Il Presidente del CTIM Germania risponde a Nazzareno Mollicone sulla
situazione dei Comitati Tricolore
Totgesagte leben länger
"Quelli considerati morti vivono più a lungo"
In questa estate politicamente già
surriscaldata per le vicende interne del PdL, dove ognuno si esibisce facendo
il tifo per uno o l'altro, mentre forse un po’ di pacatezza sarebbe più
opportuna, non voglio entrare anch’io all'interno di questa arena di
polemiche, accuse e insinuazioni... ma, francamente, sono rimasto sorpreso dal
commento del sindacalista e membro CGIE Nazzareno Mollicone - fino a poco
tempo fa vicino al CTIM - che comunicava di avere scritto a Tremaglia "che non
intende collaborare con il CTIM, vista la sua adesione al gruppo finiano …
Nonostante la recente nomina del Sottosegretario Menia a coordinatore generale
CTIM, in molti giurano che ormai il Comitato sia morto e sepolto…”
(vedi:
http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/22833/2010-07-31.html )
Caro Mollicone, come accennato, ognuno è libero di dire la sua, ma mi
meraviglio della caduta di stile nei confronti di Tremaglia e del duro
commento contro il CTIM, che è fuori luogo.
Noi non siamo stati né la causa, né i fautori delle divergenze dentro il PdL.
Certo, non si scopre l'acqua calda, notando che l'attuale situazione
all’interno del PdL, ma soprattutto la contrapposizione tra esponenti di ex AN
non sia di aiuto per noi, così come è risaputo che il mondo
dell’associazionismo in generale ha le sue difficoltà. Ma da qui ad affermare
che il CTIM sia morto... c'è ne vuole!
Ti posso assicurare che il CTIM in Germania vive e gode di ottima salute. Non
voglio fare (per motivi di spazio) un elenco delle diverse e molteplici
iniziative e manifestazioni culturali, sociali e politiche svolte negli ultimi
anni; ti invito solo ad informarti, ad esempio, sugli avvenimenti e iniziative
contro la chiusura del Consolato d'Italia di Norimberga.
Vedrai che il CTIM c'era, ed era in prima fila! Anzi, è stato iniziatore di
proteste e azioni, affinché venisse mantenuta in vita la struttura consolare
lì esistente; organizzatore, inoltre, di manifestazioni ad alto livello, a cui
hanno partecipato anche importanti personalità politiche tedesche, da noi
coinvolte nella problematica.
Assieme al Coordinamento Europeo dei CTIM abbiamo organizzato sinergie
positive a Monaco di Baviera, coinvolgendo il Comites del capoluogo bavarese,
così come si è cercato e trovato l’appoggio e il coinvolgimento di altri
Comites in Germania e perfino della stessa Ambasciata a Berlino.
Il CTIM Germania è intervenuto anche su altri temi, come la riforma Cgie/Comites,
ed è operante ed attivo per quanto riguarda le attività e le proposte nel
campo sociale e scolastico, la cura e il mantenimento dei contatti con le
Istituzioni e i Partiti locali, e tanto altro.
Certo si potrebbe fare di più, ma non dimenticarti che questo lavoro, dopo la
scomparsa di Bruno Zoratto, viene ora svolto da volontari, di cui anche tu ben
conosci i nomi - e nessuno di questi attivisti viene pagato!
Ma, caro Mollicone, qui la questione non è basata su personalismi, ambizioni e
quant'altro: la causa del nostro disagio è molto più profonda, ed è politica.
Ricordo a noi tutti che nessun altro Governo in precedenza si era mai mostrato
così insensibile, disinteressato, offensivo ed arrogante nei confronti degli
Italiani all’estero, come l'attuale!
Viene data la sensazione che i connazionali residenti oltre confine siano la
causa dei problemi dell'Italia! Ricordiamo che durante l'ultima elettorale il
Presidente Berlusconi ci mandò una lettera, scrivendo: "...sosteremmo con
sempre maggior impegno le comunità italiane all'estero e cercheremo di
intensificare il vostro legame con la Madrepatria, affinché siate fieri della
vostra italianità ". E i fatti ??
Caro Mollicone, tu come membro del Cgie queste cose le sai e ne sei testimone.
Oggi Berlusconi afferma che gli Italiani all'estero non sono una questione
prioritaria.
Per ultimo: siamo consapevoli dell'attuale difficile situazione economica e
della necessità di fare dei sacrifici, ristrutturando, riformando, abolendo i
rami secchi e i tanti privilegi, anche, e soprattutto, all’interno del Paese.
Questo non è avvenuto. C'è stata invece un’orrenda “macellazione” su tutti i
capitoli di spesa per gli Italiani all'estero. Unico obiettivo: chiudere
tutto! Siamo arrivati al punto che dentro la maggioranza si mette in dubbio il
diritto di voto e la rappresentanza parlamentare.
No, il CTIM Germania
questo non lo può accettare, né tanto meno sacrificare la battaglia di
Tremaglia, o rinunciare a difendere i diritti costituzionali e sociali degli
Italiani che lavorano e vivono all'estero. Questo è il nodo politico tra
Tremaglia, il CTIM e l'attuale Governo.
Per finire, una battuta. Qui in Germania vi è un detto popolare:
“Totgesagte leben länger”, cioè: Quelli considerati morti vivono più a
lungo!
Un augurio di lunga vita a te e a noi tutti.
Lucio Albanese
Presidente del CTIM Germania
Messaggio dell'On. Mirko Tremaglia in occasione della
commemorazione della
“GIORNATA
NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO”
dell' 8
AGOSTO
Cari Connazionali,
anche quest’anno,
a Marcinelle, verrà ricordata la tragedia che l’8 agosto 1956 spense la vita
di 262 minatori, 136 dei quali erano Italiani.
Rivendico di aver voluto a tutti i costi, quando ero Ministro per gli
Italiani nel Mondo, che questa data assurgesse, una volta per sempre,
ad emblema del sacrifico dei lavoratori italiani all’estero. E così, con
direttiva del 1° dicembre 2001 a firma del Presidente del Consiglio e del
Ministro per gli Italiani nel Mondo, è stata istituita la
“Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”
da svolgersi annualmente il giorno 8 agosto, ricorrenza della sciagura
mineraria di Marcinelle in Belgio.
Nella stessa direttiva è specificato inoltre che le Amministrazioni pubbliche,
sia in Italia che all’estero, assumano e sostengano iniziative volte a
celebrare il ricordo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, al fine
di favorire l’informazione e la valorizzazione del contributo sociale,
culturale ed economico recato con il proprio impegno dai lavoratori italiani
operanti all’estero.
Non dimentichiamo il sacrificio di questi lavoratori, trasmettiamo alle nuove
generazioni il valore che la nostra emigrazione ha conquistato in un secolo di
Storia. Un valore che oggi equivale in molti casi a prestigio, successo ed
affermazione; questo è quanto i nostri connazionali possono vantare in ogni
Paese di residenza, ma, per tanti anni, decine di anni, è costato sacrifici,
frustrazioni, discriminazioni ed umiliazioni.
Oggi, fortunatamente, sono stati fatti tanti passi avanti. I lavoratori
italiani nel mondo sono una grande Comunità organizzata e capace di affrontare
le sfide della nostra epoca, sono una eccezionale componente di quella realtà
che noi chiamiamo “Sistema Italia”.
Dopo anni di lotte sono riuscito ad ottenere il diritto di voto per gli
Italiani residenti all’estero, che oggi, grazie alla legge “Tremaglia”
n. 459 del 27 dicembre 2001, sono rappresentati nel Parlamento
italiano da 12 Deputati e 6 Senatori. Dobbiamo essere uniti e batterci per
mantenere il diritto di voto all’estero, introducendo il voto segreto
presso le Ambasciate, i Consolati o altre Sedi, ma conservando – come fanno
altri Paesi – l’indispensabile voto per posta.
Gli Italiani residenti all’estero, alla fine, hanno vinto; hanno conquistato
anche in Italia il posto che meritavano. Oggi costituiscono un esempio
eccezionale per le nuove generazioni, ma non dimentichiamo i nostri Caduti sul
lavoro. Onoriamoli e inchiniamoci commossi e riconoscenti di fronte a Loro.
Le celebrazioni che si terranno l’8 agosto in tutto il mondo sono l’omaggio
dell’Italia che non dimentica, che ama e che stringe in un grande abbraccio i
suoi figli sparsi in ogni parte del mondo.
Avendo subito una grave frattura del femore della gamba sinistra, quest’anno
non potrò essere presente a Marcinelle alla cerimonia, a me tanto cara, di
commemorazione dell’8 agosto, ma rinnovo il mio devoto e commosso omaggio ai
136 minatori italiani caduti nella miniera.
Vi ringrazio per l’affetto ed il sostegno che mi avete dimostrato in questo
periodo di malattia e vi abbraccio tutti.
A presto.
Italiani all’estero: Qui ci vuole Tremaglia
L'editoriale di Salvatore Viglia
- POLITICAMENTE CORRETTO del 7 luglio 2010
La
situazione politica che riguarda gli italiani all’estero ha raggiunto un punto tale
di non ritorno che parlare ancora di questi argomenti è addirittura ridicolo.
Ma dietro a tutta questa “faccenda”, lo sappiamo, esiste una intera letteratura
fatta di sacrifici e di mortificazioni, letteratura che lascia spazio, di questi
tempi però, solo al cinismo e alla retorica.
Così come stanno le cose, solo l’on. Tremaglia potrebbe fare qualcosa di
veramente incisivo imponendo al Big Bang lo stop. L’unica maniera possibile che
la politica offre in circostanze limite di questo tipo è “te la dico e te la
conto” senza peli sulla lingua, senza reticenze sibilline dettate dalla
diplomazia garbata ma inutile.
Insomma spetta a Tremaglia e solo a lui evidentemente puntare i calcagni sul
petto di quanti si sono proclamati, ma sempre implicitamente si capisce, contro
gli italiani all’estero e contro di lui in prima persona. Non sempre
implicitamente. Chi non ricorda, per esempio, i famosi scontri con il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi quando si pronunciò contro il voto all’estero
perché le nostre comunità non erano contribuenti in Italia. Posizione peraltro
che si sta reiterando in questi giorni chiedendo di mandare in pensione la legge
Tremaglia.
Poi, da quando imparammo tutti che il predellino non era né più e né meno che il
battiporta inferiore della portiera di un auto, da allora una sbandata micidiale
ha scosso il panorama politico nazionale. Tremaglia disse: “sono senza partito”
usando quella che allora fu una metafora e che oggi lo stesso Fini non si sogna
neanche di proporre.
La storia sarà implacabile certo nello stabilire i meriti, i demeriti e le
colpe.
Qui ci vuole Tremaglia che la dica tutta, occorre la sua proverbiale
TREMAGLIATRICE nell’uso della quale non deve avere remore e neanche timori: Di
cosa potrebbe avere paura? Che lo licenzieranno? Che lo metteranno in castigo?
Ha, ha!
Un uomo di quella fatta ed alla sua età, il più anziano parlamentare della
Repubblica, uno che ne ha viste di cotte e di crude, uno al quale non si può
andare a raccontare storielle, uno che conosce gli uomini e le storie, uno che
ha un repertorio infinito di fatti e circostanze.
Qui ci vuole Tremaglia che senza peli sulla lingua espella tutto quanto la
politica, ob torto collo, gli ha ricacciato in gola per servizio di partito e
per alleanze politiche. Il voto all’estero è un suo figlio, lui lo ha messo al
mondo e solo con lui che ne è il padre bisogna parlare, a lui si deve chiedere
cosa, come e quando. Nessuno può permettersi di intaccare una conquista che, per
quanto perfettibile, deve essere preservata ad ogni costo.
Ebbene sarebbe ora che Tremaglia divenisse Tremagliatrice per dirla tutta. Solo
se minacciasse una tale eventualità, molti perderebbero il sonno. Molti
avrebbero i sudori freddi.
Tremaglia non ha paura della resa dei conti proprio oggi che stanno per
sacrificare, alla chetichella, “suo figlio” su di uno sgabello in uno sgabuzzino
di Monte Citorio.
LA SQUADRA AZZURRA, LE CLIP DI
CATTIVO GUSTO ED I CONSOLATI ALL’ESTERO
Sono incominciati i mondiali di
calcio e la mente ed il cuore di tutti gli italiani all’estero, ma soprattutto
in Germania, vanno al 2006, allo splendido torneo sul suolo tedesco, alla
sofferenza dei nostri atleti ed alla magica notte del 9 luglio a Berlino che
consacrò per la quarta volta gli azzurri quali campioni del mondo.
Per un attimo, forse sfuggente, anche la maggioranza dei tedeschi, non solo gli
inguaribili intellettuali nostalgici del passato, percepirono l’Italia come una
nazione moderna e competitiva. Quel campionato fu, per molti di noi, una sorte
di riscatto, il riconoscimento dell’Italia come una grande nazione sportiva e
non solo. Nell’insieme, accanto a qualche inevitabile “battuta” poco riuscita,
i tedeschi cominciarono a guardarci con occhi diversi, a percepire la nostra
nazione al di là della pizza, della pasta e del “sole mio”.
Non facciamo commenti sulla video
clip “Chi vince i mondiali….” che sta girando in Germania, perché il livello
della stessa è talmente basso da non poter essere commentato. - vedi il video
con la traduzione in italiano su:
http://www.corritalia.de/Video.34+M56fd4cd915c.0.html
E che dire dei nostri governanti e diplomatici? Molteplici furono le
dichiarazioni della grandezza dell’Italia, culla del Rinascimento, luogo di
cultura e di tradizioni, esportatrice dell’eleganza, della qualità, della
bellezza, del Made in Italy nel senso più lato del termine. E come potevano, in
tale contesto, mancare le lodi per gli italiani all’estero, gli “EX-EMIGRATI”,
gli esportatori delle eccellenze italiane nel quotidiano?
