 Le
congratulazioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini (clicca
qui) e
del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni (clicca
qui)
all'On. Mirko Tremaglia per l'alto riconoscimento della Città di Bergamo
--------
Il CTIM-Europa si complimenta con il suo
Segretario Generale per l'alto riconoscimento
Il coordinatore
europeo del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo e consigliere
C.G.I.E. Oreste Motta, a nome di tutti gli iscritti al C.T.I.M. in
Europa invia congratulazioni vivissime all'On. Mirko Tremaglia per la meritata
Medaglia d'Oro, che la città di Bergamo ha voluto concedergli sabato scorso
durante una commovente cerimonia.
Il prestigioso riconoscimento di cui è stato
insignito il Decano dei Deputati, sottolinea <l'inesauribile impegno
quarantennale svolto per la città di Bergamo, oltre che per una serie di
operazioni volte alla pacificazione>.
Il Coordinamento Europeo del CTIM si augura altri
riconoscimenti per il suo Segretario e, soprattutto, la continuazione della
sua indispensabile attività parlamentare - ora necessaria più che mai - a
favore delle comunità italiane all'estero, a cui l'unico Ministro per gli
Italiani nel Mondo ha dedicato tutta la sua vita.
Tratto dall'articolo apparso su IL SOLE-24 ORE di Bergamo il
20.12.2009:
— BERGAMO —
I lineamenti sono tirati, gli occhi gonfi per le lacrime ricacciate di
continuo, soprattutto quando il ricordo va al figlio Marzio, già assessore
alla Cultura della Regione Lombardia, scomparso dieci anni fa a causa di un
male incurabile. Chiuso in un cappotto nero, Mirko Tremaglia sorride al
sindaco Franco Tentorio, che gli consegna la medaglia d’oro del Comune. In
quel preciso istante tutti i presenti si alzano in piedi e battono le mani
all’indirizzo dell’esponente storico della destra italiana e bergamasca.
«Penso a mio figlio Marzio - dice commosso Tremaglia. - Sono andato dal
presidente della Repubblica e gli ho chiesto di ricordarmi come portatore di
democrazia, perché in qualità di ministro per gli Italiani nel mondo, ho dato
la possibilità di votare e far sentire la propria voce a quattro milioni di
italiani nel mondo».
IL MINISTRO TREMAGLIA CHIUDE I
LAVORI DELLA PLENARIA
"IO CI SONO ANCORA E SONO PRONTO AI
GRANDI SCONTRI CHE CI ATTENDONO NEL 2010"
ROMA - "Cari
amici miei, sono sempre emozionato quando vengo qui. Questa mia visita non
era in programma, ma sono stato trascinato da me stesso per stare qui con
voi": fiaccato nel corpo ma non nello spirito, Mirko Tremaglia ha salutato
così i consiglieri del Cgie che questa mattina lo hanno accolto nell’ultima
giornata di lavori dell’assemblea plenaria, in corso alla Farnesina dal 2
dicembre scorso.
Primo e finora unico Ministro per gli italiani nel mondo, decano alla Camera
dove siede nei banchi del Pdl, Tremaglia ha parlato di una situazione così
"assurda e paradossale" da fargli mettere in discussione la bontà del voto
all’estero. "Dopo tante battaglie – ha spiegato – abbiamo ottenuto il voto
all’estero, cambiando due volte la Costituzione e cosa otteniamo? La
partitocrazia che avanza a danno degli italiani nel mondo, un’invasione dei
partiti nella riforma di Comites e Cgie che non condivido".
Il 2010, dunque, sarà "anno di lotte" e non solo per la rappresentanza,
anche il "suo" Ctim "a rischio sopravvivenza", ma, ha detto risoluto
Tremaglia "io ci sono ancora e mi batterò perché ciò non avvenga".
A contrariare l’ex ministro è il solo poter pensare di mettere mano alla
rappresentanza, voluta e rafforzata proprio in vista dell’arrivo in
Parlamento dei 18 eletti all’estero, così come è "assurdo chiudere i
Consolati. Vi ricordo che quando l’allora ambasciatore Sessa lo propose per
il passato facemmo un’opposizione feroce. E ora che ci sono impegni maggiori
per l’Italia in tutti gli ambiti, che si fa? Si chiude?".
"Noi – ha proseguito Tremaglia – le soluzioni le abbiamo proposte ma sono
tutte ancora in cantina, dalla bicamerale per gli italiani all’estero alla
mozione sulla cooperazione per l’Africa. Così come rimane inascoltato il mio
appello di contattare e lavorare insieme ai 395 parlamentari di origine
italiana sparsi per il mondo".
Se c’è ancora una soluzione, per Tremaglia è quella di "lavorare insieme,
senza distinzione di parte. Temo che arriverà un’escalation per diminuire la
forza degli italiani all’estero e il Cgie sarà essenziale in questa
battaglia". (m.c.\aise)
COMUNICATO STAMPA dell’11 novembre 2009
TREMAGLIA:
SE IL PDL COSTITUISCE UN GRUPPO
“PDL NEL MONDO” L’ON. MIRKO TREMAGLIA ESCE DAL
GRUPPO PARLAMENTARE DEL PDL
Il PDL attraverso
una “Campagna Tesseramento PDL nel mondo 2009-2010” ha annunciato di voler
costituire una Organizzazione politica di Italiani residenti all’estero.
Il CTIM –
Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo, che opera nel mondo
dell’emigrazione, non è stato consultato e nemmeno avvisato.
Crediamo sia
dannosa una formazione di questo tipo e sia in contrasto con gli interessi
dell’emigrazione che noi, come CTIM, rappresentiamo sin dal 1968.
Ecco i motivi per
i quali chiediamo con fermezza agli Amici del PDL di cancellare l’iniziativa
stessa.
Se così non fosse,
ritenendo l’iniziativa dannosa e pregiudizievole alla causa dell’emigrazione,
ho ritenuto giusto notificare la decisione del CTIM di respingerla e,
personalmente, di uscire dal Gruppo Parlamentare del PDL continuando
l’attività politica alla Camera dei Deputati, sempre nel nome del CTIM e
nell’interesse di tutti gli Italiani residenti all’estero.
Roma, 4 novembre
2009
DIFENDIAMO L’EMIGRAZIONE CONTRO IL TESSERAMENTO AD UN PARTITO, CONTRO LA
PARTITOCRAZIA
La notizia della
costituzione di una organizzazione dell’emigrazione con la intestazione di
Partito PDL per lanciare la cosiddetta “Campagna Tesseramento PDL nel mondo
2009-2010” è assurda e contraria agli interessi dell’emigrazione, tanto è vero
che il PDL ha assunto sinora posizioni contro i principi di civiltà,
socialità, onore e contro gli interessi degli emigranti stessi ogniqualvolta è
stato posto in Parlamento il problema persino della loro sopravvivenza.
Questa iniziativa
costituisce una offesa per quanti dal 1968 hanno fatto parte del CTIM –
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, e per gli emigranti italiani
che sono stati costretti a lavorare subendo discriminazioni vergognose. Non si
può mettere sotto interessi di Partito la visione e la organizzazione di una
Forza come quella degli Italiani nel mondo.
Per essere ancora
più chiari:
- vi è già il CTIM, che è stato costituito
nel 1968;
- il CTIM ha il suo Statuto e dieci punti
programmatici;
- il CTIM ha una sua organizzazione, che
nessuno può cancellare, in tutte le parti del mondo;
- il CTIM vive e opera in ogni parte del
mondo;
- il CTIM ha dal 1968 il tesseramento in
tutti i Continenti:
Europa: Belgio, Bulgaria, Croazia,
Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Liechtenstein,
Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca,
Repubblica di San Marino, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna,
Svezia, Svizzera;
Africa: Algeria, Egitto, Marocco, Nigeria,
Sud Africa, Tunisia;
Nord America: Canada, Messico, Stati
Uniti;
Centro/Sud America: Argentina, Brasile,
Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Haiti, Honduras, Panama, Perù, Repubblica
Dominicana, Uruguay, Venezuela;
Asia e Oceania: Australia, Giappone, Hong
Kong, India, Laos, Thailandia.
Improvvisamente,
sei o sette persone che fanno parte di un Partito inventano il tesseramento
nel mondo e, sempre sulla carta, inventano il Popolo della Libertà nel Mondo.
Noi siamo quelli
del CTIM, che da allora (1968) ha fatto il tesseramento, non di
Partito, ma in autonomia, facendo tutte le battaglie per l’emigrazione e per
gli Italiani nel mondo; che ha presentato le liste per una battaglia del voto
agli Italiani all’estero che va dal 1955 fino all’ottenimento per la prima
volta del voto all’estero a favore di oltre 4 milioni di votanti (Legge 459
del 27 dicembre 2001).
Sempre il CTIM
ha presentato liste per cambiare la Costituzione con nominativi di varie
formazioni politiche.
Il CTIM è
riuscito a cambiare – fatto eccezionale – la Costituzione ben 2 volte.
Ora,
improvvisamente, senza nemmeno consultare il sottoscritto On. Mirko
Tremaglia, che è il Segretario Generale del Comitato, ignorando totalmente
persino l’esistenza del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani
nel Mondo, quanto ha fatto e quanto sta facendo nel mondo, ignorando
altresì che il sottoscritto è stato Ministro, l’unico Ministro per gli
Italiani nel Mondo, si è deciso, senza alcuna consultazione di cancellare
il CTIM, sostituendolo con una impostazione di Partito, per sfruttare
gli elettori all’estero, sempre per farli diventare parte di un Partito (PDL)
anziché continuare a fare gli interessi dei nostri emigranti.
Si ignora che quel
Ministro ha ottenuto, tra l’altro, un decreto che riconosce l’8 agosto,
giornata della tragedia di Marcinelle, come la “Giornata Nazionale del
Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” e potremmo continuare con tutti
i Convegni e le iniziative di quel periodo ministeriale, ricordando tra
l’altro come gli Italiani nel mondo con tanti sacrifici abbiano ottenuto
l’elezione di 395 Parlamentari di origine italiana.
Tutto questo e
tanto altro viene ignorato e cancellato per far posto alle ambizioni di potere
da parte di qualche Politico del PDL.
Il tutto è da me
contestato e respinto con sdegno, rivendicando prestigio, serietà e dignità al
CTIM, ai suoi aderenti ed a chi lo ha diretto e continua a dirigerlo.
Il CTIM –
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, organizzazione nata nel
1968 con il suo Statuto, con i suoi dirigenti, con le sue battaglie
parlamentari, con le sue federazioni organizzate in ogni parte del mondo,
respinge questa iniziativa del PDL negando che gli interessi e i diritti dei
nostri emigranti e degli Italiani all’estero possano essere difesi e tutelati
da Partiti politici. Il CTIM rivendica i grandi traguardi raggiunti dal
1968 ad oggi e continua con la sua organizzazione a rappresentare gli Italiani
nel mondo e i diritti ed i principi dell’emigrazione.
Nella mia qualità
di Segretario Generale del CTIM, ringrazio di cuore i miei
collaboratori per i risultati raggiunti e per la fiducia che mi è stata in
ogni parte del mondo riconfermata; annuncio che richiederò la messa in
votazione della Proposta di legge per l’Istituzione della Commissione
parlamentare bicamerale per gli Italiani all’estero e della mozione che invita
il Governo ad organizzare una Conferenza per discutere ed attuare un piano di
investimenti europei in Africa per dare lavoro agli Africani in Africa.
Sul piano
personale e politico chiedo che venga annullata la decisione di fare un
Partito PDL all’estero. Se così non fosse sarei costretto, dopo
tanti anni di battaglia politica, a lasciare per protesta questo Partito,
continuando a battermi negli interessi esclusivi dei valori che hanno
alimentato l’emigrazione e gli Italiani nel mondo.
On. Mirko
Tremaglia
---------------------------------------------------------
PROPOSTE DI LEGGE DEL C.T.I.M.
COMITATO
TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO
SUL VOTO
ALL’ESTERO, SUL CAMBIAMENTO DELLA COSTITUZIONE, SUGLI INTERESSI SPECIFICI
DEGLI ITALIANI NEL MONDO,
PRIMA FIRMA TREMAGLIA E ALTRI,
PRESENTATE DAL 1972 (ANNO DELLA PRIMA ELEZIONE DI TREMAGLIA ALLA CAMERA DEI
DEPUTATI)
Voto agli Italiani all’estero
|
II |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 1193 del 22 ottobre 1955 (Ferretti ed
altri) |
|
III |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 778 del 17 gennaio 1959 (Michelini ed
altri) |
|
IV |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 840 del 17 dicembre 1963 (Michelini ed
altri) |
|
V |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 140 del 6 luglio 1968 (Michelini ed
altri) |
|
V |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 234 del 9 ottobre 1968 (Nencioni ed
altri) |
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 553 del 26 luglio 1972 (Almirante ed
altri) |
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 554 del 26 luglio 1972 (Almirante ed
altri) |
|
VI |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 13 del 25 maggio 1972 (Nencioni ed altri) |
|
VI |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 235 del 25 luglio 1972 (Nencioni ed
altri) |
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 23 del 5 luglio 1976 (Tremaglia ed altri) |
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 84 del 20 giugno 1979 (Tremaglia ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 49 del 12 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 104 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 90 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 98 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 503 del 23 luglio 1992 (Pozzo ed altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1018 del 12 giugno 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 50 del 15 aprile 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 469 del 6 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 104 del 9 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 4979 del 10 giugno 1998 (Tremaglia) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge Costituzionale
Camera n. 5186 del 30 luglio 1998 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Disegno di Legge Costituzionale
Senato n. 3841-B del 30 giugno 1999 (Tremaglia ed
altri – diventa Legge) |
|
XIII |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 4768 del 27 luglio 2000 (Pasquali ed
altri) |
Censimento
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 555 del 26 luglio 1972 (Tremaglia ed
altri) |
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 24 del 5 luglio 1976 (Tremaglia) |
|
VII |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 1441 del 26 ottobre 1978 (Di Crollalanza
ed altri) |
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 85 del 20 giugno 1983 (Tremaglia) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 105 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri
– diventa Legge) |
Divieto di cancellazione dalle
liste elettorali
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1122 del 9 febbraio 1977 (Tremaglia ed
altri – diventa Legge) |
|
VII |
Legislatura |
Disegno di Legge
Senato n. 1442 del 26 ottobre 1978 (Di Crollalanza
ed altri) |
Pensione sociale
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 155 del 26 giugno 1978 (Almirante ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 52 del 12 luglio 1983 (Almirante ed
altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 106 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 422 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 906 del 15 maggio 1996 (Tremaglia) |
Comitati Consolari
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 993 del 20 novembre 1979 (Tremaglia ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 245 del 29 luglio 1983 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3227 del 17 febbraio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
Tutela dei lavoratori al seguito
di imprese italiane operanti all’estero
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1227 del 4 gennaio 1980 (Tremaglia ed
altri) |
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 50 del 12 luglio 1983 (Tremaglia ed
altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 102 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 91 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 423 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 917 del 15 maggio 1996 (Tremaglia) |
Indennizzi per i profughi e i
rimpatriati
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 2345 del 31 marzo 1975 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 911 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
Assunzione obbligatoria
|
VI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 562 del 27 luglio 1972 (Romeo ed altri) |
|
VII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 780 del 4 ottobre 1979 (Tremaglia ed
altri) |
|
VIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 2729 del marzo 1985 (Tremaglia ed altri) |
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 109 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 94 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 420 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
II Conferenza Nazionale
dell’Emigrazione
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 103 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed
altri) |
Stampa italiana all’estero
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3602 del 19 marzo 1986 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 99 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 418 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 916 del 15 maggio 1996 (Tremaglia) |
Indennità
integrativa speciale ai pensionati, mutilati ed invalidi di guerra
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 110 del 2 luglio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
Istituti di Cultura all’estero
|
IX |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 110 del 2 agosto 1985 (Aloi, Tremaglia ed
altri) |
Consiglio Generale degli Italiani
all’Estero
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3341 del 11 novembre 1988 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3226 del 17 febbraio 1997 (Tremaglia ed
altri) |
Norme per il funzionamento delle
scuole italiane bilingue e dei corsi di lingua italiana d’America
|
X |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 3386 del 24 novembre 1988 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 97 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 1364 del 24 luglio 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 414 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 912 del 5 maggio 1996 (Tremaglia) |
Norme per il funzionamento delle
istituzioni scolastiche italiane oltreoceano
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 412 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 913 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
Partecipazione C.G.I.E. ELEZIONE
Presidente della Repubblica
|
XI |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 100 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed
altri) |
|
XII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 413 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed
altri) |
|
XIII |
Legislatura |
Proposta di Legge
Camera n. 914 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed
altri) |
---------------------------------------------------------
APPUNTO DEL 9
SETTEMBRE 2009
SULLE PRESE DI
POSIZIONE IN DIFESA DELL’EMIGRAZIONE E SUI PROBLEMI DEI NOSTRI EMIGRANTI,
DALLA STRAGE NEL MEDITERRANEO ALLA CHIUSURA DI AMBASCIATE E CONSOLATI, ALLA
PROPOSTA DI LEGGE SULLA ISTITUZIONE DELLA “COMMISSIONE PARLAMENTARE BICAMERALE
PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO”, PRESENTATA IL 29 APRILE 2008
E NON ANCORA
DISCUSSA, ALLA “GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL
MONDO” E IN DIFESA DELLA IMMIGRAZIONE IN ITALIA A SALVAGUARDIA DEI DIRITTI
FONDAMENTALI DELL’UOMO.
