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Le congratulazioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini (clicca qui)

e del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni (clicca qui)

all'On. Mirko Tremaglia per l'alto riconoscimento della Città di Bergamo

 

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Il CTIM-Europa si complimenta con il suo Segretario Generale per l'alto riconoscimento

 

Il coordinatore europeo del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo e consigliere C.G.I.E. Oreste Motta, a nome di tutti gli iscritti al C.T.I.M. in Europa invia congratulazioni vivissime all'On. Mirko Tremaglia per la meritata Medaglia d'Oro, che la città di Bergamo ha voluto concedergli sabato scorso durante una commovente cerimonia.

Il prestigioso riconoscimento di cui è stato insignito il Decano dei Deputati, sottolinea <l'inesauribile impegno quarantennale svolto per la città di Bergamo, oltre che per una serie di operazioni volte alla pacificazione>.

Il Coordinamento Europeo del CTIM si augura altri riconoscimenti per il suo Segretario e, soprattutto, la continuazione della sua indispensabile attività parlamentare - ora necessaria più che mai - a favore delle comunità italiane all'estero, a cui l'unico Ministro per gli Italiani nel Mondo ha dedicato tutta la sua vita.

 

CTIM-PRESS

 

Tratto dall'articolo apparso su IL SOLE-24 ORE di Bergamo il 20.12.2009:


— BERGAMO —
I lineamenti sono tirati, gli occhi gonfi per le lacrime ricacciate di continuo, soprattutto quando il ricordo va al figlio Marzio, già assessore alla Cultura della Regione Lombardia, scomparso dieci anni fa a causa di un male incurabile. Chiuso in un cappotto nero, Mirko Tremaglia sorride al sindaco Franco Tentorio, che gli consegna la medaglia d’oro del Comune. In quel preciso istante tutti i presenti si alzano in piedi e battono le mani all’indirizzo dell’esponente storico della destra italiana e bergamasca. «Penso a mio figlio Marzio - dice commosso Tremaglia. - Sono andato dal presidente della Repubblica e gli ho chiesto di ricordarmi come portatore di democrazia, perché in qualità di ministro per gli Italiani nel mondo, ho dato la possibilità di votare e far sentire la propria voce a quattro milioni di italiani nel mondo».


IL MINISTRO TREMAGLIA CHIUDE I LAVORI DELLA PLENARIA

"IO CI SONO ANCORA E SONO PRONTO AI GRANDI SCONTRI CHE CI ATTENDONO NEL 2010" 

ROMA - "Cari amici miei, sono sempre emozionato quando vengo qui. Questa mia visita non era in programma, ma sono stato trascinato da me stesso per stare qui con voi": fiaccato nel corpo ma non nello spirito, Mirko Tremaglia ha salutato così i consiglieri del Cgie che questa mattina lo hanno accolto nell’ultima giornata di lavori dell’assemblea plenaria, in corso alla Farnesina dal 2 dicembre scorso.
Primo e finora unico Ministro per gli italiani nel mondo, decano alla Camera dove siede nei banchi del Pdl, Tremaglia ha parlato di una situazione così "assurda e paradossale" da fargli mettere in discussione la bontà del voto all’estero. "Dopo tante battaglie – ha spiegato – abbiamo ottenuto il voto all’estero, cambiando due volte la Costituzione e cosa otteniamo? La partitocrazia che avanza a danno degli italiani nel mondo, un’invasione dei partiti nella riforma di Comites e Cgie che non condivido".
Il 2010, dunque, sarà "anno di lotte" e non solo per la rappresentanza, anche il "suo" Ctim "a rischio sopravvivenza", ma, ha detto risoluto Tremaglia "io ci sono ancora e mi batterò perché ciò non avvenga".
A contrariare l’ex ministro è il solo poter pensare di mettere mano alla rappresentanza, voluta e rafforzata proprio in vista dell’arrivo in Parlamento dei 18 eletti all’estero, così come è "assurdo chiudere i Consolati. Vi ricordo che quando l’allora ambasciatore Sessa lo propose per il passato facemmo un’opposizione feroce. E ora che ci sono impegni maggiori per l’Italia in tutti gli ambiti, che si fa? Si chiude?".
"Noi – ha proseguito Tremaglia – le soluzioni le abbiamo proposte ma sono tutte ancora in cantina, dalla bicamerale per gli italiani all’estero alla mozione sulla cooperazione per l’Africa. Così come rimane inascoltato il mio appello di contattare e lavorare insieme ai 395 parlamentari di origine italiana sparsi per il mondo".
Se c’è ancora una soluzione, per Tremaglia è quella di "lavorare insieme, senza distinzione di parte. Temo che arriverà un’escalation per diminuire la forza degli italiani all’estero e il Cgie sarà essenziale in questa battaglia". (m.c.\aise)