Che cosa dire invece della situazione attuale: della chiusura dei Consolati in
Germania ed altrove? Noi italiani della Germania e della Franconia ci opponiamo
alla chiusura dei Consolati e delle Agenzie consolari e continueremo a
combattere per mantenere i diritti, a noi garantiti (o forse solo promessi...)
dalla costituzione.
Siccome siamo profondamente italiani, oseremmo dire nel cuore e nell’anima, non
possiamo tuttavia esimerci dal dire: “Forza azzurri, forza nazionale italiana,
fateci sognare ancora una volta”. Viva l'Italia e viva la Nazionale di
calcio!
Lucio Albanese, Presidente CTIM-Delegazione Germania
SPORTELLI
CONSOLARI A NORIMBERGA E SAARBRUCKEN
Il Sottosegretario Mantica
risponde all'interrogazione di Di Biagio (PdL)
Nella seduta del 23 giugno 2001 in
Commissione Esteri della Camera, il sottosegretario Alfredo Mantica ha risposto
a due diverse interrogazioni presentate dal deputato del Pdl Aldo Di Biagio, e
sottoscritte dai colleghi eletti all’estero del partito: la prima sui consolati
italiani a Norimberga e Saarbrucken, l’altra sul funzionamento del cosiddetto
"consolato digitale", cioè il sistema Sifc.
Sul primo punto, il sottosegretario ha confermato che nelle due sedi, dopo il
"sì" dei tedeschi apriranno sportelli consolari a Norimberga e Saarbrucken.
Quanto all’avvio del consolato digitale, il Governo ha confermato che il Sifc
sarà progressivamente esteso agli altri uffici in Europa, garantendo al tempo
stesso una adeguata formazione informatica del personale addetto.
"Sono felice del risultato raggiunto per le sedi consolari di Norimberga e
Saarbrucken – ha commentato Di Biagio - frutto del lavoro inteso e coordinato di
tutte le istituzioni interessate e per quanto riguarda il consolato digitale, a
mio avviso, stiamo percorrendo la strada giusta verso l’innovazione dei servizi
all’estero".
Ma vediamo le risposte nel dettaglio.
Sulla chiusura dei consolati, si sottolinea che "nel caso di Norimberga e
Saarbrucken, a seguito di un’intensa e serrata tornata di consultazioni con il
Ministero degli esteri tedesco e degli interventi di autorevoli istanze dei
Lander coinvolti, è stata accolta l’ipotesi da noi prospettata di strutture
modulabili secondo le nostre esigenze e che consentirebbero di evitare la
chiusura completa degli uffici". Queste strutture "leggere" dovevano essere
un’agenzia consolare a
Norimberga e uno sportello a Saarbrucken. Mantica ha
quindi richiamato il primo "no" dei tedeschi, seguito da tanti incontri con gli
interlocutori tedeschi, informando che lui personalmente ha avuto "stretti
contatti" con il sottosegretario di stato Peter Ammon e il Ministro Presidente
del Saarland.
Dopo tali "intense" consultazioni, "il Ministero degli esteri tedesco ha rivisto
il proprio orientamento iniziale, accettando sostanzialmente le residue presenze
consolari italiane a Norimberga e Saarbrucken dopo la chiusura dei Consolati, in
quanto dipendenti dal Consolati generali di Monaco e Francoforte. A tali
strutture, riconducibili al modello degli sportelli consolari – ha precisato
Mantica – verrebbe assegnato personale a contratto, alla luce delle loro più
ridotte esigenze funzionali".
Mantica ha quindi assicurato che "tenuta presente l’assoluta necessità di
ridurre i costi" anche "in ragione della forte, ulteriore contrazione di
bilancio che la recente manovra finanziaria prefigura anche per il Mae a partire
dal 2011", la Farnesina "individuerà tempestivamente appropriate soluzioni
logistiche per garantire tale nuova forma di presenza a Saarbrucken e
Norimberga. Un notevole contenimento dei costi di esercizio degli sportelli
appare condizione indispensabile per poterne valutare l’apertura. Credo – ha
concluso Mantica – che la soluzione ricercata e ottenuta con tenacia possa
rappresentare il miglior compromesso possibile tra la necessaria
razionalizzazione e l’opportunità di mantenere una nostra presenza a Saarbrucken
e Norimberga".
Sul fronte Sifc, Mantica ha ricordato che il progetto è diviso in due fasi: la
prima, già in atto, permette la gestione online degli appuntamenti; la seconda,
in via di attuazione, permetterà al’accesso al consolato via web e il dialogo
telematico con tra uffici all’estero, banche dati della PA, soprattutto del
Viminale. "Nei prossimi mesi – ha confermato il sottosegretario – Sifc sarà
progressivamente esteso agli uffici in Europa in vista della sua applicazione a
tutta la rete consolare entro il 2011".
Un primo monitoraggio avrebbe confermato l’efficienza del sistema: Mantica ha
citato il caso di Stoccarda: "dopo l’attivazione del Sifc la media dei
passaporti emessi al giorno è salita a 70 rispetto ai 58 del periodo
precedente". Mantica ha quindi ricordato che l’attivazione del Sifc ha coinciso
anche con l’introduzione del nuovo passaporto con le impronte digitali, di cui
il Mae si occupa "in diretto raccordo" con il Viminale che è "impegnato ad
agevolarne il rilascio da parte delle Questure attraverso un sistema di
controlli in tempo reale". Trasmissione che sarà velocizzata grazie alla Pec
(posta elettronica certificata), secondo modalità "allo studio del Ministero".
Mantica ha quindi confermato la "grande attenzione del Mae alla formazione del
personale" citando i seminari d’area svolti a Zurigo, Bruxelles, Monaco di
Baviera e Colonia "che hanno coinvolte oltre 150 collaboratori". Il prossimo
corso di terrà in settembre a Stoccarda. Concludendo, Mantica ha ribadito che
"le innovazioni collegate al Sifc, che consentiranno l’accesso via internet ai
servizi consolari, sono mirate a migliorare la funzionalità e l’assetto della
nostra rete consolare, secondo tempi e modalità che potranno essere affinati con
opportuna flessibilità e che terranno naturalmente conto dell’efficacia
operativa del sistema". (Aise)
Comunicato della
CONFSAL UNSA Coordinamento Nazionale Esteri
Colpo di scena: i Consolati Generali d’Italia a
Saarbrücken e Norimberga SONO FUORI PERICOLO DI CHIUSURA
Svolta positiva per due Consolati che appena poche settimane fa rischiavano la
chiusura.
Queste le notizie che ci giungono in via ufficiosa e che vedono l’Ambasciatore
d’Italia in Germania, Michele Valensise, come protagonista di quest’ultimo
positivo colpo di scena.
Dopo un anno di battaglie insieme a tutte le parti sociali, ai parlamentari
eletti all’estero e mediante l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica
sia all’estero che in Italia, oggi, grazie alle capacità diplomatiche e alla
sensibilità del nostro Ambasciatore in Germania, le autorità tedesche hanno
riconosciuto le eccezioni sollevate da parte italiana in materia di Agenzie
consolari e sono convenute ad una soluzione praticabile di declassamento per le
Rappresentanze a Saarbrücken e Norimberga.

La Confsal-Unsa Coordinamento Esteri è estremamente soddisfatta di questo
risultato e ringrazia vivamente l’Ambasciatore Valensise anche a nome dei propri
iscritti. Queste notizie, che speriamo vengano presto ufficializzate dalla
nostra Amministrazione, fanno sperare anche per le altre due sedi ancora a
rischio di chiusura in Germania, cioè per Amburgo e Mannheim.
Risparmiare significa anche investire in possibilità di sviluppo economico,
commerciale e culturale! Non sprechiamo la preziosa rete di contatti che ogni
singola realtà esistente attorno alle nostre Rappresentanze ha saputo tessere
negli anni e non dimentichiamo il debito rispetto verso una numerosa
collettività italiana i cui interessi vanno salvaguardati.
A Mannheim, importante centro commerciale e culturale della Regione
metropolitana del Rhein-Neckar e seconda città della Regione del
Baden-Württemberg, sono iscritti ufficialmente più di 20.000 italiani all’AIRE,
mentre il Consolato Generale di Amburgo può vantare di essere stato il primo
Consolato Generale accreditato in Germania nel lontano 1861. Inutile ricordare
che la seconda città più grande della Germania dopo Berlino e, insieme a
Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera la più importante dal punto di vista di
scambi commerciali, possiede un enorme potenziale economico. L’antica città
anseatica è, infatti, la seconda più grande città portuale dell’Unione Europea,
strategicamente importante come snodo verso il Nord e l’Europa dell’Est.
Ampliare l’Ufficio commerciale presso il Consolato Generale d’Italia ad Amburgo
significa garantire una possibilità di crescita per l’economia italiana
attraverso la mediazione di scambi commerciali. Non sprechiamo, dunque, questa
opportunità!!!
Il nostro appello al Ministro degli Esteri Frattini e al Sottosegretario degli
Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Sen. Alfredo Mantica, è quello di
riprendere le trattative con le autorità tedesche per trovare una soluzione equa
anche per le due sedi in questione.
Questa O.S. auspica, infine, che si possa giungere ad una analoga soluzione
anche per la sede di Liegi (Belgio) e si appella in tal senso
all’Amministrazione, affinchè riveda la sua posizione nei confronti di questo
Consolato Generale, tanto importante sia per il numero di connazionali residenti
(ca. 75.000, con punte del 50% rispetto alla popolazione locale!) sia per la sua
posizione strategica – da un punto di vista politico, economico e culturale -
all’interno della Vallonia.
La Confsal-Unsa Coordinamento Esteri vigilerà attentamente sui processi in atto
e ringrazia tutte le parti che continuano a lottare con passione e dedizione per
il mantenimento di tutte le sedi a rischio di chiusura.
Lucio Albanese
scrive al direttore de
IL
GIORNALE, Vittorio Feltri
Gentile
Direttore, gentile Signor
Bracalini,
abito da più di
30 anni in Germania, ma mi sento ancora molto italiano e ho forti legami con la
nostra patria. L’articolo di Bracalini “Un finiano esporta in Europa la
protesta anti-governativa” mi lascia sconcertato.
Già il titolo, di
per sé, fa pensare ad una “congiura anti-berlusconiana” portata avanti da un
finiano e sottintende , quindi, “un complotto segreto” tendente a danneggiare
una o più persone. Non parliamo poi del prosieguo.
Non capisco cosa
ci sia di strano nella dichiarazione dell’Onorevole Di Biagio. Forse proprio
perché abito in Germania dalla mia giovinezza e sono bene integrato nella
società locale, la polemica sollevata da Bracalini mi sembra fuori posto e da
epoca della guerra fredda. L’Onorevole Di Biagio appartiene alla coalizione di
governo, ma è anche il rappresentante del PdL per il settore italiani nel mondo.
Come tale egli ha quindi espresso, con grande senso di responsabilità e di
dovere, la sua solidarietà verso la manifestazione di fine maggio a Francoforte.
Le sue dichiarazioni esprimono, solo ed esclusivamente, il senso di disagio
della collettività italiana all’estero. Di Biagio rinnova, nel suo messaggio, la
sua vicinanza e la sua partecipazione a tale comunità e non incita alla rivolta.
Bisogna altresì dargli atto che egli si sta prodigando per non permettere la
monopolizzazione della politica all’estero da parte dell’opposizione che – come
potrebbe essere il contrario – sta approfittando di numerosi decisioni infelici
del governo in tale settore.
Anziché
criticarlo bisognerebbe, a mio avviso, lodarlo per aver svolto il compito
assegnatoli e cioè quello di farsi portavoce dei problemi di noi tutti cittadini
italiani lontani dal nostro paese. Forse questo mio modo di ragionare e vedere
la cosa è legato alla mia concezione “anglosassone” della politica, ma penso che
anche nell’Italia del 2010 sia venuto il momento di considerare le azioni dei
politici con la necessaria pacatezza e serenità d’animo, al di fuori di ogni
gretta logica di schieramento. In una sua recente dichiarazione ai giornalisti
durante una visita a Napoli il Presidente Napolitano - secondo la stampa - ha
affermato che gli uomini politici devono essere caratterizzati dallo “spirito di
sacrificio al di là di ogni ambizione personale”. Il comportamento
dell’Onorevole Di Biagio, senza volere fare di lui un “extraterrestre” in senso
positivo, corrisponde ad una concezione moderna delle politica: una politica
aperta e vicina alla base che si fa portavoce dei fabbisogni dei cittadini. Di
Biagio tende a mantenere il salvabile anziché a fare tabula rasa delle
istituzioni ed organizzazioni italiane all’estero: decisione errata e negativa,
non solo per i cittadini italiani all’estero, ma anche per il sistema Italia.
Per concludere ci
tengo a sottolineare che grandissime zone della Germania hanno votato a
maggioranza, in occasione delle ultime elezioni politiche, per l’attuale
coalizione di governo fidandosi – tra l’altro – delle dichiarazioni del
Presidente Berlusconi che voleva fare di noi (cittadini all’estero) gli
“ambasciatori dell’Italia nel mondo”. Niente di tutto questo si è visto fino ad
ora, bensì esattamente il contrario: tagli di fondi, chiusure di Consolati,
modifiche di leggi, volontà netta di ridimensionare le funzioni ed i poteri
degli organismi elettivi italiani all’estero. L’Onorevole Di Biagio con il suo
comportamento leale – tanto nei confronti della sua compagine politica, quanto
nei confronti degli elettori – è uno dei pochi personaggi positivi nella giungla
che si sta creando. Noi tutti contiamo su di lui anche per il futuro
Distinti saluti
Lucio Albanese
Membro Com.It.Es.
Norimberga
Il C.T.I.M. Germania chiede l'intervento del
Ministro Seehofer
Il Presidente del CTIM-Germania, Lucio Albanese, ha inviato la
seguente lettera al Governatore della Baviera, chiedendo il suo intervento per
il mantenimento di un'Agenzia consolare a Norimberga.
