"Dovunque è un Italiano, là è il Tricolore"

Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo-Bruno Zoratto

C.T.I.M. - Delegazione di GERMANIA

CTIM e.V. Deutschland - Trikolore Komitee der Italiener in der Welt


Organi di stampa:

„OLTRALPE“ si definisce come il portavoce di pensiero del C.T.I.M. = Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. Ma che cosa vuole significare questa sigla? A mio parere potrebbe essere il „tetto“ sotto il quale tutti gli Italiani che hanno lasciato la Patria potrebbero spontaneamente raccogliersi. Già la parola „Italiani“ è di per sè un collante irresistibile e accomunante per tutti coloro che hanno come lingua madre quella Italiana, anche se non sempre in forma pura e dantesca. Ma anche il più stretto dialetto - a parte poche eccezioni - non riesce a sommergere completamente le radici comuni del nostro modo di esprimerci. „Italiano“, una bella parola che definisce un tutto che ha assunto, soprattutto nell‘emigrazione, significati emozionalmente profondi.

Questa parola ce la portiamo tutti appresso come un distintivo, uno scudo, una testimonianza o una difesa. È come un asso nella manica che sentiamo di tenere in pugno e che non cambieremmo contro nessun altro. Chi ha mai pensato di proferire questa parola con un‘espressione di diniego, di rifiuto, di disprezzo? Si è Italiani così come si è esseri viventi e lo si è in modo viscerale, sentito, anche se a volte anche inconscio. Questa qualifica di „Italiano“ ha acquistato un senso ancora più intenso da quando le legislazioni italiana e tedesca hanno offerto agli Italiani residenti in Germania il diritto di acquisire la doppia nazionalità. Certo le autorità tedesche si erano aspettate una „corsa al passaporto“ e noi stessi avevamo pensato che molti dei nostri connazionali si sarebbero premurati di procurarsi una“ seconda identità“. Invece così non è stato. A parte coloro che hanno avuto particolari interessi personali, legati a certi vantaggi economico/politici, la maggior parte dei Cittadini provenienti dallo „Stivale“ ha preferito restare fedele alla propria caratteristica culturale, nel rispetto di sè stessi e certamente anche delle proprie radici.

Questa reazione spontanea di tanti di noi ha meravigliato i tedeschi che, dopo essersi sentiti disdegnati, hanno invece ammirato ed anche invidiato il legame profondo e radicato che sentiamo verso la nostra Patria. Un legame che non risponde a moneta, che non porta vantaggi economici, politici o sociali. Ma un legame che asseconda quella caratteristica prettamente italiana de „l‘amor proprio“. Una molla fortemente ancorata dentro di noi, che ci ha fatto a volte soffrire di fronte a certe situazioni ma che ci permette di continuare ad essere noi stessi, individualisti, forse ingovernabili, ma fedeli ad un richiamo nazionale innato. E quì arriva il secondo punto di questo CTIM: la parola „Tricolore“. Quel distintivo che da sempre mettiamo in evidenza. Quella bandiera „bianco-rosso-verde“ la sentiamo come una magia che ci commuove, che ci accomuna, che ci da‘ forza. Non parlo solo di quando la vediamo come scudetto sulle maglie delle nazionali sportive, ma dovunque.

Il vedere quel Tricolore ci fa‘ subito sentire tra amici, in famiglia, al sicuro. È strano, perchè in fondo la nostra Patria ci ha spesso abbandonati, eppure quel trittico colorato soprattutto incollato all‘auto, anche se con targa straniera, ci consola, ci eccita, ci accomuna e ci motiva. Purtroppo però è proprio in questo simbolo che si cela il dramma che divide la nostra comunità. Una divisione che dalla fine della guerra ai nostri giorni non ha finito di esistere. Infatti Non tutti sentono il desiderio di essere politicamente rappresentati da questo simbolo. Molti, anche quì nell‘emigrazione, hanno preferito mettere il tricolore all‘ombra della bandiera dell‘internazionalismo. Una bandiera impersonale che dovrebbe accomunare tutti sotto uno stesso simbolo senza Dio, senza radici, senza passato e con un futuro dimentico della storia.

