie von Fausto
Brizzi, OmU, 120 Min.)
- Freitag, den
25. September, um 19 Uhr: »Giulia non esce la sera / Giulia geht abends nicht
aus« (Italien 2009. Regie von Giuseppe Piccioni, OmU, 105 Min.).
Anschließend Gespräch mit dem Regisseur!!
- Samstag, den
26. September, um 18.15 Uhr: »Wir schaffen das schon« (Italien 2008.
Regie von Giulio Manfredonia, OmU, Min. 111)
- Sonntag, den
27. September, um 18.15 Uhr: »Giovannas Vater« (Italien 2008. Regie von
Pupi Avati, OmU, 104 Min.)
- Montag, den
28. September, um 18.15 Uhr: »Ehrenmänner« (Italien 2008. Regie von
Edoardo Winspeare, OmU, 100 Min.)
- Dienstag, den
29. September, um 18.15 Uhr: »Das Mädchen vom See« (Italien 2007. Regie
von Andrea Molaioli, OmU, 95 Min.)
- Mittwoch, den
30 September, um 18.15 Uhr: »Die Rebellion« (Italien 2001. Regie von
Vincenzo Terraciano, OmU, 100 Min.)
Ort: Theatiner Filmkunst,
Theatinerstraße 32, München
Eintritt: siehe unter
www.theatiner-film.de oder Tel. 089 22 31 83
Weitere Vorführungen in
Würzburg, Nürnberg und Regensburg:
Würzburg:
24. bis 30. September ,
Corso-Kino, Kaiserstraße 27, Würzburg
- Donnerstag,
den 24. September, um 18 Uhr und Sonntag, den 27. September, um 20.30 Uhr: »Das
Orchester von Piazza Vittorio« (Italien 2006. Regie von Agostino Ferrente,
OmU, 93 Min.)
- Donnerstag,
den 24. September, um 20.30 Uhr und um 22.30 Uhr: »Ehrenmänner« (Italien
2008. Regie von Edoardo Winspeare, OmU, 100 Min.)
- Freitag, den
25. September, um 18 Uhr und Samstag, den 26. September, um 18 Uhr: »Hundert
Nägel« (Italien 2007. Regie von Ermanno Olmi, OmU, 92 Min.)
- Freitag, den
25. September, um 20.30 Uhr und um 22.30 Uhr: »Das Mädchen vom See« (Italien
2007. Regie von Andrea Molaioli, OmU, 95 Min.)
- Samstag, den
26. September, um 20.30 und Sonntag, den 27. September, um 18 Uhr: »Giulia
geht abends nicht aus« (Italien 2009. Regie von Giuseppe Piccioni, OmU, 105
Min.).
- Samstag, den
26. September, um 22.30 Uhr: »Nachtbus« (Italien 2007. Regie von Davide
Marengo, OmU, 104 Min.)
- Montag, den
28. September, um 18 Uhr: »Walzer« (Italien 2009. Regie von Salvatore
Maira, OmU, 90 Min.)
- Montag, den
28. September, um 20. 30 Uhr: »Ex« (Italien 2009. Regie von Fausto
Brizzi, OmU, 120 Min.)
- Dienstag, den
29. September, um 18 Uhr: »Ich oder der andere« (Italien 2006. Regie von
Mohsen Melliti, OmU, 80 Min.)
- Dienstag, den
29. September, um 20.30 Uhr, und Mittwoch, den 30. September, um 18 Uhr: »Wir
schaffen das schon« (Italien Italia 2008. Regie von Giulio Manfredonia, OmU,
Min. 111)
- Mittwoch, den
30. September, um 20.30 Uhr: »Giovannas Vater« (Italien 2008. Regie von
Pupi Avati, OmU, 104 Min.)
Nürnberg: 5.
bis 11. November
Im Filmhaus
Nürnberg, Königstraße 93, Nürnberg
Tel.
0911/231-73 40 und Büro Tel. 231 58 23
filmhaus@stadt.nuernberg.de
www.kuf-kultur.de/filmhaus
Regensburg:
5. bis 11. November
Im Regina
Filmtheater, Holzgartenstraße 22, Regensburg
Tel. 0941/416
25
reginakino@r-kom.net
www.reginakino.de
Veranstalter: Made in Italy
Rom und Kairos Film Verleih Göttingen, gefördert durch:
Ministero per i Beni e le
Attività Culturali Rom unter der Schirmherrschaft vom S.E. Michele Valensise,
Botschafter der Republik Italien, in Zusammenarbeit mit dem Istituto Italiano di
Cultura und dem Italienischen Generalkonsulat München
Mit freundlichen
Grüßen
Stoccarda, ultima tappa
della mostra di pittura "Fermo 2009"
Parigi, Ginevra, Lussemburgo, Genk, Boblingen (Stoccarda). Sono le prossime
tappe della quinta mostra di pittura “Fermo 2009”, con opere di giovani artisti,
allestita dall’8 agosto nel Palazzo dei Priori di Fermo, in occasione del XIX
incontro delle associazioni di marchigiani fuori regione.
Tra gli organizzatori della
mostra, promossa dal Comune di Fermo, l’Associazione dei Marchigiani Emigrati
in Germania. Con il contributo per l’allestimento all’estero dell’Associazione
Regionale Marchigiani in Europa, l’Associazione Marchigiani in Svizzera,
l’Associazione Marchigiani in Lussemburgo, la Federazione delle Associazioni
dei Marchigiani Emigrati in Belgio.
“Riscoprire e celebrare l’identità
marchigiana – sottolinea il sindaco Saturnino Di Ruscio - è la motivazione da
cui nasce questa collaborazione culturale. Un’identità che si è arricchita
attraverso l’esperienza e il contributo dei nostri corregionali all’estero. Con
l’augurio che questa mostra consolidi i rapporti di scambio tra la nostra Città
e i marchigiani emigrati, ringraziamo tutti gli organizzatori, ed in particolare
il presidente dell’Associazione dei Marchigiani Emigrati in Germania Ruggero
Scodanibbio, e gli artisti che, con le loro opere, daranno un significativo
contributo alla conoscenza del nostro territorio nelle grandi capitali europee”
L’esposizione è a Parigi dal 15
settembre, ospitata presso il Centro culturale di Sannois Sale “Cyrano de
Bergerac”. Sarà poi allestita a Ginevra dal 3 ottobre, nella sede
dell’associazione A.M.I.S. in Svizzera. A Lussemburgo sarà dal 12 ottobre,
presso sale del centro culturale C.L.A.E. Dal 14 novembre potrà essere visitata
presso la sede associativa di Genk, in Belgio.
Infine, tappa in Germania, dal 22
novembre presso le sale VHS Böblingen.
Nozze d'argento per il circolo italo-tedesco di
Baden-Baden
Stoccarda. Il 2009 segna il 25esimo anniversario di fondazione del Circolo
culturale italo-tedesco di Baden-Baden. L’iniziativa di fondare un’associazione
italo-tedesca fu assunta da Fanny Klaschka, una veronese che per amore oltre 40
anni fa lasciò la città scaligera per radicarsi nell’elegante e rinomata città
termale della Selva Nera
Qui, l’attivissima veronese ritenne di dar vita ad un’associazione che
puntasse su un duplice obiettivo: da un lato, di consentire agli italiani di
poter apprendere la lingua tedesca; e dall’altro, offrire ai tedeschi di
apprendere ed approfondire le conoscenze linguistiche e culturali italiane.
Baden-Baden conta oggi 54.000 abitanti, di cui un migliaio di passaporto
italiano. Il circolo italo-tedesco è l’unica realtà associativa della zona
ancora molto attiva ma, nel frattempo, solo verso la comunità tedesca.
Infatti, mentre i corsi di lingua italiana, le conferenze e le serate
gastronomiche continuano a registrare annualmente una buona presenza di
pubblico, l’aspetto che riguarda la nostra comunità locale e la sua
integrazione sociale e culturale attraverso l’apprendimento della lingua
locale è purtroppo caduto nel vuoto.
Siccome la maggior parte dei connazionali residenti nella ridente città
termale è impiegata nel settore gastronomico ed alberghiero, per andare
incontro alle esigenze soprattutto dei camerieri italiani, il Circolo aveva
offerto un corso di Tedesco gratuito in ore pomeridiane. Tanti gli iscritti,
ma pochi i frequentanti.
Questo scarso interesse per l’investimento nell’apprendimento è anche la causa
principale, purtroppo, del disagio sociale di una buona parte della nostra
collettività in Germania, trasmesso anche ai propri figli. Per cui non c’è poi
tanto da meravigliarsi se nelle sfere della società locale che contano, la
presenza italiana è scarsamente rappresentata; e se il 75% dei 63.000 alunni
di passaporto italiano frequenta scuole meno qualificanti.
Sarà pur vero che il sistema
scolastico tedesco è molto selettivo. C’è però anche da chiedersi perché
greci, spagnoli, croati, serbi e sloveni occupano posti di lavoro più
qualificati e albergano nella Realschule, nei Gymnasien e successivamente in
istituti universitari o parauniversitari.
L’esperienza dei 25 anni del Circolo culturale italo-tedesco di Baden-Baden è
emblemetica. Essa costituisce uno dei tanti esempi di un’integrazione italiana
in Germania a due velocità: su un binario corre l’Eurostar con un esiguo
numero di connazionali ben integrati e promotori della nostra lingua e cultura
in terra tedesca; e sull’altro, un accelerato che arriva ad ogni stazione con
enorme ritardo.
Tuttavia l’unico servizio
utilizzato dai connazionali della zona è quello della corrispondenza consolare
offerto dalla fondatrice del circolo Fanny Klaschka.
Altri particolari sono contenuti
nel servizio audio realizzato con Marcelina Badi-Junger, presidente da otto
anni del circolo italo-tedesco di Baden-Baden.
da SWR/Red.
italiana
"LE NOSTRE MISSIONI VERSO UNA NUOVA
MISSIONE":
A LUDWIGSHAFEN IL CONVEGNO NAZIONALE DELLE MISSIONI
CATTOLICHE ITALIANE IN GERMANIA E SCANDINAVIA
Più di novanta persone tra sacerdoti, suore, laici stanno partecipando al
convegno nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e
Scandinavia in corso a Ludwigshafen, dove terminerà oggi, 18 settembre. Tema
del convegno – cui partecipano anche dei sacerdoti del Benelux – è "Le nostre
missioni verso una nuova Missione" che ha come obiettivo il confronto sulla
"svolta significativa per la vita della chiesa che vive in Germania" che i
partecipanti constatano nelle loro missioni.
"L’urgenza dell’annuncio cristiano, il ritrovare strade per farsi vicini alle
persone, tenere sveglie tradizioni e sensibilità religiose che ancora fanno
vivere le nostre comunità italiane – è stato sottolineato al Convegno – sono
elementi per un rinnovato ottimismo che riconosce il prezioso apporto che le
comunità italiane portano nella chiesa in cui vivono".
Per questo, i rappresentanti delle istituzioni della chiesa locale, superata
la prima fase della ristrutturazione che sembrava spazzar via le missioni di
altra madre lingua, ribadiscono oggi che "la vitalità della chiesa e delle sue
strutture territoriali non possono fare a meno delle comunità italiane e della
loro vivacità, perché la trasmissione e l’esperienza della fede appartengono a
quegli ambiti di vita che sono strettamente legati alla cultura e alla lingua.
Buoni passi di collaborazione, di stima e riconoscimento reciproco crescono
sempre di più; il confronto e la rivendicazione sta lasciando posto alla
riflessione condivisa e a nuovi cammini sperimentali e multiculturali. Ma
crescono i motivi di preoccupazione: vengono meno le forze, soprattutto quelle
dei sacerdoti: in due anni ne sono venuti a mancare ben dieci. Ma,
soprattutto, si resta sconcertati che la Chiesa italiana, nelle sue
istituzioni, consideri la pastorale per gli italiani all’estero "superata" e
pertanto non invia nuovi sacerdoti".
I partecipanti al convegno hanno manifestato un forte appello, scrivendo una
lettera al segretario generale della CEI Monsignor Crociata e al Presidente
della Commissione Episcopale per le Migrazione e Presidente della Fondazione
Migrantes Monsignor Schettino. "In questo ultimo periodo sentiamo lontani i
nostri Vescovi italiani. Cosa sta succedendo? Ci sentiamo quasi abbandonati,
alla deriva. Percepiamo poco valorizzato il servizio che stiamo svolgendo –
scrivono i missionari -, come se non servisse più. Ma l'integrazione non è
ancora pienamente avvenuta: il fattore linguistico non è il compimento
dell'integrazione; altri fattori richiedono tempi più lunghi e rinnovate
risorse umane e non va trascurata l'attenzione per la nuova mobilità".
"La Chiesa che vive in Italia – ricordano – è presente in Europa da moltissimi
anni, grazie ai missionari, alle religiose italiane e ai laici in emigrazione
che rimangono una risorsa enorme che si aggiunge al grande impegno che la CEI
assicura al cammino ecclesiale europeo partecipando agli impegni comuni delle
Conferenze Episcopali Europee. Purtroppo le presenze dei missionari italiani
vengono a mancare in grosse città, come per esempio Francoforte, dove vivono
più di 20.000 Italiani".
Nella lettera, i partecipanti al convegno fanno appello affinché "vengano
attivate risorse umane e non solo, per continuare a coniugare quel tesoro
esperienziale, unico per l’Italia, che è l’emigrazione e l’immigrazione. Non
vorremmo che, come lo Stato Italiano sta ristrutturando le rappresentanze
estere chiudendo i consolati, altrettanto avvenga nel mondo ecclesiale, con la
chiusura delle Missioni cattoliche italiane".
19 settembre 2009: Manifestazione per il
mantenimento del Consolato a Norimberga
Amici,
si sta avvicinando il momento cruciale di una battaglia importante: dopo
la pausa estiva si riaprono le trattative tra il Ministero degli Esteri
e tutti coloro a cui non piace l’idea di dover fare a meno di un servizio
pubblico come il Consolato.
Io, quale
coordinatore del Comitato, vi chiedo di contribuire a questa
azione, partecipando con tutti i vostri conoscenti alla dimostrazione che
si terrá sabato 19 settembre, come da seguente volantino, contro la
chiusura del nostro Consolato.
Aiutateci a
mantenere in vita un servizio utile alla comunità, unendovi ai deputati e
ai senatori eletti all’estero che hanno già confermato la loro diretta
partecipazione.
Marciamo
tutti
uniti dicendo che il nostro Consolato non si tocca e contribuiamo a
far pesare la nostra voce compilando le cartoline da spedire a Roma.
Cartoline
a disposizione di chiunque, sia il giorno della manifestazione, che presso
le tante Associazioni presenti nella circoscrizione consolare.
Con solo 50
centesimi potrete scrivere il vostro nome su una delle tante cartoline che
raggiungeranno il Ministero a riprova della forza che unisce un
popolo italiano al 100% anche se costretti ad emigrare e a vivere
all’estero.
Alla
manifestazione portate striscioni, cartelloni, fischietti, campane,
trombe, insomma quello che é necessario per farci capire e sentire.
Ricordate
il proverbio che dice “L’unione fa la forza” - e noi, uniti, siamo
imbattibili.
Partecipate, participate, participate!!!
Nella
speranza di vedervi sabato vi saluta il Coordinatore Romeno Catanese
(nella foto: Romeno Catanese e Lucio Albanese, CTIM Norimberga)
P.S.
Aiutateci, contribuendo al successo della manifestazione girando questa
notizia a tutti i vostri conoscenti di qualsiasi nazionalità essi siano:
solo così potremo raggiungere un numero considerevole di partecipanti,
tale che Giornali e Televisioni avranno il loro daffare.
Freunde,
der Wendepunkt unseres wichtigen Kampfes naht: Nach
der Sommerpause werden die Verhandlungen zwischen dem italienischen
Außenminister und den Vertretern der italienischen Gemeinschaft, die
auf ihr Recht besteht, den öffentlichen Dienst des Konsulats weiterhin in
Anspruch zu nehmen, weitergeführt.
Als Koordinator des Komitees möchte ich euch bitten, diese
Demonstration am 19. September gegen die Schließung unseres
Konsulats mit all euren Bekannten und Freunden zu unterstützen.
Helft uns diesen nützlichen Dienst an der Gemeinschaft
aufrechtzuerhalten, indem ihr euch den zuständigen italienischen
Abgeordneten, die bereits ihre direkte Hilfe zusagten, anschließt.
Lasst uns für den Erhalt unseres Konsulats
alle gemeinsam marschieren; lasst unserer Stimme mehr Gewicht durch die Sendung unserer Karten
nach Rom
verleihen.
Diese Karten sind bei den italienischen Vereinen für jeden erhältlich und
werden bei der Veranstaltung am 19. September eingesammelt.