COMUNICATO STAMPA dell’11 novembre 2009

TREMAGLIA: SE IL PDL COSTITUISCE UN GRUPPO “PDL NEL MONDO” L’ON. MIRKO TREMAGLIA ESCE DAL GRUPPO PARLAMENTARE DEL PDL 

Il PDL attraverso una “Campagna Tesseramento PDL nel mondo 2009-2010” ha annunciato di voler costituire una Organizzazione politica di Italiani residenti all’estero.

 

Il CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo, che opera nel mondo dell’emigrazione, non è stato consultato e nemmeno avvisato.

 

Crediamo sia dannosa una formazione di questo tipo e sia in contrasto con gli interessi dell’emigrazione che noi, come CTIM, rappresentiamo sin dal 1968.

 

Ecco i motivi per i quali chiediamo con fermezza agli Amici del PDL di cancellare l’iniziativa stessa.

Se così non fosse, ritenendo l’iniziativa dannosa e pregiudizievole alla causa dell’emigrazione, ho ritenuto giusto notificare la decisione del CTIM di respingerla e, personalmente, di uscire dal Gruppo Parlamentare del PDL continuando l’attività politica alla Camera dei Deputati, sempre nel nome del CTIM e nell’interesse di tutti gli Italiani residenti all’estero.


 

Roma, 4 novembre 2009

 

DIFENDIAMO L’EMIGRAZIONE CONTRO IL TESSERAMENTO AD UN PARTITO, CONTRO LA PARTITOCRAZIA

 

La notizia della costituzione di una organizzazione dell’emigrazione con la intestazione di Partito PDL per lanciare la cosiddetta “Campagna Tesseramento PDL nel mondo 2009-2010” è assurda e contraria agli interessi dell’emigrazione, tanto è vero che il PDL ha assunto sinora posizioni contro i principi di civiltà, socialità, onore e contro gli interessi degli emigranti stessi ogniqualvolta è stato posto in Parlamento il problema persino della loro sopravvivenza.

 

Questa iniziativa costituisce una offesa per quanti dal 1968 hanno fatto parte del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, e per gli emigranti italiani che sono stati costretti a lavorare subendo discriminazioni vergognose. Non si può mettere sotto interessi di Partito la visione e la organizzazione di una Forza come quella degli Italiani nel mondo.

 

Per essere ancora più chiari:

 

-   vi è già il CTIM, che è stato costituito nel 1968;

-   il CTIM ha il suo Statuto e dieci punti programmatici;

-   il CTIM ha una sua organizzazione, che nessuno può cancellare, in tutte le parti del mondo;

-   il CTIM vive e opera in ogni parte del mondo;

-   il CTIM ha dal 1968 il tesseramento in tutti i Continenti:

    Europa: Belgio, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Repubblica di San Marino, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera;

    Africa: Algeria, Egitto, Marocco, Nigeria, Sud Africa, Tunisia;

    Nord America: Canada, Messico, Stati Uniti;

    Centro/Sud America: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Haiti, Honduras, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay, Venezuela;

    Asia e Oceania: Australia, Giappone, Hong Kong, India, Laos, Thailandia.

