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Qui GERMANIA

Segreteria Generale CTIM

C.T.I.M. GERMANIA - Coordinamento Europeo

CTIM PRESS

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Il CTIM-Europa si congratula con il suo Segretario Generale per l'alto riconoscimento

 
Il coordinatore europeo del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo e consigliere C.G.I.E. Oreste Motta, a nome di tutti gli iscritti al C.T.I.M. in Europa invia congratulazioni vivissime all'On. Mirko Tremaglia per la meritata medaglia d'oro, che la città di Bergamo ha voluto concedergli sabato scorso durante una commovente cerimonia.
Il prestigioso riconoscimento di cui è stato insignito il Decano dei Deputati, sottolinea <l'inesauribile impegno quarantennale svolto per la città di Bergamo, oltre che per una serie di operazioni volte alla pacificazione>.
Il Coordinamento Europeo del CTIM si augura altri riconoscimenti per il suo Segretario e, soprattutto, la continuazione della sua indispensabile attività parlamentare - ora necessaria più che mai - a favore delle comunità italiane all'estero, a cui l'unico Ministro per gli Italiani nel Mondo ha dedicato tutta la sua vita.
 
CTIM-PRESS
 
Tratto dall'articolo apparso su IL SOLE-24 ORE di Bergamo il 20.12.2009:

— BERGAMO —
I lineamenti sono tirati, gli occhi gonfi per le lacrime ricacciate di continuo, soprattutto quando il ricordo va al figlio Marzio, già assessore alla Cultura della Regione Lombardia, scomparso dieci anni fa a causa di un male incurabile. Chiuso in un cappotto nero, Mirko Tremaglia sorride al sindaco Franco Tentorio, che gli consegna la medaglia d’oro del Comune. In quel preciso istante tutti i presenti si alzano in piedi e battono le mani all’indirizzo dell’esponente storico della destra italiana e bergamasca. «Penso a mio figlio Marzio - dice commosso Tremaglia. - Sono andato dal presidente della Repubblica e gli ho chiesto di ricordarmi come portatore di democrazia, perché in qualità di ministro per gli Italiani nel mondo, ho dato la possibilità di votare e far sentire la propria voce a quattro milioni di italiani nel mondo».

 

Documento del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) di Colonia

 

Su invito del presidente Pietro Tremarco, si sono incontrati domenica 15 novembre nella sede del Comitato Tricolore, nella Weyerstrasse 33, in assemblea generale i soci della sezione CTIM di Colonia. Designato dai partecipanti come moderatore dei lavori all’ordine del giorno il cav. Bruno Collina.

 

Il presidente Tremarco ha relazionato sulle attività del Comitato Tricolore sia verso la comunità italiana, che verso il Consolato Generale e le Istituzioni tedesche: ne è testimonianza il lusinghiero successo ottenuto alle elezioni per il Consiglio degli Stranieri, con ben due eletti del CTIM.

 

Il segretario della federazione Tricolore di Stoccarda, Giuseppe De Filippo, ha portato il saluto dei soci ed attivisti del Baden-Württemberg, mentre Vincenzo Di Salvo, responsabile del patronato Enas, ha parlato dei buoni rapporti sociali che la sezione del CTIM intrattiene con il Comites locale e le altre associazioni.

 

Il consigliere CGIE Oreste Motta ha informato i convenuti sulle varie proposte di riforma della legge istitutiva dei Comites, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e dell’annunciata razionalizzazione della rete consolare in Germania.


L’assemblea, dopo ampia discussione, si è accordata all’unanimità sul seguente documento finale:

 

La riforma della legge istitutiva dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) deve mantenere l’impianto normativo di quella del 23 ottobre 2003, n. 286, rafforzandone lo spirito, che è quello di un confronto nell’ambito dell’associazionismo, candidando i rappresentanti delle associazioni operanti sul territorio e coinvolgendoli nei propri lavori.

 

Le liste partitiche con i loro simboli accrescerebbero solamente le diatribe tra gli eletti, trasportando all’estero le sterili polemiche dell’infinita campagna elettorale metropolitana, di cui non se ne sente assolutamente la necessità.

 

L’associazionismo ci unisce, la partitocrazia ci divide! Tutte le liste dovranno essere sottoscritte localmente dai propri sostenitori.

 

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) deve rimanere come “catena di trasmissione”: utile e competente organo istituzionale tra i Comites, l’associazionismo (di cui pure deve esserne l’espressione superiore), il Parlamento, le regioni e i vari ministeri.

 

Le elezioni del CGIE devono avvenire in concomitanza con quelle dei Comites e devono essere dirette, cioè ogni consigliere deve essere eletto dalle comunità residenti all’estero.

 

Non si risparmiano dubbi sulle capacità di rappresentanza di parecchi degli eletti nella Circoscrizione Estero nel Parlamento italiano.  Si auspica che questi deputati e senatori - in quella posizione grazie all’esercizio del diritto di voto all’estero – siano più fermi, più decisi per quanto riguarda il mantenimento dei servizi alla comunità italiana in Germania.

 

Si condannano duramente i tagli spropositati ai fondi destinati agli italiani all’estero, soprattutto quelli che fanno riferimento al capitolo 3105: assistenza diretta e al cap. 3121: assistenza indiretta.

 

Si assicura il pieno appoggio ai comitati e alle associazioni che stanno protestando e lottando. Si ricordano le manifestazioni di piazza a Norimberga, simbolicamente per oltre 28.000 cittadini AIRE di quella circoscrizione, ma in generale contro l’annunciata chiusura delle strutture consolari di riferimento a Saarbrücken, Amburgo e Mannheim. Non si dimentichi qui, che l’emanazione delle prestazioni comporta un introito per l’amministrazione dello Stato: non è che tutto sia gratuito, anzi! I tariffari consolari sono una realtà ben conosciuta e ricordata dagli utenti.

 

Si elencano le proposte positive del CTIM di Norimberga, che non è affatto contro i servizi telematici o digitali: questi si possono istituire, ma lasciando almeno un’agenzia consolare per tutte quelle pratiche che richiedono la presenza fisica del cittadino in consolato.

 

Le dismissioni si possono programmare, ma preparando e allestendo una “scala” di interventi necessari per il futuro e, soprattutto, discutendoli in luogo con la gente colpita.

 

Si decide infine, di solidarizzare con qualunque altra azione che le comunità in stato di agitazione vorranno intraprendere.

 

Gli eletti del CTIM di Colonia nel locale Comites discuteranno nella loro assemblea del 30.11.2009 con gli altri componenti il modo migliore per sostenere la nostra comunità nelle soluzioni alternative. Già c’è il consenso della presidentessa Comites, Rosella Benati.

 


Documento del CTIM di Monaco di Baviera a favore del mantenimento del Consolato di Norimberga

 

Diva Cecotti, responsabile del CTIM e.V. di Monaco di Baviera, ha inviato al Sottosegretario Mantica, e per conoscenza alla Direttrice DGIEPM, una presa di posizione scaturita dall’assemblea del Comitato Tricolore di questa città, alla presenza dei consiglieri del COMITES di Monaco, signori Basili e Sotgiu, e del rappresentante della Lega Nord estero: 
 
“I soci invitati all’assemblea generale del CTIM-Federazione di Monaco di Baviera, riunitisi domenica 18 ottobre 2009 in presenza degli ospiti del Comitato Tricolore provenienti da Stoccarda e da Norimberga, hanno espresso la loro totale solidarietà alla collettività italiana in Franconia, che rischia di vedersi in futuro privata dei servizi del Consolato di Norimberga.
 
I presenti, dopo gli interventi dei due relatori, signori Lucio Albanese e Oreste Motta, rispettivamente Presidente del CTIM Germania e Consigliere CGIE, hanno approvato all’unanimità quanto segue:
 
1)  Piena solidarietà ai cittadini italiani residenti nella Franconia, per evitare la chiusura del Consolato di Norimberga, che causerebbe il collasso del nostro Consolato Generale di Monaco di Baviera, non essendo quest’ultimo in grado, né per sicurezza dei locali, né per funzionalità, di assorbire l’archivio di altre decine di migliaia di connazionali e di adempiere al disbrigo delle loro correnti pratiche e richieste.
 
2)  Si propone di declassare il Consolato di Norimberga ad Agenzia Consolare per ragioni di risparmio, con l’impiego di personale italiano del luogo (che garantisce, oltretutto, la conoscenza della lingua tedesca) nella misura del 70 per cento, capovolgendo le attuali cifre del contingente.
 
3)  Si propone un accorpamento degli uffici ed anche un eventuale trasloco della sede consolare di Norimberga in un’altra zona della città, per realizzare un ulteriore risparmio sulle spese di gestione e di affitto.
 
4)  Il declassamento ad Agenzia Consolare garantirebbe la gradualità degli interventi e l’ancora necessaria integrazione della comunità, che renderebbe possibile il processo di realizzazione del costituendo e futuribile “Consolato elettronico” e il conseguente accesso ai servizi telematici.
 
5)  Si chiede di non privare la fiorente economia locale italiana di una struttura consolare di appoggio nei rapporti commerciali con l’innovativa, rinomata Fiera di Norimberga.
 
6)  Si esprime un senso di gratitudine per l’attenzione e la preoccupazione espressa dal Ministro-Presidente della Baviera Horst Seehofer per il rischio di perdere un ulteriore importante interlocutore istituzionale.
 
7)  Le succitate proposte ripristinerebbero un equilibrio tra le diverse reti consolari e diplomatiche presenti in Europa, senza causare un deprezzamento delle stesse istituzioni sul territorio tedesco, come risulterebbe invece dalla ventilata razionalizzazione.”

 


Profondo cordoglio per la scomparsa di Davide Piscopo, Delegato CTIM della Svizzera

 

La notizia della morte di Davide Piscopo ci ha colto tutti come un fulmine a ciel sereno, lasciandoci attoniti ed increduli.

Il CTIM in Svizzera faceva riferimento a lui, alla sua disponibilità e collaborazione. Grande attivista, sempre in prima fila, con lui abbiamo portato avanti battaglie decennali per la difesa dei diritti dell'emigrazione italiana in Europa
Con Davide abbiamo avuto sempre un rapporto encomiabile: la sua scomparsa è per noi motivo di dolore e di commozione. Alla famiglia esprimiamo le nostre più sincere condoglianze.

 

CTIM-Coordinamento Europeo

CTIM-Germania

 

Apprendo della dolorosa notizia della scomparsa del caro amico Davide Piscopo (dirigente CTIM/Enas in Svizzera), che mi ha lasciato del tutto sconvolto, perplesso e addolorato. Non riesco ancora a crederci. 

Ho avuto la fortuna di conoscerlo tanti anni fa e ci siamo capiti subito.  Davide era sempre gentile, disponibile e, soprattutto, attento a quello che avveniva all'estero, in riferimento alla nostra  comunità.  Di Davide ho sempre ammirato il modo chiaro e schietto di analisi e discussione per raggiungere risultati concreti. 

Temute erano le sue battute, fatte sempre al momento giusto, che potevano tagliarti le gambe. Quello che ci univa era il pragmatismo, al di fuori dei teoremi e dibattiti. Andavamo al concreto per risolvere i problemi o situazioni:  Davide era una delle menti più lucide che abbia mai conosciuto e spesso guardava lontano.   

In questo triste momento mi inchino davanti a Davide ed esprimo a tutti gli amici del CTIM della Svizzera la mia vicinanza ideale e la mia sofferenza. Soprattutto vorrei porre alla famiglia le più sentite e sincere condoglianze per questa grande perdita.  

Un saluto caro Davide e grazie di tutto, non Ti dimenticherò.

 

Lucio Albanese

coordinatore CTIM- Franconia

presidente  CTIM- Germania


 

Albanese risponde a Razzi sul Consolato onorario a Norimberga

 

Il Presidente del CTIM Germania ha inviato una lettera all’On. Razzi, prendendo posizione in merito alle opinioni da lui espresse nel suo comunicato stampa del 24 settembre 09

 

Egregio On. Razzi,

poichè sono stato chiamato in causa in Suo recente comunicato, non posso fare a meno di chiarire la posizione mia e del CTIM-Franconia sulla programmata chiusura del Consolato d’Italia in Norimberga.
Le rammento qui che non sono l’unico a reagire in maniera negativa alla Sua proposta di un Consolato Onorario: della stessa mia opinione sono il locale Comites, le Associazioni, gli Enti e i componenti del “Coordinamento per il mantenimento del Consolato”.