UNA AZIONE PER
CANCELLARE IL “REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA”.
UNA NOTA SULLA
CIIM – CONFEDERAZIONE DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO.
APPUNTO PER IL PRESIDENTE ON. GIANFRANCO FINI
Ti invio alcuni documenti con
qualche mia annotazione.
1.
Comunicato
stampa del 26 agosto 2009
“Presa di posizione, dopo l’ultima strage nel Mediterraneo, in difesa della
immigrazione in Italia e dei diritti fondamentali dell’uomo, che vanno
certamente salvaguardati”
Nei giorni seguenti è avvenuto
un fatto assai più grave: si è venuti a conoscenza che l’imbarcazione con
eritrei e somali è stata intercettata in acque italiane e che è stata
riaccompagnata in Libia senza alcuna assicurazione da parte libica del
rispetto delle persone e senza tener conto che si trattava di emigranti che
dovevano godere dell’asilo politico.
Questo è un fatto di grave
responsabilità.
2.
Comunicato
stampa del 21 luglio 2009
sulla “Mozione Africa” che propone una conferenza internazionale dei Paesi
africani del Mediterraneo con l’Italia e con i Paesi dell’Unione europea per
la soluzione del grave problema dell’emigrazione facendo investimenti europei
in Africa per dare lavoro a 20milioni di Africani in Africa ed impedire così
l’invasione dell’Europa.
E’ ora che il PdL presenti
alla riunione dei Capigruppo il testo della mozione del maggio 2008, a firma
Tremaglia e altri, che ha ottenuto il consenso del Presidente della Camera, ma
che non viene mai portata in riunione.
3.
Comunicato stampa dell’8 luglio 2009
in difesa di chi lavoro e di chi emigra. Importanza di una azione decisa per
cancellare il “reato di immigrazione clandestina” che intermini legali non
“esiste”. Gli emigrati italiani hanno vinto nel mondo contro le persecuzioni e
le discriminazioni antidemocratiche: questa è una verità che appare nella
nostra Storia.
4.
Nota del
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo – CTIM
contro la chiusura di un Ambasciata e sedici Consolati.
5.
Proposta di
legge per l’istituzione della Commissione Parlamentare Bicamerale per gli
Italiani all’estero, presentata il 29 aprile 2008.
Ricordo che questa proposta ha
trovato il consenso del Presidente della Camera e dei Deputati eletti
all’estero.
E’ di grande importanza anche
perché si tratta di un rapporto di politica estera e di relazioni
internazionali, avendo noi come interlocutori all’estero 395 Parlamentari
di origine italiana.
6.
Non
dimentichiamo la manifestazione dell’8 agosto a Marcinelle con la
partecipazione del Presidente della Camera e di quasi tutti i Deputati eletti
all’estero con la celebrazione della “Giornata Nazionale del Sacrificio del
Lavoro Italiano nel Mondo”.
Cordialmente.
Mirko Tremaglia
Allegati alla lettera:
Roma, 21 luglio 2009
TREMAGLIA PROPONE UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE
DEI
PAESI AFRICANI DEL MEDITERRANEO CON L’ITALIA E CON I PAESI DELL’UNIONE EUROPEA
PER FARE INVESTIMENTI EUROPEI IN AFRICA PER DARE LAVORO A 20 MILIONI DI
AFRICANI IN AFRICA ED IMPEDIRE COSI’ L’INVASIONE DELL’EUROPA.
Solo così si può fermare
l’emigrazione selvaggia dall’Africa verso i Paesi europei in Africa.
In Africa vi è l’80% della
disoccupazione e vi
è una crescita demografica tale da creare un vero pericolo di invasione
dell’Europa.
Secondo le stime, dal 1987,
anno nel quale si riunirono a Tunisi i Ministri del Lavoro dei Paesi africani
ed europei, al 2015, abbiamo un dato spaventoso relativo alla natalità:
in Europa in questo periodo abbiamo 30 milioni di nascite contro i 170
milioni dei Paesi africani. La disoccupazione in Africa è oltre l’80%.
Nel 1995, il 14 ottobre, venne
approvata in 127 Paesi,
durante i lavori dell’Unione interparlamentare a Bucarest, un testo che
prevedeva un intervento diretto dell’Europa a favore dei Paesi dell’Africa con
investimenti economici a lungo termine. A tal proposito era stata indetta
una Conferenza internazionale che non si è mai tenuta.
La proposta contenuta nella
mozione Tremaglia e altri
è quella di fare una Conferenza internazionale dei Paesi rivieraschi del
Mediterraneo e quelli dell’Unione europea per fissare finalmente l’impegno
europeo degli investimenti a lungo termine, almeno 20 anni, per creare
opportunità di lavoro per 20 milioni di Africani in Africa con un nuovo
impulso produttivo di questi Paesi più poveri ed un nuovo ruolo per l’Africa
nel contesto di una vasta produzione economica.
Solo così si potrà fermare la
“invasione” migratoria verso l’Europa, altrimenti non contenibile.
Con questo progetto si prevede
per l’Africa un ruolo di vasta produzione economica, si garantisce il
lavoro per gli Africani in Africa, si ferma il massiccio esodo migratorio
verso l’Europa, altrimenti non contenibile, si elimina ogni impostazione
puramente assistenzialistica, si esalta una politica di investimenti
che determinerà, tra l’altro, uno straordinario ritorno economico a favore
dell’Europa e un’importante collaborazione politica Nord-Sud, si
combatte sul serio la fame nel mondo, sottolineando che non si può
trattare la vastità di questi problemi con il semplicistico abbattimento dei
debiti del terzo mondo, si impegna il Governo e l’Unione Europea ad
intraprendere tutte le iniziative concrete e necessarie per dare dignità al
lavoro, riconoscendo il diritto ad ogni uomo ad avere un avvenire per sé e
per i propri figli, attuando in tal modo una grande operazione civile, in
un destino comune tra Europa ed Africa.
Nella mozione-, per rendere
concreto l’impegno, ripropone che la Conferenza internazionale venga tenuta
entro 6 mesi dalla approvazione della stessa da parte della Camera dei
Deputati.
La mozione può essere
sottoscritta dai Deputati di tutti i Gruppi parlamentari.
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COMUNICATO STAMPA dell’8 luglio
2009
MIRKO
TREMAGLIA, GIA’ MINISTRO PER GLI ITALIANI NEL MONDO E SEGRETARIO GENERALE DEL
CTIM - COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO:
DIFENDIAMO CHI LAVORA E CHI EMIGRA.
DECISA
UNA AZIONE ANCHE PARLAMENTARE PER CANCELLARE IL “REATO DI IMMIGRAZIONE
CLANDESTINA”, A FIRMA MARONI, CHE IN TERMINI LEGALI NON “ESISTE”.
GLI
EMIGRATI ITALIANI HANNO VINTO NEL MONDO CONTRO LE PERSECUZIONI E LE
DISCRIMINAZIONI ANTIDEMOCRATICHE: QUESTA E’ UNA VERITA’ CHE APPARE NELLA
NOSTRA STORIA.
Oggi è stato inventato il “reato
di immigrazione clandestina” che vuole colpire emigranti che non hanno
commesso alcun reato specifico contro la legge e che non hanno offeso alcun
diritto altrui.
Come parlamentare ed a nome del
CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, reagisco con estremo
vigore per impugnare questa decisione che suona offesa a quanti nel mondo sono
costretti a vivere ed operare al di fuori dei loro Paesi di origine.
Scendiamo in campo per difendere
i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per
ragioni di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo ai
maltrattamenti ed alla privazione dei diritti di ciascun emigrante che
rispetta in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza.
Per questi motivi di fondo
abbiamo considerato sacrosanto il nostro impegno in difesa dei lavoratori
italiani emigrati all’estero e ci impegniamo oggi per fare revocare questa
“distorsione legislativa” che ha “inventato” una norma assurda che vuol
colpire milioni di persone che lavorano o vogliono lavorare in Italia.
Quando ero Ministro per gli
Italiani nel Mondo, quale mio primo atto ufficiale, sono stato a rendere
omaggio agli Italiani emigrati in Belgio morti a Marcinelle in Belgio l’8
agosto 1956, 136 lavoratori periti nella miniera di Bois du Cazier, ed ho
presentato come Ministro per gli Italiani nel Mondo una direttiva, divenuta
decreto, ove si considera la rilevanza sociale della riscoperta dei valori
storici e culturali che hanno accompagnato il processo di emigrazione di massa
dall’Italia, in particolare per il riconoscimento e la valorizzazione del
lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati.
Questa diviene la premessa di un
discorso di fondo che ci impegna, così come abbiamo fatto per gli Italiani, a
difendere le ragioni di quanti si sono trovati in Italia per tutelare e
difendere le ragioni della loro esistenza.
Da allora, con la data dell’8
agosto è stata emanata questa direttiva:
1.
La giornata dell’8 agosto di ogni anno è designata “Giornata nazionale
del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. In tale data, le
Amministrazioni pubbliche assumono e sostengono, nell’ambito delle rispettive
competenze, iniziative volte a celebrare il ricordo del sacrificio dei
lavoratori italiani nel mondo, al fine di favorire l’informazione e la
valorizzazione del contributo sociale, culturale ed economico recato con il
proprio impegno dai lavoratori italiani operanti all’estero.
2.
Tali iniziative potranno essere avviate anche precedentemente
all’8 agosto.
Questo significa che gli Italiani
emigrati nel mondo, che hanno subito persecuzioni ingiuste, vengono da allora
esaltati ovunque.
Questo appartiene alla Storia. E’
una realtà che significa aver preso atto nel mondo di una eccezionale realtà
che chiamiamo “Sistema Italia”, avendo individuato nella verità l’esistenza di
un mondo di Italiani emigrati all’estero, che abbiamo così in sintesi
registrato:
·
stampa e stazioni
televisive (si parla di circa 390 testate giornalistiche);
·
enti patronati;
·
93 Istituti di
Cultura;
·
circa 3,5 milioni
di cittadini Italiani all’estero;
·
60 milioni di
cittadini di origine italiana nel mondo;
·
72 Camere di
Commercio italiane all’estero;
·
48 ospedali
italiani nel mondo, che hanno fatto un patto di alleanza con gli ospedali in
Italia;
·
1.000 Scienziati e
Ricercatori italiani all’estero censiti;
·
la Confederazione
degli Imprenditori Italiani nel Mondo: circa 100.000 imprenditori a
disposizione dell’Italia;
·
61.800 Ristoratori
italiani, un fatturato annuo di più di 27 miliardi di Euro ed 1 miliardo di
clienti ogni anno;
·
una apposita
convenzione con la RAI per aprire una grande finestra economica e culturale
sull’Altra Italia mediante la trasmissione nel nostro Paese di programmi sulle
Comunità italiane all’estero;
·
la Carta dei
Servizi Turistici per gli Italiani del Mondo: una grande opportunità che
consentirà ai nostri connazionali all’estero, che visitano l’Italia, di
usufruire di sconti su aerei, ferrovie, alberghi e musei;
·
123 Ambasciate e
116 Consolati;
·
500 Comitati della
“Dante Alighieri”;
e fatto di eccezionale valore:
·
395 Parlamentari di
origine italiana all’estero, che svolgono la loro attività politica in ogni
parte del mondo.
E in questa realtà democratica,
conquistata con il lavoro, noi abbiamo operato e abbiamo dato con la legge n.
459 del 27 dicembre 2001 la cittadinanza italiana a più di 3 milioni di
emigrati. Abbiamo per loro anche cambiato due volte la Costituzione ed a
questi Italiani abbiamo dato il diritto di votare alle elezioni politiche
italiane.
Questo è il punto di partenza di
una realtà che nessuno può disconoscere: è la contrapposizione al “reato
(inventato) di immigrazione clandestina” che deve essere cancellato. Tolta la
“immigrazione clandestina” occorre dare immediatamente spazio attraverso due
rimedi: quello della “regolarizzazione” e quello della sanatoria,
provvedimenti evidentemente che debbono avere impostazione e carattere
amministrativi.
Come esempio di questa nuova
realtà, che noi indichiamo, vi è la regolarizzazione di oltre 700 mila
emigrati nel nostro Paese, già avvenuta su richiesta dell’On. Gianfranco Fini.
Gli Italiani emigrati nel mondo
sono riusciti a superare ogni persecuzione.
E’ inconcepibile che si possa
“inventare”, proprio qui in Italia, una persecuzione che i nostri hanno
giustamente respinto all’estero, fatta contro di loro.
Siamo quindi moralmente, oltre
che politicamente, impegnati a salvaguardare gli stessi diritti che i nostri
emigrati hanno ottenuto con tanti sacrifici.
Invito a fare questa battaglia di
democrazia innanzitutto i miei Colleghi parlamentari, in particolare i
Deputati e Senatori italiani eletti all’estero, nonché la Presidenza ed i
componenti del CGIE e dei Comites.
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Roma, 1 Luglio 2009
NOTA DEL
COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO (C.T.I.M.) CON LA DICHIARAZIONE
DELL’ON. MIRKO TREMAGLIA, GIA’ MINISTRO PER GLI ITALIANI NEL MONDO E
SEGRETARIO GENERALE DEL C.T.I.M., CONTRO LA CHIUSURA DI UNA AMBASCIATA E DI 16
CONSOLATI.
Questa è la dichiarazione
dell’On. Mirko Tremaglia fatta davanti la Commissione Parlamentare Esteri
della Camera dei Deputati, contro la determinazione di procedere alla chiusura
dell’Ambasciata di Lusaka nello Zambia e dei Consolati di Adelaide e Brisbane
(Australia), Genk e Liegi (Belgio), Lille e Mulhouse (Francia), Mannheim,
Saarbruecken, Norimberga ed Amburgo (Germania), Manchester (Inghilterra),
Detroit e Filadelfia (Stati Uniti), Durban (Sud Africa), Losanna e Coira
(Svizzera) da parte del Ministero degli Esteri Italiano.
Questa iniziativa, della chiusura
di una Ambasciata e di 16 Consolati, è gravemente lesiva degli interessi degli
italiani residenti all’estero e della rappresentatività della stessa Nazione
italiana nel mondo. E’ senza alcuna giustificazione; è stata presentata dal
Sottosegretario agli Esteri Sen. Mantica, ed è stata da lui classificata
quale “processo di razionalizzazione della nostra rete consolare”
dichiarando che questa iniziativa “salvaguarda le esigenze dell’utenza e
produce risparmi in modo da rinforzare gli uffici compresi quelli operativi in
aree emergenti sottoposti e di forte interesse per gli operatori economici”.
Questa operazione è, invece, gravemente lesiva nei nostri interessi nazionali
e contrasta nettamente con gli interessi stessi dei nostri operatori economici
che risiedono in Italia ed all’estero.
Nella realtà, ha detto Tremaglia,
è una pesante contraddizione non solo con l’impegno degli italiani che sono
nel mondo ma anche con la nuova realtà di carattere elettorale che è avvenuta
con il cambio, per ben due volte, della Costituzione italiana e l’approvazione
della nuova Legge elettorale da me proposta ed approvata nel dicembre 2001 e
che ha dato la possibilità agli italiani residenti all’estero di votare per
eleggere 6 Senatori e 12 Deputati del Parlamento italiano; con nuovi impegni
nazionali ed anche internazionali.
Tremaglia ha ricordato la sua
esperienza come Ministro per gli Italiani nel Mondo: durante quel periodo non
è stata cancellata alcuna rappresentanza consolare italiana. La nuova realtà,
sorta con il cambio della Costituzione e la possibilità di votare, ci pone
nelle condizioni di avere necessità di maggiore rappresentanza consolare,
anche per le nuove e più importanti possibilità economiche che possono essere
affrontate solo con un indirizzo consolare di maggiore efficienza e prestigio;
e non il contrario.
Ho ritenuto pertanto doveroso,
sia sotto l’aspetto personale sia come C.T.I.M. – Comitato Tricolore per gli
Italiani nel Mondo, che io rappresento, di fare una opposizione molto decisa
affinchè non si giunga a questa determinazione di chiusura delle nostre
rappresentanze, che sono sempre più necessarie, anzi, indispensabili, per
affrontare i traguardi che debbono essere raggiunti. E’ improponibile che si
giunga alle conclusioni annunciate dal Sottosegretario Mantica; la nostra
opposizione sarà, quindi, assoluta.
Chiediamo, pertanto, che questa
proposta del Sottosegretario venga sottoposta all’esame ed alla approvazione
necessaria del C.G.I.E. e dei COMITES, che sono l’espressione di oltre 3
milioni di cittadini italiani all’estero, che sono elettori e concorrono alle
decisioni della politica dell’Italia in ogni parte del mondo.
Non si tratta di una presa di
posizione di parte, ma di un indispensabile atteggiamento che il C.T.I.M.
(Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) – che Tremaglia rappresenta -
assume in rappresentanza di tutti i nostri sostenitori in ogni parte del
mondo. Per questi motivi sarà necessaria una intesa con tutti i parlamentari
eletti all’estero e che rappresentano i nostri connazionali alla Camera dei
Deputati ed al Senato della Repubblica.