Mit nur 50 Cent könnt ihr euren Namen auf eine der vielen Karten
schreiben, die anschließend das Auswärtige Ministerium in Rom
erreichen werden, um zu zeigen das wir zu 100 Prozent EIN italienisches
Volk sind, auch wenn wir gezwungenermaßen emigriert sind und im
Ausland leben!
Zur Demo bringt bitte Plakate, Pfeifen, Glocken, Trompeten mit,
also alles was Lärm macht, damit wir gehört und verstanden werden. Denkt
an das Sprichwort das besagt: „Gemeinsam sind wir Stark“ - und zusammen
sind wir unbesiegbar.
nehmt teil,
nehmt teil, nehmt teil !!!
In der Hoffnung euch am Samstag zu sehen, grüßt euch der Koordinator
Romeo Catanese
P.S. Unterstützt uns, um den Erfolg der Demonstration zu erreichen, in dem
Ihr diese Info an all euren Bekannten, egal welcher Nationalität,
weiterleitet; nur wenn wir zahlreich daran teilnehmen, können Zeitungen
und Fernsehsender auf uns aufmerksam werden und ihren Teil beitragen.
- - - - - - - - - - - - - - - - -
"ll
gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato d'Italia in
Norimberga"
INVITA TUTTI GLI ITALIANI
DELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI NORIMBERGA
A
PARTECIPARE ALLA DIMOSTRAZIONE DI
SABATO 19 SETTEMBRE 2009
Ci
incontriamo tutti alle 14.30 a Plärrer e si parte alle 15.00 in direzione
Weisser Turm, Lorenzkirche, Hauptbahnhof, per finire alla sede del
Consolato.
Partecipate
numerosi,
CONTRO LA
CHIUSURA DEL NOSTRO CONSOLATO !!!
Per
maggiori informazioni chiamare allo 0172 / 81 42 150
”Der Koordinationskreis zum Erhalt des Italienischen Konsulates in
Nürnberg”
veranstaltet am Samstag,
den 19.
September 2009
eine Demonstration gegen die Schließung des italienischen Konsulates in
Nürnberg.
Alle in Franken lebenden Italiener und alle deutschen Mitbürger, die
unsere Forderungen unterstützen, sind zur Teilnahme eingeladen.
Wir treffen uns um 14.30 Uhr am Brunnen am Plärrer (Verkehrsinsel). Der
Zug führt um
15.00 Uhr in Richtung Weißer Turm, Lorenzkirche, Hauptbahnhof, zum Gebäude
des Italienischen Konsulates in Nürnberg.
Erscheint
zahlreich
GEGEN DIE SCHLIEßUNG UNSERES KONSULATES!!!!
Weitere Auskünfte unter: 0172 / 81 42 150
L’ON. GARAVINI
(PD) INCONTRA I SUDTIROLESI NEL MONDO A STOCCARDA: L’ASSOCIAZIONISMO È UN
IMPORTANTE PATRIMONIO PER I VALORI POSITIVI DELLA NOSTRA ITALIANITÀ
STOCCARDA\ aise\ - "È indispensabile il contributo delle associazioni
nel valorizzare lo straordinario patrimonio di risorse umane, storiche e
culturali presenti nel mondo dell’emigrazione". Sono parole di apprezzamento
quelle dell’on. Laura Garavini (Pd), ospite all’annuale incontro dei Sudtirolesi
nel mondo a Stoccarda.
"L’associazionismo italiano in emigrazione, a maggior
ragione se di natura regionale, ricopre un ruolo fondamentale, aiutando gli
emigrati a tenere un legame fecondo con la propria terra d’origine e promuovendo
i valori e le tradizioni italiane e favorendo al contempo i processi di
integrazione nei rispettivi paesi di residenza".
"Apprezzo il vasto raggio di iniziative ideate per i Sudtirolesi nel mondo, come
l’insegnamento di lingua e cultura italiana oppure i soggiorni in Italia che
permettono ai giovani di conoscere la terra dei loro genitori", ha detto la
deputata eletta all’estero commentando il programma illustrato
dall’associazione. "Insieme all’offerta di consulenza e sostegno in ambiti come
previdenza sociale, cittadinanza o rientro in patria, questo impegno fa
dell’associazione un punto di riferimento per tutta la collettività dei
Sudtirolesi all’estero".
"Il futuro dell’associazionismo in emigrazione sta in una maggiore messa in rete
delle molteplici realtà associative, siano esse di carattere regionale,
culturale, socio-assistenziale", ha infine puntualizzato la Garavini, invitando
le rappresentanti femminili presenti a Stoccarda a partecipare al secondo
incontro annuale del Coordinamento Donne Italiane in Germania, previsto per
sabato 19 settembre, a partire dalle 14,00 presso il centro Evangelisches
Frauenbegegnungszentrum a Francoforte.
IL
DEPUTATO TEDESCO LOTHAR MARK E IL PRESIDENTE DGB STEFAN REBMANN SCRIVONO
ALL’AMBASCIATORE VALENSISE CONTRO LA CHIUSURA DELL’AGENZIA CONSOLARE DI MANNHEIM
"Eccellenza, quali Deputato al Parlamento federale della città di Mannheim e
Presidente del DGB della Regione metropolitana Rhein-Neckar ci rivolgiamo oggi a
Lei, per esprimere la nostra preoccupazione sul futuro dell'Agenzia Consolare
d'Italia a Mannheim". Inizia così la lettera che Lothar Mark e Stefan Rebmann
hanno inviato al nuovo ambasciatore italiano a Berlino, Michele Valensise.
"Il mese scorso – vi si legge – abbiamo appreso che a Roma si prospetta la
chiusura della rappresentanza consolare di Mannheim. Quest’annuncio ci ha colto
di sorpresa poiché, da parte italiana, ci era stato assicurato che non era
previsto alcun piano di chiusura dell’Agenzia consolare. Dall’eventuale chiusura
sarebbero colpiti circa 18.000 italiani a Mannheim e nella Regione del Reno/Neckar.
Tanti concittadini italiani si rivolgono all'Agenzia Consolare fin dalla loro
nascita. Il consolato ha per loro un significato immenso, é un pezzo d'Italia
non distante, che offre aiuto insostituibile per i vari bisogni amministrativi".
"In particolare – proseguono i due politici tedeschi – tanti anziani di
cittadinanza italiana hanno difficoltà a leggere e compilare atti e formulari
d'ufficio. Il supporto per le pratiche d'ufficio é per loro indispensabile ed
essi si sentono ben rappresentati dallo Stato italiano a Mannheim. Comprendiamo
la razionalizzazione intrapresa dal Governo italiano, tuttavia il risparmio, con
la prospettata chiusura del Consolato a Mannheim, la seconda città per
popolazione nel Baden-Württemberg e con un gran numero di italiani qui
residenti, scompare considerando le conseguenze negative per la regione e i suoi
cittadini italiani".
"Eccellenza, per l’importanza rivestita dalla rappresentanza italiana nella
città di Mannheim e per i concittadini italiani ivi residenti La preghiamo,
cordialmente, di intervenire affinché il Governo italiano esamini, benevolmente,
la possibilità del mantenimento della rappresentanza consolare. Per i nostri
concittadini italiani – concludono – sarebbe di gran sollievo se il Governo
italiano riflettesse sulla chiusura ed essi potessero, anche in futuro,
rivolgersi all'Agenzia Consolare a Mannheim".
Clicca, per vedere l'originale
in tedesco
L'Istituto nazionale per il Commercio Estero I.C.E.
Düsseldorf comunica:
"MEET
ITALY”
ITALIA ALLA "SCHWEISSEN & SCHNEIDEN"
INTERNATIONAL TRADE FAIR JOINING CUTTING SURFACING
ESSEN, 14 –
19 Settembre 2009
Padiglione
5.0, Stand 108/127 - Informazione: Stand 125
Dal 14 al
19 settembre la “Schweissen & Schneiden 2009”, fiera internazionale della
saldatura e del taglio, apre per la 17esima volta i suoi battenti ad
Essen. Sarà presentata una panoramica completa degli sviluppi e delle
innovazioni attuali nelle tecniche di giunzione,
taglio e rivestimento.
Nonostante il quadro economico generale, Frank Thorwirth, presidente della
Direzione di Messe Essen GmbH, ha annunciato che il complesso fieristico è
di nuovo al completo.
Saranno
presenti oltre 1.000 espositori - da più di 40 nazioni - il
56% dei quali proverrà dall’estero.
La
partecipazione italiana, con ca. 120 espositori, sottolinea
l’indiscutibile ruolo svolto dall’industria italiana altamente
specializzata nel contesto internazionale.
Come per le
precedenti edizioni, l’Istituto nazionale per il Commercio Estero, I.C.E.
Düsseldorf, organizza anche quest’anno una partecipazione collettiva.
Saranno 9 le aziende italiane espositrici, che esporranno, su una
superficie di ca. 150 mq, le loro innovazioni tecnologiche nel settore
della saldatura.
L’antica
tradizione nella costruzione dei macchinari, la versatilità, la
flessibilità del sistema delle piccole e medie imprese italiane e lo
stretto contatto con la clientela sono le caratteristiche che
contraddistinguono l’industria italiana della saldatura, che si propone
come “leader” tra i Paesi e partner di alto valore per gli operatori del
settore a livello globale.
La collettiva
italiana (stand 108, 125 e 127) è posizionata nel padiglione 5.0 con la
doppia finalità di dare visibilità alle aziende presenti e favorire
incontri B2B.
La stampa
specializzata internazionale sarà accolta nella zona “ICE” (padiglione
5.0, stand 125) per scambi informali con i rappresentanti dell’ICE.
Alcuni dati
statistici pubblicati dal GTIS (Global Trade Atlas):
Italia Import
Secondo la
GTIS (Global Trade Atlas), nel 2008 l’Italia ha importato macchine,
apparecchiature, attrezzature e materiali per la saldatura per un volume
di 23,160 mln. €. I sei principali Paesi fornitori sono stati: Germania
18,56 %, Polonia 12,82 %, Cina 14,20 %, Repubblica Ceca 12,63 %, Francia
9,82 % ed Austria 8,71 %.
Italia Export
Nel 2008,
l’esportazione italiana di macchine, apparecchiature, attrezzature e
materiali per la saldatura è ammontata a 43,370 mln. €. I sei principali
mercati di sbocco sono stati: Francia 19,67 %, Brasile 8,18 %, Germania
6,93 %, Spagna 5,48 %, Turchia 5,43 % e Repubblica Ceca 4,34 %.
Germania
Import
Nel 2008,
la Germania ha importato macchine, apparecchiature, attrezzature e
materiali per la saldatura per un valore di 49,824 mln €. I sei principali
Paesi fornitori sono stati: Italia 24,32 %, Austria 14,98 %, Cina 9,24 %,
Svizzera 5,91 %, Stati Uniti 5,55 % e Paesi Bassi 4,76 %.
Germania
Export
Nel 2008, del
volume export pari a 170,157 mln. €, la fetta più grossa è andata in
Italia con 7,6 %, seguita da Stati Uniti 6,62 %, Francia 6,54 %, Spagna
5,59 % e Paesi Bassi 5,28 %.
Per
maggiori informazioni:
Maria Ines
Aronadio, Direttore ICE in Germania
Tel.: +49
(0) 30 88440324
Cell.: +49
171 7848786
Simona
Bernardini
Responsabile Sezione Beni di Consumo e Strumentali
ICE Düsseldorf
Tel.: +49 (0)211
3879929
Cell.: +49
173 4917088
Die
Staatsgalerie Stuttgart erforscht Friedensbilder
Das Forschungsprojekt will den kommunikativen
Grundlagen frühneuzeitlicher Friedensprozesse in Europa auf die Spur kommen
Sehr geehrte Damen und Herren der Presse,
unter dem Titel "Übersetzungsleistungen von Diplomatie und Medien. Europa
1450 - 1789" startet das Verbundprojekt in diesem Sommer. Das
Bundesministerium für Bildung und For-schung (BMBF) fördert das Vorhaben im
Rahmen des Schwerpunktthemas "Übersetzungs-funktionen der
Geisteswissenschaften" bis 2012.
WissenschaftlerInnen der Staatsgalerie Stuttgart, aus dem Institut für
Europäische Geschichte in Mainz und dem Institut für Europäische
Kulturgeschichte in Augsburg forschen dabei aus ihren unterschiedlichen
Blickwinkeln. Die drei Teilprojekte werden geleitet von Prof. Dr. Heinz
Duchhardt (Mainz), Dr. Martin Peters (Mainz), Prof. Dr. Johannes Burkhardt (Augsburg),
Prof. Dr. Wolfgang E. J. Weber (Augsburg) sowie PD Dr. Hans Martin Kaulbach
(Stuttgart).
In gemeinsamen Workshops werden die erarbeiteten Ergebnisse präsentiert
und diskutiert.
Bei der Realisierung von europäischen Friedenskongressen waren in der Zeit
zwischen 1450 und 1789 nicht nur Fürstenfamilien und Diplomaten, sondern
auch Gelehrte und Künstler der Zeit aktiv beteiligt. Die Fragestellungen der
Forscher konzentrieren sich auf den konkreten Ablauf von
Friedensverhandlungen, auf die Schwierigkeiten bei der Vermittlung, die
Überbrückung kultureller Missverständnisse sowie auf die Deutung und
Rezeption von Frieden.
Die Staatsgalerie Stuttgart setzt ihren Forschungsschwerpunkt auf Bilder
von Frieden und Friedensverträgen: "Es geht um die Übersetzungsleistungen
der Kunst: Was erzählen uns historische Bildberichte von Friedensschlüssen
heute, wie deuten wir allegorische Bilder des Friedens?", so Cornelia
Manegold, wissenschaftliche Mitarbeiterin der Staatsgalerie. Ihre Arbeit
wird durch die Förderung des Bundesministeriums für Bildung und Forschung (BMBF)
ermöglicht.
"Zum Abschluss der Forschungsarbeit ist eine Ausstellung mit Werken aus
dem reichen Bestand der Graphischen Sammlung geplant," erklärt Hans-Martin
Kaulbach, der zuständige Konservator der Staatsgalerie Stuttgart.
Amenta (Comites di Norimberga) scrive a Italia
chiama Italia:
Dov'è finito il Fini di un
anno fa?

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini
|
|
Al presidente Fini vorrei dire che noi Italiani
che viviamo all'estero, abbiamo ancora sangue italiano; come dire, c'è
tanta italianità nel nostro DNA, così come in quello dei nostri figli e
nipoti.
Riportiamo la lettera inviata a Italia chiama Italia
da Antonio Amenta, membro del Comites di Norimberga (Germania), il quale
è deluso e sorpreso dalle recenti affermazioni del presidente della
Camera, Gianfranco Fini, che ha parlato - fra le altre cose - di
"immigrati che si sentono più italiani dei figli e dei nipoti degli
italiani nel mondo".
"Caro direttore - scrive Amenta in una email diretta a Ricky
Filosa -, torno di nuovo a farmi vivo. In questi giorni sono rimasto
stupito e deluso delle affermazioni del Presidente della Camera on.
Fini. Al presidente Fini vorrei dire che noi Italiani che viviamo
all'estero, abbiamo ancora sangue italiano; come dire, c'è tanta
italianità nel nostro DNA, così come in quello dei nostri figli
e nipoti".
"Il presidente Fini potrebbe domandare all'on. Tremaglia, riguardo gli
italiani all'estero, che lui ha visto di persona, essendo stato l'unico
politico italiano che ha avuto i maggiori contatti con gli italiani nel
mondo. Voglio fare presente al presidente Fini - continua Amenta - che i
ragazzi italiani dimostrano il loro affetto all'Italia in tutte quelle
manifestazione sportive dove i colori Italiani hanno vinto, così pure
loro come i padri e i nonni si commuovono quando ancora oggi viene
eseguito l'inno Italiano".
"Riguardo il voto agli immigrati in Italia: ma lo sa l'on Fini che noi
cittadini italiani, per esempio in Germania, abbiamo solo il voto
comunale e provinciale? Ma non per grazia ricevuta delle istituzioni
tedesche - sottolinea nella sua nota il consigliere del Comites di
Norimberga -, ma perché è una disposizione europea solo per i cittadini
comunitari, tutti gli altri esclusi. Sarebbe opportuno che i nostri
deputati eletti all'estero informassero il presidente Fini dei nostri
diritti".
Amenta, nella sua nota, è anche convinto che "da quando il Presidente
Fini ricopre questo incarico istituzionale, abbia perso di vista la
realtà degli Italiani all'estero, di cui non si sente più parlare.