Ma veniamo al punto. Quando Lei mi consiglia di leggermi attentamente la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, constato che non vi è nessun nesso logico con la Sua proposta, in quanto detta Convenzione, al capitolo riguardante l’<Ordinamento applicabile ai funzionari consolari onorari> parla solo di agevolazioni, privilegi, immunità, esenzioni varie che spettano anche ai consoli onorari.
 
Quando poi Lei afferma che un Consolato onorario erogherebbe (cito il Suo comunicato) “gli stessi servizi di quelli ordinari, con l’unica differenza che i costi del funzionamento della Sede consolare non sono a carico dello Stato ma del Console onorario”, ho l’impressione che la Sua proposta in merito sia alquanto superficiale. Questo per una serie di fattori:  1. entità della comunità in loco;  2. costi del personale necessario;  3. costi fitto e funzionamento degli uffici;  4. costi per iniziative in campo commerciale e culturale;  5. costi di rappresentanza, da non trascurare.
 
In base a ciò, non oso quantificare la forza finanziaria necessaria per sopperire a tutte le spese che un eventuale Console onorario a Norimberga dovrebbe assumersi, in cambio di qualche privilegio. Sarà forse poco esoso essere Console onorario nelle Bahamas o in Islanda, ma non nella capitale delle tre Franconie! Qui vi sono oltre 28.000 Italiani da seguire, con tutte le loro esigenze e problematiche, come la scuola dei nostri figli, come l’elevato numero di disoccupati ed emarginati, di carcerati, ecc. ...
 
Gentile On. Razzi, mi chiedo e Le chiedo: ma perché questa Sua proposta “toccasana” contro lo smantellamento della rete consolare deve valere solo per Norimberga? Forse perché qui si vuole zittire una comunità viva e forte, che lotta compatta per il mantenimento dei propri sacrosanti diritti?
 
Ribadisco che uno Stato come l’Italia ha bisogno di continuità nella sua Rappresentanza all’estero; essa non può essere delegata, soprattutto in Germania, a un privato o imprenditore e soggetta pertanto alle fortune economiche di questi. Esempio eclatante: il Consolato onorario della Grecia, che proprio recentemente a Norimberga ha dovuto chiudere per fallimento finanziario del suo Reggente.
 
Sicuro di avere espresso l’idea e la volontà della stragrande maggioranza della nostra comunità qui residente, La invito nuovamente a fare Sue le nostre rivendicazioni ed appoggiare la richiesta di lasciare a Norimberga almeno un’Agenzia consolare, escludendo l’ipotesi di un Consolato onorario o Sportello.
 
Lucio Albanese
Componente Comites

Coordinatore CTIM Franconia

Presidente CTIM Germania

 

Questo il comunicato stampa di Razzi del 24.9.09:

 

"Dissento da questa opinione e rimando il sig. Albanese ad una attenta lettura della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari"

 
Ho letto la dichiarazione del sig. Albanese Lucio, membro Comites della Franconia, a commento della manifestazione per la difesa della sede consolare di Norimberga, svoltasi lo scorso 19 settembre.

Premesso e ribadito che la chiusura di una struttura che eroga pubblico servizio ai connazionali (qualunque essa sia!) è indubbiamente un elemento negativo e pregiudizievole per le attese (legittime) dell’utenza, ho avuto modo – in passato – di intervenire sull’argomento dichiarando che, quale soluzione sostitutiva, si provveda quantomeno alla creazione di una sede consolare onoraria.

Il sig. Albanese, nella sua nota dei giorni scorsi, ha definito la mia proposta di Consolato onorario “superficiale, in quanto il Consolato onorario non garantisce l’efficienza, né la continuità, né la rappresentatività ed i diritti democratici”.

Dissento da questa opinione e rimando il sig. Albanese ad una attenta lettura della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari: i Consolati onorari sono, sostanzialmente, equiparati ed equiparabili a quelli di carriera, con alcune limitazioni, erogano gli stessi servizi di quelli ordinari : con l’unica differenza che i costi del funzionamento della sede consolare non sono a carico dello Stato ma del designando Console onorario.

Con evidente risparmio per le Casse dello Stato: e la spesa passa dal pubblico al privato, cosa non da poco se pensiamo alle numerosissime sedi consolari interessate dal provvedimento di razionalizzazioni.

Se poi, per finire, il Consigliere Albanese mi spiegasse perché la mia proposta sia superficiale, Gliene sarei grato.

Antonio Razzi, deputato dell'Idv eletto in Europa


NORIMBERGA NON SI ARRENDE: IL CONSOLATO DEVE RIMANERE!

Dopo la riuscita manifestazione di protesta a Norimberga del 19.09.2009 contro la chiusura del Consolato d’Italia in Norimberga, ritengo di potermi permettere un momento di riflessione che desidero condividere con la collettività italiana all’estero, con i rappresentanti per la circoscrizione estera nel Parlamento della Repubblica ed anche con la stampa. Prima di cominciare, non posso fare a meno di rivolgere un commosso omaggio ai soldati italiani vittime dell’attentato a Kabul, ai quali è andato anche il pensiero di tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato.

 

La straordinaria reazione delle associazioni e degli italiani della Franconia che, dopo l’annuncio ufficiale del Sottosegretario Mantica di chiusura del Consolato di Norimberga a breve o medio termine, hanno trovato, in brevissimo tempo, una coesione straordinaria e stanno combattendo, in maniera compatta e decisa, per il mantenimento dell’unica istituzione ufficiale italiana nel nord della Baviera e contro una decisione palesemente ingiusta e superficiale.

 

Da sottolineare è inoltre - a mio modesto avviso – la maturità mostrata dalle organizzazioni italiane sul territorio (Com.It.Es., associazioni tutte, enti) e dai singoli cittadini che, da subito, si sono resi conto dei motivi della decisione, ne hanno capito la ragione ed hanno avanzato proposte alternative ad una chiusura. Proposte avanzate a tutti I livelli ed interlocutori che non hanno, fino ad oggi, suscitato alcuna reazione ufficiale.

 

Le uniche certezze sono le seguenti:

che il Consolato di Norimberga era ed è tra i Consolati che, secondo il piano del Sottosegretario Mantica, dovevano essere chiusi;

che il Consolato di Norimberga doveva essere chiuso già nell’autunno 2009;

che la Commissione Esteri ha approvato nel mese di luglio 2009 all’unanimità la risoluzione degli onorevoli Narducci-Di Biagio di rivedere le modalità di razionalizzazione della rete consolare all’estero;

che il Sottosegretario Mantica, accogliendo la proposta Narducci-Di Biagio ha rimandato le chiusure ed ufficialmente confermato che, entro il 31. dicembre 2009, non avverranno chiusura, ma solo declassamenti.

 

Quest’ultima affermazione non ci conforta per nulla. Se il Consolato di Norimberga dovesse essere chiuso il 1 di gennaio 2010, il Sottosegretario Mantica potrebbe comunque affermare , senza mentire, di avere mantenuto la parola. Attendiamo, di conseguenza, il più presto possibile , dal Governo italiano e dal Ministero degli Affari Esteri, decisioni ufficiali e definitive di accoglimento delle richieste della collettività italiana all’estero e di revisione del piano di chiusure con il mantenimento del Consolato di Norimberga.

La collettività italiana di Norimberga vuole mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a concordare con l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze di risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani all’estero.

 

La maggioranza della collettività potrebbe accettare una trasformazione del Consolato in agenzia consolare, ma non l’ipotesi di uno sportello o un Consolato onorario. Queste due ultime possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei servizi, né la continuità, né la rappresentatività ed I diritti democratici. Chiediamo il mantenimento in servizio a Norimberga del personale locale già in servizio e di una ristretta cerchia di personale di ruolo. Ed ecco che i risparmi sarebbero consistenti e reali, Onorevole Mantica!

 

La seconda parte della mia riflessione riguarda le dimostrazioni di solidarietà e simpatia giunte al Comitato di coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga, che tanto ha fatto in questi mesi, ed al Com.It.Es. da rappresentanti di Enti, istituzioni, persone private, personalità della vita economica e politica della Franconia e della Baviera.

 

Allego una breve sintesi di queste comunicazioni e ci tengo a sottolineare che tali reazioni sono una dimostrazione dell’importanza della presenza italiana in Franconia e del suo ottimo inserimento nella società locale. Gli italiani in Franconia sono, in primo luogo, italiani, ma anche cittadini della Franconia, cittadini europei riconosciuti a pieno dalla società locale e qui altamente apprezzati. Il mio appello è che L’Italia non rinunci a tale prezioso patrimonio e costringa una parte molto grande di loro a voltare le spalle alla patria.

 

Mi permetto di citare alcuni importanti paladini del mantenimento del Consolato a Norimberga e, nello stesso tempo, di ringraziarli nuovamente: il gruppo consiliare della CSU e della SPD presso il Consiglio Comunale di Norimberga, il Deputato Regionale Jürgen W. Heike, il Ministro Bavarese per gli Affari Europei Onorevole Emilia Müller, il deputato Regionale nel Parlamento Bavarese Onorevole Markus Söder, il Sottosegretario Federale agli Esteri Onorevole Günter Gloser, il Sottosegretario per gli Affari Ecomonici Signora Dagmar Wöhrl che ci ha concesso l’onore di partecipare alla dimostrazione del 19 settembre. Un importante apporto alla manifestazione del 19 settembre è stato fornito dal punto di vista organizzativo, così come dei contenuti, dal DGB (Federazione dei Sindacati Tedeschi) rappresentata dal Segretario Regionale Stephan Doll.

 

Non da ultimo desidero ricordare, in tale contesto, il Sindaco di Norimberga Dr. Ulrich Maly, un grande conoscitore dell’Italia, della sua cultura e della sua lingua, che, quale rappresentante del Comune di Norimberga, ma anche dell’omonima Regione Europea Metropolitana. Egli, anche quale Commendatore della Repubblica, ha scritto, già all’inizio di giugno, al Ministro Frattini (lettera rimasta fino ad oggi senza risposta) ed all’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Sua Eccellenza Valensise, esponendo le ragioni per il mantenimento del Consolato.

 

Per finire ribadisco che tutti noi, gli italiani della Franconia, non ci arrenderemo e continueremo a realizzare tutte le iniziative del caso e chiedo, per l’ennesima volta, un confronto serio, democratico e diretto con l’amministrazione italiana.

 

Segue la lista, non esaustiva, dei documenti di solidarietà, dei servizi stampa e delle espressioni di solidarietà sulla chiusura del Consolato di Norimberga.

 

Lucio Albanese

Presidente C.T.I.M. Germania

Membro Com.It.Es. di Norimberga

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 INDICE DOCUMENTI CONTRO LA CHIUSURA

1. RASSEGNA STAMPA

 

1. 17/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Roma chiude il Consolato?

2. 18/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Sindaco e CSU contro la chiusura.

3. 20/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG - INTERVISTA SU VIDEO AL SIGNOR STEFANO PALOMBO  (http://www.nzonline.de/artikel.asp?art=1037476&kat=317)

4. 04/07/2009 – NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani vogliono salvare il Consolato.

5. 06/07/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG E NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani dimostrano contro la chiusura del Consolato.

6. 10/07/2009 – NEUE PRESSE COBURG – articolo su dimostrazione

7. 14/07/2009 – CSU, COMUNICATO STAMPA – Contro la chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

8. 22/07/2009 – RADIO BAVARESE TERZO PROGRAMMA – Lotta per il Consolato d´Italia.

9. 26/07/2009 – SONNTAGSBLITZ – Il Consolato chiude?

10. 08/08/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – SI può evitare la chiusura?

11. 13/08/2009 – MAIN ECHO – Per ogni passaporto a Monaco?

 

2. DOCUMENTAZIONE COM.IT.ES

 

1. 28/06/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa

2. 05/07/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa

3. 22/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera aperta

4. 31.07.2009 – COM.IT.ES – Lettera Ministro Frattini

 

3. LETTERE ISTITUZIONALI ED ALTRI

 

1. 30/.06/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Decisione del Consiglio degli starnieri sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

2. 02/07/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Presa di posizione del Consiglio degli Stranieri “Ausländerbeirat” sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

3. 16/07/2009 – COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI ALL´ESTERO – Comunicato Stampa

4. 16/07/2009 – INSTITUT FÜR ROMANISTIK DER UNIVERSITÄT ERLANGEN-NÜRNBERG – Oggetto: Chiusura del Consolato

5. 18/07/2009 – MAIL DELL’EX SINDACO DI NORIMBERGA CAVALIERE DR: PETER SCHÖNLEIN

6. 22/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa

7. 25/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa

8. 28/07/2009 – INAS-CISL – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini

9. 29/07/2009 – DIETER NESTEL Avvocato – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini

10. 28/07/2009 - ITALWERBUNG

11. 28/07/2009 _ UNIVERSITA’ DI ERLANGEN

12. 07/08/2009 – RISTORANTE BARDOLINO- Lettera all’Ambasciatore

13. 10/08/2009 – IHK NÜRNBERG- Lettera al Consolato

14. 10.08.2009 – GEWERKSCHAFT NAHRUNG GENUSS UND GASTSTÄTTE

 

4. LETTERE POLITICI

 

1. 29/05/2009 – SINDACO DI NORIMBERGA – Lettera contro la chiusura del Consolato

2. 17/06/2009 – CSU – Comunicato Stampa del gruppo politico del Consiglio comunale di Norimberga.

