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UN ANNO INSIEME PER LA COMUNITÀ ITALIANA: SUL BOLLETTINO DEL COMITES DI COLONIA IL BILANCIO DELLA PRESIDENTE BENATI 


"A molti capita di fare un bilancio di fine anno, ma soprattutto per chi si è messo a disposizione della comunità italiana per sostenerla e per favorirne la presenza e l’interazione in una regione come il Nordreno-Vestfalia, un bilancio è d’obbligo". Inizia così l’articolo che Rosella Benati, presidente del Comites di Colonia, ha scritto per aprire l’ultimo numero dell’anno di "Comites per tutti noi", periodico di informazione del comitato che presiede.
"Come presidente del Comites – scrive Benati – in collaborazione con tutti gli altri eletti nel consiglio, ho cercato anche quest’anno di impegnarmi sui temi che più da vicino e più direttamente ci danno una mano a crescere come italiani in Germania".
Per la partecipazione politica e sociale della collettività, "in occasione degli anniversari (2008-2009) della Costituzione Italiana e della Costituzione tedesca abbiamo pubblicato un volume bilingue con entrambe le Costituzioni. In occasione delle elezioni comunali nel Nordreno-Vestfalia abbiamo dato vita ad una campagna di promozione del voto dei connazionali alle elezioni comunali. Anche per le prossime elezioni dei Consigli degli Stranieri (Integrationsrat) abbiamo appena completato dei volantini informativi per la partecipazione al voto. Con il gruppo GioCo – Giovani Colonia – ricorda ancora Benati – abbiamo portato in varie zone della circoscrizione l’informazione sulla doppia cittadinanza. La campagna informativa è iniziata con una conferenza stampa a Düsseldorf alla presenza dell’Integrationsbeauftragter del Land Nordreno-Vestfalia Thomas Kufen".
Quanto ai giovani, "per dare più spazio alle richieste e alle esigenze delle ragazze e dei ragazzi della nostra circoscrizione abbiamo favorito la nascita e la crescita dell’ Associazione GioCo – Giovani Colonia. Insieme a loro il Comites". Sul fronte-scuola, "con la diffusione e la promozione DVD "Una lingua in più. Crescere in Germania con l’italiano" abbiamo cercato di raggiungere tutte le famiglie per aiutarle ad orientarsi nella crescita e lo sviluppo linguistico dei loro figli. Attraverso convegni ed incontri con i moltiplicatori parliamo delle insicurezze delle famiglie nella crescita bilingue dei loro figli e del complicato e selettivo sistema scolastico".
Focus anche sulle donne visto che "per valorizzare il grande lavoro e l’enorme contributo che le donne italiane danno e hanno dato alla comunità italiana in emigrazione, abbiamo realizzato un calendario per l’anno 2010 dedicato proprio a loro, con le loro esemplari storie e il loro coraggio".
Come sempre, il Comites ha puntato molto sull’informazione alla comunità: "attraverso incontri informativi con gli italiani della Circoscrizione – scrive, in proposito, la presidente del Comites – discutiamo sui temi più importanti per gli italiani in questa circoscrizione, ascoltiamo e cerchiamo di risolvere le problematiche che più toccano la comunità. Anche attraverso il nostro impegno siamo, per esempio, su iniziativa dell’Associazione Economica Italo -Tedesca Mercurio, riusciti a mantenere la possibilità alla Camera dell’Industria e del Commercio di Düsseldorf di fare l’esame di traduttori per la lingua italiana".
Infine, i rapporti con il Land: "i costanti rapporti con il responsabile regionale per l’integrazione, con i sindaci, con gli operatori sociali e con l’amministrazione tedesca hanno contribuito e contribuiscono a far aprire gli occhi sulle problematiche che toccano la nostra comunità e a spingere per trovare soluzioni adeguate, oltre che a mettere in evidenza la potenzialità che donne e uomini italiani con la nostra cultura e le nostre competenze possiamo offrire a questo Paese. A conclusione di questo "elenco" per l’anno 2009 credo di poter dire che l’impegno personale come Presidente Comites e il lavoro svolto da tutto il Comitato, che ringrazio per la collaborazione e il sostegno, sia positivo. Per il 2010 – assicura – continueremo ad impegnarci per la crescita della nostra comunità non dimenticando che verso la fine del prossimo anno saremo chiamati a votare per il rinnovo del Comites. Auguro a tutti un sereno Natale ed un felice anno nuovo". (aise)


I COMITES DI MONACO E NORIMBERGA SULLA RISTRUTTURAZIONE CONSOLARE:

 

PESANTI RICADUTE SUI SERVIZI AI CONNAZIONALI E NEI RAPPORTI CON LE AUTORITÀ BAVARESI 
 

Il Comites di Monaco di Baviera e l'Esecutivo del Comites di Norimberga si sono riuniti venerdì 4 dicembre 09, presso la sede del Comitato degli italiani all'estero di Monaco, in seduta congiunta per discutere le prospettive per gli italiani in Baviera alla luce della prospettata chiusura del Consolato di Norimberga, prevista per il prossimo anno.
Nel corso della seduta è stato ribadito che tale decisione avrà delle pesanti ricadute sia per quanto riguarda i servizi ai connazionali che nei rapporti con le autorità bavaresi e le realtà economiche e commerciali tedesche.
"Infatti", comunicano in una nota Claudio Cumani e Stefano Palombo, rispettivamente presidente del Comites di Monaco di Baviera e del Comites di Norimberga, "se da una parte i connazionali residenti in Franconia si troveranno costretti a numerose ore di viaggio per collegarsi con la capitale bavarese, dall'altra pesa gravemente l'inadeguatezza delle strutture fisiche del Consolato Generale di Monaco di Baviera, già oggi non a norma secondo la legge sulla sicurezza e l'igiene dei luoghi di lavoro e bisognose di una ristrutturazione architettonica per accogliere uffici più grandi, sale di attesa adeguate ed archivi in grado di assorbire la documentazione relativa ai circa 30mila connazionali oggi residenti nella circoscrizione di Norimberga".
"Inoltre, l'inadeguatezza della struttura organica del Consolato Generale di Monaco di Baviera (non compensata dal passaggio a Monaco di solo alcuni fra i dipendenti del Consolato di Norimberga) finirà per penalizzare i cittadini italiani in termini di qualità e celerità dei servizi erogati ed in termini di presenza esterna presso le realtà associative della nostra comunità e verso le autorità bavaresi e cittadine".
"Se guardiamo con interesse all'introduzione del cosiddetto "consolato digitale"", continuano Cumani e Palombo, "non possiamo tuttavia non notare come questi avrà bisogno di un periodo di tempo per entrare a regime, e come poi del tempo sarà necessario pure ai nostri connazionali meno giovani per prendere familiarità con le nuove tecnologie. Per questo, riteniamo che l'ipotizzata riorganizzazione consolare debba avvenire soltanto dopo una piena verifica della funzionalità dei nuovi servizi consolari informatici. Almeno fino ad allora la chiusura del Consolato di Norimberga dovrebbe essere "congelata". Se proprio necessario", concludono i due Presidenti, "un eventuale declassamento ad agenzia consolare sarebbe comunque preferibile all'eliminazione totale del servizio".

 

Dal quotidiano di Saarbrücken del 2.12.2009

 

Saarland aktuell

 

Italienische Häftlinge im Saarland kämpfen für Erhalt ihres Konsulats

 

Die italienischen Häftlinge an der Saar haben einen zornigen Brief an ihre Regierung in Rom geschickt. Darin protestieren sie gegen die geplante Schließung des Konsulats in Saarbrücken.

 

Saarbrücken. Die italienischen Strafgefangenen erwarten am 10. Dezember Konsulin Susanna Schlein zur alljährlichen Weihnachtsfeier in der Justizvollzugsanstalt (JVA) Lerchesflur - wohl zum letzten Mal, denn das Konsulat soll geschlossen werden.

In einem Brief an Außen-Staatssekretär Alfredo Mantica wenden sich die 20 Häftlinge gegen die Ansicht der Regierung Berlusconi, dass statt des Konsulats künftig ein Computer-Terminal in Saarbrücken ausreichend wäre, um das Ausstellen von Pässen zu ermöglichen. Tatsächlich, schreiben die Gefangenen, vermittle das Konsulat auch Besuche von Angehörigen, habe eine kleine italienische Bibliothek in der JVA eingerichtet, habe dafür gesorgt, dass dort italienische Filme gezeigt werden, und habe Kurse organisiert, damit Gefangene den italienischen Hauptschulabschluss nachholen können. In ihrem Schreiben nennen die Häftlinge das geplante Terminal spöttisch einen "Totem-Pfahl" und werfen die Frage auf, an wen sie sich künftig wenden sollen, wenn sie menschlichen Beistand sowie Unterstützung im Umgang mit deutschen Behörden und vor Gericht erhalten wollen. "Sollen wir uns dann an Ihren Totem-Pfahl wenden?", fragen sie den Staatssekretär in ihrem Brief.

Seit nunmehr 26 Jahren kümmert sich der Sozialexperte des Konsulats, Pasquale Marino, um die Nöte der Gefangenen. Eine längere Inhaftierung birgt seines Erachtens die "Gefahr der kulturellen Isolierung" - gerade, wenn Deutsch-Kenntnisse fehlen. Daher sei das Konsulat so wichtig.

Am 10. Dezember ist in der JVA ein Konzert der sizilianischen Folkloregruppe Trinacria angesagt. Konsulin Schlein wird dann wieder höchstpersönlich für die Bescherung sorgen. Mit Parmesan- und Caciotta-Käse, Salami, Cantuccini-Keksen und Panettone - dem Früchtekuchen, der in Italien traditionell gerne zu Weihnachten gegessen wird.

 

nof

Beitrag vom: 02.12.2009, 00:03

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Traduzione:

Detenuti italiani nel Saarland lottano per il mantenimento del loro Consolato

I detenuti italiani nel Saarland hanno spedito una lettera adirata al loro governo a Roma. Il contenuto riguarda la protesta contro i piani di chiusura del Consolato a Saarbrücken.

Saarbrücken. I detenuti italiani del carcere di Saarbrücken  aspettano per il 10 dicembre per l’ultima volta  la visita annuale  della loro console Susanna Schlein poiché il Consolato è destinato alla chiusura. In una lettera al sottosegretario Alfredo Mantica 20 detenuti si dichiarano contrariati dalle intenzioni del governo Berlusconi, secondo le quali un Terminal sarebbe sufficiente per il rilascio di passaporti. In effetti, così scrivono  detenuti, il consolato sarebbe  attivo nella mediazione dei colloquio con i parenti, avrebbe creato all’interno del carcere una piccola biblioteca, avrebbe fatto in modo che siano proiettati film italiani ed avrebbe organizzato corsi per il conseguimento del  diploma italiano di terza media. Nella loro lettera i detenuti deridono il terminal definendolo un “palo del totem”, chiedendosi a chi si dovranno rivolgere in futuro per ottenere conforto umano ed assistenza davanti alle autorità tedesche e davanti ai tribunali. “Dovremmo rivolgerci al suo Totem?” chiedono i detenuti nella loro lettera al sottosegretario. L’esperto sociale del consolato Pasquale Marino si occupa da ormai 26 anni dei detenuti. Un prolungato periodo di carcerazione nasconde, secondo il suo parere, “il pericolo dell’isolamento culturale” proprio, quando le conoscenze linguistiche sono scarse. Per questo è importante il Consolato. Per il 10 dicembre è annunciato presso il carcere di Saarbrücken un concerto con il gruppo folcloristico Trinacria. Sará il Console Schlein a distribuire personalmente i doni di Natale con il parmigiano, la caciotta, i cantuccini ed il panettone, il tradizionale dolce natalizio.       


 

Una donna a capo del Coordinamento Esteri della Federazione Confsal-Unsa

 

Durante il VI Congresso del Sindacato Confsal-Unsa, tenutosi a Roma il 13 e 14 novembre 2009, è stata eletta Iris Lauriola nuovo Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Coordinamento Esteri. Iris Lauriola, impiegata a contratto presso il Consolato d’Italia a Francoforte sul Meno, subentra al Segretario uscente Fabio Giancaspro del Consolato Generale di La Plata.

Oltre alla nomina del Segretario, il Congresso ha definito due altri organi statutari, quali la Segreteria e il Consiglio Generale. Della Segreteria fanno parte 5 membri, quali in ordine alfabetico: Francesca Di Castro (Amb. Città del Messico) Pamela Mingolla (MAE), Mario Rametta (IIC Copenaghen) Giuseppe Scorsone (IIC Monaco di Baviera) e Roberto Settembrini (CG Toronto).
Il Consiglio Generale, votato dal Congresso dei delegati, è composto da 15 membri, sempre in ordine alfabetico: Mario Adessi (Amb. Santiago del Cile), Francesca Di Castro (Amb. Città del Messico), Khalil Errahaoui (Amb. Rabat), Antonella Forconi (CG Buenos Aires), Francesco Frattina della Frattina (Amb. Khartoum), Fabio Giancaspro (CG La Plata), Divna Lalevic (Amb. Belgrado), Pamela Mingolla (MAE), Albino Miotto (Co. Adelaide), Angela Nardoni (CG Londra), Mario Rametta (IIC Copenaghen), Giovanni Rizzo (Co. Dortmund), Cristina Rizzotti (IIC Stoccarda), Giuseppe Scorsone (IIC Monaco di Baviera) e Roberto Settembrini (CG Toronto).

Ogni inizio è una nuova sfida, soprattutto quando si parla anche di riforma del pubblico impiego e, più concretamente, della modernizzazione e del rilancio dell’Amministrazione. Questo Sindacato non si opporrà ad acquisire gli elementi necessari per migliorare l’efficacia e l‘efficienza dell‘intervento della Farnesina o per rafforzare la meritocrazia e l‘innovazione del nostro sistema.
Il miglioramento della qualità dei servizi, e le politiche mirate all‘ottimizzazione della produttività dovranno, tuttavia, andare di pari passo con il riconoscimento per tutti i
dipendenti della Farnesina di diritti basilari nell‘ambito del loro rapporto lavorativo con la Pubblica Amministrazione. L'obiettivo rimane quello di sconfiggere ogni genere di discriminazione oggi ancora vigente, con la chiara finalità di garantire a tutti i dipendenti la valorizzazione della loro dignità professionale attraverso una giusta progressione in carriera e l'uguaglianza di opportunità formative, nonché un trattamento economico dignitoso da stabilirsi sulla base di una negoziazione fra le parti.

In questo senso il nuovo Segretario si propone, insieme alla sua Segreteria e al Consiglio Generale, di realizzare i suddetti obiettivi, dando però la massima priorità al  piano di “razionalizzazione della rete consolare” dell’Amministrazione, il quale in modo molto arbitrario mette a rischio il posto di lavoro di tanti colleghi, con chiusure previste di ben 85 Rappresentanze consolari, soprattutto in Europa.  Questo è un dato di fatto che il nostro Sindacato non può e non vuole accettare!

CONFSAL-UNSA Coordinamento Esteri


I cittadini italiani all’estero chiamano e il Sottosegretario Mantica continua a non rispondere

 

Piena solidarietà del Coordinamento Esteri della Confsal-Unsa alle iniziative della comunità italiana all’estero per il mantenimento delle sedi consolari  toccate dal piano di „razionalizzazione“ del Sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Sen. Alfredo Mantica

Lunedì scorso , 23 novembre 2009, il Coordinamento per la difesa del Consolato d’Italia in Liegi e per la salvaguardia della lingua e della cultura italiana, sostenuto dalle  A.C.L.I, dal COM.ITES, dall‘ Inas-Cisl, dall‘Inca-CGIL, dall‘ Ital-Uil,  dall‘Epasa, dall‘E.A.P.I., dall‘ E.LiC.A.I, dal Gruppo giovani Com.It.Es Liegi, dai Giovani Socialisti italiani, dalla F.I.L.E.F., dal Pd Circolo della regione di Liegi, dall‘U.I.M., dall‘ U.N.A.I.E. e da Ferdinando Santi, ha organizzato un incontro con la stampa presso la sede dell’E.LI.C.A.I., al quale hanno partecipato anche numerosi politici della regione liegese, per informare l’opinione pubblica sulle iniziative che il Coordinamento intende promuovere per impedire la chiusura del Consolato di Liegi che conta più di 70.000 connazionali censiti.
Un No categorico alla manovra del Governo, dunque, che  invece di mettere a punto un ragionato progetto di „razionalizzazione della rete consolare all’estero“, rivedendo la propria rete dal punto di vista strutturale , prosegue ostinatamente con il suo piano di chiusure.
Chiudere per risparmiare? Più volte è stato ribadito il semplice concetto che il presunto risparmio è solo un risparmio fittizio che non considera i reali costi aggiuntivi che verrebbero a crearsi a seguito delle chiusure e dei trasferimenti  di strutture e di personale adibiti in altre sedi.
L’Europa, riprende la petizione indirizzata al Sottosegretario Mantica, è la zona con il più alto numero di connazionali residenti all‘estero. Chiudere i Consolati, così la  petizione, significa dimenticare che gli italiani all’estero sono stati parte importante della ricostruzione e del benessere economico dell’Italia del Dopoguerra. A tutt’oggi, gli italiani all’estero, producono un reddito di 5 miliardi di Euro, grazie alle pensioni maturate, che vengono poi spesi in Italia.
Uno smantellamento della rete consolare, soprattutto in Europa, significherebbe quindi rompere definitivamente quei ponti di affetto con una comunità italiana, che è a tutti gli effetti ancora presente e verso la quale, per molteplici aspetti, il Governo italiano ha ancora un impegno morale.
Smantellare una rete ben integrata nel proprio tessuto sociale, una rete di preziosi contatti, di interazione e di reciproca stima anche nei confronti delle Autorità locali, significa non essere in grado di cogliere questo grande valore che si è venuto a creare negli anni. Condannare i propri cittadini italiani a recarsi a chilometri di distanza per sbrigare una semplice pratica d’ufficio e sradicare i propri  impiegati dal loro contesto familiare e lavorativo per il semplice fatto che non si vuole ragionare oltre, è semplicemente un affronto alla logica.
Specialmente a Liegi, dove il Consolato è una delle sedi europee che ha maggiormente assorbito e recepito le nuove tecnologie informatiche messe a disposizione del Ministero degli Affari Esteri, la prevista chiusura sembra ancora più assurda. Anche considerando che se il Consolato di Detroit è importante per la FIAT, quello di Liegi è importante per la Ferrero, la Mapei, la Agusta e altre ditte italiane operanti nella circoscrizione.
Il Comitato di Coordinamento nelle persone dei Signori Bontempi, Bucculeri, Brunetti, Licciardi, Maffia, Monaco, Santamaria e Teti, ribadisce, in fine, il più profondo dissenso per la chiusura del Consolato Generale di Liegi e di tutti gli altri Consolati e chiede al Governo italiano, con assoluta fermezza, di ristrutturare e riorganizzare la propria rete consolare, senza penalizzare i cittadini italiani che non sono cittadini di serie B!

Coordinamento Esteri Confsal-Unsa


A SAARBRÜCKEN LA CONFERENZA "CRESCERE BI E PLURILINGUE" ORGANIZZATA DALL’IFS

 

GIULIANI (CNE): C’È IL RISCHIO DI RINUNCIARE ALLA DIFFUSIONE DELLA LINGUA ITALIANA  

 

Si è tenuto il 18 novembre scorso la conferenza "Crescere bi e plurilingue", frutto della collaborazione tra il Kulturministerium della Saar e l’Istituto Fernando Santi, nazionale e di Saarbrücken, in Germania. L’incontro, svoltosi nella sede della macroregione europea composta da Lorena, Saar e Lussemburgo, ha preso in esame il bilinguismo, un tema fortemente sentito dai cittadini di questi tre paesi.

Ai lavori, coordinati da Eva Hammes Di Bernardo, hanno partecipato numerosi addetti ai lavori dell’area dell’insegnamento delle lingue ed in particolare specialisti italiani, francesi e tedeschi di plurilinguismo. Presenti anche il console d’Italia a Saarbrücken, Susanna Schlein, il console di Francia Cerf ed il ministro di stato della Saar, Klaus Kessler.

Il ministro Kessler ha evidenziato la necessità di mediare la propria lingua con le lingue di coloro che sono a noi vicini e ricordando come sia importante il diritto ad informarsi ed ad essere informati con la garanzia anche del diritto alla propria lingua.

 

Rino Giuliani, presidente della CNE, nel suo intervento di saluto ha sottolineato che, in una logica di plurilinguismo, accanto alle altre lingue, in Saar con maggior forza e per molte dimostrabili ragioni deve essere tenuta nella giusta considerazione la lingua italiana.

"La strategia culturale globale dell’Italia verso l’estero", ha però sottolineato Giuliani, "purtroppo continua a svolgersi all’insegna di una emergenza perenne. L’impegno professionale e spesso volontaristico per l’apprendimento della lingua italiana presente nell’emigrazione italiana viene lentamente usurandosi.

Tra tagli e ritardi nei finanziamenti", spiega il presidente CNE, "corriamo il rischio di dover rinunciare alla diffusione della lingua italiana. Non ci piace apparire ed essere un fanalino di coda a fronte di altri Paesi europei".

Secondo Giuliani, "far cultura italiana all’estero e garantire la tutela di una lingua che è quarta per diffusione nel mondo, in un contesto multiculturale è una sfida che va affrontata con impegno, risorse e convinzione, in specie nello spazio europeo, da cittadini europei fra cittadini europei quali noi tutti siamo". In questa direzione, precisa Giuliani, "le iniziative di singole regioni, di singole università e di enti privati non possono più bastare" e si deve piuttosto "alzare il tiro e ricercare soluzioni condivise e partecipate fra Paesi europei interessati e con una presenza di italiani e di persone che amano apprendere la lingua italiana".

"Non più separatamente", ha sottolineato Giuliani, "i singoli soggetti istituzionali devono occuparsi della lingua e della cultura italiane all’estero. Deve essere il governo italiano nel suo insieme a promuovere le sinergie dei diversi soggetti, istituzionali e non, facendo un reale investimento culturale e quindi predisponendo i finanziamenti più adeguati per attuarlo".

 

Ma cosa può e deve far l’Italia affinché la lingua italiana resti al centro dell’attenzione degli italiani all’estero ma anche delle istituzioni dei Paesi nei quali le nostre comunità lavorano e vivono? Secondo Giuliani "va posta fine alle strategia casuali ed alle emergenze permanenti, utilizzando metodi più idonei che favoriscano una pluriformità di approcci e di sistemi. Servono stanziamenti di fondi adeguati, snellimento e semplificazione delle procedure amministrative, messa in trasparenza e revisione radicale degli attuali sistemi per l’erogazione dei fondi, attivazione o riattivazione di colloqui bi- e multilaterali tra Italia e paesi ospitanti e controllo costante della qualità del prodotto, borse di studio adeguate alla politica internazionale che l’Italia intende svolgere, rafforzamento dei rapporti interuniversitari e criteri precisi che definiscano la natura degli enti gestori e ne regolino l’attività". È importante poi, ha aggiunto Giuliani, "individuare nuovi fronti per un marketing culturale più incisivo".

Nel suo intervento il presidente Cne ha infine ricordato lo svolgimento a fine mese della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE in cui "diffusamente discuterà di lingua e cultura italiana".

Ha preso quindi la parola Massimo Vedovelli, rettore dell’Università per stranieri di Siena, con una relazione in cui, a tutto campo e nella dimensione europea, ha affrontato in modo organico le tematiche del pluringuismo in ambiente multiculturale ed i specie quelle dell’apprendimento delle più giovani generazioni. Elke Montanari, docente dell’Università di Coblenza, ha quindi illustrato in modo pragmatico le diverse cose che vanno fatte ad iniziativa dei diversi protagonisti interessati al pluriliguismo, a partire dai genitori dei ragazzi che iniziano a studiare le lingue.

Dopo il dibattito, le conclusioni sono state tratte da Cesare Novelli presidente dell’Istituto Fernando Santi che ha anticipato la prossima uscita di un "istant book" che raccoglierà il dibattito sviluppatosi nel corso del seminario.


Consolati: un incontro inutile

di Mauro Montanari

 

Si chiudono in Germania Saarbruecken, Norimberga, Mannheim e Amburgo. I rappresentanti della comunità trattati come camerieri

 

Una occasione sprecata, quella di sabato 7 novembre, nell’incontro in ambasciata tra Presidenti Comites, Consiglieri Cgie, Consoli e Ambasciatore. Presenti il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, e gli onorevoli Narducci, Garavini e Di Biagio. Tema dominante: la chiusura dei consolati, che Mantica ha confermato. Di più: non si tratterebbe soltanto di Norimberga e Saarbrücken, come temuto fino a qualche giorno fa, ma anche di Amburgo e Mannheim, come temuto fin dall’inizio. Mantica non ha lasciato speranze: si chiude e basta! Solo alla fine dell’incontro ha lasciato intendere che, forse, su qualche particolare si può anche discutere, ma non sul piano in sè. Che è già deciso. Ma deciso da chi? Su questo punto, che Mantica ha anche esposto alla sua maniera, torneremo.

 

I rappresentanti della comunità, compresi i parlamentari eletti all’estero (a proposito, gli altri dov’erano? A giocare a carte?) sono stati trattati come dei camerieri che dovrebbero servire alla comunità una pietanza già preparata. Ma preparata da chi? Il punto è interessante, perchè Mantica –e lo ha fatto intendere lui stesso- esegue semplicemente un piano preparato da altri. Cameriere anche lui, insomma. E chi meditava e proponeva piani di risparmio alternativi, ha dovuto ricredersi. Non è una questione di soldi, come Mantica ha espressamente dichiarato.

 

Ma se la questione non è il risparmio, qual’è la questione, allora? Questo non lo sa veramente nessuno. L’unica cosa che si sa, è che si chiude e basta! E perché quei consolati e non altri? Pensiamo solo ad Amburgo, il porto più grande d’Europa. Pensiamo a Mannheim, al centro di una delle regioni più produttive del continente. Altrettanto per Norimberga o per Saarbrücken, quest’ultima capitale di un Land. Perché quelli e non altri, dicevamo? Non si sa. » la “Sfiga”! E perché c’è stato un cambio all’ultimo momento tra Amburgo e Hannover? Non si sa neppure quello. » la “Sfiga”! E perché, infine, sono le comunità costrette a difendere il patrimonio dello Stato, e non l’Amministrazione, come dovrebbe essere? Non si sa.

 

Mantica non ha spiegato nulla. Ha fatto due bei discorsi. Il primo sull’introduzione dei consolati digitali. Bellissime cose, che però devono venire installate insieme ai servizi di sportello, non al posto. Mantica fa volentieri l’esempio della introduzione del bancomat. Che però non ha affatto sostituito gli sportelli bancari. Nessuna banca farebbe fare cinquecento chilometri ai suoi clienti per arrivare al primo sportello. E se una qualche sostituzione la si può anche ipotizzare, questa deve avvenire nel lungo periodo. Nel discorso di conclusione, infine, Mantica ha parlato del sesso degli angeli.

 

Dicevamo che il progetto non piace a nessuno. Non piace neppure ai deputati eletti all’estero del Pdl, lo stesso partito del Sottosegretario. I quali hanno presentato un documento, a firma Di Biagio, Picchi, Angeli e Berardi che è anche un appello a riconsiderare la questione. Si legge: “Saremo pronti a avviare ulteriori iniziative finalizzate alla salvaguardia dei servizi e delle strutture per le nostre comunità, dinanzi ad una eventuale decisione –da noi non condivisa- da parte dell’Amministrazione centrale”. Loro sono pronti, scrivono, ma non li ascolta nessuno.

 

E questa è un po’ la questione fondamentale. Se la politica, deputata a difendere interessi generali, non decide, chi decide al suo posto? “Decide Frattini” -dice Mantica. Balle! Frattini firma quello che gli viene messo sul tavolo. Ma il progetto è più vecchio di questo governo, come Mantica stesso ha ripetuto. Frattini -come Mantica- semplicemente lo manda avanti. Frattini non sa neanche dove sta, Saarbrücken, se quancuno non glie lo indica col dito sulla carta geografica. Frattini fa volentieri il bello agli incontri internazionali, dove può dire a Westerwelle come parla bene l’inglese. Ma delle comunità, a Frattini non gliene potrebbe fregar di meno.

 

Allora, se la politica de facto non decide, chi decide? Qualcuno che difende interessi particolari e di lobby? E perché la politica ha abdicato alla sua facoltà? In favore di chi?

 

Infine una nota a latere. Abbiamo assistito in fine giornata ad una cagnàra indegna –oltre che fuori luogo- da parte di un Consigliere Cgie, ampiamente noto alla magistratura tedesca, contro il Console di Stoccarda. Vada al Console di Stoccarda tutta la solidarietà di questo giornale.

 

dal CORRIERE D'ITALIA


L’ON. GARAVINI ALL’INCONTRO DI INTERCOMITES E CGIE ALL’AMBASCIATA DI BERLINO: CHIUDERE 4 CONSOLATI IN GERMANIA È GRAVISSIMO  

BERLINO\ aise\ - "È molto grave che il Governo si appresti a chiudere quattro Consolati proprio nel Paese in cui risiede la comunità italiana più numerosa e in cui si riscontrano ancora i maggiori tassi di mancata integrazione scolastica e professionale delle nostre giovani generazioni". Con queste parole Laura Garavini, deputata del Pd residente in Germania, ha risposto al Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica che sabato scorso ha confermato l’intenzione del Governo di chiudere i consolati di Amburgo, Mannheim, Norimberga e Saarbrücken nel corso del suo intervento all’annuale incontro presso l’Ambasciata di Berlino con Intercomites, Consiglio Generale degli Italiani all’estero, Consoli e parlamentari .
"Non solo le comunità italiane interessate, ma anche i Governatori tedeschi delle Regioni interessate – ha ricordato la Garavini – hanno espresso allarme per le preannunciate chiusure, arrivando addirittura ad offrire locali nelle loro prestigiose cancellerie, pur di scongiurare i provvedimenti definitivi. È grave che da parte italiana non si è ancora provveduto a verificare la fattibilità di una tale ipotesi. È altrettanto grave che non si siano prese in esame altre alternative, in grado di evitare misure così devastanti come la definitiva chiusura di ben quattro sedi consolari. Ad esempio l’accorpamento in un’unica sede delle varie Ambasciate italiane presenti in alcune capitali (Bruxelles, Parigi, New York), oppure il declassamento dei Consolati in questione ad Agenzia consolare. Al contrario - ha proseguito la parlamentare – esiste il rischio che le chiusure previste provochino dei costi maggiori rispetto ai risparmi auspicati, dal momento che le sedi di accoglimento (ad esempio sia il Consolato di Monaco di Baviera che quello di Francoforte) non dispongono di locali idonei ad accogliere quelle in chiusura".
"Le chiusure – ha proseguito – preoccupano ancora di più se si considerano i forti tagli previsti ancora una volta in finanziaria contro gli italiani all’estero. Rispetto agli ingenti finanziamenti stanziati a suo tempo dal Governo Prodi per le comunità italiane all’estero (e questo nonostante tutte le difficoltà economiche che stava riscontrando all’epoca il nostro Paese), da due anni l’attuale maggioranza sta apportando riduzioni devastanti ai capitoli previsti per le comunità italiane all’estero. Anche quest’anno in finanziaria verranno a mancare 30 milioni di euro. Tagli così pesanti ci inducono a pensare che sarebbe semmai necessaria una maggiore presenza al fianco delle nostre comunità e non invece uno smantellamento della rete diplomatico consolare".
Da qui la parlamentare del Pd ha invitato il Sottosegretario Mantica a "valutare ancora seriamente la possibilità di evitare chiusure puntando su declassamenti delle sedi consolari in agenzie consolari e su accorpamenti delle sedi di Ambasciata, al fine di garantire il mantenimento dell’offerta dei servizi consolari ai cittadini".


Consolati del futuro: totem e tabù.

Ma non fanno passaporti o carte di identità

Il consolato del futuro cambierà aspetto; non sarà più fatto con uffici, impiegati, numeri di telefono sempre occupati e così via. I consolati diventeranno invece Totem, che non sono le colonnine degli indiani, attorno alle quali essi danzavano la danza della pioggia. Sono piuttosto dei computer posti su una colonnina. Le loro funzioni sono di consultazione per informazioni sul rilascio dei documenti. Il connazionale potrà informarsi sulla situazione personale, potrà entrare nel sito dell’ anagrafe con un suo numero segreto. Quanto i Totem saranno al 100% potranno sostituire alcune funzioni consolari, come la verifica anagrafica, il cambiamento di indirizzo e la stampa di alcune certificazioni. Il connazionale potrà richiedere appuntamenti con uffici. Il Totem però non potrà però rilasciare passaporti, carte di identità o documenti per i quali è richiesta la presenza del connazionale. Lo stesso vale per l’assistenza diretta, o per qualsiasi problema da discutersi personalmente. C’è già una esperienza passata. Nel ‘98 quando vennero presentati in ogni Consolato i Totem fiscali. Essi vennero mantenuti in funzione un anno, poi divennero un tavolino di attesa dove appoggiare il bicchieri di coca cola. Oggi non ci sono più; sono ritirati nel 2002/3.


20° CADUTA MURO DI BERLINO

IL PRESIDENTE NAPOLITANO AL COLLEGA TEDESCO KÖHLER: IMPULSO AD IMPEGNARCI PER UNA EUROPA POLITICA PIÙ FORTE E COESA 

"Guardando alle nostre spalle, alle divisioni e alle sofferenze del secolo passato che nel Muro di Berlino hanno avuto un simbolo inquietante e concreto, possiamo oggi trarre ulteriore impulso per impegnarci nella costruzione di una Europa politica più coesa e più forte, a partire dalla realizzazione delle riforme previste dal Trattato di Lisbona". Questo il messaggio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto al collega della Repubblica Federale di Germania, Horst Köhler, in occasione del ventesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino.
Esprimendo a nome del popolo italiano e suo personale "le più fervide felicitazioni" per il ventennale, Napolitano si è detto "certo che Italia e Germania, legati da sentimenti di profonda amicizia, continueranno a operare in questo senso".
"L'apertura delle frontiere tra i due Stati tedeschi e la fine delle divisioni artificiosamente e dolorosamente imposte nel dopoguerra", si legge nel messaggio, "hanno segnato un momento fondamentale e indimenticabile del secolo passato, rimarginando profonde ferite inferte alla storia europea".
"Vent'anni orsono è stato avviato il processo di riunificazione della Germania e ha preso nuovo e straordinario impulso il processo di integrazione politica europea", ha aggiunto il presidente Napolitano. "Il tempo della storia ha ripreso a scorrere veloce. La memoria di quei giorni intensi e luminosi, segnati dall'esplosione di sentimenti di liberazione e di gioia, ma anche di grandi attese nei confronti dei sistemi democratici, si salda oggi con il forte senso delle nuove e urgenti responsabilità che spettano all'Unione Europea".