Vorrei chiedere all'On. Fini: cosa ne pensa della chiusura di tante sedi
consolari, e dei tagli all'assistenza? Ma dov'è finito il Fini che
conoscevamo bene sino a un anno fa?".
Eh già, dove diamine si è cacciato?
IL DIFFICILE
INSERIMENTO DEI GIOVANI ITALIANI NELLE SCUOLE TEDESCHE AL CENTRO
DELL’INCONTRO TRA IL CONSOLE CIANFARANI E IL SOTTOSEGRETARIO NEUMEYER
MONACO\ aise\ - Inserimento scolastico ancora largamente
insoddisfacente dei giovani di origine migratoria in Germania, con
ripercussioni negative sulla cresciata sociale, economica e culturale dei
connazionali delle seconde e terze generazioni. Sono questi i temi
affrontati dal console generale, ministro Adriano Chiodi Cianfarani e il
presidente del Comites di Monaco di Baviera, Claudio Cumani, durante un
incontro tenutosi nei giorni scorsi con il sottosegretario bavarese per i
Problemi dell'Integrazione, Martin Neumeyer, su invito di quest’ultimo. La
collettività italiana in Germania infatti, se sotto diversi aspetti è
molto integrata (e come tale viene generalmente percepita dai tedeschi),
risulta essere ancora collocata ai gradi iniziali della scala sociale.
Il console generale ed il presidente del Comites nel corso dell’incontro
hanno sottolineato come sul tema della scuola la loro azione operi
cercando da una parte una stretta collaborazione con le istituzioni
locali, dall'altra promuovendo la sensibilizzazione delle famiglie circa
la necessità di una maggiore attenzione al rendimento scolastico dei
giovani e sull’opportunità di stimolare le loro aspirazioni professionali.
Certamente il tema dell'integrazione scolastica va in prospettiva
affrontato anche alla luce di una osservazione sociologica della nostra
comunità, che ne evidenzi la progressiva trasformazione avvenuta negli
anni. Quella italiana è infatti la comunità col più alto numero di nuclei
familiari bi-nazionali e bi-culturali (20% circa): il numero, già non
trascurabile, dei giovani italiani con il doppio passaporto aumenterà,
come per tutti, anche grazie alla cittadinanza assegnata automaticamente
per legge ai nati in Germania dopo il 2000. A questi dati si aggiunge una
"vivace mobilità dei nuclei familiari", che si traduce in oltre il 55% dei
neonati italiani figli di unioni de facto, non tutte di lunga durata.
Allargando il campo, il console generale ed il presidente del Comites
hanno anche evidenziato l’opportunità di un maggior coinvolgimento
politico della comunità italiana, i cui tassi di partecipazione alle
elezioni locali risultano tuttora assai bassi. Il presidente del Comites
ne ha approfittato per valorizzare la campagna informativa che il Comitato
ha proprio in questa direzione effettuato presso la nostra comunità in
occasione delle elezioni amministrative del marzo 2008 e delle Europee del
giugno di quest'anno.
Il Console Generale ha sottolineato come i partiti
politici locali potrebbero sfruttare ciascuno a proprio vantaggio il
potenziale elettorale rappresentato dai residenti italiani, oggi quasi del
tutto inesplorato, attraverso mirate campagne che, rispondendo alle
esigenze dei nostri connazionali, siano in grado di stimolarne la presenza
nelle liste elettorali dei partiti tedeschi e quindi anche alle urne.
Il Sottosegretario Neumeyer ha espresso grande interesse per l'avvio di
una collaborazione e vivo apprezzamento per la capacità di rapporto
unitario che la comunità italiana è in grado di esprimere pur nella
diversità di ruoli fra Consolato Generale e Comites. Ha ringraziato per le
opportunità offerte per raggiungere le associazioni ed i mezzi di
informazione italiani in occasione di una campagna del Governo bavarese di
informazione e sensibilizzazione delle famiglie sui programmi per
l’integrazione. A questo proposito, ha manifestato interesse a promuovere
un incontro del Comites e delle altre istanze italiane con l'associazione
degli insegnanti bavaresi e con i diversi operatori locali operanti nel
settore dell'educazione e della formazione professionale. Ha poi
confermato che il "Programma Azione Integrazione" varato nel luglio del
2008 dal Governo locale continua ad essere il principale quadro di
riferimento nell'operato delle istituzioni bavaresi in tema di
integrazione (anche scolastica e professionale) dei giovani di origine
migratoria.
Sul piano della partecipazione politica, il sottosegretario Neumeyer ha
poi dichiarato di voler raccogliere le indicazioni sulle potenzialità
offerte (indistintamente a tutti i partiti politici) dai circa 48mila
italiani aventi diritto di voto qui residenti, aggiungendovi
l’apprezzamento per quanto già effettuato presso la nostra comunità ai
fini di una maggiore partecipazione, ben consapevole come una riuscita
integrazione passi anche per il coinvolgimento nelle assemblee
rappresentative locali.
Il sottosegretario Neumeyer ha quindi concluso con un invito a servirsi
della propria struttura al fine di ottenere un effetto moltiplicativo
degli sforzi per il pieno e soddisfacente inserimento della nostra
comunità nella realtà bavarese.
nella foto:il Console Cianfarani
Il programma invernale dell'Istituto
Italiano di Cultura di Monaco di Baviera
Cari Amici
dell’Istituto Italiano di Cultura,
abbiamo il
piacere di segnalarVi che a partire dal
semestre invernale 2009/2010
verranno attivati nuovi corsi speciali
che tratteranno temi di interesse culturale.
I corsi non
sono rivolti esclusivamente ad un pubblico tedesco con buone conoscenze
della lingua italiana, ma anche ad italiani che desiderano approfondire le
proprie conoscenze nei diversi settori quali la
letteratura,
l'arte, il
cinema, il
diritto, la
canzone d’autore e la
traduzione.
Cordiali saluti
Liebe Freunde
des Italienischen Kulturinstituts,
wir freuen uns,
Sie auf die neuen Kurse mit kulturellen
Themen hinzuweisen, die ab
Wintersemester 2009/2010
stattfinden werden. Die Kurse
richten sich nicht nur an das deutsche Publikum mit guten Kenntnissen der
italienischen Sprache, sondern auch an das italienische, das sein Wissen
in verschiedenen Bereichen wie Literatur, Kunst,
Filmkunst,
Recht oder Übersetzung
vertiefen möchte.
Anbei erhalten
Sie das ausführliche
Programm.
IL CORRIERE
D’ITALIA (GERMANIA) RILANCIA:
PER IL 2010 40MILA COPIE STAMPATE E
10MILA ACCESSI ON LINE OGNI MESE
 |
| Mauro Montanari |
FRANCOFORTE\ aise\ - Si è tenuta ieri, 1 settembre, ed oggi a Francoforte
la due-giorni di riunione di redazione del mensile "Il Corriere d'Italia".
Presenti l’editore Pio Visentin, il direttore Mauro Montanari, la
responsabile di redazione Licia Linardi e la redazione tutta, si è fatto il
punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future della testata.
"Gli obiettivi da raggiungere entro il 2010", precisa oggi in una nota
stampa il direttore Montanari, "sono le 40mila copie cartacee mensili
distribuite in Germania e una diffusione sul web, soprattutto in Europa, che
raggiunga le 10mila aperture mensili (con almeno 35mila pagine lette),
contro le attuali 32.500 copie cartacee e le circa 7mila aperture mensili
(con 25mila pagine lette)".
"Questo obiettivo segnerebbe una pietra miliare per un giornale italiano
all’estero ed è perfettamente nelle nostre possibilità", ha aggiunto
Montanari, che ha concluso: "Il Corriere d’Italia è stato segnalato nel 2008
e nel 2009 da una apposita commissione presso la Presidenza del Consiglio
come il miglior giornale italiano all’estero".
SALVIAMO IL
CONSOLATO AD AMBURGO: L’APPELLO DEI CONNAZIONALI RILANCIATO SU "ITALIANS"
Valeria Cattaneo ha inviato a Beppe Severgnini, giornalista del Corriere
della Sera e "padre" di Italians, blog popolarissimo tra i connazionali
all’estero, il grido d’aiuto degli italiani residenti ad Amburgo.
"Caro Beppe, cari Italians,
vogliono chiuderci "Das Tor zur Welt", costringere i circa 15 mila
italiani residenti da Amburgo alle isole Frisone a farsi fino a 500 km per
rinnovare il passaporto, creare gravi complicazioni alle navi italiane in
transito. E i cervelli italiani, i connazionali che lavorano in aziende come
Airbus e Desy non contano più niente? Nessuno è interessato a tenerli
d’occhio e a incentivarne il ritorno con un bagaglio pieno di preziose
esperienze, che potrebbero essere più che utili al nostro Paese?".
"Il "mondo orientale", a cui l’Italia sembra essere tanto interessata, non
sarebbe opportuno imparare dalla città che ha i rapporti più stretti con la
Cina tra le città tedesche? Per non parlare poi – si legge nella email –
dell’internazionalizzazione del mondo: perché non provare le ricette di
Amburgo che secondo un’inchiesta recente sembra essere la più "globale" e
avere le prospettive economiche migliori in Germania? Spero che il governo
italiano ci ripensi e soprattutto guardi al futuro".
"L’italiano con la valigia di cartone – sottolinea – non esiste più, non ci
sarà più l’arruolamento di massa dei lavoratori italiani per l’industria
tedesca e quelli rimasti nell’area di Wolfsburg, che forse è la ragione
della scelta di Hannover rispetto ad Amburgo, si sono già pienamente
integrati. I loro figli parlano meglio il tedesco dell’italiano e non hanno
certo bisogno di aiuto per inserirsi nella realtà lavorativa tedesca. I
nuovi emigranti sono costituiti anche dalle centinaia di laureati che
scappano dall´Italia, priva di interessanti prospettive lavorative, e
fuggono all’estero nelle grandi città come Berlino, Amburgo, Monaco e
Francoforte. È lì che il Paese deve essere presente e non dimenticarsi dei
suoi figli. Gli Italiani dell’area di Amburgo si oppongono alla decisione di
chiudere il consolato (www.salviamo-il-consolato.de/de/chi) e contano su una
nuova riflessione da parte da parte del governo italiano".
ONNESI ALLA SCOPERTA DELLA
GERMANIA INCONTRANO L’AMBASCIATORE VALENSISE
BERLINO\ aise\ - Torneranno in Italia domani sera, giovedì 27 agosto, i
99 abitanti di Onna che hanno partecipato al viaggio in Germania offerto dal
ministro federale tedesco dei Trasporti, dell’Edilizia e dello Sviluppo
urbano Wolfgang Tiefensee e dalle città di Lipsia e Halle. Gli Onnesi,
partiti il 23 agosto dall'aeroporto di Pescara con un volo messo a
disposizione gratuitamente da Air Dolomiti, oltre ad avere visitato le due
città tedesche sono stati anche a Berlino. Nella capitale tedesca sono stati
inoltre ricevuti e invitati a pranzo dall'Ambasciatore italiano Michele
Valensise.
Sono entusiasti del viaggio e dell'accoglienza ricevuta: "sfatiamo il mito
dei tedeschi freddi", dice al telefono da Halle Daniela De Felice, 27 anni.
"Sono tutti molto calorosi e gentili, e poi tollerano i nostri ritardi che
qualche volta fanno slittare il programma. La parte più bella del viaggio
per me è stata sicuramente la gita a Berlino".
Contento anche Paolo Paolucci. Per lui, come per la maggior parte degli
Onnesi, è il primo viaggio in Germania: "ci stanno trattando benissimo,
sentiamo proprio l'affetto della gente, é emozionante". Era stato lo stesso
ministro Tiefensee a invitare in Germania gli abitanti di Onna in occasione
della sua visita, il 15 giugno, nel paese abruzzese distrutto dal terremoto
del 6 aprile.
BASSA
SASSONIA, VISITA DI MICHELE VALENSISE, NUOVO AMBASCIATORE ITALIANO IN
GERMANIA

Venerdì 21 agosto il nuovo Ambasciatore italiano in
Germania, Michele Valensise, si è recato in Bassa Sassonia per visitare le
strutture consolari presenti ad Hannover e Wolfsburg. Accompagnato dal I
Consigliere Gabriele Meucci, ha colloquiato prima con la Reggente del
Consolato Generale di Hannover Sig.ra Eleonora Rossi e poi con il
Presidente del comites locale Dott. Giuseppe Scigliano con il quale si è
intrattenuto per circa un’ora.
Schietto ed aperto il nuovo Ambasciatore ha precisato di voler lavorare
costruttivamente con i Comites e con il CGIE così come ha già fatto
egregiamente in Brasile (solo se si lavora unendo le forze si possono
raggiungere ottimi traguardi per la nostra collettività. L’Ambasciatore
Valensise ha detto che al centro del suo impegno ci sarà anche e
sopratutto l’integrazione scolastica dei bambini italiani (come risaputo
siamo agli ultimi posti delle statistiche).
Scigliano, che ha rappresentato e rappresenta ancora gli italiani,
su delega dell’intercomites presso il Forum dell’integrazione
chiamato in vita dall’attuale Governo tedesco e che ha, tra le altre
cose, partecipato proprio al gruppo di lavoro che riguarda
l’integrazione scolastica (tale scelta è stata concordata a suo
tempo con l’allora consigliere Alessandro Gaudiano), avvalendosi
altresì delle conoscenze dirette acquisite sul territorio in qualità
di insegnante, ha illustrato il sistema scolastico della Bassa
Sassonia ed ha riferito del piano per l’integrazione varato dal
Governo di Angela Merkel.
Il Presidente del Comites ha dato la sua disponibilità per
riferire (in un prossimo incontro che si terrà a Berlino) al nuovo
Ambasciatore, i dettagli del piano per l’integrazione ed il lavoro
fatto con il Ministro Dr. Prof. Maria Böhmer con la quale ancora
collabora (Di tutti i presenti al primo Forum Forum
sull’integrazione sono rimasti, su scelta del Governo, solo 12
rappresentanti stranieri tra cui Scigliano).
Così come richiesto dall’Ambasciatore Valensise,
il Presidente del Comites Scigliano, ha presentato la
situazione degli italiani della Bassa Sassonia ed alcune delle
attività che il Comites ha avviato sul territorio di sua
competenza (tra queste il Progetto di integrazione attraverso
lo sport “Squadra di strada” che ha visto nascere da poco la
società sportiva “Figli d’Italia” che gioca in terza categoria
ed il progetto Club anni 50/60 rivolto agli anziani). Ha messo
specialmente in risalto l'ottimo lavoro fatto dal Comites
insieme al Consolato Generale. Tantissime sono state le
attività culturali realizzate congiuntamente.
Scigliano ha anche parlato di politica scolastica ed ha
evidenziato il pregevole contributo dato dal COASSCIT di
Hannover e dal suo Presidente che, tra le altre cose, ha
avviato una stretta collaborazione con la città di
Hannover dalla quale è nato il progetto "Forza Abi" (Tutto
viene fatto come volontariato dai membri dell’Assemblea di
questo comitato scolastico. Nessuno di loro ha diritto ad
oneri e le cariche vengono rinnovate ogni due anni).
Il Presidente del Comites di Hannover
ha messo in risalto anche e sopratutto gli interessi
italiani nella capitale della Bassa Sassonia ( Uno dei
tanti, la Fiera che vede la presenza di tantissimi
industriali italiani) e la posizione geografica di
Hannover (si trova al centro di una regione grande
quanto la Lombardia ed il Piemonte messo insieme su
cui vivono più di 23.000 italiani - Escluso Wolfsburg
che fa riferimento all’agenzia consolare- ).
Non per ultimo ha fatto notare che quando si parlava
di chiusure dei consolati, in Bassa Sassonia il
Comites di Hannover ha raccolto tantissime firme
(più di mille) appoggiandosi principalmente a tutte
le organizzazioni esistenti nella Regione. Persino
nelle Isole.
L’Ambasciatore ha ascoltato con molto interesse ed
ha mostrato tantissima sensibilità per i problemi
dei nostri connazionali. Questo lascia ben sperare
in una politica futura basata anche sulle esigenze
della nostra gente residente in Germania.
L’Ambasciatore Valensise ed il suo collaboratore
sono proseguiti alla volta di Wolfsburg dove si
sono incontrati con l’Agente consolare e con il
Presidente locale.
LA CONFSAL-UNSA E IL
COMITES INCONTRANO A MANNHEIM IL MINISTRO DEGLI ESTERI TEDESCO STEINMEIER
MANNHEIM\ aise\ - La Confsal-Unsa Coordinamento Germania ed il Comites di
Mannheim, su invito delle più alte cariche della SPD di Mannheim, hanno
incontrato il 26 agosto scorso il ministro degli Esteri tedesco,
Frank-Walter Steinmeier, attuale candidato dell'SPD alla carica di
presidente del Consiglio in vista delle prossime elezioni federali.