Ecco, in questo il CTIM sente di smarcarsi dalle altre sigle. Seguire questa sigla vuol dire non accettare di neutralizzarsi in una miscellanea di emozioni, di programmi e di intenti che troppo poco rispetta i sentimenti di quelli che ci hanno preceduto e a cui dobbiamo la gratitudine di averci fatti come siamo: con un‘anima rivolta verso ideali che ci indicano una via da seguire. Il Tricolore ci incita a rispettare le nostre tradizioni, la nostra cultura, il nostro modo di essere ed a sentirsi orgogliosi delle origini, anche modeste. CTIM un movimento che non ha la presunzione di amare tutti per poi alla fine non voler bene a nessuno. Quelle parole „Italiani“ e „Tricolore“ esprimono chiaramente che l‘impegno è rivolto ad un gruppo ben preciso di cui si conoscono le problematiche e si condividono le preoccupazioni. Una delimitazione del raggio d‘azione scomodo, perchè così è più facile essere controllati e criticati. Il CTIM sceglie la strada della delimitazione patria, decidendo di agire per gli Italiani, per i quali sente di poter essere competente. Agli Italiani stessi il compito di dargli fiducia.

Giovanna Malcotti Röhm

Chi siamo

Storia del C.T.I.M.

Il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (C.T.I.M.) fu costituto nel 1968 da Mirko Tremaglia, Damiano Capotondi, Donatella Gila, Ornella Gila, Roberto Innocenzi, Carlo Lattanzi, Franco Massobrio, Millo Milletti e Marcello Nardi.

Vi aderirono nella Consulta d'Onore:

Giuseppe Prezzolini; Monsignor Arrigo Pintonello; le Medaglie d'Oro: Bruno Pastorini, Augusto Ugolini, Aldo Vidussoni, Giuseppe Zigiotti, Giuseppe Valle, Ulderico De Cesaris, Sigfrido Bussoni, Ernesto Botto, Annibale Bergonzoli, Angelo Bastiani; i professori: Giorgio Del Vecchio, Giorgio Alberto Chiurco; lo storico Gioacchino Volpe; i giornalisti: Alberto Giovannini, Piero Buscaroli, Giorgio Nelson Page; i generali: Salvatore Castagna, Carlo Calvi di Bergolo, Giovanni Di Lorenzo e Aldo Marchesi; il Dr. Piero Parini; il Prof. Amilcare Rossi; gli ambasciatori: Luca Pietromarchi, Alberto Mellini Ponce de Leon e Giovanni Capasso Torre; il senatore Ezio Maria Gray; il commediografo Gioacchino Forzano

In Germania, il C.T.I.M. fu fondato a Stoccarda il 29 dicembre 1968 dall'On. Alfredo Pazzaglia con Bruno Zoratto, insieme ad Alberto Calgono, Emilio Carletti, Giuseppe Di Mezza, Clemente Donadio, Donato Fighera, Nazzareno Mariotti, Agostino Megale, Isidoro Meloddi, Salvatore Pollio, Filippo Spinella, Sandro Zulian e Raffaele Tramontano.

Fu in questo periodo, in cui gli emigrati erano totalmente emarginati, sia dalla società tedesca che dalla società italiana, che iniziò la battaglia per il voto all'estero, che entusiasmò i nostri connazionali in tutti i Continenti. Manifestazioni sul tema del voto all'estero furono tenute a partire dal marzo 1969 da Mirko Tremaglia in moltissime località; l'entusiasmo popolare con cui furono accolte e le esigenze di informazione che ne scaturirono convinsero i dirigenti del Comitato Tricolore di Germania della necessità di avere localmente un periodico che affiancasse l'azione che nel mondo svolgeva Italia Tricolore.

Bruno Zoratto e Bardilio Fancello dettero così vita il 1 settembre 1969 a OLTRECONFINE, libera voce degli italiani in Germania, che sul primo numero a tutta pagina titolava: IL DIRITTO DI VOTO ALL'ESTERO E' UN IMPERATIVO INCANCELLABILE. L'organo stampa del CTIM Germania, con le sue battaglie in favore degli Italiani all'estero e dei loro sacrosanti diritti, riuscì a farsi rispettare persino dagli avversari politici, diventando uno dei periodici più noti e letti dai nostri connazionali, non solo in Germania, ma in tutto il mondo.