 

Improvvisamente, sei o sette persone che fanno parte di un Partito inventano il tesseramento nel mondo e, sempre sulla carta, inventano il Popolo della Libertà nel Mondo.

 

Noi siamo quelli del CTIM, che da allora (1968) ha fatto il tesseramento, non di Partito, ma in autonomia, facendo tutte le battaglie per l’emigrazione e per gli Italiani nel mondo; che ha presentato le liste per una battaglia del voto agli Italiani all’estero che va dal 1955 fino all’ottenimento per la prima volta del voto all’estero a favore di oltre 4 milioni di votanti (Legge 459 del 27 dicembre 2001).

 

Sempre il CTIM ha presentato liste per cambiare la Costituzione con nominativi di varie formazioni politiche.

 

Il CTIM è riuscito a cambiare – fatto eccezionale – la Costituzione ben 2 volte.

 

Ora, improvvisamente, senza nemmeno consultare il sottoscritto On. Mirko Tremaglia, che è il Segretario Generale del Comitato, ignorando totalmente persino l’esistenza del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, quanto ha fatto e quanto sta facendo nel mondo, ignorando altresì che il sottoscritto è stato Ministro, l’unico Ministro per gli Italiani nel Mondo, si è deciso, senza alcuna consultazione di cancellare il CTIM, sostituendolo con una impostazione di Partito, per sfruttare gli elettori all’estero, sempre per farli diventare parte di un Partito (PDL) anziché continuare a fare gli interessi dei nostri emigranti.

 

Si ignora che quel Ministro ha ottenuto, tra l’altro, un decreto che riconosce l’8 agosto, giornata della tragedia di Marcinelle, come la “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” e potremmo continuare con tutti i Convegni e le iniziative di quel periodo ministeriale, ricordando tra l’altro come gli Italiani nel mondo con tanti sacrifici abbiano ottenuto l’elezione di 395 Parlamentari di origine italiana.

 

Tutto questo e tanto altro viene ignorato e cancellato per far posto alle ambizioni di potere da parte di qualche Politico del PDL.

 

Il tutto è da me contestato e respinto con sdegno, rivendicando prestigio, serietà e dignità al CTIM, ai suoi aderenti ed a chi lo ha diretto e continua a dirigerlo.

 

Il CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, organizzazione nata nel 1968 con il suo Statuto, con i suoi dirigenti, con le sue battaglie parlamentari, con le sue federazioni organizzate in ogni parte del mondo, respinge questa iniziativa del PDL negando che gli interessi e i diritti dei nostri emigranti e degli Italiani all’estero possano essere difesi e tutelati da Partiti politici. Il CTIM rivendica i grandi traguardi raggiunti dal 1968 ad oggi e continua con la sua organizzazione a rappresentare gli Italiani nel mondo e i diritti ed i principi dell’emigrazione.

 

Nella mia qualità di Segretario Generale del CTIM, ringrazio di cuore i miei collaboratori per i risultati raggiunti e per la fiducia che mi è stata in ogni parte del mondo riconfermata; annuncio che richiederò la messa in votazione della Proposta di legge per l’Istituzione della Commissione parlamentare bicamerale per gli Italiani all’estero e della mozione che invita il Governo ad organizzare una Conferenza per discutere ed attuare un piano di investimenti europei in Africa per dare lavoro agli Africani in Africa.

 

Sul piano personale e politico chiedo che venga annullata la decisione di fare un Partito PDL all’estero. Se così non fosse sarei costretto, dopo tanti anni di battaglia politica, a lasciare per protesta questo Partito, continuando a battermi negli interessi esclusivi dei valori che hanno alimentato l’emigrazione e gli Italiani nel mondo.                                                                                           

 

On. Mirko Tremaglia

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PROPOSTE DI LEGGE DEL C.T.I.M.

COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO

 

SUL VOTO ALL’ESTERO, SUL CAMBIAMENTO DELLA COSTITUZIONE, SUGLI INTERESSI SPECIFICI DEGLI ITALIANI NEL MONDO,

PRIMA FIRMA TREMAGLIA E ALTRI,

PRESENTATE DAL 1972 (ANNO DELLA PRIMA ELEZIONE DI TREMAGLIA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI)

 

Voto agli Italiani all’estero

     II

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 1193 del 22 ottobre 1955 (Ferretti ed altri)

    III

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 778 del 17 gennaio 1959 (Michelini ed altri)

     IV

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 840 del 17 dicembre 1963 (Michelini ed altri)

      V

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 140 del 6 luglio 1968 (Michelini ed altri)

      V

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 234 del 9 ottobre 1968 (Nencioni ed altri)

     VI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 553 del 26 luglio 1972 (Almirante ed altri)

     VI

Legislatura

Proposta di Legge Costituzionale

Camera n. 554 del 26 luglio 1972 (Almirante ed altri)

     VI

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 13 del 25 maggio 1972 (Nencioni ed altri)

     VI

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 235 del 25 luglio 1972 (Nencioni ed altri)

   VII

Legislatura

Proposta di Legge Costituzionale

Camera n. 23 del 5 luglio 1976 (Tremaglia ed altri)

  VIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 84 del 20 giugno 1979 (Tremaglia ed altri)

     IX

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 49 del 12 luglio 1987 (Tremaglia ed altri)

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 104 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 90 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 98 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 503 del 23 luglio 1992 (Pozzo ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 1018 del 12 giugno 1992 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 50 del 15 aprile 1994 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 469 del 6 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 104 del 9 maggio 1996 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge Costituzionale

Camera n. 4979 del 10 giugno 1998 (Tremaglia)

 

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge Costituzionale

Camera n. 5186 del 30 luglio 1998 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Disegno di Legge Costituzionale

Senato n. 3841-B del 30 giugno 1999 (Tremaglia ed altri – diventa Legge)

  XIII

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 4768 del 27 luglio 2000 (Pasquali ed altri)

 

 

Censimento

     VI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 555 del 26 luglio 1972 (Tremaglia ed altri)

   VII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 24 del 5 luglio 1976 (Tremaglia)

   VII

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 1441 del 26 ottobre 1978 (Di Crollalanza ed altri)

  VIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 85 del 20 giugno 1983 (Tremaglia)

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 105 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri – diventa Legge)

 

 

Divieto di cancellazione dalle liste elettorali

   VII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 1122 del 9 febbraio 1977 (Tremaglia ed altri – diventa Legge)

   VII

Legislatura

Disegno di Legge

Senato n. 1442 del 26 ottobre 1978 (Di Crollalanza ed altri)

 

 

Pensione sociale

  VIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 155 del 26 giugno 1978 (Almirante ed altri)

     IX

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 52 del 12 luglio 1983 (Almirante ed altri)

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 106 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 422 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

 

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 906 del 15 maggio 1996 (Tremaglia)

 

 

Comitati Consolari

  VIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 993 del 20 novembre 1979 (Tremaglia ed altri)

     IX

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 245 del 29 luglio 1983 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 3227 del 17 febbraio 1994 (Tremaglia ed altri)

 

 

Tutela dei lavoratori al seguito di imprese italiane operanti all’estero

  VIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 1227 del 4 gennaio 1980 (Tremaglia ed altri)

     IX

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 50 del 12 luglio 1983 (Tremaglia ed altri)

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 102 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 91 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 423 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 917 del 15 maggio 1996 (Tremaglia)

 

 

Indennizzi per i profughi e i rimpatriati

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 2345 del 31 marzo 1975 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 911 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed altri)

 

 

Assunzione obbligatoria

     VI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 562 del 27 luglio 1972 (Romeo ed altri)