Sehr geehrter Herr Ministerpräsident Seehofer,
als Vorsitzender von C.T.I.M. Deutschland, einer Vereinigung der politisch der
italienischen Mitte-Rechts-Koalition in Italien zugehört, erlaube ich mir, mich
mit der Bitte an Sie zu wenden, unsere Bemühungen, eine Schließung des
italienischen Konsulates in Nürnberg zu verhindern, zu unterstützen.
In der Region Nordbayern leben ca. 30.000 italienische Staatsangehörige, die vom
Konsulat in Nürnberg seit Jahrzehnten betreut werden. Die italienische Regierung
hatte im Jahr 2009 die Schließung zahlreicher Konsulate in der EU beschlossen
(u.a. des Konsulates in Nürnberg) und uns im Zuge unserer Bemühungen um den
Erhalt des Nürnberger Konsulates zugesagt, das Konsulat als Konsularische
Agentur weiterzuführen.
Wir wissen, dass auch die Bay. Staatsregierung sich im Vorjahr gegenüber der
Regierung Italiens für den Erhalt des Konsulates eingesetzt hat, wofür wir uns
bei Ihnen herzlich bedanken möchten.
Für uns völlig überraschend, hat das Auswärtige Amt in Berlin die erforderliche
Genehmigung für die beabsichtigte Umwandlung des Konsulates in eine
Konsularische Agentur verweigert. Die Regierung in Italien hat daraufhin die
Auflösung des Konsulates beschlossen.
Für uns Betroffene hat dies zur Folge, dass konsularische Dienstleistungen in
Bayern nur noch in München erbracht werden. Im Flächenland Bayern sind damit
beispielsweise für die Ausstellung von Personalausweisen, Pässen, wie auch
allgemein für Verwaltungsangelegenheiten weite Anfahrtswege (bis zu 400 km
einfach) zurückzulegen.
Da in der Bundesrepublik Deutschland bereits zwei konsularische Agenturen
Italiens (in Mannheim und Wolfsburg) existieren, kann die Haltung des
Auswärtigen Amtes nur auf eine sehr enge Auslegung des Wiener Abkommens
zurückzuführen sein. Aus unserer Sicht ist diese Auslegung jedenfalls nicht
zwingend.
Ich bitte Sie deshalb im Namen der in Franken lebenden Italiener unser Anliegen,
eine italienische konsularische Repräsentanz in der Region aufrecht zu erhalten,
zu unterstützen. Unser Ziel ist es, eine für alle Beteiligten vertretbare Lösung
zu finden. Für Ihre Unterstützung möchten wir uns bereits jetzt herzlich
bedanken.
Mit freundlicher Empfehlung
Lucio Albanese
Mitglied Com.It.Es. Nürnberg
Vorsitzender C.T.I.M. Deutschland
I 150 ANNI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

In occasione della festività del 2
giugno il CTIM Delegazione di Germania si rivolge a tutti gli italiani
all’estero per invitare ad una breve riflessione
Sono iniziate da poche settimane in
Italia le celebrazioni in occasione dei 150 anni dell’unificazione italiana.
Una data che, a nostro avviso, deve essere ricordata, al di fuori di ogni tipo
di polemica e di faziosità. Purtroppo per gli italiani delle Franconie
questo 2 giugno lascia dell’ amaro in bocca e qui ci riferiamo alla
preventivata chiusura del Consolato d'Italia a Norimberga.
Il Risorgimento italiano è stata un’epoca gloriosa e decisiva per l’Italia a
venire: un’epoca di ideali ed entusiasmi e di grandi disegni politici. Grazie
ad alcune figure straordinarie, da Mazzini a Cavour a Garibaldi, per citare sono
quelle di più grande rilievo, si è giunti all’unificazione di quasi tutta la
penisola. Ogni singolo personaggio di quell’ epoca storica ha contribuito,
ognuno con le sue pecularietà e le sue qualità, alla buona riuscita
dell’impresa e alla proclamazione nel 1860 del Regno d’Italia. Grandi furono i
sacrifici, anche in termini di vite umane, avutisi nei decenni precedenti per
raggiungere tale meta. Da non sottovalutare è anche l’aspetto dell’unità
linguistica, portato avanti a partire dal 1860, che consentì – in breve tempo –
l’affermarsi di una lingua nazionale unitaria scritta e parlata. Senza il
Risorgimento forse oggi un siciliano avrebbe paradossalmente bisogno di un
traduttore per colloquiare con un milanese o un torinese.
Per noi italiani all’estero e per il CTIM Germania la nostra Patria , l’Italia
unita dalla Sicilia alle Alpi; è un punto di riferimento forte e da difendere.
Altrettanto importante è, in questi duri momenti, constatare – per ironia della
sorte- un’impossibilità di dialogo con l’attuale Governo di centro-destra e
scarsa attenzione che si concreta in soli tagli e chiusure.
Ma noi non inveiamo contro la Patria, a prescindere da chi ci governa, e su
questo mi viene in mente un memorabile discorso dell'On. Almirante a Stoccarda:
"la Patria è sempre adorabile (anche se talvolta è matrigna). È adorabile quando
vince, è più adorabile quando perde; è adorabile quando ci offre tutte le sue
gioie, è adorabile quando ti presenta tutte le sue debolezze, magari le sue
colpe; è adorabile quando ti dà, è più adorabile ancora se ti chiede...”
Questo significa impegnarsi a ricordare il 2 giugno, nel salvaguardare e
difendere gli interessi e i diritti delle nostre comunità all' estero e
riaffermando il sacrosanto diritto di essere trattati da italiani a pieno
titolo e non da figli di un Dio minore.
NORIMBERGA DICE 'NO'
AL SOTTOSEGRETARIO SCOTTI
Il Comitato Tricolore per gli Italiani
nel Mondo ha preso atto con costernazione della dichiarazione fatta dal
Segretario di Stato Onorevole Scotti in data 13 maggio 2010, relativa alla
chiusura definitiva del Consolato d’Italia di Norimberga.
Secondo l’Onorevole Scotti l’ipotesi
dell’istituzione di un’Agenzia Consolare verrebbe definitivamente a cadere in
seguito al 'no' delle autorità tedesche, che chiederebbero il mantenimento
almeno di vice consolato.
Il CTIM Delegazione Germania è
consapevole degli sforzi fatti dall’amministrazione italiana nella revisione del
piano iniziale di ristrutturazione della rete consolare e nella programmata
istituzione a Norimberga di un’Agenzia Consolare, ma non può accettare questo
attuale ripensamento.
Le dichiarazioni del Senatore Mantica
dello scorso aprile e la programmata istituzione a Norimberga dell’Agenzia
Consolare sono per noi una dimostrazione evidente, che anche l’amministrazione
del Ministero degli Affari Esteri è ben consapevole dell’assurdità della
chiusura completa del Consolato di Norimberga.
Si chiede pertanto al Ministero degli
Esteri, On. Franco Frattini, la cancellazione della delibera del Cda del MAE del
14 maggio 2010 e l’avvio di nuove contrattazioni con le autorità tedesche per
l’ottenimento di una soluzione soddisfacente per tutte le parti in causa.
Da parte della collettività italiana in
Franconia e dello scrivente Comitato è stata avviata un’operazione di capillare
informazione delle forze politiche e della stampa tedesca a livello regionale e
federale sull’argomento.
La collettività italiana della Franconia
non si arrende!
Lucio Albanese, Presidente CTIM Germania
SCIOCCANTE
DELIBERA SU CHIUSURA IN GERMANIA.
PRONTA DIFENSIVA A TUTELA STRUTTURE DI SAARBRÜCKEN E NORIMBERGA
Roma, 14 maggio 2010 – “Le dichiarazioni del
Sottosegretario Scotti intervenuto ieri in aula a Montecitorio rappresentano
un fulmine a ciel sereno, preannunciando una delibera – di fatto formalizzata
quest’oggi dal Cda della Farnesina – circa la chiusura delle sedi di cui si
era preventivato un declassamento ad Agenzia Consolare a causa dei riscontri
negativi delle autorità tedesche che non avrebbero accolto questo tipo di
soluzione”.
Lo
ha dichiarato Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL.
“Infatti Scotti ha riferito che le autorità tedesche hanno fatto emergere una
loro preclusione rispetto a soluzioni diverse dal mantenimento di un vice
consolato, quale livello minimo di presenza consolare, evidenziando – dunque –
una ostilità nei confronti delle scelte organizzative italiane”. “Infatti –
spiega Di Biagio – l’ordinamento tedesco non prevede la sussistenza sul
proprio territorio di realtà rappresentative che non prevedano almeno un
referente di ruolo, - è questo il caso delle agenzie - particolare che poteva
essere facilmente eluso prevedendo un leggero ampliamento di personale, e
ovviamente provvedendo a curare in maniera certamente più fattiva ed attenta
le relazioni con Berlino”. “Per cui la posizione tedesca – alla luce di
quanto esposto dal nostro sottosegretario – avrebbe condotto alla delibera
delle chiusure da parte del Mae, senza alcun tipo di concertazione o
ridiscussione delle evidenze, sebbene il Ministero ed il Governo fossero già
da qualche tempo a conoscenza di questi aspetti, preclusivi del programma di
razionalizzazione così come discusso e già combattuto”. “Il livello di
amarezza è elevato – conclude – in questo modo saltano i piani ed i percorsi
di concertazione già avviati da un anno a questa parte, miranti a
salvaguardare alcune rappresentanze e a riflettere su posizioni alternative, e
ci si ritrova all’improvviso dinanzi a soluzioni già prese senza che nessuno,
parti sociali, parlamentari ed associazioni siano stati informati. Qualora non
ci fosse la volontà di rivedere questa decisione, sarà forte la nostra
opposizione, che prenderà forma in ogni sede dal piazzale della Farnesina,
passando per l’aula di Montecitorio, fino alla piazze delle cittadine
tedesche, per far capire che ci siamo e non vogliamo essere dimenticati”.
Riunione di dirigenti del CTIM nel mondo
Si è tenuto
il
30 aprile
2010, nella sede del Comitato Tricolore per gli Italiani nel
Mondo, un incontro fra il Segretario Generale, On. Mirko
Tremaglia, ed alcuni dirigenti del CTIM (consiglieri CGIE) provenienti da varie parti del
mondo, a Roma in occasione dell'assemblea generale del Consiglio Generale.
Il Segretario
Generale ha aperto la discussione con una breve cronistoria di quanto il CTIM ha
fatto in questi anni per gli Italiani nel mondo, dalla legge sull’AIRE
fino alla più recente e importantissima legge per l’esercizio del diritto di
voto dei cittadini italiani residenti all’estero.
A seguire ha
affrontato il tema principale all’Ordine del giorno e cioè la rinascita ed il
rafforzamento del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. A questo
scopo ha invitato tutti ad essere più presenti sul territorio delle nazioni che
li ospitano, ricordando agli Italiani residenti all’estero la forte potenzialità
che possono avere i loro rappresentanti alla Camera dei Deputati ed al Senato.
Con il suo
immutato entusiasmo l’On. Mirko Tremaglia è riuscito a coinvolgere tutti i
presenti che, ad uno ad uno, hanno espresso i loro punti di vista con grande
partecipazione e spirito costruttivo.
Oltre ai delegati
CTIM hanno partecipato alla riunione l’On. Giuseppe Angeli e il Sen.
Raffaele Fantetti, parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, che
hanno descritto alcune delle Proposte di Legge per modificare la Legge 459/2001
presentate sia alla Camera che al Senato.
Su questo punto
si è acceso un dibattito molto partecipato, con diversi e interessanti
suggerimenti da parte dei presenti circa le eventuali modifiche da apportare
alla legge sul voto agli Italiani all’estero che, come rilevato da alcuni, non
possono essere uguali per tutto il mondo. A questo proposito, è stato giudicato
necessario considerare almeno due opzioni differenti sulle modalità di voto,
affinchè gli elettori possano scegliere.
Al termine il
Presidente del CTIM, Giacomo Canepa ha riassunto tutte le problematiche
riscontrate ed i suggerimenti, che alcuni dei presenti hanno dato, al fine di
redigere uno schema di lavoro che aiuti il Comitato Tricolore a riprendere il
suo glorioso cammino.
Concludendo la
riunione l’On. Mirko Tremaglia ha ringraziato i presenti e, tra gli
applausi, ha invitato tutti a proseguire e sostenere attivamente la storica
battaglia dell’Italianità nel mondo.
La Fondazione Marzio Tremaglia veste le
Mura
con il Tricolore
7.800 metri lineari, pari a circa
12.000 metri quadri di stoffa con i colori della bandiera tricolore, sono stati
posti giovedì 6 maggio sul perimetro delle Mura Venete in occasione del Raduno
Nazionale degli Alpini a Bergamo.
Si tratta di un dono alla Città da
parte della Fondazione intitolata a Marzio Tremaglia di cui cade il decennale
della scomparsa.
“ E’ questo un gesto che assume un
significato molto importante- precisa Andrea Tremaglia- per sottolineare
l’affetto che mio padre provava verso il Corpo degli Alpini, nel quale svolse
il servizio militare in qualità di sottotenente.
Questa esperienza, come spesso
raccontava, fu per lui una scuola di vita che rafforzò la sua devozione verso la
Patria, che ha sempre servito con grande senso del dovere e responsabilità”.
La scelta di imbandierare le Mura
assume un significato fortemente simbolico, condiviso dall’Amministrazione
comunale: le Mura sono il simbolo della nostra città, visibili a grande
distanza. Nella loro compattezza, non solo circondano maestosamente Città Alta,
ma la proteggono da secoli e conferiscono al nostro centro storico un fascino
unico.
Quindi quale migliore benvenuto
poteva essere trovato per salutare le centinaia di migliaia di alpini che con
la loro presenza onorano Bergamo in questi giorni?