Fin dalla sua costituzione nel 1968, il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) si è sempre distinto per il suo impegno a favore degli Italiani che vivono fuori dai confini della Madrepatria. Tale impegno si iscrive nel quadro della battaglia decennale della Destra Italiana per il riconoscimento dei diritti degli Italiani all'estero, primo fra tutti l'esercizio del voto in loco, battaglia condotta egregiamente in Parlamento dall'On. Mirko Tremaglia, Segretario Generale del CTIM. Tra le importanti conquiste a cui ha portato questa battaglia ricordiamo il censimento degli Italiani nel mondo e l'istituzione dell'Anagrafe degli Italiani all'Estero (AIRE). Se gli Italiani nel mondo ora esistono ufficialmente per lo Stato Italiano - e se in un prossimo futuro potranno finalmente eleggere i loro rappresentanti in Parlamento - è solo grazie all'impegno decennale del CTIM e dell'On. Mirko Tremaglia. Il CTIM è presente con una rete capillare di Delegazioni, Federazioni e Circoli in varie regioni d'Italia e in molti paesi del mondo.

PER UNA CONCRETA POLITICA

PER GLI ITALIANI NEL MONDO

Vi è un popolo Italiano che vive e opera oltre i confini della Patria: sono gli Italiani all'estero, calcolati in 5 milioni di cittadini, chelavorano in Europa, in Africa, nelle Americhe, in Australia. Vi sono poi circa 60 milioni di oriundi di origine Italiana, così conteggiati nelle stime del nostro Ministero degli Esteri; una potenzialità immensa, totalmente dimenticata e persino discriminata fino ad ora.

L'Italia non ha capito nei 40 anni trascorsi cosa doveva fare per avere con i propri cittadini all'estero legami e rapporti più stretti e più intensi, dai quali poter trarre sviluppo economico, progresso civile e nuovi rapporti internazionali. Intendiamo fare oggi una scelta storica facendo divenire "produttiva" nel circuito nazionale ed internazionale questa presenza sino ad oggi sommersa. Il rapporto con gli Italiani all'estero è essenziale per il nostro processo di internazionalizzazione.

Abbiamo sollecitato imprenditori piccoli e grandi e strutture di intervento centrali e periferiche ad impegnarsi nel favorire la nostra azione nei vari paesi del mondo, ma ci siamo dimenticati che, almeno da cento anni, quasi totalmente ignorati, vi sono in quei paesi attivi milioni di Italiani. Questa importanza socio-economica va riconosciuta nelle sue diverse forme di impegno e di rappresentanza.

Il nostro unico "fattore di forza" internazionale è rappresentato dalle nostre comunità all'estero, con un grande ritorno economico e politico per la Madrepatria. È indispensabile una politica per gli Italiani all'estro che veda il coinvolgimento di tutti gli organismi preposti all'emigrazione. Una necessaria intesa tra il CGIE (Consiglio Generale degli italiani all'Estero) e i COMITES (Comitati degli Italiani all'Estero) e le associazioni, che indubbiamente svolgono un ruolo ed una funzione essenziale per le nostre comunità all'estero, è il presupposto per un modo diverso e più incisivo di affrontare le problematiche connesse all'emigrazione.

Una politica per i diritti. Non più ingiustizie e discriminazioni; in attuazione della Costituzione per la concessione, nell'immediato, dell'esercizio del diritto di voto all'estero, sia per l'elettorato attivo che passivo, dopo un ostruzionismo parlamentare durato oltre 30 anni. Non dimentichiamo che l'Italia è l'unico paese civile al mondo che non dà il voto ai propri residenti all'estero.

Una politica per l'informazione. Occorre coordinare e agevolare le centinaia di stazioni radio e televisive di lingua Italiana esistenti all'estero e la Divisione Esteri della RAI.

Una politica culturale. Dare forza alla "Società Dante Alighieri" nella diffusione della nostra lingua, unitamente alle iniziative più generali attraverso i nostri Istituti di Cultura, alle scuole italiane, ai corsi scolastici e alle manifestazioni artistiche.