L'incontro pubblico, avvenuto in ambito di campagna elettorale alla presenza
di cittadini autoctoni e stranieri residenti a Mannheim, fra le varie
tematiche trattate, ha anche evidenziato i gravi disagi per la collettività
italiana derivanti dall'intenzione del ministero degli Esteri italiano di
chiudere l'Agenzia Consolare della città.
Nell'appello rivolto al ministro degli Esteri tedesco, i rappresentanti del
Comites e della Confsal-Unsa hanno sottolineato l'importanza di una presenza
istituzionale italiana a Mannheim ai fini della tutela degli interessi
italiani in loco e della collettività italiana, che nella regione conta più
di 50mila cittadini: nelle statistiche degli stranieri residenti gli
italiani occupano infatti il 2° posto.
Al ministro Steinmeier è stata quindi consegnata copia della cartolina
diretta al ministro Franco Frattini - la stampa è stata predisposta dal
Comites di Mannheim -, con cui gli italiani residenti nel land tedesco
protestano contro l'annunciata chiusura dell'Agenzia Consolare di Mannheim.
Il Consolato Generale di Colonia comunica:
L' 8 agosto di ogni
anno e' designato "Giornata
nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo" in
ricordo della tragedia della miniera di Marcinelle (Belgio), accaduta
l'8.8.1956, dove morirono 136 italiani. In tale occasione, l’On.le Ministro
degli Affari Esteri ha rivolto il seguente messaggio ai connazionali
all’estero:
“Cari connazionali,
con sentimenti di profonda
partecipazione desidero evocare la ricorrenza dell’8 agosto, proclamata nel
2001 “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, per
onorare tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero.
L’8 agosto, perché in quella data
perirono a Marcinelle nel 1956, in una tragedia mineraria con pochi
precedenti, 262 minatori, di cui 136 nostri connazionali, suscitando una
emozione che non si è mai spenta nei nostri cuori.
Alla memoria di tanti lavoratori
scomparsi, che con dignità e sacrificio hanno portato per il mondo
l’immagine migliore di un’Italia operosa e fiera, rivolgo un deferente
omaggio, cui vi invito tutti ad unirvi in un unico afflato.
Ho da parte mia disposto che tutte le
Rappresentanze diplomatiche e consolari osservino, in occasione della
ricorrenza, un minuto di silenzio per commemorare le vittime che hanno
onorato il nostro Paese.”
La ricorrenza verrà celebrata, il giorno di lavoro del 7 agosto p.v., alle
ore 12.00, con un minuto di silenzio, da parte di tutti i presenti
all'interno degli uffici di questo Consolato Generale.
Italienisches
Generalkonsulat
Dipl.Üb. Inge Adams
Öffentlichkeitsarbeit u. Politik
Universitätsstrasse
81 - 50931 Köln
T. 0221- 4008727 F.
0221-400877
Germania: la legge non fa sconti ai clandestini
Gli immigrati extracomunitari in regola devono pagare 50 euro per il
rilascio del permesso di soggiorno. Dopo un anno il documento scade e non viene
automaticamente rinnovato. La legge del 2005 prevede per i clandestini una pena
di fino ad un anno di reclusione (articolo 95) e fino a tre anni per i recidivi.
Non attraversare la strada col
semaforo rosso, viaggiare sui mezzi pubblici con il biglietto, mai
disturbare i vicini di casa. In Germania, l'immigrato clandestino
deve stare sempre attento a non farsi notare, altrimenti, se viene
scoperto, dovrà fare i conti con una legge molto severa. La
“Aufenthaltsgesetz” tuttora in vigore ha una matrice di sinistra dal
momento che è stata varata il 1 gennaio 2005 dalla coalizione rosso-verde
formata dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder e dal suo vice
e ministro degli Esteri ambientalista Joschka Fischer. Non esiste un dato
ufficiale sul numero degli "illegali", come li definisce il codice
tedesco, ma si stima che siano da un minimo di mezzo milione ad un massimo
di un milione, in aggiunta ad una popolazione straniera di 6,7 milioni di
residenti, tra cui 523.162 italiani alla fine del 2008.
La legge prevede espressamente i
respingimenti. Recita l’articolo 15: "Uno straniero che vuole
entrare senza permesso, viene respinto alla frontiera”. Il perimetro
confinario della Germania, tranne che sul mare del Nord e sul Baltico, è
protetto per intero da altri Stati comunitari e dalla Svizzera, ma questo
“privilegio” non basta per neutralizzare il problema.
Gli immigrati
extracomunitari in regola devono pagare 50 euro per il rilascio del
permesso di soggiorno. Dopo un anno il documento scade e non viene
automaticamente rinnovato. Per coloro che intendono svolgere
un’attività economica autonoma in Germania il costo annuo del permesso di
soggiorno è di 150 euro. “Gli illegali sono individui-ombra con le più
svariate origini – scrive la ricercatrice Antonia Goetsch – Disoccupati,
profughi, vecchi e giovani al seguito della loro famiglia, studenti,
badanti. Pochi entrano illegalmente in Germania, la maggior parte si
dilegua improvvisamente nella clandestinità quando scade il titolo di
soggiorno”. La conseguenza è che “per la legge tedesca sono criminali,
essi configurano una fattispecie di reato”.
La legge del 2005 prevede per i
clandestini una pena di fino ad un anno di reclusione (articolo 95) e fino
a tre anni per i recidivi. La rete dei riscontri amministrativi è
strettissima. La vigilanza della polizia nei luoghi pubblici è costante e
si avvale di moderne tecnologie per verificare in tempo reale i dati
personali controllati durante i pattugliamenti stradali. Gli sportelli
pubblici, le istituzioni scolastiche e sanitarie, come anche gli enti di
assistenza sociale, hanno l’obbligo di denunciare immediatamente all’Ausländer
amt (Ufficio stranieri) l’individuazione di clandestini.
Questo dovere vale
anche per i medici ai quali è consentito soltanto di prestare cure urgenti.
La dottoressa Adelheid Franz ha organizzato a Berlino un apposito “pronto
soccorso” (Malteser Migranten Medizin) che è diventato un rifugio di
emergenza per clandestine distrutte fisicamente dalla prostituzione oppure
a rischio di abortire in avanzato stato di gravidanza. I clandestini
alimentano il mercato nero della manodopera con un’incidenza di circa il
13 per cento sull’economia sommersa e un volume finanziario annuo di quasi
18 miliardi di euro. “L’immigrazione
illegale con i suoi riflessi sul piano della criminalità, del mercato del
lavoro e del sistema sociale – ha sottolineato di recente il
sottosegretario agli Interni August Hanning – è una delle sfide più gravi
per la nostra società”. (Velino)
LE MANIFESTAZIONI CONTINUANO
Lettera aperta del
Presidente Comites di Norimberga, Dr. Stefano Palombo, al Min. Frattini, in
relazione all'interrogazione dell'On. Razzi
Onorevole
Ministro Frattini,
mi riferisco
all’interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Razzi, in
relazione alla programmata chiusura del Consolato d’Italia a Norimberga e,
in primo luogo, ringrazio l’Onorevole per aver dato una particolare
attenzione alla situazione norimberghese. Concordo con le considerazioni
generali dell’On.le Razzi, già espresse in una lettera aperta dal Presidente
del Com.It.Es. di Norimberga, poiché esse sono giuste e fondate.
Subito dopo
devo però affrontare, chiaramente e senza mezzi termini, i principi di fondo
che ci dividono dalla proposta di trasformare il Consolato di Norimberga in
un Consolato Onorario. Ci tengo a sottolineare che le associazioni italiane
della Franconia sostengono questa tesi e vedono, con un assoluto
scetticismo, la proposta dell’istituzione di Consolati Onorari in Germania
al momento attuale.
Non tocco
appositamente la questione delle funzioni attribuibili (DPR nr. 18 del
05.01.1967 e DPR nr. 200 del 05.01.1967) al Console Onorario, perché li
considero, nell’attuale contesto di ristrutturazione della struttura
consolare in Germania, di ben poco peso.
| nella
foto: Stefano Palombo e Lucio Albanese |
 |
La realtà di
Norimberga vede:
la presenza
in Franconia di un Consolato che soddisfa egregiamente le esigenze di 28.000
connazionali;
una struttura
organizzativa (locali, apparecchiature, rete di contatti con le autorità
locali, ecc) consolidata nel tempo;
personale a
contratto con decenni di anzianità di servizio ed una conoscenza perfetta
della realtà locale;
un piccolo
nucleo di personale di ruolo (il numero limitato di questo personale è
dovuto al fatto che, da alcuni anni, tale personale non è stato che
parzialmente sostituito);
una notevole
importanza e prestigio del Consolato nei rapporti di carattere commerciale
con la Franconia, ma anche nell’ambito culturale e assistenziale.
La
trasformazione da Consolato a Consolato Onorario verrebbe a disfarsi
delle risorse di cui sopra e a negarle. Sfruttando, con un processo di
ristrutturazione, di razionalizzazione mirata e condivisa, la realtà, sopra
brevemente delineate, si può giungere ad un risparmio notevolissimo pur
mantenendo la struttura consolare oggi esistente o, nell’ipotesi più
drastica, trasformandola in altro tipo di unità amministrativa (vedi
Agenzia) alle dirette dipendenze del Ministero (quindi di carattere non
onorario).
Non da
trascurare è un ulteriore punto di vista: l’istituzione di un "eventuale
Consolato Onorario" metterebbe a rischio la costituzione di un Com.It.Es.
della zona e toglierebbe una rappresentanza politica dei connazionali qui
residenti, che si faccia portavoce delle loro esigenze ed problematiche.
Si fa inoltre
presente che a Norimberga il Console Onorario della Repubblica Greca (Madeleine
Schickedanz – erede della dinastia di proprietari dell’azienda di vendita
per corrispondenza Quelle) sta dimettendosi con molto clamore, proprio
in questi giorni , dalla sua carica. Non ci servono, penso, altri argomenti
a dimostrazione che la struttura dei Consolati onorari è
suscettibile
all’influenza della congiuntura economica e sarebbe oggi, per una
collettività di 28.000 italiani, il cammino errato da seguire. Quella
che sarà l’evoluzione futura delle strutture consolari (informatizzazione,
Consolato digitale, ecc) non è al momento né realizzabile, né verificabile
nella sua efficacia). La nostra risposta alla collettività italiana
deve essere concreta e fattibile.
Per finire,
Onorevole Ministro Frattini, senza voler far particolarismi o campanilismi,
sono convinto che la trasformazione del Consolato di Norimberga in Consolato
Onorario sia un cammino da evitare. Le sarei grato se Le fosse possibile
fare Sue le nostre argomentazioni ed adoperarsi per una soluzione
soddisfacente del problema del Consolato d’Italia a Norimberga a favore di
tutta la collettività italiana della Franconia.
Questa
soluzione può solo essere il mantenimento del Consolato d’Italia a
Norimberga nella sua forma attuale o un suo ridimensionamento ad Agenzia.
Stefano
Palombo, Presidente
COMUNICATO DEL GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL
MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D’ITALIA IN NORIMBERGA
presso Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail:
romeo.c@web.de
Le associazioni
della circoscrizione consolare di Norimberga ed il gruppo di coordinamento
per il mantenimento del Consolato si sono nuovamente riuniti in data
25.07.2009 per discutere il grave ed impellente problema della programmata
chiusura del Consolato di Norimberga.
I presenti hanno
preso atto:
-
delle
dichiarazioni dei parlamentari italiani della circoscrizione estera che si
sono dichiarati a favore di un congelamento del piano di ristrutturazione
della rete diplomatico-consolare italiana;
-
dell’incapacità del Ministero degli Affari Esteri di
chiarire i criteri che hanno portato alla definizione della lista delle
Ambasciate e dei Consolati destinati al declassificamento e/o alla
chiusura;
-
della mancata
contabilizzazione da parte del Ministero degli Affari Esteri delle
effettive possibilità di risparmio;
-
della caparbia
ostinazione del Sottosegretario Mantica a voler tenere audizioni e fare
dichiarazioni alla stampa, senza nemmeno lontanamente pensare a dialogare
con la collettività italiana all’estero.
| a sinistra: Romeo Catanese |
I
presenti hanno inoltre preso visione:
delle numerose
dimostrazioni di solidarietà da parte delle autorità locali, dei politici e
dell’associazionismo tedesco nei confronti dei più di 28.000 italiani ivi
residenti. Tra esse particolarmente significativa risulta la mozione
del Consiglio Comunale di Norimberga che, all’unanimità, ha affidato al
Primo Borgomastro Dr. Ulrich Maly il compito di sottolineare, ancora una
volta, alle autorità italiane l’importanza del mantenimento del Consolato di
Norimberga. Nella sua funzione di Presidente della Regione Europea
Metropolitana di Norimberga il Dr. Maly rappresenta una popolazione di 3,5
milioni di abitanti e un prodotto interno lordo di 102 miliardi di Euro.
I presenti si
dichiarano
profondamente
delusi del comportamento dell’amministrazione del Ministero degli Affari
Esteri nei confronti della collettività italiana all’estero.
I presenti
chiedono
– per l’ennesima
volta – un confronto chiaro ed aperto con la comunità italiana all’estero ed
i suoi rappresentanti e la realizzazione di piani alternativi alla chiusura
delle strutture consolari -diplomatiche all’estero;
che il Ministero
degli Affari Esteri spieghi perché sono state prese tali decisioni, quali
sono stati i criteri, quali sono le vere potenzialità di risparmio.
I presenti
ribadiscono
che i risparmi
calcolati dal Ministero degli Affari Esteri divergono, in maniera ridicola e
paradossale dai calcoli effettuati in loco
I presenti
vogliono
mantenere per la
comunità italiana all’estero, alla quale si deve la costruzione di intere
città dell’Italia soprattutto al centro ed al sud, un livello di servizi
soddisfacenti.
I presenti
rivendicano
che l’Italia sia
presente all’estero quale nazione moderna, piena di risorse, all’avanguardia
scientifica, culturale ed economica;
che le decisioni prese dal Ministero degli Affari Esteri sulle chiusure di
Consolati non possono venire attuate alle spalle della collettività italiana
in Germania.
I presenti sanno
che tutto questo
è possibile con una ristrutturazione finalizzata, condivisa con la
collettività italiana, tenente conto delle aspettative dello stato
ospitante.
I presenti si
augurano
di non essere –
ancora una volta – trattati come cittadini italiani di seconda categoria.
I presenti
ringraziano
l’Onorevole Razzi
per il Suo intervento a favore della collettività italiana di Norimberga,
tramite un’interrogazione parlamentare presentata al Ministro degli Affari
Esteri Onorevole Frattini.
I presenti
tuttavia non condividono
l’ipotesi
dell’onorevole Razzi di trasformare il Consolato d’Italia in Norimberga in
un Consolato Onorario. Essi precisano che solo un Consolato vero e proprio
potrà garantire la professionalità ed efficienza dei servizi offerti ai
cittadini italiani.
I presenti
approvano
un piano di
azioni di sensibilizzazione della stampa tedesca locale, di quella
internazionale ed italiana sulla chiusura dei Consolati italiani, la
realizzazione di una seconda manifestazione di protesta in data 19 settembre
2009 ed ulteriori azioni di protesta da concordare.
I presenti
auspicano
che l’Italia sia
rappresentata all’estero in maniera adeguata agli stati del G8;
che il nuovo
Ambasciatore della Repubblica Italiana a Berlino, Sua Eccellenza Michele
Valensise, sia disposto – come rappresentante dello Stato italiano in
Germania - ad un incontro con la collettività italiana di Norimberga e un
dialogo e confronto sereno e proficuo.
I presenti
comunicano
che non si
arrenderanno e non si lasceranno privare dei loro sacrosanti diritti.
Le azioni per
il mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga continueranno ad
oltranza.
Norimberga,
25.07.2009
Erano presenti:
-
Associazione
Cultura Famiglie Italiane Norimberga e.V.
-
Circolo
Campania e.V.
-
Comitato
Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Coburg e.V.
-
Comitato
Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Norimberga e.V.
-
Italienisch-Deutscher Verein Erlangen e.V.
-
Internationale
Begegnung Lohr am Main e.V.
-
Societá Dante
Alighieri Norimberga e.V.
-
Sportschutzverein Europa e.V.
* * * * *
in tedesco:
KOORDINATIONSKREIS ZUM ERHALT DES ITALIENISCHEN
KONSULATES IN NÜRNBERG
c/o Catanese
Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail:
romeo.c@web.de
Die Vereine im Konsularbezirk Nürnberg und die Koordinierungsgruppe zur
Erhaltung des Konsulats haben sich am 25.07.2009 erneut zu einer Sitzung
getroffen, um das ernste, drängendes Problem der geplanten Schließung des
Konsulats Nürnberg zu besprechen.