   VII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 780 del 4 ottobre 1979 (Tremaglia ed altri)

 

  VIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 2729 del marzo 1985 (Tremaglia ed altri)

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 109 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 94 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 420 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

 

 

II Conferenza Nazionale dell’Emigrazione

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 103 del 2 luglio 1987 (Tremaglia ed altri)

 

 

Stampa italiana all’estero

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 3602 del 19 marzo 1986 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 99 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 418 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 916 del 15 maggio 1996 (Tremaglia)

 

 

Indennità integrativa speciale ai pensionati, mutilati ed invalidi di guerra

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 110 del 2 luglio 1996 (Tremaglia ed altri)

 

 

Istituti di Cultura all’estero

     IX

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 110 del 2 agosto 1985 (Aloi, Tremaglia ed altri)

 

 

Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 3341 del 11 novembre 1988 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 3226 del 17 febbraio 1997 (Tremaglia ed altri)

 

 

Norme per il funzionamento delle scuole italiane bilingue e dei corsi di lingua italiana d’America

      X

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 3386 del 24 novembre 1988 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 97 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 1364 del 24 luglio 1992 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 414 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 912 del 5 maggio 1996 (Tremaglia)

 

 

Norme per il funzionamento delle istituzioni scolastiche italiane oltreoceano

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 412 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 913 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed altri)

 

 

Partecipazione C.G.I.E. ELEZIONE Presidente della Repubblica

     XI

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 100 del 23 aprile 1992 (Tremaglia ed altri)

   XII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 413 del 5 maggio 1994 (Tremaglia ed altri)

  XIII

Legislatura

Proposta di Legge

Camera n. 914 del 15 maggio 1996 (Tremaglia ed altri)

 

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APPUNTO DEL 9 SETTEMBRE 2009

 

SULLE PRESE DI POSIZIONE IN DIFESA DELL’EMIGRAZIONE E SUI PROBLEMI DEI NOSTRI EMIGRANTI, DALLA STRAGE NEL MEDITERRANEO ALLA CHIUSURA DI AMBASCIATE E CONSOLATI, ALLA PROPOSTA DI LEGGE SULLA ISTITUZIONE DELLA “COMMISSIONE PARLAMENTARE BICAMERALE PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO”, PRESENTATA IL 29 APRILE 2008

E NON ANCORA DISCUSSA, ALLA “GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO” E IN DIFESA DELLA IMMIGRAZIONE IN ITALIA A SALVAGUARDIA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO.

UNA AZIONE PER CANCELLARE IL “REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA”.

UNA NOTA SULLA CIIM – CONFEDERAZIONE DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO.

 

APPUNTO PER IL PRESIDENTE ON. GIANFRANCO FINI

 

Ti invio alcuni documenti con qualche mia annotazione.

 

1.       Comunicato stampa del 26 agosto 2009 “Presa di posizione, dopo l’ultima strage nel Mediterraneo, in difesa della immigrazione in Italia e dei diritti fondamentali dell’uomo, che vanno certamente salvaguardati”

Nei giorni seguenti è avvenuto un fatto assai più grave: si è venuti a conoscenza che l’imbarcazione con eritrei e somali  è stata intercettata in acque italiane e che è stata riaccompagnata in Libia senza alcuna assicurazione da parte libica del rispetto delle persone e senza tener conto che si trattava di emigranti che dovevano godere dell’asilo politico.

Questo è un fatto di grave responsabilità.

 

2.       Comunicato stampa del 21 luglio 2009 sulla “Mozione Africa” che propone una conferenza internazionale dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e con i Paesi dell’Unione europea per la soluzione del grave problema dell’emigrazione facendo investimenti europei in Africa per dare lavoro a 20milioni di Africani in Africa ed impedire così l’invasione dell’Europa.