Una politica economica. Promuovendo lo sviluppo della cooperazione con la partecipazione dei nostri connazionali che sono stati fino ad oggi estromessi.

Una politica di appoggio e di intervento a favore delle migliaia di associazioni di Italiani e di oriundi e dei nostri operatori nei commerci, nel "made in Italy"; per procedere di comune intesa cin i rappresentanti delle categorie economiche, delle libere professioni, dei magistrati, dei parlamentari e degli uomini di governo di origine Italiana, per nuove e più vaste influenze ed accordi nei rapporti internazionali.In particolare vi è la opportunità e la possibilità di incidere profondamente anche nella politica estera, attraverso le nostre comunità, per costituire un grande ponte politico ed economico tra Europa e America Latina.Questo è il messaggio forte per associare nel grande progetto di rinnovamento tutti gli Italiani. È una impostazione unica e di valore eccezionale; per quelli che vivono in mezzo a noi e per quanti risiedono nei vari continenti, ma che per la prima volta diventano unità e partecipi nelle decisioni della politica nazionale.

 

S T A T U T O

del Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo -

CTIM e. V. GERMANIA

 

§ 1

Denominazione e Sede

1. L'Associazione si denomina "Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) - Delegazione di Germania" (Komitee für Italiener in der Bundesrepublik Deutschland).

2. La sede dell'Associazione è a Stoccarda.

3. L'Associazione è registrata in Tribunale.

4. L'Associazione aderisce alla Confederazione Internazionale del CTIM con sede a Roma.

§ 2

Principi fondamentali

Il CTIM è un'Associazione libera e indipendente, non avendo legami confessionali e politici. Esso si ispira ai principi di libertà e di democrazia, nel rispetto delle leggi della Repubblica Federale di Germania, e promuove la pacifica convivenza fra i popoli di etnie diverse.

§ 3

Finalità

1. Il CTIM mira:

a) al rafforzamento dei legami tra le diverse comunità italiane nella RFG e la Madrepatria;

b) al raggiungimento di un'intesa sulla soluzione dei problemi connessi alla presenza e all'attività lavorativa dei cittadini italiani nella RFG;

c) alla divulgazione, al mantenimento ed alla difesa dell'identità culturale e linguistica italiana nel contesto locale ed europeo;

d) alla partecipazione della vita politica, culturale, ricreativa e sociale locale, per contribuire ad un'effettiva integrazione delle nuove generazioni.

2. Onde favorire il raggiungimento di tali fini, il CTIM si prefigge quanto segue:

a) costituire un punto d'incontro degli aderenti;

b) rappresentare un punto di partenza di iniziative scolastiche, sociali, culturali, ricreative e sportive per l'occupazione del tempo libero; promuovere in modo particolare manifestazioni culturali; organizzare raduni, conferenze e dibattiti; svolgere un'attività educativa.

3. Il CTIM persegue scopi di utilità e interesse pubblici ed esclude qualsiasi attività commerciale a scopo di lucro.

§ 4

Qualità di socio (adesione e dimissione)

1. Membro del CTIM può essere qualsiasi cittadino italiano che dichiari di accettare i principi e le finalità dell'Associazione a norma dei § 2 e 3.

2. La domanda di adesione al CTIM deve essere fatta per iscritto. L'accettazione della domanda viene decisa dal Consiglio Direttivo. Con la dichiarazione scritta di adesione il socio riconosce lo Statuto e s'impegna a versare un contributo mensile.

3. Il socio può, un mese prima, per iscritto e con raccomandata, rassegnare le proprie dimissioni.

L'entità del contributo mensile viene fissata dall'Assemblea dei soci, che delibera con la maggioranza semplice dei soci presenti.

§ 5

Perdita della qualità di socio

1. I soci che:

a) si rendano colpevoli di un'azione disonorante,

b) abbiano commesso un'infrazione grave contro i principi e le finalità dell'Associazione (§ 2 e 3 dello Statuto),

c) con la loro attività e il loro contegno abbiano leso il buon nome dell'Associazione,

possono venire espulsi con decisione del Consiglio Direttivo presa con la maggioranza di 2/3.