20° CADUTA DEL MURO DI BERLINO

IL PREMIER BERLUSCONI: ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA DELLA LIBERTÀ COME BISOGNO INSOPPRIMIBILE DELL'ANIMO UMANO 

"L'anniversario del Muro di Berlino segna non solo la fine del comunismo sovietico, ma soprattutto la vittoria della libertà come bisogno insopprimibile dell'animo umano". Si apre così il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione dei 20 anin della cadua del Muro di Berlino, che si celebra oggi nella capitale tedesca alla presenza delle autorità di tutto il mondo. Eper il nostro Paese ci sarà proprio il premier Berlusconi.
"In ogni epoca storica e sotto qualunque regime politico l'uomo ha sempre desiderato di essere libero, come espressione della propria natura e della propria umana dignità", prosegue il capo del governo nel suo messaggio. "La storia in fondo è la storia della libertà, la ricerca continua dello spirito di prevalere sulla violenza, sulla forza, sui soprusi, sul potere fine a se stesso".
"Anche nei momenti più bui della storia, quando la dignità dell'uomo viene calpestata e offesa oltre ogni limite, la fiamma della libertà è stata alimentata dalla testimonianza di quegli uomini e di quelle donne che per essa hanno saputo rinunciare anche alla propria vita". Ed "anche ora", osserva Berlusconi, "in molti continenti in cui dominano regimi autoritari e sanguinari, l'anelito insopprimibile alla libertà si fa strada attraverso l'esempio di quei giovani che rinnovano agli occhi del mondo intero la forza della verità e della libertà".
"Questi esempi ci ricordano che la libertà non è data una volta per tutte e che solo quando ci manca, come quando ci manca l'aria, avvertiamo il valore che essa ha per la nostra vita e per l'intera società. Per questo", sottolinea il premier, "soprattutto dopo la crisi delle ideologie totalitarie del Novecento e dopo la sconfitta del comunismo, che è stata l'ideologia che più di ogni altra si è diffusa nel mondo e che ha dominato più a lungo nel corso della storia, dobbiamo avere cura dei traguardi di libertà e di civiltà che abbiamo conquistato".
"In particolare", continua il messaggio, "dobbiamo avere coscienza che la libertà non è sinonimo di egoismo, di individualismo, non significa libertà di fare ciò che più ci aggrada e ciò che è possibile fare grazie ai progressi della scienza e della tecnica. La libertà è vera libertà quando è relazione con gli altri, quando rivendica non solo i legittimi diritti, ma si fa carico dei doveri nei confronti dell'intera società. La libertà esplica tutte le sue potenzialità quando diventa relazione, quando diventa responsabilità, quando diventa solidarietà verso chi soffre e verso chi ha bisogno di noi, non solo all'interno dei confini nazionali, ma anche al di là dei nostri confini nei confronti degli altri popoli. Questo", conclude il presidente Berlusconi, "è il nostro sentimento della libertà".


"SALVIAMO IL CONSOLATO GENERALE" SFIDA AD AMBURGO LA SQUADRA DI CALCIO DEL PARLAMENTO BÜRGERSCHAFT 

A seguito dell’annuncio del Ministero degli Affari Esteri del 10 giugno scorso di voler chiudere diverse sedi consolari, ad Amburgo si è costituito "Salviamo il Consolato Generale", un comitato di cittadini che, per evitare la chiusura del Consolato Generale d’Italia, sta organizzando diverse manifestazioni, coinvolgendo rappresentanti politici italiani e tedeschi e mobilitando la comunità italiana e le associazioni italiane e tedesche. È con questo intento che lo scorso 30 ottobre ha avuto luogo un incontro amichevole di calcio tra la squadra del Parlamento (Bürgerschaft) di Amburgo "Rathauskicker" e la squadra in rappresentanza del Consolato Generale d’Italia.
La partita, disputata con grande entusiasmo nello Sternschanzenpark Polizei Sportplatz di Amburgo, ha visto scendere in campo per la squadra del Consolato diversi giovani che per motivi di studio o di lavoro vivono ad Amburgo. L’incontro è finito 8-2 in favore della squadra italiana, "ma il risultato", spiegano i membri del Comitato, "ha una valenza relativa in quanto il fine primario è stato quello di rappresentare una forma di dissenso nei confronti della possibile chiusura del Consolato, annunciata dal Ministero degli Affari Esteri".
A prescindere dal risultato, l’iniziativa, secondo il Comitato Salviamo il Consolato Generale, "ha cercato di valorizzare e rafforzare il rapporto fra comunità italiana e comunità tedesca che è un binomio inscindibile per l’intensificazione dei rapporti imprenditoriali tra l’Italia e Amburgo. Da non dimenticare", ha aggiunto, "il ruolo primario che svolge il Consolato per tutti i connazionali che ogni giorno si rivolgono agli uffici per assistenza di ogni tipo".
"La manifestazione è stata molto apprezzata anche dal numeroso pubblico accorso nonostante le condizioni meteo non del tutto favorevoli", raccontano gli organizzatori. "L’intera manifestazione", concludono, "è trascorsa all’insegna del fair play sia in campo che sugli spalti e, nella sede del Consolato Generale, si è tenuto anche il cosiddetto "terzo tempo", cioè un buffet con specialità italiane che è stato molto apprezzato dalla squadra del Bürgerschaft. (aise) 


 

Occupato dai connazionali il Consolato italiano a Saarbruecken

Il Saarbrücker Zeitung pubblica oggi, 5 novembre 09, il seguente articolo:

Italiener besetzen ihr Konsulat

 

Konsulin Susanna Schlein völlig überrascht - Infostände und Protestmarsch geplant

 

Das italienische Konsulat in Saarbrücken ist gestern von rund 30 Demonstranten besetzt worden. Mit der Aktion, die eine Stunde dauerte, sollte ein symbolisches Zeichen für den Erhalt der Einrichtung gesetzt werden.

 

Von SZ-Redakteur Norbert Freund

Mit Banner, Fahnen und Megafon besetzen Italiener ihr Konsulat in Saarbrücken. Konsulin Susanna Schlein (links) versucht hier, ein Transparent der Besetzer zu entfernen. Foto: Becker & Bredel

 

Saarbrücken. Knapp 30 Italiener haben gestern für eine Stunde das italienische Konsulat in Saarbrücken besetzt. Sie protestierten damit gegen dessen drohende Schließung durch die Regierung Berlusconi. Die Aktion wurde vom Comites, der gewählten Vertretung der Saar-Italiener, organisiert, wie dessen Sprecher Giovanni Di Rosa der SZ bestätigte.

Konsulin Susanna Schlein wurde von der Aktion völlig überrascht. Sie versuchte ein Transparent der Besetzer vom Fenster des dritten Stocks zu entfernen, auf dem es hieß: “No alla chiusura del Consolato d’Italia - Nein zur Schließung des italienischen Konsulats”. Zudem war auf dem Transparent das Kürzel der linken Demokratischen Partei Italiens (PD) zu sehen, der größten Oppositionspartei des Landes. Schlein erklärte ihr Einschreiten auf SZ-Anfrage damit, dass sie sich große Sorgen um die Sicherheit der Besetzer gemacht habe.

Di Rosa verwies darauf, dass die dritte Etage des Konsulats für die Italiener im Land von großer Bedeutung sei, da sie hier notarielle und Passangelegenheiten abwickeln und die Sozialberatung in Anspruch nehmen könnten. Er schlug erneut vor, aus dem Konsulat eine Konsulatsagentur ohne Konsul zu machen, um 470 000 Euro im Jahr einzusparen.

An der Aktion waren auch der Sprecher des Saarbrücker Integrationsbeirats, Mohamed Maiga, und die Vizepräsidentin des Comites, Liliana Rino Calabrese, beteiligt, die an der Spitze einer Frauenliste steht. Ab Samstag wollen die Italiener im ganzen Saarland mit Infoständen in den Innenstädten Unterschriften für den Erhalt des Konsulats sammeln. An diesem Tag trifft sich der italienische Außen-Staatssekretär Alfredo Mantica in Berlin mit Vertretern der Italiener in Deutschland, um die Zukunft der Konsulate hier zu Lande zu erörtern. Am 14. November ist ein großer Protestmarsch für den Erhalt des Konsulats durch die Saarbrücker Innenstadt geplant.

Beitrag vom: 05.11.2009, 00:05

Traduzione:

Gli italiani di Saarbrücken occupano il loro Consolato

La console Susanna Schlein totalmente sorpresa - Previsti stand informativi e marce di protesta

l consolato italiano a Saarbrücken è stato occupato da circa 30 dimostranti. Con questa azione si vuole dare un segnale per il mantenimento del servizio.

di Norbert Freund

 

Saarbrücken. Circa 30 italiani hanno occupato per un’ora il Consolato italiano a Saarbrücken. Essi protestano contro la minacciata chiusura da parte del governo Berlusconi. L’azione è stata organizzata dal Comites, l’organismo eletto per la rappresentanza degli italiani in Saarland, come conferma il presidente, Giovanni di Rosa. La console Susanna Schlein è stata totalmente sorpresa dalla occupazione. Ha chiesto immediatamente di allontanare lo striscione dei manifestanti dalla finestra sul quale era scritto: “No alla chiusura del consolato italiano”. Poco dopo si poteva vedere per un qualche secondo il simbolo del Partito democratico, il più grande partito di opposizione del Paese.

La console ha dichiarato alla Saarbrücker Zeitung di essersi soltanto preoccupata della incolumità dei partecipanti al momento in cui, per appendere lo striscione si sono esposti pericolosamente sui davanzali delle finestre del terzo piano. Inoltre ella ha dichiarato che a partire dalla primavera presterà servizio a Tirana, la capitale dell’Albania. Ciò non avrebbe tuttavia alcuna rilevanza per il futuro del Consolato di Saarbrücken, la cui chiusura non sarebbe fino ad oggi ancora ufficiale.

Di Rosa ha dichiarato che il terzo piano del consolato è di grande importanza per gli italiani nel Land, poiché in esso si sbrigano le pratiche per i passaporti, quelle notarili e per il servizio sociale. Egli propone di nuovo di fare del Consolato una Agenzia consolare. In questo modo si potrebbero risparmiare 470.000 euro all’anno.

All’azione ha partecipato anche il rappresentante del Consiglio per l’integrazione del Saarland, Mohamad Maiga, e la vicepresidente del Comites, Liliana Rino Calabrese, che è alla testa di una lista di donne. A partire da sabato gli italiani in tutto il Land vogliono raccogliere firme per il mantenimento del Consolato. In quel giorno il sottosegretario per gli italiani all’estero, Alfredo Mantica, si incontra a Berlino con i rappresentanti della comunità degli italiani in Germania per discutere del futuro dei consolati. Il 14 novembre è prevista una grande marcia di protesta attraverso il centro di Saarbrücken.


"Crescere bi- e plurilingue"

Conferenza di Istituto Fernando Santi e di Ministero della Pubblica Istruzione della Saar- 18 novembre 2009

Il 18 novembre prossimo in collaborazione tra  Kulturministerium della Saar e Istituto Fernando Santi, nazionale e di Saarbruecken (Germania), si svolgerà una conferenza sul tema:"Crescere bi- plurilingue".
L'evento che vede anche la partecipazione del Consiglio Generale della Mosella (Francia), di Ispection Academique Moselle ed il patrocinio della R. Lazio intende porre al centro della discussione la promozione del bilinguismo a partire dai primi anni di vita e di istruzione obbligatoria.
La conferenza che si svolgerà al centro della macroregione europea composta da Lorena, Saar e Lussemburgo prende in esame il bilinguismo, un tema largamente condiviso dai cittadini di questi tre paesi e che mette al vaglio sia opportunità, bisogni e limitazioni di un insegnamento bilingue nei primi 10 anni di vita, sia il ruolo delle famiglie.
Il dibattito sarà aperto dagli interventi del Ministro della Pubblica Istruzione della Saar Annegret Kramp-Karrembauer,  dal Console d'Italia Susanna Schlein e dal Presidente della CNE Rino Giuliani (nella foto).
La relazione introduttiva sul tema "Plurilinguismo in contesto multiculturale" sarà tenuta dal Rettore dell'Università per Stranieri di Siena Massimo Vedovelli  mentre la relazione sul tema" "Insegnamento plurilingue:bambini, genitori e insegnanti come partner educativi" sarà svolta da Elke Montanari  docente alla Università di Coblenza-Landau.
E' prevista un grande partecipazione di operatori del settore, istituzioni  educative pubbliche e private, associazioni. E' aspirazione largamente diffusa fra gli italiani residenti nella Saar il rilancio qualificato della lingua italiana come importante lingua europea nel contesto aperto sul ruolo del bilinguismo in Europa.
Il dibattito sarà concluso da Cesare Novelli presidente dell'Istituto Fernando Santi.


LA LINGUA TEDESCA NON È UN OSTACOLO PER I NOSTRI GIOVANI IN GERMANIA: L’APPRENDE CHI LO VUOLE NON SOLO I GENI

OLTEN\ aise\ - Da Antonio Zulian riceviamo e pubblichiamo questo intervento a commento di un servizio del quotidiano di Caracas, La voce d’Italia, riportato nei giorni scorsi dall’Aise. In esso, il direttore Mauro Bafile, in occasione di una sua visita in Germania, ad Hannover per la precisione, aveva raccolto le opinioni e le preoccupazioni della reggente del Consolato sull’annoso problema dei risultati scolastici degli italiani in Germania.
”Mi riferisco all’articolo apparso su Aise il 30/10/09 delle ore 15.02 a titolo “Preoccupazione per un sistema scolastico che castiga gli italo-tedeschi: i dati consolato di Hannover”
(vedi sotto). Lungi da me il desio di polemizzare con il giornalista firmatario dell’articolo in questione, o con la sua testata, peraltro nobilissima. Una domanda, tuttavia, posso pure porgliela, visto che sicuramente in quella redazione non saranno ignari della materia.
Eccola: la lingua tedesca, è così sconosciuta, impraticata, ostica al punto che è impossibile apprenderla? Non è che nella storia delle lingue europee, tramite i commerci, l’arte, la politica, la cultura filosofica, la letteratura, le invasioni buone o cattive, essa lingua è invece ben presente e radicata nella nostra Europa? Non è che, nel tempo, siano stati qualche milione gl’italiani che sono riusciti ad apprenderla e ad usarla per i loro scopi? Non è poi forse vero che più si è giovani e più rapidamente si apprendono le lingue? Ecco, mi sarei aspettato, ad un certo punto dell’intervista alla signora reggente del Consolato di Hannover, Dr.ssa Cuccaro, non dico una domanda del genere, ma almeno la seguente: “Signora, quale soluzione propone alla terrificante e desolata situazione dei nostri discenti in Germania, visto che, dopotutto, ci devono passare la vita , e il tedesco è per loro proibitivo?”. Eh, caspitina.
Allora ho cercato io nell’intervista d’intravedere almeno una piccola via d’uscita, per i nostri già sconfitti pargoli di lassù. Ma ho trovato solo che, nella circoscrizione consolare di detta signora “scuole private italiane non ce ne sono”. Oibò. Diamine, se ci fossero state, altro che in Germania li avrei mandati quei nostri poveri ragazzi, dove in effetti abitano. Tutti nelle private italiche! Ma sempre in Germania, naturalmente. Alla faccia dell’integrazione!
Non basta, nossignori, perché questa signora Reggente, come un portacandelabri, fila dritto; e alta e luminosa, spiega (col supporto della signora Patrizia Iod, responsabile di chissà quali scuole) che, siccome, insomma, i genitori tornano tardi, e che la scuola tedesca è molto selettiva, forse non sarebbe male “valorizzare il concetto dell’importanza di una solida formazione culturale, anche a costo di un sacrificio economico”. Vale a dire? Mah, forse le due signore, riassumendo un pochino, volevano dire questo: che il tedesco in Germania lo possono apprendere solo i figli di papà e quelli degli intellettuali. Niente di più falso. Che i nostri pupilli meglio farebbero a frequentare le scuole private, a pagamento, magari, qualora ce ne fossero. Che il sistema scolastico tedesco è di una tale selettività che è quasi impossibile giungere all’Università. Infine, che apprendere la lingua tedesca è come giocare e vincere al superenalotto.
Incredibile. E la signora Cuccaro, Reggente consolare, sarebbe appena arrivata e già si è mostrata competente e bene informata sui fatti scolastici relativi alla nostra gioventù?
L’emigrazione italiana in Germania è ormai vecchia quanto il cucco. E anche lì, come in Svizzera o in Francia, o Belgio, siamo arrivati alle quarte generazioni, se come principio mettiamo l’immediato dopoguerra. Sicché, vorrei chiedere alla Cuccaro e alla signora Iod, se è loro mai passato per la testa il sospetto che siano migliaia e migliaia gl’italiani che, avendo ormai il solo passaporto tedesco o ambedue, si sono perfettamente integrati, parlando il tedesco tanto quanto gli autoctoni.
Se lo sanno che, la questione riguardante i genitori che tornano tardi dal lavoro ecc., è una questione che riguarda tutte le etnie lì viventi, compresa la tedesca. Se abbiano mai indagato sui risultati che ottengono a scuola i figli degli altri immigrati in Germania, arrivati magari da qualche anno e non da decenni come nel nostro caso. Ne avessero una visione attendibile, di certo comprenderebbero che dalle loro parole si potrebbe anche dedurre che i nostri figlioli sono tutti ignoranti e imbecilli.
Possibile? E ancora: se le due signore riescono ad immaginare le devastanti conseguenze che avrebbero i nostri giovani, qualora frequentassero le scuole private italiche, anziché quelle tedesche. In proposito, si sprecano gli esempi di giovani italiani in Svizzera che hanno studiato nelle private, ma che, volendo tornare in Italy sfruttando il titolo, se ne sono poi ripartiti, pentiti, verso il luogo d’emigrazione di papà e mamma. A fare che? Ma l’impiegato di basso livello, capperi, o l’operaio. Idraulico, meccanico, muratore? Mamma mia che vergogna per la nostra rappresentanza all’estero!
Mannaggia, mai che un rappresentante dello stato italiano prenda il toro per le corna e abbia il coraggio d’invitare il suo popolo a rendersi la vita più facile imparando per bene la lingua del posto e con i propri mezzi. Mai uno sprone ad impegnarsi di più, se si vogliono raggiungere gli obiettivi. Sempre scappatoie, tra l’altro costose, e proposte indecenti s’inventano e ti spiattellano in faccia. Possibile? Sì, è possibile. Perché se anche alla Signora Cuccaro domandi se i Corsi di Lingua e Cultura italiana all’estero servono all’integrazione e al miglioramento della resa scolastica dei nostri figli, Ella potrebbe anche rispondere: “Perbacco, giustissimo”. E infatti, dopo l’articolo in parola, dopo anche l’altro comunicato, a ruota questa volta, del Comites di Colonia (aise, ore 18,49 dello stesso giorno)
che racconta come sia possibile, via Dvd, crescere in Germania con il tedesco e l’italiano insieme (evviva!) mi aspetto tra breve l’ennesimo articolo a titolo: più soldi per i Corsi, o qui in Germania l’italiano muore!
Gentile signora Cuccaro, mi risponda, la prego: che voto darebbe a quella coppia di genitori italiani, o anche mista, come spesso capita, nata e cresciuta in Germania (o Svizzera) ma che avesse dei figli in età scolare che non sapessero nemmeno spiegarsi in tedesco, al punto da non capire cìò che a scuola si dice? Io zero con minaccia di espulsione. E lei? E concludo: attenzione gente, che sbandierando troppo il concetto d’italianità all’estero, o dando ascolto a certe sirene, si rischia di creare parecchia emarginazione”. (aise)

 


PREOCCUPAZIONE PER UN SISTEMA SCOLASTICO CHE CASTIGA GLI ITALO-TEDESCHI: I DATI CONSOLATO DI HANNOVER

DI MAURO BAFILE 

"Sono 22, forse 23 mila gli italiani residenti nella Circoscrizione Consolare di Hannover. Devo dire immediatamente che in Germania il problema più serio con cui si confronta la nostra collettività è quello della selezione scolastica. La scuola è altamente selettiva e sono pochi i figli dei connazionali che riescono a mantenere il livello necessario per avere uno sbocco nelle Università”. Il dito nella piaga. Subito. La dottoressa Maria Luisa Cuccaro, reggente del Consolato Generale d’Italia ad Hannover, é diretta. Affronta senza indugi, un argomento scottante. È in Germania da pochi giorni, ma appare molto informata e competente. È evidente che già prima di assumere il delicato incarico, si era informata sulla realtà della nostra collettività in Germania. Se poi, nel corso della conversazione, tocchiamo un argomento che ancora non conosce, non ha difficoltà ad ammetterlo”. Ad intervistare la nuova responsabile della sede consolare di hannover è Mauro Bafile, direttore del quotidiano di Caracas “La voce d’Italia”, che, oltre all’intervista, in questo numero pubblica un lungo speciale dedicato agli italiani residenti in Bassa Sassonia.
”La reggente Cuccaro, in materia di sistema scolastico, conferma quanto riferito dal Presidente del Comites, Giuseppe Scigliano. “È una spina nel fianco di noi italiani in Germania. È selettivo, troppo selettivo. Ed é assai difficile che un nostro giovane riesca ad accedere all’università”, sosteneva appunto Scigliano, in una lunga conversazione seduti al bar della stazione. Lui, di fronte ad un gelato; noi, sorseggiando un caffè.
L’incontro, fissato per le 9 del mattino, si svolge nell’ufficio della reggente Cuccaro, una sala ariosa dall’aspetto confortevole. Arriviamo con cinque minuti di ritardo. A Caracas e a Roma non se ne accorgerebbe nessuno, ma qui, in un Paese in cui anche i treni partono ed arrivano in perfetto orario, può apparire un’eternità.
”È comprensibile che, in un sistema come il tedesco – prosegue la dottoressa Cuccaro – i figli dei nostri connazionali abbiano grosse difficoltà. I genitori sono occupati nell’ambito lavorativo. Tornano a casa tardi, stanchi. Non riescono a seguire i figli, ad aiutarli con i compiti. Insomma, i bambini devono fare tutto da soli”.
Tanti, la gran maggioranza, non ci riesce. Tra i grandi scogli da superare c’è quello della lingua. È difficile da parlare. Ancor più da capire. Da imparare, poi… Chiediamo: Quali sono questi criteri selettivi?
Ce lo spiega la Dirigente Scolastica Patrizia Iod, responsabile dell’Ufficio Scuole.
”Il settore della popolazione studentesca che riesce ad accedere all’università – ci dice, - è composto per lo più da figli di professionisti, di intellettuali. Sono i giovani che dopo le ore di scuola tornano a casa ed hanno i genitori non solo disposti ad aiutarli nello studio, nei compiti; ma anche, anzi soprattutto, capaci di farlo. C’é poi una fascia di giovani che, secondo i dirigenti scolastici, non ha la preparazione adeguata per accedere all’università e che sono orientati verso gli istituti tecnici. In ultimo, nel gradino più basso, c’é lo studente che viene ritenuto impreparato anche per gli istituti tecnici. Questi giovani troveranno lavoro nell’industria come operai o negli uffici come impiegati poco qualificati. Ad esempio, come centralinista”.
”È in questo ultimo livello – interviene la reggente Cuccaro – quello in cui, purtroppo la presenza dei giovani italiani é più numerosa”.
Quella dei figli dei nostri emigrati, come spiegano la reggente Cuccaro e la dirigente scolastica Iod, é una realtà difficile da cambiare. Il cane che si morde la coda. Proprio così, un circolo vizioso che è difficile, anche se non impossibile, rompere. In effetti, i giovani hanno difficoltà ad imparare il tedesco e quindi, a seguire le lezioni. A casa, poi, non possono contare sull’aiuto dei genitori, che in molti casi non hanno gli strumenti per farlo. Ed infine molti connazionali pensano che i figli, comunque, possono dedicarsi alle attività che loro hanno avviato.
Ed il miraggio del salto sociale? Il desiderio del padre operaio di avere il figlio universitario?, chiediamo.
La responsabile dell’Ufficio Scuole scuote il capo e ci dice: “no, non esiste. Occorre valorizzare il concetto dell’importanza di una solida formazione culturale, anche a costo di un sacrificio economico”.
La reggente Cuccaro, dal canto suo, insiste nella particolarità del sistema scolastico tedesco. “È troppo selettivo”, afferma. “Non importa quanto sia intelligente l’alunno. Se non riesce a seguire il ritmo fin dal primo momento; se ha difficoltà all’inizio é difficile che poi riesca a recuperare”.
Spiega che ad Hannover, nella sua Circoscrizione Consolare, “non ci sono scuole italiane private; solo alcuni istituti sperimentali bilingue”. Poi, per meglio illustrare la realtà scolastica della nostra comunità, ci mostra uno studio realizzato dal ministro degli Interni tedesco. Risale all’anno 2006-2007, ma ancora oggi fa testo. Non ve ne sono di più recenti.
”Lo studio – tiene a precisare la reggente Cuccaro – é di tre anni fa. Quindi, potrebbe essere cambiata qualcosa, anche se tutto lascia supporre che la situazione sia immutata. Secondo il ministero, nel 2006-2007, gli alunni di nazionalità italiana erano così distribuiti: il 4,49% frequentava scuole speciali; il 29,58%, quelle del livello più basso; il 30,23%, quelle di livello medio e solo il 20,26% il ginnasio e il liceo, che aprono le porte all’università”.
Quindi, solo pochi superano i tanti scogli del sistema educativo e riescono ad accedere agli atenei. Il resto é orientato ad altre attività.
Chi ha la responsabilità della selezione?
”Gli insegnanti, – spiega la responsabile dell’Ufficio Scuole - già dalle elementari, gli alunni che mostrano un rendimento inferiore alla media vengono orientati verso scuole dalle quali si esce tecnici o operai. Molte volte le difficoltà dovute all’impatto con una lingua nuova e complicata per noi italiani sono interpretate come anomalie gravi e, quindi, anche un giovane assai intelligente può ritrovarsi in una scuola speciale””. (aise)


 

LE INIZIATIVE DELLA GERMANIA PER COMMEMORARE IN ITALIA IL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO 

 

Vent'anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il Muro di Berlino. Un evento storico di portata globale. "Ma il Muro non è caduto solo a Berlino, è stato un evento epocale per tutta l'Europa", sottolinea l'ambasciatore tedesco in Italia, Michael Steiner.
Tutto il 2009 è già stato caratterizzato da eventi dell'Ambasciata legati al tema della caduta del Muro. Come la tavola rotonda del maggio scorso con Gianfranco Fini, Wolfgang Schäuble, Umberto Eco e Lothar de Maizière per approfondire il percorso fatto da Italia e Germania dopo la caduta del Muro. Per l'occasione sul Colosseo, simbolo di Roma, è stato proiettato un pezzo di Muro, quello che raffigura una Trabant. Si tratta di uno dei più noti dipinti della East Side Gallery, il tracciato più lungo e famoso del Muro di Berlino, oltre un chilometro di murales dipinti da 119 artisti di tutto il mondo dopo il 1989. Anche la grande festa in occasione della Giornata dell'Unità tedesca è stata sotto il segno della caduta del Muro: la serata è iniziata proprio con l'abbattimento di un muro ricreato nel giardino della Residenza dell'Ambasciatore.
Ora che il 9 novembre si avvicina, tutta l'Italia, da Torino a Palermo, ricorda quello che accadde vent'anni fa con diverse iniziative.
A Roma l'ambasciatore Steiner, assieme al sindaco Gianni Alemanno, parteciperà a diversi appuntamenti previsti nella capitale. Il primo sarà una conferenza stampa, il 3 novembre, alle ore 12, presso la Sala delle Bandiere in Campidoglio, per presentare tutti gli eventi organizzati dal Comune di Roma con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia.
Oltre un centinaio le iniziative organizzate nel corso di tutto il 2009 dalle 7 sedi italiane dell'Istituto di cultura tedesco Goethe-Institut tra proiezioni di film, mostre, concerti, convegni, incontri e attività didattiche per le scuole.
Sempre a Roma presso l'Auditorium del Goethe il 9 e il 10 novembre alle 21 verrà rappresentato lo spettacolo "Muro contro Muro", ideato dalla compagnia TeatroZeta de L’Aquila, che attraverso la storia d’amore di Leda e Karl percorre in più di trent’anni pagine di guerra, razzismo e violenze.
Sempre a Roma, il 26 e 27 novembre ci sarà il convegno "Memoria viva. Il sapore dei ricordi", con esperti dall’Italia e dalla Germania e testimoni come Markus Meckel, Riccardo Ehrman e Harald Hauswald.
A Milano il Palazzo delle Stelline di Milano ospita dal 9 al 27 novembre la mostra di arte contemporanea "Nessuno è più dove voleva essere", con le opere di Marcel Odenbach, Ulrike Mohr, Harun Farocki, Ulrike Kuschel, Nina Fischer e Maroan el Sani. Le opere, video e lavori fotografici presentati per la prima volta in Italia, illustrano da diverse prospettive la caduta del Muro e la successiva riunificazione tedesca con i suoi processi di cambiamento sociale. Concetti chiave come nazione e identità vengono sottoposti ad analisi critica.
A Napoli il 9 novembe è in programma una serata di gala presso il Teatro Mercadante, con una lettura di Martina Gedeck, l'attrice protagonista del film premio Oscar 2007 "Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck, dal libro "La notte, in cui cadde il Muro". Ricordando la leggendaria esecuzione delle Suite di J.S. Bach da parte di Mstislaw Rostropovitsch al Checkpoint Charlie l’11 novembre 1989, Luca Signorini, primo violoncellista dell'Orchestra del Teatro di San Carlo, eseguirà delle Suite di J.S. Bach. Sarà inoltre proiettato il film documentario "Die Mauer" (Il Muro) di Jürgen Böttcher.
Al cinema Massimo di Torino prosegue, con una speciale sezione del "Sottodiciotto Filmfestival – Torino Schermi Giovani", la proiezione di film dedicati al ventennale della caduta del muro di Berlino. Verranno presentati quattro film, realizzati negli anni predecenti alla sua caduta, che mettono in scena turbamenti, amori, inquietudini e ribellioni del mondo giovanile nella Germania divisa.
A Genova il 9 novembre il Palazzo Ducale ospita un incontro con Sergio Romano e la mostra fotografica di Mario Dondero "Est / Ovest / Berlino novembre 1989", che ritrae la vita quotidiana berlinese, all’Est come all’Ovest, nel periodo immediatamente precedente e nei giorni della caduta del Muro. La mostra sarà aperta fino al 7 gennaio 2010.
A Palermo l'anniversario verrà celebrato con il Globe Unity Orchestra Festival, che dal 6 all'8 novembre ospita per la prima volta in Sicilia un gruppo di culto di Berlino, la prima big band dedita alla Freie Musik di stampo europeo, la storica Globe Unity Orchestra.

 

A Berlino, epicentro delle celebrazioni, è già scattato il conto alla rovescia. Dal 7 al 9 novembre andrà in scena la "Festa della Libertà"(www.mauerfall09.de).

Il 9 alle 19 nella Pariser Platz ci sarà uno speciale concerto open air della Staatskapelle di Berlino diretta da Daniel Barenboim, mentre presso la Porta di Brandeburgo ci sarà la rappresentazione simbolica della caduta del Muro. Lungo il percorso del Muro di allora verranno disposte tessere domino di enormi dimensioni realizzate dagli studenti di Berlino, a farle cadere saranno la cancelliera Angela Merkel, il sindaco di Berlino Klaus Wowereit, il premier Silvio Berlusconi, il presidente francese Nicolas Sarkozy e quello russo Dimitri Medwedew, il premier inglese Gordon Brown, il segretario di Stato americano Hillary Clinton assieme a diversi altri politci, artisti e rappresentanti del mondo della cultura. Oltre ai protagonisti dell’opposizione della DDR, sono attese personalità quali il già ministro degli Affari Esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher e i premi Nobel Kofi Annan, Muhammed Yunus e Michail Gorbaciov. La caduta delle ultime tessere darà il via ad uno spettacolo pirotecnico seguito da un grande concerto. La simbolica caduta del Muro rappresentata con le tessere domino verrà trasmessa in diretta e in esclusiva dal canale tedesco ZDF dalle ore 19.25 alle 20.15. Centinaia di migliaia di persone assisteranno a questo straordinario evento. (aise) 


IL LAVORO A 20 ANNI DALLA CADUTA DEL MURO:

LE ACLI DI BERLINO CELEBRANO L’ANNIVERSARIO CON UN SEMINARIO INTERNAZIONALE DI STUDI 

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani celebreranno a Berlino l’anniversario dei 20 anni dalla storica caduta del Muro. Dal 5 al 7 novembre si svolgerà infatti nella capitale tedesca, presso l’NH Hotel in Friedrichstrasse 96, un appuntamento internazionale di studi che vedrà coinvolti rappresentanti delle Acli di 9 Paesi europei ed extraeuropei e relatori provenienti dalla Germania, dal Belgio, dalla Francia, dalla Repubblica Ceca, dai Paesi Bassi e dalla Romania. Tema del seminario, realizzato con il sostegno del Centro europeo per i problemi dei lavoratori (Eza), dell’Unione europea e con il patrocinio del Comitato economico e sociale europeo (Cese), sarà “Qualità del lavoro, qualità nel lavoro. Lavoro e cittadinanza ai tempi della crisi globale”.
Il seminario è articolato in 4 sessioni, a partire dal pomeriggio di giovedì 5 novembre. Sabato 7 novembre, dalle ore 9.00, la tavola rotonda conclusiva “A vent’anni dalla caduta del muro: centralità del lavoro e futuro sociale dell’Europa”, con gli interventi di Michele Valensise, ambasciatore d’Italia in Germania, Josef Niemiec, segretario confederale della Confederazione europea dei sindacati (Ces), Raf Chanterie, presidente Eza, Erny Gillen, presidente di Caritas Europa, e Andrea Olivero, presidente delle Acli italiane e della Fai, la Federazione delle Acli internazionali.
Porteranno il loro contributo al dibattito Franco Narducci, vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, Patrizia Toia, vicepresidente della Commissione Industria, ricerca e energia del Parlamento Europeo, e Franco Siddi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).
Altri ospiti, nei giorni precedenti: George Hupfauer, presidente del Movimento dei lavoratori cattolici tedeschi (Kab); Heino Sonnemans, teologo e successore di Ratzinger presso la cattedra di teologia fondamentale all’Università di Bonn; Jérôme Vignon, presidente delle Settimane sociali di Francia; Marie Zvolska dell’Unione cooperative di produzione e lavoro ceche e moldave; Johan Van Rens, olandese, già direttore del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop); Pasqualino Mare dell’Associazione europea per la formazione professionale (Evta); e George Clement, segretario generale dell’Agenzia nazionale romena per l’occupazione della manodopera (Anofm). (aise) 


IL CONSIGLIO DI DELEGAZIONE DELLE MCI IN GERMANIA: IGNORATI DALLA CEI RIMANIAMO ANCHE SENZA IL DIRETTORE DELL’UFFICIO ESTERO DELLA MIGRANTES  

 

Il 26 e 27 ottobre scorsi si è riunito a Mainz il Consiglio di Delegazione delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania. Convocato per la verifica del recente Convegno Nazionale svolto in settembre a Ludwigshafen, il Consiglio di Delegazione non ha potuto fare a meno di riscontrare e ribadire il “disagio” delle Missioni Italiane in Germania nei confronti della Fondazione Migrantes e della segreteria della Conferenza Episcopale italiana. A spiegare il perché è Tobia Bassanelli, membro del Consiglio di delegazione e direttore del portale “web giornale.de”.
”Il malumore – scrive – era emerso chiaramente al recente Convegno Nazionale, tenuto a Ludwigshafen il 14-18 settembre sul tema “Le nostre Missioni verso una nuova missione”. Era apparso chiaro sia nella relazione del Delegato don Pio Visentin che negli interventi di molti operatori pastorali. Disagio sfociato poi in una lettera a mons. Mariano Crociata segretario generale della Cei (e per conoscenza a mons. Bruno Schettino, presidente CEMI e della Fondazione Migrantes) ed in un comunicato stampa. In ambedue i documenti si faceva il punto sulla situazione, venivano espressi i motivi della delusione e formulate precise proposte. Una prima delusione – ricorda Bassanelli – aveva già preso piede lo scorso anno, in occasione del rinnovo delle cariche direttive dei cinque uffici della Fondazione Migrantes. Alla guida di quello sulla pastorale per gli italiani nel mondo ci si aspettava la riconferma di don Domenico Locatelli, il cui dinamismo aveva sicuramente mantenuto e tonificato l’attenzione della Chiesa italiana per i connazionali all’estero. Non fu così. Don Domenico veniva sostituito con don Michele Morando, persona di ricca e qualificata esperienza missionaria, ma completamente estranea al tradizionale mondo dell’emigrazione italiana. Don Michele fu accolto bene e si avviò una bella collaborazione”.
”Ora purtroppo, per motivi che ci sono estranei, si è dimesso, e questo dispiace. Ciò che nei mesi scorsi ha sconcertato gli operatori delle comunità italiane in Germania – spiega ancora Bassanelli – è stata una dichiarazione di Mons. Crociata, secondo la quale le Missioni sarebbero una realtà “residuale”, superata, dove quindi – di conseguenza - non occorre investire più di tanto, né in attenzione e men che meno in personale. Da qui la lettera di protesta del Convegno alla segreteria della Cei, con le firme dei partecipanti. A questa lettera mons. Crociata non ha ancora risposto”. Al Consiglio di Delegazione della Germania è invece arrivata la risposta di monsignor Schettino, che, illustra Bassanelli, “dichiara il suo grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle Mci, ma non entra nel merito dei problemi posti, ignorandoli completamente”.
A “deludere ed irritare” il Consiglio di Delegazione anche un altro motivo e cioè che “il comunicato stampa emesso alla fine del Convegno, se si escludono le testate cattoliche in Germania “Corriere d’Italia” e “Webgiornale”, è stato completamente ignorato dai media in Italia, e proprio a partire da quelli che avrebbero dovuto maggiormente prenderlo in considerazione, quelli ecclesiali. La Migranti-press ha preferito “lasciar perdere”, evitando così di trasmetterlo alle altre testate cattoliche, Sir e Avvenire, e di permettere ai media dell’emigrazione di riprenderlo”. “Sono questi – si chiede Bassanelli – semplici incidenti di percorso? Non sembra. Dietro appare chiara una strategia, coerente con il pensiero della segreteria della Cei: ridurre e poi tagliare i vecchi ponti con le Mci, come realtà appunto superate, destinate presto a scomparire; costringere le chiese locali ad assumere direttamente ed in pieno la responsabilità pastorale degli italiani del posto, anche nella preparazione del rispettivo personale”.
”Che sui tempi lunghi non ci siano alternative a questo cammino, imposto oltre tutto dai normali processi di integrazione, è fuori di dubbio, almeno per i centri minori”, concede Bassanelli. “Che questi tempi siano già maturi, viene contestato da una lunga serie di argomentazioni esposte sia nella lettera a mons. Crociata che nel comunicato stampa del Convegno di Ludwigshafen. Per cui il Consiglio di Delegazione - e se ne fará interprete il Delegato Nazionale don Pio Visentin con un apposito scritto alla Cei – chiede a Roma di affidare nuovamente ad un operatore pastorale proveniente dal mondo dell’emigrazione la guida dell’ufficio della Migrantes per la pastorale degli italiani nel mondo”.
A preoccupare il Consiglio di delegazione anche alcune “voci”: “ora che anche il Direttore Generale mons. Piergiorgio Saviola – almeno secondo alcune indiscrezioni – sta per lasciare l’incarico, sarebbe un grave errore approfittare della momentanea crisi della Fondazione per azzerarla o per accorparla ad altri organismi della Chiesa italiana. L’ottimo lavoro svolto nel passato – dalle forti prese di posizione a favore degli immigrati, rischiando lo stesso scontro con il Governo, alle numerose e qualificate pubblicazioni, come il Dossier Immigrazione presentato mercoledì - ed il crescente peso della mobilità umana nella società moderna e nella chiesa, impongono al contrario di rafforzarne il peso e l’operato, con scelte coerenti e sagge. I Consigli di Delegazione delle Mci in Europa, se debitamente consultati, non mancheranno di collaborare in modo costruttivo in questa delicata fase, così da archiviare al più presto gli attriti e le incomprensioni degli ultimi tempi, e lasciare spazio ad una ritrovata armonia di intenti e di impegno”. Concludendo, Bassanelli, a nome del Consiglio, sottolinea che “le Missioni italiane in Germania sono coscienti di non durare a lungo, almeno nell’attuale struttura e con le odierne dimensioni; da diversi anni, purtroppo, sono in calo costante, anche perché non arrivano più sacerdoti dall’Italia (o non si vogliono più mandare!). Se c’è una morte che chiude solo un passato, c’è anche una morte – ed è quella cristiana – che apre un nuovo futuro: questo è il cammino intrapreso dalle Missioni italiane in Germania al loro recente Convegno di Ludwigshafen. Un futuro – conclude – per il quale tutti vogliono e si devono impegnare”.