Die an der
Sitzung Teilnehmenden haben Kenntnis genommen:
von den Erklärungen der italienischen Parlamentarier
des im Ausland gelegenen Wahlbezirks, die sich für ein Einfrieren des Planes
zur Umstrukturierung des italienischen konsularisch-diplomatischen Netzes
ausgesprochen haben;
vom Unvermögen des Außenministeriums, die Kriterien
zu erläutern, die zur Definition der Liste von zur Deklassierung und/oder
zur Schließung bestimmter Botschaften und Konsulaten geführt haben;
von der nicht erfolgten systematischen Erfassung
durch das Außenministerium der tatsächlichen Einsparungsmöglichkeiten;
von der sturen Hartnäckigkeit des Staatssekretärs
Mantica, Anhörungen abzuhalten und Statements gegenüber der Presse abzugeben,
ohne im Entferntesten daran zu denken, mit der italienischen Gemeinschaft im
Ausland einen Dialog zu führen.
Darüber hinaus
haben die Teilnehmenden zur Kenntnis genommen:
Die zahlreichen Solidaritätsbezeugungen von
Lokalbehörden, Politikern und deutschen Vereinen gegenüber den mehr als
28.000 hier lebenden Italienern. Darunter ist besonders bezeichnend der
Antrag des Nürnberger Stadtrates, der einstimmig den Oberbürgermeister,
Herrn Dr. Ulrich Maly, beauftragt hat, gegenüber den italienischen Behörden
erneut die Bedeutung zu unterstreichen, die der Erhaltung des Konsulats
Nürnberg zufällt. In seiner Funktion als Präsident der europäischen
Metropolregion Nürnberg vertritt Herr Dr. Maly eine Bevölkerung von mehr als
3,5 Mio. Einwohnern und mit einem Nettoinlandsprodukt von 102 Mrd. Euro.
Die
Teilnehmenden erklären,
ihre Enttäuschung vom Verhalten der Administration
des Außenministeriums gegenüber der italienischen Gemeinschaft im Ausland.
Die
Teilnehmenden fordern
-
zum
wiederholten Male – eine klare und offene Begegnung der zuständigen
italienischen Behörde mit der italienischen Gemeinschaft im Ausland und
deren Vertretern sowie die Aufstellung von Alternativplänen zur Meidung
einer Schließung der konsularischen bzw. diplomatischen Vertretungen im
Ausland;
-
eine
Stellungnahme durch das Außenministerium, die Klarheit verschafft, aus
welchem Grund und nach welchen Kriterien solche Entscheidungen getroffen
worden sind, und welche die tatsächlichen damit verbundenen
Einsparungspotenziale sind.
Die
Teilnehmenden weisen darauf hin,
dass die Höhe der durch das Außenministerim
errechneten Einsparungen auf lächerliche und paradoxe Weise von derjenigen
abweicht, die sich aus den vor Ort erfolgten Berechnungen ergibt.
Die
Teilnehmenden wollen
für die italienische Gemeinschaft im Ausland, welcher
die Errichtung ganzer italienischer Städte vor allem in Mittel- und
Süditalien zu verdanken ist, ein zufriedenstellendes Niveau von
Serviceleistungen bewahren.
Die
Teilnehmenden fordern,
dass Italien im Ausland als moderne Nation voller
Ressourcen, in führender Position auf wissenschaftlichem, kulturellem und
wirtschaftlichem Gebiet präsent bleibt,
sowie dass die vom Außenministerium über die
Schließung von Konsulaten getroffenen Entscheidungen nicht auf Kosten der
italienischen Gemeinschaft in Deutschland umgesetzt werden.
Die
Teilnehmenden wissen,
dass dies alles möglich ist, und zwar durch eine
gezielte Umstrukturierung, die von der italienischen Gemeinschaft
mitgetragen wird und den Erwartungen des Gastlandes Rechnung trägt.
Die
Teilnehmenden hegen die Hoffnung,
nicht - einmal mehr - wie italienische Staatsbürger
zweiter Klasse behandelt zu werden.
Die
Teilnehmenden äußern den Wunsch,
dass Italien in Ausland auf eine für die
G8-Mitgliedsstaaten geeignete Weise vertreten wird;
dass der neue Botschafter der Italienischen Republik
in Berlin, Seine Exzellenz Michele Valensise, bereit ist, als Vertreter des
italienischen Staates in Deutschland die italienische Gemeinschaft in
Nürnberg zu treffen und mit ihr einen objektiven, konstruktiven Dialog zu
führen.
Die
Teilnehmenden bedanken sich
beim Herrn Abgeordneten Razzi für seine Verwendung
zugunsten der italienischen Gemeinschaft in Nürnberg – er richtete eine
mündliche Anfrage im Parlament an den Außenminister Frattini:
Die Teilnehmenden teilen allerdings nicht die
Auffassung des Herrn Abgeordneten Razzi, dass das italienische Konsulat
Nürnberg in ein Honorarkonsulat umgewandelt werden sollte. Sie stellen fest,
dass die einzige annehmbare Alternative die Umwandlung von Konsulat in
Konsulatsagentur wäre – nur letztere könnte nämlich die Professionalität und
Effizienz der den italienischen Staatsbürgern angebotenen Dienstleistungen
weiter gewährleisten.
Die
Teilnehmenden billigen
einen Plan zur Sensibilisierung der deutschen
Lokalpresse sowie der internationalen und der italienischen Presse über die
Schließung italienischer Konsulate, darüber hinaus die Durchführung einer
zweiten Protestkundgebung am 19. September 2009 und weitere noch
abzustimmende Protestaktionen.
Die
Teilnehmenden informieren
den Botschafter Italiens in Berlin, Seine Exzellenz
Michele Valensise - mit der Bitte um Weitergabe dieser Information an den
Außenminister Franco Frattini – darüber, dass sie nicht aufgeben werden und
sich ihrer unantastbaren Rechte nicht bringen lassen wollen.
Die Aktionen zur
Beibehaltung des Italienischen Konsulats Nürnberg werden bis zur äußersten
Konsequenz fortgeführt.
Nürnberg,
25.07.2009
Es waren
anwesend:
-
Associazione
Cultura Famiglie Italiane Norimberga e.V.
-
Circolo
Campania e.V.
-
Comitato
Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Coburg e.V.
-
Comitato
Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Norimberga e.V.
-
Italienisch-Deutscher Verein Erlangen e.V.
-
Internationale
Begegnung Lohr am Main e.V.
-
Societá Dante
Alighieri Norimberga e.V.
-
Sportschutzverein Europa e.V.
Lettera del
Presidente Stefano Palombo al Ministro Frattini sulla paventata chiusura del
Consolato di Norimberga
La
circoscrizione di questo Consolato ,che fu aperto nel 1967 come Vice
Consolato , ha una superficie di Kmq 23.008,10 ed ha una popolazione di
28.525 connazionali residenti di cui 9.660 nella sola zona di Norimberga
Fürth-Erlangen.
Quali Consoli
si sono succeduti a Norimberga i seguenti diplomatici:
1980-1984: Gianfranco De Luigi
1984-1988:
Nicola di Tullio
1988-1992:
Anna Panciera
1992-1995:
Renato Cianfarani
1995-1998:
Francesca Tardioli in Sacco
1999-2001:
Antimo Campanile
2002-2005:
Martin Lorenzini
2005-2008: Massimo Darchini
Mi permetto
di elencare in breve e molto sinteticamente i principali motivi ,
supportati dalla collettivita’ italiana ,dalle Associazioni e da tutti
i rappresentanti dei Partiti Politici Nazionali che sono contrari alla
chiusura del Consolato:
1)
La soppressione dell’ufficio creerebbe gravi disagi e molte
difficolta’ alla collettivita’ italiana residente in Franconia
appesantendo la situazione dei rapporti con l’Italia che si
ripercuoterebbero in modo molto negativo soprattutto sugli anziani e sui
portatori di handicap.
2)
La distanza da coprire per recarsi al Consolato Generale
d’Italia a Monaco di Baviera ammonterebbe, in molti casi a 400 chilometri di
sola andata.
3)
La circoscrizione consolare si estende su una superficie che è
pari a quella della Toscana e conta circa 28.000 connazionali;
4)
I risparmi ottenuti con la chiusura del Consolato non
compenserebbero il danno d’immagine della nostra Patria.Sarebbe
percio’ opportuno studiare altre alternative rispetto a quella drastica
della chiusura
5)
La chiusura del Consolato di Norimberga porterebbe certamente
ad una crescente richiesta la cittadinanza tedesca da parte dei nostri
connazionali basata su soli” motivi logistici”. Siffatta situazione
non sarebbe un motivo di integrazione,ma un puro e semplice voltare le
spalle alla propria PATRIA ed essere costretti a diventare stranieri
6)
L’ipotesi dell’introduzione di un Consolato digitale è, al momento
attuale, considerato il livello modesto di integrazione ed i problemi legati
ad un’età avanzata, improponibile; il passaggio da strutture vere e proprie
alla digitalizzazione dei servizi non può certamente avvenire all’improvviso
e senza un adeguato collaudo dei mezzi tecnici a disposizione.
(nella
foto, da destra: Lucio Albanese, Stefano Palombo)
E’ opportuno
precisare e sottolineare che l’integrazione della nostra comunità in Baviera
e in Franconia, integrazione spesso tanto lodata da chi non conosce bene la
situazione reale, non è tale. In molti, anzi moltissimi casi, la quasi
totalita’ delle famiglie italiane si trova ancora oggi di fronte a problemi
di carattere linguistico, professionali, scolastici e di vera e propria
integrazione dovuta principalmente al fatto che la vicinanza della Baviera
all’Italia è causa di frequenti iscrizioni e reiscrizioni all’AIRE,
trasferimenti delle famiglie, tentativi mal riusciti di avviare attività
economiche e così via.
Nel campo
scolastico si è registrata per il 2007-2008 la seguente situazione (cifre
relative alla Germania): solo il 16,5% (contro il 44% dei tedeschi) dei
ragazzi italiani frequenta i ginnasi, il 43,7% (contro la media tedesca del
15%) si ferma alla terza media tedesca e, in molti casi, non riesce nemmeno
a conseguire il relativo diploma, circa il 9% frequenta scuole differenziali
(media tedesca 4%).
In campo
scolastico è in fase di progettazione un progetto comune tra ente gestore,
Consolato di Norimberga e Comune di Norimberga, fortemente appoggiato e
voluto dal Borgomastro Dr. Ulrich Maly, che vedrebbe la formazione di
particolari gruppi di sostegno per bambini italiani supportati dal punto di
vista psicologico e didattico da un team di esperti italiani e tedeschi del
settore.
ECONOMIA
Nel campo
commerciale l’Italia, in ambito europeo, è il primo partner della
Baviera per le esportazioni ed il secondo partner per le importazioni dopo
l’Austria. Un fattore rilevante è legato all’importanza della città di
Norimberga nel contesto bavarese che la vede al secondo posto dopo Monaco.
Grazie alla sua posizione geografica ed alla sua forza economica Norimberga
ha ottenuto ufficialmente, già dal 2005, il riconoscimento quale Regione
Europea Metropolitana.
|
Regione
Europea Metropolitana di Norimberga |
|
Superficie in chilometri quadrati |
19.000 |
|
Prodotto interno lordo |
102 miliardi di Euro |
|
Abitanti |
3,5 milioni |
|
Aziende
(per la maggior parte piccole e medie) |
150.000 |
|
Aziende di particolare spicco |
Centro Fiere (Srl), |
|
Occupati |
1,8 milioni |
|
Riconoscimento ufficiale della Regione Metropolitana |
28.04.2005 |
Il Centro
Fiere di Norimberga occupa, per importanza, il settimo posto in Germania
(150 milioni di Euro di fatturato per il 2008), ancora prima di Stoccarda,
ed è tra i primi 20 a livello mondiale. E’ opportuno fare presente quanto
segue:
1)
l’importanza della fiera di Norimberga a livello internazionale: il 51 %
degli espositori proviene dall’estero ed il Centro Fiere di Norimberga
occupa, di conseguenza, il sesto posto per importanza internazionale in
Europa;
2) grazie
alla sua posizione geografica strategica (la città occupa una
posizione centrale in Germania ed Europa), Norimberga è, già fin dal Medio
Evo, il crocevia di grandi arterie di comunicazione non solo Nord-Sud ma
anche Est-Ovest e svolge una funzione di “collegamento” con i paesi di più
recente ammissione all’UE, ruolo questo ufficialmente riconosciutole nel
1999 dall’European Spatial Development Perspective (ESDP);
3) l’alto
numero di espositori e visitatori italiani (in media 200 per la Fiera del
Giocattolo; 300 per il Salone dei Prodotti Biologici, 190 per la Fiera del
Marmo e delle Pietre Naturali, 90 per la Fiera delle Bevande, 90 per la
Fiera delle Armi e dello Sport, 100 per la Interzoo);
4) la qualità
di leader del settore a livello mondiale ed europeo per numerose
manifestazioni fieristiche (in ordine di importanza: Fiera del giocattolo,
Biofach, IWA & Outdoor Classics, Brau-Beviale, Stone-Tech, Interzoo, IKK;
Consumenta).
Il Centro
Fiere di Norimberga dispone di una superficie di 160.000 m² . I soci
principali sono il Comune di Norimberga per il 49,96% e lo Stato Bavarese
per il 49,96 % più altri soci minori. Dopo gli espositori tedeschi gli
italiani costituiscono, per tutte le esposizioni di rilievo, il secondo
gruppo quale partecipazione. Lo stesso si dica per quanto riguarda il numero
dei visitatori la cui cifra complessiva per il 2007 è stata di 1,24 milioni.
Il fattore interessante per le aziende italiane, comprese quelle di piccole
e medie dimensioni, è la folta partecipazione dei paese dell’est alle
manifestazioni che hanno luogo nella cittadina francone.
In Franconia
sono presente numerose filiali tedesche di ditte italiane, tra esse la
FINSEDA di Neuhaus, sede centrale per la Germania della nota impresa
napoletana (D’Amato). Le ditte italiane con sede principale in Franconia
sono circa 800 se si considerano anche il settore gastronomico, del design e
della moda. Le ditte tedesche con rapporti import-export con l’Italia sono
alcune migliaia tra cui la INA-Schaeffler, l’ADIDAS e la PUMA di
Herzogenaurach. Le ditte tedesche con filiali in Italia sono 80, tra cui la
DATEV di Norimberga, la prima azienda tedesca nel campo del software per
scopi contabili.
INIZIATIVE DI
PARTICOLARE INTERESSE IN CAMPO ECONOMICO
Date le
affinità in alcuni settori produttivi e la vicinanza geografica, da alcuni
anni è stato avviato, su iniziativa dell’Assessorato all’Economia del Comune
di Norimberga un proficuo rapporto di collaborazione tra la cittadina
francone e Verona. In tale contesto il Consolato ha contribuito in maniera
decisiva alla riuscita degli incontri ed al progressivo sviluppo ed
ampliamento delle attività in tale ambito (incontri bilaterali a Norimberga
e Verona, meeting tra Enti tedeschi ed italiani delle due città,
organizzazione di iniziative commerciali tra cui, da ultimo, il mercatino di
Natale di Norimberga 2008 a Verona e lo stand veronese nell’ambito del
Christkindlesmarkt di Norimberga). Un’altra importante iniziativa è il
progetto “Trieste goes Oberfranken” iniziato dalla Camera di Commercio per
la Franconia Superiore e dall’Associazione Logistica Oberfranken (Logistik
Agentur Oberfranken e.V.) con l’appoggio del Signor Hans Angerer,
allora prefetto del Distretto e Cavaliere della Repubblica Italiana. Tale
progetto prevede il rafforzamento dei contatti nel settore logistico tra il
Distretto della Franconia Superiore ed il Nord Italia, in particolare il
Porto di Trieste. Anche questa iniziativa è stata e verrà seguita con
attenzione dal Consolato che ha ripetutamente contributo alla riuscita di
relativi incontri e meeting.
Mi limito, in
questa mia breve relazione, ad elencare gli aspetti assistenziali ed
economici che devono portare ad una riflessione seria e ponderata sui passi
da seguire nella ristrutturazione della rete consolare. Gli aspetti
amministrativi sono ben noti al Ministero degli Affari Esteri e riguardano
tutti gli aspetti del lavoro consolare. Ci tengo a farti presente che nel
2007 il Consolato di Norimberga è stato oggetto di una delle ricorrenti
visite ispettive e che i funzionari ministeriali, allora deputati a tale
controllo, dichiararono pubblicamente, durante un apposito incontro con la
collettività presso l’albergo Maritim, che la struttura consolare di
Norimberga era ben funzionante, caratterizzata da servizi efficaci e
rispondenti ai fabbisogni dell’utenza in ogni suo aspetto.