2. Il socio espulso ha la facoltà di ricorrere contro la decisione del Consiglio Direttivo. In tal caso la decisione spetta all'Assemblea dei soci che delibera con la maggioranza semplice dei soci presenti.

§ 6

Organi del CTIM

Gli organi del CTIM sono il Consiglio Direttivo e l'Assemblea dei soci.

§ 7

Consiglio Direttivo

1. Fanno parte del Consiglio Direttivo:

a) il Presidente

b) il Segretario

c) il Vice Segretario

d) il Segretario Amministrativo

e) un Collegio di tre membri

2. Qualora lo Statuto non prescriva una maggioranza diversa, le decisioni del Consiglio Direttivo vengono prese con la maggioranza semplice dei membri.

3. Il Consiglio Direttivo viene eletto dall'Assemblea dei soci ogni tre anni con la maggioranza semplice dei soci presenti. È ammessa la rielezione dei membri del Consiglio Direttivo.

4. Nel caso di impedimento del Presidente, del Segretario o del Vice Segretario, il Consiglio Direttivo procederà alla elezione di un membro straordinario del Consiglio Direttivo a Presidente, rispettivamente a Segretario o a Vice Segretario. Questi rimarranno in carica fino alla convocazione della prossima Assemblea dei soci.

5. Il Presidente ed il Segretario, in base all'articolo 26 BGB, rappresentano legalmente il CTIM.

6. Il Consiglio Direttivo ha il compito di:

a) tutelare gli interessi e diffondere le finalità dell'Associazione,

b) convocare l'Assemblea dei soci,

c) presentare il rapporto ogni 3 anni,

d) provvedere all'accettazione e all'espulsione dei soci.

7. Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente. Qualora questi ne sia impedito o in sua assenza, la convocazione verrà fatta dal Segretario.

§ 8

Assemblea Ordinaria

1. L'Assemblea Ordinaria viene convocata:

a) una volta ogni tre anni per prendere atto della relazione triennale del Consiglio Direttivo;

b) su richiesta del 30% dei soci,

c) su decisione maggioritaria del Consiglio Direttivo e, in altri casi, qualora le esigenze dell'Associazione lo richiedano.

2. La convocazione dell'Assemblea Ordinaria viene effettuata dal Consiglio Direttivo per mezzo di invito scritto, almeno una settimana prima della data di convocazione.

3. In seno all'Assemblea Ordinaria ogni socio ha pieno diritto di voto.

4. Le deliberazioni dell'Assemblea Ordinaria vengono prese con la maggioranza semplice dei soci presenti, sempre che lo Statuto non disponga diversamente. Le deliberazioni dovranno essere messe a verbale e firmate da almeno tre membri del Consiglio Direttivo e da tre altri membri.

§ 9

Modifiche statutarie

Modifiche statutarie vengono decise dall'Assemblea Ordinaria con la maggioranza dei 3/4. Il testo della modifica proposta dovrà essere reso noto almeno un mese prima ai soci. Per l'osservanza del termine prescritto è sufficiente la data del timbro postale.

§ 10

Scioglimento dell'Associazione

Lo scioglimento dell'Associazione può venir deliberato solo con la maggioranza di 2/3 dei soci dell'Assemblea Ordinaria. Il proposito di scioglimento deve essere notificato ai soci almeno un mese prima. Per l'osservanza del termine prescritto è sufficiente la data del timbro postale.

§ 11

Procacciamento di fondi

1. I mezzi finanziari dell'Associazione provengono dai contributi dei soci e da sovvenzioni da parte delle Autorità locali, italiane ed europee.

2. I fondi dell'Associazione devono essere usati per fini statutari.

3. I soci non possono usufruire di finanziamenti provenienti dai fondi dell'Associazione.

4. Nessuna persona può essere privilegiata nei confronti degli altri con finanziamenti estranei agli scopi statutari.

§ 12

Scioglimento

In caso di scioglimento dell'Associazione, il patrimonio dell'Associazione stessa verrà devoluto, previo consenso dell'Ufficio delle Finanze, alla Società "Dante Alighieri", presso l'Istituto Italiano di Cultura in Stoccarda.