DA GENNAIO GLI INGEGNERI TOSCANI SI FORMANO IN GERMANIA: PRESENTATA L’INIZIATIVA DI REGIONE E DUALE HOCHSCHULE  

 

Formazione made in Germany per gli ingegneri toscani, per i quali si prospettano nuove opportunità di crescita professionale. Ad aprire un contatto con un Paese molto appetibile per questo tipo di professione per l’alta concentrazione di grandi aziende meccaniche, elettroniche e di telecomunicazioni è il protocollo d’intesa siglato da Regione Toscana e scuola superiore Duale Hochschule della regione Baden Wuerttemberg per lo sviluppo di un programma di mobilità degli ingegneri.
È nell’ambito di questo accordo che la Regione ha deciso di avviare il progetto “Trans Engine”, che si propone di realizzare un sistema di mobilità per laureati magistrali e laureandi in ingegneria degli atenei toscani, coinvolgendo le facoltà di ingegneria delle Università di Firenze, Siena e Pisa che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.
A presentarla, oltre all’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini, sono intervenuti rappresentanti delle tre facoltà, guidati dal preside di ingegneria dell’Università di Firenze Alberto Tesi. Per i laureandi si tratterà di stage e attività di tirocinio, mentre per i laureati saranno possibili esperienze temporanee di lavoro presso aziende della regione tedesca.
L’iniziativa partirà dal gennaio 2010. La Regione si occuperà di dare pubblicità, raccogliere le domande e rimborsare attraverso voucher, almeno parte delle spese per viaggio, vitto e alloggio per quanto riguarda i giovani laureandi, mentre per i laureati saranno le facoltà stesse, coordinandosi fra loro, a selezionare i candidati.
Le offerte di lavoro o i posti di tirocinio disponibili saranno inviati direttamente alla Regione dalla Duale Hochschule, così come le informazioni sui profili professionali ric hiesti dalle aziende. La scuola metterà a disposizione di ciascuno dei giovani ingegneri un tutor sul posto, per aiutarli nella ricerca dell’alloggio e nella formazione linguistica.
”La concretizzazione di questo percorso - ha commentato l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini - è un fatto importante in un momento che ci deve vedere impegnati al massimo per sviluppare il nostro capitale umano per far tornare competitiva la nostra economia. Uno degli strumenti principali per la crescita di questo capitale è lo scambio di esperienze con altre regioni europee. Per questo abbiamo accordi bilaterali con molte regioni e stiamo cercando di allargare ancora il nostro raggio di azione. L’accordo con la regione tedesca del Baden Wuettemberg servirà anche ad avvicinare il mondo dell’Università a quello produttivo creando positive sinergie”.
Su questo punto si è soffermato anche il preside della facoltà fiorentina Alberto Tesi, sottolineando il fatto che, per la prima volta le tre Università intervengono con “approccio sinergico, facendo uno sforzo comune per offrire nuove opportunità ai loro laureati”.
Per realizzare un sistema regionale di mobilità aperto a lavoratori, studenti, apprendisti, neo laureati, ricercatori, imprenditori la Regione ha deciso di destinare a queste attività circa 27 milioni di euro di risorse FSE per gli anni dal 2007 al 2013. La Regione sostiene inoltre attività di alta formazione delle Università, con un finanziamento di 5 milioni di euro l’anno.

 


 

GEMELLAGGIO TRA LA POLIZIA DI TERAMO E MEMMINGEN:

DAGLI ABRUZZESI IL GRAZIE PER GLI AIUTI DOPO IL TERREMOTO 

MEMMINGEN\ aise\ - Una delegazione della Polizia di Stato di Teramo ha fatto visita nei giorni scorsi ai colleghi di Memmingen, in Germania, in occasione dell’annuale Festa. Guidati dal Sostituto Commissario Patrizia Corvaglia, gli aprutini hanno portato i saluti del Questore di Teramo e, insieme ai colleghi tedeschi, hanno visitato il campo di concentramento di Dachau e deposto una corona alla Memoria dei Caduti di tutte le guerre. Durante la visita è stato pure siglato il 14° gemellaggio tra i due corpi di Polizia, occasione, per gli abruzzesi, anche per ringraziare i colleghi dell’aiuto ricevuto all’indomani del terremoto del 6 aprile.
”Quest’anno – ha spiegato l’Ispettore Capo Giuseppe Calandrini, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Teramo – abbiamo consegnato un attestato di Compiacimento alla Polizia di Memmingen per il fattivo contributo dato in favore dei colleghi della Polizia di L’Aquila colpiti dal sisma. Ricordiamo che la nostra Associazione ha da subito indetto una raccolta fondi in favore dei poliziotti di L’Aquila, in servizio ed in quiescenza, che dal terremoto hanno avuto seri danni; fondi che il 22 novembre 2009, in occasione del pranzo sociale, verranno consegnati al Presidente A.N.P.S. di L’Aquila”. La cerimonia si svolgerà presso il Parco dei Piceni in Campovalano di Campli (Teramo).


Pizzeria Santa Lucia

 

 
Il 17 ottobre 2009 è stata presentata la prima dello spettacolo teatrale per bambini “Pizzeria Santa Lucia”. Il pezzo si rivolge a bambini a partire dai 4-5 anni.
Lucia Prestandrea, italiana di Stoccarda, autrice dello spettacolo, lavora da anni nel mondo del teatro inizialmente come interprete e successivamente anche come autrice. Con “Pizzeria Santa Lucia” si è realizzato un prodotto che aveva un obiettivo chiaro sin dall’inizio: sfruttare il bilinguismo e il biculturalismo in maniera simpatica e divertente.

Lo spettacolo si svolge al Kulturwerk, Ostendstraße 106 A 70188 Stuttgart.
Altre informazioni si trovano sul sito www.kulturwerk.de e i biglietti si possono prenotare al numero di telefono: 07 11/4 80 89 99.
Le date degli spettacoli sono: 18.10.2009 ore 12:00 - 21.10 2009 ore 10:00/14:30 (due spettacoli) - 12.11.2009 ore 10:00/18:00 (due spettacoli) - 19.11.2009 ore 10:00/17:00 (due spettacoli) - 08.12.2009 ore 10:00.


Fini alla ‘Fiera del Libro’ di Francoforte:

“Scommettere sul libro significa credere nell’Italia civile”

 

La 61.esima edizione della Buchmesse accoglie oltre settemila espositori provenienti da un centinaio di Paesi. Più di 401.000 titoli in mostra. Il presidente della Camera ha inaugurato ufficialmente il Padiglione Italia, alla presenza del ministro Bondi

 

Francoforte, 14 ott. - (Adnkronos) - Apre i battenti a Francoforte la 61esima edizione della Fiera del Libro, con la Cina ospite d’onore. Nel pomeriggio il vice presidente cinese Xi Jinping, sara’ al fianco della cancelliera tedesca Angela Merkel per il discorso di inaugurazione della Buchmesse. Alla Fiera del Libro di Francoforte saranno presenti oltre settemila espositori provenienti da un centinaio di Paesi di tutto il mondo con le ultime novita’ editoriali.

L’evento Fiera si svolge su uno spazio di 171.790 metri quadrati, con oltre 401mila titoli in mostra. Al piu’ importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti in programma nella citta’ tedesca da domani fino a domenica 18 ottobre, gli organizzatori attendono oltre 300mila visitatori (per informazioni il sito e’ http://www.buchmesse.de/de/).

A rappresentare il nostro Paese alla Buchmesse 2009 ci sara’ un numero crescente di editori. La Fiera attende, infatti, per questa edizione circa 350 editori italiani (lo scorso anno erano oltre 300). A inaugurare ufficialmente il Padiglione Italia è stato il presidente della Camera Gianfranco Fini alla presenza del ministro per i Beni e le Attivita’ culturali Sandro Bondi. “Scommettere sul libro significa credere nell’Italia civile”, ha detto Fini. Che spiega: “Abbiamo invitato gli editori a presentare i loro libri nel campo della saggistica politica con l’idea di favorire la piu’ ampia conoscenza possibile delle opere che parlano delle idee e dei problemi del nostro tempo, all’insegna del pluralismo e della ricchezza culturale”. Per il presidente Fini, quindi, “la diffusione della lettura, della cultura e della conoscenza può fornire un notevole contributo all’affermazione di una più solida etica del confronto e del dialogo. Ritengo che questa importante opera di educazione civile possa e debba trovare interessanti momenti di collaborazione tra le Istituzioni e il mondo dell’editoria

Presenti anche il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo, l’ambasciatore Michele Valensise, il console italiano a Francoforte Bernardo Carloni e i principali editori italiani. Alla Buchmesse l’Italia sara’ presente con ‘Punto Italia’, uno spazio espositivo di 276 metri, maggiore rispetto agli anni scorsi, collocato come da tradizione nel padiglione 5 (Halle 5.1 C902) e realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e dall’Istituto per il Commercio Estero (ICE).

In collaborazione con il ministero per lo Sviluppo Economico e il ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali. Per oggi è previsto anche un cocktail in onore di Umberto Eco, per festeggiare l’uscita di ‘Vertigine della lista’ (ed. Bompiani). Mentre domenica 18 ottobre lo scrittore e germanista italiano Claudio Magris ricevera’ il Premio della Pace dei librai tedeschi.

Nelle ultime settimane, ha suscitato non poche polemiche la presenza alla Buchmesse dell’ex Impero celeste in qualita’ di ospite d’onore, a venti anni dal massacro di Tiananme,. Gli organizzatori hanno lavorato per quindici anni per assicurare che la Cina fosse presente come ospite d’onore alla manifestazione. E il direttore della Fiera, Juergen Boos, ha piu’ volte sottolineato che la presenza cinese a Francoforte sara’ occasione per una discussione aperta sul tema dei diritti e della censura in Cina. Mentre la cancelliera tedesca ha promesso di affrontare la questione: “Chiariro’ nei mei colloqui che la liberta’ di opinione non e’ una minaccia ma una chance”, ha detto Angela Merkel. Alla Buchmesse sara’ presente anche il Premio Nobel per la Letteratura Gao Xingjian, che vive in esilio in Francia.

Nel Punto Italia verranno invece presentati ed esposti i 1.500 titoli di 55 editori italiani (5 in piu’ rispetto allo scorso anno). Seguira’ alle 11.30 l’incontro con la stampa nella Room Brillanz nella Halle 4.2 della Buchmesse: l’occasione sara’ utile per presentare cifre, tendenze e prospettive sullo stato dell’editoria in Italia. Dopo la cerimonia inaugurale verra’ presentato il Rapporto dell’Aie sulla nostra editoria. Dai primi dati emerge che e’ cresciuto l’export italiano (+1%), sono diminuite le traduzioni da lingua straniera (19% rispetto al 25% di titoli tradotti qualche anno fa) ed e’ aumentata la vendita dei diritti di edizioni di titoli italiani. La nostra editoria appare cosi’ maggiormente autonoma: dal 2001 a oggi e’ aumentato del 94%, raggiungendo i 3.490 titoli venduti, il numero di libri di cui gli editori italiani cedono i diritti di edizione.

Anche l’import, dal 2001 a oggi, fa segnare una crescita del 43% per un totale di 7.730 titoli. Tra il 2000 e il 2007 e’ cresciuta del 13.8% la domanda di libri religiosi ed e’ aumentata la produzione di questo tipo di titoli, circa quattromila nel 2008, in larga parte provenienti dal circuito dell’editoria cattolica, con un mercato che a prezzo di copertina vale 235 milioni di euro.


 

Perché lo fate, signori del governo?

di Mauro Montanari

Se c’è a questo mondo un giornale rispettoso dei motivi di tutti, questo è il Messaggero di S. Antonio. Se c’è un direttore mite e nel contempo autorevole; modesto, sì, ma che vanta un prestigio che non tutti hanno, questo è il direttore del Messaggero, pdr. Luciano Segafreddo.

Ora, quando padre Luciano esce con un corsivo, come quello che abbiamo letto nell’ultimo numero del suo giornale, “L’Italia non dimentichi l’altra Italia”, così chiaro, ma anche così appassionato, vuol dire che la misura è colma anche tra i miti. Citiamo: “Tagli a fondi e consolati e nessun progetto governativo per il rilancio. La sensazione è che, da parte delle istituzioni italiane ci sia un crescente disinteresse per i connazionali all’estero”.
Ancora: “Manca un indirizzo chiaro che esprima quanto il parlamento ed il governo italiano intendono attuare per riattivare i rapporti con i loro enti e le loro istituzioni operanti nel mondo”.
L’avessimo detto noi, che siamo notoriamente scapestrati, sarebbe state parole tra le altre. Dette da padre Luciano, queste parole fanno un certo effetto. Perché descrivono una verità tanto vera quanto disarmante. Non c’è un progetto. Si va a tentoni. Si taglia tanto per tagliare, perfino quando non c’è convenienza a farlo, né nell’immediato, né nel lungo periodo.
A Saarbrücken, il Ministerpräsident in una lettera al ministro Frattini offre locali per il consolato a spese del Land. Neppure una risposta, che avrebbe marcato, perlomeno, la buona educazione istituzionale. Norimberga è uno snodo centrale per i traffici in Europa. A conti fatti da esperti, chiudendo i due consolati i risparmi sarebbero rispettivamente di 60.000 e 165.000 euro all’anno, visto che il personale comunque rimarrebbe, anche se dislocato altrove.
Quelli sarebbero risparmi? Ma non prendiamoci per i fondelli, signori del governo. Allora la domanda è: perché lo fate? Volete fare un dispetto alle comunità italiane in Europa? Volete farci capire che non contiamo nulla? Che per voi siamo zero? I tagli si concentrano poi anche sulla diffusione della lingua e della cultura. Ma perché, signori del governo, il Paese esporta molto di più? Un Paese come il nostro, che vive di turismo e che può essere considerato il grande museo dell’arte mondiale, può veramente fare a meno della diffusione della lingua e della cultura? Crediamo di no!
Quello che sta succedendo non si spiega solo con i tagli alla spesa pubblica, senz’altro necessari in certi capitoli. Ma qui si va molto oltre, al di là della ragionevolezza. C’è qualcosa di autolesionista nella politica del governo. Sembrerebbe quasi una malattia. Anche i molti che all’estero, in particolare in Germania, hanno sostenuto questa maggioranza, cominciano a farsi delle domande.
Certo, gran parte della politica per gli italiani all’estero è fatta dall’Amministrazione, non dal personale proprio della politica. Tuttavia, un qualche foglio da firmare sul tavolo del sottosegretario Mantica arriverà pure di tanto in tanto. Ma allora perché lo firma? Perché nessuno si fa vivo per spiegare cosa succede?

(Dal Corriere d'Italia)


 

Chiusura del Consolato: autunno caldo a Saarbrücken

 

 Si annuncia un autunno caldo nel Saarland dove un’ondata d’indignazione ha colpito gli italiani e gli amanti dell’Italia residenti in quello che è definito “il più italiano dei Bundesländer”. Il 29 settembre, il maggiore quotidiano della regione ha annunciato la definitiva chiusura del nostro consolato a Saarbrücken.
A nulla sono valsi gli appelli del Capo del governo regionale Peter Müller; a nulla sono valse le statistiche che dimostrano l’alta densità dei rapporti economici e culturali tra questo Land e l’Italia; a nulla è valsa la dimostrazione che oltre 23.000 italiani hanno realmente bisogno dei servizi consolari. La risposta del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini: Niet! Oppure, come si dice a Napoli, “manco p’ a capa!”.
Ora la gente comincia veramente a realizzare che tra qualche mese per richiedere una carta d’identità o un passaporto, per richiedere il rilascio di una delega o un certificato di stato libero dovrà sciropparsi 400 Km di strada, 200 andata ed altrettanti di ritorno. Non parliamo poi dell’assistenza in questo Bundesland dove la disoccupazione italiana sfiora il 20%, dove la presenza italiana nelle 5 carceri della regione è più che consistente e dove la popolazione invecchia inesorabilmente. La gente ha quindi realizzato e reagisce.
Domenica 11 ottobre il Comites del Saarland ha riunito attorno ad un tavolo i rappresentanti delle associazioni, dei sindacati e degli enti per coordinare una serie di azioni in quello che sarà un autunno caldo nella tranquilla Saarbrücken. La prima settimana di novembre vari Stand sparsi nella regione informeranno i cittadini sull’irrazionalità di questa decisione presa a tavolino in una Roma più lontana che mai. Tutti dovranno sapere che il Consolato è reduce di un costoso trasloco ultimato poco tempo fa, nel mese di marzo del 2007!
Tutti dovranno rendersi conto delle inevitabili spese che dovrà sostenere il Consolato Generale a Francoforte per accogliere l’archivio di una smantellata sede di Saarbrücken e tutti dovranno venire a conoscenza dell’incomprensibile rifiuto rivolto all’offerta del Ministro Presidente e Presidente di turno del Bundesrat Peter Müller di accogliere gratuitamente la struttura consolare in locali di prestigio della cancelleria di Stato di Saarbrücken.
Tutti saranno informati ed invitati al corteo del 14 novembre affinché l’opinione pubblica si renda conto che nel Saarland vive una collettività tranquilla, laboriosa e che non ha le peculiarità del gregge, facendo sentire la propria voce per difendere i propri legittimi interessi.


 

ANCHE A SAARBRÜCKEN NASCE IL COMITATO DI COORDINAMENTO CONTRO LA CHIUSURA DEL CONSOLATO  

Lo scorso 7 ottobre si è costituito a Saarbrücken, nella sede del Comites locale, un comitato di coordinamento a sostegno delle iniziative da intraprendere per scongiurare la paventata chiusura del Consolato.
Il Comites, in cooperazione con il comitato di coordinamento - cui hanno dato la loro adesione diverse associazioni e privati cittadini – ha deciso di intraprendere una serie di iniziative. Il prossimo 7 novembre, infatti, nei vari capoluoghi di provincia del Saarland, verranno allestiti appositi stand per la raccolta di firme contro la decisione ministeriale di chiudere il Consolato. Quindi, sabato 14, a partire dalle 11.00, avrà luogo un corteo che partirà dal Rathaus di Saarbrücken, si snoderà nelle vie principali della città per poi tornare, dopo una breve sosta sotto gli uffici della sede consolare, al Rathaus.
"La collettività italiana del Saarland – sottolineano oggi dal Comites – vuole mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a concordare con l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze di risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani all’estero. La maggioranza della collettività – comunicano dal Saarbrucken – potrebbe accettare una trasformazione del Consolato in agenzia consolare, ma non l’ipotesi di uno sportello o un Consolato onorario. Queste due ultime possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei servizi, né la continuità, né la rappresentatività ed i fondamentali diritti civili".


 

Un progetto per l'integrazione riuscito

 

Il progetto „Squadra di strada“, avviato due anni or sono dal Comites di Hannover in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con la società sportiva GS 74  è diventato una realtà calcistica e nello stesso tempo un modello di come integrare i giovani italiani nella realtà in cui vivono. Nella squadra, oltre alla stragrande maggioranza di ragazzi italiani, ci sono anche un Greco, un Portoghese ed alcuni tedeschi. Durante la settimana s’ incontrano alla guida dell’allenatore Rosario Frattallone per gli allenamenti. Hanno un campo sportivo nella zona di Limmer str., giocano nella terza categoria ed in classifica hanno nove punti. Ogni domenica pomeriggio alle tre, molti italiani si danno ormai appuntamento al campo sportivo e seguono la squadra con passione. La incitano, soffrono e gioiscono con loro. Alcune volte si sono organizzate addirittura grigliate con i tifosi della squadra avversaria. Il Comites continua a seguire attraverso il Presidente ma soprattutto attraverso Claudio Provenzano le attività della nuova squadra. Nei mesi scorsi si è  costituita una società sportiva regolarmente registrata presso il notaio che porta il nome "Figli d'Italia.".

Tantissima è la soddisfazione dei due rappresentanti del Comites che  fino ad oggi non hanno perso una partita e fanno parte della società sportiva. Hanno visto crescere questo gruppo ed hanno affiancato il vero cuore della squadra ovvero Rosario Frattallone. Tantissimi sono i ragazzini che ad Hannover sognano di correre con i colori italiani.  Sabato 11 ottobre nei paraggi del municipio della città sono state consegnate le nuove magliette ai giocatori che portano con orgoglio sul petto sia il logo della squadra che quello del Comites. Molti sono convinti che questa è la base di una realtà che lascerà parlare positivamente della comunità italiana nel futuro. I giocatori oltre ad essere affiatati seguono naturalmente le attività del comites che li coinvolge soprattutto negli eventi che riguardano la loro età ed i loro interessi.

Scherzando il Presidente del Comites scigliano ha fatto notare che ad Hannover in futuro non ci saranno bisogno di quote imposte dall’alto per inserire i giovani nel comitato.Questo è il metro con cui molti politici dovrebbero misurarsi. Chi semina raccoglie i frutti se l’intenzione di chi ha seminato è stata quella di vivere insieme agli altri socializzando capitali e conoscenze per il bene della collettività in cui si è scelto di vivere. Fare gruppo non è un’ imposizione ma una scelta.

Vivere insieme significa anche crescere insieme e dividere gioie e dolori. Nello sport questo è il primo principio. Non si aggrega nessuno solo con la demagogia e nessuno segue gli stregoni che per mestiere difendono le loro parrocchie.

Il prossimo convegno regionale che il Comites di Hannover sta organizzando per i giovani della Bassa Sassonia (si terrà giorno 19 dicembre dalle ore 14,00 alle ore 18,00 nel palazzo dei congressi di Hannover)  lo sta organizzando il giovane Claudio Provenzano appoggiandosi naturalmente al gruppo che già è in movimento per far finire il tutto in una grande festa. La prima festa dei giovani italiani della Regione.

Alla festa naturalmente non mancheranno i giovani di altre nazionalità e soprattutto i loro coetanei tedeschi.


LA PROGRAMMAZIONE DEL COMITES DI HANNOVER AL CENTRO DELL’INCONTRO TRA IL PRESIDENTE SCIGLIANO E L’INCARICATA PER L’INTEGRAZIONE DEHIMI 

HANNOVER\ aise\ - Si è tenuto lo scorso 10 ottobre l’incontro tra il presidente del Comites di Hannover Giuseppe Scigliano e l’incaricata per l’integrazione della Regione Bassa Sassonia, Honey Deihimi. La riunione, tenutasi nella sede del Ministero della regione, è stata voluta dal presidente Scigliano per stabilire una collaborazione riguardante il vasto programma che il Comites di Hannover intende realizzare nei prossimi mesi.
L’incontro è durato circa due ore e tantissimi sono stati gli aiuti che la responsabile per l’integrazione ha offerto al presidente del Comites. Non per ultimo, la possibilità di mediare, presso alcuni ministri regionali, per la realizzazione di due convegni che si terranno a dicembre, uno sulla salute e l’altro per i giovani.
Molte le offerte reciproche e gli spunti emersi durante l’incontro, specialmente in merito alla campagna sulla doppia cittadinanza che il Comites intende avviare, nonché sulle attività rivolte all’integrazione.
Tra le altre iniziative in programma, da segnalare il Convegno sulla Salute che si terrà il prossimo 18 dicembre nel Palazzo dei Congressi di Hannover, una mostra fotografica sugli anni cinquanta nella sede del Consolato Generale e la seconda edizione del premio Comites.
In fase di realizzazione ci sono poi varie iniziative per sensibilizzare alla doppia cittadinanza, una ricerca sulla situazione degli anziani, una tavola rotonda sulla prevenzione della criminalità, tre manifestazioni culturali per gli italiani e delle iniziative rivolte all’integrazione in loco.
Quanto all’informazione, verranno realizzati 2 numeri del Bollettino e una ricerca, condotta insieme ad altri quattro Comites della Germania, per stabilire il grado di partecipazione alla vita sociale e culturale del posto nonché il loro grado di integrazione.


Inaugurato a Waiblingen il patronato EPAS

 

È stata inaugurata il 19 settembre scorso a Waiblingen, nei pressi di Stoccarda la nuovissima sede del patronato Epas Fna (Obere Sackgasse 6, di fronte Parkhaus Markgarage).

"Il patronato Epas - afferma la nuova direttrice, Anna Mastrogiacomo - vanta 311 uffici in Italia e 4 all’estero. Con l’apertura della nostra sede in Germania vogliamo offrire ai nostri connnazionali un servizio ancora più efficiente e concreto”.

Il nuovo patronato si occuperà di pensioni in Italia e Germania, ricostruzioni contributive, estratti contributivi, accreditamento contributi figurativi, assegni familiari, ricorsi indebiti pensionistici, rendite da infortuni, assistenza per ricorsi amministrativi e giudiziari, compilazione moduli pensionistici.


 

Albanese risponde a Razzi sul Consolato onorario a Norimberga

Il Presidente del CTIM Germania ha inviato una lettera all’On. Razzi, prendendo posizione in merito alle opinioni da lui espresse nel suo comunicato stampa.

 

Egregio On. Razzi,

poichè sono stato chiamato in causa in Suo recente comunicato, non posso fare a meno di chiarire la posizione mia e del CTIM-Franconia sulla programmata chiusura del Consolato d’Italia in Norimberga.
Le rammento qui che non sono l’unico a reagire in maniera negativa alla Sua proposta di un Consolato Onorario: della stessa mia opinione sono il locale Comites, le Associazioni, gli Enti e i componenti del “Coordinamento per il mantenimento del Consolato”.

Ma veniamo al punto. Quando Lei mi consiglia di leggermi attentamente la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, constato che non vi è nessun nesso logico con la Sua proposta, in quanto detta Convenzione, al capitolo riguardante l’<Ordinamento applicabile ai funzionari consolari onorari> parla solo di agevolazioni, privilegi, immunità, esenzioni varie che spettano anche ai consoli onorari.
 
Quando poi Lei afferma che un Consolato onorario erogherebbe (cito il Suo comunicato) “gli stessi servizi di quelli ordinari, con l’unica differenza che i costi del funzionamento della Sede consolare non sono a carico dello Stato ma del Console onorario”, ho l’impressione che la Sua proposta in merito sia alquanto superficiale. Questo per una serie di fattori:  1. entità della comunità in loco;  2. costi del personale necessario;  3. costi fitto e funzionamento degli uffici;  4. costi per iniziative in campo commerciale e culturale;  5. costi di rappresentanza, da non trascurare.
 
In base a ciò, non oso quantificare la forza finanziaria necessaria per sopperire a tutte le spese che un eventuale Console onorario a Norimberga dovrebbe assumersi, in cambio di qualche privilegio. Sarà forse poco esoso essere Console onorario nelle Bahamas o in Islanda, ma non nella capitale delle tre Franconie! Qui vi sono oltre 28.000 Italiani da seguire, con tutte le loro esigenze e problematiche, come la scuola dei nostri figli, come l’elevato numero di disoccupati ed emarginati, di carcerati, ecc. ...
 
Gentile On. Razzi, mi chiedo e Le chiedo: ma perché questa Sua proposta “toccasana” contro lo smantellamento della rete consolare deve valere solo per Norimberga? Forse perché qui si vuole zittire una comunità viva e forte, che lotta compatta per il mantenimento dei propri sacrosanti diritti?
 
Ribadisco che uno Stato come l’Italia ha bisogno di continuità nella sua Rappresentanza all’estero; essa non può essere delegata, soprattutto in Germania, a un privato o imprenditore e soggetta pertanto alle fortune economiche di questi. Esempio eclatante: il Consolato onorario della Grecia, che proprio recentemente a Norimberga ha dovuto chiudere per fallimento finanziario del suo Reggente.
 
Sicuro di avere espresso l’idea e la volontà della stragrande maggioranza della nostra comunità qui residente, La invito nuovamente a fare Sue le nostre rivendicazioni ed appoggiare la richiesta di lasciare a Norimberga almeno un’Agenzia consolare, escludendo l’ipotesi di un Consolato onorario o Sportello.
 
Lucio Albanese
Componente Comites

Coordinatore CTIM Franconia

Presidente CTIM Germania


 

Min.Pres.Seehofer

Il Ministro Presidente della Baviera Seehofer scrive a Frattini per il mantenimento della Sede consolare a Norimberga

Il CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) della Franconia, dopo aver interessato il Deputato regionale Jürgen W. Heike e il Ministro bavarese dell'Ambiente e Salute Markus Söder (ambedue CSU), apprende con grande soddisfazione dallo stesso Deputato dell'intervento del Ministro Presidente della Baviera, Horst Seehofer.

 

In una lettera (clicca qui per vedere originale) al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, il Ministro Presidente si esprime contro la chiusura del Consolato di Norimberga, sottolineando l'importanza degli ottimi rapporti esistenti tra la Baviera e l'Italia; questo, grazie anche al supporto dei Consolati di Monaco e Norimberga. Esprimendo la sua preoccupazione per la possibile chiusura del Consolato di Norimberga, fa appello al Ministro degli Affari Esteri italiano affinché si possa, anche per il futuro, contare su questa Rappresentanza della Repubblica Italiana nel Nord della Baviera.


Il CTIM-Franconia nota - dopo i molteplici interventi del Sindaco e dell'intero Consiglio comunale di Norimberga, dei diversi Deputati regionali, di Sottosegretari e Ministri bavaresi e, ora, del Ministro Presidente Seehöfer - che questa decisione "di ristrutturare " la rete diplomatica italiana all'estero eliminando importanti sedi consolari, viene vista anche dai politici locali in modo sfavorevole e preoccupante.  

 

J.Heike

Il CTIM-Franconia, condividendo questa preoccupazione, rivolge, anche a nome del locale Comites, del Comitato per il mantenimento del Consolato e, soprattutto, dei tanti connazionali (oltre 28.000) che vivono nella circoscrizione consolare di Norimberga, un chiaro e forte appello ai responsabili del Governo, affinché avvenga una seria, interessata e pacata riflessione su questa cosiddetta "ristrutturazione", in modo da poter trovare una via d'uscita, o un compromesso, che salvaguardi gli interessi di tutti.

 

Soprattutto, come da noi già da tempo proposto, si chiede di valutare seriamente le possibilità di risparmio esistenti sui diversi capitoli di spesa, quali, ad es., i costi della locazione e del personale di ruolo. Le alternative ci sono; ciò che occorre, ora, è la volontà politica dei nostri governanti.

 

La volontà, dati alla mano, di confrontare i singoli costi per permettere allo Stato un reale risparmio senza danneggiare l'immagine dell'Italia e del Made in Italy - e senza sminuire il diritto della nostra comunità ai servizi amministrativi del proprio Paese di appartenenza.

M. Söder

 

Noi del CTIM, del Comitato per il mantenimento del Consolato, del Comites, le Associazioni e gli Enti tutti qui operanti e, ora, anche il Ministro-Presidente bavarese Seehofer, ci aspettiamo che queste possibilità e proposte vengano prese seriamente in considerazione, e non ignorate o frettolosamente liquidate.

 

La chiusura del Consolato di Norimberga significherebbe la perdita di un importante punto di riferimento non solo per la nostra numerosa comunità e per le Istituzioni locali, ma anche per le aziende italiane e tedesche che hanno, o desiderano, rapporti con l'Italia.

 

In considerazione del fatto che lo Stato Libero di Baviera (che è il maggior Land tedesco e gode come regione una particolarità istituzionale e una legislazione autonoma) vede nell'Italia il primo partner per gli scambi economici, ci auspichiamo che, nell'interesse di tutti e contrariamente a quanto avvenuto con il Presidente del Saarland Peter Müller, venga data ora un'urgente risposta al Ministro Presidente Seehofer - e a noi.