In questo quadro diviene
necessaria l’approvazione alla Camera dei Deputati ed al Senato della Proposta
di Legge che Tremaglia ha presentato che si chiama “Istituzione della
Commissione Parlamentare Bicamerale per gli italiani all’estero”. Di
fronte ai nuovi impegni conseguenti alla nuova rappresentanza elettorale
degli italiani nel mondo.
Basti pensare ai problemi di
carattere economico, di rappresentanza di iniziativa politica con la necessità
di intese indispensabili nella nuova realtà politica ed internazionale. Basti
pensare che abbiamo nel mondo più di 395 parlamentari di origine italiana ed
alla straordinaria attività di carattere economico e sociale rappresentata dai
milioni di italiani che risiedono all’estero. Anche in ordine a queste nuove
vicende economiche e politiche, diviene sempre più forte la nostra
opposizione alla chiusura di nostri Sedi diplomatiche all’estero, così come è
stata rappresentata nel progetto del Sottosegretario Sen. Mantica.
E’ proprio per questo motivo che,
in adesione alla rappresentanza del C.G.I.E. e dei COMITES, abbiamo presentato
la Proposta di legge, sottoscritta alla Camera dei Deputati dalla maggior
parte dei Deputati eletti all’estero, per dare vita ad una Commissione
Parlamentare Bicamerale, che affronti i problemi per fare la politica per gli
italiani all’estero, che svolga attività di indirizzo, di coordinamento, di
controllo sulle politiche concernenti i cittadini italiani all’estero, in
particolare sull’attuazione dell’uguaglianza dei loro diritti civili e
politici.
Insistiamo – ha sottolineato
l’on. Tremaglia – nella nostra netta opposizione alle proposte avanzate dal
Sottosegretario Mantica. Non possono aver corso queste assurde iniziative, se
non vi è il consenso dei COMITES e del C.G.I.E. Ci riserviamo, per quanto ci
riguarda, di dimostrare quanto sia assurda e negativa l’intenzione espressa
dal Sottosegretario, di chiudere le nostre rappresentanze consolari, perché
sono in netto contrasto con l’interesse assoluto degli italiani residenti
all’estero e dell’Italia.
Iniziamo queste nostre
osservazioni di fondo, contestando con decisione, la proposta delle chiusure
dei Consolati di Detroit e Filadelfia, che hanno già creato un grave
malcontento nella comunità italiana del Nord America. Filadelfia è uno degli
epicentri dell’immigrazione in tutto il Nord America. Dopo New York,
Filadelfia è un’area densissima di presenza italiana, sia per ragioni
economiche che politiche. In questo Distretto Consolare, infatti, vi sono
interessi economici importanti dopo New York.
Preme ricordare l’Agusta Westland,
che impiega circa 600 dipendenti, per la maggior parte italiana. La Boeing
Corp. con centinaia di impiegati che curano i servizi della flotta Boeing
dell’Alitalia e delle altre Compagnie aeree italiane. Nel Distretto Consolare
vi sono circa 250 imprese commerciali con capitale italiano. Il Centro Medico
dei trapianti di Pittsburgh, Jefferson University, Sbarro Institute Cancer
Research Center di Filadelfia, con centinaia di scienziati italiani. Temple
University, con la sua succursale italiana. La flotta commerciale italiana,
che usa il porto di Filadelfia per lo sbarco e la distribuzione dei prodotti
italiani in tutti gli Stati Uniti.
Il Consolato italiano che emette
circa 5000 visti a giovani che si recano a studiare in Italia. Gli
italoamericani, che rappresentano circa il 10% della popolazione, hanno eletto
il 25% dei Consiglieri della città di Filadelfia, e la stessa percentuale di
rappresentanti al Parlamento statale di Harrisburg. Il Presidente del
Consiglio municipale è di origine italiana.
Ribadiamo – conclude Tremaglia –
la nostra decisa contrapposizione ad una operazione assurda, che va contro gli
interessi nazionali ed internazionali degli italiani all’estero e della stessa
Nazione Italiana. Ripetiamo la nostra decisa “alleanza” con il C.G.I.E. e con
i COMITES, negli interessi superiori dei nostri connazionali e dell’Italia
nel mondo.
CONFEDERAZIONE DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO
L’on. Mirko Tremaglia propone
all’attenzione del Ministro degli Esteri di considerare di grande importanza,
nel quadro della potenzialità delle nostre comunità all’estero, l’esistenza
della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo che si è costituita
durante il periodo del Ministero per gli Italiani nel Mondo e che rappresenta
la nostra forza economica nel mondo e che hanno grandi possibilità di
intervenire, anche in appoggio alla nostra struttura consolare.
L’on. Tremaglia ricorda che tale
Confederazione, di cui era il Presidente Onorario, è stata presieduta dal
Ministro Zamberletti, che ha dato strutture e capacità di iniziativa alla
organizzazione in varie parti del mondo.
Su concorde parere e proposta di
Tremaglia, di Zamberletti e degli Associati, la Confederazione è ora
presieduta dal Sen. Mario Baldassarri che, unitamente alla organizzazione di
carattere commerciale italiana che esiste nel mondo, è disponibile a
rafforzare la nostra iniziativa e rappresentatività in ogni parte del mondo.
L’on. Tremaglia chiede che il
Ministro degli Esteri prenda i necessari contatti con la Confederazione in
modo di affrontare anche le necessità indispensabili delle attività delle
nostre Ambasciate e dei nostri Consolati. Così si dimostrano le possibilità
di superare i problemi che sono stati esposti con iniziative inopportune dal
Sottosegretario Sen. Mantica.
La proposta Tremaglia, quindi,
sotto questo aspetto ha questi significati:
1)
Sottoporre la questione dei Consolati e delle Ambasciate all’esame
determinante del C.G.I.E. e dei COMITES.
2)
Prendere immediati contatti con il Sen. Mario Baldassarri, quale
Presidente della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, per
studiare le possibilità di accordo e di iniziative tra il Ministero degli
Esteri e la stessa Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo.
On. Mirko Tremaglia
TRIONFALE RITORNO DI TREMAGLIA AL COLUMBUS DAY

Vedi anche video su YouTube
(clicca qui sotto):
http://www.youtube.com/watch?v=AMGJdlhYdEE&feature=player_embedded#
La folla
entusiasta lo acclama a New York durante la parata del Columbus Day
gridando “Mirko”, “Mirko”, “Tremaglia”, “Tremaglia sei grande”. Preceduto
dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, accompagnato dai dirigenti del
Ctim e seguito dalla gloriosa banda dei Bersaglieri di Bergamo, Mirko
Tremaglia sfila nella Quinta Strada di New York tra più di 35.000
spettatori.
Con voce ancora
infervorata e con grande emozione ricorda ripetutamente la presenza dei
bersaglieri, suoi commilitoni di un tempo passato, che si sono esibiti sia
nella cattedrale di San Patrick sia alle sue spalle durante la parata
terminando una delle canzoni con “…Ministro Tremaglia bersagliere”.
Ed
è proprio al ritmo della loro musica che il Ministro La Russa s’incamminò,
fermando la parata di fronte al palco delle autorità, verso l’onorevole
Tremaglia per riconoscerlo e abbracciarlo.
Un ritorno
veramente trionfante per il primo e unico Ministro degli Italiani nel Mondo,
che ha sfilato tra una folla esultante assieme ai sempre fedeli e cari
dirigenti del Comitato Tricolore (Ctim) Antonio Cardillo, Luigi Solimeo,
Nino Antonelli, Paolo Ribaudo e Benito Secchiano, accompagnati in spirito
dal Coordinatore Ctim per il Nord America, Vincenzo Arcobelli occupato suo
malgrado al comando dell’aereo di linea con rotta ben distante da New York.
Ho intervistato
telefonicamente l’On. Tremaglia al termine della parata, nel suo albergo,
dove assieme alla moglie, la simpaticissima Signora Italia Tremaglia,
cercava il meritato riposo e ristoro dal freddo (10 gradi Celsius) della
grande mela. Riposo reso arduo dalle varie telefonate ma maggiormente per
l’adrenalina in seguito al grande successo riscontrato. Veramente più che
un’intervista è stato un colloquio aperto e amichevole; ecco alcune delle
domande poste al nostro Segretario Generale:
D. Onorevole
Tremaglia, come ha trovato l’accoglienza dei newyorkesi in questa grande
parata del Columbus Day?
R. È stata una
sensazione straordinaria, non è la prima volta che io partecipo al Columbus
Day. Devo dire che questa volta è stata straordinaria perché avevo la
macchina preceduta da uno striscione con la scritta Comitato Tricolore e
Onorevole Mirko Tremaglia e per tutto il percorso ci sono state
manifestazioni che erano veramente commoventi; tutta la gente che
partecipava con il mio nome e poi cosa straordinaria, mai capitata, seguito
da una rappresentanza ufficiale dei bersaglieri (trenta circa) che venivano
da Bergamo e che hanno continuato a suonare: è stata una cosa veramente
stupenda. Hanno cominciato in chiesa, in cattedrale e hanno finito con una
canzone dei bersaglieri che è finita con un applauso particolare e una
citazione: “…Ministro Tremaglia bersagliere”. Perfino il Cardinale Eagan è
venuto a congratularsi con me.
D. È rimasto
soddisfatto allora dell’organizzazione del suo CTIM?
R.
Tutto è stato organizzato in modo superlativo, tenuto conto del brevissimo
tempo a disposizione, devo dirlo, da Cardillo con i suoi collaboratori
Solimeo, Antonelli, Ribaudo e tutti gli altri che ricevono le coordinate del
com.te Arcobelli del Comitato Tricolore, comitato che ha dimostrato di
essere non soltanto ancora vivo, ma super vivo, in una giornata che io
definisco trionfale, che ha dimostrato come nonostante i tentativi di
dimenticarsi troppo in Italia degli italiani nel mondo, ecco, il Comitato
Tricolore fa’ vedere ancora una volta la sua vitalità e la sua grande
capacità, come le due precedenti manifestazioni, una quella di Marcinelle
l’8 di agosto con la partecipazione del Presidente della Camera onorevole
Fini, grande significato, e del Cgie con il suo presidente Carrozza, l’altra
quella negli Stati Uniti a Hereford, Texas, con il Sottosegretario onorevole
Roberto Menia, ideata e portata a termine da Vincenzo Arcobelli ed i suoi
collaboratori. Sono state veramente manifestazioni bellissime e
commoventi. Questa di oggi la devo, ripeto, a Cardillo ed i suoi
collaboratori. Ciò serve a continuare la battaglia perché la battaglia cosi
si riconosce che è stata una grande vittoria, che abbiamo mutato la
Costituzione due volte per gli italiani nel mondo e abbiamo dato il voto a
più di 4 milioni di italiani nel mondo, quindi il tentativo che oggi si fa’
di dimenticare è una dimostrazione che invece è vivo ed è un fatto trionfale
ed è il riconoscimento della grande amicizia sul piano della storia e sul
piano delle relazioni politiche tra gli Stati Uniti e l’Italia. Questo noi
non possiamo dimenticarlo ed io sono profondamente felice e sono commosso.
Ho ripreso la forza per continuare, perché ci sono delle tappe che dobbiamo
conquistare ancora come italiani nel mondo e non possiamo restare cosi come
siamo e questa di oggi è un grande successo, a parte la mia persona, ma io
lo sento come un grande successo d’italianità e di forza politica nazionale
e di alleanza, questo è molto importante, con gli Stati Uniti d’America.
D. Quali altre
tappe sono ancora da conquistare?
R.
La forza degli
italiani nel mondo non è riconosciuta; se noi invece alimentiamo questa
grande alleanza con gli italiani nel mondo, politicamente, ne traiamo un
vantaggio grandioso, pensa per esempio che domattina io ho un incontro con
quelli della Ciim,
un’organizzazione che io ho costituito quando ero ministro ed è la
Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo e se noi la alimentiamo
e la riorganizziamo questo è un grande vantaggio. Io ho fatto convegni
che voi sapete benissimo durante il mio periodo con delle situazioni che
sono emerse eccezionali - noi abbiamo 395 parlamentari di origine italiana -
se noi avessimo una politica di aggancio con questi parlamentari la politica
estera, non solo, ma anche i rapporti di natura economica con il mondo e in
particolare ovviamente con gli Stati Uniti d’America, sarebbe veramente
eccezionale e noi dobbiamo considerare che abbiamo 60 milioni di cittadini
di origine italiana e se facessimo un grande sforzo sul piano turistico ne
faremmo delle cose eccezionali a favore dell’Italia. Io avevo proposto
di fare degli sconti straordinari agli italiani nel mondo e noi avremmo
avuto un successo anche sotto l’aspetto economico.
D. Grazie caro
Ministro, è ovvio che la battaglia, come dice lei, deve continuare e deve
essere vinta. Le facciamo tantissimi auguri di continuo successo a suo
beneficio personale e a quello di tutti gli italiani nel mondo.
R. Son tante
cose da fare mentre adesso si dorme. Questa iniziativa di oggi non dico che
capovolge la situazione ma da un tocco prezioso a questa battaglia che noi
dobbiamo continuare, anche nel quadro di intensificare i rapporti e
l’amicizia con gli Stati Uniti d’America.
Franco Giannotti
|
Min.Pres.Seehofer |
 |
Il
Ministro Presidente della Baviera Seehofer scrive a Frattini per il
mantenimento della Sede consolare a Norimberga
Il CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) della Franconia,
dopo aver interessato il Deputato regionale Jürgen W. Heike e il Ministro
bavarese dell'Ambiente e Salute Markus Söder (ambedue CSU), apprende con
grande soddisfazione dallo stesso Deputato dell'intervento del Ministro
Presidente della Baviera, Horst Seehofer.
In una lettera (clicca
qui per vedere originale) al Ministro degli Affari Esteri Franco
Frattini, il Ministro Presidente si esprime contro la chiusura del Consolato
di Norimberga, sottolineando l'importanza degli ottimi rapporti esistenti
tra la Baviera e l'Italia; questo, grazie anche al supporto dei Consolati di
Monaco e Norimberga. Esprimendo la sua preoccupazione per la possibile
chiusura del Consolato di Norimberga, fa appello al Ministro degli Affari
Esteri italiano affinché si possa, anche per il futuro, contare su questa
Rappresentanza della Repubblica Italiana nel Nord della Baviera.
Il CTIM-Franconia nota - dopo i
molteplici interventi del Sindaco e dell'intero Consiglio comunale
di Norimberga, dei diversi Deputati regionali, di Sottosegretari e Ministri
bavaresi e, ora, del Ministro Presidente Seehöfer - che questa decisione "di
ristrutturare " la rete diplomatica italiana all'estero eliminando
importanti sedi consolari, viene vista anche dai politici locali in modo
sfavorevole e preoccupante.
|
J.Heike |
 |
Il CTIM-Franconia,
condividendo questa preoccupazione, rivolge, anche a nome del locale
Comites, del Comitato per il mantenimento del Consolato e, soprattutto, dei
tanti connazionali (oltre 28.000) che vivono nella circoscrizione consolare
di Norimberga, un chiaro e forte appello ai responsabili del Governo,
affinché avvenga una seria, interessata e pacata riflessione su questa
cosiddetta "ristrutturazione", in modo da poter trovare una via d'uscita, o
un compromesso, che salvaguardi gli interessi di tutti.
Soprattutto, come da
noi già da tempo proposto, si chiede di valutare seriamente le possibilità
di risparmio esistenti sui diversi capitoli di spesa, quali, ad es., i costi
della locazione e del personale di ruolo. Le alternative ci sono;
ciò che occorre, ora, è la volontà politica dei nostri governanti. La volontà, dati
alla mano, di confrontare i singoli costi per permettere allo Stato un reale
risparmio senza danneggiare l'immagine dell'Italia e del Made in Italy - e
senza sminuire il diritto della nostra comunità ai servizi amministrativi
del proprio Paese di appartenenza.
|
M. Söder |
 |
Noi del CTIM, del
Comitato per il mantenimento del Consolato, del Comites, le Associazioni e
gli Enti tutti qui operanti e, ora, anche il Ministro-Presidente bavarese
Seehofer, ci aspettiamo che queste possibilità e proposte vengano prese
seriamente in considerazione, e non ignorate o frettolosamente liquidate.
La chiusura del
Consolato di Norimberga significherebbe la perdita di un importante punto di
riferimento non solo per la nostra numerosa comunità e per le Istituzioni
locali, ma anche per le aziende italiane e tedesche che hanno, o desiderano,
rapporti con l'Italia.
In considerazione
del fatto che lo Stato Libero di Baviera (che è il maggior Land tedesco e
gode come regione una particolarità istituzionale e una legislazione
autonoma) vede nell'Italia il primo partner per gli scambi economici,
ci auspichiamo che, nell'interesse di tutti e
contrariamente a quanto avvenuto con il Presidente del Saarland Peter Müller,
venga data ora un'urgente risposta al Ministro Presidente Seehofer -
e a noi.
Presidente CTIM-Germania e coordinatore CTIM-Franconia
Consigliere Com.It.Es. Norimberga
NORIMBERGA NON SI ARRENDE: IL
CONSOLATO DEVE RIMANERE!