S A T Z U N G des Vereins

Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo - CTIM e. V.

Delegation Deutschland

Komitee für Italiener in der Bundesrepublik Deutschland

 

§ 1

Name und Sitz

1. Der Verein trägt den Namen "Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) - Delegazione di Germania" (Komitee für Italiener in der Bundesrepublik Deutschland).

2. Der Verein hat seinen Sitz in Stuttgart.

3. Der Verein ist in das Vereinsregister eingetragen worden.

4. Der Verein ist Mitglied des internationalen CTIM-Verbandes mit Sitz in Rom.

 

§ 2

Grundsätze

Das CTIM ist eine freie Vereinigung, die politisch und konfessionell unabhängig ist. Es bekennt sich zu den Prinzipien der Freiheit und Demokratie unter ausdrücklicher Achtung der Gesetze der Bundesrepublik Deutschland und fördert das friedliche Zusammenleben der verschiedenen Völker und Ethnien.

 

§ 3

Zweck und Ziel

1. Der Verein erstrebt:

A) Die Stärkung der Bindungen zwischen den verschiedenen italienischen Gemeinschaften in der Bundesrepublik Deutschland und dem italienischen Mutterland.

B) Eine Verständigung über die Lösungen der Probleme, die mit der Anwesenheit und Beschäftigung der italienischen Staatsangehörigen in der Bundesrepublik Deutschland zusammenhängen.

C) Die Verbreitung, Erhaltung und Verteidigung der italienischen kulturellen und sprachlichen Identität auf örtlicher und europäischer Ebene.

D) Die Teilnahme am politischen, kulturellen, sozialen und Freizeitleben, um zu einer tatsächlichen Integration der neuen Generation beizutragen.

2. Zur Durchführung dieses Auftrages stellt er sich folgende Aufgaben:

A) Sammlungspunkt seiner Mitglieder zu sein.

B) Ausgangspunkt schulischer, sozialer, kultureller und sportlicher Initiativen für die Freizeitgestaltung zu sein, insbesondere kulturelle Veranstaltungen zu fördern, Versammlungen, Konferenzen und Debatten abzuhalten und Aufklärungsarbeit zu leisten.

3. Der Zweck des Vereins ist gemeinnützig und nicht auf einen gewinnstrebenden Geschäftsbetrieb gerichtet.

 

§ 4

Mitgliedschaft (Eintritt, Austritt)

1. Mitglied dieses Vereins kann jeder italienische Staatsangehörige werden, der sich zu den Grundsätze und Zielen des Vereins gem. § 2 und § 3 dieser Satzung bekennt.

2. Nach schriftlicher Beitrittserklärung erfolgt die Aufnahme durch die Entscheidung des Vorstandes. Mit schriftlicher Beitrittserklärung erkennt das Mitglied die Satzung an und verpflichtet sich zur Zahlung eines monatlichen Beitrages.

3. Jedes Mitglied kann unter Einhaltung einer 1-monatigen Kündigungsfrist auf Monatsende gegenüber dem Vorstand durch eingeschriebenen Brief seinen Austritt erklären.

Die Höhe des Mitgliedsbeitrages wird jährlich durch die Mitgliederversammlung mit einfacher Mehrheit der anwesenden Mitglieder festgesetzt.

 

§ 5

Verlust der Mitgliedschaft

1. Mitglieder, die:

A) Sich einer ehrlosen Handlung schuldig machen.

B) Einen groben Verstoß gegen die Grundsätze und Ziele des Vereins (§§ 2 und 3 der Satzung) begangen haben.

C) Durch ihre Tätigkeit oder ihr Verhalten das Ansehen des Vereins schädigen,

können durch Vorstandbeschluß mit 2/3 Mehrheit ausgeschlossen werden.

2. Gegen die Entscheidung des Vorstands steht dem ausgeschlossenen Mitglied die Entscheidung der Mitgliederversammlung zu, die mit einfacher Mehrheit der anwesenden Mitglieder entscheidet.

 

§ 6

Organe des Vereins

Die Organe des Vereins sind der Vorstand und die Mitgliederversammlung.