3. Giugno 2009 – SINDACO DI FÜRTH – Lettera contro la chiusura del Consolato

4. 05/07/2009 – THORSTEN BREHM, Consigliere comunale – Gli italiani combattono per il loro Consolato.

5. 13/07/2009 – CSU – Risoluzione del Consiglio comunale contro la chiusura del Consolato d´Italia in Norimberga.

6. 16/07/2009 - SINDACO DI GEMÜNDEN A.MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato

7. 21/07/2009 – SINDACO DI ROTHENBURG OB DER TAUBER – Lettera contro la chiusura del Consolato

8. 22/07/2009 – SINDACO DI EGGOLSHEIM – Lettera contro la chiusura del Consolato

9. 22/07/2009 – SINDACO DI MARKTREDWITZ– Lettera contro la chiusura del Consolato

10. 24/07/2009 – SINDACO DI DETTELBACH – Lettera contro la chiusura del Consolato

11. 24/07/2009 – SINDACO DI PUSCHENDORF – Lettera contro la chiusura del Consolato

12. 27/07/2009 – PETRA L. GUTTENBERGER, Membro del Parlamento Regionale della Baviera – Lettera, Ogg: Chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

13. 27/07/2009 – SINDACO DI SCHNECKENLOHE – Lettera contro la chiusura del Consolato

14. 27/07/2009 – HERMANN IMHOF – Membro del Parlamento Regionale della Baviera

15. 28/07/2009 – SINDACO DI HERSBRUCK – Lettera contro la chiusura del Consolato

16. 29/07/2009 – PREFETTURA DELLA FRANCONIA CENTRALE (A NOME DELLE TRE PREFETTURE ESISTENTI SUL TERRITORIO)

17. 03.08.2009 – SINDACO DI ASCHAFFENBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

18. 04.08.2009 -  SINDACO DI COBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

19. 05.08.2009 – SINDACO DI BAD KÖNIGSHOFEN I. GRABFELD – Lettera contro la chiusura del Consolato

20. 07.08.2009 – SINDACO DI WUNSIEDEL – Lettera contro la chiusura del Consolato

21. 10.08.2009 – SINDACO DI WÜRZBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

22. 10.08.2009 – SINDACO DI LOHR AM MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato

23. 13.08.2009 – SINDACO DI RÖDELSEE Lettera contro la chiusura del Consolato

24. 25.08.2009 –SINDACO DI ERLANGEN Lettera contro la chiusura del Consolato

25. 25.08.2009 - MINISTRO BAVERESE PER GLI AFFARI FEDERALI ED EUROPEI

Presa di posizione contro la chiusura del Consolato

 

5. LETTERE DI ASSOCIAZIONI

 

1. 29.07.2009 – CIRCOLO CAMPANIA

2. 29.07.2009 – CIRCOLO CULTURALE FAMIGLIE NORIMBERGA

3. 30.07.2009 – INTERNATIONALE BEGEGNUNG

4. 03.08.2009 – CTIM COBURG

5. 08.08.2009 – CTIM NORIMBERGA

4. 19.08.2009 – SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI COMITATO DI NORIMBERGA


 

Il Sottosegretario con Delega per gli Italiani all’estero grande assente a Marcinelle

 
Sabato 8 agosto è stata commemorata a Marcinelle (Belgio) la "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo", luogo tristemente famoso, dove nel 1956 persero la vita, tra infinite sofferenze, ben 136 minatori italiani.  
Presente a Marcinelle nel giorno di ricorrenza della tragedia l'On. Gianfranco Fini, per la prima volta nella sua funzione di Presidente della Camera dei Deputati, accompagnato dall'On. Mirko Tremaglia. 

Alla cerimonia - durante la quale sono stati letti i comunicati del Presidente della Repubblica Napolitano, del Presidente del Senato Schifani e del Ministro degli Affari Esteri Frattini - partecipavano anche molti rappresentanti dei Comuni colpiti dal disastro, il Presidente del CGIE Elio Carozza, i Deputati di ambedue gli schieramenti eletti nella circoscrizione Europa, personalità del mondo politico e rappresentanti di varie associazioni dell'emigrazione, tra cui il Coordinatore Europeo dei CTIM Oreste Motta con un folto gruppo di attivisti da Stoccarda.

Una commemorazione giusta e sacrosanta, che il già Ministro per gli italiani nel mondo Tremaglia ha tenuto ogni anno, visitando quei luoghi in periodi non sospetti, e che ha voluto ricordare ufficialmente durante il suo Ministero con l'istituzione della "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo", che eleva ed onora l'8 agosto con un Decreto governativo.  
 
Senza voler entrare nel dibattito aperto e seguito da alcune forze politiche, che interessa di più alcuni politicanti nostrani, personalmente mi pongo un'altra riflessione, notando, in questa memorabile giornata, l'assenza di chi nel Governo ha la Delega per  gli interessi degli Italiani all'estero, cioè il Sottosegretario Alfredo Mantica, che si definisce la "continuazione politica" di Tremaglia. 
Lungi dal fare polemica spicciola o faziosa, poichè il Sottosegretario è un politico serio e preparato, di certo avrà delle valide motivazioni per questa sua mancanza. Altrettanto credo, però, che abbia perso una buona occasione per vedere e conoscere meglio l'emigrazione italiana, le sue sofferenze, i suoi sacrifici e quanto essa ha dato all'Italia. Nello specifico caso di Marcinelle: carbone in scambio di mano d'opera.
Per decenni Tremaglia l'ha sostenuta, spesso solitario, con caparbia e tenacia. 
Oggi la "musica" è cambiata, e tutto sembra entrato nel dimenticatoio: non c'è interesse nei nostri confronti, veniamo considerati come degli "scocciatori" o trattati da "assistiti". Molti sono gli esempi: dagli epocali tagli imposti dalla Finaziaria 2009 che riguardano i capitoli del M.A.E. che toccano direttamente le nostre comunità, al pagamento dell'ICI, alla programmata ristrutturazione della rete consolare, che sarà drammatica qualora fosse messa in funzione con chiusure di Consolati ed Ambasciate.
L'attuale periodo economicamente difficile (ma quando mai l'Italia ha avuto periodi facili ??) non giustifica l'attuale politica del Governo nei confronti delle nostre comunità residenti all'estero. 
Se ci devono essere dei tagli o risparmi, questi devono avvenire con criteri d'equità per tutti, con lungimiranza e concetti comprensibili, colpendo effettivamente quelle sacche di sprechi e profittazioni che ancora oggi sono vigenti e che furbescamente qualche burocrate della Farnesina, per salvare i propri privilegi, cerca di far pagare alle nostre collettività.   
Nonostante ciò, mi auguro che il Sottosegretario Sen. Mantica ci ripensi e riconosca che questa comunità di Italiani nel mondo è una ricchezza inestimabile e un'opportunità unica per il Sistema Italia. Occorre solo sapere valutarla: non vale davvero la pena, per una manciata di euro, fare terra bruciata e abbattere ogni ponte! In questo modo si crea solo tanta delusione, disagi e sconquassi, che lasceranno tracce pesanti, difficili da cancellare, con conseguenze deleterie non solo per gli Italiani all'estero, ma anche per l'Italia stessa.

Lucio Albanese
Presidente CTIM Germania

COMMEMORIAMO LA GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

Il Coordinatore Europeo CTIM, Oreste Motta, invita i  soci e amici del CTIM in Europa ad attivarsi:

Cari amici, gia’ da mesi ci stiamo attivando, affinché l’ 8 Agosto - Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel Mondo, istituita e patrocinata dal Ministro per gli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia – venga commemorato nel modo più degno e consono possibile.

Allego copia del Decreto, voluto e coofirmato dal nostro Segretario Generale, con cui nel 2001 venne istituita tale ricorrenza ufficiale.

Vi prego di ricordarla, inviando o consegnando personalmente il testo di tale Direttiva, affinché i vostri signori Consoli e l’Amministrazione dello Stato ne prendano visione e onorino insieme a voi questa rimembranza che ci tocca così da vicino.

Potreste, assieme alle Istituzioni, organizzare una manifestazione nei luoghi consolari, osservando, ad esempio, un minuto di silenzio, o innalzando una nuova Bandiera italiana (al posto di quelle consunte esposte in molte sedi), o esponendo un album con la raccolta delle firme del connazionale che usufruisce dei servizi statali.

Il sacrificio del lavoro italiano all’estero deve essere sottolineato da tutti noi, giacché ognuno di noi ne è stato toccato personalmente. Noi siamo stati i testimoni e dobbiamo dare la necessaria valutazione.

RingraziandoVi, con cordialità Vi saluto.

Oreste Motta

 


COMUNICATO STAMPA C.T.I.M. FRANCONIA – 16.07.2009

La razionalizzazione dei Consolati è lontana dalla realtà

Sto leggendo in questi giorni un libro su Camillo Benso Conte di Cavour, protagonista del Risorgimento nella veste di capo del governo del Regno di Sardegna e, successivamente, in quella di primo Presidente del Consiglio del Regno d'Italia. Senza la pazienza, tenacia, abilità diplomatica e lungimiranza di questo grande politico probabilmente l’Italia non sarebbe mai giunta all’unificazione del 1861.

Leggendo questo testo mi chiedo come gli attuali politici italiani possano, nella maggioranza dei casi, essere così poco pazienti, così poco tenaci, così poco abili in diplomazia e così poco lungimiranti. A dire il vero li definirei proprio miopi, come ha già fatto il Gruppo Consiliare dell’Unione Cristiano Sociale di Norimberga in una recente presa di posizione.

In Germania si vogliono smantellare ben 4 Consolati o agenzie Consolari e far tabula rasa , sostituendo i Consolati tradizionali con quelli digitali. A prima vista un progetto moderno, addirittura di assoluta avanguardia, che dovrebbe consentire la gestione di ogni tipo di dati tramite una piattaforma informatica. E qui sorgono i tre problemi a mio avviso più evidenti: il primo consiste nel fatto che non ci risulta – fino ad oggi – alcun tipo di sperimentazione valida e prolungata di questo Consolato digitale, il secondo che lo scambio informatico dei dati tra il Ministero degli Esteri e quello degli Interni è in effetti tuttora limitato ai periodi pre-elettorali ed è altrimenti affidato ai buoni e vecchi supporti cartacei.

Il terzo e più grande problema mi sembra essere infine quello dell’italiano anziano, poco o per niente abituato all’uso dei mezzi elettronici moderni, che dovrebbe fare richiesta di passaporto tramite il computer o richiedere notizie sullo stato della sua pratica di pensione tramite un terminal. Auguro a tutti questi cittadini italiani buona fortuna, ma dubito che questa possa essere una via agibile per la nostra comunità all’estero nell’immediato futuro ed anzi nel prossimo decennio.

Molto volentieri sarei inoltre presente all’audizione che l’onorevole Mantica vorrebbe tenere al Parlamento europeo su questo nuovo progetto. Vorrei sentire quello che riferirà sull’accessibilità del sistema da parte degli utenti o sulla percentuale di nuclei familiari che potranno veramente usufruirne a breve termine. L’importante non è il progetto teorico, ma la sua fattibilità al momento inesistente, gentile Sottosegretario agli Esteri!

E, siccome stiamo parlando di Germania, voglio sottolineare l’apporto dato all’economia italiana dai turisti germanici.  Mi permetto di citare da un articolo del Sole 24ore del 09.02.2008: “La Germania è stata il tradizionale bacino turistico dell'Italia, pari a circa un terzo del totale. Secondo le stime dell'Agenzia Onu per il turismo (UnWto) i tedeschi sono il popolo che spende di più per i viaggi in Europa: 75 miliardi di dollari, pari al 10% dell'intera spesa mondiale, con un tasso di crescita del 3% all'anno in media. … Ogni anno un tedesco spende in media almeno mille euro per viaggi e vacanze contro i 300 euro di un italiano. Per l'Italia (stime Dresdner Bank e Banca d'Italia) i turisti tedeschi costituiscono un mercato del valore di circa 6,5 miliardi di euro.”