La Fondazione Marzio Tremaglia
desidera ringraziare pubblicamente gli amici che hanno reso possibile questo
evento: in particolare le ditte Europizzi e Tintura Europea di Urgnano con Italo
Pilenga; la Confezioni Patrizia di Covo, Alberto Pesenti della Algra Spa,
Giacomo Nicolini della Orobica Ambiente e il Sig.Amighetti della E-20 .
Bergamo 6 maggio 2010
A STOCCARDA IL
RICORDO DI MARZIO TREMAGLIA A DIECI ANNI DALLA SUA SCOMPARSA
Il Coordinatore
Europeo del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo Oreste Motta ha
commemorato ieri, mercoledì 21, durante una riunione di soci e attivisti nella
storica sede del CTIM di Stoccarda, la figura di Marzio Tremaglia, figlio
dell'On. Mirko deceduto il 22 aprile 2000 a soli 42 anni.
A dieci anni
dalla sua prematura scomparsa - ha esordito Motta - il suo pensiero, il suo
credo è più attuale che mai; la sua politica, fatta di valori profondi e di
nobili ideali, è e deve restare a servizio dell'uomo. Oggi, in un momento così
delicato per la politica italiana, in cui tutto, o quasi, va verso una cinica
deriva utilitaristica e di profitto, il messaggio che Marzio ci ha lasciato
indica quanto il benessere non sia necessariamente solo una logica di dividendi,
ma anche etica, cultura educativa, sensibilità e rispetto verso se stessi e gli
altri, e di come sia importante per un politico saper ascoltare e recepire le
problematiche sia sociali che individuali.
Non solo il suo
contributo culturale e politico come Assessore alla Cultura della Regione
Lombardia ha lasciato un'impronta indelebile, ma anche il suo attaccamento e
interessamento alle vicende degli italiani all'estero, con le quali veniva
confrontato nell'ambito della nostra associazione, dimostra come la sua
indimenticabile figura non abbia mai messo in discussione i valori etici e le
capacità pionieristiche degli italiani all'estero di integrarsi nelle società di
accoglienza. La sua visione politica e culturale - ha concluso Motta - deve
essere di esempio per tutti noi e per la classe politica dirigente attuale.
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Cultura & Politica:
L’eredità di Marzio Tremaglia
a
10 anni dalla scomparsa
Milano,
17 e 18 aprile 2010
Marzio Tremaglia,
Assessore alla Cultura della Regione Lombardia dal 1995, soccombeva il 22 aprile
2000 ad un male incurabile che aveva combattuto serenamente fino all’ultimo. Il
suo esempio di credente ed il suo lavoro di amministratore costituiscono oggi
un’eredità preziosa per chi desidera “guardare oltre” gli attuali scenari
politico/culturali.
Lo ricorda, a dieci
anni dalla prematura scomparsa, la Provincia di Milano, per iniziativa del
Presidente On. Guido Podestà e del Vice Presidente e Assessore alla
Cultura, Novo Umberto Maerna, in collaborazione con Ares/Associazione
Ricerche e Studi e la Fondazione Marzio Tremaglia, e con il patrocinio della
Regione Lombardia e del Comune di Milano.
Sabato 17 aprile alle 18.30, alla Basilica di San
Babila (Piazza San Babila, Milano), verrà celebrata una messa in suffragio.
Domenica 18 aprile 2010, dalle 10.30, nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi
(Via Vivaio 1, Milano) si terrà una giornata di studi per ricordarne la
figura e l’opera.
Alla giornata di
studi, dopo l’apertura dei lavori con un saluto dell’On. Guido Podestà,
Presidente della Provincia di Milano e Novo Umberto Maerna, Vice
Presidente e Assessore alla Cultura, interverranno: On. Massimo Corsaro,
deputato in Parlamento - Cesare Cavalleri, Associazione Ares -
Gianfranco de Turris, giornalista RAI - Luca Gallesi, Fondazione
Marzio Tremaglia - Giorgio Galli, Università degli Studi di Milano -
Luciano Garibaldi, giornalista e scrittore - Gabriele Mazzotta,
Fondazione Mazzotta - Giuseppe Parlato, Università San Pio V - Pietro
Petraroia, Regione Lombardia - Claudio Risè, Fondazione Piccolo
Teatro - Stenio Solinas, giornalista de il Giornale - Marcello
Veneziani, giornalista de Il Giornale - Stefano Zecchi, Università
degli Studi di Milano.
Con la
partecipazione di Andrea Tremaglia, Fondazione Marzio Tremaglia.
Ingresso libero
Marzio Tremaglia,
figlio dell’Onorevole Mirko, parlamentare di lungo corso e primo Ministro per
gli Italiani nel mondo, aveva ereditato dal padre sia la passione politica sia
la professione di avvocato. Nato a Bergamo nel 1958 e laureatosi all’Università
Cattolica, è stato dirigente giovanile del Fuan (Fronte Universitario d’Azione
Nazionale), consigliere comunale MSI a Bergamo (1980-1995) e quindi Assessore
regionale alla Cultura (1995-2000).
Ammirato dai
colleghi del suo schieramento, Tremaglia venne apprezzato anche dagli avversari
politici, che ne riconoscevano l’intelligenza, l’apertura mentale, l’onestà e
soprattutto la grande preparazione culturale e politica. Sotto la sua guida, e
per la prima volta, una delega come quella alla Cultura, assunse una rilevante
importanza, grazie al brillante lavoro svolto e alla conseguente attenzione
mediatica.
In una delle sue
ultime interviste, Marzio Tremaglia riassumeva così il suo impegno e i suoi
ideali: «Credo nei valori del radicamento, della
identità e della libertà; nei valori che nascono dalla tutela della dignità
personale. Sono convinto che la vita non può ridursi allo scambio, alla
produzione o al mercato, ma necessiti di dimensioni più alte e diverse. Penso
che l'apertura al sacro e al bello non siano solo problemi individuali. Credo in
una dimensione etica della vita che si riassume nel senso dell'onore, nel
rispetto fondamentale verso sé stessi, nel rifiuto del compromesso sistematico e
nella certezza che esistono beni superiori alla vita e alla libertà per i quali
a volte è giusto sacrificare vita e libertà».
L’Associazione
Ares, Ente morale eretto con decreto del Presidente della Repubblica n. 549
del 27-1-1966, promuove le sue iniziative culturali anche attraverso le Edizioni
Ares e il mensile Studi cattolici. Insieme all’Assessore Marzio Tremaglia ha
organizzato i convegni: «Pound Educatore» (1997), «Le insorgenze popolari
nell’Italia napoleonica» (1999), «Liberare il lavoro» (1999) e realizzato la
ricerca originale «Le insorgenze – Rivoluzione & controrivoluzione in Italia –
1792-1815», poi confluita nell’omonimo libro.
Informazioni al
pubblico:
- Associazione Ares:
tel. 02 29526156, fax 02 29520163, info@ares.mi.it
- www.ares.mi.it
-
www.provincia.milano.it/cultura
Uffici stampa:
- Associazione Ares: tel. 02 29514202,
alessandro.rivali@ares.it
- Provincia di Milano/Cultura, tel.
02.7740.6310/6359,
g.bocca@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
Addetto stampa Assessore, tel. 02 7740.4393-6386,
f.provera@provincia.milano.it
Decennale 22 Aprile 2000 - 22 Aprile 2010
MARZIO TREMAGLIA:
QUANDO LA POLITICA È ESEMPIO
In occasione del decennale della scomparsa di Marzio Tremaglia, avvenuta il 22
aprile 2000, la Fondazione Marzio Tremaglia, costituitasi nel 2000 e con l’On.
Mirko Tremaglia quale Presidente Onorario, intende ricordarne la figura
proponendo le seguenti iniziative, realizzate in collaborazione con Regione
Lombardia, Comune e Provincia di Bergamo, Fondazione Mia e Fondazione Banca
Popolare di Bergamo
Alla presenza di:
- On. Mirko
Tremaglia, Presidente Onorario Fondazione Marzio Tremaglia
- Andrea
Tremaglia, Fondazione Marzio Tremaglia
- Claudia
Sartirani, Comune di Bergamo
Presentazione
iniziative a cura di:
Gabriella Savoldi,
Giovanni Fumagalli, Maria Grazia Locatelli, Fabrizio Maria Carminati, Denia
Mazzola Gavazzeni, Tiziana Pirola e Angelo Signorelli.
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FONDAZIONE
MARZIO TREMAGLIA
Via Petrarca, 3 -
24121 Bergamo
La Fondazione
intitolata a Marzio Tremaglia è nata con lo scopo di proseguire l’opera di
promozione, diffusione e valorizzazione del pensiero culturale che è stato
l’obiettivo di vita di Marzio Tremaglia.
Questo percorso
ha visto il nostro Assessore regionale alla Cultura realizzare, nei fatti, tutta
una serie di opere che hanno lasciato una profonda traccia, in particolare nel
territorio bergamasco.
L’amore per la
cultura di Marzio Tremaglia ha toccato ogni campo: dall’arte, alla letteratura,
alla storia, alla diffusione del valori più profondi della Nazione e della
politica intesa come servizio, trasparenza e amore per la propria terra.
Presidente
Onorario On. Mirko Tremaglia
 |
|
la continuità: Andrea Tremaglia, figlio
di Marzio |
- Alessandra
Gallone
- Amedeo Amadeo
- Pierluigi
Buzzanca
- Franco Cardini
- Fabrizio
Fabrizi
- Luca Gallesi
- Bonaventura
Grumelli Pedrocca
- Adolfo Morganti
- Alberto Pesenti
- Pietro
Petraroia
- Franco Tentorio
- Andrea
Tremaglia
- Sergio Vaglieri
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Programma iniziative
clicca
anche QUI
sabato 17 aprile ore 20.00
Basilica
Santa Maria Maggiore - Bergamo Alta
CONCERTO in memoria di marzio tremaglia
“Messa di Requiem”
di Gaetano Donizetti
per
soli, coro a quattro voci miste e orchestra
ed. Ricord i
- Revisione a cura di V. Leskó
Orchestra I Pomeriggi Musicali di
Milano
Direttore d’orchestra:
Fabrizio Maria Carminati
Soprano:
Denia Mazzola Gavazzeni
Contralto:
Tiziana Carraro
Tenore:
Giuseppe Varano
Baritono:
Michele Kalmandi
Basso: Ugo
Guagliardo
Coro Canticum Novum
Maestra del coro: Erina
Gambarini
Organo: Fabio Galessi
giovedì 22 aprile ore 9.30
Sala Conferenze
“Marzio Tremaglia”, Teatro Donizetti – Bergamo
INCONTRO
“Stato dell’arte delle biblioteche
bergamasche”
A cura del Sistema Bibliotecario
Urbano
Partecipano:
• Ornella Foglieni,
Soprintendente Beni Librari Regione Lombardia
• Mariagrazia Locatelli,
Direttrice Sistema Bibliotecario Urbano di Bergamo
• Orazio Bravi,
Direttore Biblioteca “Angelo Mai” di Bergamo
• Ennio Ferrante,
Responsabile Servizi Bibliotecari Università di Bergamo
• Marco Locatelli,
Direttore Biblioteca Comunale “Marzio Tremaglia” di Ponte San Pietro
venerdì 23 aprile
ore
21.00
Auditorium Piazza
Libertà - Bergamo
“Fogli di cinema”
La conservazione della memoria
cinematografica
Proiezione di:
Toute la mémoire
du monde
di Alain Resnais (Francia 1956,
22’)
Il film esplora
la complessa struttura architettonica e la gigantesca macchina organizzativa
della Biblioteca Nazionale di Parigi. Una visitazione dei luoghi più segreti o
apparentemente poco significativi, il lavoro minuzioso, metodico, misconosciuto,
ma essenziale al funzionamento della grande “memoria”. Resnais descrive i
recessi bui delle cantine, gli stanzoni silenziosi e polverosi delle soffitte, i
cantieri in cui si stanno costruendo le nuove ali dell’enorme edificio, il
lavoro di accoglimento, catalogazione, schedatura, distribuzione dei nuovi e
vecchi volumi depositati. Quasi un thriller gotico!
Incontro di riflessione sulle iniziative a favore della cultura dell’Assessore
Marzio Tremaglia, in occasione del decimo anniversario della scomparsa.
Partecipano:
• Alberto Castoldi,
Università degli Studi di Bergamo
• Luca Gallesi,
Fondazione Marzio Tremaglia
• Pietro Petraroia,
Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
• Angelo Signorelli,
Lab 80 - Fondazione Alasca
Seguirà la proiezione di:
Cinebook,
produzione Lab 80, 20’
La presenza del
libro e del documento scritto nel cinema, il loro utilizzo nella storia,
nell’intrigo, nella messa in scena. Scatole cinesi di narrazioni, scrittura come
luogo di ambiguità, misteri, corrispondenze, vertigini. Un viaggio nel mistero e
nella memoria.
Intervista
rilasciata dall'On. Tremaglia all'Agenzia AGI
VOTO
ESTERO:
TREMAGLIA, UNA PAZZIA CANCELLARE LEGGE
(AGI) – Roma, 26 febbraio 2010
Cancellare
la legge per il voto degli Italiani all’estero, dopo il caso Di Girolamo?
“Una pazzia”, dice Mirko Tremaglia,
ex Ministro per gli Italiani nel Mondo e ‘padre’ della legge che ha consentito a
4 milioni di Italiani all’estero di eleggere loro rappresentanti al Parlamento
italiano.
“Sarebbe una vergogna, un vero
harakiri – insiste Tremaglia – un modo per rendere l’Italia meno forte nel mondo
dal punto di vista politico ed economico. I cittadini di origine italiana nei
cinque continenti sono 60 milioni e 395 i parlamentari di origine italiana
eletti in vari paesi, una ricchezza incommensurabile, che il caso Di Girolamo
non può cancellare”.
L’anziano leader dei Comitati
Tricolori precisa: “Certo possono essere adottati accorgimenti per rendere
effettivamente segreto il voto e la strada giusta è quella di istituire dei
seggi elettorali, come sul territorio nazionale, nelle Ambasciate, nei
Consolati, nelle scuole e negli Istituti di Cultura Italiani … Ripeto,
l’importante è garantire la segretezza del voto.