 

§ 7

Vorstand

1. Der Vorstand besteht aus:

A) dem Präsidenten,

B) dem Sekretär,

C) dem stellvertretenden Sekretär,

D) dem Schatzmeister,

E) Drei Beisitzern.

2. Die Entscheidungen des Vorstandes werden mit einfacher Mehrheit getroffen, soweit die Satzung nicht etwas anderes bestimmt.

3. Die Wahl des Vorstandes erfolgt durch die Mitgliederversammlung in Abständen von 3 Jahren mit einfacher Mehrheit der Mitglieder, Wiederwahl von Vorstandsmitgliedern ist möglich.

4. Beim Ausscheiden des Präsidenten, des Sekretärs oder des stellvertretenden Sekretärs wählt der Vorstand aus seinen Reihen ein außerordentliches Vorstandsmitglied zum Präsidenten, zum Sekretär oder zum stellvertretenden Sekretär bis zur nächsten Mitgliederversammlung.

5. Der Vorstand im Sinne von § 26 BGB besteht aus dem Präsidenten und dem Sekretär. Beide sind je zur Einzelvertretung berechtigt.

6. Aufgaben des Vorstandes sind:

A) Die Wahrung der Interessen und Verbreitung seiner Ziele.

B) Die Einberufung der Mitgliederversammlung.

C) Die Erstattung eines dreijährigen Berichtes.

D) Die Aufnahme und Ausschließung von Mitgliedern.

7. Vorstandssitzungen werden durch den Präsidenten, bei Abwesenheit oder Behinderung desselben durch den Sekretär einberufen.

 

§ 8

Mitgliederversammlung

1. Die Mitgliederversammlung tritt zusammen:

A) Alle 3 Jahre zur Entgegennahme des dreijährigen Rechenschaftsberichtes durch den Vorstand.

B) Auf Antrag von 30% der Mitglieder.

C) Auf Mehrheitsbeschluß des Vorstandes; in sonstigen Fällen, soweit es die Erfordernisse des Vereins gebieten.

2. Die Einberufung zur Mitgliederversammlung erfolgt durch schriftliche Einladung des Vorstandes unter Einbehaltung einer einwöchigen Frist.

3. Jedes Mitglied hat volles Stimmrecht in der Mitgliederversammlung.

4. Beschlüsse der Mitgliederversammlung werden mit einfacher Mehrheit der anwesenden Mitglieder gefaßt, soweit keine andere Bestimmung in der Satzung getroffen ist. Sie sind in ein Protokollbuch einzutragen und von mindestens 3 Vorstandsmitgliedern und 3 anderen Mitgliedern zu unterzeichnen.

 

§ 9

Satzungsänderungen

Satzungsänderungen werden durch die Mitgliederversammlung mit einer 3/4 Mehrheit der Mitglieder beschlossen. Der Text der beabsichtigten Änderungen ist mindestens einen Monat vorher den Mitgliedern bekanntzugeben. Für die Wahrung der Frist genügt der Poststempel.

 

§ 10

Auflösung des Vereins

Die Auflösung des Vereins kann nur mit 2/3 der Mitglieder durch die Mitgliederversammlung beschlossen werden. Die Absicht der Auflösung ist mindestens einen Monat vorher den Mitgliedern bekanntzugeben. Für die Wahrung der Frist genügt der Poststempel.

 

§ 11

Aufbringung der Mittel

1. Die finanziellen Mittel des Vereins stammen aus den Mitgliedesbeiträgen und aus Zuschüssen durch örtliche italienische und europäische Behörden.

2. Die Vereinsgelder dürfen nur zu Satzungszwecken verwandt werden.

3. Die Mitglieder können keine Finanzierungen durch Vereinsgelder erhalten.

4. Niemand darf durch den Vereinszielen fremde Finanzierungen oder Begünstigungen einen Vorteil ziehen.

 

§ 12

Auflösung

Im Falle der Auflösung des Vereins fällt das Vereinsvermögen mit Zustimmung des Finanzamtes an die Gesellschaft "Dante Alighieri" beim italienischen Kulturinstitut in Stuttgart.