Lucio Albanese

Presidente CTIM-Germania
Coordinatore CTIM-Franconia

Consigliere Com.It.Es. Norimberga
 


Il Comites di Monaco di Baviera solidale con i connazionali contro la chiusura del Consolato di Norimberga

 

“Tale decisione graverebbe sui nostri connazionali della Franconia, costretti a numerose ore di viaggio per collegarsi con la capitale bavarese”

 

Di fronte alle recenti notizie secondo le quali la Direzione Generale per le Risorse Umane del Ministero degli Affari Esteri avrebbe annunciato la chiusura del Consolato di Norimberga entro il 1 giugno 2010 e l’assegnazione dell’area di sua competenza al Consolato Generale di Monaco di Baviera, il Comites di Monaco di Baviera (pur in considerazione della necessità di una  ristrutturazione della attuale rete diplomatico-consolare che aggiorni la presenza internazionale dell’Italia) segnala:

 

·          quanto pesantemente tale decisione graverebbe sui nostri connazionali della Franconia, costretti a numerose ore di viaggio per collegarsi con la capitale bavarese;

·          l’inadeguatezza delle strutture fisiche del Consolato Generale di Monaco di Baviera, già oggi non a norma secondo la legge sulla sicurezza e l’igiene dei luoghi di lavoro e bisognose di una ristrutturazione architettonica per accogliere uffici più grandi, sale di attesa adeguate ed archivi in grado di assorbire la documentazione relativa ai circa 38.000 connazionali oggi residenti nella circoscrizione di Norimberga;

·          l’inadeguatezza della struttura organica del Consolato Generale di Monaco di Baviera che - a fusione avvenuta - risulterà fortemente ridotta rispetto alla somme dell’attuale personale di Monaco e Norimberga, fortemente ridottisi negli ultimi mesi ed in via di ulteriore contrazione. Ciò finirà per penalizzare i cittadini italiani in termini di qualità e celerità dei servizi erogati ed in termini di presenza esterna presso le realtà associative della nostra comunità e verso le autorità bavaresi e cittadine.

 

Il Comites di Monaco di Baviera esprime la propria solidarietà ai connazionali della Circoscrizione Consolare di Norimberga impegnati in questa delicata, ma importante vertenza a difesa dei propri diritti di piena cittadinanza ed invita il Ministero a rivedere una decisione che - così concepita e gestita - rischia di avere un forte impatto sulla qualità del servizio per tutti gli italiani residenti in Baviera.

Nota:
A quanto espresso dalla mozione, aggiungo la solidarietà al personale del Consolato, le cui già difficili condizioni condizioni di lavoro rischiano di essere rese ancora più precarie dalla paventata decisione.

 

Claudio Cumani, Presidente del Comites


L’amministrazione pubblica italiana e la promozione dell’Italia, un binomio impossibile?

Quale membro del Gruppo di Coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga mi sto documentando attualmente su diversi aspetti collegati ad un’eventuale chiusura del Consolato e, innanzitutto, sulla questione  dell’importanza della fiera di Norimberga per gli operatori commerciali italiani.

Constato, per prima cosa, che il 23 luglio 2009 è stato presentato il rapporto ICE per il 2008 che vede una crescita del solo 0,3 % nelle esportazioni, ma conferma il primo posto della Germania nella graduatoria di destinazione delle nostre esportazioni.

Non posso fare poi a meno di citare un modo di dire norimberghese diffusosi nel 19° secolo "Le merci di Norimberga arrivano ovunque” che sottolinea, in modo molto significativo, non solo l’importanza delle merci ivi prodotte, bensì anche quella della posizione geografica della città francone nel cuore dell’Europa del tempo.  Tale posizione di privilegio è stata riconquistata dalla Franconia nel corso degli ultimi venti anni, in seguito alla caduta dei regimi totalitaristici dell’Europa dell’est ed all’allargamento dei confini dell’Unione Europea, e ne fa una zona di rilievo strategico quasi ineguagliabile dal punto di vista commerciale.

La fiera di Norimberga è tra le prime 20 al mondo e tra le prime 10 in Europa. Le manifestazioni della fiera di Norimberga comprendono al Centro Fiere di Norimberga 100 fiere specializzate a livello internazionale e congressi  internazionali. Ogni anno partecipano alle manifestazioni del Centro Fiere 27.000 espositori (di cui 37% provenienti dall’estero), 895.000 visitatori specializzati (di cui 20% provenienti dall’estero) e 365.000 partecipanti alle manifestazioni a latere del Centro Fiere e di organizzazioni private. La Fiera di Norimberga ha fondato società affiliate in numerosi paese tra cui la Cina, gli USA ed il Brasile e conta 50 rappresentanze estere attive in 73 nazioni. Con più di 1.300 espositori e 12.000 visitatori l’Italia rappresenta la più grande rappresentanza estera in senso numerico ma anche qualitativo.

Tra le Ferie di importanza decisiva per le aziende italiane mi permetto di citare la Biofach (Salone dei Prodotti biologici) che ha luogo tradizionalmente nel mese di febbraio ed è la manifestazione fieristica maggiore del settore a livello mondiale. Essa conta 2.700 espositori (ci cui 2/3 provenienti dall’estero) e 46.000 operatori specializzati provenienti da 130 nazioni. L’Italia costituisce il gruppo maggiore degli espositori, dopo la Germania stessa, ed occupa con le sue aziende e spazi espositivi regionali gran parte dei padiglioni. Le aziende italiane partecipanti sono spesso di piccole dimensioni e a conduzione familiare e necessitano pertanto  di un sostegno in loco, affinché la loro partecipazione abbia una risonanza ed un ritorno adeguati.

Simili risvolti e problematiche sono legate anche a numerose altre manifestazioni fieristiche della città francone. Importante è anche il ruolo del Consolato per la realizzazione di manifestazioni a livello cittadino dirette ai consumatori. Faccio presente, per finire, che Norimberga è stata una delle prime città tedesche ad aderire al progetto Città del Bio e che, con il diretto coinvolgimento del Consolato, sono in corso trattative sempre più proficue e valide tra il capoluogo francone e la rinomata associazione italiana con sede in Piemonte.  Per l’Italia, quale primo produttore a livello europeo di prodotti biologici, il mercato tedesco è un mercato fondamentale che deve essere curato ed ampliato.

Grottesca e quasi kafkiana mi sembra, in questa situazione obiettiva, la decisione di abbandonare quello che si potrebbe definire un avamposto della nostra presenza commerciale in Franconia, chiudendo il Consolato e privandosi delle strutture operative createsi nel corso di decenni di collaborazioni con le autorità locali.  Mi permetto di chiudere questa mia riflessione con una frase di Alessandro Manzoni  “E' men male l'agitarsi nel dubbio, che il riposar nell'errore.” per spronare i nostri politici e i dirigenti del Ministero degli Affari Esteri ad una revisione attenta del piano di ristrutturazione della rete consolare italiana.

Romeo Catanese, Coordinatore del Gruppo per il mantenimento del Consolato di Norimberga e Dirigente CTIM


 

 

Informativa della DGRO  sulla razionalizzazione della rete consolare

 

 

Oggi, 21 settembre 2009, ha avuto luogo un’informativa promossa dalla Direzione Generale per le Risorse Umane in merito alla ristrutturazione della rete estera.

 

Il Funzionario addetto ha reso noto che l’estate ha portato una fase di riflessione, anche a seguito delle pressioni giunte da più parti ed ha confermato l’intenzione dell’Amministrazione di non compiere passi affrettati in materia. Di conseguenza non è stata tuttora formulata  una comunicazione in tal senso al MEF, il Ministro si è limitato a fornire risposte agli interlocutori/politici  stranieri che erano intervenuti per scongiurare la chiusura di talune sedi. Nelle risposte il Ministro ha fatto presente  che in effetti vi è un momento di riflessione in atto, ma che non si esclude l’obbligo di riorganizzare una rete consolare vetusta.

 

L’attività di razionalizzazione verrà pertanto suddivisa in due parti; la prima parte riguarderà le sedi che presentano problemi a carattere logistico e che richiedono una più approfondita riflessione per l’individuazione delle  alternative alle soluzioni proposte.

 

Per le restanti sedi l’Amministrazione ha reso noto di aver coinvolto il Consiglio di Amministrazione, che ha espresso parere favorevole – ma non deliberato -  in ordine alle seguenti strutture:

 

-   declassamento a Consolato di Basilea e Karachi dall’1.12.2009;

-   accorpamento a decorrere dall’1.6.2010 del Consolato Generale di Bruxelles e dell’Agenzia d’Italia di Genk all’ Ambasciata di Bruxelles,  del Consolato di Mulhouse al Consolato Generale  di Metz, del Consolato di  Saarbruecken al Consolato Generale di Francoforte, dell’Agenzia Consolare di  Coira al Consolato di  San Gallo, del Consolato di Norimberga al Consolato Generale di Monaco di Baviera.

 

L’Amministrazione ha pregato le OOSS di non riporre eccessive aspettative nello sportello consolare (che peraltro, secondo quanto riferito,  potrebbe costituire un’alternativa per la sola località di Mulhouse) . Questo genere di  struttura consolare – secondo l’opinione della DGRO - non sarebbe infatti in grado di fornire soluzioni adeguate, specie se si considerano  le situazioni di talune sedi quali  Saarbruecken e Norimberga, con particolare riferimento  ai costi e alla presenza di connazionali .  Per queste due città, a seguito del trasferimento delle strutture consolari/archivi a Francoforte e a Monaco di Baviera,  la DGRO potrebbe  istituire due Consolati onorari.

 

La Confsal Unsa Esteri ha richiesto con veemenza e ripetutamente un ripensamento da parte dell’Amministrazione in merito alle soluzioni proposte, dimostrando -  cifre alla mano - che i risparmi verrebbero raggiunti  anche mediante il declassamento delle sedi coinvolte. Questo genere di  struttura organizzativa permetterebbe di fatto di continuare a garantire i servizi all’utenza e il mantenimento in servizio in loco del personale.

 

La Confsal Unsa Esteri ha inoltre evidenziato i problemi logistici derivanti dall’assorbimento delle strutture d’archivio che insorgerebbero nelle sedi riceventi. Secondo i dati in possesso talune delle strutture riceventi non sarebbero assolutamente in grado di integrare nei propri archivi, ovvero nei propri uffici,  sia la quantità  non indifferente di fascicoli sia il nuovo organico proveniente dalle sedi in chiusura.

 

La Confsal Unsa Esteri proseguirà pertanto la propria battaglia in ogni sede istituzionale e mediatica per raggiungere soluzioni condivise che, pur consentendo un risparmio, tengano altresì conto delle esigenze in loco della nostra collettività, nonché della necessità di tutela del personale coinvolto.

 

Roma, 21.09.2009

 

CONFSAL UNSA – Coordinamento Germania


NORIMBERGA NON SI ARRENDE:

IL CONSOLATO DEVE RIMANERE!

Dopo la riuscita manifestazione di protesta a Norimberga del 19.09.2009 contro la chiusura del Consolato d’Italia in Norimberga, ritengo di potermi permettere un momento di riflessione che desidero condividere con la collettività italiana all’estero, con i rappresentanti per la circoscrizione estera nel Parlamento della Repubblica ed anche con la stampa. Prima di cominciare, non posso fare a meno di rivolgere un commosso omaggio ai soldati italiani vittime dell’attentato a Kabul, ai quali è andato anche il pensiero di tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato.

La straordinaria reazione delle associazioni e degli italiani della Franconia che, dopo l’annuncio ufficiale del Sottosegretario Mantica di chiusura del Consolato di Norimberga a breve o medio termine, hanno trovato, in brevissimo tempo, una coesione straordinaria e stanno combattendo, in maniera compatta e decisa, per il mantenimento dell’unica istituzione ufficiale italiana nel nord della Baviera e contro una decisione palesemente ingiusta e superficiale.

Da sottolineare è inoltre - a mio modesto avviso – la maturità mostrata dalle organizzazioni italiane sul territorio (Com.It.Es., associazioni tutte, enti) e dai singoli cittadini che, da subito, si sono resi conto dei motivi della decisione, ne hanno capito la ragione ed hanno avanzato proposte alternative ad una chiusura. Proposte avanzate a tutti I livelli ed interlocutori che non hanno, fino ad oggi, suscitato alcuna reazione ufficiale.

Le uniche certezze sono le seguenti:

che il Consolato di Norimberga era ed è tra i Consolati che, secondo il piano del Sottosegretario Mantica, dovevano essere chiusi;

che il Consolato di Norimberga doveva essere chiuso già nell’autunno 2009;

che la Commissione Esteri ha approvato nel mese di luglio 2009 all’unanimità la risoluzione degli onorevoli Narducci-Di Biagio di rivedere le modalità di razionalizzazione della rete consolare all’estero;

che il Sottosegretario Mantica, accogliendo la proposta Narducci-Di Biagio ha rimandato le chiusure ed ufficialmente confermato che, entro il 31. dicembre 2009, non avverranno chiusura, ma solo declassamenti.

Quest’ultima affermazione non ci conforta per nulla. Se il Consolato di Norimberga dovesse essere chiuso il 1 di gennaio 2010, il Sottosegretario Mantica potrebbe comunque affermare , senza mentire, di avere mantenuto la parola. Attendiamo, di conseguenza, il più presto possibile , dal Governo italiano e dal Ministero degli Affari Esteri, decisioni ufficiali e definitive di accoglimento delle richieste della collettività italiana all’estero e di revisione del piano di chiusure con il mantenimento del Consolato di Norimberga.

La collettività italiana di Norimberga vuole mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a concordare con l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze di risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani all’estero.

La maggioranza della collettività potrebbe accettare una trasformazione del Consolato in agenzia consolare, ma non l’ipotesi di uno sportello o un Consolato onorario. Queste due ultime possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei servizi, né la continuità, né la rappresentatività ed I diritti democratici. Chiediamo il mantenimento in servizio a Norimberga del personale locale già in servizio e di una ristretta cerchia di personale di ruolo. Ed ecco che i risparmi sarebbero consistenti e reali, Onorevole Mantica!

La seconda parte della mia riflessione riguarda le dimostrazioni di solidarietà e simpatia giunte al Comitato di coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga, che tanto ha fatto in questi mesi, ed al Com.It.Es. da rappresentanti di Enti, istituzioni, persone private, personalità della vita economica e politica della Franconia e della Baviera.

Allego una breve sintesi di queste comunicazioni e ci tengo a sottolineare che tali reazioni sono una dimostrazione dell’importanza della presenza italiana in Franconia e del suo ottimo inserimento nella società locale. Gli italiani in Franconia sono, in primo luogo, italiani, ma anche cittadini della Franconia, cittadini europei riconosciuti a pieno dalla società locale e qui altamente apprezzati. Il mio appello è che L’Italia non rinunci a tale prezioso patrimonio e costringa una parte molto grande di loro a voltare le spalle alla patria.

Mi permetto di citare alcuni importanti paladini del mantenimento del Consolato a Norimberga e, nello stesso tempo, di ringraziarli nuovamente: il gruppo consiliare della CSU e della SPD presso il Consiglio Comunale di Norimberga, il Deputato Regionale Jürgen W. Heike, il Ministro Bavarese per gli Affari Europei Onorevole Emilia Müller, il deputato Regionale nel Parlamento Bavarese Onorevole Markus Söder, il Sottosegretario Federale agli Esteri Onorevole Günter Gloser, il Sottosegretario per gli Affari Ecomonici Signora Dagmar Wöhrl che ci ha concesso l’onore di partecipare alla dimostrazione del 19 settembre. Un importante apporto alla manifestazione del 19 settembre è stato fornito dal punto di vista organizzativo, così come dei contenuti, dal DGB (Federazione dei Sindacati Tedeschi) rappresentata dal Segretario Regionale Stephan Doll.

Non da ultimo desidero ricordare, in tale contesto, il Sindaco di Norimberga Dr. Ulrich Maly, un grande conoscitore dell’Italia, della sua cultura e della sua lingua, che, quale rappresentante del Comune di Norimberga, ma anche dell’omonima Regione Europea Metropolitana. Egli, anche quale Commendatore della Repubblica, ha scritto, già all’inizio di giugno, al Ministro Frattini (lettera rimasta fino ad oggi senza risposta) ed all’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Sua Eccellenza Valensise, esponendo le ragioni per il mantenimento del Consolato.

Per finire ribadisco che tutti noi, gli italiani della Franconia, non ci arrenderemo e continueremo a realizzare tutte le iniziative del caso e chiedo, per l’ennesima volta, un confronto serio, democratico e diretto con l’amministrazione italiana. Segue la lista, non esaustiva, dei documenti di solidarietà, dei servizi stampa e delle espressioni di solidarietà sulla chiusura del Consolato di Norimberga.

Lucio Albanese (nella foto)

Presidente C.T.I.M. Germania e Membro Com.It.Es. di Norimberga

 INDICE DOCUMENTI CONTRO LA CHIUSURA

1. RASSEGNA STAMPA

 

1. 17/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Roma chiude il Consolato?

2. 18/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Sindaco e CSU contro la chiusura.

3. 20/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG - INTERVISTA SU VIDEO AL SIGNOR STEFANO PALOMBO  (http://www.nz-online.de/artikel.asp?art=1037476&kat=317)

4. 04/07/2009 – NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani vogliono salvare il Consolato.

5. 06/07/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG E NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani dimostrano contro la chiusura del Consolato.

6. 10/07/2009 – NEUE PRESSE COBURG – articolo su dimostrazione

7. 14/07/2009 – CSU, COMUNICATO STAMPA – Contro la chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

8. 22/07/2009 – RADIO BAVARESE TERZO PROGRAMMA – Lotta per il Consolato d´Italia.

9. 26/07/2009 – SONNTAGSBLITZ – Il Consolato chiude?

10. 08/08/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – SI può evitare la chiusura?

11. 13/08/2009 – MAIN ECHO – Per ogni passaporto a Monaco?

 

2. DOCUMENTAZIONE COM.IT.ES

 

1. 28/06/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa

2. 05/07/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa

3. 22/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera aperta

4. 31/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera Ministro Frattini

 

3. LETTERE ISTITUZIONALI ED ALTRI

 

1. 30/06/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Decisione del Consiglio degli starnieri sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

2. 02/07/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Presa di posizione del Consiglio degli Stranieri “Ausländerbeirat” sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

3. 16/07/2009 – COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI ALL´ESTERO – Comunicato Stampa

4. 16/07/2009 – INSTITUT FÜR ROMANISTIK DER UNIVERSITÄT ERLANGEN-NÜRNBERG – Oggetto: Chiusura del Consolato

5. 18/07/2009 – MAIL DELL’EX SINDACO DI NORIMBERGA CAVALIERE DR: PETER SCHÖNLEIN

6. 22/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa

7. 25/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa

8. 28/07/2009 – INAS-CISL – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini

9. 29/07/2009 – DIETER NESTEL Avvocato – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini

10. 28/07/2009 - ITALWERBUNG

11. 28/07/2009 - UNIVERSITA’ DI ERLANGEN

12. 07/08/2009 – RISTORANTE BARDOLINO- Lettera all’Ambasciatore

13. 10/08/2009 – IHK NÜRNBERG- Lettera al Consolato

14. 10/08/2009 – GEWERKSCHAFT NAHRUNG GENUSS UND GASTSTÄTTE

 

4. LETTERE POLITICI

 

1. 29/05/2009 – SINDACO DI NORIMBERGA – Lettera contro la chiusura del Consolato

2. 17/06/2009 – CSU – Comunicato Stampa del gruppo politico del Consiglio comunale di Norimberga.

3. Giugno 2009 – SINDACO DI FÜRTH – Lettera contro la chiusura del Consolato

4. 05/07/2009 – THORSTEN BREHM, Consigliere comunale – Gli italiani combattono per il loro Consolato.

5. 13/07/2009 – CSU – Risoluzione del Consiglio comunale contro la chiusura del Consolato d´Italia in Norimberga.

6. 16/07/2009 - SINDACO DI GEMÜNDEN A.MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato

7. 21/07/2009 – SINDACO DI ROTHENBURG OB DER TAUBER – Lettera contro la chiusura del Consolato

8. 22/07/2009 – SINDACO DI EGGOLSHEIM – Lettera contro la chiusura del Consolato

9. 22/07/2009 – SINDACO DI MARKTREDWITZ– Lettera contro la chiusura del Consolato

10. 24/07/2009 – SINDACO DI DETTELBACH – Lettera contro la chiusura del Consolato

11. 24/07/2009 – SINDACO DI PUSCHENDORF – Lettera contro la chiusura del Consolato

12. 27/07/2009 – PETRA L. GUTTENBERGER, Membro del Parlamento Regionale della Baviera – Lettera, Ogg: Chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

13. 27/07/2009 – SINDACO DI SCHNECKENLOHE – Lettera contro la chiusura del Consolato

14. 27/07/2009 – HERMANN IMHOF – Membro del Parlamento Regionale della Baviera

15. 28/07/2009 – SINDACO DI HERSBRUCK – Lettera contro la chiusura del Consolato

16. 29/07/2009 – PREFETTURA DELLA FRANCONIA CENTRALE (A NOME DELLE TRE PREFETTURE ESISTENTI SUL TERRITORIO)

17. 03.08.2009 – SINDACO DI ASCHAFFENBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

18. 04.08.2009 -  SINDACO DI COBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

19. 05.08.2009 – SINDACO DI BAD KÖNIGSHOFEN I. GRABFELD – Lettera contro la chiusura del Consolato

20. 07.08.2009 – SINDACO DI WUNSIEDEL – Lettera contro la chiusura del Consolato

21. 10.08.2009 – SINDACO DI WÜRZBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

22. 10.08.2009 – SINDACO DI LOHR AM MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato

23. 13.08.2009 – SINDACO DI RÖDELSEE Lettera contro la chiusura del Consolato

24. 25.08.2009 –SINDACO DI ERLANGEN Lettera contro la chiusura del Consolato

25. 25.08.2009 - MINISTRO BAVERESE PER GLI AFFARI FEDERALI ED EUROPEI

Presa di posizione contro la chiusura del Consolato

 

5. LETTERE DI ASSOCIAZIONI

 

1. 29.07.2009 – CIRCOLO CAMPANIA

2. 29.07.2009 – CIRCOLO CULTURALE FAMIGLIE NORIMBERGA

3. 30.07.2009 – INTERNATIONALE BEGEGNUNG

4. 03.08.2009 – CTIM COBURG

5. 08.08.2009 – CTIM NORIMBERGA

4. 19.08.2009 – SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI COMITATO DI NORIMBERGA


 

GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO  D’ITALIA IN NORIMBERGA

presso Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de

 

 

COMUNICATO STAMPA DIMOSTRAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL CONSOLATO D’ITALIA IN NORIMBERGA

 

VI PARTECIPA ANCHE  IL SOTTOSEGRETARIO PER L’ECONOMIA DAGMAR WÖHRL

 

Le associazioni della circoscrizione consolare di Norimberga ed il Gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato  constatano che la dimostrazione del 19.09.2009 a Norimberga è stata un’ulteriore decisa prova dell’interesse della comunità italiana per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga e della volontà di impegnarsi fino a fondo in tal senso.

 

Con la presente vogliamo in breve riassumere gli eventi fino ad oggi:

 

da anni, all’interno dell’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri, si parla di una ristrutturazione della struttura estera.;

nel giugno di quest’anno, dopo una riunione dei vertici del Ministero, il Sottosegretario Mantica  ha presentato una lista ufficiale di Consolati ed Ambasciate italiane che devono essere chiuse entro il 2011;

il Sottosegretario Mantica ha poi tenuto una serie di audizioni presso la Commissione Esteri del Parlamento italiano sottolineando la necessità della chiusura;

sappiamo con sicurezza che la chiusura del Consolato di Norimberga era prevista per il 1 dicembre 2009;

date le proteste da tutto il mondo, i parlamentari italiani eletti per la Circoscrizione Estera hanno chiesto un congelamento delle chiusure dei Consolati fino al fine del 2011;

nonostante la sua apparente disponibilità di fine luglio il Segretario Mantica non ha intrapreso nulla per venire a conoscenza della reale situazione delle rappresentanze consolari all’estero.

 

Il Consolato di Norimberga era ed è sulla lista dei Consolati che dovrebbero essere chiusi nei prossimi anni.

 

Nel ringraziare i loro rappresentanti al Senato ed alla Camera, le associazioni italiane della Franconia sono dell’avviso che un congelamento non basta. Gli italiani della Franconia hanno diritto a servizi validi  e non si accontentano di assicurazioni di comodo che non offrono alcuna garanzia a lungo termine. Non si può chiedere agli italiani in Franconia di percorrere 400 chilometri per richiedere un passaporto o firmare un atto notatile. Gli italiani di Franconia vogliono il loro Consolato a Norimberga.

 

Non è accettabile che , alle spalle della comunità il Ministero degli Affari Esteri prepari una lista di chiusure e la presenti in Parlamento senza alcuna concertazione con la collettività italiana all’estero.

 

Gli italiani della Franconia chiedono, ancora una volta, un confronto diretto con cifre alla mano tra l’amministrazione italiana e la comunità. Affermare adesso che, da parte del Ministero, non vi sono mai state decisioni concrete è una contraffazione della realtà. I tentativi delle autorità italiane di influenzare la stampa tedesca ed italiana offrendo interpretazioni diverse non riusciranno. Gli italiani della Franconia  continueranno a far sentire la loro voce.

 

La comunità italiana vuole un’assicurazione scritta e definitiva di mantenimento del Consolato. La comunità italiana di Norimberga chiede al Sottosegretario Mantica quale sarebbe l’ammontare dei risparmi su scala annuale nel caso di chiusura del Consolato di Norimberga. Si sottolinea che, secondo i calcoli del gruppo di coordinamento,  il risparmio ammonterebbe a meno di 100.000 Euro l’anno. Partendo da una cifra di 28.000 residenti italiani in Franconia  questo significa una somma di 3,59 per ogni italiano per anno. Non è possibile che uno stato come l’Italia (facente parte del gruppo dei G8) non possa permettersi una tale cifra. Non è possibile che migliaia di anziani italiani si vedano la porta sbattuta in faccia.   Non si può togliere una roccaforte italiana alla Regione Europea Metropolitana di Norimberga. Non si può rinunciare alla diffusione della lingua e cultura italiana nel nord della Baviera.  L’Italia è un paese di grande tradizioni e di estrema importanza a livello mondiale. Il suo governo, i suoi politici, le sue istituzioni devono tenerne conto ed agire di conseguenza e mantenere il Consolato di Norimberga. Per 3,59 Euro annuali per ogni italiano non si può rifiutarsi di offrire loro i servizi e l’assistenza dovuti. Per 3,59 Euro all’anno a testa non si può e non si deve rinunciare all’italianità in Franconia.

 

Alla dimostrazione hanno partecipato numerosi consiglieri comunali della CSU e SPD così come il Sottosegretario di Stato per l’Economia Signora Dagmar Wöhrl.

 

Le azioni per il mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga continueranno.

Il Gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato di Norimberga chiede un confronto diretto e concreto (con cifre alla mano) con le autorità ministeriali italiane.

 

Norimberga, 19.09.2009

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DEMO GEGEN DIE SCHLIEßUNG DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG AM 19.09.2009

STAATSSEKRETÄRIN DAGMAR WÖHRL MARSCHIERT MIT

 

Die italienischen Vereine in Franken und der Koordinierungskreis zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg stellen fest, dass die Demo, die am 19.09.2009 stattfand, ein weiterer handfester Beweis für das dringende Interesse der italienischen Gemeinschaft in Franken am Erhalt des Konsulates in Nürnberg und ihren Willen, sich für dieses Ziel einzusetzen, ist.

Nachfolgend fassen wir die Entwicklung der letzten Monate zusammen:

seit Jahren strebt das Außenministerium der Republik Italien eine Umstrukturierung des Konsularnetzes an;

im Juni 2009 wurde nach einer offiziellen Sitzung der Spitze des Außenministeriums,  eine Auflistung der Botschaften und Konsulate, die geschlossen werden sollen, bekanntgegeben;

diese Auflistung ist auch derzeit noch gültig;

der für die Schließung der Auslandsvertretungen verantwortliche Staatssekretär Alfredo Mantica vertrat seine Auffassung in mehreren Anhörungen gegenüber derAuslandskommission des Italienischen Parlaments;

dabei bekräftigte er durchweg die Notwendigkeit der beabsichtigten Schließungen;

wir wissen mit Sicherheit aus gut informierten Kreisen, dass die Schließung des Konsulates in Nürnberg für den 1. Dezember 2009 vorgesehen war;

wegen der Proteste der als Vertreter der im Ausland lebenden Italiener gewählten Abgeordneten wurden die weiteren Schritte für die Schließungen zunächst verschoben;

trotz seiner scheinbaren Gesprächsbereitschaft Ende Juli 2009, hat Staatssekretär Mantica bis heute nichts unternommen, um sich Kenntnis von der Situation der italienischen Konsulate im Ausland zu verschaffen.

 

Das italienische Konsulat in Nürnberg ist und war unter den zu schließenden Auslandsvertretungen Italiens aufgelistet.

 

Die italienischen Vereine und Organisationen in Franken sind den Abgeordneten des zuständigen Ausschusses für den Einsatz für die Belange der hier lebenden Italiener und ihrer Familien dankbar. Sie sind  allerdings auch der Meinung, dass eine bloße Aufschiebung der weiter beabsichtigten Schließungen nicht ausreicht. Die Italiener in Franken haben ein Recht auf konsularische Dienstleistungen und eine Vertretung ihrer Interessen. Sie geben sich deshalb mit zeitlich befristeten Zugeständnissen, die keine Garantie für längere Zeit darstellen, nicht zufrieden. Man kann von den italienischen Staatsbürgern in Franken nicht verlangen, bis zu vierhundert Kilometer zu fahren, lediglich um einen Pass zu beantragen oder eine notarielle Urkunde zu unterschreiben. Die Italiener in Franken wollen ihr Konsulat in der Region behalten.

 

Es ist keine akzeptable Vorgehensweise, dass das Außenministerium ohne Anhörung der betroffenen italienischen Gemeinschaft und hinter ihrem Rücken die Schließung von Konsulaten beschließt.

 

Die Italiener in Franken fordern eine Diskussion mit den Betroffenen und eine Entscheidung auf der Basis konkreter Zahlen.

 

Die Behauptung, dass dem Ministerium keine konkreten Schließungspläne vorliegen, stellt eine  Verdrehung der Realität dar. Die Versuche der italienischen Behörde, die Berichterstattung in der Presse, durch eine von den Tatsachen abweichende Darstellung zu beinflussen, werden nicht von Erfolg sein. Die italienische Gemeinschaft in Franken wird weiterhin deutlich und laut ihre Meinung zum Ausdruck bringen.

 

Die Italienische Gemeinschaft in Franken fordert eine schriftliche und endgültige Zusicherung bezüglich des Erhalts ihres Konsulates. Wir verlangen von Staatssekretär Mantica die für den Fall einer Schließung des Konsulates zu erwartende angebliche Ersparnis offenzulegen. Die italienische Gemeinschaft in Franken errechnetet Ersparnisse von maximal 100.000 Euro pro Jahr. Wenn man von 28.000 Italiener ausgeht, beträgt somit ein Sparvolumen pro Jahr und pro Kopf in Höhe von 3,59 Euro.

 

Es ist absolut unakzeptabel, wenn eine Wirtschaftsnation wie Italien sich 3,59 Euro pro Jahr für seine im Ausland lebenden Bürger nicht leisten will. Italien kann nicht Tausenden von italienischen Senioren den Rücken zukehren. Wir werden auch nicht hinnehmen,dass die Europäische Metropolregion Nürnberg die einzige italienische Vertretung verliert. Im europäischen Einigungsprozess darf auch nicht auf die Förderung der italienischen Sprachen und Kultur in Nordbayern verzichtet werden. Der mit der Schließung verbundene Schaden wäre weit höher, als die mögliche Ersparnis für den italienischen Staat in Höhe von 3,59 Euro pro Kopf und pro Jahr.

 

An der Demo haben Stadträte der CSU und SPD-Fraktionen sowie Staatssekretärin Dagmar Wöhl teilgenommen.

 

Die Aktionen zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg werden weitergeführt.

Der Koordinierungskreis zum Erhalt des Konsulates in Nürnberg verlangt ein Gespräch mit dem Italienischen Aussenministerium und die Offenlegung von Zahlen.

Die Italiener in Franken fordern als Betroffene ihr demokratisches Mitspracherecht.

 

Nürnberg, den 19.09.2009

 

KOORDINIERUNGSKREIS ZUM ERHALT DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG

c/o Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de


ANUGA Italiana 2009 a Colonia

 

(Düsseldorf, 9 ottobre ’09) –  Ancora una volta l’Italia si presenta da protagonista alla fiera mondiale dell’alimentazione di Colonia: con oltre 1000 espositori su un totale di 6.600 provenienti da 98 paesi, i produttori italiani rappresentano il 15% del totale,  al primo posto tra gli espositori esteri e praticamente pari a quelli domestici.

L’ICE organizza la più importante collettiva nazionale su una superficie complessiva di 4.700 mq., all’interno della quale trovano posto oltre 280 produttori che presenteranno ai 160.000 visitatori professionali attesi da tutto il mondo, l’originalità del prodotto alimentare “Made in Italy”.

L’Italia partecipa al commercio mondiale di prodotti alimentari con una quota del 4% grazie a vendite all’estero nel 2008 per 23,7 miliardi di Euro (+ 8,7% rispetto al 2007) che rappresentano il 20% del fatturato complessivo dell’industria agro alimentare nazionale. Il 2008 si è caratterizzato, nonostante la sfavorevole congiuntura economica internazionale, per una tenuta del trend positivo delle esportazioni agroalimentari italiane, che si sono tradotte in un miglioramento del saldo commerciale con l’estero.

La Germania, con una quota del 21% ed una spesa nel 2008 di 4,7 miliardi di Euro, è il primo acquirente di prodotti agro alimentari italiani, seguono la Francia con una quota del 12%, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti con una quota entrambi del 10%. L’interscambio agro alimentare italo – tedesco è intenso e complementare: l’Italia importa dalla Germania prevalentemente prodotti di origine animale, mentre la Germania importa dall’Italia prevalentemente prodotti di origine vegetale.

L’Italia conserva stabilmente la terza posizione tra i paesi fornitori di derrate alimentari alla Germania, detenendo una quota in valore dell’8,1% sul totale delle importazioni tedesche del settore; le principali voci che alimentano le esportazioni italiane verso la Germania sono in ordine decrescente secondo il fatturato: l’ortofrutta, il vino, le carni lavorate, le conserve vegetali, la pasta, i formaggi, gli oli, i superalcolici, i prodotti da forno. L’Italia è leader sul mercato tedesco tra i paesi esteri fornitori con il vino, la pasta, l’olio d’oliva ed il caffè.

I punti di forza dell’alimentare italiano sul mercato tedesco sono la tipicità con i suoi sapori particolari, il contenuto salutistico della dieta mediterranea e la valenza del “lifestyle”.

Nell’ambito degli stand collettivi dell’ICE, che occupano cinque delle dieci sezioni in cui si articola la fiera, sono presenti Centri Servizi presso cui il visitatore può trovare assistenza nella ricerca del prodotto tipico italiano e del potenziale partner che lo produce. In particolare presso il padiglione principale 11.2 Fine Food, dove la presenza delle aziende italiane è più massiccia, il Centro Servizi si compone di un’area VIP per incontri istituzionali e con la stampa internazionale e di una Business Area predisposta per incontri d’affari e presentazioni di prodotti.

L’edizione dell’Anuga Italiana 2009 si caratterizza per un intenso programma di presentazioni e seminari che si terranno nella “Seminar Area” del centro Servizi ICE del Pad. 11.2B-70. Eventi istituzionali, presentazioni alla stampa ed agli operatori internazionali, incontri seminariali per gli espositori italiani sulle tematiche di attualità del mercato tedesco è il programma quadro pubblicizzato attraverso la rete degli Uffici ICE all’estero.

I servizi di informazione e di assistenza ICE ai visitatori sono però attivi anche nelle altre sezioni, Anuga Dairy nel Pad 10.1, Anuga Drinks nel Pad. 8.1, Anuga Meat nel Pad. 5.2, Anuga Bread & Bakery nel Pad. 2.2.