Ma forse è la partitocrazia a non
volere questo e a voler colpire lo sviluppo italiano nel mondo”.
Quanto a Di Girolamo, Tremaglia non
ha dubbi: “Io mi ero opposto alla sua candidatura e poi non dobbiamo dimenticare
che la giunta delle elezioni del Senato aveva già deciso per la sua decadenza,
ma poi in aula con una furbata si è deciso di non decidere e la cosa è rimasta
ferma lì.
Solleverò – conclude più
battagliero che mai – quello che è un problema costituzionale direttamente con
il Presidente della Repubblica …”
Facendo seguito alla intervista rilasciata alla Agenzia AGI,
Tremaglia intende precisare che il Di Girolamo non è mai stato proclamato
Senatore, ma ha percepito ugualmente lo stipendio mensile da Senatore.
CASO " DI GIROLAMO"
Di fronte ai fatti
gravissimi di oggi che colpiscono penalmente Nicola Di Girolamo, Mirko
Tremaglia e il CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo -
chiedono che il Senato venga chiamato immediatamente ad esaminare la decisione
del 20 ottobre 2008 della Giunta delle Elezioni del Senato che approvava la
proposta di annullamento dell’elezione del Senatore Nicola Di Girolamo e che
nella seduta del 29 gennaio 2009 il Senato stesso aveva sospeso.
Nicola
Di Girolamo ha falsamente rappresentato la sua residenza in Belgio, ingannando
nelle elezioni decine di migliaia di elettori, come è apparso inequivocabilmente
davanti alla Giunta delle Elezioni del Senato che in data 20 ottobre 2008 ha
ordinato l’annullamento della sua elezione, rispettando così la nostra
Costituzione.
L’intera vicenda della elezione al Senato di Nicola Di Girolamo costituisce un
vulnus che colpisce la legalità e la costruzione istituzionale per la quale si è
lottato 40 anni in nome degli Italiani residenti all’estero. La scelta di
riservare loro il diritto di elettorato sia attivo che passivo è stata
ampiamente valutata e condivisa dalla maggioranza del Parlamento ed è stata
garantita dai nuovi articolo della Costituzione.
Ricordiamo che Nicola Di Girolamo è stato bocciato come Senatore: non è mai
stato Senatore.
La decisione della Giunta delle Elezioni del Senato doveva essere confermata o
respinta. Invece, con un espediente procedurale, non venne ne approvata ne
respinta, ma venne sospesa.
In tal modo il Di Girolamo usurpò il titolo e le funzioni di Senatore. Per
essere ancora più chiari: non essendo mai stato dichiarato Senatore usurpò lo
stipendio mensile di Senatore.
Vi è evidentemente una questione costituzionale - già sollevata dall’Avv.
Raffaele Fantetti, che è il primo dei non eletti - che io riprenderò nella sede
competente.
Le gravissime accuse di oggi denunciano lo scandaloso comportamento del Di
Girolamo.
Tremaglia, già nel 2008, aveva proposto denuncia per alcuni degli stessi reati
per i quali oggi si procede nei confronti del Di Girolamo.
On. Mirko Tremaglia
Conte vince a Stoccarda
Il Comites di Stoccarda ha un nuovo Presidente:
è Salvatore Virga, braccio destro di Tommaso Conte, di cui è da sempre amico.
Il centrodestra si è spaccato: a favore di Virga
hanno votato Mario Caruso e Carmelo Pignataro contro il parere di Oreste Motta
ed Angela Pantano.
Il C.T.I.M. rivendica la sua
grande politica per gli Italiani nel mondo
DIFENDIAMO L’EMIGRAZIONE CONTRO IL TESSERAMENTO AD UN PARTITO, CONTRO LA PARTITOCRAZIA
La notizia della
costituzione di una organizzazione dell’emigrazione con la intestazione di
Partito PDL per lanciare la cosiddetta “Campagna Tesseramento PDL nel mondo
2009-2010” è assurda e contraria agli interessi dell’emigrazione, tanto è vero
che il PDL ha assunto sinora posizioni contro i principi di civiltà,
socialità, onore e contro gli interessi degli emigranti stessi ogniqualvolta è
stato posto in Parlamento il problema persino della loro sopravvivenza.
Questa iniziativa
costituisce una offesa per quanti dal 1968 hanno fatto parte del CTIM –
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, e per gli emigranti italiani
che sono stati costretti a lavorare subendo discriminazioni vergognose. Non si
può mettere sotto interessi di Partito la visione e la organizzazione di una
Forza come quella degli Italiani nel mondo.
Per essere ancora
più chiari:
- vi è già il CTIM, che è stato costituito
nel 1968;
- il CTIM ha il suo Statuto e dieci punti
programmatici;
- il CTIM ha una sua organizzazione, che
nessuno può cancellare, in tutte le parti del mondo;
- il CTIM vive e opera in ogni parte del
mondo;
- il CTIM ha dal 1968 il tesseramento in
tutti i Continenti:
Europa: Belgio, Bulgaria, Croazia,
Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Liechtenstein,
Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca,
Repubblica di San Marino, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna,
Svezia, Svizzera;
Africa: Algeria, Egitto, Marocco, Nigeria,
Sud Africa, Tunisia;
Nord America: Canada, Messico, Stati
Uniti;
Centro/Sud America: Argentina, Brasile,
Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Haiti, Honduras, Panama, Perù, Repubblica
Dominicana, Uruguay, Venezuela;
Asia e Oceania: Australia, Giappone, Hong
Kong, India, Laos, Thailandia.
Improvvisamente,
sei o sette persone che fanno parte di un Partito inventano il tesseramento
nel mondo e, sempre sulla carta, inventano il Popolo della Libertà nel Mondo.
Noi siamo quelli
del CTIM, che da allora (1968) ha fatto il tesseramento, non di
Partito, ma in autonomia, facendo tutte le battaglie per l’emigrazione e per
gli Italiani nel mondo; che ha presentato le liste per una battaglia del voto
agli Italiani all’estero che va dal 1955 fino all’ottenimento per la prima
volta del voto all’estero a favore di oltre 4 milioni di votanti (Legge 459
del 27 dicembre 2001).
Sempre il CTIM
ha presentato liste per cambiare la Costituzione con nominativi di varie
formazioni politiche.
Il CTIM è
riuscito a cambiare – fatto eccezionale – la Costituzione ben 2 volte.
Ora,
improvvisamente, senza nemmeno consultare il sottoscritto On. Mirko
Tremaglia, che è il Segretario Generale del Comitato, ignorando totalmente
persino l’esistenza del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani
nel Mondo, quanto ha fatto e quanto sta facendo nel mondo, ignorando
altresì che il sottoscritto è stato Ministro, l’unico Ministro per gli
Italiani nel Mondo, si è deciso, senza alcuna consultazione di cancellare
il CTIM, sostituendolo con una impostazione di Partito, per sfruttare
gli elettori all’estero, sempre per farli diventare parte di un Partito (PDL)
anziché continuare a fare gli interessi dei nostri emigranti.
Si ignora che quel
Ministro ha ottenuto, tra l’altro, un decreto che riconosce l’8 agosto,
giornata della tragedia di Marcinelle, come la “Giornata Nazionale del
Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” e potremmo continuare con tutti
i Convegni e le iniziative di quel periodo ministeriale, ricordando tra
l’altro come gli Italiani nel mondo con tanti sacrifici abbiano ottenuto
l’elezione di 395 Parlamentari di origine italiana.
Tutto questo e
tanto altro viene ignorato e cancellato per far posto alle ambizioni di potere
da parte di qualche Politico del PDL.
Il tutto è da me
contestato e respinto con sdegno, rivendicando prestigio, serietà e dignità al
CTIM, ai suoi aderenti ed a chi lo ha diretto e continua a dirigerlo.
Il CTIM –
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, organizzazione nata nel
1968 con il suo Statuto, con i suoi dirigenti, con le sue battaglie
parlamentari, con le sue federazioni organizzate in ogni parte del mondo,
respinge questa iniziativa del PDL negando che gli interessi e i diritti dei
nostri emigranti e degli Italiani all’estero possano essere difesi e tutelati
da Partiti politici. Il CTIM rivendica i grandi traguardi raggiunti dal
1968 ad oggi e continua con la sua organizzazione a rappresentare gli Italiani
nel mondo e i diritti ed i principi dell’emigrazione.
Nella mia qualità
di Segretario Generale del CTIM, ringrazio di cuore i miei
collaboratori per i risultati raggiunti e per la fiducia che mi è stata in
ogni parte del mondo riconfermata; annuncio che richiederò la messa in
votazione della Proposta di legge per l’Istituzione della Commissione
parlamentare bicamerale per gli Italiani all’estero e della mozione che invita
il Governo ad organizzare una Conferenza per discutere ed attuare un piano di
investimenti europei in Africa per dare lavoro agli Africani in Africa.
Sul piano
personale e politico chiedo che venga annullata la decisione di fare un
Partito PDL all’estero. Se così non fosse sarei costretto, dopo
tanti anni di battaglia politica, a lasciare per protesta questo Partito,
continuando a battermi negli interessi esclusivi dei valori che hanno
alimentato l’emigrazione e gli Italiani nel mondo.
On. Mirko
Tremaglia
---------------------------------------------------------
PROPOSTE DI LEGGE DEL
C.T.I.M.
COMITATO
TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO
SUL VOTO
ALL’ESTERO, SUL CAMBIAMENTO DELLA COSTITUZIONE, SUGLI INTERESSI SPECIFICI
DEGLI ITALIANI NEL MONDO,
PRIMA FIRMA TREMAGLIA E ALTRI,
PRESENTATE DAL 1972 (ANNO DELLA PRIMA ELEZIONE DI TREMAGLIA ALLA CAMERA DEI
DEPUTATI)
Voto agli Italiani all’estero
|
II |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 1193 del 22 ottobre 1955 (Ferretti ed
altri) |
|
III |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 778 del 17 gennaio 1959 (Michelini ed
altri) |
|
IV |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 840 del 17 dicembre 1963 (Michelini ed
altri) |
|
V |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 140 del 6 luglio 1968 (Michelini ed
altri) |
|
V |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 234 del 9 ottobre 1968 (Nencioni ed
altri) |
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 553 del 26 luglio 1972 (Almirante ed
altri) |
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 554 del 26 luglio 1972 (Almirante ed
altri) |
|
VI |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 13 del 25 maggio 1972 (Nencioni ed altri) |
|
VI |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 235 del 25 luglio 1972 (Nencioni ed
altri) |
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 23 del 5 luglio 1976 (Tremaglia ed altri) |
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 84 del 20 giugno 1979 (Tremaglia ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 49 del 12 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 104 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 90 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 98 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 503 del 23 luglio 1992 (Pozzo ed altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1018 del 12 giugno 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 50 del 15 aprile 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 469 del 6 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 104 del 9 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 4979 del 10 giugno 1998 (Tremaglia) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 5186 del 30 luglio 1998 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Disegno di Legge Costituzionale
Senato n. 3841-B del 30 giugno 1999 (Tremaglia ed
altri – diventa Legge) |
|
XIII |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 4768 del 27 luglio 2000 (Pasquali ed
altri) |
Censimento
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 555 del 26 luglio 1972 (Tremaglia ed
altri) |
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 24 del 5 luglio 1976 (Tremaglia) |
|
VII |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 1441 del 26 ottobre 1978 (Di Crollalanza
ed altri) |
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 85 del 20 giugno 1983 (Tremaglia) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 105 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri
– diventa Legge) |
Divieto di cancellazione dalle
liste elettorali
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1122 del 9 febbraio 1977 (Tremaglia ed
altri – diventa Legge) |
|
VII |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 1442 del 26 ottobre 1978 (Di Crollalanza
ed altri) |
Pensione sociale
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 155 del 26 giugno 1978 (Almirante ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 52 del 12 luglio 1983 (Almirante ed
altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 106 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 422 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 906 del 15 maggio 1996 (Tremaglia) |
Comitati Consolari
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 993 del 20 novembre 1979 (Tremaglia ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 245 del 29 luglio 1983 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3227 del 17 febbraio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
Tutela dei lavoratori al seguito
di imprese italiane operanti all’estero
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1227 del 4 gennaio 1980 (Tremaglia ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 50 del 12 luglio 1983 (Tremaglia ed
altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 102 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 91 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 423 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 917 del 15 maggio 1996 (Tremaglia) |
Indennizzi per i profughi e i
rimpatriati
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 2345 del 31 marzo 1975 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 911 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
Assunzione obbligatoria
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 562 del 27 luglio 1972 (Romeo ed altri) |
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 780 del 4 ottobre 1979 (Tremaglia ed
altri) |
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 2729 del marzo 1985 (Tremaglia ed altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 109 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 94 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 420 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
II Conferenza Nazionale
dell’Emigrazione
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 103 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
Stampa italiana all’estero
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3602 del 19 marzo 1986 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 99 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 418 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 916 del 15 maggio 1996 (Tremaglia) |
Indennità
integrativa speciale ai pensionati, mutilati ed invalidi di guerra
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 110 del 2 luglio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
Istituti di Cultura all’estero
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 110 del 2 agosto 1985 (Aloi, Tremaglia ed
altri) |
Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3341 del 11 novembre 1988 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3226 del 17 febbraio 1997 (Tremaglia ed
altri) |
Norme per il funzionamento delle
scuole italiane bilingue e dei corsi di lingua italiana d’America
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3386 del 24 novembre 1988 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 97 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1364 del 24 luglio 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 414 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 912 del 5 maggio 1996 (Tremaglia) |
Norme per il funzionamento delle
istituzioni scolastiche italiane oltreoceano
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 412 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 913 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
Partecipazione C.G.I.E. ELEZIONE
Presidente della Repubblica
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 100 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 413 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 914 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
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APPUNTO DEL 9
SETTEMBRE 2009
SULLE PRESE DI
POSIZIONE IN DIFESA DELL’EMIGRAZIONE E SUI PROBLEMI DEI NOSTRI EMIGRANTI,
DALLA STRAGE NEL MEDITERRANEO ALLA CHIUSURA DI AMBASCIATE E CONSOLATI, ALLA
PROPOSTA DI LEGGE SULLA ISTITUZIONE DELLA “COMMISSIONE PARLAMENTARE BICAMERALE
PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO”, PRESENTATA IL 29 APRILE 2008
E NON ANCORA
DISCUSSA, ALLA “GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL
MONDO” E IN DIFESA DELLA IMMIGRAZIONE IN ITALIA A SALVAGUARDIA DEI DIRITTI
FONDAMENTALI DELL’UOMO.