Dopo la riuscita manifestazione di protesta a
Norimberga del 19.09.2009 contro la chiusura del Consolato d’Italia in
Norimberga, ritengo di potermi permettere un momento di riflessione che
desidero condividere con la collettività italiana all’estero, con i
rappresentanti per la circoscrizione estera nel Parlamento della Repubblica ed
anche con la stampa. Prima di cominciare, non posso fare a meno di rivolgere
un commosso omaggio ai soldati italiani vittime dell’attentato a Kabul, ai
quali è andato anche il pensiero di tutti i partecipanti alla manifestazione
di sabato.
La straordinaria reazione delle associazioni e degli
italiani della Franconia che, dopo l’annuncio ufficiale del Sottosegretario
Mantica di chiusura del Consolato di Norimberga a breve o medio termine, hanno
trovato, in brevissimo tempo, una coesione straordinaria e stanno combattendo,
in maniera compatta e decisa, per il mantenimento dell’unica istituzione
ufficiale italiana nel nord della Baviera e contro una decisione palesemente
ingiusta e superficiale.
Da sottolineare è inoltre - a mio modesto avviso – la
maturità mostrata dalle organizzazioni italiane sul territorio (Com.It.Es.,
associazioni tutte, enti) e dai singoli cittadini che, da subito, si sono resi
conto dei motivi della decisione, ne hanno capito la ragione ed hanno avanzato
proposte alternative ad una chiusura. Proposte avanzate a tutti I livelli ed
interlocutori che non hanno, fino ad oggi, suscitato alcuna reazione
ufficiale.
Le uniche certezze sono le seguenti:
che il Consolato di Norimberga era ed è tra i
Consolati che, secondo il piano del Sottosegretario Mantica, dovevano essere
chiusi;
che il Consolato di Norimberga doveva essere chiuso
già nell’autunno 2009;
che la Commissione Esteri ha approvato nel mese di
luglio 2009 all’unanimità la risoluzione degli onorevoli Narducci-Di Biagio di
rivedere le modalità di razionalizzazione della rete consolare all’estero;
che il Sottosegretario Mantica, accogliendo la
proposta Narducci-Di Biagio ha rimandato le chiusure ed ufficialmente
confermato che, entro il 31. dicembre 2009, non avverranno chiusura, ma solo
declassamenti.
Quest’ultima affermazione non ci conforta per nulla.
Se il Consolato di Norimberga dovesse essere chiuso il 1 di gennaio 2010, il
Sottosegretario Mantica potrebbe comunque affermare , senza mentire, di avere
mantenuto la parola. Attendiamo, di conseguenza, il più presto possibile , dal
Governo italiano e dal Ministero degli Affari Esteri, decisioni ufficiali e
definitive di accoglimento delle richieste della collettività italiana
all’estero e di revisione del piano di chiusure con il mantenimento del
Consolato di Norimberga.
La collettività italiana di Norimberga vuole
mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a concordare con
l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze
di risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani
all’estero.
La maggioranza della collettività potrebbe accettare
una trasformazione del Consolato in agenzia consolare, ma non l’ipotesi di uno
sportello o un Consolato onorario. Queste due ultime possibilità sono
superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei servizi, né la continuità,
né la rappresentatività ed I diritti democratici. Chiediamo il mantenimento in
servizio a Norimberga del personale locale già in servizio e di una ristretta
cerchia di personale di ruolo. Ed ecco che i risparmi sarebbero consistenti e
reali, Onorevole Mantica!
La seconda parte della mia riflessione riguarda le
dimostrazioni di solidarietà e simpatia giunte al Comitato di coordinamento
per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga, che tanto ha fatto
in questi mesi, ed al Com.It.Es. da rappresentanti di Enti, istituzioni,
persone private, personalità della vita economica e politica della Franconia e
della Baviera.

Allego una breve sintesi di queste comunicazioni e ci
tengo a sottolineare che tali reazioni sono una dimostrazione dell’importanza
della presenza italiana in Franconia e del suo ottimo inserimento nella
società locale. Gli italiani in Franconia sono, in primo luogo, italiani, ma
anche cittadini della Franconia, cittadini europei riconosciuti a pieno dalla
società locale e qui altamente apprezzati. Il mio appello è che L’Italia non
rinunci a tale prezioso patrimonio e costringa una parte molto grande di loro
a voltare le spalle alla patria.
Mi permetto di citare alcuni importanti paladini del
mantenimento del Consolato a Norimberga e, nello stesso tempo, di ringraziarli
nuovamente: il gruppo consiliare della CSU e della SPD presso il Consiglio
Comunale di Norimberga, il Deputato Regionale Jürgen W. Heike, il Ministro
Bavarese per gli Affari Europei Onorevole Emilia Müller, il deputato Regionale
nel Parlamento Bavarese Onorevole Markus Söder, il Sottosegretario Federale
agli Esteri Onorevole Günter Gloser, il Sottosegretario per gli Affari
Ecomonici Signora Dagmar Wöhrl che ci ha concesso l’onore di partecipare alla
dimostrazione del 19 settembre. Un importante apporto alla manifestazione del
19 settembre è stato fornito dal punto di vista organizzativo, così come dei
contenuti, dal DGB (Federazione dei Sindacati Tedeschi) rappresentata dal
Segretario Regionale Stephan Doll.
Non da ultimo desidero ricordare, in tale contesto,
il Sindaco di Norimberga Dr. Ulrich Maly, un grande conoscitore dell’Italia,
della sua cultura e della sua lingua, che, quale rappresentante del Comune di
Norimberga, ma anche dell’omonima Regione Europea Metropolitana. Egli, anche
quale Commendatore della Repubblica, ha scritto, già all’inizio di giugno, al
Ministro Frattini (lettera rimasta fino ad oggi senza risposta) ed
all’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Sua Eccellenza Valensise, esponendo le
ragioni per il mantenimento del Consolato.
Per finire ribadisco che tutti noi, gli italiani
della Franconia, non ci arrenderemo e continueremo a realizzare tutte le
iniziative del caso e chiedo, per l’ennesima volta, un confronto serio,
democratico e diretto con l’amministrazione italiana.
Segue la lista, non esaustiva, dei documenti di
solidarietà, dei servizi stampa e delle espressioni di solidarietà sulla
chiusura del Consolato di Norimberga.
Lucio Albanese
Presidente
C.T.I.M. Germania e membro Com.It.Es.
di Norimberga
INDICE
DOCUMENTI CONTRO LA CHIUSURA
1. RASSEGNA
STAMPA
1.
17/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Roma chiude il Consolato?
2.
18/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Sindaco e CSU contro la chiusura.
3.
20/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG - INTERVISTA SU VIDEO AL SIGNOR STEFANO
PALOMBO (http://www.nz-online.de/artikel.asp?art=1037476&kat=317)
4.
04/07/2009 – NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani vogliono salvare il
Consolato.
5.
06/07/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG E NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani
dimostrano contro la chiusura del Consolato.
6.
10/07/2009 – NEUE PRESSE COBURG – articolo su dimostrazione
7.
14/07/2009 – CSU, COMUNICATO STAMPA – Contro la chiusura del Consolato
d´Italia a Norimberga.
8.
22/07/2009 – RADIO BAVARESE TERZO PROGRAMMA – Lotta per il Consolato d´Italia.
9.
26/07/2009 –
SONNTAGSBLITZ – Il Consolato chiude?
10.
08/08/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – SI può evitare la chiusura?
11.
13/08/2009 – MAIN ECHO – Per ogni passaporto a Monaco?
2. DOCUMENTAZIONE
COM.IT.ES
1.
28/06/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa
2.
05/07/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa
3.
22/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera aperta
4.
31.07.2009 – COM.IT.ES – Lettera Ministro Frattini
3. LETTERE
ISTITUZIONALI ED ALTRI
1.
30/.06/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Decisione del
Consiglio degli starnieri sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.
2.
02/07/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Presa di posizione
del Consiglio degli Stranieri “Ausländerbeirat” sulla chiusura del Consolato
d´Italia a Norimberga.
3.
16/07/2009 – COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI ALL´ESTERO – Comunicato
Stampa
4.
16/07/2009 – INSTITUT FÜR ROMANISTIK DER UNIVERSITÄT ERLANGEN-NÜRNBERG –
Oggetto: Chiusura del Consolato
5.
18/07/2009 – MAIL DELL’EX SINDACO DI NORIMBERGA CAVALIERE DR: PETER SCHÖNLEIN
6.
22/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO
D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa
7.
25/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO
D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa
8.
28/07/2009 – INAS-CISL – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.:
Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini
9.
29/07/2009 – DIETER NESTEL Avvocato – Lettera contro la chiusura indirizzata
al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini
10.
28/07/2009 - ITALWERBUNG
11.
28/07/2009 _
UNIVERSITA’ DI ERLANGEN
12.
07/08/2009 – RISTORANTE BARDOLINO- Lettera all’Ambasciatore
13.
10/08/2009 – IHK NÜRNBERG- Lettera al Consolato
14.
10.08.2009 – GEWERKSCHAFT NAHRUNG GENUSS UND GASTSTÄTTE
4. LETTERE
POLITICI
1.
29/05/2009 – SINDACO DI NORIMBERGA – Lettera contro la chiusura del Consolato
2.
17/06/2009 – CSU – Comunicato Stampa del gruppo politico del Consiglio
comunale di Norimberga.
3.
Giugno 2009 – SINDACO DI FÜRTH – Lettera contro la chiusura del Consolato
4.
05/07/2009 – THORSTEN BREHM, Consigliere comunale – Gli italiani combattono
per il loro Consolato.
5.
13/07/2009 – CSU – Risoluzione del Consiglio comunale contro la chiusura del
Consolato d´Italia in Norimberga.
6.
16/07/2009 - SINDACO DI GEMÜNDEN A.MAIN – Lettera contro la chiusura del
Consolato
7.
21/07/2009 – SINDACO DI ROTHENBURG OB DER TAUBER – Lettera contro la chiusura
del Consolato
8.
22/07/2009 – SINDACO DI EGGOLSHEIM – Lettera contro la chiusura del Consolato
9.
22/07/2009 – SINDACO DI MARKTREDWITZ– Lettera contro la chiusura del Consolato
10.
24/07/2009 – SINDACO DI DETTELBACH – Lettera contro la chiusura del Consolato
11.
24/07/2009 – SINDACO DI PUSCHENDORF – Lettera contro la chiusura del Consolato
12.
27/07/2009 – PETRA L. GUTTENBERGER, Membro del Parlamento Regionale della
Baviera – Lettera, Ogg: Chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.
13.
27/07/2009 – SINDACO DI SCHNECKENLOHE – Lettera contro la chiusura del
Consolato
14.
27/07/2009 – HERMANN IMHOF – Membro del Parlamento Regionale della Baviera
15.
28/07/2009 – SINDACO DI HERSBRUCK – Lettera contro la chiusura del Consolato
16.
29/07/2009 – PREFETTURA DELLA FRANCONIA CENTRALE (A NOME DELLE TRE PREFETTURE
ESISTENTI SUL TERRITORIO)
17.
03.08.2009 – SINDACO DI ASCHAFFENBURG – Lettera contro la chiusura del
Consolato
18.
04.08.2009 - SINDACO DI COBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato
19.
05.08.2009 – SINDACO DI BAD KÖNIGSHOFEN I. GRABFELD – Lettera contro la
chiusura del Consolato
20.
07.08.2009 – SINDACO DI WUNSIEDEL – Lettera contro la chiusura del Consolato
21.
10.08.2009 – SINDACO DI WÜRZBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato
22.
10.08.2009 – SINDACO DI LOHR AM MAIN – Lettera contro la chiusura del
Consolato
23.
13.08.2009 – SINDACO DI RÖDELSEE Lettera contro la chiusura del Consolato
24.
25.08.2009 –SINDACO DI ERLANGEN Lettera contro la chiusura del Consolato
25.
25.08.2009 - MINISTRO BAVERESE PER GLI AFFARI FEDERALI ED EUROPEI
Presa di posizione contro la chiusura del Consolato
5. LETTERE DI
ASSOCIAZIONI
1.
29.07.2009 –
CIRCOLO CAMPANIA
2.
29.07.2009 –
CIRCOLO CULTURALE FAMIGLIE NORIMBERGA
3.
30.07.2009 –
INTERNATIONALE BEGEGNUNG
4.
03.08.2009 – CTIM COBURG
5.
08.08.2009 –
CTIM NORIMBERGA
4.
19.08.2009 –
SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI COMITATO DI NORIMBERGA
DIMOSTRAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL CONSOLATO D’ITALIA IN NORIMBERGA:
HA
PARTECIPATO ANCHE IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER L’ECONOMIA SIGNORA DAGMAR
WÖHRL
|
La sottosegretario Wöhrl sfila nel corteo (con giacca
blu) |
 |
Le associazioni della circoscrizione consolare di
Norimberga ed il Gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato
constatano che la dimostrazione del 19.09.2009 a Norimberga è stata
un’ulteriore decisa prova dell’interesse della comunità italiana per il
mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga e della volontà di
impegnarsi fino a fondo in tal senso.
Con la presente vogliamo in breve riassumere gli
eventi fino ad oggi:
da anni, all’interno dell’amministrazione del
Ministero degli Affari Esteri, si parla di una ristrutturazione della
struttura estera.;
nel giugno di quest’anno, dopo una riunione dei
vertici del Ministero, il Sottosegretario Mantica ha presentato una lista
ufficiale di Consolati ed Ambasciate italiane che devono essere chiuse entro
il 2011;
il Sottosegretario Mantica ha poi tenuto una serie di
audizioni presso la Commissione Esteri del Parlamento italiano sottolineando
la necessità della chiusura;
sappiamo con sicurezza che la chiusura del Consolato
di Norimberga era prevista per il 1 dicembre 2009;
date le proteste da tutto il mondo, i parlamentari
italiani eletti per la Circoscrizione Estera hanno chiesto un congelamento
delle chiusure dei Consolati fino al fine del 2011;
nonostante la sua apparente disponibilità di fine
luglio il Segretario Mantica non ha intrapreso nulla per venire a conoscenza
della reale situazione delle rappresentanze consolari all’estero.
Il Consolato di
Norimberga era ed è sulla lista dei Consolati che dovrebbero essere chiusi nei
prossimi anni.
Nel ringraziare i loro rappresentanti al Senato ed
alla Camera, le associazioni italiane della Franconia sono dell’avviso che un
congelamento non basta. Gli italiani della Franconia hanno diritto a servizi
validi e non si accontentano di assicurazioni di comodo che non offrono
alcuna garanzia a lungo termine. Non si può chiedere agli italiani in
Franconia di percorrere 400 chilometri per richiedere un passaporto o firmare
un atto notatile. Gli italiani di Franconia vogliono il loro Consolato a
Norimberga.
Non è accettabile che , alle spalle della comunità il
Ministero degli Affari Esteri prepari una lista di chiusure e la presenti in
Parlamento senza alcuna concertazione con la collettività italiana all’estero.
Gli italiani della Franconia chiedono, ancora una
volta, un confronto diretto con cifre alla mano tra l’amministrazione italiana
e la comunità. Affermare adesso che, da parte del Ministero, non vi sono mai
state decisioni concrete è una contraffazione della realtà. I tentativi delle
autorità italiane di influenzare la stampa tedesca ed italiana offrendo
interpretazioni diverse non riusciranno. Gli italiani della Franconia
continueranno a far sentire la loro voce.
La comunità italiana vuole un’assicurazione scritta e
definitiva di mantenimento del Consolato. La comunità italiana di Norimberga
chiede al Sottosegretario Mantica quale sarebbe l’ammontare dei risparmi su
scala annuale nel caso di chiusura del Consolato di Norimberga. Si sottolinea
che, secondo i calcoli del gruppo di coordinamento, il risparmio ammonterebbe
a meno di 100.000 Euro l’anno. Partendo da una cifra di 28.000 residenti
italiani in Franconia questo significa una somma di 3,59 per ogni italiano
per anno. Non è possibile che uno stato come l’Italia (facente parte del
gruppo dei G8) non possa permettersi una tale cifra. Non è possibile che
migliaia di anziani italiani si vedano la porta sbattuta in faccia. Non si
può togliere una roccaforte italiana alla Regione Europea Metropolitana di
Norimberga. Non si può rinunciare alla diffusione della lingua e cultura
italiana nel nord della Baviera. L’Italia è un paese di grande tradizioni e
di estrema importanza a livello mondiale. Il suo governo, i suoi politici, le
sue istituzioni devono tenerne conto ed agire di conseguenza e mantenere il
Consolato di Norimberga. Per 3,59 Euro annuali per ogni italiano non si può
rifiutarsi di offrire loro i servizi e l’assistenza dovuti. Per 3,59 Euro
all’anno a testa non si può e non si deve rinunciare all’italianità in
Franconia.
Alla dimostrazione hanno partecipato numerosi consiglieri comunali della CSU e
SPD così come il Sottosegretario di Stato per l’Economia Signora Dagmar Wöhrl.
Le azioni per il
mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga continueranno.
Il Gruppo di
coordinamento per il mantenimento del Consolato di Norimberga chiede un
confronto diretto e concreto (con cifre alla mano) con le autorità
ministeriali italiane.