L’operatore professionale internazionale che intende allacciare rapporti commerciali con i produttori organizzati dall’ICE ha la possibilità di effettuare una selezione prima dell’arrivo in fiera consultando il Catalogo Elettronico www.anuga.italtrade.com

A sostegno della parte commerciale sono stati organizzati alcuni eventi collaterali di degustazione ed intrattenimento, volti a creare un’atmosfera di italianità e di rafforzamento del “Made in Italy”:

 

·                      9-14 ottobre ’09 – dalle ore 18:00 alle ore 20:00 presso il Domhotel di Colonia, Domkloster 2°, avranno luogo gli happy hourItalienische Lebensart zum Aperitif” relativi alla campagna di promozione sui salumi italiani in Germania, realizzata dall’ICE in collaborazione con IVSI – Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani, denominata “SalumiAmo”.

·                      10 ottobre ’09 – ore 12:00 presso Centro Servizi ICE Pad. 11.2B-70 degustazioni di prodotti tipici della Regione Calabria in collaborazione con ICE.

·                      12 ottobre ’09 – ore 18.30 presso la Vulkanhalle di Colonia, Lichtstrasse 48, Gebäude E - Serata Alto Adige – get together con musica, vini e specialità alto atesine

·                      Incontri informativi su tematiche di attualità di interesse per le imprese italiane che intendono inserirsi sul mercato tedesco. Gli incontri si terranno presso l’Area Seminari del Centro Servizi ICE nel Padiglione 11.2B-70. I seminari si terranno in lingua italiana tutte le mattine, ad esclusione del giorno inaugurale, dalle ore 10:00 alle ore 11:00 secondo il seguente programma:

 

11 ottobre ’09 – Il mercato tedesco per i prodotti alimentari italiani – Ralf Bender redattore Lebensmittel Zeitung

12 ottobre ’09 – Avviare una stabile presenza imprenditoriale in Germania, aspetti legali e fiscali, costi dell’operazione – Studio legale GSK

13 ottobre ’09 – Il mercato tedesco per i prodotti biologici – CSB Bio Handel - Christoph Soika

14 ottobre ’09 – Der Grüne Punkt – Duales System – La normativa sul riciclaggio degli imballaggi in Germania – Zentek GmbH Köln – Dr. Florian Dühr + Jens Schmitt

 

Il programma completo delle manifestazioni e ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.anuga.italtrade.com

 

L’invito a visitare i padiglioni italiani è stato reclamizzato con un’azione pubblicitaria sulla stampa specializzata di settore; per l’occasione sono state ristilizzate una serie di immagini sotto lo slogan già utilizzato in passato “Ars Vivendi”. L’obiettivo di questa produzione grafica è quello di riaffermare l’originalità del vero prodotto italiano sempre più diffusamente imitato. L’accostamento alle denominazioni protette in ambito U.E. sottolinea l’unicità del prodotto tipico italiano e l’invito agli operatori commerciali internazionali ad offrire ai loro clienti il vero sapore del “Made in Italy”.

A sottolineare l’importanza strategica dell’Italia all’Anuga di Colonia la presenza dell’Onorevole Luca Zaia, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia a Berlino S.E. Michele Valensise, visiterà il giorno 12 ottobre ’09 i padiglioni italiani a partire dalla Collettiva dell’ICE nel Pad. 11.2.

 

A rappresentare a Colonia le 280 aziende italiane partecipanti con l’ICE sarà il Presidente dell’Istituto Umberto Vattani che prenderà parte il giorno 10 ottobre ’09 alla cerimonia inaugurale della fiera il cui ospite principale sarà il Vice Presidente della Commissione Europea Günter Verheugen.

 

Per maggiori informazioni:

 

Ines Aronadio
ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero
Schlüterstr. 39
D - 10629 Berlino
tel.   +49 (30) 8844030
cell. 
+49 (175) 2068651
fax   +49 (30)88440310
i.aronadio@ice.it

Paolo Pesce

ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero

Oststrasse 10

D – 40221 Düsseldorf

tel.  +49 (0)211 38799-14

cell. +49 (0)173 2920980

fax +49 (0)211 3879963

p.pesce@ice.it


Mostra L'ANIMA E IL SEGNO a Monaco di Baviera

L’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera ha il piacere di annunciare l’inaugurazione della mostra »L’anima e il segno«, di Silvano Spessot, che avrà luogo giovedì, 15 ottobre 2009, alle ore 19, presso l’Istituto Italiano di Cultura, Hermann-Schmid-Straße 8, a Monaco di Baviera.

L’artista presenterà alcune sue opere recenti, tra cui dipinti a tecnica mista e sculture in vetro di Murano.

Sarà inoltre offerto a tutti i presenti un rinfresco con prodotti gastronomici tipici del Friuli.

Organizzano l’evento l’Istituto Italiano di Cultura e la Regione Friuli Venezia Giulia.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 ottobre al 30 novembre 2009, durante il normale orario di apertura dell’Istituto.

Silvano Spessot nasce nel 1956 a Cormons (Gorizia). Autodidatta, sin dagli anni ’70 cerca una propria ed autonoma via di espressione artistica. Il suo percorso, ricco di sperimentazioni materico cromatiche, lo porterà, nell’arco di tutti gli anni ‘80 e ‘90, a provare radicali soluzioni tecnico-espressive con la materia, divenendo maestro nell’uso di resine, colle e impasti eterogenei. Ha partecipato a numerose esposizioni nazionali e internazionali e nel 2007 è stato invitato alla Biennale di Venezia.

«Il pittore aveva esordito nel figurativo: paesaggi scabri, essenziali, tendenti all’astrazione. Era passato poi all’informale usando stratificazioni di materiali inconsueti: malta, calce, pigmenti diversi, ma anche ferri, legni, cemento, con i quali componeva stele e strutture totemiche barbariche e misteriose (…).

Determinante, nella sua evoluzione, la conoscenza dell’espressionismo astratto americano e delle tele di Pollock realizzate con la tecnica del dripping: “Rimasi affascinato dall’artista che dipingeva sgocciolando il colore sulle tele stese a terra”, racconta. E dall’incontro al Museo di Città di Castello con l’opera di Burri nacquero composizioni di poliuretani e di malte, bruciate con la fiamma ossidrica (…).

All’inizio degli anni Duemila il pittore friulano approdava a una figurazione sintetica, serializzata,  ridotta a elementare traccia simbolica. A ripetersi era la forma quasi infantilmente sbozzata dell’uomo-manichino in posa, seduto rigidamente in poltrona, la testa a cerchio senza volto. Soltanto l’abito cambiava. Giacca e pantaloni erano costruiti con intrecci di rilevate nervature cromatiche (…) Quale elemento fortemente connotante spiccava la cravatta; rossa, gialla, nera, azzurra, filettata, sfolgorante. La sua esuberanza sfacciata contrastava con l’ordine amorfo, la vuotezza, l’isolamento del personaggio in posa compunta e impettita.

Esemplari i Ritratti, trattati a variegature di rossi violenti, sui quali spiccava soltanto la cravatta, il capo ridotto a un’aureola (…). Larve antropomorfe iterate e piatte, indifferenziate, grottesche, comiche, assurde, composte di vuoto e di silenzio, di compunta ostinazione e di attesa indefinita, la loro atonia denunciava lo scandalo di una formale rispettabilità borghese (…).

Opere successive avevano cominciato ad accennare a qualche timida speranza, a qualche risentita energia. Nell’ultimo recentissimo ciclo di dipinti – tutti datati 2009 – quell’energia ha assunto esultante slancio (…) Il trait d’union con il periodo – definiamolo così – “alla Godot”  è rappresentato dalla tecnica mista su tela L’attesa al 36: (…) grafie nere in comparti grigio-perla, su un fondo fiammeggiante e un’incorniciatura nera, e tuttavia dalla scena si irradia un qual ottimistico ardore.

Contrassegnano le opere recenti di Silvano Spessot una insistita gestualità che scompiglia la freschezza dei colori, li fa ribollire, li rende gioiosamente dinamici (…) L’impressione suscitata non è più di inespressività e malessere, come avveniva per gli “omini-manichini” di qualche tempo fa (…) Intrecci curvilinei rossi, bianchi, neri, nei quali si inseriscono testine atteggiate secondo l’Urlo di Munch (…) Acrilici, smalti, oli corposi non diluiti. Tarsie di azzurri e di celesti, piastre di rosso fuoco e di vermiglione. Sembianze di teste, di palmizi, di petali (…) Tele composte di alveoli come vetrate cloisonné, ritagli policromi ritoccati a grisaille che paiono incisi con aculei di ferro incandescenti o con punte di diamante e saldati su reticoli scuri di telai di piombo. Fantasmi di figure dissolte in vorticose astrazioni (...)

Il dittico Tentativo di ricostruire, di cm. 260 per 200, par citare le medioevali ascese in Paradiso delle anime dei giusti. La schiera di figure umane entra nella porta della luce emergendo dagli incastri neri, rossi, grigi d’una terrestrità movimentata e drammatica; il dinamismo delle composizioni futuriste di Umberto Boccioni, Quelli che vanno, si personalizza. La composizione si carica di slancio corale. Spessot, a modo suo, sembra parafrasare visivamente l’Inno alla gioia della Nona Sinfonia di Beethoven e incanala il ribollimento di forze disperse verso una meta. La superba tensione dei contrasti, la ripartizione dei volumi cromatici in nette zone di ombra e di luce raggiunge un afflato trascendente. Nella sinfonica esaltazione dionisiaca  aspira a vette di trasfigurante splendore e di chiarezza di idee. La gioia del vedere diventa esplicita professione di ideali di religiosa solidarietà umana.»

(Licio Damiani, La gioia del vedere nella pittura di Silvano Spessot)

 

Istituto Italiano di Cultura
Settore eventi culturali

Hermann-Schmid-Straße 8

80336 Monaco di Baviera
Tel.: +49-(0)89 / 74 63 21-28  

Fax.: +49-(0)89 / 74 63 21-30
e-mail: culturale.iicmonaco@esteri.it   


Il programma dell'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera

 

Cari Amici dell’Istituto Italiano di Cultura,

nell’ambito della »XII Festival – Tournee durch Deutschland«, abbiamo il piacere di invitarVi alla rassegna cinematografica »Cinema! Italia! Nuovo cinema italiano«, che avrà luogo dall’11 settembre al 16 dicembre 2009. 

-                 Giovedì, 24 settembre, alle ore 18.15: »Ex« (Italia 2009. Regia di Fausto Brizzi, VO con sottotitoli, 120 Min.)

 

-                  Venerdì, 25 settembre, ore 19: »Giulia non esce la sera« (Italia 2009. Regia di Giuseppe Piccioni, VO con sottotitoli, 105 Min.) Incontro con il regista al termine della    proiezione del film!!

          

-                  Sabato, 26 settembre, ore 18.15: »Si può fare« (Italia 2008. Regia di Giulio Manfredonia, VO con sottotitoli, Min. 111)

-                  Domenica, 27 settembre, ore 18.15: »Il papà di Giovanna« (Italia 2008. Regia di Pupi Avati, VO con sottotitoli, 104 Min.)

-                  Lunedì, 28 settembre, ore 18.15: »Galantuomini« (Italia 2008. Regia di Edoardo Winspeare, VO con sottotitoli, 100 Min.)

-                  Martedì, 29 settembre, ore 18.15: »La ragazza del lago« (Italia 2007. Regia di Andrea Molaioli, VO con sottotitoli, 95 Min.)

-                  Mercoledì, 30 settembre, ore 18.15: »Ribelli per caso« (Italia 2001. Regia di Vincenzo Terraciano, VO con sottotitoli, 100 Min.)

 

Luogo: Theatiner Filmkunst, Theatinertsraße 32, Monaco di Baviera

Ingresso: informazioni all’indirizzo www.theatiner-film.de oppure tel. 089 22 31 83

 

Ulteriori proiezioni a Würzburg, Norimberga e Regensburg:

Würzburg: dal 24 al 30 Settembre,  Corso-Kino, Kaiserstraße 27, Würzburg

-                  Giovedì, 24 settembre, ore 18, e domenica, 27 settembre, ore 20.30: »L’orchestra di Piazza Vittorio« (Italia 2006. Regia di Agostino Ferrente, VO con sottotitoli, 93 min.)

-                  Giovedì, 24 settembre, ore 20.30 e 22.30: »Galantuomini« (Italia 2008. Regia di Edoardo Winspeare, VO con sottotitoli, 100 min.)

-                  Venerdì, 25 settembre, ore 18, e sabato, 26 settembre, ore 18: »Cento chiodi« (Italia 2007. Regia di Ermanno Olmi, VO con sottotitoli, 92 min.)

-                  Venerdì, 25 settembre, ore 20.30 e 22.30: »La ragazza del lago« (Italia 2007. Regia di Andrea Molaioli, VO con sottotitoli, 95 min.)

-                  Sabato, 26 settembre, ore 20.30, e domenica, 27 settembre, ore 18: »Giulia non esce la sera« (Italia 2009. Regia di Giuseppe Piccioni, VO con sottotitoli, 105 min.).

-                  Sabato, 26 settembre, ore 22.30: »Notturno bus« (Italia 2007. Regia di Davide Marengo, VO con sottotitoli, 104 Min.)

 

-                  Lunedì, 28 settembre, ore 18: »Valzer« (Italia 2009. Regia di Salvatore Maira, VO con sottotitoli , 90 min.)

-                  Lunedì, 28 settembre, ore 20.30: »Ex« (Italia 2009. Regia di Fausto Brizzi, VO con sottotitoli, 120 min.)

-                  Martedì, 29 settembre, ore 18: »Io, l’altro« (Italia 2006. Regia di Mohsen Melliti, VO con sottotitoli, 80 min.)

-                  Martedì, 29 settembre, ore 20.30, e mercoledì, 30 settembre,  ore 18: »Si può fare« (Italia 2008. Regia di Giulio Manfredonia, VO con sottotitoli, 111 min.)

-                  Mercoledì, 30 settembre, ore 20.30: »Il papà di Giovanna« (Italia 2008. Regia di Pupi Avati, VO con sottotitoli, 104 min.)

 

Norimberga: dal 5 all’11 novembre

Presso il Filmhaus Nürnberg, Königstraße 93, a Norimberga

Tel. 0911/231-73 40 e ufficio tel. 231 58 23

filmhaus@stadt.nuernberg.de

www.kuf-kultur.de/filmhaus

 

Regensburg: dal 5 all’11 novembre

Presso il Regina Filmtheater, Holzgartenstraße 22, a Regensburg

Tel. 0941/416 25

reginakino@r-kom.net

www.reginakino.de

 

Organizzatori: Made in Italy di Roma e Kairos Film Verleih di Göttingen, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio di S.E. Michele Valensise, Ambasciatore della Repubblica Italiana a Berlino, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale d’Italia in Monaco di Baviera

Cordiali saluti

 

Istituto Italiano di Cultura
Settore eventi culturali/

Abteilung kulturelle Veranstaltungen

Hermann-Schmid-Str. 8
D-80336 Muenchen
tel.: +49-(0)89 / 74 63 21-28
fax.: +49-(0)89 / 74 63 21-30 

e-mail: culturale.iicmonaco@esteri.it
homepage:
www.iicmonaco.esteri.it 

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Liebe Freunde des Italienischen Kulturinstituts,

wir freuen uns, Sie zur Filmreihe »Cinema! Italia! – Neues Italienisches Kino« einzuladen, die im Rahmen der »12. Festival – Tournee durch Deutschland« vom 11. September bis 16. Dezember 2009 stattfindet.

-                  Donnerstag, den 24. September, um 18.15 Uhr: »Ex« (Italien 2009. Regie von Fausto Brizzi, OmU, 120 Min.)

-                  Freitag, den 25. September, um 19 Uhr: »Giulia non esce la sera / Giulia geht abends nicht aus« (Italien 2009. Regie von Giuseppe Piccioni, OmU, 105 Min.). Anschließend Gespräch mit dem Regisseur!!

   

-                  Samstag, den 26. September, um 18.15 Uhr: »Wir schaffen das schon« (Italien 2008. Regie von Giulio Manfredonia, OmU, Min. 111)

-                  Sonntag, den 27. September, um 18.15 Uhr: »Giovannas Vater« (Italien 2008. Regie von Pupi Avati, OmU, 104 Min.)

-                  Montag, den 28. September, um 18.15 Uhr: »Ehrenmänner« (Italien 2008. Regie von Edoardo Winspeare, OmU, 100 Min.)

-                  Dienstag, den 29. September, um 18.15 Uhr: »Das Mädchen vom See« (Italien 2007. Regie von Andrea Molaioli, OmU, 95 Min.)

-                  Mittwoch, den 30 September, um 18.15 Uhr: »Die Rebellion« (Italien 2001. Regie von Vincenzo Terraciano, OmU, 100 Min.)

 

Ort: Theatiner Filmkunst, Theatinerstraße 32, München

Eintritt: siehe unter www.theatiner-film.de oder Tel. 089 22 31 83

  

Weitere Vorführungen in Würzburg, Nürnberg und Regensburg:

Würzburg: 24. bis 30. SeptemberCorso-Kino, Kaiserstraße 27, Würzburg

-                  Donnerstag, den 24. September, um 18 Uhr und Sonntag, den 27. September, um 20.30 Uhr: »Das Orchester von Piazza Vittorio« (Italien 2006. Regie von Agostino Ferrente, OmU, 93 Min.)

-                  Donnerstag, den 24. September, um 20.30 Uhr und um 22.30 Uhr: »Ehrenmänner« (Italien 2008. Regie von Edoardo Winspeare, OmU, 100 Min.)

-                  Freitag, den 25. September, um 18 Uhr und Samstag, den 26. September, um 18 Uhr: »Hundert Nägel« (Italien 2007. Regie von Ermanno Olmi, OmU, 92 Min.)

-                  Freitag, den 25. September, um 20.30 Uhr und um 22.30 Uhr: »Das Mädchen vom See« (Italien 2007. Regie von Andrea Molaioli, OmU, 95 Min.)

-                  Samstag, den 26. September, um 20.30 und Sonntag, den 27. September, um 18 Uhr: »Giulia geht abends nicht aus« (Italien 2009. Regie von Giuseppe Piccioni, OmU, 105 Min.).

-                  Samstag, den 26. September, um 22.30 Uhr: »Nachtbus« (Italien 2007. Regie von Davide Marengo, OmU, 104 Min.)

-                  Montag, den 28. September, um 18 Uhr: »Walzer« (Italien 2009. Regie von Salvatore Maira, OmU, 90 Min.)

-                  Montag, den 28. September, um 20. 30 Uhr: »Ex« (Italien 2009. Regie von Fausto Brizzi, OmU, 120 Min.)

-                  Dienstag, den 29. September, um 18 Uhr: »Ich oder der andere« (Italien 2006. Regie von Mohsen Melliti, OmU, 80 Min.)

-                  Dienstag, den 29. September, um 20.30 Uhr, und Mittwoch, den 30. September, um 18 Uhr: »Wir schaffen das schon« (Italien Italia 2008. Regie von Giulio Manfredonia, OmU, Min. 111)

-                  Mittwoch, den 30. September, um 20.30 Uhr: »Giovannas Vater« (Italien 2008. Regie von Pupi Avati, OmU, 104 Min.)

 

Nürnberg: 5. bis 11. November

Im Filmhaus Nürnberg, Königstraße 93, Nürnberg

Tel. 0911/231-73 40 und Büro Tel. 231 58 23

filmhaus@stadt.nuernberg.de

www.kuf-kultur.de/filmhaus

 

Regensburg: 5. bis 11. November

Im Regina Filmtheater, Holzgartenstraße 22, Regensburg

Tel. 0941/416 25

reginakino@r-kom.net

www.reginakino.de

 

Veranstalter: Made in Italy Rom und Kairos Film Verleih Göttingen, gefördert durch:

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Rom unter der Schirmherrschaft vom S.E. Michele Valensise, Botschafter der Republik Italien, in Zusammenarbeit mit dem Istituto Italiano di Cultura und dem Italienischen Generalkonsulat München

Mit freundlichen Grüßen


 

 

Stoccarda, ultima tappa della mostra di pittura "Fermo 2009"

 

Parigi, Ginevra, Lussemburgo, Genk, Boblingen (Stoccarda). Sono le prossime  tappe della quinta mostra di pittura “Fermo 2009”, con opere di giovani artisti, allestita dall’8 agosto nel Palazzo dei Priori di Fermo, in occasione del XIX incontro delle associazioni di marchigiani fuori regione.

Tra gli organizzatori della mostra, promossa dal Comune di Fermo, l’Associazione dei Marchigiani Emigrati in Germania. Con il contributo per l’allestimento all’estero dell’Associazione Regionale Marchigiani in Europa, l’Associazione Marchigiani in Svizzera, l’Associazione Marchigiani in Lussemburgo, la Federazione delle Associazioni dei Marchigiani Emigrati in Belgio.

“Riscoprire e celebrare l’identità marchigiana – sottolinea il sindaco Saturnino Di Ruscio - è la motivazione da cui nasce questa collaborazione culturale. Un’identità che si è arricchita attraverso l’esperienza e il contributo dei nostri corregionali all’estero. Con l’augurio che questa mostra consolidi i rapporti di scambio tra la nostra Città e i marchigiani emigrati, ringraziamo tutti gli organizzatori, ed in particolare il presidente dell’Associazione dei Marchigiani Emigrati in Germania Ruggero Scodanibbio, e gli artisti che, con le loro opere, daranno un significativo contributo alla conoscenza del nostro territorio nelle grandi capitali europee”

L’esposizione è a Parigi dal 15 settembre, ospitata presso il Centro culturale di Sannois Sale “Cyrano de Bergerac”. Sarà poi allestita a Ginevra dal 3 ottobre, nella sede dell’associazione A.M.I.S. in Svizzera. A Lussemburgo sarà dal 12 ottobre, presso sale del centro culturale C.L.A.E. Dal 14 novembre potrà essere visitata presso la sede associativa di Genk, in Belgio.

Infine, tappa in Germania, dal 22 novembre presso le sale VHS Böblingen.


 

Nozze d'argento per il circolo italo-tedesco di Baden-Baden

 

Stoccarda. Il 2009 segna il 25esimo anniversario di fondazione del Circolo culturale italo-tedesco di Baden-Baden. L’iniziativa di fondare un’associazione italo-tedesca fu assunta da Fanny Klaschka, una veronese che per amore oltre 40 anni fa lasciò la città scaligera per radicarsi nell’elegante e rinomata città termale della Selva Nera

Qui, l’attivissima veronese ritenne di dar vita ad un’associazione che puntasse su un duplice obiettivo: da un lato, di consentire agli italiani di poter apprendere la lingua tedesca; e dall’altro, offrire ai tedeschi di apprendere ed approfondire le conoscenze linguistiche e culturali italiane. Baden-Baden conta oggi 54.000 abitanti, di cui un migliaio di passaporto italiano. Il circolo italo-tedesco è l’unica realtà associativa della zona ancora molto attiva ma, nel frattempo, solo verso la comunità tedesca. Infatti, mentre i corsi di lingua italiana, le conferenze e le serate gastronomiche continuano a registrare annualmente una buona presenza di pubblico, l’aspetto che riguarda la nostra comunità locale e la sua integrazione sociale e culturale attraverso l’apprendimento della lingua locale è purtroppo caduto nel vuoto.

Siccome la maggior parte dei connazionali residenti nella ridente città termale è impiegata nel settore gastronomico ed alberghiero, per andare incontro alle esigenze soprattutto dei camerieri italiani, il Circolo aveva offerto un corso di Tedesco gratuito in ore pomeridiane. Tanti gli iscritti, ma pochi i frequentanti.

Questo scarso interesse per l’investimento nell’apprendimento è anche la causa principale, purtroppo, del disagio sociale di una buona parte della nostra collettività in Germania, trasmesso anche ai propri figli. Per cui non c’è poi tanto da meravigliarsi se nelle sfere della società locale che contano, la presenza italiana è scarsamente rappresentata; e se il 75% dei 63.000 alunni di passaporto italiano frequenta scuole meno qualificanti.

Sarà pur vero che il sistema scolastico tedesco è molto selettivo. C’è però anche da chiedersi perché greci, spagnoli, croati, serbi e sloveni occupano posti di lavoro più qualificati e albergano nella Realschule, nei Gymnasien e successivamente in istituti universitari o parauniversitari.

L’esperienza dei 25 anni del Circolo culturale italo-tedesco di Baden-Baden è emblemetica. Essa costituisce uno dei tanti esempi di un’integrazione italiana in Germania a due velocità: su un binario corre l’Eurostar con un esiguo numero di connazionali ben integrati e promotori della nostra lingua e cultura in terra tedesca; e sull’altro, un accelerato che arriva ad ogni stazione con enorme ritardo.

Tuttavia l’unico servizio utilizzato dai connazionali della zona è quello della corrispondenza consolare offerto dalla fondatrice del circolo Fanny Klaschka.

Altri particolari sono contenuti nel servizio audio realizzato con Marcelina Badi-Junger, presidente da otto anni del circolo italo-tedesco di Baden-Baden.

 

da SWR/Red. italiana


"LE NOSTRE MISSIONI VERSO UNA NUOVA MISSIONE":

A LUDWIGSHAFEN IL CONVEGNO NAZIONALE DELLE MISSIONI CATTOLICHE ITALIANE IN GERMANIA E SCANDINAVIA

Più di novanta persone tra sacerdoti, suore, laici stanno partecipando al convegno nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia in corso a Ludwigshafen, dove terminerà oggi, 18 settembre. Tema del convegno – cui partecipano anche dei sacerdoti del Benelux – è "Le nostre missioni verso una nuova Missione" che ha come obiettivo il confronto sulla "svolta significativa per la vita della chiesa che vive in Germania" che i partecipanti constatano nelle loro missioni.
"L’urgenza dell’annuncio cristiano, il ritrovare strade per farsi vicini alle persone, tenere sveglie tradizioni e sensibilità religiose che ancora fanno vivere le nostre comunità italiane – è stato sottolineato al Convegno – sono elementi per un rinnovato ottimismo che riconosce il prezioso apporto che le comunità italiane portano nella chiesa in cui vivono".
Per questo, i rappresentanti delle istituzioni della chiesa locale, superata la prima fase della ristrutturazione che sembrava spazzar via le missioni di altra madre lingua, ribadiscono oggi che "la vitalità della chiesa e delle sue strutture territoriali non possono fare a meno delle comunità italiane e della loro vivacità, perché la trasmissione e l’esperienza della fede appartengono a quegli ambiti di vita che sono strettamente legati alla cultura e alla lingua. Buoni passi di collaborazione, di stima e riconoscimento reciproco crescono sempre di più; il confronto e la rivendicazione sta lasciando posto alla riflessione condivisa e a nuovi cammini sperimentali e multiculturali. Ma crescono i motivi di preoccupazione: vengono meno le forze, soprattutto quelle dei sacerdoti: in due anni ne sono venuti a mancare ben dieci. Ma, soprattutto, si resta sconcertati che la Chiesa italiana, nelle sue istituzioni, consideri la pastorale per gli italiani all’estero "superata" e pertanto non invia nuovi sacerdoti".
I partecipanti al convegno hanno manifestato un forte appello, scrivendo una lettera al segretario generale della CEI Monsignor Crociata e al Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazione e Presidente della Fondazione Migrantes Monsignor Schettino. "In questo ultimo periodo sentiamo lontani i nostri Vescovi italiani. Cosa sta succedendo? Ci sentiamo quasi abbandonati, alla deriva. Percepiamo poco valorizzato il servizio che stiamo svolgendo – scrivono i missionari -, come se non servisse più. Ma l'integrazione non è ancora pienamente avvenuta: il fattore linguistico non è il compimento dell'integrazione; altri fattori richiedono tempi più lunghi e rinnovate risorse umane e non va trascurata l'attenzione per la nuova mobilità".
"La Chiesa che vive in Italia – ricordano – è presente in Europa da moltissimi anni, grazie ai missionari, alle religiose italiane e ai laici in emigrazione che rimangono una risorsa enorme che si aggiunge al grande impegno che la CEI assicura al cammino ecclesiale europeo partecipando agli impegni comuni delle Conferenze Episcopali Europee. Purtroppo le presenze dei missionari italiani vengono a mancare in grosse città, come per esempio Francoforte, dove vivono più di 20.000 Italiani".
Nella lettera, i partecipanti al convegno fanno appello affinché "vengano attivate risorse umane e non solo, per continuare a coniugare quel tesoro esperienziale, unico per l’Italia, che è l’emigrazione e l’immigrazione. Non vorremmo che, come lo Stato Italiano sta ristrutturando le rappresentanze estere chiudendo i consolati, altrettanto avvenga nel mondo ecclesiale, con la chiusura delle Missioni cattoliche italiane".


19 settembre 2009: Manifestazione per il mantenimento del Consolato a Norimberga

Amici, si sta avvicinando il momento cruciale di una battaglia importante: dopo la pausa estiva si riaprono le trattative tra il Ministero degli Esteri e tutti coloro a cui non piace l’idea di dover fare a meno di un servizio pubblico come il Consolato

Io, quale coordinatore del Comitato, vi chiedo di contribuire a questa azione,  partecipando con tutti i vostri conoscenti alla dimostrazione che si terrá sabato 19 settembre, come da seguente volantino, contro la chiusura del nostro Consolato.

Aiutateci a mantenere in vita un servizio utile alla comunità, unendovi ai deputati e ai senatori eletti all’estero che hanno già confermato la loro diretta partecipazione.

Marciamo tutti uniti dicendo che il nostro Consolato non si tocca e contribuiamo a far pesare la nostra voce compilando le cartoline da spedire a Roma.

Cartoline a disposizione di chiunque, sia il giorno della manifestazione, che presso le tante Associazioni presenti nella circoscrizione consolare.

Con solo 50 centesimi potrete scrivere il vostro nome su una delle tante cartoline che raggiungeranno il Ministero a riprova della forza che unisce un popolo italiano al 100% anche se costretti ad emigrare e a vivere all’estero.

Alla manifestazione portate striscioni, cartelloni, fischietti, campane, trombe, insomma quello che é necessario per farci capire e sentire.

Ricordate il proverbio che dice “L’unione fa la forza” - e noi, uniti, siamo imbattibili.

Partecipate,  participate,  participate!!!

 

Nella speranza di vedervi sabato vi saluta il Coordinatore Romeno Catanese

 

(nella foto: Romeno Catanese e Lucio Albanese, CTIM Norimberga)

 

P.S. Aiutateci, contribuendo al successo della manifestazione girando questa notizia a tutti i vostri conoscenti di qualsiasi nazionalità essi siano: solo così potremo raggiungere un numero considerevole di partecipanti, tale che Giornali e Televisioni avranno il loro daffare.

 

Freunde, der Wendepunkt unseres wichtigen Kampfes naht:  Nach der Sommerpause werden die Verhandlungen zwischen dem italienischen Außenminister und den Vertretern der italienischen Gemeinschaft, die auf ihr Recht besteht, den öffentlichen Dienst des Konsulats weiterhin in Anspruch zu nehmen, weitergeführt.

Als Koordinator des Komitees möchte ich euch bitten, diese Demonstration am 19. September gegen die Schließung unseres Konsulats mit all euren Bekannten und Freunden zu unterstützen.

Helft uns diesen nützlichen Dienst an der Gemeinschaft aufrechtzuerhalten, indem ihr euch den zuständigen italienischen Abgeordneten, die bereits ihre direkte Hilfe zusagten, anschließt.

Lasst uns für den Erhalt unseres Konsulats alle gemeinsam marschieren; lasst unserer Stimme mehr Gewicht durch die Sendung unserer Karten nach Rom verleihen.

Diese Karten sind bei den italienischen Vereinen für jeden erhältlich und werden bei der Veranstaltung am 19. September eingesammelt.

Mit nur 50 Cent könnt ihr euren Namen auf eine der vielen Karten schreiben, die anschließend das Auswärtige Ministerium in Rom erreichen werden, um zu zeigen das wir zu 100 Prozent EIN italienisches Volk sind, auch wenn wir gezwungenermaßen emigriert sind und im Ausland leben!

Zur Demo bringt bitte Plakate, Pfeifen, Glocken, Trompeten mit, also alles was Lärm macht, damit wir gehört und verstanden werden. Denkt an das Sprichwort das besagt: „Gemeinsam sind wir Stark“ - und zusammen sind wir unbesiegbar.

nehmt teil, nehmt teil, nehmt teil !!!

 

In der Hoffnung euch am Samstag zu sehen, grüßt euch der Koordinator

Romeo Catanese

 

P.S. Unterstützt uns, um den Erfolg der Demonstration zu erreichen, in dem Ihr diese Info an all euren Bekannten, egal welcher Nationalität, weiterleitet; nur wenn wir zahlreich daran teilnehmen, können Zeitungen und Fernsehsender auf uns aufmerksam werden und ihren Teil beitragen.

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"ll gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato d'Italia in Norimberga"

 

INVITA TUTTI GLI ITALIANI

DELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI NORIMBERGA

A PARTECIPARE ALLA DIMOSTRAZIONE DI

SABATO  19 SETTEMBRE 2009

 

 

Ci incontriamo tutti alle 14.30 a Plärrer e si parte alle 15.00 in direzione Weisser Turm, Lorenzkirche, Hauptbahnhof, per finire alla sede del Consolato.

 

Partecipate numerosi,

CONTRO LA CHIUSURA DEL NOSTRO CONSOLATO !!!

 

Per maggiori informazioni chiamare allo 0172 / 81 42 150

 

”Der Koordinationskreis zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg”

 

veranstaltet am Samstag, den 19. September 2009

eine Demonstration gegen die Schließung des italienischen Konsulates in Nürnberg.

Alle in Franken lebenden Italiener und alle deutschen Mitbürger, die unsere Forderungen unterstützen, sind zur Teilnahme eingeladen.

Wir treffen uns um 14.30 Uhr am Brunnen am Plärrer (Verkehrsinsel). Der Zug führt um

15.00 Uhr in Richtung Weißer Turm, Lorenzkirche, Hauptbahnhof, zum Gebäude des Italienischen Konsulates in Nürnberg.

 Erscheint zahlreich

GEGEN DIE SCHLIEßUNG UNSERES KONSULATES!!!!

 

Weitere Auskünfte unter: 0172 / 81 42 150


L’ON. GARAVINI (PD) INCONTRA I SUDTIROLESI NEL MONDO A STOCCARDA: L’ASSOCIAZIONISMO È UN IMPORTANTE PATRIMONIO PER I VALORI POSITIVI DELLA NOSTRA ITALIANITÀ 

STOCCARDA\ aise\ - "È indispensabile il contributo delle associazioni nel valorizzare lo straordinario patrimonio di risorse umane, storiche e culturali presenti nel mondo dell’emigrazione". Sono parole di apprezzamento quelle dell’on. Laura Garavini (Pd), ospite all’annuale incontro dei Sudtirolesi nel mondo a Stoccarda. "L’associazionismo italiano in emigrazione, a maggior ragione se di natura regionale, ricopre un ruolo fondamentale, aiutando gli emigrati a tenere un legame fecondo con la propria terra d’origine e promuovendo i valori e le tradizioni italiane e favorendo al contempo i processi di integrazione nei rispettivi paesi di residenza".
"Apprezzo il vasto raggio di iniziative ideate per i Sudtirolesi nel mondo, come l’insegnamento di lingua e cultura italiana oppure i soggiorni in Italia che permettono ai giovani di conoscere la terra dei loro genitori", ha detto la deputata eletta all’estero commentando il programma illustrato dall’associazione. "Insieme all’offerta di consulenza e sostegno in ambiti come previdenza sociale, cittadinanza o rientro in patria, questo impegno fa dell’associazione un punto di riferimento per tutta la collettività dei Sudtirolesi all’estero".
"Il futuro dell’associazionismo in emigrazione sta in una maggiore messa in rete delle molteplici realtà associative, siano esse di carattere regionale, culturale, socio-assistenziale", ha infine puntualizzato la Garavini, invitando le rappresentanti femminili presenti a Stoccarda a partecipare al secondo incontro annuale del Coordinamento Donne Italiane in Germania, previsto per sabato 19 settembre, a partire dalle 14,00 presso il centro Evangelisches Frauenbegegnungszentrum a Francoforte.