Sembra che di queste stime e di queste ricerche i nostri politici non abbiano mai sentito nulla. Dalla Baviera e dalla Franconia proviene, per motivi geografici, il maggior numero di turisti tedeschi in Italia. Proprio in Franconia l’Italia vuole tuttavia rinunciare del tutto alla sua presenza istituzionale,  chiudendo un Consolato che tradizionalmente rappresenta un’antenna della tanto decantata civiltà italica.  Dove rimangono il made in Italy, la visibilità pubblica di uno degli stati del G8, la flessibilità e capacità di far fronte ad ogni situazione che dovrebbero – a detta di alcuni politici – far parte del DNA degli italiani?

Mi permetto di concludere con una frase del sopra citato Cavour. Egli ebbe a dire: “Non v'è principio, per quanto giusto e ragionevole, il quale, se lo si esageri, non possa condurci alle conseguenze più funeste.” In riferimento alla situazione attuale la frase suonerebbe come segue: “Non c’è risparmio , per quanto giusto e ragionevole, il quale, se lo si esageri,  non possa condurci all’annullamento dell’italianità all’estero.”

Da qui il mio appello ai politici italiani di rivedere il piano di ristrutturazione della rete consolare italiana e riflettere sulle sue conseguenze.

Lucio Albanese, Presidente CTIM Germania (in centro nella foto)


 

SOLIDARIETA' DEL COMITATO TRICOLORE DI STOCCARDA ALLE COMUNITA' COINVOLTE NELLA CHIUSURA DELLE SEDI CONSOLARI 

 

A nome dell'Esecutivo della Federazione di Stoccarda del CTIM-Bruno Zoratto e di tutti i suoi iscritti, esprimo la mia più convinta, piena solidarietà a quelle comunità coinvolte direttamente nel piano di smantellamento della rete consolare.

Questa penalizzazione ci tocca tutti: la rappresentanza consolare non é un optional, ma il servizio pubblico che avvicina il cittadino allo Stato e deve essere caso mai rafforzato, cambiando strategie, come ad esempio l’assunzione di personale in loco al posto dell’impiegato metropolitano.

Considerando che il costo di un impiegato assunto localmente è di parecchio inferiore a quello di un impiegato di ruolo inviato da Roma, in quanto verrebbero a mancare le indennità di servizio all’estero (indennità di sistemazione, contributo spese abitazione estera, aumenti per situazione di famiglia, rimborsi spese viaggio, trasloco, ecc.), risulta evidente che il risparmio sarebbe enorme. 

Ci si chiede perché a pagare siano sempre i cittadini residenti all'estero, costretti a dei disagi non indifferenti, come le giornate di tempo perse per via delle grandi distanze nel raggiungere il consolato più vicino. 

La chiusura dei Consolati non è certo la maniera più idonea per tagliare spese in esubero: le conseguenze sarebbero drammatiche, non solo per le comunità interessate, ma anche per gli interessi dello Stato italiano (vedi scambi politici, culturali, ecc.)

Il CTIM di Stoccarda aderisce pienamente all'azione incisiva, al di sopra delle parti politiche, promossa dal suo Segretario Generale On. Mirko Tremaglia, che ha preso una posizione ben chiara e definita contro questo proposito così dannoso per la nostra comunità all'estero, e apprezza e condivide qualsiasi azione democratica, atta a fermare la chiusura di consolati, facendosi esso stesso promotore di tali iniziative - vedi Norimberga.
Consapevoli che questa nostra rimostranza va al di là delle convinzioni politiche, gridiamo la nostra protesta contro tutti coloro che si stanno rendendo responsabili di una decisione così miope, sollecitandoli a rivedere le loro posizioni e progetti, trovando una soluzione equa che possa soddisfare l'utente italiano all'estero e, nel contempo, ridurre il deficit nella spesa pubblica: proposte valide ed efficaci ve ne sono!

 

Giancarlo Larosa, Presidente CTIM Stoccarda

 


CHIUSURA CONSOLATI -  Intervista a MOTTA (CGIE-CTIM)

IL CTIM CHIAMATO A RACCOLTA PER CONTRASTARE IL PIANO DEL MAE  

ROMA\ aise\ - "Ho chiamato a raccolta tutti i Comitati tricolore d’Europa. Di fronte al piano elaborato dal Ministero degli esteri nessuno può rimanere con le mani in mano". È risoluto Oreste Motta, Coordinatore Europeo del Ctim e consigliere del Cgie, che all’Aise conferma l’organizzazione di manifestazioni di protesta in tutta Europa contro il piano di razionalizzazione della rete consolare presentato dal sottosegretario Mantica lo scorso 10 giugno di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.

D. Consigliere come e dove organizzerete la vostra azione di protesta?
R. Guardi, lo "smantellamento" della rete consolare prevede, solo per l’Europa, la chiusura di ben 12 istituzioni che interessano oltre 400.000 italiani residenti. Organizzeremo proteste in ognuna delle città colpite. È chiaro che ci aspettiamo il sostegno di tutti: le fazioni e i distinguo di parte, come ha ricordato mercoledì scorso Mirko Tremaglia non hanno ragion d’essere in questi frangenti". Organizzeremo manifestazioni in tutte le città interessate, anche nei cosiddetti "luoghi riceventi", cioè nei Consolati dove verranno dirottati gli utenti di quelli che chiuderanno. Dobbiamo far sapere al Mae che chi sarà costretto a servire decine di migliaia di altri italiani in più non ha né i mezzi, né gli uffici sufficienti per farlo. Ai nostri aderenti abbiamo chiesto di coinvolgere Borgomastri e Sindaci, così come già stanno facendo le comunità di Norimberga e di Saarbrücken.
D. Nell’audizione del 24 giugno il sottosegretario Mantica ha ricordato che il piano non è mosso solo dal risparmio, ma che da chi si oppone vorrebbe "soluzioni concrete". Voi che proponete?
R. Si potrebbe razionalizzare davvero assumendo, ad esempio, più impiegati con contratto di lavoro locale. La loro quota negli uffici potrebbe – con grande risparmio - essere portata al 70& sul totale degli operatori, raggiungendo e superando così i livelli del Regno Unito, ora al 65%, o della Francia al 64%. La cosa importante, per cui noi ci batteremo, è che i cittadini italiani residenti a Genk, Liegi, Mons, Lille, Mulhouse, Mannheim, Saarbrücken, Norimberga, Amburgo, Manchester, Losanna, Coira continuino ad usufruire dei servizi amministrativi-burocratici nella loro città così come i connazionali residenti in Italia, che non si trasferiscono a 400 km., o più, per un rinnovo di carta d’identità o per deporre un certificato di nascita dei propri figli.
D. Ma secondo il Piano della Farnesina a colmare le distanze ci penserebbe il "Consolato digitale".
R. Non credo si la soluzione, perché il "Consolato digitale" adesso non esiste se non a livello sperimentale, come ad esempio a Bruxelles, dove però, a quanto ne so, ancora non funziona e questo nonostante le somme investite. Noi non vogliamo aspettare mesi per un semplice documento. La "rete informatica per consolati" di cui parla Mantica è una richiesta che noi facciamo da tempo, ma essa, per funzionare bene, presuppone una struttura radicata sul territorio, cioè è solamente un mezzo per far lavorare meglio gli impiegati e magari lasciar loro il tempo di rivolgersi al cittadino con un sorriso.
D. Durante le due audizioni in Parlamento, sia deputati che senatori hanno ricordato che i Consolati non "servono" solo ai connazionali, ma a tutto il "Sistema Italia".
R. Ma è chiaro. Basti pensare alle reazioni che abbiamo registrato da parte delle autorità locali come quella del Saarland: le Autorità tedesche sono con noi; hanno ben presente i benefici per entrambi i gruppi della popolazione residente: i vantaggi economici ma anche culturali, occasioni di incontri pubblici, che muovono gente, interessi ed attrazioni di alto livello sociale e culturale per le città in cui è insediata l’Istituzione consolare. I tedeschi sono in prima fila con noi. (m.c.\aise)


NO ALLO SMANTELLAMENTO DELLA RETE CONSOLARE

Lettera del Coordinatore Europeo ai Presidenti COMITES in Europa

Gentili Presidenti Comites in Europa, cari amici del CTIM in Europa,

in considerazione dell’elevato numero di consolati italiani nel mondo che sono in predicato di essere chiusi, dobbiamo da subito contrastare con forza il piano di smantellamento della rete consolare, che prevede, solo per l’Europa, la chiusura di ben 12 Istituzioni che interessano oltre 400.000 Italiani colà residenti.

Tutte le proteste che si organizzeranno nelle città colpite dovranno essere sostenute, indipendentemente da chi le indice: le fazioni e i distinguo di parte non hanno più, in questo frangente, ragione di essere.

Razionalizzazione sì, ma partendo dall’assunzione di più impiegati con contratto di lavoro locale. La loro quota negli uffici potrebbe – con grande risparmio - essere portata al 70 per cento sul totale degli operatori, raggiungendo e superando così i livelli del Regno Unito (65 per cento) o della Francia (64 per cento).

I cittadini italiani residenti a Genk, Liegi, Mons, Lille, Mulhouse, Mannheim, Saarbrücken, Norimberga, Amburgo, Manchester, Losanna, Coira vogliono continuare ad usufruire dei servizi amministrativi-burocratici nella loro città così come i connazionali residenti in Italia, che non si trasferiscono a 400 km., o più, per un rinnovo di carta d’identità o per deporre un certificato di nascita dei propri figli.

La soluzione non passa attraverso il “Consolato digitale”, poiché non esiste se non a livello sperimentale, come ad esempio a Bruxelles, dove però non funziona nonostante le ingenti somme investite, creando lunghe attese e difficoltà nei prenotamenti.

Il CTIM non vuole fare aspettare i cittadini tre o quattro mesi per ricevere “una finestra di tempo” per potersi presentare in Consolato a sbrigare una semplice iscrizione AIRE.

La “rete informatica per consolati” - per usare le parole del Sottosegretario Mantica – è da tempo immemorabile una richiesta nostra e di tutta la comunità italiana in Europa, ma non è il toccasana che motivi la falcidia dei luoghi e delle strutture. È solamente un mezzo per lavorare meglio e lasciar tempo all’impiegato di rivolgersi al cittadino anche con un sorriso.

La lotta, che sarà sempre civile, deve essere intrapresa nelle città menzionate di chiusura; là bisogna trovare lo “zoccolo duro” delle rimostranze. Anche nei cosiddetti “luoghi riceventi” devono essere organizzate manifestazioni di solidarietà con le comunità colpite; occorre far sapere che chi sarà costretto a servire decine di migliaia di altri Italiani non ha né i mezzi, né gli uffici: gli edifici sono, ed erano già nel passato, insufficienti per il normale disbrigo.

Coinvolgete i vostri Borgomastri e Sindaci, come sta facendo molto bene la comunità italiana di Norimberga, che sta opponendosi alla chiusura del proprio Consolato, manifestando assieme al Primo cittadino Ulrich Maly.

Anche gli Italiani del Saarland (sempre in Germania), con Saarbrücken in testa, hanno da tempo chiesto l’intervento del loro Ministro Presidente Peter Mueller, che si è mosso prendendo posizioni nette, inconfutabili a favore del Consolato italiano di quel capoluogo.

Stimati connazionali, le Autorità tedesche sono con noi; hanno ben presente i benefici per entrambi i gruppi della popolazione residente: i vantaggi economici (più posti di lavoro, più stipendi, più giro d’affari) ma anche culturali, occasioni di incontri pubblici, che muovono gente, interessi ed attrazioni di alto livello sociale e culturale per le città in cui è insediata l’Istituzione consolare.

I Tedeschi sono in prima fila con noi, è chiaro! Ovunque si è contro questa annunciata, irrazionale smobilitazione.

Ieri, giovedì 25 giugno 09, è intervenuto senza peli sulla lingua anche l’On. Mirko Tremaglia presso il Governo, controbattendo con forza a questo insensato disegno. Quando era lui Ministro per gli Italiani nel Mondo non è avvenuta nessuna chiusura di consolati all’estero.

Quindi, andiamo avanti in questo senso, poiché tanti sono gli alleati e tanti sono coloro che resistono contro questa annunciata falcidia, immotivata sia umanamente, che economicamente.

Con cordiali saluti.


Il Coordinatore Europeo invita a votare per il referendum:


Gentili soci ed attivisti del CTIM in Europa,
dato che molti di voi ci chiedono istruzioni su come votare per i tre referendum abrogativi che qui in Europa ricevete sotto forma di votazione per corrispondenza, comunichiamo che in merito non possiamo dare indicazioni di voto.