Norimberga,
19.09.2009
GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D’ITALIA IN
NORIMBERGA
presso Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail:
romeo.c@web.de
-------------------------------------------
DEMO GEGEN DIE
SCHLIEßUNG DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG AM 19.09.2009
STAATSSEKRETÄRIN DAGMAR WÖHRL
MARSCHIERT MIT
Die italienischen Vereine in Franken und der
Koordinierungskreis zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg
stellen fest, dass die Demo, die am 19.09.2009 stattfand, ein weiterer
handfester Beweis für das dringende Interesse der italienischen Gemeinschaft
in Franken am Erhalt des Konsulates in Nürnberg und ihren Willen, sich für
dieses Ziel einzusetzen, ist.
Nachfolgend fassen wir die Entwicklung der letzten
Monate zusammen:
seit Jahren strebt das Außenministerium der Republik
Italien eine Umstrukturierung des Konsularnetzes an;
im Juni 2009 wurde nach einer offiziellen Sitzung der
Spitze des Außenministeriums, eine Auflistung der Botschaften und Konsulate,
die geschlossen werden sollen, bekanntgegeben;
diese Auflistung ist auch derzeit noch gültig;
der für die Schließung der Auslandsvertretungen
verantwortliche Staatssekretär Alfredo Mantica vertrat seine Auffassung in
mehreren Anhörungen gegenüber derAuslandskommission des Italienischen
Parlaments;
dabei bekräftigte er durchweg die Notwendigkeit der
beabsichtigten Schließungen;
wir wissen mit Sicherheit aus gut informierten
Kreisen, dass die Schließung des Konsulates in Nürnberg für den 1. Dezember
2009 vorgesehen war;
wegen der Proteste der als Vertreter der im Ausland
lebenden Italiener gewählten Abgeordneten wurden die weiteren Schritte für die
Schließungen zunächst verschoben;
trotz seiner scheinbaren Gesprächsbereitschaft Ende
Juli 2009, hat Staatssekretär Mantica bis heute nichts unternommen, um sich
Kenntnis von der Situation der italienischen Konsulate im Ausland zu
verschaffen.
Das italienische
Konsulat in Nürnberg ist und war unter den zu schließenden
Auslandsvertretungen Italiens aufgelistet.
Die italienischen Vereine und Organisationen in
Franken sind den Abgeordneten des zuständigen Ausschusses für den Einsatz für
die Belange der hier lebenden Italiener und ihrer Familien dankbar. Sie sind allerdings
auch der Meinung, dass eine bloße Aufschiebung der weiter beabsichtigten
Schließungen nicht ausreicht. Die Italiener in Franken haben ein Recht auf
konsularische Dienstleistungen und eine Vertretung ihrer Interessen. Sie geben
sich deshalb mit zeitlich befristeten Zugeständnissen, die keine Garantie für
längere Zeit darstellen, nicht zufrieden. Man kann von den italienischen
Staatsbürgern in Franken nicht verlangen, bis zu vierhundert Kilometer zu
fahren, lediglich um einen Pass zu beantragen oder eine notarielle Urkunde zu
unterschreiben. Die Italiener in Franken wollen ihr Konsulat in der Region
behalten.
Es ist keine akzeptable Vorgehensweise, dass das
Außenministerium ohne Anhörung der betroffenen italienischen Gemeinschaft und
hinter ihrem Rücken die Schließung von Konsulaten beschließt.
Die Italiener in Franken fordern eine Diskussion mit
den Betroffenen und eine Entscheidung auf der Basis konkreter Zahlen.
Die Behauptung, dass dem Ministerium keine konkreten
Schließungspläne vorliegen, stellt eine Verdrehung der Realität dar. Die
Versuche der italienischen Behörde, die Berichterstattung in der Presse, durch
eine von den Tatsachen abweichende Darstellung zu beinflussen, werden nicht
von Erfolg sein. Die italienische Gemeinschaft in Franken wird weiterhin
deutlich und laut ihre Meinung zum Ausdruck bringen.
Die Italienische Gemeinschaft in Franken fordert eine
schriftliche und endgültige Zusicherung bezüglich des Erhalts ihres Konsulates.
Wir verlangen von Staatssekretär Mantica die für den Fall einer Schließung des
Konsulates zu erwartende angebliche Ersparnis offenzulegen. Die italienische
Gemeinschaft in Franken errechnetet Ersparnisse von maximal 100.000 Euro pro
Jahr. Wenn man von 28.000 Italiener ausgeht, beträgt somit ein Sparvolumen pro
Jahr und pro Kopf in Höhe von 3,59 Euro.
Es ist absolut unakzeptabel, wenn eine
Wirtschaftsnation wie Italien sich 3,59 Euro pro Jahr für seine im Ausland
lebenden Bürger nicht leisten will. Italien kann nicht Tausenden von
italienischen Senioren den Rücken zukehren. Wir werden auch nicht hinnehmen,dass
die Europäische Metropolregion Nürnberg die einzige italienische Vertretung
verliert. Im europäischen Einigungsprozess darf auch nicht auf die Förderung
der italienischen Sprachen und Kultur in Nordbayern verzichtet werden. Der mit
der Schließung verbundene Schaden wäre weit höher, als die mögliche Ersparnis
für den italienischen Staat in Höhe von 3,59 Euro pro Kopf und pro Jahr.
An der Demo haben
Stadträte der CSU und SPD-Fraktionen sowie Staatssekretärin Dagmar Wöhl
teilgenommen.
Die Aktionen zum
Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg werden weitergeführt.
Der
Koordinierungskreis zum Erhalt des Konsulates in Nürnberg verlangt ein
Gespräch mit dem Italienischen Aussenministerium und die Offenlegung von
Zahlen.
Die Italiener in
Franken fordern als Betroffene ihr demokratisches Mitspracherecht.
Nürnberg, den
19.09.2009
KOORDINIERUNGSKREIS ZUM ERHALT DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG
c/o Catanese
Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail:
romeo.c@web.de
L’ON. TREMAGLIA (PDL)
RIBADISCE IL SUO "NO" AL REATO DI IMMIGRAZIONE IN UNA INTERVISTA AL "SECOLO
D’ITALIA": L’ACCOGLIENZA NON HA COLORE
"Sono in Parlamento dal 1972,
prima nel Msi, poi in An, ora sono il Decano dei deputati e penso che non solo
Gianfranco Fini abbia fatto bene a porre un alt a temi come quelli
dell’immigrazione, ma che abbia espresso concetti da sempre di destra". A
dichiararlo è stato l'On. Mirko Tremaglia, Segretario Generale dei CTIM e
primo, e finora unico, Ministro per gli italiani nel Mondo, in una intervista
rilasciata a Walter Delle Donne e pubblicata l' 11 settembre sul quotidiano
"Il secolo d’Italia".

Riportiamo di seguito il testo
dell’intervista in cui il padre della legge che ha concesso il voto agli
italiani all’estero contesta chi vede nelle dichiarazioni del presidente della
Camera posizioni "eccentriche e al di fuori dalla tradizione di centrodestra".
"D. Onorevole Tremaglia,
c’è chi sostiene che essere contro il reato di clandestinità significa essere
di sinistra. Lo sapeva di essere un cattocomunista?
R. Ma non diciamo assurdità. Sono contro ogni principio le misure come
il reato di immigrazione clandestina o anche altre scelte come i
respingimenti. Di fronte alle notizie di immigrati provenienti dall’Eritrea e
morti perché abbandonati non possiamo voltare la testa dall’altra parte. Il
rispetto della vita non è un tema politico, ma un atto di civiltà. Di quegli
episodi spaventosi che si sono registrati questa estate nel mediterraneo
qualcuna dovrà rendere conto.
D. A proposito del tema dell’integrazione, ne ha parlato anche in
occasione delle celebrazioni per la strage di Marcinelle, quasi un mese fa…
R. Come Comitato tricolore per gli italiani nel mondo organizziamo ogni
anno e abbiamo come punto di riferimento Marcinelle, esempio di una situazione
dove erano gli italiani ad essere perseguitati. Mi fa piacere che quest’anno,
per la prima volta, un presidente della camera abbia partecipato alla
cerimonia e non è un caso che il primo a intervenire sia stato Fini.
D. Sull’immigrazione e sull’integrazione circola la favoletta che chi è
contro la posizione della Lega è diventato improvvisamente buonista.
R. Ma che c’entra? Noi siamo italiani, noi abbiamo subito
discriminazioni in tutto il mondo da immigrati e proprio perché siamo stati
perseguitati e discriminati non dobbiamo fare noi lo stesso con chi viene nel
nostro Paese per trovare un lavoro e guadagnarsi onestamente un tozzo di pane.
Se pensa che volevano criminalizzare perfino le badanti… vi sono dei diritti
costituzionali che vanno rispettati.
D. A proposito di Costituzione, da Decano dei deputati può ricordare
l’atteggiamento della destra nei confronti della Carta Costituzionale?
R. Come Msi prima e An poi, abbiamo sempre osservato e rispettato la
Costituzionale e, a nostra volta, chiesto il rispetto della Carta. Davanti a
battaglie di carattere sociale, abbiamo più volte accantonato gli interessi di
partito in nome di una battaglia giusta, al di là delle posizioni di parte, in
questo abbiamo condotto le nostre battaglie contro la partitocrazia. Un
problema tornato attuale.
D. In che senso?
R. Nel senso che mi sembra che nel nome dell’interesse del partito si
discuta sempre di meno. Prenda il tema degli italiani all’estero. non solo
questo governo ha eliminato il Ministero, ma al momento si è fermato, eppure
di progetti che attendono di essere realizzati ce ne sarebbero tanti.
D. Ad esempio?
R. Ho presentato la proposta per l’istituzione di una commissione
bicamerale per gli italiani all’estero. per consolidare i legami tra le
comunità lontane e la madre patria. Peccato che sia ferma da oltre un anno.
D. E per quanto riguarda i flussi migratori nel nostro paese?
R. Dal 1995 un testo approvato da 127 Paesi durante i lavori
dell’Unione interparlamentare a Bucarest prevedeva una serie di interventi
economici a lungo termine in Africa. Per impedire l’invasione dell’Europa,
l’unica soluzione è aiutarli a trovare lavoro a casa loro. Se pensa che
l’Africa ha l’80% di disoccupazione e una crescita demografica esplosiva….
D. Aiutarli a casa loro. Questa è una proposta che piace sicuramente
alla Lega.
R. Vero. Quanto presentai questa iniziativa Umberto Bossi, che in
genere con me non parla, quella volta mi fece i complementi, mi ha detto:
bene, così stanno a casa loro. Ma non mi do per vinto: a luglio ho presentato
una mozione alla Camera dove ho proposto una conferenza internazionale dei
Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e l’Ue per tornare sul tema degli
investimenti nel Nord dell’Africa. Investimenti che, badi bene, tornerebbero a
vantaggio anche della nostra economica. Purtroppo è ferma e non viene ancora
discussa.
D. Da una vita si occupa di italiani nel mondo. Cosa possiamo imparare
dall’esperienza dei nostri connazionali alla luce dei problemi attuali?
R. Ritengo sia importante ricordare che in tutto il mondo esistono 395
parlamentari di origine italiana. A conferma dell’impegno e del valore dei
nostri connazionali. Facendo tesoro delle loro esperienze mi sembra
fondamentale non dimenticare che cosa hanno passato i nostri padri, i nostri
fratelli maggiori, lavorando e vivendo all’estero.
D. Quindi le tesi di Fini a le non suonano al di fuori della tradizione
di destra?
R. Chi è di destra sa che il mondo cammina, l’accoglienza di chi viene
da fuori e che rispetta le nostre leggi è sacrosanta e doverosa".
IL SOTTOSEGRETARIO MANTICA PER IL 150°
DELL'UNITÀ D'ITALIA: RESTITUIRE DIGNITÀ AGLI ITALIANI ALL'ESTERO PORTANDO
L'EMIGRAZIONE NELLE SCUOLE
ROMA\ aise\ - "Alla
vigilia del Consiglio dei Ministri che deciderà le celebrazioni relative il
150° anniversario dell'unità nazionale credo occorra cogliere l'occasione per
ridare pari dignità a tutti quegli italiani che sino ad oggi hanno sofferto
più di altri in termini personali e politici il loro essere membri della
comunità italiana. Penso agli italiani che hanno abbandonato la Libia; penso
agli esuli istriano e giuliano-dalmata".
È quanto afferma il sottosegretario
agli Affari Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica,
alla vigilia del Consiglio dei Ministri che si occuperà delle iniziative in
occasione del 150° anniversario dell'unità nazionale.
"Il
governo italiano in questa occasione", spiega Mantica, "potrebbe riconoscere a
tutte queste parti della comunità nazionale il sacrificio pagato in anni e
anni passati nell'ombra, spesso soltanto perché hanno rivendicato la loro
italianità. Spero dunque che il Governo si adoperi per chiudere
definitivamente anche questo triste capitolo legato all'emigrazione".
Il sottosegretario Mantica lancia anche un'idea da render operativa in
occasione del centocinquantesimo dell'Unità. "Credo che il fenomeno più
misconosciuto della storia italiana sia l'emigrazione, eppure negli anni ha
coinvolto oltre 20 milioni di persone. Nei testi scolastici italiani però non
se ne parla. Per colmare la carenza, d'intesa con la Presidenza del Consiglio,
si potrebbero istituire due premi da destinare agli autori di altrettanti
volumi didattici: uno che abbia per tema l'emigrazione italiana nel mondo da
distribuire gratuitamente a tutti gli allievi della scuole medie inferiori e
superiori in Italia; l'altro sulla storia d'Italia da diffondere attraverso la
rete delle scuole italiane nel mondo".
Il Ministro Söder chiede l'intervento del Ministro-Presidente dello Stato
Bavarese per il
mantenimento del Consolato italiano a Norimberga
Il Ministro dell'Ambiente, Salute e Tutela dei
consumatori dello Stato bavarese, Dr. Markus Söder, in una lettera inviata al
Segretario di Stato Jürgen W. Heike:
Oggetto: Circoscrizione consolare di Norimberga
della Repubblica italiana
Caro Jürgen,
ti ringrazio per la tua lettera del 3.7.09, con cui
ti esprimi a favore del mantenimento della Circoscrizione consolare di
Norimberga.
Desidero anch'io sostenere esplicitamente questa
richiesta. Proprio nella Baviera del Nord, e specificatamente nella regione
metropolitana di Norimberga, vive una grande quantità di cittadini italiani.
Per questo motivo mi sono rivolto al Signor
Ministro-Presidente Horst Seehofer, pregandolo di sostenere questo nostro
intento. Volentieri mi farò risentire, non appena saprò qualcosa di più preciso.
Cordiali saluti.
Dr. Markus Söder
(clicca per leggere l'originale in tedesco)
nella foto: Horst Seehofer

A
Norimberga: migliaia contro la chiusura del Consolato
(clicca per
vedere il video - © Corriere d'Italia,
Francoforte)

L'Agenzia A.I.S.E. intervista
Oreste Motta (CGIE-CTIM):
IL C.T.I.M. CHIAMATO A RACCOLTA
PER CONTRASTARE IL PIANO DEL MAE
NO allo smantellamento dei
Consolati Italiani
ROMA\ aise\ - “Ho chiamato a raccolta tutti i
Comitati tricolore d’Europa. Di fronte al piano elaborato dal Ministero degli
esteri nessuno può rimanere con le mani in mano”.
È risoluto Oreste Motta, Coordinatore Europeo del
Ctim e consigliere del Cgie, che all’Aise conferma l’organizzazione di
manifestazioni di protesta in tutta Europa contro il piano di razionalizzazione
della rete consolare presentato dal sottosegretario Mantica lo scorso 10 giugno
di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.

D. Consigliere come e dove organizzerete la
vostra azione di protesta?
R. Guardi, lo smantellamento della rete
consolare prevede, solo per l’Europa, la chiusura di ben 12 istituzioni che
interessano oltre 400.000 italiani residenti. Organizzeremo proteste in ognuna
delle città colpite. È chiaro che ci aspettiamo il sostegno di tutti: le fazioni
e i distinguo di parte, come ha ricordato mercoledì scorso Mirko Tremaglia non
hanno ragion d’essere in questi frangenti”. Organizzeremo manifestazioni in
tutte le città interessate, anche nei cosiddetti “luoghi riceventi”, cioè nei
Consolati dove verranno dirottati gli utenti di quelli che chiuderanno. Dobbiamo
far sapere al Mae che chi sarà costretto a servire decine di migliaia di altri
italiani in più non ha né i mezzi, né gli uffici sufficienti per farlo. Ai
nostri aderenti abbiamo chiesto di coinvolgere Borgomastri e Sindaci, così come
già stanno facendo le comunità di Norimberga e di Saarbrücken.
D. Nell’audizione del 24 giugno il
sottosegretario Mantica ha ricordato che il piano non è mosso solo dal
risparmio, ma che da chi si oppone vorrebbe “soluzioni concrete”. Voi che
proponete?
R. Si potrebbe razionalizzare davvero
assumendo, ad esempio, più impiegati con contratto di lavoro locale. La loro
quota negli uffici potrebbe – con grande risparmio - essere portata al 70
percento sul totale degli operatori, raggiungendo e superando così i livelli del
Regno Unito, ora al 65 percento, o della Francia al 64 percento. La cosa
importante, per cui noi ci batteremo, è che i cittadini italiani residenti a
Genk, Liegi, Mons, Lille, Mulhouse, Mannheim, Saarbrücken, Norimberga, Amburgo,
Manchester, Losanna, Coira continuino ad usufruire dei servizi
amministrativi-burocratici nella loro città così come i connazionali residenti
in Italia, che non si trasferiscono a 400 km., o più, per un rinnovo di carta
d’identità o per deporre un certificato di nascita dei propri figli.