Alla luce di
quanto sommariamente esposto,confidiamo nella lungimiranza,nell’esperienza e
nella competenza della SV per riesaminare la situazione e trovare una
soluzione che non mortifichi la nostra numerosa comunità ma che ne recepisca
le esigenze.
Come
Presidente del COMITES,come imprenditore e come ITALIANO, sono certo che la
SV , pur nella giusta esigenza di riorganizzare la struttura Consolare
all’Estero, terrà nel debito conto la situazione prospettata.
Auguri di
buon lavoro per il bene della nostra Patria!
Stefano Palombo, Presidente
* * * in tedesco:
Stellungsnahme
des Vorsitzenden des COM.IT.ES. Dr. Stefano Palombo
Der Einzugsbereich des Italienischen Konsulates in Nürnberg
umfasst eine Fläche von 23.008,10 km³. Das Konsulat, 1967 als Vize-Konsulat
eröffnet, steht einer Anzahl von 28.525 italienischen Mitbürgern zur
Verfügung, von denen allein 9.660 im Bereich Nürnberg / Fürth / Erlangen
ansässig sind.
Als
Karrierediplomaten waren bislang beim Italienischen Konsulat Nürnberg in
Diensten:
1980-1984:
Gianfranco De Luigi
1984-1988:
Nicola di Tullio
1988-1992:
Anna Panciera
1992-1995:
Renato Cianfarani
1995-1998:
Francesca Tardioli in Sacco
1999-2001:
Antimo Campanile
2002-2005:
Martin Lorenzini
2005-2008: Massimo Darchini
Ich gestatte mir, im Überblick und in gestraffter Form die
hauptsächlichen Gründe anzuführen, die eindeutig gegen eine Schließung des
Konsulats sprechen und im übrigen von der italienischen Gemeinschaft, von
den italienischen Vereinen und von sämtlichen Vertretern der hiesigen
politischen Parteien unterstützt werden.
1)
Die
Schließung der Büros des Konsulates würde Benachteiligungen und erhebliche
Schwierigkeiten für die in Franken ansässige italienische Bevölkerung mit
sich bringen und die Lage der Beziehungen nach Italien insgesamt
verschlechtern, was in besonderem Maße für ältere und behinderte Mitbürger
gilt.
2)
Für nicht
wenige der in Franken wohnenden Italiener würde ein notwendiger Besuch beim
Italienischen Generalkonsulat in München eine Anreise von bis zu 400 km
bedeuten.
3)
Der
Konsulatsbezirk erstreckt sich auf einer Fläche, die in ihrer Größe der
Toskana entspricht; verwaltet werden die Belange von ca. 28.000 Mitbürgern.
4)
Die Gelder,
die durch die Schließung des Konsulats eingespart werden könnten, würden
niemals den Imageverlust für unsere Heimat auch nur annähernd ausgleichen.
Insofern wäre es dringend angebracht, gangbare Alternativen zu der
drastischen Maßnahme einer vollständigen Schließung des Konsulats in
Erwägung zu ziehen.
5)
Kommt es zu
einer Schließung des Italienischen Konsulats in Nürnberg, werden mit
Sicherheit zahlreiche italienische Mitbürger die deutsche Staatsbürgerschaft
einzig und allein aus „logistischen Erwägungen“ beantragen. Der Beweggrund
wäre also nicht das Streben nach Integration, sondern ein Abwenden vom
Vaterland, dem gegenüber zu Ausländern zu werden man geradezu gezwungen wäre.
6)
Überlegungen
betreffend die Einführung eines “digitalen Konsulats” sind in der
derzeitigen Situation schlicht als nicht praktikabel anzusehen; das hat mit
dem eher bescheidenen Niveau der Integration zu tun und würde zumal für
ältere Mitbürger eine Menge Probleme mit sich bringen. Ein Übergang zu einer
echten digitalen Strukturierung der Dienstleistungen kann nicht von heute
auf morgen vonstatten gehen. Die vorhandenen technischen Mittel müssten
überdies zunächst einmal einer angemessenen Prüfung unterzogen werden.
An dieser Stelle muss verdeutlicht und unterstrichen werden,
dass es in Bayern und in Franken so gut nicht um die Integration der
italienischen Bevölkerungsgruppe bestellt ist – selbst wenn Leute, die die
Situation nicht im einzelnen kennen, sich häufig in lobenden Worten darüber
aussprechen. Vielmehr ist es nach wie vor so, dass sich nahezu alle
italienischen Familien weiterhin mit Schwierigkeiten auf sprachlicher,
beruflicher und schulischer Ebene konfrontiert sehen. Von echter Integration
kann also kaum eine Rede sein – dies umso mehr deshalb, weil es von Bayern
nach Italien nicht weit ist: Es kommt zu häufigen Eintragungen, Löschungen
und erneuten Eintragungen im AIRE (dem Melderegister der im Ausland
ansässigen italienischen Bevölkerung), zu Umzügen von Familien, zu wenig
erfolgreichen Versuchen, wirtschaftliche Aktivitäten zu starten, und vieles
mehr.
Auf schulischer Ebene war im Zeitraum 2007/2008 folgende
Situation zu verzeichnen (die Zahlen beziehen sich auf Gesamtdeutschland):
Lediglich 16,5% der italienischen Mädchen und Jungen (gegenüber 44% der
deutschen Schüler) besuchen das Gymnasium. 43,7% der italienischen Schüler (gegenüber
einem deutschen Mittelwert von 15%) beendet die Schullaufbahn bereits nach
der Hauptschule und schafft vielfach nicht einmal den entsprechenden
Abschluss. Ca. 9% der italienischen Schülerinnen und Schüler besuchen
Förderschulen (deutscher Mittelwert 4%).
Auf schulischer Ebene wird an einem gemeinsamen Projekt von
Unterrichtsträger, Italienischem Konsulat Nürnberg und Stadt Nürnberg
gearbeitet, das nicht zuletzt auf Betreiben des Nürnberger Oberbürgermeister
Ulrich Maly zustande kam und von diesem nach Kräften unterstützt wird:
Gebildet werden sollen spezielle Fördergruppen für italienische Kinder, die
psychologisch durch ein Team aus italienischen und deutschen Fachleuten des
Sektors unterstützt werden.
WIRTSCHAFT
In wirtschaftlicher Hinsicht ist Italien auf europäischer
Ebene der wichtigste Partner für Bayern, was den Export angeht, und die
Nummer zwei hinter Österreich bei den Einfuhren. Von enormer Wichtigkeit ist
dabei die Bedeutung der Stadt Nürnberg im Bayerischen Kontext – Nürnberg
gebührt hier eindeutig der zweite Platz.
Dank seiner geographische Lage und zumal seiner
wirtschaftlichen Stärke wurde dem Großraum Nürnberg bereits 2005 die
Anerkennung „Europäische Metropolregion“ zuteil.
|
Europäische Metropolregion Nürnberg |
|
Fläche in Quadratkilometern |
19.000 |
|
Bruttoinlandsprodukt |
102 Milliarden Euro |
|
Einwohnerzahl |
3,5 Millionen |
|
Unternehmen (überwiegend kleine und mittelständische Firmen) |
150.000 |
|
Herausragende Unternehmen |
NürnbergMesse GmbH |
|
Beschäftigte |
1,8 Millionen |
|
Offizielle Anerkennung als Europäische Metropolregion |
28.04.2005 |
Was seine Bedeutung anbetrifft, nimmt das Nürnberger
Messezentrum noch vor Stuttgart den siebten Platz in Deutschland ein (150
Mio. Umsatz im Jahre 2008) und gehört zu den 20 wichtigsten Messestandorten
weltweit. Zu diesem Thema noch einige weitere Daten:
1) Beachtliche Gewichtung kommt der NürnbergMesse auf
internationaler Ebene zu: 51% der Aussteller kommen aus dem Ausland; damit
gebührt dem Nürnberger Messezentrum hinsichtlich seiner internationalen
Bedeutung europaweit der sechste Platz aller Messestandorte.
2) Dank einer verkehrsmäßig überaus günstigen Lage (die
Stadt liegt in zentraler Position in Deutschland und Europa) ist Nürnberg
bereits seit dem Mittelalter ein Kreuzungspunkt wichtiger Handelsstraßen in
Nord/Süd- wie auch in West/Ost-Richtung. In diesem Zusammenhang kommt
Nürnberg eine besondere Rolle als „Verbindungsglied“ zu den Ländern zu, die
erst in jüngerer Zeit der Europäischen Union beigetreten sind. Diese Rolle
wurde der Stadt übrigens auch offiziell zuerkannt, namentlich 1999 durch die
European Spatial Development Perspective (ESDP).
3) Beachtlich ist die große Anzahl italienischer Aussteller
und Fachbesucher auf den Fachmessen: Durchschnittlich nehmen 200
italienische Firmen an der Spielwarenmesse, 300 an der Leitmesse für
Bio-Produkte „Biofach“, 190 an der Fachmesse für Marmor- und
Natursteinbearbeitung, 90 an der Getränkefachmesse, 90 an der Jagd- und
Sportwaffenausstellung und 100 an der Messe „Interzoo“ teil.
4) Die weltweit und europaweit wichtigsten Aussteller sind
seit Jahren auf den Messeveranstaltungen des Nürnberger Messezentrums
ständig vertreten (in der Reihenfolge der Bedeutung; Spielwarenmesse,
Biofach, IWA & Outdoor Classics, Brau-Beviale, Stone-Tech, Interzoo, IKK;
Consumenta).
Das Nürnberger Messezentrum erstreckt sich auf einer Fläche
von 160.000 qkm. Wichtigste Gesellschafter sind die Stadt Nürnberg mit
49,96% und der Freistaat Bayern mit 49,96%, daneben gibt es noch eine Reihe
Kleinbeteiligungen.
Nach den deutschen Ausstellern liegen auf allen wichtigen
Veranstaltungen die Italiener traditionell auf Platz zwei der
Messebeteiligungen. Gleiches gilt für die italienischen Fachbesucher, deren
Gesamtzahl 2007 bei beeindruckenden 1,24 Millionen lag.
Für die italienischen Aussteller – große ebenso wie
mittelständische und kleinere Unternehmen – ist die Tatsache, dass auf den
Veranstaltungen im Nürnberger Messezentrum Aussteller und Besucher aus den
Ländern des Ostens traditionell stark präsent sind, ein wichtiges Kriterium
für ihre Entscheidung für die Teilnahme an den Fachmessen.
In Franken unterhalten zahlreiche italienische Firmen
Niederlassungen, darunter Fa. FINSEDA in Neuhaus, der Zentralsitz für
Deutschland des bekannten Weltunternehmens D’Amato aus Neapel. Es gibt ca.
800 italienische Firmen mit Hauptsitz in Franken, wenn man die Branchen
Gastronomie, Design und Mode mit einberechnet. Einige Tausend an der Zahl
sind die deutschen Firmen, die ständige Import/Export-Geschäftsbeziehungen
nach Italien unterhalten. Als deren wichtigste Vertreter in Franken dürfen
die Herzogenauracher Unternehmen INA-Schaeffler, Adidas und Puma gelten.
Deutsche Firmen mit Niederlassungen in Italien gibt es 80, darunter die
Datev, das wichtigste deutsche Unternehmen im Bereich Datenverarbeitung und
Softwarelösungen für Belange rund um das Thema Buchhaltung.
Wichtige Initiativen auf wirtschaftlicher Ebene
Vor dem Hintergrund einer Affinität in mehreren
Produktionsbereichen einerseits und der geographischen Nähe andererseits
besteht auf Betreiben des Wirtschaftsreferates der Stadt Nürnberg seit
einigen Jahren eine ausgezeichnet funktionierende Zusammenarbeit zwischen
der Frankenmetropole und der Stadt Verona. Hier hat das Italienische
Konsulat in Nürnberg immer wieder entscheidend zum guten Gelingen der
Treffen und zu einer ständigen Fortentwicklung der Aktivitäten in diesem
Bereich beigetragen. So kam es zu bilateralen Treffen in Nürnberg und
Verona, zu Meetings zwischen deutschen und italienischen Behörden der beiden
Städte und nicht zuletzt auch zur Einfädelung interessanter Initiativen auf
wirtschaftlicher Ebene: Hierzu darf der Nürnberger Weihnachtsmarkt 2008 in
Verona sowie der Veroneser Stand auf dem Nürnberger Christkindlesmarkt
gerechnet werden.
Eine weitere wichtige Initiative stellt das Projekt
„Trieste goes Oberfranken“ dar, das auf Betreiben der Handelskammer
Oberfranken und der Logistik Agentur Oberfranken e.V. unter besonderer
Unterstützung von Herrn Hans Angerer, früherer Regierungspräsident des
Bezirks und Träger der Auszeichnung „Cavaliere della Repubblica Italiana”,
zustande kam. Dieses Projekt zielt auf eine Intensivierung der Kontakte auf
logistischer Ebene zwischen Oberfranken und Norditalien ab, wobei
insbesondere der Hafen von Triest im Fokus steht. Auch diese Initiative
wurde und wird in nicht unwesentlichem Umfang durch das Italienische
Konsulat Nürnberg unterstützt und vorangebracht, wobei das Konsulat immer
wieder wertvolle Beiträge zum guten Gelingen bilateraler Gedankenaustausche
und Meetings leistet.
In diesem kurzen Bericht habe ich mich darauf beschränkt,
Überlegungen betreffend die Unterstützung der italienischen Gemeinschaft
sowie solche wirtschaftliche Aspekte vorzutragen, die dazu führen mögen,
ernsthaft und angemessen alle Schritte zu überdenken, die bei der
Umstrukturierung des Konsulatsnetzes zu unternehmen sind. Die Aspekte im
Bereich der Administration sind dem italienischen Außenministerium gut
bekannt und betreffen alle Bereiche der Arbeit des Italienischen Konsulates
in Nürnberg.
Ausdrücklich erwähnen darf ich, dass unser hiesiges
Konsulat erst im Jahre 2007 Ziel und Gegenstand eines jener
Inspektionsbesuche war, wie sie periodisch von Ministeriumsseite unternommen
werden. Die Ministerialbeamten, die sich für Kontrollmaßnahmen in Nürnberg
aufhielten, erklärten anlässlich eines eigens anberaumten Treffens mit
Vertretern der italienischen Gemeinschaft Frankens im Maritim-Hotel
seinerzeit öffentlich, dass die konsularische Einrichtung in Nürnberg gut
funktioniere und sich durch effiziente und in jeder Hinsicht den
Bedürfnissen des Publikums entsprechende Dienstleistungen auszeichne.
Im Lichte des soweit Dargestellten vertrauen wir auf Ihre
Weitsichtigkeit, Ihre Erfahrung und Ihre Kompetenz, wenn Sie zu einer
erneuten Bewertung der Sachlage schreiten. Wir unterstreichen dabei unser
Anliegen und unsere Hoffnung, dass bald schon eine Lösung gefunden wird, die
unsere zahlreich vertretene italienische Gemeinschaft nicht demütigt,
sondern sich vielmehr vollumfänglich ihrer Erfordernisse annimmt.
Als Vorsitzender des COMITES, als Unternehmer und als
Italiener bin ich fest davon überzeugt, dass – vor dem Hintergrund einer
durchaus berechtigten Notwendigkeit, die konsularischen Strukturen im
Ausland neu zu ordnen – der hier dargestellten Situation in gebührendem Maße
Rechnung getragen wird.
Ich
wünsche gute Arbeit für das Wohl unseres Vaterlandes.
Nürnberg, den 25.07.2009
Stefano Palombo (Vorsitzender
des COM.IT.ES.)
Comunicato stampa del Gruppo di
coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga
Riunione
del Consiglio Comunale di Norimberga del 22.07.2009
In data odierna si è tenuta a Norimberga l’ultima seduta del Consiglio
comunale prima della pausa estiva. All’ordine del giorno c’era, tra l’altro,
una mozione presentata del Gruppo Consiliare CSU (Unione Cristiano Sociale)
a favore di un mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga. Si fa
presente che la cittadina francone è il nucleo centrale della Regione
Europea Metropolitana di Norimberga che conta un prodotto interno lordo di
102 miliardi di Euro, 3,5 milioni di abitanti e 150.000 aziende tra le quali
molte di piccole e medie dimensioni. La giornata è stata calda ed afosa, la
riunione del Consiglio Comunale pubblica, l’argomento di grande interesse
per gli italiani. Riportiamo in breve lo svolgimento della riunione stessa:
Il Borgomastro Dottor Ulrich Maly entra nella sala e volge lo sguardo verso
l’alto alla sezione riservata agli spettatori. Chi lo conosce bene
nota un attimo di incertezza nel suo sguardo, un barlume ironico nel vedere
così tanti rappresentanti di associazioni italiane tra il pubblico. Quale
Primo Cittadino di grande apertura e cordialità verso gli stranieri, egli
conosce molto bene la comunità italiana della sua città ed i suoi
rappresentanti. Una partecipazione del genere è veramente eccezionale :
sembra proprio che la notizia della mozione si sia sparsa a macchia d’olio.