Vi raccomando di VOTARE, in modo da dimostrare l’impegno civile di noi italiani residenti all’estero, e di inviare al più presto al vostro Consolato la busta affrancata nella quale avrete inserito il tagliando elettorale e la busta piccola bianca (sigillata) contenente le schede votate.
Le buste devono pervenire ai consolati di vostra competenza entro le ore 16:00 di GIOVEDI’ 18 GIUGNO 2009. Eventualmente, potete anche imbucarle voi stessi nelle caselle postali consolari apposite.
SE NON AVETE RICEVUTO IL PLICO (bustone bianco, formato DIN4) NON SIETE IN ORDINE CON L’A.I.R.E. Dovete pertanto recarvi subito al Consolato per verificare la vostra posizione anagrafico-elettorale e provvedere alla sua attualizzazione.
Se avete problemi, telefonatemi (+49 711 207117)!
Cordiali saluti.


Cordoglio per la scomparsa di Rino Zandonai
Il Consigliere CGIE e Coordinatore Europeo dei CTIM Oreste Motta ha inviato al Presidente dell'Associazione Trentini nel mondo di Stoccarda Luciano Zeni una lettera di cordoglio per la scomparsa di Rino Zandonai.
Gentile Presidente, Stimata Associazione,
Il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo partecipa commosso alla perdita del vostro stimato Direttore Rino Zandonai.
Ricordiamo la sua grande sensibilità per i conterranei emigrati, ma anche per tutti gli italiani che incontrava durante i suoi viaggi, l’impegno e la passione con cui operava per l’Associazione. Lo dimostrano anche le tappe, le riunioni e le relazioni con la comunità trentina del Paranà intraprese durante il suo lungo – e ultimo – viaggio in Brasile.
Il nostro ricordo e pensiero va anche agli altri scomparsi, tra cui i suoi compagni di viaggio Giambattista Lenzi e Luigi Zortea.
Il nostro sincero cordoglio e la nostra solidarietà va a tutti i loro familiari. 
Oreste Motta

Avanti con l'associazionismo

Lettera del Coordinatore Europeo, Oreste Motta, ai soci del CTIM in Europa:

Gentili Dirigenti, Soci ed Attivisti del Comitato Tricolore,

ho partecipato recentemente ai lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) tenutisi nella parte finale: assemblea plenaria alla Farnesina.

Durante la seduta di giovedì 14 maggio è intervenuto il nostro Segretario Generale, On. Mirko Tremaglia, con un discorso in sintonia con il movimento dell’emigrazione italiana nel mondo, di comprensione e condivisione per le aspirazioni di un avvenire migliore per gli immigrati che cercano onestamente fortuna e spesso scampo alla loro miseria sul territorio italiano: “…il Mediterraneo non deve diventare un’ecatombe di persone umane; la nostra storia di popolo di emigrati ce lo proibisce!...”.

Un discorso assai applaudito da tutti i consiglieri del CGIE. Inoltre, l’On. Tremaglia - sostenendo la rappresentanza voluta con tanta caparbietà da tutti noi del CTIM, da lui nominato in assemblea, espressa dai Comites, dal CGIE e dai 18 parlamentari - ha dato sprono e sostegno politico a tutto il Consiglio. Il CGIE in questa sessione, nella mattinata di venerdì 15 ha chiesto, in un ordine del giorno, le dimissioni del Sen. Alfredo Mantica da Delegato del MAE per gli Affari delle nostre comunità all’estero, per incompatibilità verso gli italiani residenti oltre confine, che non si sentono da lui né difesi, né ascoltati.

Quindi, portandovi il caloroso saluto del “Decano della Camera dei Deputati” On. Mirko Tremaglia, vi invito a continuare il vostro lavoro nell’associazionismo: il CTIM è stato l’alveo, dove gli emigrati hanno trovato e trovano solidarietà, comunanza ed alleati sui problemi concreti (come la difesa della rete consolare) nonostante le divisioni partitiche.

La linea politica tracciata dal Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini, e dal nostro Segretario Generale, On. Mirko Tremaglia, e perseguita da 14 anni non è in contrapposizione al Comitato Tricolore: la partitocrazia non ci deve né dividere, né far polemizzare all’infinito.

Andate avanti incontrandovi, facendo socialità, aprendo i vostri circoli ai giovani e alle donne, poiché le proposte di riforma dei Comites e CGIE li riguarderanno sempre di più. L’associazionismo è stata la prima forma di partecipazione che dobbiamo sempre sentire nostra.

Con cordialità.


 

Lettera del 22.5.09 del Coordinatore Europeo Oreste Motta alla Ministro Plen. Carla Zuppetti, Direttrice DGIT, sulle decurtazioni dei capitoli di bilancio 3121 e 3105

 

Gentile Direttrice,

 

come avrà sentito durante i lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, ho commentato in modo veemente e critico la falcidia del Capitolo di Bilancio dello Stato 3121 che riguarda i fondi per l’assistenza diretta che i Consolati riceveranno nel 2009.

 

Ciò che mi ha più colpito è l’aver constatato, dalle tabelle distribuite, che il Consolato Generale d’Italia in Stoccarda, assieme all’Agenzia consolare di Mannheim, verranno dotati di soli 75.000 euro contro i 133.000 euro elargiti nel 2008: una decurtazione del 44 per cento!

 

Ciò è un taglio drammatico e, per di più, in controtendenza per due comunità numerosissime, colpite da una grave crisi economica. Infatti, per tutta la Germania la decurtazione è solo del 18%, mentre per l’Europa in generale è appena dell’8%.

 

Com’è possibile una disparità così eclatante? Com’è spiegabile che una comunità minore e più inserita come quella di Francoforte sul Meno riceverà un accreditamento di 108.150 euro, decurtata, rispetto all’anno precedente, di un solo 2%?

 

Gentile Ministro, Le voglio rammentare, inoltre, che anche l’assistenza indiretta verrà quasi per esteso decurtata nella circoscrizione consolare di Stoccarda, agenzia consolare di Mannheim compresa. Infatti, come annunciato nel pomeriggio di martedì 12 maggio, allorché si è discusso su tale tema, l’assistenza indiretta prevista dal capitolo 3105 sarà, per i sodalizi in Europa, diminuita del 58%.

 

Le voglio, con questa mia lettera, menzionare che il Comitato di assistenza per gli italiani della circoscrizione consolare di Stoccarda CAIS, Lenzhalde 69, 70192 Stoccarda, opera anche per l’Agenzia consolare di Mannheim.

 

Rammento qui per sommi capi che tale sodalizio, fondato dalla maggioranza delle associazioni nazionali e dei patronati di emigrazione, ha agito da sempre in consonanza e in collaborazione con gli Uffici consolari della zona in maniera proficua e di grande trasparenza.

 

Ha inoltre, sempre su suggerimento delle superiori Autorità, lavorato senza disperdere nessuna parte del contributo, suddividendola tra minuscoli sottogruppi, come qualche sprovveduto voleva, ma operato in modo virtuoso, con una sola sede amministrativa, un solo addetto alla segreteria, mentre tutti gli altri 24 componenti del Comitato CAIS hanno sempre lavorato a titolo gratuito e da volontari, sia nella vasta periferia - grande come 4/5 della Regione Lombardia, tanto per darLe un’idea – che nelle carceri, dove sono reclusi i nostri sfortunati connazionali, o nelle case di riposo dove alloggiano i nostri anziani.

 

Il CAIS, ente morale, riconosciuto perfino dalle Autorità fiscali tedesche, non può essere distrutto dopo anni e anni di lavoro svolto anche in sostituzione dello Stato italiano, giacché questo non poteva, per via di accordi internazionali o per “savoir faire” diplomatico, adire le vie legali per difendere i nostri italiani espulsi dal Land Baden-Württemberg. Si rivolgeva, pertanto, a questo sodalizio, affinché patrocinasse e mettesse fondi a disposizione di questi nostri connazionali per salvaguardarli dall’onta delle espulsioni: gli allontanamenti di italiani a livello del Land erano, negli anni ottanta e novanta, nell’ordine di 200-300 unità per anno.

 

Vuole ora il Governo, l’Amministrazione dimenticarsi di questa tragedia mitigata e poi risolta anche e soprattutto da questo Comitato di assistenza?

 

Il CAIS continua a proteggere i giovani italiani, nati e cresciuti qui, dall’allontanamento coatto, sentenziato ancora oggi dai tribunali del Land Baden-Württemberg e, quindi, dallo sradicamento dal loro ambiente naturale, solo perché tossico-dipendenti.

 

Il CAIS continua a mettere a disposizione i suoi uffici, come nel passato, anche per chi vuole integrarsi, ma non ha i soldi per acquisire la doppia cittadinanza. Traguardo che sia l’Ambasciata che il Governo vuole perseguire, per il riscatto completo della nostra emigrazione in questo Land tedesco.

 

Gentile Dottoressa Zuppetti, io ho un filo di speranza, ricordandomi quanto da Lei sostenuto: “…cercherò di allocare al meglio, assieme ai pareri delle ambasciate, vedendo la dislocazione logistica dei comitati, le giustificazioni per mantenerli, indicate anche dal loro lavoro... ridistribuzione delle risorse…” che non potrà altro che recuperare il MISFATTO operato sul capitolo 3121 per la circoscrizione consolare di Stoccarda e Mannheim.

 

RingraziandoLa anticipatamente, Le invio cordiali saluti.

Oreste Motta


 IL Coordinamento Europeo del CTIM indice una campagna di solidarietà per l'Abruzzo  sostenendo la Protezione Civile Nazionale

Il Coordinatore Europeo del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) e Consigliere CGIE Oreste Motta, in merito alla raccolta di fondi per i terremotati della Regione Abruzzo, ha deciso di appoggiare l'iniziativa del Presidente del CTIM-Germania Lucio Albanese (vedi lettera allegata) di aderire alla raccolta mobilitando soci, simpatizzanti, parenti e amici, pubblicando e diffondendo i numeri dei conti correnti del Dipartimento della Protezione Civile che i Consolati d'Italia interpellati hanno indicato per i versamenti.
Il CTIM-Europa ha deciso di sostenere direttamente la Protezione Civile per motivi di trasparenza e per non essere coinvolto in polemiche strumentali sull'uso dei fondi raccolti, evitando così la dispersione che verrà prodotta con le centinaia e centinaia di iniziative con propri conti correnti, che porteranno ad un frazionamento e parzialità degli interventi.

Lettera del Presidente del CTIM-Germania, Lucio Albanese:
 
SOLIDARIETÀ  DEGLI  ITALIANI  IN  GERMANIA A  FAVORE  DEI  TERREMOTATI  IN  ABRUZZO
 
Caro socio, amico e connazionale,

il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) di Germania, profondamente toccato dal violento terremoto che ha messo in ginocchio l’Abruzzo e causato tante vittime, si è mobilitato sul territorio della Repubblica Federale Tedesca facendo appello a tutte le Federazioni, Sezioni e Circoli del CTIM in questo Paese di impegnarsi nella campagna di aiuto a favore e sostegno della popolazione colpita dal sisma.
In seguito alle numerosissime richieste di connazionali, che chiedono come e dove far giungere ai terremotati un loro contributo, abbiamo preso contatto con i Consolati locali, che ci hanno reso noto alcuni conti correnti bancari attivati dal “Dipartimento della Protezione Civile” per le donazioni in favore della popolazione abruzzese.
Indichiamo pertanto qui a seguito i vari conti, con le relative coordinate bancarie, sui quali potete versare direttamente il vostro contributo:
 
1) Intestare a: Protezione Civile Nazionale – Causale: Emergenza Terremoto l’Aquila
C/C Codice IBAN: IT 72U0 300 20520 7000  4011 24 180
SWIFT o BIC: BROMITR 1708
presso UNICREDIT BANCA DI ROMA - Agenzia Roma, Cavour B
                                    
2) Intestare a: Protezione Civile Nazionale – Causale: Emergenza Terremoto l’Aquila
C/C Codice IBAN: IT 23X030 69050 391 0000 0000 140
SWIFT o BIC: BCITITMM
presso INTESA SAN PAOLO – Filiale Roma 06787
 
3) Intestare a: Regione Abruzzo – Causale: Donazioni per il Sisma
C/C Codice IBAN: IT 69L 030 0215 3000 0041 0000 000
SWIFT o BIC: BROMITR 1755
presso UNICREDIT BANCA DI ROMA – Agenzia di Teramo 00775, Martiri della libertà
 
4) Intestare a: CGIE – Causale: Pro Terremotati Abruzzo
C/C Codice IBAN: IT18 F010 0503 3790 0000 0001 000
SWIFT o BIC: BNLIITRR
presso Ag. 6379 ROMA – MINISTERO AFFARI ESTERI
 
Si informa inoltre che sono stati instaurati due numeri del Dip. Protezione Civile a Roma, dove si può chiamare direttamente: 0039 06 68203229  e  0039 06 68201.