D. Ma secondo il Piano della Farnesina a
colmare le distanze ci penserebbe il “Consolato digitale”.
R. Non credo si la soluzione, perché il
“Consolato digitale” adesso non esiste se non a livello sperimentale, come ad
esempio a Bruxelles, dove però, a quanto ne so, ancora non funziona e questo
nonostante le somme investite. Noi non vogliamo aspettare mesi per un semplice
documento. La “rete informatica per consolati” di cui parla Mantica è una
richiesta che noi facciamo da tempo, ma essa, per funzionare bene, presuppone
una struttura radicata sul territorio, cioè è solamente un mezzo per far
lavorare meglio gli impiegati e magari lasciar loro il tempo di rivolgersi al
cittadino con un sorriso.
D. Durante le due audizioni in Parlamento,
sia deputati che senatori hanno ricordato che i Consolati non “servono” solo ai
connazionali, ma a tutto il “Sistema Italia”.

R. Ma è chiaro. Basti pensare alle reazioni
che abbiamo registrato da parte delle autorità locali come quella del Saarland:
le Autorità tedesche sono con noi; hanno ben presente i benefici per entrambi i
gruppi della popolazione residente: i vantaggi economici ma anche culturali,
occasioni di incontri pubblici, che muovono gente, interessi ed attrazioni di
alto livello sociale e culturale per le città in cui è insediata l’Istituzione
consolare. I tedeschi sono in prima fila con noi. (m.c.\aise)
clicca
su:
Linee
di "Razionalizzazione degli uffici all'estero" proposte dal Sen. Mantica
nella foto: il Sen. Alfredo Mantica,
Sottosegretario agli Esteri con Delega per gli italiani nel mondo
STRAORDINARIA IMPRESA DEL COMITATO
TRICOLORE DEGLI ITALIANI NEL MONDO (CTIM) USA E DEL COMITES DI HOUSTON
da
CTIM USA:
http://www.ctimusa.org
8 Agosto - Manifestazione
Commemorativa di Hereford, Texas
e dedica della Cappella Votiva
Vedi
anche il
video di Rai Italia News, che trasmette la cerimonia di
riapertura della Cappella
votiva dedicata ai prigionieri di
guerra italiani sepolti ad Hereford:
http://www.youtube.com/watch?v=v_cstx3VWfw
Dalla prima pagina del quotidiano
Statunitense Amarillo Globe News
si legge:
“Remembering World War II: From enemies to
friends”
Chapel of Italian POWs rededicated
Erano
prigionieri in una terra sconosciuta, le migliaia di Italiani che da oltre
oceano erano stati portati durante il conflitto della
seconda guerra mondiale negli infiniti campi del Texas.
Dal 1943 al 1946 circa 7000
prigionieri Italiani furono internati nel campo di Hereford circondato da 800
acri di terra.
Ricordi e racconti molto toccanti degli ex Prigionieri Italiani della seconda
guerra mondiale, testimonianze uniche, dal trattamento rispettoso da parte dei"farmers”
locali che impiegavano i soldati italiani nelle proprie terre, al taglio
drastico delle razioni agli Ufficiali "non
collaboratori" dopo la firma dell’armistizio. Ricordi ancora vivi quelli "del
campo" a tre miglia distante dal paese più vicino, Hereford, che conta oggi
circa 15.000 abitanti e 3 milioni di capi di
bestiame, dove nel mezzo ad un estesa piantagione di grano fu costruita con
mezzi di fortuna una cappella votiva dai Prigionieri Italiani
non collaboratori della seconda guerra mondiale, per onorare i 5 caduti che non
ebbero la fortuna di ritornare a casa.
Sabato
8 Agosto alle ore 11.00 a distanza di 65 anni in quel
campo alla presenza del Sottosegretario di Stato On. Roberto
Menia in rappresentanza del Governo Italiano, del
Console Generale d'Italia a Houston Cristiano Maggipinto,
dei rappresentanti del CGIE Della Nebbia e del Comites
Gargiulo e Pacetti, del
CTIM Clemente, dell`Associazione Italoamericana dell'Oklahoma Frank
Agostini, dal Comandante RAMI di Sheppard Colonnello
Piccolomini ed una delegazione di 8 militari tra
Ufficiali e Sottoufficiali, dal Presidente UNUCI Tenente Colonnello
Pianta, Sezione Miami, dalle Autorità locali, i Sindaci di Hereford e
Dimmitt, dai Giudici delle contee di
Dimmitt e Castro, dal rappresentante Senatore J.
Cornyn ed il parlamentare R.
Neugebauer, dal responsabile commissione storica dello stato del Texas
Mcworther e delle contee Clara
Vick, dagli Sceriffi, per le autorità militari il rappresentante del JCS
(Joint Chief of Staff =
Capo di stato maggiore della Difesa) Generale Keith
Thurgood, da una delegazione dell'Aviazione Militare della base di
Cannon Air Force Base e
del Maggiore dei Marines Barela, del regista
cinematografico Giorgio Serafini, dei media locali, regionali e nazionali, Rai
Italia e circa 200 partecipanti provenienti non solo dalle località limitrofe ad
Hereford ma anche da fuori stato del Texas, i
4 superstiti ex prigionieri Italiani, il Generale Adriano
Angerilli, Ezio Luccioli, Giuseppe
Margottini, Fernando Togni ed il Consigliere del
Cgie Enzo Centofanti
in veste di ex
Pow nei campi dell'Africa, erano presenti alla
cerimonia solenne in prima fila, cantando l`inno nazionale all'alza bandiera
elevata dagli Ufficiali dell`Aeronautica militare Italiana, e a testa alta e
schiena dritta con il saluto militare osservando prima l'alza bandiera americana
e poi seguito dal minuto di silenzio suonato alla memoria dei caduti da una
trombettista militare americana con i "gun
shot salut" da parte dei
militari dell'aviazione statunitense, la benedizione
e la preghiera, si è passati alla riapertura della cappella con i 5 ex
prigionieri Italiani che hanno depositato una lapide e delle targhe dedicate dal
Comites di Houston ed un quadro dal Comitato Tricolore per gli italiani nel
Mondo, che cosi si legge nella lapide:
“Fratelli Italiani d’Arme e d'Amore,
qui
presenti 64 anni dopo,
ricordano
Coloro che non sono tornati a casa.
Dura il valore della
dignità vissuta e confermata:
una
testimonianza d’Italia,
un
sentimento di Patria,
un
abbraccio di Pace”
Prima della conclusione due Ufficiali dell'Aeronautica Militare Italiana hanno
depositato all'interno della cappella una corona di Fiori accompagnati dalla
musica del Piave “24 Maggio” e dalla più alta autorità presente, il
Sottosegretario On. Roberto Menia.
C'è stata tanta commozione tra i
presenti. Adriano
Angerilli, 92 anni,
è l'unico superstite del gruppo originale che ha costruito la cappella. Lasciò
l`Italia nel 1939 arruolato nell'esercito con i gradi di Tenente catturato nel
1943 in Africa del Nord, arrivò nel campo di Hereford nel 1944 e ritornò in
Italia nel 1946, dove assieme agli altri non cooperatori fu
prima messo in galera e poi rilasciato; nel dopoguerra si arruola nel corpo
forestale dello Stato, si laurea e conclude la sua carriera con il grado di
Generale, cosi dice:
“Troppe emozioni. È eccezionale. Sono contento che finalmente dopo tanto tempo
il governo italiano abbia riconosciuto questa storia. Non ho visto mai l'America
come nemico…Mi è sembrato di essere stato qui da poco e invece è passato tanto
tempo… Con serenità posso dire che è vero che sono stato trattato da prigioniero
ma ricordo anche di quanto gli Stati Uniti abbiano
fatto per ricostruire l`Europa.“
Si ricorda degli Stati Uniti più per il sostegno dato
alle nazioni europee che il suo tempo passato come PRIGIONIERO
DI GUERRA.
Oggi il Generale Angerilli risiede ad Arezzo vicino
a un altro dei presenti, Ezio Luccioli, che indossa
una camicia nera con una spilla, la sua foto di prigioniero di guerra.
Durante la conferenza stampa l`ex POW Fernando
Togni della “x mas” fa
una precisazione, in termini di età: “Io e
Margottini
eravamo più
giovani rispetto ad Angerilli
perchè ci eravamo arruolati come volontari della RSI”,
Margottini racconta che ha dovuto mentire per
arruolarsi volontario, era infatti il più giovane del campo di Hereford, fu
catturato all'età di 15 anni assieme a Togni nel 1944 nelle
spiaggie di Anzio.
Enzo
Centofanti fu
catturato in Africa e dopo 7anni di prigionia in diversi posti del
Nord Africa da non collaboratore ritornò in Italia.
Emozionato, racconta di una sua
recente visita in Kenya, dove ci sono molti italiani sepolti e in ogni paese a
distanza di 10 km, gli italiani costruirono diverse cappelle e addirittura una
Basilica in memoria ai caduti. “Sono affascinato dal calore del popolo texano,
dalla loro ospitalità e dalla loro sentita partecipazione a questo evento
straordinario…” congratulandosi con gli organizzatori e i promotori per questa
lodevole iniziativa e, assieme al Presidente Arcobelli chiedono al
Sottosegretario Menia di farsi portavoce presso il
Governo Italiano e al Ministero della Difesa, che iniziative di questo genere
devono essere non solo di esempio ma che si dovrebbe creare una commissione
per poter conservare come patrimonio storico le
cappelle e i cimiteri dove sono sepolti gli Italiani morti in guerra e sparsi in
diverse parti del mondo.
Dopo
la riapertura e benedizione della Cappella i partecipanti si sono recati all’Hereford
Country Club dove si sono
tenuti i Discorsi di Benvenuto e i Saluti da parte delle Autorità Locali, dal
rappresentante della commissione storica dello Stato del Texas
Mcwhorter e di Clara Vick
che è stata la chiave di questa meravigliosa storia messa
alla ribalta, sapendo mantenere iI rapporti di
amicizia tra gli Ex Pow e la
comunità locale, ringrazia in particolare il Comites di Houston che ha
contribuito per il restauro ed introduce il “partner più vicino
all`organizzazione di questa commemorazione” il Presidente Vincenzo Arcobelli
che si rivolge agli ospiti in un discorso molto sentito e spontaneo, non
preparato ma bilingue, saluta e ringrazia le autorità locali per l`ospitalità,
la commissione storica, Clara Vick e tutti i
volontari che si sono prodigati per l’allestimento ed i lavori di restauro
svolti alla cappella, il Presidente del
CTIM Oklahoma G. Clemente per i molteplici compiti svolti, sempre con
passione e dedizione, i colleghi del Comites che hanno sostenuto l`iniziativa ed
il Console Generale d’Italia a Houston Cristiano Maggipinto
che ha sposato la causa dal primo momento,
il Colonnello Piccolomini e la delegazione
dell’Aeronautica Militare di Base a Sheppard per il
loro sostegno, il Presidente Unuci Antonio Pianta,
la rappresentanza Militare Americana con il Generale
Thurgood ed il Maggiore dei Marines
Barela e tutti i presenti per la partecipazione,
inclusa, quella straordinaria e molto sentita del rappresentante del Governo
Italiano il Sottosegretario On. Roberto Menia e
dice:
“ Questa manifestazione è molto
significativa - oggi nel ricordare i cinque Caduti
Italiani del Campo di Hereford, per onorare i nostri ex prigionieri di Guerra
per avere compiuto il loro dovere fino in fondo con sacrificio e dignità
rispettando i Valori fondamentali della Patria e dell’onore personale ed in
qualità di militari . Questa cerimonia della riapertura della cappella votiva ha
e deve avere un aspetto unificante, fa parte della storia Americana e di
quella Italiana e dovrà avere una continuità, non
solo storica ma anche culturale viste le testimonianze della costruzione
architettonica della cappella, della chiesa di St. Mary, di dipinti e quadri
religiosi dedicati dai prigionieri italiani, alcuni dei quali hanno contribuito
nel dopoguerra allo sviluppo socio-politico-culturale
del Paese Italia, come il pittore Burri, i
giornalisti e scrittori Boscolo,
Tumiati, e Melville. Quello di oggi è un
ringraziamento e un riconoscimento doveroso alla commissione storica del Texas,
a Clara Vick, e alla comunità locale di Hereford e
Dimmit per la loro amicizia e per aver saputo
conservare e promuovere un pezzo di storia che ci appartiene, per tenere alta e
viva la Memoria e non dimenticare, da esempio per le future generazioni, una
giornata che coincide con quella di Marcinelle
“Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” voluta
fortemente dall’allora Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia il
quale vi Saluta tutti, dove nel 1956 morirono 136
Italiani nella miniera di Bois
du Cazier, e che oggi in tutte le ambasciate
e consolati italiani nel mondo verrà dedicato un minuto di silenzio come dal
messaggio del Ministro degli Esteri Frattini.
Caro Sottosegretario
Menia, finalmente dopo 65
anni abbiamo avuto una sensibilità ed un riconoscimento ufficiale da parte del
Governo Italiano, per questa parte di storia un po’ troppo dimenticata grazie
per la sua presenza e pregasi rivolgere al Governo e alle alte cariche dello
Stato il ringraziamento ed il saluto di noi tutti I presenti.
Caro Generale
Thurgood siamo onorati della sua presenza in
rappresentanza del capo di Stato Maggiore della Difesa Americana e Caro
Colonnello Piccolomini in rappresentanza
dell’Aeronautica Militare, un pensiero lo rivolgo assieme a tutti Voi alle Donne
e Uomini militari delle due Nazioni, ai volontari del servizio sanitario, ai
missionari, che con il più alto sacrificio hanno pagato con la propria vita per
portare pace, democrazia e progresso nel mondo“.
Dopo il discorso del Presidente
Arcobelli il Console Maggipinto
prende parola ringraziando tutti gli organizzatori ed in particolare Clara
Vick, e legge i messaggi arrivati per l’occasione
dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Letta, e dalle alte cariche
dello Stato, Presidente del Senato Schifani e della Camera On. Fini, e del
presidente del comitato parlamentare per gli italiani all’estero On. Zacchera,
ed introduce il Sottosegretario di Stato On. Menia
il quale porta I saluti del Governo Italiano e dice:
”Sento molto
questa manifestazione, non parlo con discorsi già preparati magari da altri,
parlo con il mio cuore, toccato dalla funzione di pochi minuti fa.
Mentre la cappella potrebbe essere un riferimento storico e come memoria o vista
da nemico per gli italiani del secondo conflitto, o di un simbolo di
spiritualità oggi con questa riapertura ha certamente un significato forte di
riconciliazione affermata delle due nazioni. I due popoli, le due Nazioni si
sono uniti nella lotta per la libertà, la democrazia
e per contrastare il terrorismo internazionale, e se 65 anni fa i prigionieri
italiani che oggi siedono accanto a Voi erano considerati il Vostro nemico, oggi
sono, e lo avete dimostrato, tra i migliori Amici che avete”
Il Generale
Thurgood prendendo la parola: “Mi sento onorato di poter partecipare alla
manifestazione e dopo aver portato I saluti del Joint
Chief of Staff
Ammiraglio Mullen, dice di avere molto apprezzato la
presenza dei 5 ex pow, il loro spirito di
sacrificio, la loro dignità, di esempio. Ringrazia gli organizzatori, il
Presidente Arcobelli ed il Sottosegretario
Menia per le parole ben dette, oggi lavoriamo
assieme per il bene comune la pace nel mondo e la sicurezza delle nostre
Nazioni.”
Il Colonnello
Piccolomini orgoglioso di poter partecipare con una delegazione
dell’Aeronautica Militare nel portare i saluti del comandante generale delle
Scuole Generale Gargini e dello Stato Maggiore, per
rinforzare quello già detto in precedenza: “lavoriamo
quotidianamente con gli amici americani per addestrare i piloti della Nato e
l’Italia svolge un ruolo di primaria importanza in questo contesto”.
La cerimonia si
è conclusa con una breve presentazione del regista del Film “The
Good War” in Italia ”Texas 46” Giorgio Serafini, il
quale ha raccontato le parti salienti della preparazione del film e dice: ”Sono
molto grato di essere qui oggi tra di Voi, Hereford è un pezzo della mia Vita
professionale (infatti è stato il primo film girato da Serafini) e dei ricordi
che non se ne andranno mai.”
Alla fine della cerimonia sono
stati consegnati dei Diplomi per la partecipazione.
Molti
i messaggi arrivati dalle autorità rappresentative, istituzionali e politiche,
come il Governatore del Texas Perry che ha dato il patrocinio della
manifestazione, a parlamentari e senatori americani.