UNA AZIONE PER
CANCELLARE IL “REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA”.
UNA NOTA SULLA
CIIM – CONFEDERAZIONE DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO.
APPUNTO PER IL PRESIDENTE ON. GIANFRANCO FINI
Ti invio alcuni documenti con
qualche mia annotazione.
1.
Comunicato
stampa del 26 agosto 2009
“Presa di posizione, dopo l’ultima strage nel Mediterraneo, in difesa della
immigrazione in Italia e dei diritti fondamentali dell’uomo, che vanno
certamente salvaguardati”
Nei giorni seguenti è avvenuto
un fatto assai più grave: si è venuti a conoscenza che l’imbarcazione con
eritrei e somali è stata intercettata in acque italiane e che è stata
riaccompagnata in Libia senza alcuna assicurazione da parte libica del
rispetto delle persone e senza tener conto che si trattava di emigranti che
dovevano godere dell’asilo politico.
Questo è un fatto di grave
responsabilità.
2.
Comunicato
stampa del 21 luglio 2009
sulla “Mozione Africa” che propone una conferenza internazionale dei Paesi
africani del Mediterraneo con l’Italia e con i Paesi dell’Unione europea per
la soluzione del grave problema dell’emigrazione facendo investimenti europei
in Africa per dare lavoro a 20milioni di Africani in Africa ed impedire così
l’invasione dell’Europa.
E’ ora che il PdL presenti
alla riunione dei Capigruppo il testo della mozione del maggio 2008, a firma
Tremaglia e altri, che ha ottenuto il consenso del Presidente della Camera, ma
che non viene mai portata in riunione.
3.
Comunicato stampa dell’8 luglio 2009
in difesa di chi lavoro e di chi emigra. Importanza di una azione decisa per
cancellare il “reato di immigrazione clandestina” che intermini legali non
“esiste”. Gli emigrati italiani hanno vinto nel mondo contro le persecuzioni e
le discriminazioni antidemocratiche: questa è una verità che appare nella
nostra Storia.
4.
Nota del
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo – CTIM
contro la chiusura di un Ambasciata e sedici Consolati.
5.
Proposta di
legge per l’istituzione della Commissione Parlamentare Bicamerale per gli
Italiani all’estero, presentata il 29 aprile 2008.
Ricordo che questa proposta ha
trovato il consenso del Presidente della Camera e dei Deputati eletti
all’estero.
E’ di grande importanza anche
perché si tratta di un rapporto di politica estera e di relazioni
internazionali, avendo noi come interlocutori all’estero 395 Parlamentari
di origine italiana.
6.
Non
dimentichiamo la manifestazione dell’8 agosto a Marcinelle con la
partecipazione del Presidente della Camera e di quasi tutti i Deputati eletti
all’estero con la celebrazione della “Giornata Nazionale del Sacrificio del
Lavoro Italiano nel Mondo”.
Cordialmente.
Mirko Tremaglia
Allegati alla lettera:
Roma, 21 luglio 2009
TREMAGLIA PROPONE UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE
DEI
PAESI AFRICANI DEL MEDITERRANEO CON L’ITALIA E CON I PAESI DELL’UNIONE EUROPEA
PER FARE INVESTIMENTI EUROPEI IN AFRICA PER DARE LAVORO A 20 MILIONI DI
AFRICANI IN AFRICA ED IMPEDIRE COSI’ L’INVASIONE DELL’EUROPA.
Solo così si può fermare
l’emigrazione selvaggia dall’Africa verso i Paesi europei in Africa.
In Africa vi è l’80% della
disoccupazione e vi
è una crescita demografica tale da creare un vero pericolo di invasione
dell’Europa.
Secondo le stime, dal 1987,
anno nel quale si riunirono a Tunisi i Ministri del Lavoro dei Paesi africani
ed europei, al 2015, abbiamo un dato spaventoso relativo alla natalità:
in Europa in questo periodo abbiamo 30 milioni di nascite contro i 170
milioni dei Paesi africani. La disoccupazione in Africa è oltre l’80%.
Nel 1995, il 14 ottobre, venne
approvata in 127 Paesi,
durante i lavori dell’Unione interparlamentare a Bucarest, un testo che
prevedeva un intervento diretto dell’Europa a favore dei Paesi dell’Africa con
investimenti economici a lungo termine. A tal proposito era stata indetta
una Conferenza internazionale che non si è mai tenuta.
La proposta contenuta nella
mozione Tremaglia e altri
è quella di fare una Conferenza internazionale dei Paesi rivieraschi del
Mediterraneo e quelli dell’Unione europea per fissare finalmente l’impegno
europeo degli investimenti a lungo termine, almeno 20 anni, per creare
opportunità di lavoro per 20 milioni di Africani in Africa con un nuovo
impulso produttivo di questi Paesi più poveri ed un nuovo ruolo per l’Africa
nel contesto di una vasta produzione economica.
Solo così si potrà fermare la
“invasione” migratoria verso l’Europa, altrimenti non contenibile.
Con questo progetto si prevede
per l’Africa un ruolo di vasta produzione economica, si garantisce il
lavoro per gli Africani in Africa, si ferma il massiccio esodo migratorio
verso l’Europa, altrimenti non contenibile, si elimina ogni impostazione
puramente assistenzialistica, si esalta una politica di investimenti
che determinerà, tra l’altro, uno straordinario ritorno economico a favore
dell’Europa e un’importante collaborazione politica Nord-Sud, si
combatte sul serio la fame nel mondo, sottolineando che non si può
trattare la vastità di questi problemi con il semplicistico abbattimento dei
debiti del terzo mondo, si impegna il Governo e l’Unione Europea ad
intraprendere tutte le iniziative concrete e necessarie per dare dignità al
lavoro, riconoscendo il diritto ad ogni uomo ad avere un avvenire per sé e
per i propri figli, attuando in tal modo una grande operazione civile, in
un destino comune tra Europa ed Africa.
Nella mozione-, per rendere
concreto l’impegno, ripropone che la Conferenza internazionale venga tenuta
entro 6 mesi dalla approvazione della stessa da parte della Camera dei
Deputati.
La mozione può essere
sottoscritta dai Deputati di tutti i Gruppi parlamentari.
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COMUNICATO STAMPA dell’8 luglio
2009
MIRKO
TREMAGLIA, GIA’ MINISTRO PER GLI ITALIANI NEL MONDO E SEGRETARIO GENERALE DEL
CTIM - COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO:
DIFENDIAMO CHI LAVORA E CHI EMIGRA.
DECISA
UNA AZIONE ANCHE PARLAMENTARE PER CANCELLARE IL “REATO DI IMMIGRAZIONE
CLANDESTINA”, A FIRMA MARONI, CHE IN TERMINI LEGALI NON “ESISTE”.
GLI
EMIGRATI ITALIANI HANNO VINTO NEL MONDO CONTRO LE PERSECUZIONI E LE
DISCRIMINAZIONI ANTIDEMOCRATICHE: QUESTA E’ UNA VERITA’ CHE APPARE NELLA
NOSTRA STORIA.
Oggi è stato inventato il “reato
di immigrazione clandestina” che vuole colpire emigranti che non hanno
commesso alcun reato specifico contro la legge e che non hanno offeso alcun
diritto altrui.
Come parlamentare ed a nome del
CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, reagisco con estremo
vigore per impugnare questa decisione che suona offesa a quanti nel mondo sono
costretti a vivere ed operare al di fuori dei loro Paesi di origine.
Scendiamo in campo per difendere
i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per
ragioni di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo ai
maltrattamenti ed alla privazione dei diritti di ciascun emigrante che
rispetta in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza.
Per questi motivi di fondo
abbiamo considerato sacrosanto il nostro impegno in difesa dei lavoratori
italiani emigrati all’estero e ci impegniamo oggi per fare revocare questa
“distorsione legislativa” che ha “inventato” una norma assurda che vuol
colpire milioni di persone che lavorano o vogliono lavorare in Italia.
Quando ero Ministro per gli
Italiani nel Mondo, quale mio primo atto ufficiale, sono stato a rendere
omaggio agli Italiani emigrati in Belgio morti a Marcinelle in Belgio l’8
agosto 1956, 136 lavoratori periti nella miniera di Bois du Cazier, ed ho
presentato come Ministro per gli Italiani nel Mondo una direttiva, divenuta
decreto, ove si considera la rilevanza sociale della riscoperta dei valori
storici e culturali che hanno accompagnato il processo di emigrazione di massa
dall’Italia, in particolare per il riconoscimento e la valorizzazione del
lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati.
Questa diviene la premessa di un
discorso di fondo che ci impegna, così come abbiamo fatto per gli Italiani, a
difendere le ragioni di quanti si sono trovati in Italia per tutelare e
difendere le ragioni della loro esistenza.
Da allora, con la data dell’8
agosto è stata emanata questa direttiva:
1.
La giornata dell’8 agosto di ogni anno è designata “Giornata nazionale
del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. In tale data, le
Amministrazioni pubbliche assumono e sostengono, nell’ambito delle rispettive
competenze, iniziative volte a celebrare il ricordo del sacrificio dei
lavoratori italiani nel mondo, al fine di favorire l’informazione e la
valorizzazione del contributo sociale, culturale ed economico recato con il
proprio impegno dai lavoratori italiani operanti all’estero.
2.
Tali iniziative potranno essere avviate anche precedentemente
all’8 agosto.
Questo significa che gli Italiani
emigrati nel mondo, che hanno subito persecuzioni ingiuste, vengono da allora
esaltati ovunque.
Questo appartiene alla Storia. E’
una realtà che significa aver preso atto nel mondo di una eccezionale realtà
che chiamiamo “Sistema Italia”, avendo individuato nella verità l’esistenza di
un mondo di Italiani emigrati all’estero, che abbiamo così in sintesi
registrato:
·
stampa e stazioni
televisive (si parla di circa 390 testate giornalistiche);
·
enti patronati;
·
93 Istituti di
Cultura;
·
circa 3,5 milioni
di cittadini Italiani all’estero;
·
60 milioni di
cittadini di origine italiana nel mondo;
·
72 Camere di
Commercio italiane all’estero;
·
48 ospedali
italiani nel mondo, che hanno fatto un patto di alleanza con gli ospedali in
Italia;
·
1.000 Scienziati e
Ricercatori italiani all’estero censiti;
·
la Confederazione
degli Imprenditori Italiani nel Mondo: circa 100.000 imprenditori a
disposizione dell’Italia;
·
61.800 Ristoratori
italiani, un fatturato annuo di più di 27 miliardi di Euro ed 1 miliardo di
clienti ogni anno;
·
una apposita
convenzione con la RAI per aprire una grande finestra economica e culturale
sull’Altra Italia mediante la trasmissione nel nostro Paese di programmi sulle
Comunità italiane all’estero;
·
la Carta dei
Servizi Turistici per gli Italiani del Mondo: una grande opportunità che
consentirà ai nostri connazionali all’estero, che visitano l’Italia, di
usufruire di sconti su aerei, ferrovie, alberghi e musei;
·
123 Ambasciate e
116 Consolati;
·
500 Comitati della
“Dante Alighieri”;
e fatto di eccezionale valore:
·
395 Parlamentari di
origine italiana all’estero, che svolgono la loro attività politica in ogni
parte del mondo.
E in questa realtà democratica,
conquistata con il lavoro, noi abbiamo operato e abbiamo dato con la legge n.
459 del 27 dicembre 2001 la cittadinanza italiana a più di 3 milioni di
emigrati. Abbiamo per loro anche cambiato due volte la Costituzione ed a
questi Italiani abbiamo dato il diritto di votare alle elezioni politiche
italiane.
Questo è il punto di partenza di
una realtà che nessuno può disconoscere: è la contrapposizione al “reato
(inventato) di immigrazione clandestina” che deve essere cancellato. Tolta la
“immigrazione clandestina” occorre dare immediatamente spazio attraverso due
rimedi: quello della “regolarizzazione” e quello della sanatoria,
provvedimenti evidentemente che debbono avere impostazione e carattere
amministrativi.
Come esempio di questa nuova
realtà, che noi indichiamo, vi è la regolarizzazione di oltre 700 mila
emigrati nel nostro Paese, già avvenuta su richiesta dell’On. Gianfranco Fini.
Gli Italiani emigrati nel mondo
sono riusciti a superare ogni persecuzione.
E’ inconcepibile che si possa
“inventare”, proprio qui in Italia, una persecuzione che i nostri hanno
giustamente respinto all’estero, fatta contro di loro.
Siamo quindi moralmente, oltre
che politicamente, impegnati a salvaguardare gli stessi diritti che i nostri
emigrati hanno ottenuto con tanti sacrifici.
Invito a fare questa battaglia di
democrazia innanzitutto i miei Colleghi parlamentari, in particolare i
Deputati e Senatori italiani eletti all’estero, nonché la Presidenza ed i
componenti del CGIE e dei Comites.
---------------------------------------
Roma, 1 Luglio 2009
NOTA DEL
COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO (C.T.I.M.) CON LA DICHIARAZIONE
DELL’ON. MIRKO TREMAGLIA, GIA’ MINISTRO PER GLI ITALIANI NEL MONDO E
SEGRETARIO GENERALE DEL C.T.I.M., CONTRO LA CHIUSURA DI UNA AMBASCIATA E DI 16
CONSOLATI.