IL DEPUTATO TEDESCO LOTHAR MARK E IL PRESIDENTE DGB STEFAN REBMANN SCRIVONO ALL’AMBASCIATORE VALENSISE CONTRO LA CHIUSURA DELL’AGENZIA CONSOLARE DI MANNHEIM 

"Eccellenza, quali Deputato al Parlamento federale della città di Mannheim e Presidente del DGB della Regione metropolitana Rhein-Neckar ci rivolgiamo oggi a Lei, per esprimere la nostra preoccupazione sul futuro dell'Agenzia Consolare d'Italia a Mannheim". Inizia così la lettera che Lothar Mark e Stefan Rebmann hanno inviato al nuovo ambasciatore italiano a Berlino, Michele Valensise.
"Il mese scorso – vi si legge – abbiamo appreso che a Roma si prospetta la chiusura della rappresentanza consolare di Mannheim. Quest’annuncio ci ha colto di sorpresa poiché, da parte italiana, ci era stato assicurato che non era previsto alcun piano di chiusura dell’Agenzia consolare. Dall’eventuale chiusura sarebbero colpiti circa 18.000 italiani a Mannheim e nella Regione del Reno/Neckar. Tanti concittadini italiani si rivolgono all'Agenzia Consolare fin dalla loro nascita. Il consolato ha per loro un significato immenso, é un pezzo d'Italia non distante, che offre aiuto insostituibile per i vari bisogni amministrativi".
"In particolare – proseguono i due politici tedeschi – tanti anziani di cittadinanza italiana hanno difficoltà a leggere e compilare atti e formulari d'ufficio. Il supporto per le pratiche d'ufficio é per loro indispensabile ed essi si sentono ben rappresentati dallo Stato italiano a Mannheim. Comprendiamo la razionalizzazione intrapresa dal Governo italiano, tuttavia il risparmio, con la prospettata chiusura del Consolato a Mannheim, la seconda città per popolazione nel Baden-Württemberg e con un gran numero di italiani qui residenti, scompare considerando le conseguenze negative per la regione e i suoi cittadini italiani".
"Eccellenza, per l’importanza rivestita dalla rappresentanza italiana nella città di Mannheim e per i concittadini italiani ivi residenti La preghiamo, cordialmente, di intervenire affinché il Governo italiano esamini, benevolmente, la possibilità del mantenimento della rappresentanza consolare. Per i nostri concittadini italiani – concludono – sarebbe di gran sollievo se il Governo italiano riflettesse sulla chiusura ed essi potessero, anche in futuro, rivolgersi all'Agenzia Consolare a Mannheim".

Clicca, per vedere l'originale in tedesco


 

 

L'Istituto nazionale per il Commercio Estero I.C.E. Düsseldorf comunica:

 

"MEET ITALY”

ITALIA ALLA "SCHWEISSEN & SCHNEIDEN"

INTERNATIONAL TRADE FAIR JOINING CUTTING SURFACING

 

ESSEN, 14 – 19 Settembre 2009

 

Padiglione 5.0, Stand 108/127 - Informazione: Stand 125

 

 

Dal 14 al 19 settembre la “Schweissen & Schneiden 2009”, fiera internazionale della saldatura e del taglio, apre per la 17esima volta i suoi battenti ad Essen. Sarà presentata una panoramica completa degli sviluppi e delle innovazioni attuali nelle tecniche di giunzione, taglio e rivestimento.

 

Nonostante il quadro economico generale, Frank Thorwirth, presidente della Direzione di Messe Essen GmbH, ha annunciato che il complesso fieristico è di nuovo al completo. Saranno presenti oltre 1.000 espositori - da più di 40 nazioni - il 56% dei quali proverrà dall’estero.

La partecipazione italiana, con ca. 120 espositori, sottolinea l’indiscutibile ruolo svolto dall’industria italiana altamente specializzata nel contesto internazionale.

 

Come per le precedenti edizioni, l’Istituto nazionale per il Commercio Estero, I.C.E. Düsseldorf, organizza anche quest’anno una partecipazione collettiva. Saranno 9 le aziende italiane espositrici, che esporranno, su una superficie di ca. 150 mq, le loro innovazioni tecnologiche nel settore della saldatura.

 

L’antica tradizione nella costruzione dei macchinari, la versatilità, la flessibilità del sistema delle piccole e medie imprese italiane e lo stretto contatto con la clientela sono le caratteristiche che contraddistinguono l’industria italiana della saldatura, che si propone come “leader” tra i Paesi e partner di alto valore per gli operatori del settore a livello globale.

 

La collettiva italiana (stand 108, 125 e 127) è posizionata nel padiglione 5.0 con la doppia finalità di dare visibilità alle aziende presenti e favorire incontri B2B.

 

La stampa specializzata internazionale sarà accolta nella zona “ICE” (padiglione 5.0, stand 125) per scambi informali con i rappresentanti dell’ICE.

 

Alcuni dati statistici pubblicati dal GTIS (Global Trade Atlas):

 

Italia Import

Secondo la GTIS (Global Trade Atlas), nel 2008 l’Italia ha importato macchine, apparecchiature, attrezzature e materiali per la saldatura per un volume di 23,160 mln. €. I sei principali Paesi fornitori sono stati: Germania 18,56 %, Polonia 12,82 %, Cina 14,20 %, Repubblica Ceca 12,63 %, Francia 9,82 % ed Austria 8,71 %.

 

Italia Export

Nel 2008, l’esportazione italiana di macchine, apparecchiature, attrezzature e materiali per la saldatura è ammontata a 43,370 mln. €. I sei principali mercati di sbocco sono stati: Francia 19,67 %, Brasile 8,18 %, Germania 6,93 %, Spagna 5,48 %, Turchia 5,43 % e Repubblica Ceca 4,34 %.

 

Germania Import

Nel 2008, la Germania ha importato macchine, apparecchiature, attrezzature e materiali per la saldatura per un valore di 49,824 mln €. I sei principali Paesi fornitori sono stati: Italia 24,32 %, Austria 14,98 %, Cina 9,24 %, Svizzera 5,91 %, Stati Uniti 5,55 % e Paesi Bassi 4,76 %.

 

Germania Export

Nel 2008, del volume export pari a 170,157 mln. €, la fetta più grossa è andata in Italia con 7,6 %, seguita da Stati Uniti 6,62 %, Francia 6,54 %, Spagna 5,59 % e Paesi Bassi 5,28 %.

 

Per maggiori informazioni:

 

Maria Ines Aronadio, Direttore ICE in Germania

Tel.: +49 (0) 30 88440324

Cell.: +49 171 7848786

 

Simona Bernardini

Responsabile Sezione Beni di Consumo e Strumentali

ICE Düsseldorf

Tel.: +49 (0)211 3879929

Cell.: +49 173 4917088

 


 

Die Staatsgalerie Stuttgart erforscht Friedensbilder

 

Das Forschungsprojekt will den kommunikativen Grundlagen frühneuzeitlicher Friedensprozesse in Europa auf die Spur kommen

Sehr geehrte Damen und Herren der Presse,

unter dem Titel "Übersetzungsleistungen von Diplomatie und Medien. Europa 1450 - 1789" startet das Verbundprojekt in diesem Sommer. Das Bundesministerium für Bildung und For-schung (BMBF) fördert das Vorhaben im Rahmen des Schwerpunktthemas "Übersetzungs-funktionen der Geisteswissenschaften" bis 2012.

WissenschaftlerInnen der Staatsgalerie Stuttgart, aus dem Institut für Europäische Geschichte in Mainz und dem Institut für Europäische Kulturgeschichte in Augsburg forschen dabei aus ihren unterschiedlichen Blickwinkeln. Die drei Teilprojekte werden geleitet von Prof. Dr. Heinz Duchhardt (Mainz), Dr. Martin Peters (Mainz), Prof. Dr. Johannes Burkhardt (Augsburg), Prof. Dr. Wolfgang E. J. Weber (Augsburg) sowie PD Dr. Hans Martin Kaulbach (Stuttgart).
In gemeinsamen Workshops werden die erarbeiteten Ergebnisse präsentiert und diskutiert.

Bei der Realisierung von europäischen Friedenskongressen waren in der Zeit zwischen 1450 und 1789 nicht nur Fürstenfamilien und Diplomaten, sondern auch Gelehrte und Künstler der Zeit aktiv beteiligt. Die Fragestellungen der Forscher konzentrieren sich auf den konkreten Ablauf von Friedensverhandlungen, auf die Schwierigkeiten bei der Vermittlung, die Überbrückung kultureller Missverständnisse sowie auf die Deutung und Rezeption von Frieden.

Die Staatsgalerie Stuttgart setzt ihren Forschungsschwerpunkt auf Bilder von Frieden und Friedensverträgen: "Es geht um die Übersetzungsleistungen der Kunst: Was erzählen uns historische Bildberichte von Friedensschlüssen heute, wie deuten wir allegorische Bilder des Friedens?", so Cornelia Manegold, wissenschaftliche Mitarbeiterin der Staatsgalerie. Ihre Arbeit wird durch die Förderung des Bundesministeriums für Bildung und Forschung (BMBF) ermöglicht.

"Zum Abschluss der Forschungsarbeit ist eine Ausstellung mit Werken aus dem reichen Bestand der Graphischen Sammlung geplant," erklärt Hans-Martin Kaulbach, der zuständige Konservator der Staatsgalerie Stuttgart.

 


 

Amenta (Comites di Norimberga) scrive a Italia chiama Italia:

Dov'è finito il Fini di un anno fa?

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini
Al presidente Fini vorrei dire che noi Italiani che viviamo all'estero, abbiamo ancora sangue italiano; come dire, c'è tanta italianità nel nostro DNA, così come in quello dei nostri figli e nipoti.

Riportiamo la lettera inviata a Italia chiama Italia da Antonio Amenta, membro del Comites di Norimberga (Germania), il quale è deluso e sorpreso dalle recenti affermazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha parlato - fra le altre cose - di "immigrati che si sentono più italiani dei figli e dei nipoti degli italiani nel mondo".

"Caro direttore - scrive Amenta in una email diretta a Ricky Filosa -, torno di nuovo a farmi vivo. In questi giorni sono rimasto stupito e deluso delle affermazioni del Presidente della Camera on. Fini. Al presidente Fini vorrei dire che noi Italiani che viviamo all'estero, abbiamo ancora sangue italiano; come dire, c'è tanta italianità nel nostro DNA, così come in quello dei nostri figli e nipoti".

"Il presidente Fini potrebbe domandare all'on. Tremaglia, riguardo gli italiani all'estero, che lui ha visto di persona, essendo stato l'unico politico italiano che ha avuto i maggiori contatti con gli italiani nel mondo. Voglio fare presente al presidente Fini - continua Amenta - che i ragazzi italiani dimostrano il loro affetto all'Italia in tutte quelle manifestazione sportive dove i colori Italiani hanno vinto, così pure loro come i padri e i nonni si commuovono quando ancora oggi viene eseguito l'inno Italiano".

"Riguardo il voto agli immigrati in Italia: ma lo sa l'on Fini che noi cittadini italiani, per esempio in Germania, abbiamo solo il voto comunale e provinciale? Ma non per grazia ricevuta delle istituzioni tedesche - sottolinea nella sua nota il consigliere del Comites di Norimberga -, ma perché è una disposizione europea solo per i cittadini comunitari, tutti gli altri esclusi. Sarebbe opportuno che i nostri deputati eletti all'estero informassero il presidente Fini dei nostri diritti".

Amenta, nella sua nota, è anche convinto che "da quando il Presidente Fini ricopre questo incarico istituzionale, abbia perso di vista la realtà degli Italiani all'estero, di cui non si sente più parlare. Vorrei chiedere all'On. Fini: cosa ne pensa della chiusura di tante sedi consolari, e dei tagli all'assistenza? Ma  dov'è finito il Fini che conoscevamo bene sino a un anno fa?".

Eh già, dove diamine si è cacciato?


IL DIFFICILE INSERIMENTO DEI GIOVANI ITALIANI NELLE SCUOLE TEDESCHE AL CENTRO DELL’INCONTRO TRA IL CONSOLE CIANFARANI E IL SOTTOSEGRETARIO NEUMEYER

MONACO\ aise\ - Inserimento scolastico ancora largamente insoddisfacente dei giovani di origine migratoria in Germania, con ripercussioni negative sulla cresciata sociale, economica e culturale dei connazionali delle seconde e terze generazioni. Sono questi i temi affrontati dal console generale, ministro Adriano Chiodi Cianfarani e il presidente del Comites di Monaco di Baviera, Claudio Cumani, durante un incontro tenutosi nei giorni scorsi con il sottosegretario bavarese per i Problemi dell'Integrazione, Martin Neumeyer, su invito di quest’ultimo. La collettività italiana in Germania infatti, se sotto diversi aspetti è molto integrata (e come tale viene generalmente percepita dai tedeschi), risulta essere ancora collocata ai gradi iniziali della scala sociale.
Il console generale ed il presidente del Comites nel corso dell’incontro hanno sottolineato come sul tema della scuola la loro azione operi cercando da una parte una stretta collaborazione con le istituzioni locali, dall'altra promuovendo la sensibilizzazione delle famiglie circa la necessità di una maggiore attenzione al rendimento scolastico dei giovani e sull’opportunità di stimolare le loro aspirazioni professionali.
Certamente il tema dell'integrazione scolastica va in prospettiva affrontato anche alla luce di una osservazione sociologica della nostra comunità, che ne evidenzi la progressiva trasformazione avvenuta negli anni. Quella italiana è infatti la comunità col più alto numero di nuclei familiari bi-nazionali e bi-culturali (20% circa): il numero, già non trascurabile, dei giovani italiani con il doppio passaporto aumenterà, come per tutti, anche grazie alla cittadinanza assegnata automaticamente per legge ai nati in Germania dopo il 2000. A questi dati si aggiunge una "vivace mobilità dei nuclei familiari", che si traduce in oltre il 55% dei neonati italiani figli di unioni de facto, non tutte di lunga durata.
Allargando il campo, il console generale ed il presidente del Comites hanno anche evidenziato l’opportunità di un maggior coinvolgimento politico della comunità italiana, i cui tassi di partecipazione alle elezioni locali risultano tuttora assai bassi. Il presidente del Comites ne ha approfittato per valorizzare la campagna informativa che il Comitato ha proprio in questa direzione effettuato presso la nostra comunità in occasione delle elezioni amministrative del marzo 2008 e delle Europee del giugno di quest'anno.

Il Console Generale ha sottolineato come i partiti politici locali potrebbero sfruttare ciascuno a proprio vantaggio il potenziale elettorale rappresentato dai residenti italiani, oggi quasi del tutto inesplorato, attraverso mirate campagne che, rispondendo alle esigenze dei nostri connazionali, siano in grado di stimolarne la presenza nelle liste elettorali dei partiti tedeschi e quindi anche alle urne.
Il Sottosegretario Neumeyer ha espresso grande interesse per l'avvio di una collaborazione e vivo apprezzamento per la capacità di rapporto unitario che la comunità italiana è in grado di esprimere pur nella diversità di ruoli fra Consolato Generale e Comites. Ha ringraziato per le opportunità offerte per raggiungere le associazioni ed i mezzi di informazione italiani in occasione di una campagna del Governo bavarese di informazione e sensibilizzazione delle famiglie sui programmi per l’integrazione. A questo proposito, ha manifestato interesse a promuovere un incontro del Comites e delle altre istanze italiane con l'associazione degli insegnanti bavaresi e con i diversi operatori locali operanti nel settore dell'educazione e della formazione professionale. Ha poi confermato che il "Programma Azione Integrazione" varato nel luglio del 2008 dal Governo locale continua ad essere il principale quadro di riferimento nell'operato delle istituzioni bavaresi in tema di integrazione (anche scolastica e professionale) dei giovani di origine migratoria.
Sul piano della partecipazione politica, il sottosegretario Neumeyer ha poi dichiarato di voler raccogliere le indicazioni sulle potenzialità offerte (indistintamente a tutti i partiti politici) dai circa 48mila italiani aventi diritto di voto qui residenti, aggiungendovi l’apprezzamento per quanto già effettuato presso la nostra comunità ai fini di una maggiore partecipazione, ben consapevole come una riuscita integrazione passi anche per il coinvolgimento nelle assemblee rappresentative locali.
Il sottosegretario Neumeyer ha quindi concluso con un invito a servirsi della propria struttura al fine di ottenere un effetto moltiplicativo degli sforzi per il pieno e soddisfacente inserimento della nostra comunità nella realtà bavarese.

nella foto:il Console Cianfarani


 

Il programma invernale dell'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera

Cari Amici dell’Istituto Italiano di Cultura,

 

abbiamo il piacere di segnalarVi che a partire dal semestre invernale 2009/2010 verranno attivati nuovi corsi speciali che tratteranno temi di interesse culturale.

I corsi non sono rivolti esclusivamente ad un pubblico tedesco con buone conoscenze della lingua italiana, ma anche ad italiani che desiderano approfondire le proprie conoscenze nei diversi settori quali la letteratura, l'arte, il cinema, il diritto, la canzone d’autore e la traduzione.

 
 
Cordiali saluti
 
 

Liebe Freunde des Italienischen Kulturinstituts,

wir freuen uns, Sie auf die neuen Kurse mit kulturellen Themen hinzuweisen, die ab Wintersemester 2009/2010 stattfinden werden. Die Kurse richten sich nicht nur an das deutsche Publikum mit guten Kenntnissen der italienischen Sprache, sondern auch an das italienische, das sein Wissen in verschiedenen Bereichen wie LiteraturKunst, Filmkunst, Recht oder Übersetzung vertiefen möchte.

 

Anbei erhalten Sie das ausführliche Programm.

 

Mit freundlichen Grüssen


IL CORRIERE D’ITALIA (GERMANIA) RILANCIA:

PER IL 2010 40MILA COPIE STAMPATE E 10MILA ACCESSI ON LINE OGNI MESE 

Mauro Montanari

FRANCOFORTE\ aise\ - Si è tenuta ieri, 1 settembre, ed oggi a Francoforte la due-giorni di riunione di redazione del mensile "Il Corriere d'Italia". Presenti l’editore Pio Visentin, il direttore Mauro Montanari, la responsabile di redazione Licia Linardi e la redazione tutta, si è fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future della testata.
"Gli obiettivi da raggiungere entro il 2010", precisa oggi in una nota stampa il direttore Montanari, "sono le 40mila copie cartacee mensili distribuite in Germania e una diffusione sul web, soprattutto in Europa, che raggiunga le 10mila aperture mensili (con almeno 35mila pagine lette), contro le attuali 32.500 copie cartacee e le circa 7mila aperture mensili (con 25mila pagine lette)".
"Questo obiettivo segnerebbe una pietra miliare per un giornale italiano all’estero ed è perfettamente nelle nostre possibilità", ha aggiunto Montanari, che ha concluso: "Il Corriere d’Italia è stato segnalato nel 2008 e nel 2009 da una apposita commissione presso la Presidenza del Consiglio come il miglior giornale italiano all’estero".


SALVIAMO IL CONSOLATO AD AMBURGO: L’APPELLO DEI CONNAZIONALI RILANCIATO SU "ITALIANS" 

Valeria Cattaneo ha inviato a Beppe Severgnini, giornalista del Corriere della Sera e "padre" di Italians, blog popolarissimo tra i connazionali all’estero, il grido d’aiuto degli italiani residenti ad Amburgo.

"Caro Beppe, cari Italians,

vogliono chiuderci "Das Tor zur Welt", costringere i circa 15 mila italiani residenti da Amburgo alle isole Frisone a farsi fino a 500 km per rinnovare il passaporto, creare gravi complicazioni alle navi italiane in transito. E i cervelli italiani, i connazionali che lavorano in aziende come Airbus e Desy non contano più niente? Nessuno è interessato a tenerli d’occhio e a incentivarne il ritorno con un bagaglio pieno di preziose esperienze, che potrebbero essere più che utili al nostro Paese?".
"Il "mondo orientale", a cui l’Italia sembra essere tanto interessata, non sarebbe opportuno imparare dalla città che ha i rapporti più stretti con la Cina tra le città tedesche? Per non parlare poi – si legge nella email – dell’internazionalizzazione del mondo: perché non provare le ricette di Amburgo che secondo un’inchiesta recente sembra essere la più "globale" e avere le prospettive economiche migliori in Germania? Spero che il governo italiano ci ripensi e soprattutto guardi al futuro".
"L’italiano con la valigia di cartone – sottolinea – non esiste più, non ci sarà più l’arruolamento di massa dei lavoratori italiani per l’industria tedesca e quelli rimasti nell’area di Wolfsburg, che forse è la ragione della scelta di Hannover rispetto ad Amburgo, si sono già pienamente integrati. I loro figli parlano meglio il tedesco dell’italiano e non hanno certo bisogno di aiuto per inserirsi nella realtà lavorativa tedesca. I nuovi emigranti sono costituiti anche dalle centinaia di laureati che scappano dall´Italia, priva di interessanti prospettive lavorative, e fuggono all’estero nelle grandi città come Berlino, Amburgo, Monaco e Francoforte. È lì che il Paese deve essere presente e non dimenticarsi dei suoi figli. Gli Italiani dell’area di Amburgo si oppongono alla decisione di chiudere il consolato (www.salviamo-il-consolato.de/de/chi) e contano su una nuova riflessione da parte da parte del governo italiano".


ONNESI ALLA SCOPERTA DELLA GERMANIA INCONTRANO L’AMBASCIATORE VALENSISE 

BERLINO\ aise\ - Torneranno in Italia domani sera, giovedì 27 agosto, i 99 abitanti di Onna che hanno partecipato al viaggio in Germania offerto dal ministro federale tedesco dei Trasporti, dell’Edilizia e dello Sviluppo urbano Wolfgang Tiefensee e dalle città di Lipsia e Halle. Gli Onnesi, partiti il 23 agosto dall'aeroporto di Pescara con un volo messo a disposizione gratuitamente da Air Dolomiti, oltre ad avere visitato le due città tedesche sono stati anche a Berlino. Nella capitale tedesca sono stati inoltre ricevuti e invitati a pranzo dall'Ambasciatore italiano Michele Valensise.
Sono entusiasti del viaggio e dell'accoglienza ricevuta: "sfatiamo il mito dei tedeschi freddi", dice al telefono da Halle Daniela De Felice, 27 anni. "Sono tutti molto calorosi e gentili, e poi tollerano i nostri ritardi che qualche volta fanno slittare il programma. La parte più bella del viaggio per me è stata sicuramente la gita a Berlino".
Contento anche Paolo Paolucci. Per lui, come per la maggior parte degli Onnesi, è il primo viaggio in Germania: "ci stanno trattando benissimo, sentiamo proprio l'affetto della gente, é emozionante". Era stato lo stesso ministro Tiefensee a invitare in Germania gli abitanti di Onna in occasione della sua visita, il 15 giugno, nel paese abruzzese distrutto dal terremoto del 6 aprile.


 

BASSA SASSONIA, VISITA DI MICHELE VALENSISE, NUOVO AMBASCIATORE ITALIANO IN GERMANIA

Venerdì 21 agosto il nuovo Ambasciatore italiano in Germania, Michele Valensise, si è recato in Bassa Sassonia per visitare le strutture consolari presenti ad Hannover e Wolfsburg. Accompagnato dal I Consigliere Gabriele Meucci, ha colloquiato prima con la Reggente del Consolato Generale di Hannover Sig.ra Eleonora Rossi e poi con il Presidente del comites locale Dott. Giuseppe Scigliano con il quale si è intrattenuto per circa un’ora.

Schietto ed aperto il nuovo Ambasciatore ha precisato di voler lavorare costruttivamente con i Comites e con il CGIE così come ha già fatto egregiamente in Brasile (solo se si lavora unendo le forze si possono raggiungere ottimi traguardi per la nostra collettività. L’Ambasciatore Valensise ha detto che al centro del suo impegno ci sarà anche e sopratutto l’integrazione scolastica dei bambini italiani (come risaputo siamo agli ultimi posti delle statistiche).

Scigliano, che ha rappresentato e rappresenta ancora gli italiani, su delega dell’intercomites presso il Forum dell’integrazione chiamato in vita dall’attuale Governo tedesco e che ha, tra le altre cose, partecipato proprio al gruppo di lavoro che riguarda l’integrazione scolastica (tale scelta è stata concordata a suo tempo con l’allora consigliere Alessandro Gaudiano), avvalendosi altresì delle conoscenze dirette acquisite sul territorio in qualità di insegnante, ha illustrato il sistema scolastico della Bassa Sassonia ed ha riferito del piano per l’integrazione varato dal Governo di Angela Merkel.

Il Presidente del Comites ha dato la sua disponibilità per riferire (in un prossimo incontro che si terrà a Berlino) al nuovo Ambasciatore, i dettagli del piano per l’integrazione ed il lavoro fatto con il Ministro Dr. Prof. Maria Böhmer con la quale ancora collabora (Di tutti i presenti al primo Forum Forum sull’integrazione sono rimasti, su scelta del Governo, solo 12 rappresentanti stranieri tra cui Scigliano).

Così come richiesto dall’Ambasciatore Valensise, il Presidente del Comites Scigliano, ha presentato la situazione degli italiani della Bassa Sassonia ed alcune delle attività che il Comites ha avviato sul territorio di sua competenza (tra queste il Progetto di integrazione attraverso lo sport “Squadra di strada” che ha visto nascere da poco la società sportiva “Figli d’Italia” che gioca in terza categoria ed il progetto Club anni 50/60 rivolto agli anziani). Ha messo specialmente in risalto l'ottimo lavoro fatto dal Comites insieme al Consolato Generale. Tantissime sono state le attività culturali realizzate congiuntamente.

Scigliano ha anche parlato di politica scolastica ed ha evidenziato il pregevole contributo dato dal COASSCIT di Hannover e dal suo Presidente che, tra le altre cose, ha avviato una stretta collaborazione con la città di Hannover dalla quale è nato il progetto "Forza Abi" (Tutto viene fatto come volontariato dai membri dell’Assemblea di questo comitato scolastico. Nessuno di loro ha diritto ad oneri e le cariche vengono rinnovate ogni due anni).

Il Presidente del Comites di Hannover ha messo in risalto anche e sopratutto gli interessi italiani nella capitale della Bassa Sassonia ( Uno dei tanti, la Fiera che vede la presenza di tantissimi industriali italiani) e la posizione geografica di Hannover (si trova al centro di una regione grande quanto la Lombardia ed il Piemonte messo insieme su cui vivono più di 23.000 italiani - Escluso Wolfsburg che fa riferimento all’agenzia consolare- ).

Non per ultimo ha fatto notare che quando si parlava di chiusure dei consolati, in Bassa Sassonia il Comites di Hannover ha raccolto tantissime firme (più di mille) appoggiandosi principalmente a tutte le organizzazioni esistenti nella Regione. Persino nelle Isole.

L’Ambasciatore ha ascoltato con molto interesse ed ha mostrato tantissima sensibilità per i problemi dei nostri connazionali. Questo lascia ben sperare in una politica futura basata anche sulle esigenze della nostra gente residente in Germania.

L’Ambasciatore Valensise ed il suo collaboratore sono proseguiti alla volta di Wolfsburg dove si sono incontrati con l’Agente consolare e con il Presidente locale.


LA CONFSAL-UNSA E IL COMITES INCONTRANO A MANNHEIM IL MINISTRO DEGLI ESTERI TEDESCO STEINMEIER 

MANNHEIM\ aise\ - La Confsal-Unsa Coordinamento Germania ed il Comites di Mannheim, su invito delle più alte cariche della SPD di Mannheim, hanno incontrato il 26 agosto scorso il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, attuale candidato dell'SPD alla carica di presidente del Consiglio in vista delle prossime elezioni federali.
L'incontro pubblico, avvenuto in ambito di campagna elettorale alla presenza di cittadini autoctoni e stranieri residenti a Mannheim, fra le varie tematiche trattate, ha anche evidenziato i gravi disagi per la collettività italiana derivanti dall'intenzione del ministero degli Esteri italiano di chiudere l'Agenzia Consolare della città.
Nell'appello rivolto al ministro degli Esteri tedesco, i rappresentanti del Comites e della Confsal-Unsa hanno sottolineato l'importanza di una presenza istituzionale italiana a Mannheim ai fini della tutela degli interessi italiani in loco e della collettività italiana, che nella regione conta più di 50mila cittadini: nelle statistiche degli stranieri residenti gli italiani occupano infatti il 2° posto.
Al ministro Steinmeier è stata quindi consegnata copia della cartolina diretta al ministro Franco Frattini - la stampa è stata predisposta dal Comites di Mannheim -, con cui gli italiani residenti nel land tedesco protestano contro l'annunciata chiusura dell'Agenzia Consolare di Mannheim.


 

Il Consolato Generale di Colonia comunica:

 

L' 8 agosto di ogni anno e' designato "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo" in ricordo della tragedia della miniera di Marcinelle (Belgio), accaduta l'8.8.1956, dove morirono 136 italiani. In tale occasione, l’On.le Ministro degli Affari Esteri ha rivolto il seguente messaggio ai connazionali all’estero:

“Cari connazionali,
con sentimenti di profonda partecipazione desidero evocare la ricorrenza dell’8 agosto, proclamata nel 2001 “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, per onorare tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero.
L’8 agosto, perché in quella data perirono a Marcinelle nel 1956, in una tragedia mineraria con pochi precedenti, 262 minatori, di cui 136 nostri connazionali, suscitando una emozione che non si è mai spenta nei nostri cuori.
Alla memoria di tanti lavoratori scomparsi, che con dignità e sacrificio hanno portato per il mondo l’immagine migliore di un’Italia operosa e fiera, rivolgo un deferente omaggio, cui vi invito tutti ad unirvi in un unico afflato.
Ho da parte mia disposto che tutte le Rappresentanze diplomatiche e consolari osservino, in occasione della ricorrenza, un minuto di silenzio per commemorare le vittime che hanno onorato il nostro Paese.”

La ricorrenza verrà celebrata, il giorno di lavoro del 7 agosto p.v., alle ore 12.00, con un minuto di silenzio, da parte di tutti i presenti all'interno degli uffici di questo Consolato Generale.

 

Italienisches Generalkonsulat

Dipl.Üb. Inge Adams

Öffentlichkeitsarbeit u. Politik

Universitätsstrasse 81 - 50931 Köln

T. 0221- 4008727 F. 0221-400877


Germania: la legge non fa sconti ai clandestini

Gli immigrati extracomunitari in regola devono pagare 50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno. Dopo un anno il documento scade e non viene automaticamente rinnovato. La legge del 2005 prevede per i clandestini una pena di fino ad un anno di reclusione (articolo 95) e fino a tre anni per i recidivi.

Non attraversare la strada col semaforo rosso, viaggiare sui mezzi pubblici con il biglietto, mai disturbare i vicini di casa. In Germania, l'immigrato clandestino deve stare sempre attento a non farsi notare, altrimenti, se viene scoperto, dovrà fare i conti con una legge molto severa. La “Aufenthaltsgesetz” tuttora in vigore ha una matrice di sinistra dal momento che è stata varata il 1 gennaio 2005 dalla coalizione rosso-verde formata dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder e dal suo vice e ministro degli Esteri ambientalista Joschka Fischer. Non esiste un dato ufficiale sul numero degli "illegali", come li definisce il codice tedesco, ma si stima che siano da un minimo di mezzo milione ad un massimo di un milione, in aggiunta ad una popolazione straniera di 6,7 milioni di residenti, tra cui 523.162 italiani alla fine del 2008. La legge prevede espressamente i respingimenti. Recita l’articolo 15: "Uno straniero che vuole entrare senza permesso, viene respinto alla frontiera”. Il perimetro confinario della Germania, tranne che sul mare del Nord e sul Baltico, è protetto per intero da altri Stati comunitari e dalla Svizzera, ma questo “privilegio” non basta per neutralizzare il problema.

Gli immigrati extracomunitari in regola devono pagare 50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno. Dopo un anno il documento scade e non viene automaticamente rinnovato. Per coloro che intendono svolgere un’attività economica autonoma in Germania il costo annuo del permesso di soggiorno è di 150 euro. “Gli illegali sono individui-ombra con le più svariate origini – scrive la ricercatrice Antonia Goetsch – Disoccupati, profughi, vecchi e giovani al seguito della loro famiglia, studenti, badanti. Pochi entrano illegalmente in Germania, la maggior parte si dilegua improvvisamente nella clandestinità quando scade il titolo di soggiorno”. La conseguenza è che “per la legge tedesca sono criminali, essi configurano una fattispecie di reato”.

La legge del 2005 prevede per i clandestini una pena di fino ad un anno di reclusione (articolo 95) e fino a tre anni per i recidivi. La rete dei riscontri amministrativi è strettissima. La vigilanza della polizia nei luoghi pubblici è costante e si avvale di moderne tecnologie per verificare in tempo reale i dati personali controllati durante i pattugliamenti stradali. Gli sportelli pubblici, le istituzioni scolastiche e sanitarie, come anche gli enti di assistenza sociale, hanno l’obbligo di denunciare immediatamente all’Ausländer amt (Ufficio stranieri) l’individuazione di clandestini.

Questo dovere vale anche per i medici ai quali è consentito soltanto di prestare cure urgenti. La dottoressa Adelheid Franz ha organizzato a Berlino un apposito “pronto soccorso” (Malteser Migranten Medizin) che è diventato un rifugio di emergenza per clandestine distrutte fisicamente dalla prostituzione oppure a rischio di abortire in avanzato stato di gravidanza. I clandestini alimentano il mercato nero della manodopera con un’incidenza di circa il 13 per cento sull’economia sommersa e un volume finanziario annuo di quasi 18 miliardi di euro. “L’immigrazione illegale con i suoi riflessi sul piano della criminalità, del mercato del lavoro e del sistema sociale – ha sottolineato di recente il sottosegretario agli Interni August Hanning – è una delle sfide più gravi per la nostra società”. (Velino)


 

 

LE MANIFESTAZIONI CONTINUANO

 

Lettera aperta del Presidente Comites di Norimberga, Dr. Stefano Palombo, al Min. Frattini, in relazione all'interrogazione dell'On. Razzi

 

Onorevole Ministro Frattini,

 

mi riferisco all’interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Razzi, in relazione alla programmata chiusura del Consolato d’Italia a Norimberga e, in primo luogo, ringrazio l’Onorevole per aver dato una particolare attenzione alla situazione norimberghese. Concordo con le considerazioni generali dell’On.le Razzi, già espresse in una lettera aperta dal Presidente del Com.It.Es. di Norimberga, poiché esse sono giuste e fondate.

 

Subito dopo devo però affrontare, chiaramente e senza mezzi termini, i principi di fondo che ci dividono dalla proposta di trasformare il Consolato di Norimberga in un Consolato Onorario. Ci tengo a sottolineare che le associazioni italiane della Franconia sostengono questa tesi e vedono, con un assoluto scetticismo, la proposta dell’istituzione di Consolati Onorari in Germania al momento attuale.

 

Non tocco appositamente la questione delle funzioni attribuibili (DPR nr. 18 del 05.01.1967 e DPR nr. 200 del 05.01.1967) al Console Onorario, perché li considero, nell’attuale contesto di ristrutturazione della struttura consolare in Germania, di ben poco peso.