Contiamo sulla vostra solidarietà; facciamo sentire anche dall’estero la nostra vicinanza ai connazionali abruzzesi, che hanno bisogno del nostro aiuto e sostegno economico; anche un contributo minimo può aiutare una persona in difficoltà.
Ringraziamo in anticipo tutti coloro che, utilizzando il vaglia bancario per i versamenti sui conti sopraindicati, vorranno contribuire al successo di questa iniziativa. Siamo a vostra disposizione con suggerimenti, consigli e aiuti pratici.
Un cordiale saluto e ringraziamento.

 

Serata di beneficenza per il CAIS

 

Venerdì 24 aprile 2009 alle ore 20:00 in occasione della Fiera “MONDO ITALIA”

avrà luogo una serata dedicata alla collettività italiana “Insieme per tutti noi”, durante la quale vi sarà anche l’estrazione di una grande tombola, il cui ricavato sarà devoluto al CAIS, Comitato di Assistenza per gli italiani della circoscrizione consolare di Stoccarda.

 

Il biglietto di entrata, che si può prenotare anche al Consolato comprende l’ingresso alla Fiera per tutta la giornata di venerdì, lo spettacolo e il Buffet.

 

Vi invitiamo a partecipare numerosi a questa importante serata, per dimostrare la vostra solidarietà ai connazionali meno abbienti e bisognosi e sostenere il Comitato di Assistenza in questo momento di grande difficoltà.

 

Tra le tante attività intraprese, il CAIS ha lottato e lotta con successo contro le espulsioni, la tossico-dipendenza dei nostri ragazzi, organizza visite ai carcerati italiani, aiuta le ragazze-madri, sostiene chi si trova in grave stato di difficoltà.

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La Solidarietá nel DNA della nostra gente

L’ occasione era da non perdere, é il momento propizio, fatto  stá che l’evento di Mondo Italia presso la Nuova  Fiera a Stoccarda , ha dato modo venerdí 24 aprile attraverso una Serata per la comunitá italiana in favore delle famiglie italiane che versano in situazioni economiche disagiate, di una grande azione di Solidarietá, da parte degli italiani e dei tedeschi intervenuti ,partecipando a una lotteria  tenutasi in serata. Un  particolare merito bisogna riconoscerlo alle persone che si sono prodigate affinché

„INSIEME PER TUTTI NOI“ potesse svolgersi e completarsi con un successo, l`elenco delle persone da citare potrebbe essere lungo ,se dovessimo elencare tutte le associazioni locali che  rappresentano il CAIS „ Comitato di Assistenza Italiani Stoccarda“, basta in sintesi dire che il Presidente in carica Mario Cusolo ha concretizzato con il suo lavoro la proposta  nata e approvata nell’ultima assemblea. Una menzione di rilievo merita  il personale del  Consolato Generale d`Italia intervenuto , e il Console Dott. Faiti Salvatore che ha creduto nella bontá del progetto e ha messo a disposizione „ uomini e mezzi“ contribuendo in parte alla riuscita   della serata. In ultimo ma non meno importante va citata la Publitour, societá organizzatrice dell’ evento Mondo Italia, per aver  concesso nel suo programma promozionale , spazio anche  ai  problemi sociali ,  rilevante é stata tra l’altro  la sensibilitá  dimostrata dal suo Presidente Dott. Paolo Esposito che non si é fermato solo nell’ offrire premi per la lotteria ma é andato oltre  devolvendo l`incasso  ricavato dai biglietti d’entrata alla fiera, in favore dell’ iniziativa.

L’evento Mondo Italia di per se é stato per tanti calarsi per qualche giorno, dal 22 al 26 aprile nell’ atmosfera tutta italiana fatta di tante cose buone da mangiare con i  suoi prodotti tipici regionali, ma anche un lustrarsi gli occhi nel nome del Made in Italy , fatto di prodotti sia  industriali che artigianali di prim’ordine e un parco auto presente alla fiera che sfidava con il design di qualche auto qualsiasi fantasia o sogno. Per passare poi ad illustrare attraverso gli stand, delle bellezze delle nostre contrade, tra natura incontaminata e luoghi turistici di tutti i generi che vanno dalle terme, ai monti e alle spiagge assolate per finire alle vacanze divertimento che interessano tanto la nostra gioventú.Particolare spazio ha trovato nella manifestazione oltre alla solidarietá per situazioni locali anche uno stand per il terremoto in Abbruzzo a cui va tutta il nostro pensiero e l’augurio che questa regione possa risollevarsi al piú presto dalla catastrofe subita.

La mostra giá alla sua terza edizione si é dimostrata nel suo complesso un grande successo per modi é tempi organizzativi, oltre ad essere per il pubblico tedesco che ha risposto numeroso, nonostante il periodo di crisi globale,al richiamo molto sentito per l’offerta che il nostro paese puó dare in tutte le sue componenti che vá dall’ospitalitá e il suo stile di vita al paesaggio di per sé unico, all`attrazione che solo e soltanto le nostre regione nelle diverse caratteristiche sanno presentare.

Giancarlo Larosa


 

La scrittrice JULI PISCEDDA ospite a RADIO X del C.T.I.M. di Francoforte sul Meno
 
 
LUNEDI' 20 APRILE, alle ore 19:00, andrà in onda il prossimo appuntamento radiofonico del Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo (CTIM) di Francoforte sul Meno.
 
La trasmissione, ideata e gestita dai fratelli Massimo e Damiano Demasi, avrà la durata di un'ora durante la quale verrà offerta agli ascoltatori -che potranno intervenire in diretta- una panoramica di notizie, fatti e curiosità in lingua italiana, e naturalmente musica.
L'ospite di questa puntata sarà la giovane scrittrice, JULI PISCEDDA, che ha recentemente pubblicato una raccolta di poesie "LOTTA PER I TUOI SOGNI".

La trasmissione si potrà ascoltare alla radio, in diretta dallo studio di RADIO X sulla frequenza 91,8 FM - oppure in internet: http://www.radiox.de/Live (cliccare poi su:Zum MP3-Livestream von radio x)
 
CTIM-PRESS

Un grande momento fondativo

ANCHE PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Abbiamo vissuto un grande momento di unità, ci siamo ritrovati a Roma guardandoci intorno un pò smarriti nella grande massa dei delegati. Erano tanti, un’invasione di gente entusiasta, consapevole di partecipare ad uno straordinario evento fondativo, anche per gli italiani all’estero.

Un partito nuovo, che tuttavia affonda le sue radici nei valori tradizionali che hanno sempre legato i moderati, libertà nel rispetto del vicino e dell’avversario, economia solidale, efficienza scevra da ideologie, concretezza di obiettivi.

In questo mare di entusiasmo ci siamo cercati, noi delegati degli Italiani all’estero del Comitato Tricolore. Ci siamo ritrovati uno ad uno, orgogliosi di partecipare ad un momento esaltante di fondazione di un partito che sta guidando il Paese ad uscire da una crisi difficile, vissuta con grande sacrificio in ogni parte del mondo.

Un momento esaltante, ma vissuto con sofferenza, nel ricordo di mille battaglie nel nome dell’italianità, della difesa di lingua, cultura, scuole, nell’affermazione di principi di convivenza, nel sostegno dei connazionali e delle associazioni che nel mondo li rappresentavano, cercando sempre di essere al disopra delle divisione e delle ideologie, nel nome e nel ricordo dell’Italia.

L’insegnamento di Tremaglia, la sua battaglia infine vincente, la sua volontà di non essere mai uomo di parte, di ascoltare ogni voce, ha ispirato la nostra condotta, anche in scelte sofferte come in questo Congresso, confortati dalla sua guida equilibrata.

Ha prevalso una grande volontà costruttiva, di dialogo, di condivisione di obiettivi all’interno di una organizzazione politica che vuole essere promotrice di un profondo cambiamento ma che non perde di vista le proprie radici.

I nostri obiettivi non sono mutati: continueremo a dedicare la nostra attività a beneficio dei connazionali all’estero, nella certezza che alla notte non può seguire che l’alba. Lo faremo con umiltà, combattendo le nostre battaglie con spirito positivo, senza cogliere ogni utile occasione per denigrare Paese e governo nazionale, a considerarci e a vivere orgogliosamente da italiani.

Continueremo a cercarci, a mantenerci in contatto, a fare rete, per fornire il nostro contributo a questo grande momento fondativo in un partito cui chiediamo di valorizzare la nostra eredità storica ed il valore delle nostre scelte e delle nostre idee.

In definitiva continueremo a lavorare per essere parte attiva di questa grande sfida politica come Italiani all’estero, chiediamo di essere sostenuti in questo difficile percorso di lotte volte a guadagnare consensi e soprattutto la partecipazione consapevole ed informata dei connazionali alle scelte di politica nazionale

Franco Santellocco


Commento all'articolo apparso su Italia chiama Italia sui delegati CTIM all'estero inviati a Roma

 

Giancarlo Larosa, Presidente del Comitato Tricolore (CTIM) della Federazione di Stoccarda, scrive al direttore Ricky Filosa in merito all'articolo apparso online su Italia-chiama-Italia: Italiani all' estero, "mini-congresso" CTIM: non tutto rose e fiori" del 23 marzo scorso.

 
Ho avuto solo oggi modo di leggere il vostro articolo del 23 marzo: Italiani all' estero, "mini-congresso" CTIM: non tutto rose e fiori. In mancanza di una firma dell'autore dell'articolo, mi rivolgo a lei, egregio Direttore.

Sono uno dei trenta delegati del CTIM che ha partecipato al "mini-congresso". Ritengo che non sia opportuno (né tantomeno far politica) disquisire sul look ("... Non parliamo poi del look: giacche e cravatte stile anni '60 o, peggio ancora, look da camionista/sportivo...") di chi c'era: non era una sfilata di moda - o devo credere che il suo o la sua inviata abbia sbagliato evento?

Aggiungo che tutti i delegati presenti non percepiscono dal CTIM alcun compenso, ma sono attivisti che all'estero si prodigano volontariamente in nome dei loro Ideali e per quei connazionali che rappresentano sempre e comunque con dignità, a prescindere dal loro abbigliamento.

Inoltre, a parte i commenti "da corridoio" (come si suol dire) con lamentele su spese di taxi, ecc.. ecc..., penso che l'inviato non abbia recepito il senso del mini-congresso, che era quello di ritrovarsi in una occasione così importante, laddove è stato approvato e sottoscritto all'unanimità un ordine del giorno con il seguente testo:

" Il Ctim, conscio del suo radicamento nei cinque continenti, con un patrimonio inestimabile di identità, di valori, di idee, resta il punto di riferimento nel contesto della nuova costituenda realtà politica per le tematiche degli Italiani nel mondo "

Pertanto, caro Direttore, anche nel principio della libertá di stampa sulle proprie opinioni personali, non approvo né il modo, né i contenuti di presentazione dell'articolo in questione, da cui risalta solo sarcasmo e pochezza di contenuti seri. Questo ho ritenuto puntualizzarlo, in quanto considero il Suo apprezzato giornale solitamente molto informato.
 

 

Nel quinto anniversario della scomparsa di Bruno Zoratto

 

Sono già trascorsi cinque anni dalla prematura scomparsa di Bruno Zoratto, figura di primo piano fra le comunità italiane nel mondo e indimenticabile direttore di "Oltreconfine", storico giornale di emigrazione.

Coordinatore generale dei Ctim, Zoratto era anche apprezzato Consigliere del Cgie, dove presiedeva la Commissione Informazione, oltre che braccio destro del Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, con il quale ha strettamente collaborato per decenni.

 

Memorabili le sue battaglie in difesa dei diritti e degli interessi degli italiani residenti all'estero, tra cui il diritto di voto, il diritto di soggiorno e le espulsioni di italiani dalla Germania, oltre che quelle più silenziose che conduceva giornalmente per il semplice connazionale in cerca di aiuto e assistenza.

In silenzio, il CTIM della "sua" Stoccarda gli rende onore e lo ricorda con una Santa Messa che verrà celebrata domenica 1 febbraio 2009, alle ore 11:30, nella Sankt Georg Kirche di Stoccarda, Heilbronnerstr. 135.