Le Foto della cerimonia si possono
visionare al
WALMART Photo
Altri articoli e foto
ai:
Hereford BRAND
LUBBOCK Online
Amarillo.com
Aeronautica Militare Italiana
Ed
i video ai:
Myhighplains.com
News Channel 10
E'
ora su YOUTUBE il documentario sulla manifestazione di Hereford, mandata in
onda dalla R.A.I. in tutto il mondo sul programma ITALIA FOCUS, che
ha visto il C.T.I.M. promotore e protagonista:
http://www.youtube.com/watch?v=jx-_8Z9V6pk
Immigrati, appello di Napolitano e Fini: anche dal Nord si emigrò
Il presidente della Camera:
quelli senza il «papier» sono sempre uomini - Napolitano: il ricordo dei
nostri migranti deve far riflettere sulla piena integrazione degli immigrati
ROMA - «L' integrazione è un diritto
fondamentale». Lo ricorda il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con un
messaggio a Marcinelle in occasione dell' anniversario dei 53 anni dalla
tragedia mineraria.
Ma
le celebrazioni, che avvengono proprio nel giorno del via libera al pacchetto
sicurezza, provocano un duro scontro sulla questione dell' immigrazione, con
il presidente della Camera Gianfranco Fini che chiede rispetto per i
lavoratori, anche senza documenti. E la Lega che replica difendendo il reato
di immigrazione clandestina. Marcinelle, in Belgio, costò la vita a 262
minatori, tra i quali 136 italiani. Il presidente della Repubblica fa un
excursus del passato per parlare anche del presente: «Il ricordo delle
generazioni che hanno vissuto l' angoscioso periodo delle migrazioni dalle
regioni più povere dell' Italia deve costituire ulteriore motivo di
riflessione sui temi della piena integrazione degli immigrati, così come su
quelli della sicurezza nei luoghi di lavoro». Per il capo dello Stato «si
tratta di esigenze sociali e civili e di diritti fondamentali, il cui concreto
soddisfacimento sollecita massima attenzione e impegni coerenti da parte delle
istituzioni e di tutte le forze sociali».
Parole raccolte da Fini: «Il lavoratore
merita rispetto anche se non ha il papier. Poi è evidente che ci si può
dividere sulle politiche per l' immigrazione come sinonimo di sicurezza, ma
non sul fatto che l' immigrato è un uomo o una donna costretto ad andarsene
per lavorare e di cui la comunità ha bisogno. Chi lascia la propria terra lo
fa infatti perché ne ha bisogno e la società che lo accoglie ha bisogno di
lui». Il presidente della Camera lancia poi un monito: «Chi oggi pensa che
quei lavoratori servano e che domani, invece, non servano più e che perciò
torneranno al loro Paese, non ha capito nulla, perché non conosce la nostra
storia, la storia della nostra emigrazione».
Quelli
che una volta venivano chiamati «musi neri», dice Fini, «oggi sarebbero
chiamati extracomunitari e magari con un certo disprezzo». Ad emigrare,
ricorda poi il presidente della Camera, «non sono stati solo gli italiani del
Meridione, ma anche del Settentrione. E vorrei che lo ricordassero anche
alcuni rappresentanti del Nord». «Parole di buon senso», quelle del capo dello
Stato, secondo Dario Franceschini. Il leader del Pd apprezza anche l'
intervento di Fini: «Ma i parlamentari che fanno riferimento a lui si diano
una svegliata e facciano sentire la loro voce prima che le norme sbagliate
diventino legge». La Lega non cambia idea. Secondo Roberto Calderoli «i
lavoratori sono da rispettare anche se irregolari. Ma se non hanno i requisiti
vanno processati ed espulsi». Roberto Cota aggiunge: «Il reato di
clandestinità è una forma di rispetto e di chiarezza: nei confronti dei nostri
cittadini, ma anche verso gli immigrati che sanno quello che possono fare e
quello che non possono fare».
In disaccordo con i leghisti è Mirko
Tremaglia, ex ministro degli Italiani nel mondo: «Bisogna cancellare il reato
di immigrazione clandestina, che è assurdo e inventato per colpire migranti
che non hanno compiuto reati». Il presidente del Senato Renato Schifani
ricorda gli italiani morti a Marcinelle «nella speranza che il mondo del terzo
millennio sappia e possa garantire a chiunque, ovunque lavori, condizioni di
assoluta sicurezza». Presente alla cerimonia anche il ministro degli Esteri
Franco Frattini, che parla «di un' emozione che non si è mai spenta nei nostri
cuori».
Alessandro Trocino
Marcinelle:
Tra le 262 vittime 136 italiani Alle 8.10 dell' 8 agosto 1956 una nuvola di
fumo si alza dalla miniera di carbone «Bois du Cazier» a Marcinelle, nella
zona di Charleroi, in Belgio (nella foto sopra). Il pozzo Saint Charles è in
fiamme a 975 metri di profondità. Il bilancio della tragedia sarà di 262
vittime, di cui ben 136 italiani Tredici regioni in lutto Dei 136 italiani
morti, una sessantina provenivano dall' Abruzzo (soprattutto da Manoppello e
Lettomanoppello), 22 dalla Puglia, 12 dalle Marche, 7 dal Friuli Venezia
Giulia e dal Molise, 5 dall' Emilia Romagna, dalla Sicilia e dal Veneto, 4
dalla Calabria, 3 dalla Lombardia e dalla Toscana, 2 dalla Campania, 1 dal
Trentino Alto Adige.
Italiani all'estero: A Marcinelle ci sarà anche Fini
"La presenza di
Fini è certamente dovuta alla passione e alla forza di volontà di Mirko
Tremaglia, all'amore del ministro per i connazionali lontani dallo Stivale;
soprattutto, all'affetto che il presidente della Camera nutre per il Leone. Il
gesto del presidente Gianfranco Fini rappresenta una vera e importante novità.
Un gesto da non sottovalutare"
Domani, 8 agosto, sarà la
Giornata del Sacrificio del Lavoro italiano nel mondo,
giornata fortemente voluta da
Mirko Tremaglia, storico ministro degli italiani residenti oltre
confine.
Tremaglia
sarà a Marcinelle, naturalmente, così come fa tutti gli anni: ma
questa volta a
Marcinelle ci sarà anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
E' la prima volta che una così alta carica dello Stato sarà presente
per partecipare alla
commemorazione in
onore degli emigrati italiani morti mentre stavano lavorando in miniera.
Una giornata per non dimenticare.
La
presenza di Fini è certamente dovuta alla passione e alla forza di volontà di
Mirko Tremaglia,
all'amore del ministro per i connazionali lontani dallo Stivale; soprattutto,
all'affetto che il presidente della Camera nutre per il Leone. Sarà una giornata molto intensa e da ricordare.
Il gesto del presidente Gianfranco Fini rappresenta una vera e importante
novità. Un gesto da non sottovalutare.
Chissà che questo governo non stia davvero cominciando a capire, finalmente,
l'importanza degli italiani all'estero e del ruolo che essi potrebbero ricoprire
- e che del resto ricoprono già - in tutto quello che ha a che vedere con il
sistema Italia nel mondo.
Tratto da Italia
chiama Italia
MIRKO TREMAGLIA: 8 Agosto
GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO
DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO
TORNIAMO A MARCINELLE

(vedi video su:
http://www.youtube.com/watch?v=3WoaKxfaAZw
COMUNICATO STAMPA
del 5 agosto 2009
8 agosto: torniamo a Marcinelle in Belgio, dove nel 1956
morirono 256 minatori, dei quali 136 emigrati italiani, tra infinite
sofferenze, senza alcun rispetto dei loro sacrifici. Questo ricordo serva anche nei confronti di chi,
sbagliando, vuole leggi contro la “emigrazione clandestina”, che non esiste
come reato.
Considerata
la rilevanza sociale della riscoperta dei valori storici e culturali che hanno
accompagnato il processo di emigrazione di massa dall’Italia, in particolare
per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del sacrificio dei
connazionali emigrati, quando ero Ministro per gli Italiani nel Mondo,
richiamando la difesa e i diritti dell’emigrazione italiana nel rispetto delle
sofferenze subite dagli Italiani in ogni parte del mondo, chiesi e ottenni con
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri la direttiva che proclamava
l’8 agosto “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel
Mondo”. In tale data, le Amministrazioni pubbliche devono assumere e
sostenere, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a
celebrare il ricordo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, al fine
di favorire l’informazione e la valorizzazione del contributo sociale,
culturale ed economico recato con il proprio impegno dai lavoratori italiani
operanti all’estero.
Quest’anno, con la partecipazione dei Comuni colpiti dal
disastro di Marcinelle, del Presidente del CGIE – Consiglio Generale degli
Italiani all’estero – Elio Carozza e dei Deputati italiani eletti all’estero,
la commemorazione sarà tenuta dal Presidente della Camera dei Deputati On.
Gianfranco Fini, straordinario interprete delle leggi e dei valori
dell’emigrazione nel rispetto della vita umana e di chi soffre lontano dalla
Patria.
Ci auguriamo che questa Giornata Nazionale del Sacrificio
del Lavoro Italiano nel Mondo, proclamata dal decreto del 1 dicembre 2001, sia
solennemente celebrata da tutte le nostre Ambasciate e dai Consolati nel
mondo, dai Comuni e dalle Province sul territorio nazionale, anche come monito
e insegnamento per le vicende attuali.
·
RISPETTIAMO L’EMIGRAZIONE
Roma, 29 luglio 2009
- Nella tragedia dell’8 agosto 1956 persero la vita nella miniera maledetta 262
minatori, 136 dei quali erano italiani. La
nostra gente non aveva un contratto, i nostri emigrati avevano questo tipo di
vile compromesso “tanto carbone, tanti uomini in cambio”; una spaventosa
tragedia che purtroppo si è ripetuta in molte parti del mondo. Il nostro è un
impegno morale assoluto: difendiamo chi lavora e chi emigra. Per questo abbiamo
deciso una azione anche parlamentare contro il “reato di emigrazione
clandestina”.
Scendiamo in campo
per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di
origine per motivi di sopravvivenza sua e della propria famiglia.
Reagiamo
ai maltrattamenti ed alla privazione dei diritti degli emigranti che rispettano
in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza.
Il
primo atto ufficiale del Ministro per gli Italiani nel Mondo nel 2001 è stata la
visita a Marcinelle. Quando era Ministro per gli Italiani nel Mondo ho chiesto e
ottenuto un decreto per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del
sacrificio dei connazionali emigrati.
Quel decreto
proclama l’8 di agosto di
ogni anno “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel
Mondo” (clicca).
In tale data le
Ambasciate, i Consolati e le Amministrazioni pubbliche assumono iniziative volte
a celebrare il sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo per la
valorizzazione del loro contributo sociale, culturale ed economico recato con il
proprio impegno. Hanno subito
angherie e soprusi ovunque. Alla fine hanno vinto, tanto che vi sono ben 395
Parlamentari all’estero di origine italiana e più di 3 milioni di nostri
connazionali residenti all’estero, che hanno avuto la cittadinanza italiana,
hanno ottenuto il diritto al voto per le elezioni politiche italiane.
In questo stesso
momento noi rivolgiamo il nostro pensiero ai disperati di oggi che
giungono sulle nostre coste e ripetiamo il nostro credo che è un ammonimento per
quanti vogliono ignorare il dolore altrui: l’accoglienza deve essere assoluta.
E’ un atto di umanità e di civiltà. La Giornata ha questa storia: quella del
passato e quella di oggi.
Rispettando i
principi di civiltà e umanità percorriamo una strada nuova: quella degli
investimenti in Africa. Per il futuro immediato la mia proposta è di fare una
Conferenza internazionale dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e
con i Paesi della Unione Europea per fare investimenti europei in Africa,
per dare lavoro a 20 milioni di Africani in Africa e impedire così la
“invasione” dell’Europa. In Africa vi è l’80%
della disoccupazione e vi è una crescita demografica tale da far superare
alla data del 2015 un dato relativo alla natalità: 30 milioni di
nascite in Europa, più di 150 milioni di nascite in Africa. Questa proposta
di investimenti in Africa è all’esame del Parlamento e deve essere al di sopra
di ogni divisione di parte.
Con
quel decreto, la “Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel
Mondo”, si vuole rendere un pensiero riconoscente a nome del nostro Paese,
affinchè la sofferenza, il dolore, la disperazione che hanno colpito tanti
nostri emigrati e che sono stati il seme sul quale sono germogliate la stima e
l’ammirazione di tutto il mondo, non vengano dimenticati.
Marcinelle significa
“non dimenticare” e trasmettere alle nuove generazioni il significato ed il
valore che la nostra emigrazione ha avuto in un secolo di Storia.
Leggi sul Corriere
della Sera: L'impegno di Tremaglia a Marcinelle
* * *
COMMEMORIAMO LA GIORNATA NAZIONALE
DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO
Il Coordinatore
Europeo CTIM, Oreste Motta, invita i soci e amici del CTIM in Europa ad
attivarsi:
Cari amici, gia’
da mesi ci stiamo attivando, affinché l’ 8 Agosto - Giornata Nazionale del
sacrificio del lavoro italiano nel Mondo, istituita e patrocinata dal Ministro
per gli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia – venga commemorato nel modo più
degno e consono possibile.
Allego copia del Decreto,
voluto e coofirmato dal nostro Segretario Generale, con cui nel 2001 venne
istituita tale ricorrenza ufficiale.
Vi prego di
ricordarla, inviando o consegnando personalmente il testo di tale Direttiva,
affinché i vostri signori Consoli e l’Amministrazione dello Stato ne prendano
visione e onorino insieme a voi questa rimembranza che ci tocca così da vicino.
Potreste, assieme
alle Istituzioni, organizzare una manifestazione nei luoghi consolari,
osservando, ad esempio, un minuto di silenzio, o innalzando una nuova Bandiera
italiana (al posto di quelle consunte esposte in molte sedi), o esponendo un
album con la raccolta delle firme del connazionale che usufruisce dei servizi
statali.
Il sacrificio del
lavoro italiano all’estero deve essere sottolineato da tutti noi, giacché ognuno
di noi ne è stato toccato personalmente. Noi siamo stati i testimoni e dobbiamo
dare la necessaria valutazione.
RingraziandoVi,
con cordialità Vi saluto.
FINI: Immorale
respingere i clandestini senza controlli
MADRID - «Non
credo che, come per qualsiasi altro leader, Berlusconi vada amato o odiato.
Berlusconi va rispettato e giudicato in base a quello che fa ed al giudizio che
gli elettori ne danno. Altrimenti c'è il pregiudizio». Lo afferma il presidente
della Camera Gianfranco Fini in un forum al quotidiano spagnolo El Mundo.
«Berlusconi
- dice Fini - è il personaggio che ha sovvertito ogni pronostico, presiede il G8
per la terza volta in 15 anni, non è arrivato ieri nella scena politica. Nei
suoi confronti deve valere lo stesso criterio di valutazione che vale per me,
per Veltroni o per Prodi: Non va né amato né odiato, va rispettato e giudicato
per quello che fa». Secondo il presidente della Camera, «non sono le polemiche a
rendere più forte o più debole il governo, che è valutato non per le abitudini o
le frequentazioni di Berlusconi ma per quello che il governo Berlusconi fa».
E allora, esorta
Fini, «mettiamo da parte il pregiudizio, positivo o negativo che sia.
Confrontiamo la realtà con gli impegni assunti. Gli italiani questo lo fanno più
di quanto non si pensi, diversamente non si spiega il percorso che Berlusconi ha
fatto in questi anni. Se nel
giudizio su Berlusconi si mette da parte il pregiudizio e si guarda solamente al
dato fattuale si capisce questo percorso, che è una novità per l'Italia». Del
resto, conclude, «anche i critici più severi di Berlusconi gli riconoscono
l'intuizione di aver favorito in Italia la nascita di un sistema bipolare, che
ha cambiato tutto rispetto al passato. In questo modo siamo diventati tutti
molto più europei».
Fini: «Immorale
respingere i clandestini senza controlli». «È assolutamente indispensabile
distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere
automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe
venir meno la dignità della persona umana», ha poi affermato il presidente della
Camera in un forum a El Mundo. Per Fini, «un rigoroso controllo nazionale deve
esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo. Tuttavia sarebbe
immorale dire subito “sei clandestino, ti rimando al tuo Paese”. Sarebbe in
alcuni casi come condannare quella persona a morte».
Il presidente
della Camera osserva inoltre che anche i clandestini «vale il principio base
della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati». Parlando
di immigrazione, il presidente della Camera spiega: «In Italia nelle nostre case
è impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come
cameriera. Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di
immigrazione che si basi si due pilastri:
aiutare i Paesi di partenza a
progredire da una parte, e dall'altra cercare di assorbire con parità di diritti
e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie
patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. È anche nel nostro interesse».
Fini poi
sottolinea: «È necessario distinguere tra l'immigrazione regolare e quella
clandestina; tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della
nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati». A tal proposito
cita la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza. «Non è accettabile -
puntualizza - che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto
alla condizione di legalità o meno del proprio status. Investire oggi sulle
politiche per l'immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a
quella che si annuncia come una invasione biblica».