 

nella foto: Stefano Palombo e Lucio Albanese

 

La realtà di Norimberga vede:

la presenza in Franconia di un Consolato che soddisfa egregiamente le esigenze di 28.000 connazionali;

una struttura organizzativa (locali, apparecchiature, rete di contatti con le autorità locali, ecc) consolidata nel tempo;

personale a contratto con decenni di anzianità di servizio ed una conoscenza perfetta della realtà locale;

un piccolo nucleo di personale di ruolo (il numero limitato di questo personale è dovuto al fatto che, da alcuni anni, tale personale  non è stato che parzialmente  sostituito);

una notevole importanza e prestigio del Consolato nei rapporti di carattere commerciale con la Franconia, ma anche nell’ambito culturale e assistenziale.

 

La trasformazione da Consolato a Consolato Onorario verrebbe a disfarsi  delle risorse di cui sopra e a negarle. Sfruttando, con un processo di ristrutturazione, di razionalizzazione mirata e condivisa, la realtà, sopra brevemente delineate, si può giungere ad un risparmio notevolissimo pur mantenendo la struttura consolare oggi esistente o, nell’ipotesi più drastica, trasformandola in altro tipo di unità amministrativa (vedi Agenzia) alle dirette dipendenze del Ministero (quindi di carattere non onorario).

 

Non da trascurare è un ulteriore punto di vista: l’istituzione di un "eventuale Consolato Onorario" metterebbe a rischio la costituzione di un Com.It.Es.  della zona e toglierebbe una rappresentanza politica dei connazionali qui residenti, che si faccia portavoce delle loro esigenze ed problematiche.

Si fa inoltre presente  che a Norimberga il Console Onorario della Repubblica Greca (Madeleine Schickedanz – erede della dinastia di proprietari dell’azienda di vendita per corrispondenza Quelle)  sta dimettendosi con molto clamore, proprio in questi giorni , dalla sua carica. Non ci servono, penso, altri argomenti a dimostrazione che la struttura dei Consolati onorari è

suscettibile all’influenza della congiuntura economica e sarebbe oggi, per una collettività di 28.000 italiani,  il cammino errato da seguire. Quella che sarà l’evoluzione futura delle strutture consolari (informatizzazione, Consolato digitale, ecc) non è al momento né realizzabile, né verificabile nella sua efficacia).  La nostra risposta alla collettività italiana deve essere concreta e fattibile.

 

Per finire, Onorevole Ministro Frattini, senza voler far particolarismi o campanilismi, sono convinto che la trasformazione del Consolato di Norimberga in Consolato Onorario sia un cammino da evitare. Le sarei grato se Le fosse possibile fare Sue le nostre argomentazioni  ed adoperarsi per una soluzione soddisfacente del problema del Consolato d’Italia a Norimberga a favore di tutta la collettività italiana della Franconia.

Questa soluzione può solo essere il mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga nella sua forma attuale o un suo ridimensionamento ad Agenzia.

 

Stefano Palombo, Presidente

 

 


 

COMUNICATO DEL GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO  D’ITALIA IN NORIMBERGA

 

presso Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de

 

Le associazioni della circoscrizione consolare di Norimberga ed il gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato si sono nuovamente riuniti in data 25.07.2009 per discutere il grave ed impellente problema della programmata chiusura del Consolato di Norimberga.

 

I presenti hanno preso atto:

  • delle dichiarazioni dei parlamentari italiani della circoscrizione estera che si sono dichiarati a favore di un congelamento del piano di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare italiana;

  • dell’incapacità del Ministero degli Affari Esteri di chiarire i criteri che hanno portato alla definizione della lista delle Ambasciate e dei Consolati destinati al declassificamento e/o alla chiusura;

  • della mancata  contabilizzazione da parte del Ministero degli Affari Esteri delle effettive possibilità di risparmio;

  • della caparbia ostinazione del Sottosegretario Mantica a voler tenere audizioni e fare dichiarazioni alla stampa, senza nemmeno lontanamente pensare a dialogare con la collettività italiana all’estero.

a sinistra: Romeo Catanese

I presenti hanno inoltre preso visione:

delle numerose dimostrazioni di solidarietà da parte delle autorità locali, dei politici e dell’associazionismo tedesco nei confronti dei più di 28.000 italiani ivi residenti.  Tra esse particolarmente significativa risulta la mozione del Consiglio Comunale di Norimberga che, all’unanimità, ha affidato al Primo Borgomastro Dr. Ulrich Maly il compito di sottolineare, ancora una volta, alle autorità italiane l’importanza del mantenimento del Consolato di Norimberga. Nella sua funzione di Presidente della Regione Europea Metropolitana di Norimberga il Dr. Maly rappresenta una popolazione di 3,5 milioni di abitanti e un prodotto interno lordo di 102 miliardi di Euro.

 

I presenti si dichiarano

profondamente delusi del comportamento dell’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri nei confronti della collettività italiana all’estero.

 

I presenti chiedono

 – per l’ennesima volta – un confronto chiaro ed aperto con la comunità italiana all’estero ed i suoi rappresentanti e la realizzazione di piani alternativi alla chiusura delle strutture consolari -diplomatiche all’estero;

che il Ministero degli Affari Esteri spieghi perché sono state prese tali decisioni, quali sono stati i criteri, quali sono le vere potenzialità di risparmio.

 

I presenti ribadiscono

che i risparmi calcolati dal Ministero degli Affari Esteri divergono, in maniera ridicola e paradossale dai calcoli effettuati in loco

 

I presenti vogliono

mantenere per la comunità italiana all’estero, alla quale si deve la costruzione di intere città dell’Italia soprattutto al centro ed al sud, un livello di servizi soddisfacenti.

 

I presenti rivendicano

che l’Italia sia presente all’estero quale nazione moderna, piena di risorse, all’avanguardia scientifica, culturale ed economica;
che le decisioni prese dal Ministero degli Affari Esteri sulle chiusure di Consolati non possono venire attuate alle spalle della collettività italiana in Germania.

 

I presenti sanno

che tutto questo è possibile con una ristrutturazione finalizzata, condivisa con la collettività italiana, tenente conto delle aspettative dello stato ospitante.

 

I presenti si augurano

di non essere – ancora una volta – trattati come cittadini italiani di seconda categoria.

 

I presenti ringraziano

l’Onorevole Razzi per il Suo intervento a favore della collettività italiana di Norimberga, tramite un’interrogazione parlamentare presentata al Ministro degli Affari Esteri Onorevole Frattini.

 

I presenti tuttavia non condividono

l’ipotesi dell’onorevole Razzi di trasformare il Consolato d’Italia in Norimberga in un Consolato Onorario. Essi precisano che solo un Consolato vero e proprio potrà garantire la professionalità ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini italiani.

 

I presenti approvano

un piano di azioni di sensibilizzazione della stampa tedesca locale, di quella internazionale ed italiana sulla chiusura dei Consolati italiani, la realizzazione di una seconda manifestazione di protesta in data 19 settembre 2009 ed ulteriori azioni di protesta da concordare.

 

I presenti auspicano

che l’Italia sia rappresentata all’estero in maniera  adeguata agli stati del G8;

che il nuovo Ambasciatore della Repubblica Italiana a Berlino, Sua Eccellenza Michele Valensise, sia disposto – come rappresentante dello Stato italiano in Germania - ad un incontro con la collettività italiana di Norimberga e un dialogo e confronto sereno e proficuo.

 

I presenti comunicano

che non si arrenderanno e non si lasceranno privare dei loro sacrosanti diritti.

 

Le azioni per il mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga continueranno ad oltranza.

 

Norimberga, 25.07.2009

 

Erano presenti:

  • Associazione Cultura Famiglie Italiane Norimberga e.V. 

  • Circolo Campania e.V.

  • Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Coburg e.V. 

  • Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Norimberga e.V.

  • Italienisch-Deutscher Verein Erlangen e.V.

  • Internationale Begegnung Lohr am Main  e.V.

  • Societá Dante Alighieri Norimberga e.V.

  • Sportschutzverein Europa e.V.

* * * * *

in tedesco:

KOORDINATIONSKREIS ZUM ERHALT DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG

c/o Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de

 

Die Vereine im Konsularbezirk Nürnberg und die Koordinierungsgruppe zur Erhaltung des Konsulats haben sich am 25.07.2009 erneut zu einer Sitzung getroffen, um das ernste, drängendes Problem der geplanten Schließung des Konsulats Nürnberg zu besprechen.

Die an der Sitzung Teilnehmenden haben Kenntnis genommen:

von den Erklärungen der italienischen Parlamentarier des im Ausland gelegenen Wahlbezirks, die sich für ein Einfrieren des Planes zur Umstrukturierung des italienischen konsularisch-diplomatischen Netzes ausgesprochen haben;

vom Unvermögen des Außenministeriums, die Kriterien zu erläutern, die zur Definition der Liste von zur Deklassierung und/oder zur Schließung bestimmter Botschaften und Konsulaten geführt haben;

von der nicht erfolgten systematischen Erfassung durch das Außenministerium der tatsächlichen Einsparungsmöglichkeiten;

von der sturen Hartnäckigkeit des Staatssekretärs Mantica, Anhörungen abzuhalten und Statements gegenüber der Presse abzugeben, ohne im Entferntesten daran zu denken, mit der italienischen Gemeinschaft im Ausland einen Dialog zu führen.

Darüber hinaus haben die Teilnehmenden zur Kenntnis genommen:

Die zahlreichen Solidaritätsbezeugungen von Lokalbehörden, Politikern und deutschen Vereinen gegenüber den mehr als 28.000 hier lebenden Italienern. Darunter ist besonders bezeichnend der Antrag des Nürnberger Stadtrates, der einstimmig den Oberbürgermeister, Herrn Dr. Ulrich Maly, beauftragt hat, gegenüber den italienischen Behörden erneut die Bedeutung zu unterstreichen, die der Erhaltung des Konsulats Nürnberg zufällt. In seiner Funktion als Präsident der europäischen Metropolregion Nürnberg vertritt Herr Dr. Maly eine Bevölkerung von mehr als 3,5 Mio. Einwohnern und mit einem Nettoinlandsprodukt von 102 Mrd. Euro.

Die Teilnehmenden erklären,

ihre Enttäuschung vom Verhalten der Administration des Außenministeriums gegenüber der italienischen Gemeinschaft im Ausland.

Die Teilnehmenden fordern

-        zum wiederholten Male – eine klare und offene Begegnung der zuständigen italienischen Behörde mit der italienischen Gemeinschaft im Ausland und deren Vertretern sowie die Aufstellung von Alternativplänen zur Meidung einer Schließung der konsularischen bzw. diplomatischen Vertretungen im Ausland;

 

-        eine Stellungnahme durch das Außenministerium, die Klarheit verschafft, aus welchem Grund und nach welchen Kriterien solche Entscheidungen getroffen worden sind, und welche die tatsächlichen damit verbundenen Einsparungspotenziale sind.

Die Teilnehmenden weisen darauf hin,

dass die Höhe der durch das Außenministerim errechneten Einsparungen auf lächerliche und paradoxe Weise von derjenigen abweicht, die sich aus den vor Ort erfolgten Berechnungen ergibt.

Die Teilnehmenden wollen

für die italienische Gemeinschaft im Ausland, welcher die Errichtung ganzer italienischer Städte vor allem in Mittel- und Süditalien zu verdanken ist, ein zufriedenstellendes Niveau von Serviceleistungen bewahren.

Die Teilnehmenden fordern,

dass Italien im Ausland als moderne Nation voller Ressourcen, in führender Position auf wissenschaftlichem, kulturellem und wirtschaftlichem Gebiet präsent bleibt,

sowie dass die vom Außenministerium über die Schließung von Konsulaten getroffenen Entscheidungen nicht auf Kosten der italienischen Gemeinschaft in Deutschland umgesetzt werden.

Die Teilnehmenden wissen,

dass dies alles möglich ist, und zwar durch eine gezielte Umstrukturierung, die von der italienischen Gemeinschaft mitgetragen wird und den Erwartungen des  Gastlandes Rechnung trägt.

 Die Teilnehmenden hegen die Hoffnung,

nicht - einmal mehr - wie italienische Staatsbürger zweiter Klasse behandelt zu werden.

Die Teilnehmenden äußern den Wunsch,

dass Italien in Ausland auf eine für die G8-Mitgliedsstaaten geeignete Weise vertreten wird;

dass der neue Botschafter der Italienischen Republik in Berlin, Seine Exzellenz Michele Valensise, bereit ist, als Vertreter des italienischen Staates in Deutschland die italienische Gemeinschaft in Nürnberg zu treffen und mit ihr einen objektiven, konstruktiven Dialog zu führen.

Die Teilnehmenden bedanken sich

beim Herrn Abgeordneten Razzi für seine Verwendung zugunsten der italienischen Gemeinschaft in Nürnberg – er richtete eine mündliche Anfrage im Parlament an den Außenminister Frattini:

Die Teilnehmenden teilen allerdings nicht die Auffassung des Herrn Abgeordneten Razzi, dass das italienische Konsulat Nürnberg in ein Honorarkonsulat umgewandelt werden sollte. Sie stellen fest, dass die einzige annehmbare Alternative die Umwandlung von Konsulat in Konsulatsagentur wäre – nur letztere könnte nämlich die Professionalität und Effizienz der den italienischen Staatsbürgern angebotenen Dienstleistungen weiter gewährleisten.

Die Teilnehmenden billigen

einen Plan zur Sensibilisierung der deutschen Lokalpresse sowie der internationalen und der italienischen Presse über die Schließung italienischer Konsulate, darüber hinaus die Durchführung einer zweiten Protestkundgebung am 19. September 2009 und weitere noch abzustimmende Protestaktionen.

Die Teilnehmenden informieren

den Botschafter Italiens in Berlin, Seine Exzellenz Michele Valensise - mit der Bitte um Weitergabe dieser Information an den Außenminister Franco Frattini – darüber, dass sie nicht aufgeben werden und sich ihrer unantastbaren Rechte nicht bringen lassen wollen.

Die Aktionen zur Beibehaltung des Italienischen Konsulats Nürnberg werden bis zur äußersten Konsequenz fortgeführt.

 

Nürnberg, 25.07.2009

Es waren anwesend:

  • Associazione Cultura Famiglie Italiane Norimberga e.V. 

  • Circolo Campania e.V.

  • Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Coburg e.V. 

  • Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Norimberga e.V.

  • Italienisch-Deutscher Verein Erlangen e.V.

  • Internationale Begegnung Lohr am Main  e.V.

  • Societá Dante Alighieri Norimberga e.V.

  • Sportschutzverein Europa e.V.

 


 

Lettera del Presidente Stefano Palombo al Ministro Frattini sulla paventata chiusura del Consolato di Norimberga

La circoscrizione di questo Consolato ,che fu aperto nel 1967 come Vice Consolato , ha una superficie di Kmq 23.008,10 ed ha una popolazione di 28.525 connazionali residenti di cui 9.660 nella sola zona di Norimberga Fürth-Erlangen.

Quali Consoli si sono succeduti a Norimberga i seguenti diplomatici:
1980-1984: Gianfranco De Luigi

1984-1988: Nicola di Tullio

1988-1992: Anna Panciera

1992-1995: Renato Cianfarani

1995-1998: Francesca Tardioli in Sacco

1999-2001: Antimo Campanile

2002-2005: Martin Lorenzini

2005-2008: Massimo Darchini

Mi permetto di elencare  in breve e molto sinteticamente i principali motivi , supportati dalla collettivita’ italiana ,dalle Associazioni e da  tutti i rappresentanti dei Partiti Politici Nazionali che sono contrari alla chiusura  del Consolato:

1)    La soppressione dell’ufficio creerebbe gravi disagi e molte difficolta’ alla collettivita’ italiana residente in Franconia  appesantendo la situazione dei rapporti con l’Italia che si ripercuoterebbero in modo molto negativo soprattutto sugli anziani e sui portatori di handicap.

2)    La  distanza  da coprire per recarsi al Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera ammonterebbe, in molti casi a 400 chilometri di sola andata.

3)    La  circoscrizione consolare si estende su una superficie che è pari a quella della Toscana e conta circa 28.000 connazionali;

4)    I  risparmi ottenuti con la chiusura del Consolato non compenserebbero il danno d’immagine della nostra Patria.Sarebbe  percio’ opportuno studiare altre alternative rispetto a quella drastica della chiusura

5)    La chiusura del Consolato di  Norimberga porterebbe certamente ad una crescente  richiesta la cittadinanza tedesca da parte dei nostri connazionali basata su soli” motivi logistici”. Siffatta situazione  non sarebbe un motivo di integrazione,ma un puro e semplice voltare le spalle alla propria PATRIA ed essere costretti a diventare stranieri

6)    L’ipotesi dell’introduzione di un Consolato digitale è, al momento attuale, considerato il livello modesto di integrazione ed i problemi legati ad un’età avanzata, improponibile; il passaggio da strutture vere e proprie alla digitalizzazione dei servizi non può certamente avvenire all’improvviso e senza un adeguato collaudo dei mezzi  tecnici a disposizione.

(nella foto, da destra: Lucio Albanese, Stefano Palombo)

E’ opportuno precisare e sottolineare che l’integrazione della nostra comunità in Baviera e in Franconia, integrazione spesso tanto lodata da chi non conosce bene la situazione reale, non è tale. In molti, anzi moltissimi casi, la quasi totalita’ delle famiglie italiane si trova ancora oggi di fronte a problemi di carattere linguistico, professionali, scolastici e di vera e propria integrazione dovuta principalmente al fatto che la vicinanza della Baviera all’Italia è causa di frequenti iscrizioni e reiscrizioni all’AIRE, trasferimenti delle famiglie, tentativi mal riusciti di avviare attività economiche e così via.  

Nel campo scolastico si è registrata per il 2007-2008 la seguente situazione (cifre relative alla Germania): solo il 16,5% (contro il 44% dei tedeschi) dei ragazzi italiani frequenta i ginnasi, il 43,7% (contro la media tedesca del 15%) si ferma alla terza media tedesca e, in molti casi, non riesce nemmeno a conseguire il relativo diploma, circa il 9% frequenta scuole differenziali (media tedesca 4%).

In campo scolastico è in fase di progettazione un progetto comune tra ente gestore, Consolato di Norimberga e Comune di Norimberga, fortemente appoggiato e voluto dal Borgomastro Dr. Ulrich Maly, che vedrebbe la formazione di particolari gruppi di sostegno per bambini italiani supportati dal punto di vista psicologico e didattico da un team di esperti italiani e tedeschi del settore.

ECONOMIA

Nel campo commerciale l’Italia, in ambito europeo,  è il primo partner della Baviera per le esportazioni ed il secondo partner per le importazioni dopo l’Austria. Un fattore rilevante è legato all’importanza della città di Norimberga nel contesto bavarese che la vede al secondo posto dopo Monaco. Grazie alla sua posizione geografica ed alla sua forza economica Norimberga ha ottenuto ufficialmente, già dal 2005, il riconoscimento quale Regione Europea Metropolitana.

Regione Europea Metropolitana di Norimberga

Superficie in chilometri quadrati

19.000

Prodotto interno lordo

102 miliardi di Euro

Abitanti

3,5 milioni

Aziende (per la maggior parte piccole e medie)

150.000

Aziende di particolare spicco

Centro Fiere (Srl),

Occupati

1,8 milioni

Riconoscimento ufficiale della Regione Metropolitana

28.04.2005

Il Centro Fiere di Norimberga occupa, per importanza, il settimo posto in Germania (150 milioni di Euro di fatturato per il 2008), ancora prima di Stoccarda, ed è tra i primi 20 a livello mondiale. E’ opportuno fare presente quanto segue:

1) l’importanza della fiera di Norimberga a livello internazionale: il 51 % degli espositori proviene dall’estero ed il Centro Fiere di Norimberga occupa, di conseguenza, il sesto posto per importanza internazionale in Europa;

2) grazie alla sua  posizione geografica strategica (la città occupa una posizione centrale in Germania ed Europa), Norimberga è, già fin dal Medio Evo, il crocevia di grandi arterie di comunicazione non solo Nord-Sud ma anche Est-Ovest e svolge una funzione di “collegamento” con i paesi di più recente ammissione all’UE, ruolo questo ufficialmente riconosciutole nel 1999  dall’European Spatial Development Perspective (ESDP);

3) l’alto numero di espositori e visitatori italiani (in media 200 per la Fiera del Giocattolo; 300 per il Salone dei Prodotti Biologici, 190 per la Fiera del Marmo e delle Pietre Naturali, 90 per la Fiera delle Bevande, 90 per la Fiera delle Armi e dello Sport, 100 per la Interzoo);

4) la qualità di leader del settore a livello mondiale ed europeo per numerose manifestazioni fieristiche (in ordine di importanza: Fiera del giocattolo, Biofach, IWA & Outdoor Classics, Brau-Beviale, Stone-Tech, Interzoo, IKK; Consumenta).

Il Centro Fiere di Norimberga dispone di una superficie di 160.000 m² . I soci principali sono il Comune di Norimberga per il 49,96% e lo Stato Bavarese per il 49,96 % più altri soci minori. Dopo gli espositori tedeschi gli italiani costituiscono, per tutte le esposizioni di rilievo, il secondo gruppo quale partecipazione. Lo stesso si dica per quanto riguarda il numero dei visitatori la cui cifra complessiva per il 2007 è stata di 1,24 milioni. Il fattore interessante per le aziende italiane, comprese quelle di piccole e medie dimensioni, è la folta partecipazione dei paese dell’est alle manifestazioni che hanno luogo nella cittadina francone. 

In Franconia sono presente numerose filiali tedesche di ditte italiane, tra esse la FINSEDA di Neuhaus, sede centrale per la Germania della nota impresa napoletana (D’Amato). Le ditte italiane con sede principale in Franconia sono circa 800 se si considerano anche il settore gastronomico, del design e della moda. Le ditte tedesche con rapporti import-export con l’Italia sono alcune migliaia tra cui la INA-Schaeffler, l’ADIDAS e la PUMA di Herzogenaurach. Le ditte tedesche con filiali in Italia sono 80, tra cui la DATEV di Norimberga, la prima azienda tedesca nel campo del software per scopi contabili.

INIZIATIVE DI PARTICOLARE INTERESSE IN CAMPO ECONOMICO

Date le affinità in alcuni settori produttivi e la vicinanza geografica, da alcuni anni è stato avviato, su iniziativa dell’Assessorato all’Economia del Comune di Norimberga un proficuo rapporto di collaborazione tra la cittadina francone e Verona. In tale contesto il Consolato ha contribuito in maniera decisiva alla riuscita degli incontri ed al progressivo sviluppo ed ampliamento delle attività in tale ambito (incontri bilaterali a Norimberga e Verona, meeting tra Enti tedeschi ed italiani delle due città, organizzazione di iniziative commerciali tra cui, da ultimo, il mercatino di Natale di Norimberga 2008 a Verona e lo stand veronese nell’ambito del Christkindlesmarkt di Norimberga). Un’altra importante iniziativa è il progetto “Trieste goes Oberfranken” iniziato dalla Camera di Commercio per la Franconia Superiore e dall’Associazione Logistica Oberfranken (Logistik Agentur Oberfranken e.V.)  con l’appoggio del Signor Hans Angerer, allora prefetto del Distretto e Cavaliere della Repubblica Italiana. Tale progetto prevede il rafforzamento dei contatti nel settore logistico tra il Distretto della Franconia Superiore ed il Nord Italia, in particolare il Porto di Trieste. Anche questa iniziativa è stata e verrà seguita con attenzione dal Consolato che ha ripetutamente contributo alla riuscita di relativi incontri e meeting.

Mi limito, in questa mia breve relazione, ad elencare gli aspetti assistenziali ed economici che devono portare ad una riflessione seria e ponderata sui passi da seguire nella ristrutturazione della rete consolare. Gli aspetti amministrativi sono ben noti al Ministero degli Affari Esteri e riguardano tutti gli aspetti del lavoro consolare. Ci tengo a farti presente che nel 2007 il Consolato di Norimberga è stato oggetto di una delle ricorrenti visite ispettive e che i funzionari ministeriali, allora deputati a tale controllo, dichiararono pubblicamente, durante un apposito incontro con la collettività presso l’albergo Maritim, che la struttura consolare di Norimberga era ben funzionante, caratterizzata da servizi efficaci e rispondenti ai fabbisogni dell’utenza in ogni suo aspetto.

Alla luce di quanto sommariamente esposto,confidiamo nella lungimiranza,nell’esperienza e nella competenza della SV per riesaminare la situazione e trovare una soluzione che non mortifichi la nostra numerosa comunità ma che ne recepisca le esigenze.

Come Presidente del COMITES,come imprenditore e come ITALIANO, sono certo che la SV , pur nella giusta esigenza di riorganizzare la struttura Consolare all’Estero, terrà nel debito conto la situazione prospettata.

Auguri di buon lavoro per il bene della nostra Patria!

Stefano Palombo, Presidente

 * * * in tedesco:

Stellungsnahme des Vorsitzenden des COM.IT.ES. Dr. Stefano Palombo

Der Einzugsbereich des Italienischen Konsulates in Nürnberg  umfasst eine Fläche von 23.008,10 km³. Das Konsulat, 1967 als Vize-Konsulat eröffnet, steht einer Anzahl von 28.525 italienischen Mitbürgern zur Verfügung, von denen allein 9.660 im Bereich Nürnberg / Fürth / Erlangen ansässig sind.

Als Karrierediplomaten waren bislang beim Italienischen Konsulat Nürnberg in Diensten:

1980-1984: Gianfranco De Luigi

1984-1988: Nicola di Tullio

1988-1992: Anna Panciera

1992-1995: Renato Cianfarani

1995-1998: Francesca Tardioli in Sacco

1999-2001: Antimo Campanile

2002-2005: Martin Lorenzini

2005-2008: Massimo Darchini

Ich gestatte mir, im Überblick und in gestraffter Form die hauptsächlichen Gründe anzuführen, die eindeutig gegen eine Schließung des Konsulats sprechen und im übrigen von der italienischen Gemeinschaft, von den italienischen Vereinen und von sämtlichen Vertretern der hiesigen politischen Parteien unterstützt werden.

1)    Die Schließung der Büros des Konsulates würde Benachteiligungen und erhebliche Schwierigkeiten für die in Franken ansässige italienische Bevölkerung mit sich bringen und die Lage der Beziehungen nach Italien insgesamt verschlechtern, was in besonderem Maße für ältere und behinderte Mitbürger gilt.

2)    Für nicht wenige der in Franken wohnenden Italiener würde ein notwendiger Besuch beim Italienischen Generalkonsulat in München eine Anreise von bis zu 400 km bedeuten.

3)    Der Konsulatsbezirk erstreckt sich auf einer Fläche, die in ihrer Größe der Toskana entspricht; verwaltet werden die Belange von ca. 28.000 Mitbürgern.

4)    Die Gelder, die durch die Schließung des Konsulats eingespart werden könnten, würden niemals den Imageverlust für unsere Heimat auch nur annähernd ausgleichen. Insofern wäre es dringend angebracht, gangbare Alternativen zu der drastischen Maßnahme einer vollständigen Schließung des Konsulats in Erwägung zu ziehen.

5)    Kommt es zu einer Schließung des Italienischen Konsulats in Nürnberg, werden mit Sicherheit zahlreiche italienische Mitbürger die deutsche Staatsbürgerschaft einzig und allein aus „logistischen Erwägungen“ beantragen. Der Beweggrund wäre also nicht das Streben nach Integration, sondern ein Abwenden vom Vaterland, dem gegenüber zu Ausländern zu werden man geradezu gezwungen wäre. 

6)    Überlegungen betreffend die Einführung eines “digitalen Konsulats” sind in der derzeitigen Situation schlicht als nicht praktikabel anzusehen; das hat mit dem eher bescheidenen Niveau der Integration zu tun und würde zumal für ältere Mitbürger eine Menge Probleme mit sich bringen. Ein Übergang zu einer echten digitalen Strukturierung der Dienstleistungen kann nicht von heute auf morgen vonstatten gehen. Die vorhandenen technischen Mittel müssten überdies zunächst einmal einer angemessenen Prüfung unterzogen werden.

An dieser Stelle muss verdeutlicht und unterstrichen werden, dass es in Bayern und in Franken so gut nicht um die Integration der italienischen Bevölkerungsgruppe bestellt ist – selbst wenn Leute, die die Situation nicht im einzelnen kennen, sich häufig in lobenden Worten darüber aussprechen. Vielmehr ist es nach wie vor so, dass sich nahezu alle italienischen Familien weiterhin mit Schwierigkeiten auf sprachlicher, beruflicher und schulischer Ebene konfrontiert sehen. Von echter Integration kann also kaum eine Rede sein – dies umso mehr deshalb, weil es von Bayern nach Italien nicht weit ist: Es kommt zu häufigen Eintragungen, Löschungen und erneuten Eintragungen im AIRE (dem Melderegister der im Ausland ansässigen italienischen Bevölkerung), zu Umzügen von Familien, zu wenig erfolgreichen Versuchen, wirtschaftliche Aktivitäten zu starten, und vieles mehr.

Auf schulischer Ebene war im Zeitraum 2007/2008 folgende Situation zu verzeichnen (die Zahlen beziehen sich auf Gesamtdeutschland): Lediglich 16,5% der italienischen Mädchen und Jungen (gegenüber 44% der deutschen Schüler) besuchen das Gymnasium. 43,7% der italienischen Schüler (gegenüber einem deutschen Mittelwert von 15%) beendet die Schullaufbahn bereits nach der Hauptschule und schafft vielfach nicht einmal den entsprechenden Abschluss. Ca. 9% der italienischen Schülerinnen und Schüler besuchen Förderschulen (deutscher Mittelwert 4%).

Auf schulischer Ebene wird an einem gemeinsamen Projekt von Unterrichtsträger, Italienischem Konsulat Nürnberg und Stadt Nürnberg gearbeitet, das nicht zuletzt auf Betreiben des Nürnberger Oberbürgermeister Ulrich Maly zustande kam und von diesem nach Kräften unterstützt wird: Gebildet werden sollen spezielle Fördergruppen für italienische Kinder, die psychologisch durch ein Team aus italienischen und deutschen Fachleuten des Sektors unterstützt werden.

WIRTSCHAFT

In wirtschaftlicher Hinsicht ist Italien auf europäischer Ebene der wichtigste Partner für Bayern, was den Export angeht, und die Nummer zwei hinter Österreich bei den Einfuhren. Von enormer Wichtigkeit ist dabei die Bedeutung der Stadt Nürnberg im Bayerischen Kontext – Nürnberg gebührt hier eindeutig der zweite Platz.

Dank seiner geographische Lage und zumal seiner wirtschaftlichen Stärke wurde dem Großraum Nürnberg bereits 2005 die Anerkennung „Europäische Metropolregion“ zuteil.

Europäische Metropolregion Nürnberg

Fläche in Quadratkilometern

19.000

Bruttoinlandsprodukt

102 Milliarden Euro

Einwohnerzahl

3,5 Millionen

Unternehmen (überwiegend kleine und mittelständische Firmen)

150.000

Herausragende Unternehmen

NürnbergMesse GmbH

Beschäftigte

1,8 Millionen

Offizielle Anerkennung als Europäische Metropolregion

28.04.2005

Was seine Bedeutung anbetrifft, nimmt das Nürnberger Messezentrum noch vor Stuttgart den siebten Platz in Deutschland ein (150 Mio. Umsatz im Jahre 2008) und gehört zu den 20 wichtigsten Messestandorten weltweit. Zu diesem Thema noch einige weitere Daten:

1) Beachtliche Gewichtung kommt der NürnbergMesse auf internationaler Ebene zu: 51% der Aussteller kommen aus dem Ausland; damit gebührt dem Nürnberger Messezentrum hinsichtlich seiner internationalen Bedeutung europaweit der sechste Platz aller Messestandorte.

2) Dank einer verkehrsmäßig überaus günstigen Lage (die Stadt liegt in zentraler Position in Deutschland und Europa) ist Nürnberg bereits seit dem Mittelalter ein Kreuzungspunkt wichtiger Handelsstraßen in Nord/Süd- wie auch in West/Ost-Richtung. In diesem Zusammenhang kommt Nürnberg eine besondere Rolle als „Verbindungsglied“ zu den Ländern zu, die erst in jüngerer Zeit der Europäischen Union beigetreten sind. Diese Rolle wurde der Stadt übrigens auch offiziell zuerkannt, namentlich 1999 durch die European Spatial Development Perspective (ESDP).

3) Beachtlich ist die große Anzahl italienischer Aussteller und Fachbesucher auf den Fachmessen: Durchschnittlich nehmen 200 italienische Firmen an der Spielwarenmesse, 300 an der Leitmesse für Bio-Produkte „Biofach“, 190 an der Fachmesse für Marmor- und Natursteinbearbeitung, 90 an der Getränkefachmesse, 90 an der Jagd- und Sportwaffenausstellung und 100 an der Messe „Interzoo“ teil.

4) Die weltweit und europaweit wichtigsten Aussteller sind seit Jahren auf den Messeveranstaltungen des Nürnberger Messezentrums ständig vertreten (in der Reihenfolge der Bedeutung; Spielwarenmesse, Biofach, IWA & Outdoor Classics, Brau-Beviale, Stone-Tech, Interzoo, IKK; Consumenta).

Das Nürnberger Messezentrum erstreckt sich auf einer Fläche von 160.000 qkm. Wichtigste Gesellschafter sind die Stadt Nürnberg mit 49,96% und der Freistaat Bayern mit 49,96%, daneben gibt es noch eine Reihe Kleinbeteiligungen.

Nach den deutschen Ausstellern liegen auf allen wichtigen Veranstaltungen die Italiener traditionell auf Platz zwei der Messebeteiligungen. Gleiches gilt für die italienischen Fachbesucher, deren Gesamtzahl 2007 bei beeindruckenden 1,24 Millionen lag.

Für die italienischen Aussteller – große ebenso wie mittelständische und kleinere Unternehmen – ist die Tatsache, dass auf den Veranstaltungen im Nürnberger Messezentrum Aussteller und Besucher aus den Ländern des Ostens traditionell stark präsent sind, ein wichtiges Kriterium für ihre Entscheidung für die Teilnahme an den Fachmessen.

In Franken unterhalten zahlreiche italienische Firmen Niederlassungen, darunter Fa. FINSEDA in Neuhaus, der Zentralsitz für Deutschland des bekannten Weltunternehmens D’Amato aus Neapel. Es gibt ca. 800 italienische Firmen mit Hauptsitz in Franken, wenn man die Branchen Gastronomie, Design und Mode mit einberechnet. Einige Tausend an der Zahl sind die deutschen Firmen, die ständige Import/Export-Geschäftsbeziehungen nach Italien unterhalten. Als deren wichtigste Vertreter in Franken dürfen die Herzogenauracher Unternehmen INA-Schaeffler, Adidas und Puma gelten. Deutsche Firmen mit Niederlassungen in Italien gibt es 80, darunter die Datev, das wichtigste deutsche Unternehmen im Bereich Datenverarbeitung und Softwarelösungen für Belange rund um das Thema Buchhaltung.

Wichtige Initiativen auf wirtschaftlicher Ebene

Vor dem Hintergrund einer Affinität in mehreren Produktionsbereichen einerseits und der geographischen Nähe andererseits besteht auf Betreiben des Wirtschaftsreferates der Stadt Nürnberg seit einigen Jahren eine ausgezeichnet funktionierende Zusammenarbeit zwischen der Frankenmetropole und der Stadt Verona. Hier hat das Italienische Konsulat in Nürnberg immer wieder entscheidend zum guten Gelingen der Treffen und zu einer ständigen Fortentwicklung der Aktivitäten in diesem Bereich beigetragen. So kam es zu bilateralen Treffen in Nürnberg und Verona, zu Meetings zwischen deutschen und italienischen Behörden der beiden Städte und nicht zuletzt auch zur Einfädelung interessanter  Initiativen auf wirtschaftlicher Ebene: Hierzu darf der Nürnberger Weihnachtsmarkt 2008 in Verona sowie der Veroneser Stand auf dem Nürnberger Christkindlesmarkt gerechnet werden.