 

Cambio generazionale all'interno del C.T.I.M.  di Stoccarda
 

Sabato 24 gennaio si sono riuniti a Stoccarda gli iscritti al Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) della Federazione di Stoccarda per discutere l'ordine del giorno ed eleggere il nuovo Direttivo.
Apriva i lavori il Presidente uscente che, dopo i saluti ai presenti, chiedeva all'assemblea di indicare e votare il moderatore della giornata, che risultava essere Oreste Motta, Consigliere C.G.I.E. e Membro COMITES.
Motta portava il saluto del Segretario Generale del CTIM On. Mirko Tremaglia, che veniva calorosamente applaudito dai presenti che affollavano la sala conferenze del Picobello, e lo ringraziava per il suo sempre attivo ed instancabile impegno per i diritti degli italiani all'estero. Chi ci ha dato il voto? ricordava Motta; noi siamo i veri "distributori di democrazia".
Ringraziava poi i numerosi soci presenti, che sono il cuore del Comitato Tricolore, perché senza di loro non ci sarebbe nessuna attività, né sociale, né politica e ricordava le molteplici attività intraprese dal CTIM-Stoccarda nell'anno trascorso, come le manifestazioni a Stoccarda e a Schorndorf, o a Schwieberdingen e Markgröningen, a cui hanno partecipato il Sindaco delle città e il Console Generale d'Italia in Stoccarda: serate ben organizzate e ben riuscite, che hanno avuto una grande risonanza nella collettività ivi residente.
L'intenzione del Consigliere CGIE è quella coinvolgere in futuro ancora di più la collettività italiana con queste giornate informative; è indispensabile alzare il livello culturale e professionale della comunità italiana in questo Paese. Purtroppo, i tagli della Finanziaria incideranno anche e soprattutto sul campo della scuola. Ciò però non significa che non vi saranno più i corsi di sostegno e di lingua, ma saranno ridotti e razionalizzati. Non tutto il male viene per nuocere: al contrario, ciò può essere un'occasione per migliorare la qualità ed essere più incisivi negli interventi, togliendo i tanti sprechi e le polemiche che finora hanno coinvolto questo settore.

Motta passava poi la parola al Presidente in carica Giancarlo Larosa, che apriva il suo intervento ricordando doverosamente i dirigenti scomparsi: Bruno Zoratto, fondatore del CTIM in Germania, di cui l'associazione mantiene ancora il nome e la Vice Presidente Giovanna Malcotti Röhm, grande attivista deceduta dopo grave malattia nel 2008.
Larosa sottolineava l'importanza e il peso che ha tuttora il CTIM, una forza reale con una vasta rete strutturale in Germania, ma soprattutto nella città in cui fu fondato, ribadendo che nel Comitato Tricolore si continua ad essere attivi, ora ancora di più nei dettagli, sempre sensibili ai settori critici della nostra comunità.
Il CTIM continua l'opera iniziata e agisce sempre con lo stesso spirito, ma deve pensare al futuro, al cambio generazionale. Dobbiamo rafforzare nei giovani italiani qui residenti la nostra identità, la nostra cultura, coltivare le loro radici, perché saranno loro a rappresentare la nostra gente nella società ospitante; devono farsi partecipi alla vita politica del Paese ospitante, laddove hanno la possibilità di decidere un giorno per probabili candidati di origine italiana.
Con la Conferenza dei Giovani anche il Governo italiano ha voluto confermare l'importanza delle nuove generazioni nel contesto dell'emigrazione italiana; a questo il CTIM di Stoccarda aveva già pensato ancora prima con il "Progetto Giovani CTIM", presentato e sviluppato dallo stesso Larosa, di cui ora fanno parte decine di ragazzi dall'età media di 26-28 anni, volonterosi e attivi, tra cui, in primis, il portavoce Marco Di Lauro, organizzatore e coordinatore del progetto, che spiegava in seguito ai presenti quanto stanno preparando: una televisione internet. Non un video, ma una vera e propria TV, a cui tutti possono partecipare, visibile in tutto il mondo. "Italia Media TV - CTIM" (questo è il nome) sarà realizzata verso la metà di febbraio e ha grandi progetti di lavoro, di sensibilizzazione e informazione della nostra collettività con questo nuovissimo mezzo tecnologico.

Sono state eseguite poi le regolari votazioni a norma di legge; rieletto il presidente uscente, subentrati molti giovani. Il nuovo Direttivo che guiderà per i prossimi tre anni il CTIM di Stoccarda risulta ora così composto:

Presidente: Giancarlo Larosa
Vice Presidente: Marco Di Lauro
Segretario: Giuseppe De Filippo
Segretaria amministrativa: Cleopatra Silvestri
1. Consigliere: Mario Cerina
2. Consigliere: Gianfranco Padula
3. Consigliere: Mario Cunsolo

Novum: è stato istituito un Collegio dei Probiviri, di cui fanno parte i membri del "vecchio direttivo", cioè Oreste Motta, Settimio Biggio, Romano Silvestri, Giusto Veronesi, Gianpietro Marsoni. Inoltre, Anna Mastrogiacomo, Antonio Barone e Rosario Lo Giudice.
 
Il Presidente, ringraziando della fiducia riconfermata, si diceva sicuro che il nuovo Esecutivo, con l'entrata di giovani pieni di idee e progetti, renderà più incisiva la sua forza dinamica, unendo alla saggezza dei Consiglieri più anziani lo spirito innovativo della nuova generazione chiamata un domani a rendersi partecipi e responsabili delle decisioni importanti che coinvolgono la nostra associazione nel nuovo scenario politico italiano.
Dopo un un ampio dibattito tra i partecipanti sui temi discussi e sulle iniziative da intraprendersi, Motta prendeva la parola ribadendo ancora una volta che bisogna partecipare, promuovere iniziative; la nostra collettività deve fare un saldo di qualità. Come da suggerimento del Console Generale alle associazioni di organizzare una festa di beneficenza per i connazionali indigenti e con gravi problemi di salute, il CTIM si è impegnato a realizzare tale atto di solidarietà nel mese di febbraio. Motta concludeva il suo lavoro di mediazione parlando della nuova imminente riforma dei Comites e del CGIE: noi tutti dobbiamo portare un contributo nello spirito della nostra associazione. I Comites devono trovare nuova linfa, ma continuare ad essere espressione dell’associazionismo anche per le nuove generazioni.
Il Presidente Larosa dava il saluto finale, ricordando che nel quinto anniversario della scomparsa di Bruno Zoratto, si terrà una Messa commemorativa il 1 febbraio nella chiesa di S. Georg di Stoccarda.  

 


Il rilancio del CTIM in Germania

 

Ieri, domenica 12 ottobre 2008, si sono riuniti a Stoccarda, nella storica sede del Coordinamento CTIM Germania, i soci attivisti delegati all'Assemblea Nazionale del CTIM e.V. per discutere l'ordine del giorno ed eleggere il nuovo Direttivo.

Dopo aver portato i saluti del Segretario Generale On. Mirko Tremaglia, che augurava buon lavoro alla folta delegazione, il moderatore Oreste Motta, Consigliere CGIE per il CTIM, apriva i lavori dando la parola al vicepresidente in carica Lucio Albanese che, con una dettagliata analisi, relazionava sull'attuale situazione. Si apriva in seguito un ampio dibattito sui temi introdotti e sulle iniziative più opportune che la Delegazione di Germania vuole intraprendere per il rilancio del CTIM e per la promozione di varie attività sociali, culturali, formative e sportive. Si procedeva successivamente all'elezione del nuovo Consiglio Direttivo che guiderà per i prossimi tre anni il CTIM Germania e che risulta così composto:

 

Presidente: Lucio Albanese, Norimberga
Vice Presidente: Romano Silvestri, Leinfelden
Segretario: Oreste Motta, Stoccarda
Segretario amministrativo: Giancarlo Larosa, Stoccarda
1. Consigliere: Angela Pantano Gasser, Göppingen
2. Consigliere: Nicola Cuccarese, Ulma
3. Consigliere: Diva Cecotti, Monaco di Baviera

 

Revisori dei conti:
Andrea Fusaro, Berlino
Romeo Catanese, Norimberga
MaurizioTedesco, Göppingen

 

Venivano inoltre eletti tre consiglieri aggiunti, che risultavano essere: Giancarlo Larosa (Stoccarda), Pietro Tremarco (Colonia) e Damiano Demasi (Francoforte sul Meno).

Conclusi i lavori dell'Assemblea, Motta ha tenuto una stimolante riflessione sui tagli dei vari capitoli che riguardano gli italiani estero, aprendo un sostenuto e vivacissimo dibattito tra i presenti. Il Consigliere CGIE ha assicurato che si prenderanno appositi collegamenti per capire questa incredibile decurtazione e che si faranno tutti i passi necessari presso il Sottosegretario Sen. Mantica e i relativi Ministeri, affinché vengano ripristinati quei capitoli di spesa indispensabili per poter mantenere le attività migliori e necessarie per le nostre comunità. 

La riunione terminava con un saluto finale a viva voce dell'On. Tremaglia, chiamato telefonicamente, il quale ha voluto dare un segno della sua riacquistata salute che porterà al rilancio dei CTIM nel mondo: il già Ministro per gli Italiani all'estero è pronto a ripartire con nuova forza, per far sentire ancora la nostra voce con varie iniziative in tutti i Paesi, dall'America all'Europa. Ai nuovi eletti, che ha ringraziato per la fedeltà e per l'attività svolta in tutti questi anni, ha promesso di riunirsi di nuovo per valutare insieme seriamente e pacatamente questa situazione critica e difficile in cui si trova il mondo dell'emigrazione italiana e di studiare le strategie, affinché tutta la politica decennale fatta in favore degli italiani all'estero non vada perduta, ma difesa, consolidando la nostra posizione indispensabile anche in Italia, che deve finalmente considerare questo grande patrimonio nazionale.

Nella foto: Lucio Albanese

 


Caso Battisti, ma dov'è la sinistra ?

 

Da giorni seguo il dibattito sull'ex terrorista Battisti, del quale il Presidente brasiliano Lula ha negato l'estradizione alla giustizia italiana, ribadendo che la sua è una decisione sovrana. 
Dopo il caso Achille Lollo, l'ennesimo schiaffo di questo paese al sistema giustiziario italiano, che aveva condannato Battisti all'ergastolo in via definitiva per avere ammazzato quattro persone e partecipato ad innumerevoli rapine a mano armata durante il periodo degli "espropri proletari". Bene, così potrà continuare a vivere tranquillo sulla spiaggia di Copacabana....
L'assurdo è l'insulto: per chi conosce le realtà giuridiche dei due paesi (di certo l'Italia è più garantista del Brasile) il tentativo di darci lezioni nella difesa dei diritti civili, sostenendo che in Italia l'ex terrorista Battisti non avrebbe avuto un processo giusto e che rischierebbe la vita, che sarebbe cioè un perseguitato politico, è semplicemente vergognoso! 
Bene hanno fatto il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera dei Deputati Fini, il Min. dell'Esteri Frattini, il Min. della Giustizia Alfano, l'ex Min. degli italiani nel mondo Tremaglia, il Sottosegretario Mantica e il presidente del comitato per gli italiani nel mondo alla Camera on. Zacchera ad esprimere il loro sconcerto e la loro indignazione, con l'auspicio che il Presidente brasiliano riesami in modo più oggettivo e sereno il fatto e non ostacoli la giustizia italiana.   
In questa brutta storia sono stati tirati in causa gli italiani residenti nel Brasile, e in altre parti del mondo, per non essersi mossi tempestivamente. Francamente, una tesi troppo generica e sommaria, che non può essere parificata con la richiesta di maggior mezzi finanziari per gli italiani all'estero, anche perchè i presidenti dei Comites, i membri CGIE del Brasile, gli eletti nella America Latina e, soprattutto, i semplici cittadini italiani nel Brasile si sono mossi, anche se in modo forse non roboante. 
Una cosa però salta all'occhio: osservando la situazione si nota l'assenza totale dei "notabili" di turno, degli "etici buoni di Sinistra", sempre pronti a battersi nella difesa dei diritti contro ogni "presunta" prepotenza e discriminazione. Ma - c'è da chiedersi - dove collocano il diritto dei familiari delle vittime che venga fatta giustizia per i loro cari?
Oppure manca il movente ideologico per fare scattare la mobilitazione? Sono sicuro che se l'ex terrorista Battisti, invece di essere di estrema sinistra, fosse stato di estrema destra, avremmo visto come la sinistra si sarebbe orchestrata, con manifestazioni, comunicati, assemblee guidate da cantanti, nani e ballerine .... e  amplificati dai massmedia. Che tristezza! 
Lucio Albanese
CTIM-Germania


  •  Questione passaporti 


    Può una legge dello Stato essere sostituita da semplici disposizioni ministeriali?