Questa è la dichiarazione
dell’On. Mirko Tremaglia fatta davanti la Commissione Parlamentare Esteri
della Camera dei Deputati, contro la determinazione di procedere alla chiusura
dell’Ambasciata di Lusaka nello Zambia e dei Consolati di Adelaide e Brisbane
(Australia), Genk e Liegi (Belgio), Lille e Mulhouse (Francia), Mannheim,
Saarbruecken, Norimberga ed Amburgo (Germania), Manchester (Inghilterra),
Detroit e Filadelfia (Stati Uniti), Durban (Sud Africa), Losanna e Coira
(Svizzera) da parte del Ministero degli Esteri Italiano.
Questa iniziativa, della chiusura
di una Ambasciata e di 16 Consolati, è gravemente lesiva degli interessi degli
italiani residenti all’estero e della rappresentatività della stessa Nazione
italiana nel mondo. E’ senza alcuna giustificazione; è stata presentata dal
Sottosegretario agli Esteri Sen. Mantica, ed è stata da lui classificata
quale “processo di razionalizzazione della nostra rete consolare”
dichiarando che questa iniziativa “salvaguarda le esigenze dell’utenza e
produce risparmi in modo da rinforzare gli uffici compresi quelli operativi in
aree emergenti sottoposti e di forte interesse per gli operatori economici”.
Questa operazione è, invece, gravemente lesiva nei nostri interessi nazionali
e contrasta nettamente con gli interessi stessi dei nostri operatori economici
che risiedono in Italia ed all’estero.
Nella realtà, ha detto Tremaglia,
è una pesante contraddizione non solo con l’impegno degli italiani che sono
nel mondo ma anche con la nuova realtà di carattere elettorale che è avvenuta
con il cambio, per ben due volte, della Costituzione italiana e l’approvazione
della nuova Legge elettorale da me proposta ed approvata nel dicembre 2001 e
che ha dato la possibilità agli italiani residenti all’estero di votare per
eleggere 6 Senatori e 12 Deputati del Parlamento italiano; con nuovi impegni
nazionali ed anche internazionali.
Tremaglia ha ricordato la sua
esperienza come Ministro per gli Italiani nel Mondo: durante quel periodo non
è stata cancellata alcuna rappresentanza consolare italiana. La nuova realtà,
sorta con il cambio della Costituzione e la possibilità di votare, ci pone
nelle condizioni di avere necessità di maggiore rappresentanza consolare,
anche per le nuove e più importanti possibilità economiche che possono essere
affrontate solo con un indirizzo consolare di maggiore efficienza e prestigio;
e non il contrario.
Ho ritenuto pertanto doveroso,
sia sotto l’aspetto personale sia come C.T.I.M. – Comitato Tricolore per gli
Italiani nel Mondo, che io rappresento, di fare una opposizione molto decisa
affinchè non si giunga a questa determinazione di chiusura delle nostre
rappresentanze, che sono sempre più necessarie, anzi, indispensabili, per
affrontare i traguardi che debbono essere raggiunti. E’ improponibile che si
giunga alle conclusioni annunciate dal Sottosegretario Mantica; la nostra
opposizione sarà, quindi, assoluta.
Chiediamo, pertanto, che questa
proposta del Sottosegretario venga sottoposta all’esame ed alla approvazione
necessaria del C.G.I.E. e dei COMITES, che sono l’espressione di oltre 3
milioni di cittadini italiani all’estero, che sono elettori e concorrono alle
decisioni della politica dell’Italia in ogni parte del mondo.
Non si tratta di una presa di
posizione di parte, ma di un indispensabile atteggiamento che il C.T.I.M.
(Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) – che Tremaglia rappresenta -
assume in rappresentanza di tutti i nostri sostenitori in ogni parte del
mondo. Per questi motivi sarà necessaria una intesa con tutti i parlamentari
eletti all’estero e che rappresentano i nostri connazionali alla Camera dei
Deputati ed al Senato della Repubblica.
In questo quadro diviene
necessaria l’approvazione alla Camera dei Deputati ed al Senato della Proposta
di Legge che Tremaglia ha presentato che si chiama “Istituzione della
Commissione Parlamentare Bicamerale per gli italiani all’estero”. Di
fronte ai nuovi impegni conseguenti alla nuova rappresentanza elettorale
degli italiani nel mondo.
Basti pensare ai problemi di
carattere economico, di rappresentanza di iniziativa politica con la necessità
di intese indispensabili nella nuova realtà politica ed internazionale. Basti
pensare che abbiamo nel mondo più di 395 parlamentari di origine italiana ed
alla straordinaria attività di carattere economico e sociale rappresentata dai
milioni di italiani che risiedono all’estero. Anche in ordine a queste nuove
vicende economiche e politiche, diviene sempre più forte la nostra
opposizione alla chiusura di nostri Sedi diplomatiche all’estero, così come è
stata rappresentata nel progetto del Sottosegretario Sen. Mantica.
E’ proprio per questo motivo che,
in adesione alla rappresentanza del C.G.I.E. e dei COMITES, abbiamo presentato
la Proposta di legge, sottoscritta alla Camera dei Deputati dalla maggior
parte dei Deputati eletti all’estero, per dare vita ad una Commissione
Parlamentare Bicamerale, che affronti i problemi per fare la politica per gli
italiani all’estero, che svolga attività di indirizzo, di coordinamento, di
controllo sulle politiche concernenti i cittadini italiani all’estero, in
particolare sull’attuazione dell’uguaglianza dei loro diritti civili e
politici.
Insistiamo – ha sottolineato
l’on. Tremaglia – nella nostra netta opposizione alle proposte avanzate dal
Sottosegretario Mantica. Non possono aver corso queste assurde iniziative, se
non vi è il consenso dei COMITES e del C.G.I.E. Ci riserviamo, per quanto ci
riguarda, di dimostrare quanto sia assurda e negativa l’intenzione espressa
dal Sottosegretario, di chiudere le nostre rappresentanze consolari, perché
sono in netto contrasto con l’interesse assoluto degli italiani residenti
all’estero e dell’Italia.
Iniziamo queste nostre
osservazioni di fondo, contestando con decisione, la proposta delle chiusure
dei Consolati di Detroit e Filadelfia, che hanno già creato un grave
malcontento nella comunità italiana del Nord America. Filadelfia è uno degli
epicentri dell’immigrazione in tutto il Nord America. Dopo New York,
Filadelfia è un’area densissima di presenza italiana, sia per ragioni
economiche che politiche. In questo Distretto Consolare, infatti, vi sono
interessi economici importanti dopo New York.
Preme ricordare l’Agusta Westland,
che impiega circa 600 dipendenti, per la maggior parte italiana. La Boeing
Corp. con centinaia di impiegati che curano i servizi della flotta Boeing
dell’Alitalia e delle altre Compagnie aeree italiane. Nel Distretto Consolare
vi sono circa 250 imprese commerciali con capitale italiano. Il Centro Medico
dei trapianti di Pittsburgh, Jefferson University, Sbarro Institute Cancer
Research Center di Filadelfia, con centinaia di scienziati italiani. Temple
University, con la sua succursale italiana. La flotta commerciale italiana,
che usa il porto di Filadelfia per lo sbarco e la distribuzione dei prodotti
italiani in tutti gli Stati Uniti.
Il Consolato italiano che emette
circa 5000 visti a giovani che si recano a studiare in Italia. Gli
italoamericani, che rappresentano circa il 10% della popolazione, hanno eletto
il 25% dei Consiglieri della città di Filadelfia, e la stessa percentuale di
rappresentanti al Parlamento statale di Harrisburg. Il Presidente del
Consiglio municipale è di origine italiana.
Ribadiamo – conclude Tremaglia –
la nostra decisa contrapposizione ad una operazione assurda, che va contro gli
interessi nazionali ed internazionali degli italiani all’estero e della stessa
Nazione Italiana. Ripetiamo la nostra decisa “alleanza” con il C.G.I.E. e con
i COMITES, negli interessi superiori dei nostri connazionali e dell’Italia
nel mondo.
CONFEDERAZIONE DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO
L’on. Mirko Tremaglia propone
all’attenzione del Ministro degli Esteri di considerare di grande importanza,
nel quadro della potenzialità delle nostre comunità all’estero, l’esistenza
della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo che si è costituita
durante il periodo del Ministero per gli Italiani nel Mondo e che rappresenta
la nostra forza economica nel mondo e che hanno grandi possibilità di
intervenire, anche in appoggio alla nostra struttura consolare.
L’on. Tremaglia ricorda che tale
Confederazione, di cui era il Presidente Onorario, è stata presieduta dal
Ministro Zamberletti, che ha dato strutture e capacità di iniziativa alla
organizzazione in varie parti del mondo.
Su concorde parere e proposta di
Tremaglia, di Zamberletti e degli Associati, la Confederazione è ora
presieduta dal Sen. Mario Baldassarri che, unitamente alla organizzazione di
carattere commerciale italiana che esiste nel mondo, è disponibile a
rafforzare la nostra iniziativa e rappresentatività in ogni parte del mondo.
L’on. Tremaglia chiede che il
Ministro degli Esteri prenda i necessari contatti con la Confederazione in
modo di affrontare anche le necessità indispensabili delle attività delle
nostre Ambasciate e dei nostri Consolati. Così si dimostrano le possibilità
di superare i problemi che sono stati esposti con iniziative inopportune dal
Sottosegretario Sen. Mantica.
La proposta Tremaglia, quindi,
sotto questo aspetto ha questi significati:
1)
Sottoporre la questione dei Consolati e delle Ambasciate all’esame
determinante del C.G.I.E. e dei COMITES.
2)
Prendere immediati contatti con il Sen. Mario Baldassarri, quale
Presidente della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, per
studiare le possibilità di accordo e di iniziative tra il Ministero degli
Esteri e la stessa Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo.
On. Mirko Tremaglia
L'Agenzia A.I.S.E. intervista
Oreste Motta (CGIE-CTIM):
IL C.T.I.M. CHIAMATO A RACCOLTA
PER CONTRASTARE IL PIANO DEL MAE
NO allo smantellamento dei
Consolati Italiani
ROMA\ aise\ - “Ho chiamato a raccolta tutti i
Comitati tricolore d’Europa. Di fronte al piano elaborato dal Ministero degli
esteri nessuno può rimanere con le mani in mano”.
È risoluto Oreste Motta, Coordinatore Europeo del
Ctim e consigliere del Cgie, che all’Aise conferma l’organizzazione di
manifestazioni di protesta in tutta Europa contro il piano di razionalizzazione
della rete consolare presentato dal sottosegretario Mantica lo scorso 10 giugno
di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.

D. Consigliere come e dove organizzerete la
vostra azione di protesta?
R. Guardi, lo smantellamento della rete
consolare prevede, solo per l’Europa, la chiusura di ben 12 istituzioni che
interessano oltre 400.000 italiani residenti. Organizzeremo proteste in ognuna
delle città colpite. È chiaro che ci aspettiamo il sostegno di tutti: le fazioni
e i distinguo di parte, come ha ricordato mercoledì scorso Mirko Tremaglia non
hanno ragion d’essere in questi frangenti”. Organizzeremo manifestazioni in
tutte le città interessate, anche nei cosiddetti “luoghi riceventi”, cioè nei
Consolati dove verranno dirottati gli utenti di quelli che chiuderanno. Dobbiamo
far sapere al Mae che chi sarà costretto a servire decine di migliaia di altri
italiani in più non ha né i mezzi, né gli uffici sufficienti per farlo. Ai
nostri aderenti abbiamo chiesto di coinvolgere Borgomastri e Sindaci, così come
già stanno facendo le comunità di Norimberga e di Saarbrücken.
D. Nell’audizione del 24 giugno il
sottosegretario Mantica ha ricordato che il piano non è mosso solo dal
risparmio, ma che da chi si oppone vorrebbe “soluzioni concrete”. Voi che
proponete?
R. Si potrebbe razionalizzare davvero
assumendo, ad esempio, più impiegati con contratto di lavoro locale. La loro
quota negli uffici potrebbe – con grande risparmio - essere portata al 70
percento sul totale degli operatori, raggiungendo e superando così i livelli del
Regno Unito, ora al 65 percento, o della Francia al 64 percento. La cosa
importante, per cui noi ci batteremo, è che i cittadini italiani residenti a
Genk, Liegi, Mons, Lille, Mulhouse, Mannheim, Saarbrücken, Norimberga, Amburgo,
Manchester, Losanna, Coira continuino ad usufruire dei servizi
amministrativi-burocratici nella loro città così come i connazionali residenti
in Italia, che non si trasferiscono a 400 km., o più, per un rinnovo di carta
d’identità o per deporre un certificato di nascita dei propri figli.
D. Ma secondo il Piano della Farnesina a
colmare le distanze ci penserebbe il “Consolato digitale”.
R. Non credo si la soluzione, perché il
“Consolato digitale” adesso non esiste se non a livello sperimentale, come ad
esempio a Bruxelles, dove però, a quanto ne so, ancora non funziona e questo
nonostante le somme investite. Noi non vogliamo aspettare mesi per un semplice
documento. La “rete informatica per consolati” di cui parla Mantica è una
richiesta che noi facciamo da tempo, ma essa, per funzionare bene, presuppone
una struttura radicata sul territorio, cioè è solamente un mezzo per far
lavorare meglio gli impiegati e magari lasciar loro il tempo di rivolgersi al
cittadino con un sorriso.
D. Durante le due audizioni in Parlamento,
sia deputati che senatori hanno ricordato che i Consolati non “servono” solo ai
connazionali, ma a tutto il “Sistema Italia”.