Alle ore 15.10 si comincia con la trattazione della mozione della CSU, il
silenzio è grande, ogni italiano presente in sala si chiede come reagirà la
SPD (Partito Socialdemocratico, al quale appartiene anche il Borgomastro)
alla proposta del partito di coalizione. Anche la reazione della FDP (Partito
Liberale) non è ancora chiara, forse l’uno o l’altro consigliere potrebbe
portare avanti l’opinione che la chiusura o il mantenimento del Consolato
sia una faccenda interna dello stato italiano e dei suoi cittadini
all’estero. E come giudicheranno la questione i Verdi? I visi degli
italiani presenti in sala sono seri, quasi impauriti.
Dopo una breve introduzione da parte del Borgomastro la parola passa al
gruppo consiliare proponente e cioè alla CSU. Il Presidente di questo
Gruppo, Michael Frieser, sottolinea – molto opportunamente – che il
Borgomastro di Norimberga, quale presidente della Regione Metropolitana di
Norimberga, rappresenta quasi l’intera Franconia.
Tutti
i consiglieri comunali si dichiarano contro la chiusura del Consolato e per
il suo mantenimento. I motivi sono ben chiari a tutti i partiti presenti in
sala ed ai loro consiglieri: esigenze di carattere amministrativo per
i concittadini italiani, oppurtunità economiche per l’area metropolitana di
Norimberga, legami culturali e storici tra la cittá francone e l’Italia.
L’approvazione della mozione avviene all’unanimità. Anche se normalmente
proibito, un breve timido applauso si leva dal settore “italiano”. Non per
altro in Germania noi italiani veniamo definiti “pieni di temperamento”.
La mozione accettata e fatta propria da tutti i consiglieri comunali è
un’ulteriore testimonianza dell’apertura ed oculatezza della politica
comunale norimberghese, volta all’integrazione degli stranieri, ma anche al
mantenimento della cultura, delle tradizioni e della lingua delle minoranze
etniche. La politica tedesca non ha deluso gli italiani di Norimberga, ne ha
fatto proprie le loro preoccupazioni e timori, ne ha compreso le necessità
ed i problemi.
La riunione si chiude. Gli italiani escono sorridenti dalla sala e si
intrattengono davanti al portone del municipio, nel centro storico della
città, a pochi centiniaia di metri dalla fortezza.
Si discute ancora un po’ della riunione, ci si scambia opinioni, si fanno
previsioni sulle decisioni da parte del Ministero degli Affari Esteri. Molti
dei presenti sottolineano che la chiusura del Consolato sarebbe equivalente,
da parte italiana a respingere e rinnegare gli italiani della Franconia.
Alcuni dei presenti annunciano che, in tal caso, chiederanno la cittadinanza
tedesca e rinunceranno a quella italiana. La motivazione è uguale per tutti:
“Perchè dobbiamo rimanere italiani se per la nostra patria non valiamo nulla,
se all’improvviso si decide di chiudere il Consolato e di cancellare ogni
traccia dell’Italia in Franconia? Perché dovremmo sentirci legati all’Italia,
se per i politici italiani le nostre esigenze hanno un peso minore che per
quelli tedeschi. Come può un Ministero decidere di chiuedere nel giro di
pochi mesi una struttura esistente da più di 40 anni senza nemmeno discutere
la ristrutturazione con i rappresentanti del locale Com.It.Es.? E’ proprio
vero che nessuno, fino alla metà di giugno, era stato coinvolto nel processo
di ristrutturazione?”
Queste alcune delle domande e riflessioni dei presenti. Un anziano al
braccio del figlio dice commosso di essere venuto in Germania al tempo delle
“baracche”. Egli ricorda, con un certo orgoglio, che l'allora Segretario del
MSI Almirante, accompagnato da Tremaglia, fu l'unico segretario di un
partito italiano a visitare i nostri connazionali in quelle abitazioni ed
aggiunge poi quanto sia triste, ma anche oltremodo irritante, vedere
(un ex missino) come il Sottosegretario Mantica apprestarsi ad offuscare
l'operato e l'immagine di Almirante e Tremaglia. Nonostante tutto questo
egli è intenzionato ad abbandonare questa battaglia. " Sarò presente al
programmato corteo di protesta di metà settembre." aggiunge allontanandosi.
Di questa opinione sono anche il Com.It.Es., tutte le associazioni
italiane, la collettività tutta ed il gruppo di coordinamento per il
mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga.
Si chiede al governo italiano:
- il mantenimento del Consolato di Norimberga;
-
la possibilitá di far sentire la propria voce nel piano di ristrutturazione
e di fare, al riguardo, proposte ragionate e studiate in loco.
COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE CSU DI NORIMBERGA
UFFICIO STAMPA
- 17.06.2009
(clicca qui per leggere l'originale)
Porca
miseria! La CSU esprime la propria posizione fortemente contraria alla
possibile chiusura del Consolato d´Italia in Norimberga.
La CSU esprime
il suo forte dissenso rispetto all´annunciata possibile chiusura del Consolato
d´Italia a Norimberga. La CSU sostiene fortemente le iniziative dei cittadini
italiani o di origine italiana e delle numerose imprese italiane e tedesche,
che hanno dei rapporti commerciali da o con la cittá di Norimberga. “Il
Consolato d´Italia in Norimberga deve rimanere aperto!”afferma il Presidente
del gruppo consiliare, il Sig. Michael Frieser, il quale ricorda anche che
nella regione vivono 30000 cittadini con cittadinanza italiana o che hanno dei
legami familiari in Italia. Considerando solo il gruppo di persone che vive
nell´area della cittá di Norimberga si tratta giá di quasi 10.000 persone.
Frieser,
insieme al sottosegretario, la Sig.ra Dagmar Wöhrl, ha preso posizione
in una lettera all´Ambasciatore italiano in Germania, il Dott. Antonio Puri
Purini, sul significato che il Consolato di Norimberga ricopre nell´area
metropolitana, facendo quindi rifermento alle conseguenze negative che
deriverebbero da un´eventuale chiusura. L´assessore Max Höffkes, portavoce
della CSU per le relazioni internazionali parteciperá alla manifestazione
contro la chiusura del Consolato del 5 Luglio, annunciata dalle organizzazioni
italiane.
Per il disbrigo
della documentazione ufficiale di parte italiana, i connazionali italiani
dovrebbero in futuro recarsi ogni volta appositamente a Francoforte o a
Monaco. Ma anche da un punto di vista dell´economia sia locale che italiana,
questa decisione sarebbe secondo la CSU avventata e priva di orintamento verso
il futuro. “Ad un Paese fortemente esportatore come l´Italia, questi tagli
rendono un pessimo servizio”, aggiunge Frieser. Giá da secoli Norimberga
costituisce un importante centro commerciale per prodotti di origine italiana;
con cittá piú grandi, come Verona esistono dei rapporti commerciali molto
stretti, per non parlare dello scambio culturale, documentato ad esempio
dall´amicizia di vecchia data e ufficialmente suggellata con Venezia. Una
parte strutturalmente tipica della cultura economica italiana, che si
rispecchia parallelamente anche con la Franconia, é formata soprattutto dalle
piccole e medie imprese. Proprio per questo motivo, la presenza di un ufficio
commerciale consolare nell´area metropolitana rappresenta un importante
interlocutore e un aiuto ben gradito, soprattutto all´avvio di una nuova
attivitá all´estero. È inoltre superfluo aggiungere, che per contro la
rappresentanza consolare ha naturalmente un valore aggiunto anche per il
centro fieristico di Norimberga.
L´Italia
prenderebbe perció una decisione sbagliata, se scegliesse in modo
semplicistico di rompere questa tradizione . “L´utilitá del Consolato ha un
ruolo fortemente superiore al potenziale risparmio che deriverebbe dalla
chiusura”, dichiara il Presidente del gruppo politico della CSU.
Per ulteriori
informazioni:
Presidente
Gruppo consiliare Michael Frieser
Tel. 0911/81 21
433
Mozione
presentata dal Consiglio Comunale di Norimberga per una risoluzione contro
la chiusura del Consolato d'Italia
(clicca qui per
vedere l'originale)
Signor Borgomastro Dr. Ulrich
Maly - Rathausplatz 2, 90403 Nürnberg
Seduta del Consiglio comunale del 22 luglio 2009: Risoluzione del
Consiglio comunale di Norimberga contro la chiusura del Consolato d´Italia
in Norimberga
Gentile Sindaco,
per conto del gruppo consiliare della CSU presso il Consiglio comunale
presento, come oggetto della seduta del Consiglio comunale del 22 luglio
2009, quanto segue
Mozione
Il Consiglio comunale
delibera:
Il Consiglio comunale di Norimberga si oppone fermamente alla possibile
chiusura del Consolato d'Italia in Norimberga. La Città appoggia
espressamente le iniziative dei concittadini italiani e di origine italiana
e delle numerose imprese italiane e tedesche, che intrattengono rapporti
commerciali da e verso Norimberga. Il Consolato d'Italia in Norimberga deve
rimanere aperto!
Richiesta
Il Consiglio Comunale decide:
Il Consiglio Comunale prega il Borgomastro, insieme ai suoi colleghi
dell'asse metropolitana e nella sua qualità di Presidente del Consiglio
della Regione Europea Metropolitana di Norimberga, di impegnarsi di
fronte ai responsabili del Governo italiano, affinché il Consolato d’Italia
a Norimberga rimanga e addirittura venga rafforzato. Per lo meno, deve
essere presa in considerazione la possibilità di trasformare il Consolato in
un'Unità amministrativa più piccola come, ad esempio, un'Agenzia consolare,
oppure di cercare soluzioni alternative.
Motivazione:
Nella Regione vivono 30.000 concittadine e concittadini italiani ed
altrettanti tedeschi di origine italiana o con relazioni familiari con
l'Italia. In riferimento alla sola area urbana di Norimberga si tratta di
una gruppo di persone di ca. 10.000 unità.
Per il disbrigo delle pratiche italiane gli italiani dovrebbero recarsi nel
futuro a Francoforte o a Monaco. Ma anche dal punto di vista dell'economia
locale ed italiana questa decisione sarebbe, nell'ottica del Comune di
Norimberga, affrettata e miope. Un paese basato sull’export come l’Italia si
procurerebbe, in tal modo, un autogol. Già da secoli Norimberga è un punto
di commercializzazione importante dei prodotti italiani; con città
importanti come Verona è in atto un intenso scambio commerciale, per non
parlare poi degli scambi culturali documentati, per esempio, dall’amicizia
ufficialmente ratificata con Venezia.
Un altro parallelo con la Franconia consiste nelle piccole e medie aziende.
Proprio per questo l’Ufficio Commerciale del Consolato in loco è un punto di
riferimento importante ed un aiuto ideale nel fare i primi passi all’estero.
E’ superfluo sottolineare che le rappresentanze consolari sono di importanza
notevole anche per Norimberga quale centro fieristico.
L’Italia sarebbe pertanto mal consigliata, se dovesse tagliare questo
tradizionale filo conduttore. L’utilità del Consolato è maggiore del
potenziale di risparmio che si avrebbe grazie alla sua chiusura.
Distinti saluti
Michael Frieser, Presidente Gruppo Consiliare
Comunicato stampa del Comitato per il mantenimento del Consolato
Generale di Amburgo
Manifestazione ad
Amburgo
Questo
pomeriggio (12.07.2009) circa 250 cittadini/e, sfidando la celebre
pioggia amburghese, hanno manifestato contro la chiusura del Consolato
Generale d'Italia in Amburgo.
La manifestazione sie è tenuta davanti la sede del Consolato. La
manifestazione si è aperta con il funerale sombolico del Consolato e dei
diritti dei cittadini italiani. La manifestazione è andata avanti con
interventi da parte di rappresentanti del mondo politico amburghese e
dell'associazionismo italo-tedesco.
Ha dato il loro appoggio e partecipato alla manifestazione Frank Schira,
presidente del gruppo parlamentare della CDU al Land di Amburgo, anche a
seguito dell'incontro del 09/07 con alcuni delegati del comitato Salviamo il
Consolato di Amburgo (vedi verbale in seconda e terza pagina). Hanno inoltre
partecipato Bernd P. Holst, a lungo parlamentare della SPD e ora direttore
della "Freiwilligenbörse Hamburg" ("borsa del volontariato" di Amburgo),
oltre ad esponenti dei partiti DieLinke e Bündnis90/GAL.
Hanno inoltre partecipato, dando un contributo fondamentale alla riuscita
della manifestazione, il ComItEs di Amburgo, CGIE e il sindacato UNSA/Confsal.
Il mondo dell’associazionismo italo-tedesco ha preso parte in modo compatto
alla difesa del Consolato Generale di Amburgo. Una lista completa delle
associazioni che appoggiano la lotta per il mantenimento del Consolato
Generale di Amburgo sarà resa pubblica nonappena arriveranno le ultime
lettere inviate da queste al comitato Salviamo il Consolato. Alcune di
queste lettere sono state lette durante la manifestazione, insieme anche
alla lettera inviata dalla CGIL-Campania accompagnata da una dichiarazione
scritta dalla Segreteria della DGB amburghese. Inoltre, hanno inviato un
messaggio di sostegno il parlamentare italiano eletto nella Circoscrizione/Estero-Europa
On. Giovanni Farina (PD) e i responsabili dell’area esteri e dell’area
Italiani nel Mondo del PRC Fabio Amato e Carlo Cartocci.
Verbale
incontro tra rappresentanti del gruppo parlamentare della CDU al Parlamento
di Amburgo e delegati del comitato Salviamo il Consolato Generale d’Italia
in Amburgo, 09/07/2009
Giovedì,
09.07.2009 alcuni rappresentanti del comitato "Salviamo il Consolato di
Amburgo" hanno incontrato alcuni esponenti del gruppo parlamentare di
maggioranza della CDU "Hamburger Bürgerschaft" (Parlamento dello stato
federale di Amburgo). L' incontro ha avuto luogo pochi minuti prima dell'
ultima seduta prima della pausa estiva.
All'incontro
hanno partecipato:
- Frank Schira, Presidente della frazione parlamentare CDU
- Bernd
Capeletti, parlamentare CDU
- Bernd Röder, Presidente del Parlamento del Land di Amburgo
per il comitato:
- Beatrice
Virendi
- Massimo Finizio
- Massimiliano Condò
- Ludwig Meyerhoff
L' atmosfera
è stata molto costruttiva, i rappresentati della CDU hanno ascoltato con
forte interesse le spiegazioni fornite dai delegati del comitato, il quale
ha illustrato la problematica intenzione del sottosegretario al Ministero
per gli Affari Esteri italiano, Alfredo Mantica, di chiudere anche il
Consolato Generale di Amburgo. Ha inoltre riferito delle forti reazioni sia
nel mondo politico italiano che nella società civile delle circoscrizioni
consolari direttamente interessate. Inoltre ha dichiarato l'
incondizionata volontà di mantenere il Consoloato Generale di Amburgo,
perchè ritenuta la città più importante della Germania del nord. I delegati
del Comitato hanno inoltre dichiarato che non sarà accettato nessun
compromesso, come ad esempio una declassificazione.
Dopodichè è stata presentata la manifestazione del 12.07.2009 davanti al
Consolato di Amburgo con invito alla partecipazione rivolto ai
rappresentanti della CDU, i quali hanno accolto l'invito con interesse.
I
rappresentanti della CDU hanno spiegato che come Bürgerschaft che
come gruppo parlamentare non possono mettere in pratica l'appoggio dato alle
ragioni del mantenimento del Consolato Generale d'Italia ad Amburgo prima
del rientro dalla pausa estiva. In ogni caso, il gruppo della CDU
coinvolgerà anche gli altri gruppi del Parlamento amburghese SPD,
Bündnis90/GAL e DieLinke, prevedendo un assenso di tutti i gruppi
all'appoggio al Comitato.
Verso la fine
della riunione, il Presidente della Bürgerschaft, Bernd Röder, ha
spontaneamente raggiunto le due delegazioni ed ha dichiarato di volersi
coordinare con il Senato e il "Primo Sindaco" amburghesi allo scopo di
stilare una lettera indirizzata al MAE italiano contenente la richiesta di
cambiare idea sulla chiusura del Consolato Generale d'Italia in Amburgo.