    La questione del pagamento per il rilascio/rinnovo del passaporto da parte della nostra collettività residente all'estero è da anni motivo di protesta e viene regolarmente sottoposta, per una soluzione, alle Istituzioni competenti da parte delle Associazioni, Patronati, Comites e membri del CGIE. Nonostante diverse interrogazioni parlamentari e nuove proposte di legge sulla gratuità del passaporto, il risultato è per tutti più che visibile......cioè, zero.
    Alla base di tutto vi è il Regio Decreto-Legge del 13 novembre 1919 n. 2205, convertito in Legge di Stato il 17 aprile 1925, n. 473, che approva il Testo unico del provvedimento sull'emigrazione e sulla tutela giuridica degli emigranti e codifica per la prima volta il diritto emigratorio. In questo Testo unico, la GRATUITA' del passaporto è sancita dall'articolo 10 del decreto suddetto del 13 novembre 1919, n. 2205, che definisce EMIGRANTE "ogni cittadino che espatri esclusivamente a scopo di lavoro manuale o per esercitare il piccolo traffico o vada a raggiungere il coniuge, ascendenti, discendenti ....". Mezzo secolo dopo seguì la 'nuova' legge sui passaporti n. 1185 del 21 novembre 1967 (tuttora in vigore), il cui articolo 19 recita: "Nessuna tassa è dovuta per il rilascio o il rinnovo del passaporto ordinario, in Italia od all'estero: a) da coloro che sono da considerare emigranti ai sensi delle norme sull'emigrazione; b), c), d)............ Il libretto del passaporto rilasciato ad appartenenti alle predette categorie è gratuito...". 
    Le norme sull'emigrazione cui si riferisce la lettera a) dell'articolo 10 sono quelle contenute nel Testo unico del 1919.
    Disposizioni speciali non sono mai state emanate, né esiste una definizione diversa sull'EMIGRANTE e LAVORO MANUALE da parte del legislatore; sino ad oggi la normativa generale in questa materia è regolata dal telespresso circolare n. 098/349 del 9 marzo 1994, che è in palese contrasto con la legge e con le norme sopra citate, ed è alla base di ogni interpretazione restrittiva, al punto che in alcuni Consolati in Germania anche gli indigenti sono costretti ora a pagare il passaporto.
    Alcuni benpensanti burocrati consolari selezionano, infatti, in modo discriminatorio e del tutto personale, per non dire clientelare, chi è da definire "emigrante" e chi svolge "lavoro manuale" e di conseguenza chi ha il diritto al passaporto gratuito e chi no. Non vengono considerati emigranti i giovani nati all'estero, i lavoratori dipendenti con specifica qualifica professionale, i lavoratori autonomi e le casalinghe. Queste distinzioni confusionali e furbesche tra i cittadini italiani non vengono comprese dai nostri connazionali e creano arrabbiature e proteste continue.
    In una circolare del gennaio 1998, ad esempio, il Consolato di Norimberga elencava le categorie ammesse all'esenzione del pagamento della tassa di bollo sul passaporto, cioè:
    1. connazionali nati in Italia che svolgono lavoro subordinato e non specializzato: camerieri, cuochi (non chefs) pizzaioli, operai, muratori, personale delle pulizie e in generale tutti coloro che svolgono un'attività alienante e ripetitiva o che comporta notevole sforzo fisico;
    2. i dissocupati, pensionati, le donne in maternità che da ultimo svolgevano una delle attività elencate al punto 1.;
    3. gli indigenti, ovvero coloro che non abbiano propri mezzi di sostenimento o vivono di sussidio sociale.
    Con l'introduzione, prima del passaporto elettronico e poi della nuova carta d'identità all'estero, la situazione è cambiata in peggio, presumo per motivi economici. Persone che in passato erano esenti dal pagamento del documento, oggi non lo sono più. Vedi il caso della signora M. S. di Neustadt nella Franconia, in Germania, pensionata dopo avere lavorato in fabbrica, alla quale, alla sua domanda di rilascio del passaporto è stato chiesto la tassa annuale e il pagamento del libretto; altro caso eclatante quello del connazionale L. J. di Coburg, sempre nella circoscrizione consolare di Norimberga, che svolge il lavoro di "Hilfskoch" (aiutante cuoco/pizzaiolo) e al quale in passato è sempre stato rilasciato gratuitamente il passaporto, rientrando egli nella categoria sopra citata. Volendo rinnovare poco tempo fa il suo passaporto, si è sentito chiedere il pagamento della tassa annuale, nonostante la sua situazione lavorativa non fosse per niente cambiata; ciò, in barba alla legge e in contrapposizione con quanto lo stesso Consolato ha praticato nel recente passato.
    La confusione accresce quando si apprende che tale pratica restrittiva non viene usata in altri Consolati: faccio riferimento a un comunicato del Consolato di Stoccarda (ottobre 2006) che, in merito alla nuova prassi dei rilasci/rinnovi passaporti, specificava che erano esenti da ogni pagamento: lavoratori manuali nati in Italia; missionari e religiosi; indigenti.
    Siamo di fronte a situazioni caotiche, o perlomeno bizzarre, che irritano estremamente la collettività e non sono conformi alla legge. Un colloquio con il Console di Norimberga, Dott. Darchini, durante il quale ho cercato di chiarire questi casi, non ha portato a nessun risultato: le direttive che vengono da Roma (Ministero Economia, MAE) e dall'Ambasciata di Berlino, ha dichiarato, sono da rispettare e da eseguire. Una risposta che non soddisfa nessuno. 
    Sarebbe ora di fare finalmente chiarezza sulla questione e di accogliere il principio sancito dalla Legge sul rilascio/rinnovo gratuito del passaporto, constatando che una Legge dello Stato non può essere soppressa o sostituita da semplici disposizioni ministeriali. Allo scopo è necessario aprire al più presto un dibattito tra le Istituzioni Ministeriali competenti in materia, i Parlamentari eletti all'estero, il CGIE, i Comites, le Associazioni e Patronati, affinchè la legge sui passaporti trovi la sua giusta applicazione e non venga ulteriormente disattesa proprio da quelle Istituzioni che dovrebbero osservarla e farla osservare.  Bisogna smetterla di mettere il carro davanti al bue: venga applicata unitariamente la legge, liberando tutti i cittadini da questa iniqua tassa sul passaporto. Ogni altra scorciatoia, valutazione o restrizione interpretativa può essere considerata un abuso di potere, abuso che la Legge non permette.

    Lucio Albanese
    Componente del Comites Norimberga e Dirigente CTIM Germania


    Addio a Nicola Sabbatino, attivista del CTIM di Colonia

     

    Dopo grave malattia, è scomparso all'età di 65 anni Nicola Sabbatino. Emigrato in Germania nel 1963, aveva raggiunto posizioni di rilievo prima nell'ambito della nostra collettività, poi nella società locale, come comprova la sua candidatura a sindaco di Colonia nel 2004.

    Sabbatino fu uno dei fondatori della Sezione del Comitato Tricolore per gli italiani nel Mondo (CTIM) di Colonia, nel quale ricoprì la carica di Presidente nel 1978 e, nel corso degli anni, altre cariche nel Direttivo. Punto cardine del CTIM di questa città, schivo e riservato, si è dimostrato sempre sensibile e disponibile nei confronti dei connazionali che si rivolgevano al Comitato Tricolore per aiuti e consigli.

    Le esequie si sono svolte lo scorso sabato nel cimitero di Colonia-Nippes. La Delegazione tutta del CTIM della Germania si unisce al dolore dei familiari e ricorda l'amico scomparso.

     

     

     

    Grande successo a Stoccarda della manifestazione: IL CTIM VIVE

     

    Due giorni è durata la visita dell’On. Mirko Tremaglia organizzata dal CTIM di Stoccarda. Due giorni di ricarica fisica e morale per un grande uomo, per un grande politico che ha cambiato per ben due volte la Costituzione italiana, ridonando agli italiani residenti all’estero la loro dignità.
    Ricordiamo ancora una volta il suo operato a chi vuole dimenticarlo, tentando di mettere in ombra questo tenace lottatore che ha dato sacrosanti diritti agli italiani residenti all’estero, prima reinserendoli nello stato civile italiano con la Legge AIRE ( di cui  il 27 ottobre di quest’anno ricorre il 20.mo anniversario), poi con la ‚Legge Tremaglia’ sul diritto dell’esercizio di voto all’estero.
    Il ringraziamento al suo operato è stato manifestato sabato 5 aprile persino dagli esponenti di tutte le aree politiche del Comites di Stoccarda che hanno apprezzato la sua visita di saluto, riconoscendogli i successi da lui ottenuti grazie alle sue capacità ed idee al di sopra della partitocrazia, insistendo sull’unità degli italiani residenti all’estero davanti alle problematiche comuni che li riguardano.
    La visita al Comites è stata preceduta da un incontro informale con il Console Generale d’Italia Dott. Faiti Salvadori, che lo ha messo al corrente di come l’amministrazione si stia prodigando a minimizzare i disagi - causati anche dallo sciopero a singhiozzo dei servizi postali attualmente in atto in Germania - sullo svolgimento delle procedure elettorali e comunicandogli l’alta percentuale delle schede finora ritornate in Consolato.Sotto il motto ‚IL CTIM VIVE’ è iniziata la manifestazione di domenica 6 aprile al Best Western Hotel di Schwieberdingen (Stoccarda) con la partecipazione di ca. 500 persone, che gli hanno fatto sentire con calore tutto il loro affetto e senso di gratitudine.
    I lavori sono stati aperti dal Presidente del CTIM di Stoccarda, Giancarlo Larosa, che ha ringraziato l’onorevole Tremaglia e le Delegazioni presenti, sottolineando l’importanza di questo incontro a dimostrazione che il Comitato Tricolore (che alcuni bistrattano e vogliono moribondo) è presente, è vivo, perché - dichiara Larosa - ‚il CTIM siamo noi, è vitale, pulsa nel sangue e nessuno potrà mai negare la nostra forza „ .
    E’ stata concessa poi ai candidati presenti del Popolo della Libertà una breve presentazione, cui ha fatto seguito
    l’intervento del Consigliere CGIE Oreste Motta, che in un fervido discorso ha sottolineato l’importanza all’estero dell’associazionismo rappresentato anche dai Comitati Tricolore per gli Italiani nel Mondo che hanno un loro significato preponderante sul territorio per il costante e silenzioso lavoro di volontariato che svolgono con indomita passione a favore della nostra comunità, nello spirito di quella italianità che solo i connazionali residenti all’estero sanno manifestare. Ha concluso spiegando l’importanza dell’iscrizione all’AIRE e dando delucidazioni sulle modalità del voto per corrispondenza a coloro che non avevano ancora votato.
    La manifestazione si è accesa con l’intervento appassionato dell’On. Mirko Tremaglia che ha ricordato le battaglie decennali fatte insieme all’indimenticabile Bruno Zoratto, al quale ha riservato emozianti parole di affetto, che la platea ha apprezzato con un lunghissimo e continuato applauso. Dal suo discorso è trapelato l’affetto continuo e costante che questo ‚Politico con il cuore’ ha nei confronti della nostra emigrazione a cui ha dedicato tutta la vita, tanto che - come diceva la moglie Italia - perfino il figlio Marzio alla tenera età di 7 anni si chiedeva in una tema scritto a scuola
    ‚perché papà pensa sempre agli altri italiani’. Dopo aver ricordato le tappe per la conquista dei sacrosanti diritti degli italiani all’estero, Tremaglia, turbato, concludeva con le parole che l’amato figlio Marzio ha lasciato come ‚testamento’ prima della sua morte:
    “ Credo nei valori del radicamento, dell’identità e della libertà; nei valori che nascono dalla tutela della dignità personale. Sono convinto che la vita non può ridursi allo scambio, alla produzione o al mercato, ma necessita di dimensioni più alte e diverse. Penso che l’apertura al Sacro e al Bello non siano solo problemi individuali.
    Credo in una dimensione etica della vita che si riassume nel senso dell’onore, nel rispetto fondamentale verso se stessi, nel rifiuto del compromesso sistematico e nella certezza che esistono beni superiori alla vita e alla libertà per i quali a volte è giusto sacrificare vita e libertà.“
    Un lungo momento di commozione è passato tra il pubblico, che a conclusione della manifestazione si è stretto attorno al ‚suo’ deputato facendogli sentire tutta la loro solidarietà ed affetto.

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