Aldo Di Biagio è il nuovo responsabile del PdL
all'estero: "Sarò un punto di riferimento per tutti"

Italia
chiama Italia - 10 Apr 2009 - Aldo Di Biagio è stato nominato ieri responsabile
del Popolo della Libertà per il settore italiani nel mondo. Le voci degli ultimi
giorni davano Di Biagio vice responsabile, "ma poi cè stato uno spostamento",
come racconta lo stesso onorevole a Italiachiamaitalia.com, nel senso che "senza
nulla togliere a Forza Italia, il settore Italiani nel Mondo spettava ad
Alleanza Nazionale, dentro la logica della ripartizione dei vari settori". Di
Biagio, candidato in Europa ed eletto alle ultime elezioni politiche, è molto
soddisfatto della sua nomina. Ma soprattutto, ci tiene a sottolineare che il
fatto di aver dato un posto così importante agli italiani nel mondo - che hanno
un proprio rappresentante all'interno dell'esecutivo del partito - "dopo il voto
all'estero, è il secondo dato più importante e forte"... Di Biagio avrà fra i
suoi vice, il senatore Sergio De Gregorio e l'On. Marco Zacchera, per
anni responsabile del dipartimento Esteri di An. "Zacchera è un valente
parlamentare, che stimo molto.
LEGGI
COMUNICATO STAMPA
DELL’ON. MIRKO TREMAGLIA,
SEGRETARIO GENERALE DEL CTIM
COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO
Roma, 31 marzo 2009 - E’ apparso sulla stampa un documento dal titolo “Il
Partito degli Italiani senza confini” presentato da Deputati del Popolo
della Libertà eletti all’estero.
Questa iniziativa annulla evidentemente, per quanto ci riguarda, qualsiasi altra
proposta che dava agli Onorevoli Picchi e Di Biagio il compito di proporre
soluzioni con il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo.
"Oggi nasce il Popolo della Libertà nel mondo"
‘Comitato tricolore’ e ‘Azzurri nel mondo’ si uniscono in
una nuova realtà politica. Mozione firmata durante la Convention alla
Fiera di Roma.
Prossimi obiettivi: nomina
del responsabile e riorganizzazione interna

30
Marzo 2009 - Le firme di Mirko Tremaglia e Guglielmo Picchi per
sancire la nascita del Popolo della libertà all'estero. Al di là degli ‘Azzurri
nel mondo’ e al di là del ‘Comitato tricolore’. È la vera novità dei tre giorni
di Convention Pdl alla Fiera di Roma. Mentre i neonati pidiellini ascoltavano la
celebrazione del loro nuovo partito, i delegati per l’estero si davano da fare.
Primo obiettivo? Evitare l’estinzione. Già, perché con il premier che dal palco
saluta il senatore De Gregorio ma dimentica l’ex ministro Tremaglia, e con
Alleanza nazionale ormai sciolta, chi da decenni si occupa dell’italianità nel
mondo ha deciso di unire le forze. Il ‘Comitato tricolore’, nato da An, e
‘Azzurri nel mondo’, di derivazione berlusconiana, si sono rimboccati le maniche
e hanno firmato, gli uni accanto agli altri, una mozione che sancisce la loro
unione dopo giorni di polemiche sul destino delle politiche sul tema.
LEGGI
L’ON. ANGELI TRA LA FINE DI AN E LA NASCITA DEL PDL:
ANDIAMO AVANTI ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PASSATO
ROMA\
aise\ 30/03/2009 - "La settimana della fondazione del Partito della Libertà (PDL)
ha avuto inizio con lo scioglimento di Alleanza Nazionale, il 21-22 marzo, a
Roma. A 14 anni dal Congresso di Fiuggi, il partito della destra italiana ha
deciso di confluire nel PDL che si candida a diventare il nuovo punto di
riferimento del centrodestra italiano. Il rapporto tra Berlusconi e Fini
costituisce la chiave di volta del PDL. Come uomo nella mia carica di deputato
mi ritengo ampiamente orgoglioso e soddisfatto della riuscita di questo progetto
e dell’iniziativa politica di cui si è fatto promotore l’onorevole Mirko
Tremaglia, insieme ai parlamentari eletti nell’ambito delle circoscrizioni
estere, di salvaguardia del Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo (Ctim),
un associazione che fin dal 1968 costituisce espressione di un patrimonio
inestimabile di identità e valori tutti "italiani" da non disperdere e da legare
all’azione politica del PDL". Così Giuseppe Angeli, deputato del Pdl eletto in
Sud America, a margine del congresso fondativo del Popolo della libertà,
"culmine" di un percorso politico che ha infine unito Forza Italia e Alleanza
Nazionale, partiti a loro volta protagonisti di congressi "conclusivi". Oltre a
loro, negli ultimi giorni si sono dati appuntamento a Roma anche i delegati del
Ctim, chiamati a raccolta da Tremaglia in un mini-congresso cui ha partecipato
anche il Presidente della Camera Fini.
Quale il futuro del Ctim? Con An nel PdL o come
associazione autonoma? La parola ai delegati
24
Mar 2009 - ...“Alla riunione del Ctim, la presenza del Presidente della Camera
Gianfranco Fini, del ministro Altero Matteoli, del sottosegretario
Roberto Menia, del senatore Mario Baldassari e degli on.
Giuseppe Angeli e Aldo Di Biagio hanno dato un contributo, un valore
aggiunto al nostro lavoro ascoltando le nostre richieste. Possiamo sottolineare
l’importanza dell’approvazione della riconferma del segretario generale Mirko
Tremaglia, il rilancio del Comitato come associazione ed il punto di
riferimento per gli italiani all’estero accolto da Fini con positività, il quale
ha ribadito l’importanza che il Ctim continui, comunque, come un’associazione
culturale e sociale. Ci ha sostenuto e confermato, si è preso l’impegno che il
Comitato dovrà continuare in questa missione”....
LEGGI
GRANDE SUCCESSO PER LA RIUNIONE
DEL DIRETTIVO CENTRALE DEL COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO
ROMA
– Alla riunione del CTIM svoltasi a Roma il 19 e 20 marzo, presieduta dal
Segretario Generale On. Mirko Tremaglia alla presenza dei delegati dei
cinque continenti, sono state trattate le tematiche più importanti riguardanti
gli Italiani nel mondo. Al successo della manifestazione ha contribuito la
presenza e gli interventi di varie autorità istituzionali e politiche fra le
quali: il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, il
Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, il
Sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, il Presidente
dellaCommissione Finanze del Senato Mario Baldassarri ed i parlamentari
eletti all’estero Giuseppe Angeli e Aldo Biagio. A conclusione dei
lavori è stata approvata entusiasticamente e all’unanimità la conferma all’On.
Mirko Tremaglia quale Segretario Generale del CTIM, organizzazione che
continuerà la sua indispensabile funzione di rappresentanza per gli Italiani nel
Mondo.
CONVOCAZIONE STRAORDINARIA
DEL CTIM - COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO A ROMA NEI GIORNI
GIOVEDI’ 19 E VENERDI’ 20 MARZO 2009

La
situazione della politica italiana, in particolare le decisioni che verranno
prese nelle Assemblee Nazionali di AN e poi dopo del PdL, pongono al CTIM –
Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, responsabilità importanti che
devono essere esaminate dall’Organo centrale del Comitato.
Pertanto, è stata decisa
la convocazione straordinaria del Direttivo Centrale a Roma nei prossimi giorni
del 19 e 20 marzo 2009 presso il Domina Hotel in via Siderno n. 37.
I lavori, che saranno presieduti dal Segretario Generale On. Mirko Tremaglia,
inizieranno alle ore 15.30 di giovedì 19 marzo e si concluderanno nella
giornata di venerdì 20 marzo.
Il CTIM intende dare con questa riunione, riservata ai componenti del Direttivo
Centrale, nuova forza all’organizzazione alla vigilia del Congresso Nazionale di
Alleanza Nazionale.
Non bisogna dimenticare che è nella storia della Repubblica questa nostra
vittoria eccezionale: avere ottenuto il voto per milioni di Italiani residenti
all’estero e aver cambiato due volte la Costituzione, creando una Circoscrizione
Estero e facendo approvare la legge per il diritto di voto all’estero.
Il C.T.I.M. rivendica la sua
grande politica per gli Italiani nel mondo.
|
Michele
VALENSISE
è il nuovo Ambasciatore d’Italia in Germania
Nato
a Polistena (RC) il 3 aprile 1952, si laurea in giurisprudenza presso
l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1974 ed entra in carriera diplomatica nel
1975.
Al Ministero è destinato alla Direzione generale degli affari economici, dove
segue in particolare l’attività degli organismi multilaterali.
Nel 1978 è all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, con funzioni nel settore stampa
ed economico. Nel 1981 è trasferito all’Ambasciata d’Italia a Bonn, dove presta
servizio alla cancelleria politica con competenze sulle questioni di politica
interna e di cooperazione politica europea.
Dal 1984 al 1987, durante la guerra civile libanese, è Consigliere
all’Ambasciata d’Italia a Beirut, con funzioni vicarie del Capo missione.
Rientrato a Roma, dal 1987 al 1991 è Capo della Segreteria del Sottosegretario
agli Esteri.
Dal 1991 al 1997, come Primo Consigliere alla Rappresentanza permanente d’Italia
presso l’Unione europea a Bruxelles è responsabile del settore delle relazioni
della Comunità con i paesi dell’area mediterranea e balcanica. Assicura inoltre
la presidenza dei gruppi di lavoro nel corso della presidenza italiana
dell’Unione europea nel 1996.
All’inizio del 1997 è trasferito a Sarajevo in qualità di Ambasciatore d’Italia
in Bosnia Erzegovina, all’indomani dell’apertura dell’Ambasciata, subito dopo la
cessazione delle ostilità e il dispiegamento in Bosnia Erzegovina della Forza
militare di stabilizzazione e, in questo ambito, del contingente italiano.
Di nuovo a Roma nel 1999 è responsabile, al Gabinetto del Ministro, dell’Ufficio
per i rapporti con il Parlamento e poi capo di Gabinetto del Ministro degli
Affari Esteri.
Dal settembre 2001 al novembre 2004 ricopre l’incarico di capo del Servizio
stampa e informazione del Ministero e di portavoce del Ministro degli Esteri.
Da novembre 2004 è Ambasciatore d’Italia in Brasile.
A gennaio 2009 è stato promosso al grado di Ambasciatore. Da luglio 2009 è
Ambasciatore d’Italia in Germania.
Alessandro Giovine, nuovo Console a Stoccarda
Nato
a Torino il 27 gennaio 1974
Console a Mulhouse (Francia) dal 1 settembre 2005 al 14 agosto 2009
Avvocato penalista
Dottore in Ingegneria Meccanica
Maturita' Classica
Maturita' Artistica
Servizio militare assolto presso il 4° rgt. Carri (Bellinzago Novarese )
da Italia chiama Italia
Italiani all’estero, Mantica: ‘Tesseramento PdL? Al
momento un fatto negativo per il partito’
di Ricky Filosa
Il
sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo torna a parlare
di rilancio del PdL all’estero e dell’operazione tesseramento: operazione che il
senatore del PdL giudica, ora come ora, “una fatto negativo per il partito”.
Alfredo Mantica è convinto: “Meglio prima censire le realtà e le associazioni
sul territorio”. E a
colloquio con Gente d’Italia,
spiega perchè.
Proprio per
chiarire ogni dubbio, Gente d’Italia,
a margine della presentazione del Consolato digitale tenutasi la scorsa
settimana a Bruxelles, ha chiesto al senatore del Popolo della Libertà un
chiarimento; o meglio, abbiamo chiesto a Mantica di sviluppare ulteriormente il
suo ragionamento.
‘PIU’ IMPORTANTE CENSIRE REALTA’ E ASSOCIAZIONI’
E
Mantica non
cambia strada, è convinto di ciò che ha detto in precedenza riguardo
l’operazione tesseramento, e aggiunge: “Noi
veniamo da una storia complicata. Tremaglia, il CTIM, AN, Forza
Italia, Azzurri nel Mondo,... L’unica cosa che resta di tutto questo
sono le associazioni che operano sul territorio, che sono spesso
espressione del PdL.
Allora dico: prima di passare al
tesseramento, che a mio modesto parere in molte realtà vuol dire spaccare questo
mondo - perchè se si sceglie tizio, caio si arrabbia e viceversa -, credo
sarebbe molto più importante, in questa fase di transizione, prima censire le
realtà e le associazioni, iniziare a rafforzare queste strutture, e poi valutare
quali mano a mano possono essere del PdL”. Per poi creare, secondo
Mantica, una coalizione di tutte queste associazioni.
‘ANCORA DIFFERENZE FRA AN E FI’
“Che ci siano ancora oggi differenze fra Alleanza Nazionale e Forza Italia, è
come dire che di giorno c’è il sole e di notte è buio.
Non è una cosa rivoluzionaria”, afferma il sottosegretario. “Sono stato a Parigi
e ho incontrato tre esponenti PdL: uno non voleva che ci fossero gli altri due,
e viceversa. A questo punto - continua Mantica - se è imbarazzante per il
governo, capisco come possa essere imbarazzante per uno che organizza un partito”.
‘TESSERAMENTO FATTO NEGATIVO PER IL PARTITO’
Sì, ma il
tesseramento all’estero?
Per tutto quanto dichiarato, “l’idea di
partire col tesseramento all’estero, che vuol dire se sei con me bene se no sei
contro di me, mi sembra in questo momento un fatto negativo per il partito”.
Non lascia spazio a dubbi la posizione del senatore pidiellino.
’BASTEREBBE PENSARE A
RISSA CONTINI-ZACCHERA’ “Il
PdL - continua il sottosegretario -
è al momento una grande coalizione di forze politiche diverse; mantenga questa
immagine di coalizione e cominci a censire le realtà che esistono. E poi si
faranno coalizioni fra tutte le associazioni che nel mondo si rivedono nel PdL”.
Per capire come stanno le cose, “basterebbe
pensare alla rissa che c’è stata fra la senatrice Barbara Contini e l’On. Marco
Zacchera”, conclude Mantica.
Rilancio del PdL
all’estero e operazione tesseramento: non sappiamo chi abbia la verità in tasca.
Forse nessuno. Ma una cosa è certa: il dibattito continua.
Oreste Motta
nuovo Coordinatore Europeo del C.T.I.M.
Dopo la nomina e le
innume-revoli lettere di auguri giunte da ogni parte del mondo, il nuovo
Coordinatore Europeo ringrazia tutti i soci del CTIM:
Cari amici, Vi ringrazio per le parole di
stima e di buon avvio, che molti di voi mi hanno inviato, come coordinatore
dei Comitati Tricolore in Europa, nomina che mi è stata conferita dal nostro
Segretario Generale On. Mirko Tremaglia il 23 gennaio scorso. Sono molto
onorato per questo incarico, che, come ho già detto all’On. Mirko Tremaglia,
posso svolgere con tutti i limiti dovuti ai tempi che mi lascia la mia
professione e nel quadro nostro interno di ristrettezze economiche.
Comunque
vi posso assicurare che, al di là della designazione, i nostri soci ed io,
siamo già partiti da qui molto bene con la venuta dell’On. Mirko Tremaglia
il 5/6 aprile 2008, allorché ha partecipato a Stoccarda e a Schwieberdingen
a due giornate di lavori costruttivi, lungimiranti, senza tralasciare
momenti emozionanti, che non devono però portarci lontano retoricamente
dalle soluzioni dei problemi e dalla promozione della nostra gente
all’estero.
Vi ringrazio per aver sostenuto (anche se molti di voi non la
pensavano così) la decisione di spostare il rinnovo delle elezioni Comites.
Era una necessità per farci sopravvivere qui in Europa e darci un po’ di
tempo, dopo la batosta dei tagli previsti dalla legge finanziaria 2009, che
si ripercuotono negativamente sulla nostra immagine e sulla nostra attività
politica. Desidero inoltre far ragionare la nostra base sulla formulazione e
proposte di miglioramenti della legge di riforma dei Comites e del CGIE. Un
altro nostro, mio impegno vitale (ne ho già parlato con il Segretario
Generale) deve essere, nonostante lo scioglimento di AN, il
mantenimento e il rafforzamento della struttura CTIM all’estero: l’unica
realmente esistente ed efficiente del
centrodestra! Le altre sono raccattaticce, fatte all’ultimo momento a solo
scopo elettorale.
Al motto “IL CTIM VIVE” proseguiamo e con grande
ammirazione per tutti voi vi saluto cordialmente.
IL PROGETTO GIOVANI
DEL C.T.I.M. GERMANIA
“Italia Media TV” è la prima
televisione italo/tedesca che discute per via telematica le problematiche
italiane in Germania.
Nella nuova era dei computer ed
internet risulta più facile la comunicazione tra emittente e spettatore, in
quanto si offre
loro la possibilità di un’informazione intermediaria.
“Italia media tv” è la televisione
del futuro: milioni di giovani di tutto il mondo potranno, con un solo clic,
comunicare tra di loro senza problemi.
“Italia media tv” non vuole solo
informare, ma anche promuovere e sostenere i nostri connazionali nel mondo della
cultura e dello spettacolo. Rispecchieremo i nostri problemi giornalieri e li
manderemo in onda. Ci sarà spazio per tutti, e per tutto. Il nostro obiettivo è comunicare per
via video non solo in Germania, ma in tutto il mondo e trasmettere le nostre
idee.
“Italia media tv” è per ora l´unica
piattaforma che propone un’idea del genere. Lo scopo è quello, attraverso la cultura e musica, attirare i giovani verso la politica,
interessarli agli avvenimenti nel loro Paese di origine.
Ora anche un
mensile per i giovani italiani di Germania: <IL>
Lifestyle Magazin

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Marco
(Coordinatore Progetto Giovani CTIM)
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