I
rappresentati della CDU nella Bürgerschaft hanno dichiarato la disponibilità
a sviluppare azioni per coinvolgere il Parlamento Italiano e per presentare
la città di Amburgo trovando punti di incontro interessanti e collaborazioni
sia in ambito commerciale che politico.
Comites di
Amburgo: respingiamo i giochetti
di Franco Corradi

Il Comites
di Amburgo, riunitosi in assemblea in data 20 giugno 2009, dopo aver appreso
la prevista abolizione della rappresentanza consolare di Amburgo da parte
del Mae, eleva la più viva protesta per questo progetto giudicato da tutti i
presenti come irrazionale, respinge gli scambi di sede od i giochi politici
che stanno dietro a questa decisione e che tendono, per un pugno di risparmi
che possono essere fatti sul piano amministrativo, ad annullare diritti
acquisiti dalla comunità italiana in questi anni e che ha ampiamente
ripagato e ripaga ancor oggi la madrepatria con le rimesse, ma soprattutto
con ampi scambi commerciali ed acquisti di prodotti italiani e che ha una
sede consolare tra le più prestigiose d’Europa.
In particolare fa
presente che:
Amburgo è la più antica
sede consolare in Germania (1863), è una importante città commerciale con
oltre 600 ditte che hanno rapporti commerciali con l’Italia e, con i suoi
7000 italiani residenti nello stesso comune, ha una comunità pari ad un
comune italiano dotato di tutti gli uffici competenti.
La circoscrizione
consolare di Amburgo con i suoi 4 Länder e i suoi 40.000mq, è una delle più
grandi della Germania e va dal confine con la Danimarca a quello con la
Polonia. In questa circosrizione ci sono tutti i porti della germania, sia
sul piano degli scambi merci che in quello dei passeggeri come per es.
Brema, Bremerhaven, Amburgo, Lübeck, Rostock, Wismar. Già questo fattore
unito al fatto che Amburgo è il secondo porto eruopeo ed una delle prime
città in Europa come reddito pro capite, che ad Amburgo vi sono altri 100
consolati, giustifica pienamente la sede di una rappresentanza consolare.
Se si considera che il
consolato Generale, vista la vastità del territorio, sono stati aggiunti 2
vice consolati onorari ed alcuni cforrispondenti consolari, che oltre ai
passaporti svolgono pratiche di ogni genere, comprese quelle navali previste
da convenzioni internazionali, si pone ancor più il problema del Consolato
in loco in quanto non è pensabile che i 16.000 connazionali resdenti e
quelli di passaggio possano fare centinaia di Km. Con disagi di ogni genere.
Nella circoscrizione di
Amburgo vi sono istituzioni scolastiche, funzionanti sia con personale di
ruolo che locale, che arrecano un indubbio aiuto ai figli degli emigrati o
la scuola bilingue italo-tedesca che apporta ad un riconoscimento fattivo
della lingua italiana all’estero, con la possibilità di avere titoli di
studio riconosciuti in entrambi i paesi.
Si deve altresì
considerare la presenza di un attivo Istituto italiano di cultura con
migliaia di stranieri iscritti ai corsi di italiano, con centinaia di
manifestazioni culturali che hanno resa viva l’immagine dell’Italia ad
Amburgo ed in altri centri della regione, con indubbi vantaggi sia culturali
che turistici. Quale sarà il suo destino? Infatti secondo la legge fa parte
del Consolato Generale.
Infine ricordiamo con
forza che gli edifici del Consolato e dell’Istituto di Cultura appartengono
allo Stato italiano che risparmia così un affitto oneroso. La sede del
Consolato nel 1938 comprata con una sottoscrizione degli emigrati italiani,
oggi valutata circa 3-4 milioni di euro, è una prova evidente di quanto gli
italiani tengano al loro Consolato.
Per questi motivi
unendoci ai vari parlamentari italiani di tutti i settori politici che hanno
protestato alla netta condanna su tale progetto fatta dall’ex ministro
Tremaglia, che ha portato agli italiani all’estero il diritto di voto,
invitiamo tutti i connazionali a far sentire la loro voce e la loro attiva
presenza partecipando alla manifestazione indetta dal comitato promotore,
dalle asssociazioni, dal Comites con la presenza del direttore del Corriere
d’Italia Mauro Montanari che si svolgerà
domenica 12.07.2009
alle ore 15.00 di fronte al Consolato generale di Amburgo, Feldbrunner str.
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Qualcuno dica a
Berlusconi cosa sta facendo Mantica
di Pepe Tarresto
Il sindaco
di Saarbrücken Charlotte Britz ha messo a disposizione del Comites la sala
più bella del municipio della capitale del Saarland per l’incontro del 5
luglio contro la chiusura del consolato.
Questa
la scheda sintetica dell’iniziativa promossa dal Comites per il Saarland:
oltre 140 partecipanti italiani e tedeschi; presenti i rappresentanti di
tutti i partiti politici della regione dai Verdi alla Fdp, dalla Cdu alla
Spd e i Linke; rappresentati anche i maggiori partiti italiani con Franco
Narducci, Claudio Micheloni (PD) e Mario Caruso (PDL); il risultato è
un’opinione unica ed unanime: l’amministrazione del Mae ha ragione nel voler
contenere le spese e riformare il servizio consolare.
L’amministrazione del Mae si sbaglia però, proponendo la chiusura selvaggia
dei consolati. Le associazioni dei connazionali, i politici dei partiti al
governo e all’opposizione, gli amici tedeschi chiedono di avere anche in
futuro a disposizione i servizi consolari. L’intenzione di chiudere i
consolati, come già esposta al parlamento dal senatore Alfredo Mantica, sta
scatenando un’ondata di protesta e d’indignazione in tutta Europa,
contribuendo anche a danneggiare l’immagine del premier Silvio Berlusconi,
che ora rischia di passare alla storia anche come il “nemico degli italiani
all’estero”.
I 700.000
italiani che vivono in Germania sono disorientati e attoniti. Fino a qualche
anno fa, essi erano abituati ai toni enfatici e d’esaltazione dei loro
valori del ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia. Anche quello
era un governo Berlusconi. Ora il Premier è rimasto, ma la musica è
cambiata. Per Mantica, gli italiani all’estero sembrano essere un fastidio
che va “razionalizzato”. Speriamo solo che qualcuno informi il capo del
consiglio Silvio Berlusconi sul terremoto politico che Alfredo Mantica e
l’amministrazione del Mae hanno provocato tra i milioni di italiani
all’estero.
Deludente
in tutta questa storia è anche l’atteggiamento dei diplomatici in servizio
nei Paesi colpiti dalle chiusure. Sono stati forse loro ad informare male il
sottosegretario con delega per gli italiani all’estero sulle realtà italiane
del posto? Ambasciatori e consoli hanno volutamente sottovalutato la
resistenza che sarebbe scaturita tra gli italiani all’estero il giorno dopo
l’annuncio della chiusura dei Consolati?
Essi sono
ad ogni modo chiamati dalla loro etica professionale a tutelare e a
difendere gli interessi dei connazionali nelle loro circoscrizioni. Invece
tutti zitti, nell’attesa che le loro brillanti carriere siano salvate dal
senatore Mantica che forse ha semplicemente comprato cosi il “diplomatico”
silenzio. Mentre i nostri consoli restano nascosti sotto le loro scrivanie,
tocca a noi difenderci, andare in strada a protestare gridando a Mantica e a
tutta l’amministrazione del Mae che “il Consolato non appartiene al governo.
Il consolato appartiene allo Stato. E lo Stato siamo anche noi italiani
all’estero!
I
tedeschi sono con noi
Da: Nürnberger Nachrichten,
Sabato, 4 Luglio 2009
Gli Italiani vogliono salvare il Consolato
Proteste contro la chiusura della rappresentanza consolare
per la Baviera settentrionale - I circa 30000 Italiani che risiedono nella
Baviera settentrionale temono la possibile chiusura del proprio consolato a
Norimberga. Questa domenica dimostrano contro la possibile annunciata
chiusura.
Dal
trasferimento dell´ultimo Console, Massimo Darchini, la carica non é stata
più ricoperta. Evidentemente non doveva essere neanche più ricoperta:
secondo quanto appreso con forte disapprovazione da parte dell´associazione
Comites, in qualità di rappresentanza eletta dagli italiani residenti nella
regione metropolitana, il Ministero degli Esteri a Roma vuole effettuare dei
tagli pari a circa 8 milioni di Euro e per questo motivo ha deciso di
rinunciare a 20 Consolati italiani in diverse nazioni. In Germania, accanto
a Norimberga, anche Saarbrücken, Mannheim e Amburgo fanno parte della “lista
nera”, inoltre città, quali Manchester, Philadelphia e Losanna.
L´audizione
indetta sul progetto, che il sottosegretario Alfredo Mantica ha denominato
in termini minimistici e mistificanti “riorganizzazione della rete
consolare”, ha rafforzato maggiormente il malumore e la delusione. Sembra
che gli italiani, che vivono all´estero, non abbiano ricevuto fin´ora che
informazioni parziali ed incomplete, contesta il Comites nella sua presa di
posizione, ed inoltre esso lamenta la mancanza di “ un coinvolgimento delle
proprie esperienze e capacità”.
“Se in futuro
dovessimo recarci a Monaco, si creerebbe una situazione disastrosa”, spiega
Romeo Catanese del Circolo Campania. “È già abbastanza problematico, per
esempio, quando le persone devono venire da Aschaffenburg fino a Norimberga:
I viaggi costano infatti, sia per il tempo speso, che per i soldi”. Oltre a
ciò il Comites fa riferimento anche alle esistenti e forti interconnessioni
con l´economia locale, siano esse date dalla presenza sul territorio di un
centro fieristico o dal turismo. Si ricorda anche il significato di
Norimberga come sede dell´Agenzia Federale per il Lavoro e dell´Ufficio
federale per l´Immigrazione.
La CSU ha nel
frattempo espresso il proprio sostegno. “Con la chiusura del Consolato
sarebbe reso agli italiani un pessimo servizio” sottolinea Michael Frieser,
capo del gruppo consiliare di Norimberga. Il corteo dei manifestanti inizia
domenica alle ore 10 da Plärrer e continua, passando dal centro della cittá,
e terminando con una manifestazione conclusiva di fronte al Consolato nella
Gleissbühlstrasse.
* * * *
Dall’Hamburger Abendsblatt -
di Patrizia
Difonzo
Gli
italiani vogliono il loro consolato
Un nuovo comitato cittadino
progetta una grande manifestazione.
Dopo che è
stato reso noto che il Consolato generale d’Italia ad Amburgo verrà chiuso,
la protesta diventa sempre più forte. Domenica (12 luglio) alle ore 15 si
dimostrerà davanti al Consolato della Feldbrunnerstr. (Rotherbaum). La
protesta viene organizzata dagli italiani che vivono nel Nord della Germania
che hanno fondato l’iniziativa “Salviamo il Consolato”.
La loro
azione contro la chiusura del Consolato potrebbe anche avere l’appoggio del
governo del Land. “Il Senato sostiene l’iniziativa e si impegnerà per il
mantenimento del Consolato generale”- sottolinea Markus Konrad, che
sostituisce il portavoce del Senato stesso. “Amburgo è un luogo
economicamente importante con più di mille rappporti commerciali con ditte
italiane” –dice Massimo Finizio, portavoce delaa organizzazione.
Un
importante sostegno arriva anche da Bruno Maccallini. L’attore –conosciuto
per lo spot pubblicitario di un caffè (Isch habe gar kain Auto)- ha definito
la chiusura come “un duro colpo per i connazionali nel Nord della Germania,
abituati ai servizi consolari”.
Il motivo
per la chiusura dovrebbe essere la ristrutturazione della rete consolare
italiana. Secondo informazioni dell’Abendsblatt si tratterebbe di
provvedimenti di risparmio. In Germania verranno chiuse altre tre sedi
consolari oltre Amburgo: Saarbrücken, Norimberga e Mannheim.
Il Console
generale non ha voluto esprimersi. Per i circa 14.000 italiani che vivono
nei Länder Schleswig- Holstein, Brema, Mecklemburg- Vorpommern e Amburgo, la
chiusura significherebbe recarsi in futuro al Consolato generale di Hannover
o- come dice Massimo Finizio- volare direttamente a Roma con una linea Low
Cost.
* * * * *
Dal “Saarbrücker Zeitung”
Il presidente del Saarland Peter Müller mette a
disposizione una sede per il consolato italiano di Saarbrücken
di Norbert Freund
Gli italiani del Saarland si mobilitano con una manifestazione il 5
luglio a Saarbrücken. Nuove speranza per il Consolato italiano a
Saarbrücken già minacciato di chiusura. Il Ministro Presidente del
Saarland Peter Müller è pronto a mettere a disposizione degli italiani
una sede gratuita per il loro Consolato.
Saarbrücken/Roma. Il Ministro Presidente del Saarland Peter Müller ha
lanciato un’ulteriore iniziativa per salvare il Consolato d’Italia a
Saarbrücken, già minacciato dalla chiusura. Dalle informazioni giunte
al nostro giornale, Müller è disposto a metterere a disposizione degli
italiani una sede gratuita vicino alla cancelleria di Stato nella
Ludwigsplatz. Müller aveva già scritto una lettera al Ministro
Italiano degli Affari Esteri Franco Frattini, difendendo la continuità
dell’esistenza del Consolato.
Il
Ministero italiano degli Affari esteri ha intenzione di chiudere in
tutto il mondo 17 consolati per risparmiare un’uscita di 8 milioni di
Euro. Tuttavia la questione a Roma è ancora aperta, dopo che i piani
di chiusura hanno suscitato la forte resistenza non solo da parte dei
partiti di sinistra all’opposizione ma anche all’interno delle forze
conservative del partito Popolo della Libertà del capo del consiglio
Silvio Berlusconi. Il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica ha
riferito alla commissione esteri del parlamento romano che i piani di
chiusura del governo non sono un “dogma” e neanche “vangelo”. Lui
sarebbe disposto al dialogo, se gli vengono sottoposte valide
alternative.
Dopo che
in Amburgo e a Mannheim, dove sono state decise ulteriori chiusure di
consolati italiani, si sono formate iniziative civiche contro la
chiusura, prende forma man mano anche a Saarbrücken l’opposizione
della base contro la chiusura. Il Comites, una sorta di miniparlamento
degli italiani in Saarland, si è mobilitato per una manifestazione a
favore della salvaguardia del Consolato, domenica 5 luglio. Come
confermato dal Sindaco di Saarbrücken Charlotte Britz, il comune mette
a disposizione la sala delle cerimonie del municipio.
Il
presidente del Comites, Giovanni Di Rosa da Schwalbach, ha dichiarato
al nostro giornale che parlamentari da Roma, sia appartenenti al
partito al governo sia all’opposizione, avrebbero confermato la loro
venuta a Saarbrücken per riferire sull’attuale stato delle cose a
Roma. La Signora Britz ha esternato la speranza che il 5 luglio siano
indicate le vie per offrire “anche in futuro agli italiani del
Saarland un interlocutore a Saarbrücken”.
La stessa
Britz ha sottolineato che per gli italiani anziani del Saarland, il
disbrigo delle proprie questioni a Francoforte “sarebbe un enorme
disagio”. Il Comites del Saarrland era stato rieletto il 20 marzo. Il
consesso di dodici membri ha da poco eletto Di Rosa proprio
presidente, come egli stesso ha confermato. Di Rosa che è membro del
partito di sinistra Partito Democratico aveva ottenuto i maggiori
consensi da parte dei 16.000 elettori italiani del Saarland.
* * *
ARTICOLO APPARSO SUL MANNHEIMER MORGEN DI MANNHEIM IL 24 GIUGNO
20009.
Più che
una Rappresentanza - Un pezzo di Patria
Roma ha intenzione di chiudere entro l’anno prossimo la rappresentanza
consolare a Mannheim - Colpiti dalla decisione 18.000 italiani
L’Ufficio consolare è nella città di Mannheim dalla metà del 19°
secolo. La sede è stata più volte chiusa e riaperta. Sono 7 gli
impiegati competenti per gli oltre 18.000 connazionali della città di
Mannheim e della regione Reno - Neckar. - In base alla decisione del
Ministero degli Affari Esteri l’Ufficio consolare chiuderà nel 2010.
Molti
vengono in Consolato da sempre, nascono, si sposano, ci si conosce
tutti. Il contatto é personale, nel „ LORO „ Consolato. Per gli
italiani della città é un pezzo di Patria nel nuovo ambiente. Ma
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