R. Ma è chiaro. Basti pensare alle reazioni
che abbiamo registrato da parte delle autorità locali come quella del Saarland:
le Autorità tedesche sono con noi; hanno ben presente i benefici per entrambi i
gruppi della popolazione residente: i vantaggi economici ma anche culturali,
occasioni di incontri pubblici, che muovono gente, interessi ed attrazioni di
alto livello sociale e culturale per le città in cui è insediata l’Istituzione
consolare. I tedeschi sono in prima fila con noi. (m.c.\aise)
clicca
su:
Linee
di "Razionalizzazione degli uffici all'estero" proposte dal Sen. Mantica
nella foto: il Sen. Alfredo Mantica,
Sottosegretario agli Esteri con Delega per gli italiani nel mondo
|
Messaggio dell'On. Mirko Tremaglia agli Italiani all'estero
Cari Italiani all’Estero, miei
Amici,
sono in via di guarigione dopo la frattura del femore della gamba sinistra e,
unitamente a mia moglie Ita, ringraziamo di cuore e con un forte abbraccio i
tantissimi che da tutte le parti del mondo in questi mesi hanno fatto
pervenire i loro auguri pieni di affetto.
Voglio
annunciarvi, come Segretario Generale del CTIM, che su mia proposta, sentito
il Presidente Giacomo Canepa e con l’approvazione unanime del Consiglio
Direttivo, nel quadro di un piano di sviluppo e di iniziative straordinarie in
ogni parte del mondo per una grande ripresa organizzativa e politica del
Comitato Tricolore, ho nominato
l’On. ROBERTO MENIA
Coordinatore Generale
del Comitato Tricolore per gli Italiani nel
Mondo.
L’On. Menia, Sottosegretario di
Stato, è stato sempre vicino al Comitato Tricolore. Uomo di alti valori
morali, espressione pura ed entusiasta della città di Trieste, si è battuto
per rivendicare il ricordo della Tragedia delle Foibe ed il Martirio subito
dai Profughi di Trieste e Zara, d’Istria, Fiume e Dalmazia.
La nomina dell’On. Roberto Menia costituisce certamente un grande salto di
qualità.
In una quindicina di giorni metteremo a fuoco tutte le problematiche e
imposteremo i nuovi traguardi del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani
nel Mondo.
Fallito il tentativo di un Partito di annullare la forza organizzativa e
politica del Comitato Tricolore - che vive con grande successo politico e
organizzativo dal 1968 – e, nel quadro di un piano di grande ripresa
organizzativa, negli ultimi mesi il Comitato Tricolore per gli
Italiani nel Mondo, nella persona del suo Segretario Generale e di molti
validi suoi rappresentanti, ha partecipato a grandi manifestazioni nel mondo
come: la commemorazione della tragedia mineraria di Marcinelle in Belgio, la
celebrazione del Columbus Day a New York, la cerimonia commemorativa nel campo
di prigionia di Hereford in Texas, le molte cerimonie di esaltazione
dell’Italianità volute dal Presidente della Repubblica in occasione del 150°
Anniversario dell’Unità d’Italia, il grandioso raduno a Bergamo di 500.000
Alpini provenienti da tutto il mondo e arrivati tutti con il Tricolore (non
esaltato certamente dalla Lega), la grande riunione organizzata dall’On.
Giuseppe Angeli in Argentina per la rivalutazione del CTIM, le battaglie -
specie in Europa - contro la chiusura di Consolati e Ambasciate.
A questo si aggiunge l’impegno a sviluppare un’importante, proficua
collaborazione tra il Comitato Tricolore e le aziende in Brasile e in USA e
tante altre manifestazioni ancora.
Come già comunicato, il CTIM si è trasferito in via della Scrofa n. 39, nella
vecchia sede di Alleanza Nazionale e la Segreteria è sempre coordinata da
Silvia Masetti.
MANTERREMO IL DIRITTO DI VOTO ALL’ESTERO, DA NOI
CONQUISTATO NEL 2001, INTRODUCENDO IL VOTO SEGRETO, CHE VERRA’ ISTITUITO
PRESSO LE AMBASCIATE, I CONSOLATI E ALTRE SEDI DI VOTO, CONSERVANDO – COME
FANNO ALTRI PAESI – L’INDISPENSABILE VOTO PER POSTA.
Vi abbraccio di cuore tutti!
On. Mirko Tremaglia
Segretario Generale CTIM –Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo
TESSERAMENTO C.T.I.M. 2010
Gentili dirigenti,
soci e attivisti del CTIM,
come già vi avranno informato i vostri interlocutori istituzionali – consoli e
agenti consolari – le elezioni dei COMITES e del CGIE sono state rinviate dal
Consiglio dei Ministri e dovranno avvenire entro il 31.12.2012, “in attesa del
generale riordino della materia”.
Di contro, il CGIE ha reagito in modo veemente, in quanto i componenti dei
COMITES e CGIE desiderano che vi sia un ricambio generazionale, in più occasioni
proposto ed auspicato.
A prova di ciò, vi è
il documento stilato ed approvato a Roma in data 28 aprile scorso, in cui si
respinge tale decreto di deroga e si chiede un’anticipazione del rinnovo dei
Comitati e del Consiglio Generale degli Italiani all’estero.
Quindi, dobbiamo essere pronti per la compilazione di liste vincenti, giacché ci
sarà un sistema maggioritario che annullerà l’efficacia di quelle minori.
Inoltre, sarà obbligatorio, nella composizione dei candidati, riservare un terzo
ai giovani e un altro terzo alle donne.
Continuate a lavorare per il CTIM! Un’occasione utile è quella del tesseramento,
che ci avvicina ad altra gente e ci fa trovare altri soci.
Allo scopo,
alleghiamo alla presente la scheda di iscrizione 2010, che potete stampare a
piacimento, compilandola e facendola compilare anche dai vostri conoscenti ed
amici interessati ad agire nell’ambito associazionistico.
Con cordialità, Oreste Motta Coordinatore Europeo
CTIM
Per scaricare la scheda di
adesione al C.T.I.M. Germania
cliccare qui
Michele
VALENSISE
Ambasciatore d’Italia in
Berlino, Germania
Nato
a Polistena (RC) il 3 aprile 1952, si laurea in giurisprudenza presso
l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1974 ed entra in carriera diplomatica nel
1975.
Al Ministero è destinato alla Direzione generale degli affari economici, dove
segue in particolare l’attività degli organismi multilaterali.
Nel 1978 è all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, con funzioni nel settore stampa
ed economico. Nel 1981 è trasferito all’Ambasciata d’Italia a Bonn, dove presta
servizio alla cancelleria politica con competenze sulle questioni di politica
interna e di cooperazione politica europea.
Dal 1984 al 1987, durante la guerra civile libanese, è Consigliere
all’Ambasciata d’Italia a Beirut, con funzioni vicarie del Capo missione.
Rientrato a Roma, dal 1987 al 1991 è Capo della Segreteria del Sottosegretario
agli Esteri.
Dal 1991 al 1997, come Primo Consigliere alla Rappresentanza permanente d’Italia
presso l’Unione europea a Bruxelles è responsabile del settore delle relazioni
della Comunità con i paesi dell’area mediterranea e balcanica. Assicura inoltre
la presidenza dei gruppi di lavoro nel corso della presidenza italiana
dell’Unione europea nel 1996.
All’inizio del 1997 è trasferito a Sarajevo in qualità di Ambasciatore d’Italia
in Bosnia Erzegovina, all’indomani dell’apertura dell’Ambasciata, subito dopo la
cessazione delle ostilità e il dispiegamento in Bosnia Erzegovina della Forza
militare di stabilizzazione e, in questo ambito, del contingente italiano.
Di nuovo a Roma nel 1999 è responsabile, al Gabinetto del Ministro, dell’Ufficio
per i rapporti con il Parlamento e poi capo di Gabinetto del Ministro degli
Affari Esteri.
Dal settembre 2001 al novembre 2004 ricopre l’incarico di capo del Servizio
stampa e informazione del Ministero e di portavoce del Ministro degli Esteri.
Da novembre 2004 è Ambasciatore d’Italia in Brasile.
A gennaio 2009 è stato promosso al grado di Ambasciatore. Da luglio 2009 è
Ambasciatore d’Italia in Germania.
Alessandro Giovine, Console Generale in Stoccarda
Nato
a Torino il 27 gennaio 1974
Console a Mulhouse (Francia) dal 1 settembre 2005 al 14 agosto 2009
Avvocato penalista
Dottore in Ingegneria Meccanica
Maturita' Classica
Maturita' Artistica
Servizio militare assolto presso il 4° rgt. Carri (Bellinzago Novarese )
Italiani all’estero, Mantica: ‘Tesseramento PdL? Al
momento un fatto negativo per il partito’
Il
sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo torna a parlare
di rilancio del PdL all’estero e dell’operazione tesseramento: operazione che il
senatore del PdL giudica, ora come ora, “una fatto negativo per il partito”.
Alfredo Mantica è convinto: “Meglio prima censire le realtà e le associazioni
sul territorio”. E a
colloquio con Gente d’Italia,
spiega perchè.
Proprio per
chiarire ogni dubbio, Gente d’Italia,
a margine della presentazione del Consolato digitale tenutasi la scorsa
settimana a Bruxelles, ha chiesto al senatore del Popolo della Libertà un
chiarimento; o meglio, abbiamo chiesto a Mantica di sviluppare ulteriormente il
suo ragionamento.
‘PIU’ IMPORTANTE CENSIRE REALTA’ E ASSOCIAZIONI’
E
Mantica non
cambia strada, è convinto di ciò che ha detto in precedenza riguardo
l’operazione tesseramento, e aggiunge: “Noi
veniamo da una storia complicata. Tremaglia, il CTIM, AN, Forza
Italia, Azzurri nel Mondo,... L’unica cosa che resta di tutto questo
sono le associazioni che operano sul territorio, che sono spesso
espressione del PdL.
Allora dico: prima di passare al
tesseramento, che a mio modesto parere in molte realtà vuol dire spaccare questo
mondo - perchè se si sceglie tizio, caio si arrabbia e viceversa -, credo
sarebbe molto più importante, in questa fase di transizione, prima censire le
realtà e le associazioni, iniziare a rafforzare queste strutture, e poi valutare
quali mano a mano possono essere del PdL”. Per poi creare, secondo
Mantica, una coalizione di tutte queste associazioni.
‘ANCORA DIFFERENZE FRA AN E FI’
“Che ci siano ancora oggi differenze fra Alleanza Nazionale e Forza Italia, è
come dire che di giorno c’è il sole e di notte è buio.
Non è una cosa rivoluzionaria”, afferma il sottosegretario. “Sono stato a Parigi
e ho incontrato tre esponenti PdL: uno non voleva che ci fossero gli altri due,
e viceversa. A questo punto - continua Mantica - se è imbarazzante per il
governo, capisco come possa essere imbarazzante per uno che organizza un partito”.
‘TESSERAMENTO FATTO NEGATIVO PER IL PARTITO’ Sì, ma il
tesseramento all’estero?
Per tutto quanto dichiarato, “l’idea di
partire col tesseramento all’estero, che vuol dire se sei con me bene se no sei
contro di me, mi sembra in questo momento un fatto negativo per il partito”.
Non lascia spazio a dubbi la posizione del senatore pidiellino.
’BASTEREBBE PENSARE A
RISSA CONTINI-ZACCHERA’ “Il
PdL - continua il sottosegretario -
è al momento una grande coalizione di forze politiche diverse; mantenga questa
immagine di coalizione e cominci a censire le realtà che esistono. E poi si
faranno coalizioni fra tutte le associazioni che nel mondo si rivedono nel PdL”.
Per capire come stanno le cose, “basterebbe
pensare alla rissa che c’è stata fra la senatrice Barbara Contini e l’On. Marco
Zacchera”, conclude Mantica.
Rilancio del PdL
all’estero e operazione tesseramento: non sappiamo chi abbia la verità in tasca.
Forse nessuno. Ma una cosa è certa: il dibattito continua.
Oreste Motta Coordinatore Europeo del C.T.I.M.
Cari amici, Vi ringrazio per le parole di stima e di buon avvio, che molti
di voi mi hanno inviato, come coordinatore dei Comitati Tricolore in Europa,
nomina che mi è stata conferita dal nostro Segretario Generale On. Mirko
Tremaglia. Sono molto onorato per questo incarico, che, come ho già detto
all’On. Mirko Tremaglia, posso svolgere con tutti i limiti dovuti ai tempi
che mi lascia la mia professione e nel quadro nostro interno di ristrettezze
economiche.
Comunque
vi posso assicurare che, al di là della designazione, i nostri soci ed io,
siamo già partiti da qui molto bene con la venuta dell’On. Mirko Tremaglia
il 5/6 aprile 2008, allorché ha partecipato a Stoccarda e a Schwieberdingen
a due giornate di lavori costruttivi, lungimiranti, senza tralasciare
momenti emozionanti, che non devono però portarci lontano retoricamente
dalle soluzioni dei problemi e dalla promozione della nostra gente
all’estero.
Vi ringrazio per aver sostenuto (anche se molti di voi non la
pensavano così) la decisione di spostare il rinnovo delle elezioni Comites.
Era una necessità per farci sopravvivere qui in Europa e darci un po’ di
tempo, dopo la batosta dei tagli previsti dalla legge finanziaria 2009, che
si ripercuotono negativamente sulla nostra immagine e sulla nostra attività
politica. Desidero inoltre far ragionare la nostra base sulla formulazione e
proposte di miglioramenti della legge di riforma dei Comites e del CGIE. Un
altro nostro, mio impegno vitale (ne ho già parlato con il Segretario
Generale) deve essere, nonostante lo scioglimento di AN, il
mantenimento e il rafforzamento della struttura CTIM all’estero: l’unica
realmente esistente ed efficiente del
centrodestra! Le altre sono raccattaticce, fatte all’ultimo momento a solo
scopo elettorale.
Al motto “IL CTIM VIVE” proseguiamo e con grande
ammirazione per tutti voi vi saluto cordialmente.
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