Eine weitere wichtige Initiative stellt das Projekt „Trieste goes Oberfranken“ dar, das auf Betreiben der Handelskammer Oberfranken und der Logistik Agentur Oberfranken e.V. unter besonderer Unterstützung von Herrn Hans Angerer, früherer Regierungspräsident des Bezirks und Träger der Auszeichnung „Cavaliere della Repubblica Italiana”, zustande kam. Dieses Projekt zielt auf eine Intensivierung der Kontakte auf logistischer Ebene zwischen Oberfranken und Norditalien ab, wobei insbesondere der Hafen von Triest im Fokus steht. Auch diese Initiative wurde und wird in nicht unwesentlichem Umfang durch das Italienische Konsulat Nürnberg unterstützt und vorangebracht, wobei das Konsulat immer wieder wertvolle Beiträge zum guten Gelingen bilateraler Gedankenaustausche und Meetings leistet.

In diesem kurzen Bericht habe ich mich darauf beschränkt, Überlegungen betreffend die Unterstützung der italienischen Gemeinschaft sowie solche wirtschaftliche Aspekte vorzutragen, die dazu führen mögen, ernsthaft und angemessen alle Schritte zu überdenken, die bei der Umstrukturierung des Konsulatsnetzes zu unternehmen sind. Die Aspekte im Bereich der Administration sind dem italienischen Außenministerium gut bekannt und betreffen alle Bereiche der Arbeit des Italienischen Konsulates in Nürnberg.

Ausdrücklich erwähnen darf ich, dass unser hiesiges Konsulat erst im Jahre 2007 Ziel und Gegenstand eines jener Inspektionsbesuche war, wie sie periodisch von Ministeriumsseite unternommen werden. Die Ministerialbeamten, die sich für Kontrollmaßnahmen in Nürnberg aufhielten, erklärten anlässlich eines eigens anberaumten Treffens mit Vertretern der italienischen Gemeinschaft Frankens im Maritim-Hotel seinerzeit öffentlich, dass die konsularische Einrichtung in Nürnberg gut funktioniere und sich durch effiziente und in jeder Hinsicht den Bedürfnissen des Publikums entsprechende Dienstleistungen auszeichne.

Im Lichte des soweit Dargestellten vertrauen wir auf Ihre Weitsichtigkeit, Ihre Erfahrung und Ihre Kompetenz, wenn Sie zu einer erneuten Bewertung der Sachlage schreiten. Wir unterstreichen dabei unser Anliegen und unsere Hoffnung, dass bald schon eine Lösung gefunden wird, die unsere zahlreich vertretene italienische Gemeinschaft nicht demütigt, sondern sich vielmehr vollumfänglich ihrer Erfordernisse annimmt.

Als Vorsitzender des COMITES, als Unternehmer und als Italiener bin ich fest davon überzeugt, dass – vor dem Hintergrund einer durchaus berechtigten Notwendigkeit, die konsularischen Strukturen im Ausland neu zu ordnen – der hier dargestellten Situation in gebührendem Maße Rechnung getragen wird.

Ich wünsche gute Arbeit für das Wohl unseres Vaterlandes.

Nürnberg, den 25.07.2009

Stefano Palombo (Vorsitzender des COM.IT.ES.)


 

Comunicato stampa del Gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga

Riunione del Consiglio Comunale di Norimberga  del 22.07.2009

In data odierna si è tenuta a Norimberga l’ultima seduta del Consiglio comunale prima della pausa estiva. All’ordine del giorno c’era, tra l’altro, una mozione presentata del Gruppo Consiliare CSU (Unione Cristiano Sociale) a favore di un mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga. Si fa presente che la cittadina francone è il nucleo centrale della Regione Europea Metropolitana di Norimberga   che conta un prodotto interno lordo di 102 miliardi di Euro, 3,5 milioni di abitanti e 150.000 aziende tra le quali molte di piccole e medie dimensioni. La giornata è stata calda ed afosa, la riunione del Consiglio Comunale pubblica, l’argomento di grande interesse per gli italiani. Riportiamo in breve lo svolgimento della riunione stessa:

Il Borgomastro Dottor Ulrich Maly entra nella sala e volge lo sguardo verso l’alto alla sezione riservata agli spettatori.  Chi lo conosce bene nota un attimo di incertezza nel suo sguardo, un barlume ironico nel vedere così tanti rappresentanti di associazioni italiane tra il pubblico. Quale Primo Cittadino di grande apertura e cordialità verso gli stranieri, egli conosce molto bene la comunità  italiana della sua città ed i suoi rappresentanti. Una partecipazione del genere è veramente eccezionale : sembra proprio che la notizia della mozione si sia sparsa a macchia d’olio.

Alle ore 15.10 si comincia con la trattazione della mozione della CSU, il silenzio è grande, ogni italiano presente in sala si chiede come reagirà la SPD (Partito Socialdemocratico, al quale appartiene anche il Borgomastro) alla proposta del partito di coalizione. Anche la reazione della FDP (Partito Liberale) non è ancora chiara, forse l’uno o l’altro consigliere potrebbe portare avanti l’opinione che la chiusura o il mantenimento del Consolato sia una faccenda interna dello stato italiano e dei suoi cittadini all’estero.  E come giudicheranno la questione i Verdi? I visi degli italiani presenti in sala sono seri, quasi  impauriti.

Dopo una breve introduzione da parte del Borgomastro la parola passa al gruppo consiliare proponente e cioè alla CSU.  Il Presidente di questo Gruppo, Michael Frieser,  sottolinea – molto opportunamente – che il Borgomastro di Norimberga, quale presidente della Regione Metropolitana di Norimberga, rappresenta quasi l’intera Franconia.

Tutti i consiglieri comunali  si dichiarano contro la chiusura del Consolato e per il suo mantenimento. I motivi sono ben chiari a tutti i partiti presenti in sala  ed ai loro consiglieri: esigenze di carattere amministrativo per i concittadini italiani, oppurtunità economiche per l’area metropolitana di Norimberga, legami culturali e storici tra la cittá francone e l’Italia.

L’approvazione della mozione avviene all’unanimità. Anche se normalmente proibito, un breve timido applauso si leva dal settore “italiano”. Non per altro in Germania noi italiani veniamo definiti “pieni di temperamento”.  La mozione accettata e fatta propria da tutti i consiglieri comunali è un’ulteriore testimonianza dell’apertura ed oculatezza della politica comunale norimberghese, volta all’integrazione degli stranieri, ma anche al mantenimento della cultura, delle tradizioni e della lingua delle minoranze etniche. La politica tedesca non ha deluso gli italiani di Norimberga, ne ha fatto proprie le loro preoccupazioni e timori, ne ha compreso le necessità ed i problemi. 

La riunione si chiude. Gli italiani escono sorridenti dalla sala e si intrattengono davanti al portone del municipio, nel centro storico della città, a pochi centiniaia di metri dalla fortezza.

Si discute ancora un po’ della riunione, ci si scambia opinioni, si fanno previsioni sulle decisioni da parte del Ministero degli Affari Esteri. Molti dei presenti sottolineano che la chiusura del Consolato sarebbe equivalente, da parte italiana a respingere e rinnegare gli italiani della Franconia. Alcuni dei presenti annunciano che, in tal caso, chiederanno la cittadinanza tedesca e rinunceranno a quella italiana. La motivazione è uguale per tutti: “Perchè dobbiamo rimanere italiani se per la nostra patria non valiamo nulla, se all’improvviso si decide di chiudere il Consolato e di cancellare ogni traccia dell’Italia in Franconia? Perché dovremmo sentirci legati all’Italia, se per i politici italiani le nostre esigenze hanno un peso minore che per quelli tedeschi. Come può un Ministero decidere di chiuedere nel giro di pochi mesi una struttura esistente da più di 40 anni senza nemmeno discutere la ristrutturazione con i rappresentanti del locale Com.It.Es.? E’ proprio vero che nessuno, fino alla metà di giugno, era stato coinvolto nel processo di ristrutturazione?”

Queste alcune delle domande e riflessioni  dei presenti. Un anziano al braccio del figlio dice commosso di essere venuto in Germania al tempo delle “baracche”. Egli ricorda, con un certo orgoglio, che l'allora Segretario del MSI Almirante, accompagnato da Tremaglia, fu l'unico segretario di un partito italiano a visitare i nostri connazionali in quelle abitazioni ed aggiunge poi quanto sia triste, ma anche oltremodo  irritante, vedere (un ex missino) come il Sottosegretario Mantica apprestarsi ad offuscare l'operato e l'immagine di Almirante e Tremaglia. Nonostante tutto questo egli è intenzionato ad abbandonare questa battaglia. " Sarò presente al programmato corteo di protesta di metà settembre." aggiunge allontanandosi.

Di questa opinione sono anche il Com.It.Es.,  tutte le associazioni italiane, la collettività tutta ed il gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga.

Si chiede al governo italiano:

- il mantenimento del Consolato di Norimberga;

- la possibilitá di far sentire la propria voce nel piano di ristrutturazione e di fare, al riguardo, proposte ragionate e studiate in loco.

 


 

COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE CSU DI NORIMBERGA    

                                        

UFFICIO STAMPA - 17.06.2009

(clicca qui per leggere l'originale)

 

Porca miseria! La CSU esprime la propria posizione fortemente contraria alla possibile chiusura del Consolato d´Italia in Norimberga.

 

La CSU esprime il suo forte dissenso rispetto all´annunciata possibile chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga. La CSU sostiene fortemente le iniziative dei cittadini italiani o di origine italiana e delle numerose imprese italiane e tedesche, che hanno dei rapporti commerciali da o con la cittá di Norimberga. “Il Consolato d´Italia in Norimberga deve rimanere aperto!”afferma il Presidente del gruppo consiliare, il Sig. Michael Frieser, il quale ricorda anche che nella regione vivono 30000 cittadini con cittadinanza italiana o che hanno dei legami familiari in Italia. Considerando solo il gruppo di persone che vive nell´area della cittá di Norimberga si tratta giá di quasi 10.000 persone.

 

Frieser, insieme al sottosegretario, la Sig.ra Dagmar Wöhrl, ha preso posizione in una lettera all´Ambasciatore italiano in Germania, il Dott. Antonio Puri Purini, sul significato che il Consolato di Norimberga ricopre nell´area metropolitana, facendo quindi rifermento alle conseguenze negative che deriverebbero da un´eventuale chiusura. L´assessore Max Höffkes, portavoce della CSU per le relazioni internazionali parteciperá alla manifestazione contro la chiusura del Consolato del 5 Luglio, annunciata dalle organizzazioni italiane.

 

Per il disbrigo della documentazione ufficiale di parte italiana, i connazionali italiani dovrebbero in futuro recarsi ogni volta appositamente a Francoforte o a Monaco. Ma anche da un punto di vista dell´economia sia locale che italiana, questa decisione sarebbe secondo la CSU avventata e priva di orintamento verso il futuro. “Ad un Paese fortemente esportatore come l´Italia, questi tagli rendono un pessimo servizio”, aggiunge Frieser. Giá da secoli Norimberga costituisce un importante centro commerciale per prodotti di origine italiana; con cittá piú grandi, come Verona esistono dei rapporti commerciali molto stretti, per non parlare dello scambio culturale, documentato ad esempio dall´amicizia di vecchia data e ufficialmente suggellata con Venezia. Una parte strutturalmente tipica della cultura economica italiana, che si rispecchia parallelamente anche con la Franconia, é formata soprattutto dalle piccole e medie imprese. Proprio per questo motivo, la presenza di un ufficio commerciale consolare nell´area metropolitana rappresenta un importante interlocutore e un aiuto ben gradito, soprattutto all´avvio di una nuova attivitá all´estero. È inoltre superfluo aggiungere, che per contro la rappresentanza consolare ha naturalmente un valore aggiunto anche  per il centro fieristico di Norimberga.

L´Italia prenderebbe perció una decisione sbagliata, se scegliesse in modo semplicistico di rompere questa tradizione . “L´utilitá del Consolato ha un ruolo fortemente superiore al potenziale risparmio che deriverebbe dalla chiusura”, dichiara il Presidente del gruppo politico della CSU.

 

Per ulteriori informazioni:

Presidente Gruppo consiliare Michael Frieser

Tel. 0911/81 21 433


 

Mozione presentata dal Consiglio Comunale di Norimberga per una risoluzione contro la chiusura del Consolato d'Italia

 

(clicca qui per vedere l'originale)

 

Signor Borgomastro Dr. Ulrich Maly - Rathausplatz 2, 90403 Nürnberg
 
Seduta del Consiglio comunale del 22 luglio 2009: Risoluzione del Consiglio comunale di Norimberga contro la chiusura del Consolato d´Italia in Norimberga
 
Gentile Sindaco,
per conto del gruppo consiliare della CSU presso il Consiglio comunale presento, come oggetto della seduta del Consiglio comunale del 22 luglio 2009, quanto segue
 
Mozione

Il Consiglio comunale delibera:
 
Il Consiglio comunale di Norimberga si oppone fermamente alla possibile chiusura del Consolato d'Italia in Norimberga. La Città appoggia espressamente le iniziative dei concittadini italiani e di origine italiana e delle numerose imprese italiane e tedesche, che intrattengono rapporti commerciali da e verso Norimberga. Il Consolato d'Italia in Norimberga deve rimanere aperto!
 
Richiesta
Il Consiglio Comunale decide:
 
Il Consiglio Comunale prega il Borgomastro, insieme ai suoi colleghi dell'asse metropolitana e nella sua qualità di Presidente del Consiglio della Regione Europea Metropolitana di  Norimberga, di impegnarsi di fronte ai responsabili del Governo italiano, affinché il Consolato d’Italia a Norimberga rimanga e addirittura venga rafforzato. Per lo meno, deve essere presa in considerazione la possibilità di trasformare il Consolato in un'Unità amministrativa più piccola come, ad esempio, un'Agenzia consolare, oppure di cercare soluzioni alternative.
 
Motivazione:
Nella Regione vivono 30.000 concittadine e concittadini italiani ed altrettanti tedeschi di origine italiana o con relazioni familiari con l'Italia. In riferimento alla sola area urbana di Norimberga si tratta di una gruppo di persone di ca. 10.000 unità.
Per il disbrigo delle pratiche italiane gli italiani dovrebbero recarsi nel futuro a Francoforte o a Monaco. Ma anche dal punto di vista dell'economia locale ed italiana questa decisione sarebbe, nell'ottica del Comune di Norimberga, affrettata e miope. Un paese basato sull’export come l’Italia si procurerebbe, in tal modo, un autogol. Già da secoli Norimberga è un punto di commercializzazione importante dei prodotti italiani; con città importanti come Verona è in atto un intenso scambio commerciale, per non parlare poi degli scambi culturali documentati, per esempio, dall’amicizia ufficialmente ratificata con Venezia.
Un altro parallelo con la Franconia consiste nelle piccole e medie aziende. Proprio per questo l’Ufficio Commerciale del Consolato in loco è un punto di riferimento importante ed un aiuto ideale nel fare i primi passi all’estero. E’ superfluo sottolineare che le rappresentanze consolari sono di importanza notevole anche per Norimberga quale centro fieristico.
L’Italia sarebbe pertanto mal consigliata, se dovesse tagliare questo tradizionale filo conduttore. L’utilità del Consolato è maggiore del potenziale di risparmio che si avrebbe grazie alla sua chiusura.

 

Distinti saluti
Michael Frieser, Presidente Gruppo Consiliare


 

Comunicato stampa del Comitato per il mantenimento del Consolato Generale di Amburgo

Manifestazione ad Amburgo

Questo pomeriggio (12.07.2009) circa 250 cittadini/e, sfidando la celebre pioggia amburghese, hanno manifestato contro la chiusura del Consolato Generale d'Italia in Amburgo.

La manifestazione sie è tenuta davanti la sede del Consolato. La manifestazione si è aperta con il funerale sombolico del Consolato e dei diritti dei cittadini italiani. La manifestazione è andata avanti con interventi da parte di rappresentanti del mondo politico amburghese e dell'associazionismo italo-tedesco.

Ha dato il loro appoggio e partecipato alla manifestazione Frank Schira, presidente del gruppo parlamentare della CDU al Land di Amburgo, anche a seguito dell'incontro del 09/07 con alcuni delegati del comitato Salviamo il Consolato di Amburgo (vedi verbale in seconda e terza pagina). Hanno inoltre partecipato Bernd P. Holst, a lungo parlamentare della SPD e ora direttore della "Freiwilligenbörse Hamburg" ("borsa del volontariato" di Amburgo), oltre ad esponenti dei partiti DieLinke e Bündnis90/GAL.

Hanno inoltre partecipato, dando un contributo fondamentale alla riuscita della manifestazione, il ComItEs di Amburgo, CGIE e il sindacato UNSA/Confsal.

Il mondo dell’associazionismo italo-tedesco ha preso parte in modo compatto alla difesa del Consolato Generale di Amburgo. Una lista completa delle associazioni che appoggiano la lotta per il mantenimento del Consolato Generale di Amburgo sarà resa pubblica nonappena arriveranno le ultime lettere inviate da queste al comitato Salviamo il Consolato. Alcune di queste lettere sono state lette durante la manifestazione, insieme anche alla lettera inviata dalla CGIL-Campania accompagnata da una dichiarazione scritta dalla Segreteria della DGB amburghese. Inoltre, hanno inviato un messaggio di sostegno il parlamentare italiano eletto nella Circoscrizione/Estero-Europa On. Giovanni Farina (PD) e i responsabili dell’area esteri e dell’area Italiani nel Mondo del PRC Fabio Amato e Carlo Cartocci.

Verbale incontro tra rappresentanti del gruppo parlamentare della CDU al Parlamento di Amburgo e delegati del comitato Salviamo il Consolato Generale d’Italia in Amburgo, 09/07/2009

Giovedì, 09.07.2009 alcuni rappresentanti del comitato "Salviamo il Consolato di Amburgo" hanno incontrato alcuni esponenti del gruppo parlamentare di maggioranza della CDU "Hamburger Bürgerschaft" (Parlamento dello stato federale di Amburgo). L' incontro ha avuto luogo pochi minuti prima dell' ultima seduta prima della pausa estiva.

All'incontro hanno partecipato:
- Frank Schira, Presidente della frazione parlamentare CDU

- Bernd Capeletti, parlamentare CDU
- Bernd Röder, Presidente del Parlamento del Land di Amburgo
per il comitato:

- Beatrice Virendi
- Massimo Finizio
- Massimiliano Condò
- Ludwig Meyerhoff

L' atmosfera è stata molto costruttiva, i rappresentati della CDU hanno ascoltato con forte interesse le spiegazioni fornite dai delegati del comitato, il quale ha illustrato la problematica intenzione del sottosegretario al Ministero per gli Affari Esteri italiano, Alfredo Mantica, di chiudere anche il Consolato Generale di Amburgo. Ha inoltre riferito delle forti reazioni sia nel mondo politico italiano che nella società civile delle circoscrizioni consolari direttamente interessate. Inoltre ha dichiarato l' incondizionata volontà di mantenere il Consoloato Generale di Amburgo, perchè ritenuta la città più importante della Germania del nord. I delegati del Comitato hanno inoltre dichiarato che non sarà accettato nessun compromesso, come ad esempio una declassificazione.
Dopodichè è stata presentata la manifestazione del 12.07.2009 davanti al Consolato di Amburgo con invito alla partecipazione rivolto ai rappresentanti della CDU, i quali hanno accolto l'invito con interesse.

I rappresentanti della CDU hanno spiegato che come Bürgerschaft che come gruppo parlamentare non possono mettere in pratica l'appoggio dato alle ragioni del mantenimento del Consolato Generale d'Italia ad Amburgo prima del rientro dalla pausa estiva. In ogni caso, il gruppo della CDU coinvolgerà anche gli altri gruppi del Parlamento amburghese SPD, Bündnis90/GAL e DieLinke, prevedendo un assenso di tutti i gruppi all'appoggio al Comitato.

Verso la fine della riunione, il Presidente della Bürgerschaft, Bernd Röder, ha spontaneamente raggiunto le due delegazioni ed ha dichiarato di volersi coordinare con il Senato e il "Primo Sindaco" amburghesi allo scopo di stilare una lettera indirizzata al MAE italiano contenente la richiesta di cambiare idea sulla chiusura del Consolato Generale d'Italia in Amburgo.

I rappresentati della CDU nella Bürgerschaft hanno dichiarato la disponibilità a sviluppare azioni per coinvolgere il Parlamento Italiano e per presentare la città di Amburgo trovando punti di incontro interessanti e collaborazioni sia in ambito commerciale che politico.


Comites di Amburgo: respingiamo i giochetti

di Franco Corradi

Il Comites di Amburgo, riunitosi in assemblea in data 20 giugno 2009, dopo aver appreso la prevista abolizione della rappresentanza consolare di Amburgo da parte del Mae, eleva la più viva protesta per questo progetto giudicato da tutti i presenti come irrazionale, respinge gli scambi di sede od i giochi politici che stanno dietro a questa decisione e che tendono, per un pugno di risparmi che possono essere fatti sul piano amministrativo, ad annullare diritti acquisiti dalla comunità italiana in questi anni e che ha ampiamente ripagato e ripaga ancor oggi la madrepatria con le rimesse, ma soprattutto con ampi scambi commerciali ed acquisti di prodotti italiani e che ha una sede consolare tra le più prestigiose d’Europa.

In particolare fa presente che:

Amburgo è la più antica sede consolare in Germania (1863), è una importante città commerciale con oltre 600 ditte che hanno rapporti commerciali con l’Italia e, con i suoi 7000 italiani residenti nello stesso comune, ha una comunità pari ad un comune italiano dotato di tutti gli uffici competenti.

La circoscrizione consolare di Amburgo con i suoi 4 Länder e i suoi 40.000mq, è una delle più grandi della Germania e va dal confine con la Danimarca a quello con la Polonia. In questa circosrizione ci sono tutti i porti della germania, sia sul piano degli scambi merci che in quello dei passeggeri come per es. Brema, Bremerhaven, Amburgo, Lübeck, Rostock, Wismar. Già questo fattore unito al fatto che Amburgo è il secondo porto eruopeo ed una delle prime città in Europa come reddito pro capite, che ad Amburgo vi sono altri 100 consolati, giustifica pienamente la sede di una rappresentanza consolare.

Se si considera che il consolato Generale, vista la vastità del territorio, sono stati aggiunti 2 vice consolati onorari ed alcuni cforrispondenti consolari, che oltre ai passaporti svolgono pratiche di ogni genere, comprese quelle navali previste da convenzioni internazionali, si pone ancor più il problema del Consolato in loco in quanto non è pensabile che i 16.000 connazionali resdenti e quelli di passaggio possano fare centinaia di Km. Con disagi di ogni genere.

Nella circoscrizione di Amburgo vi sono istituzioni scolastiche, funzionanti sia con personale di ruolo che locale, che arrecano un indubbio aiuto ai figli degli emigrati o la scuola bilingue italo-tedesca che apporta ad un riconoscimento fattivo della lingua italiana all’estero, con la possibilità di avere titoli di studio riconosciuti in entrambi i paesi.

Si deve altresì considerare la presenza di un attivo Istituto italiano di cultura con migliaia di stranieri iscritti ai corsi di italiano, con centinaia di manifestazioni culturali che hanno resa viva l’immagine dell’Italia ad Amburgo ed in altri centri della regione, con indubbi vantaggi sia culturali che turistici. Quale sarà il suo destino? Infatti secondo la legge fa parte del Consolato Generale.

Infine ricordiamo con forza che gli edifici del Consolato e dell’Istituto di Cultura appartengono allo Stato italiano che risparmia così un affitto oneroso. La sede del Consolato nel 1938 comprata con una sottoscrizione degli emigrati italiani, oggi valutata circa 3-4 milioni di euro, è una prova evidente di quanto gli italiani tengano al loro Consolato.

Per questi motivi unendoci ai vari parlamentari italiani di tutti i settori politici che hanno protestato alla netta condanna su tale progetto fatta dall’ex ministro Tremaglia, che ha portato agli italiani all’estero il diritto di voto, invitiamo tutti i connazionali a far sentire la loro voce e la loro attiva presenza partecipando alla manifestazione indetta dal comitato promotore, dalle asssociazioni, dal Comites con la presenza del direttore del Corriere d’Italia Mauro Montanari che si svolgerà

domenica 12.07.2009 alle ore 15.00 di fronte al Consolato generale di Amburgo, Feldbrunner str. 54


Qualcuno dica a Berlusconi cosa sta facendo Mantica

di Pepe Tarresto

Il sindaco di Saarbrücken Charlotte Britz ha messo a disposizione del Comites la sala più bella del municipio della capitale del Saarland per l’incontro del 5 luglio contro la chiusura del consolato.

Questa la scheda sintetica dell’iniziativa promossa dal Comites per il Saarland: oltre 140 partecipanti italiani e tedeschi; presenti i rappresentanti di tutti i partiti politici della regione dai Verdi alla Fdp, dalla Cdu alla Spd e i Linke; rappresentati anche i maggiori partiti italiani con Franco Narducci, Claudio Micheloni (PD) e Mario Caruso (PDL); il risultato è un’opinione unica ed unanime: l’amministrazione del Mae ha ragione nel voler contenere le spese e riformare il servizio consolare.

L’amministrazione del Mae si sbaglia però, proponendo la chiusura selvaggia dei consolati. Le associazioni dei connazionali, i politici dei partiti al governo e all’opposizione, gli amici tedeschi chiedono di avere anche in futuro a disposizione i servizi consolari. L’intenzione di chiudere i consolati, come già esposta al parlamento dal senatore Alfredo Mantica, sta scatenando un’ondata di protesta e d’indignazione in tutta Europa, contribuendo anche a danneggiare l’immagine del premier Silvio Berlusconi, che ora rischia di passare alla storia anche come il “nemico degli italiani all’estero”.

I 700.000 italiani che vivono in Germania sono disorientati e attoniti. Fino a qualche anno fa, essi erano abituati ai toni enfatici e d’esaltazione dei loro valori del ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia. Anche quello era un governo Berlusconi. Ora il Premier è rimasto, ma la musica è cambiata. Per Mantica, gli italiani all’estero sembrano essere un fastidio che va “razionalizzato”. Speriamo solo che qualcuno informi il capo del consiglio Silvio Berlusconi sul terremoto politico che Alfredo Mantica e l’amministrazione del Mae hanno provocato tra i milioni di italiani all’estero.

Deludente in tutta questa storia è anche l’atteggiamento dei diplomatici in servizio nei Paesi colpiti dalle chiusure. Sono stati forse loro ad informare male il sottosegretario con delega per gli italiani all’estero sulle realtà italiane del posto? Ambasciatori e consoli hanno volutamente sottovalutato la resistenza che sarebbe scaturita tra gli italiani all’estero il giorno dopo l’annuncio della chiusura dei Consolati?

Essi sono ad ogni modo chiamati dalla loro etica professionale a tutelare e a difendere gli interessi dei connazionali nelle loro circoscrizioni. Invece tutti zitti, nell’attesa che le loro brillanti carriere siano salvate dal senatore Mantica che forse ha semplicemente comprato cosi il “diplomatico” silenzio. Mentre i nostri consoli restano nascosti sotto le loro scrivanie, tocca a noi difenderci, andare in strada a protestare gridando a Mantica e a tutta l’amministrazione del Mae che “il Consolato non appartiene al governo. Il consolato appartiene allo Stato. E lo Stato siamo anche noi italiani all’estero!


I tedeschi sono con noi

Da: Nürnberger Nachrichten, Sabato, 4 Luglio 2009

 

Gli Italiani vogliono salvare il Consolato

Proteste contro la chiusura della rappresentanza consolare per la Baviera settentrionale - I circa 30000 Italiani che risiedono nella Baviera settentrionale temono la possibile chiusura del proprio consolato a Norimberga. Questa domenica dimostrano contro la possibile annunciata chiusura.

Dal trasferimento dell´ultimo Console, Massimo Darchini, la carica non é stata più ricoperta. Evidentemente non doveva essere neanche più ricoperta: secondo quanto appreso con forte disapprovazione da parte dell´associazione Comites, in qualità di rappresentanza eletta dagli italiani residenti nella regione metropolitana, il Ministero degli Esteri a Roma vuole effettuare dei tagli pari a circa 8 milioni di Euro e per questo motivo ha deciso di rinunciare a 20 Consolati italiani in diverse nazioni. In Germania, accanto a Norimberga, anche Saarbrücken, Mannheim e Amburgo fanno parte della “lista nera”, inoltre città, quali Manchester, Philadelphia e Losanna.

L´audizione indetta sul progetto, che il sottosegretario Alfredo Mantica ha denominato in termini minimistici e mistificanti “riorganizzazione della rete consolare”, ha rafforzato maggiormente il malumore e la delusione. Sembra che gli italiani, che vivono all´estero, non abbiano ricevuto fin´ora che informazioni parziali ed incomplete, contesta il Comites nella sua presa di posizione, ed inoltre esso lamenta la mancanza di “ un coinvolgimento delle proprie esperienze e capacità”.

“Se in futuro dovessimo recarci a Monaco, si creerebbe una situazione disastrosa”, spiega Romeo Catanese del Circolo Campania. “È già abbastanza problematico, per esempio, quando le persone devono venire da Aschaffenburg fino a Norimberga: I viaggi costano infatti, sia per il tempo speso, che per i soldi”. Oltre a ciò il Comites fa riferimento anche alle esistenti e forti interconnessioni con l´economia locale, siano esse date dalla presenza sul territorio di un centro fieristico o dal turismo. Si ricorda anche il significato di Norimberga come sede dell´Agenzia Federale per il Lavoro e dell´Ufficio federale per l´Immigrazione.

La CSU ha nel frattempo espresso il proprio sostegno. “Con la chiusura del Consolato sarebbe reso agli italiani un pessimo servizio” sottolinea Michael Frieser, capo del gruppo consiliare di Norimberga. Il corteo dei manifestanti inizia domenica alle ore 10 da Plärrer e continua, passando dal centro della cittá, e terminando con una manifestazione conclusiva di fronte al Consolato nella Gleissbühlstrasse.

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Dall’Hamburger Abendsblatt - di Patrizia Difonzo

 

Gli italiani vogliono il loro consolato

Un nuovo comitato cittadino progetta una grande manifestazione.

Dopo che è stato reso noto che il Consolato generale d’Italia ad Amburgo verrà chiuso, la protesta diventa sempre più forte. Domenica (12 luglio) alle ore 15 si dimostrerà davanti al Consolato della Feldbrunnerstr. (Rotherbaum). La protesta viene organizzata dagli italiani che vivono nel Nord della Germania che hanno fondato l’iniziativa “Salviamo il Consolato”.

La loro azione contro la chiusura del Consolato potrebbe anche avere l’appoggio del governo del Land. “Il Senato sostiene l’iniziativa e si impegnerà per il mantenimento del Consolato generale”- sottolinea Markus Konrad, che sostituisce il portavoce del Senato stesso. “Amburgo è un luogo economicamente importante con più di mille rappporti commerciali con ditte italiane” –dice Massimo Finizio, portavoce delaa organizzazione.

Un importante sostegno arriva anche da Bruno Maccallini. L’attore –conosciuto per lo spot pubblicitario di un caffè (Isch habe gar kain Auto)- ha definito la chiusura come “un duro colpo per i connazionali nel Nord della Germania, abituati ai servizi consolari”.

Il motivo per la chiusura dovrebbe essere la ristrutturazione della rete consolare italiana. Secondo informazioni dell’Abendsblatt si tratterebbe di provvedimenti di risparmio. In Germania verranno chiuse altre tre sedi consolari oltre Amburgo: Saarbrücken, Norimberga e Mannheim.

Il Console generale non ha voluto esprimersi. Per i circa 14.000 italiani che vivono nei Länder Schleswig- Holstein, Brema, Mecklemburg- Vorpommern e Amburgo, la chiusura significherebbe recarsi in futuro al Consolato generale di Hannover o- come dice Massimo Finizio- volare direttamente a Roma con una linea Low Cost.

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Dal “Saarbrücker Zeitung”

 

Il presidente del Saarland Peter Müller mette a disposizione una sede per il consolato italiano di Saarbrücken

di Norbert Freund

 

Gli italiani del Saarland si mobilitano con una manifestazione il 5 luglio a Saarbrücken. Nuove speranza per il Consolato italiano a Saarbrücken già minacciato di chiusura. Il Ministro Presidente del Saarland Peter Müller è pronto a mettere a disposizione degli italiani una sede gratuita per il loro Consolato.

Saarbrücken/Roma. Il Ministro Presidente del Saarland Peter Müller ha lanciato un’ulteriore iniziativa per salvare il Consolato d’Italia a Saarbrücken, già minacciato dalla chiusura. Dalle informazioni giunte al nostro giornale, Müller è disposto a metterere a disposizione degli italiani una sede gratuita vicino alla cancelleria di Stato nella Ludwigsplatz. Müller aveva già scritto una lettera al Ministro Italiano degli Affari Esteri Franco Frattini, difendendo la continuità dell’esistenza del Consolato.

Il Ministero italiano degli Affari esteri ha intenzione di chiudere in tutto il mondo 17 consolati per risparmiare un’uscita di 8 milioni di Euro. Tuttavia la questione a Roma è ancora aperta, dopo che i piani di chiusura hanno suscitato la forte resistenza non solo da parte dei partiti di sinistra all’opposizione ma anche all’interno delle forze conservative del partito Popolo della Libertà del capo del consiglio Silvio Berlusconi. Il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica ha riferito alla commissione esteri del parlamento romano che i piani di chiusura del governo non sono un “dogma” e neanche “vangelo”. Lui sarebbe disposto al dialogo, se gli vengono sottoposte valide alternative.

Dopo che in Amburgo e a Mannheim, dove sono state decise ulteriori chiusure di consolati italiani, si sono formate iniziative civiche contro la chiusura, prende forma man mano anche a Saarbrücken l’opposizione della base contro la chiusura. Il Comites, una sorta di miniparlamento degli italiani in Saarland, si è mobilitato per una manifestazione a favore della salvaguardia del Consolato, domenica 5 luglio. Come confermato dal Sindaco di Saarbrücken Charlotte Britz, il comune mette a disposizione la sala delle cerimonie del municipio.

Il presidente del Comites, Giovanni Di Rosa da Schwalbach, ha dichiarato al nostro giornale che parlamentari da Roma, sia appartenenti al partito al governo sia all’opposizione, avrebbero confermato la loro venuta a Saarbrücken per riferire sull’attuale stato delle cose a Roma. La Signora Britz ha esternato la speranza che il 5 luglio siano indicate le vie per offrire “anche in futuro agli italiani del Saarland un interlocutore a Saarbrücken”.

La stessa Britz ha sottolineato che per gli italiani anziani del Saarland, il disbrigo delle proprie questioni a Francoforte “sarebbe un enorme disagio”. Il Comites del Saarrland era stato rieletto il 20 marzo. Il consesso di dodici membri ha da poco eletto Di Rosa proprio presidente, come egli stesso ha confermato. Di Rosa che è membro del partito di sinistra Partito Democratico aveva ottenuto i maggiori consensi da parte dei 16.000 elettori italiani del Saarland.

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ARTICOLO APPARSO SUL MANNHEIMER MORGEN DI MANNHEIM IL 24 GIUGNO 20009.  

Più che una Rappresentanza - Un pezzo di Patria 

Roma ha intenzione di chiudere entro l’anno prossimo la rappresentanza consolare a Mannheim - Colpiti dalla decisione 18.000 italiani

 L’Ufficio consolare è nella città di Mannheim dalla metà del 19° secolo. La sede è stata più volte chiusa e riaperta. Sono 7 gli impiegati competenti per gli oltre 18.000 connazionali della città di Mannheim e della regione Reno - Neckar. - In base alla decisione del Ministero degli Affari Esteri l’Ufficio consolare chiuderà nel 2010.

 Molti vengono in Consolato da sempre, nascono, si sposano, ci si conosce tutti. Il contatto é personale, nel „ LORO „ Consolato. Per gli italiani della città é un pezzo di Patria nel nuovo ambiente. Ma