E’ ora che il PdL presenti alla riunione dei Capigruppo il testo della mozione del maggio 2008, a firma Tremaglia e altri, che ha ottenuto il consenso del Presidente della Camera, ma che non viene mai portata in riunione.

 

3.       Comunicato stampa dell’8 luglio 2009 in difesa di chi lavoro e di chi emigra. Importanza di una azione decisa per cancellare il “reato di immigrazione clandestina” che intermini legali non “esiste”. Gli emigrati italiani hanno vinto nel mondo contro le persecuzioni e le discriminazioni antidemocratiche: questa è una verità che appare nella nostra Storia.

 

4.       Nota del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo – CTIM contro la chiusura di un Ambasciata e sedici Consolati.

 

5.       Proposta di legge per l’istituzione della Commissione Parlamentare Bicamerale per gli Italiani all’estero, presentata il 29 aprile 2008.

Ricordo che questa proposta ha trovato il consenso del Presidente della Camera e dei Deputati eletti all’estero.

E’ di grande importanza anche perché si tratta di un rapporto di politica estera e di relazioni internazionali, avendo noi come interlocutori all’estero 395 Parlamentari di origine italiana.

 

6.       Non dimentichiamo la manifestazione dell’8 agosto a Marcinelle con la partecipazione del Presidente della Camera e di quasi tutti i Deputati eletti all’estero con la celebrazione della “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”.

 

Cordialmente.

Mirko Tremaglia

 

Allegati alla lettera:
 

Roma, 21 luglio 2009

 

TREMAGLIA PROPONE UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE

DEI PAESI AFRICANI DEL MEDITERRANEO CON L’ITALIA E CON I PAESI DELL’UNIONE EUROPEA PER FARE INVESTIMENTI EUROPEI IN AFRICA PER DARE LAVORO A 20 MILIONI DI AFRICANI IN AFRICA ED IMPEDIRE COSI’ L’INVASIONE DELL’EUROPA.

 

Solo così si può fermare l’emigrazione selvaggia dall’Africa verso i Paesi europei in Africa.

In Africa vi è l’80% della disoccupazione e vi è una crescita demografica tale da creare un vero pericolo di invasione dell’Europa.

Secondo le stime, dal 1987, anno nel quale si riunirono a Tunisi i Ministri del Lavoro dei Paesi africani ed europei, al 2015, abbiamo un dato spaventoso relativo alla natalità: in Europa in questo periodo abbiamo 30 milioni di nascite contro i 170 milioni dei Paesi africani. La disoccupazione in Africa è oltre l’80%.

Nel 1995, il 14 ottobre, venne approvata in 127 Paesi, durante i lavori dell’Unione interparlamentare a Bucarest, un testo che prevedeva un intervento diretto dell’Europa a favore dei Paesi dell’Africa con investimenti economici a lungo termine. A tal proposito era stata indetta una Conferenza internazionale che non si è mai tenuta.

La proposta contenuta nella mozione Tremaglia e altri è quella di fare una Conferenza internazionale dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo e quelli dell’Unione europea per fissare finalmente l’impegno europeo degli investimenti a lungo termine, almeno 20 anni, per creare opportunità di lavoro per 20 milioni di Africani in Africa con un nuovo impulso produttivo di questi Paesi più poveri ed un nuovo ruolo per l’Africa nel contesto di una vasta produzione economica.

Solo così si potrà fermare la “invasione” migratoria verso l’Europa, altrimenti non contenibile.

Con questo progetto si prevede per l’Africa un ruolo di vasta produzione economica, si garantisce il lavoro per gli Africani in Africa, si ferma il massiccio esodo migratorio verso l’Europa, altrimenti non contenibile, si elimina ogni impostazione puramente assistenzialistica, si esalta una politica di investimenti che determinerà, tra l’altro, uno straordinario ritorno economico a favore dell’Europa e un’importante collaborazione politica Nord-Sud, si combatte sul serio la fame nel mondo, sottolineando che non si può trattare la vastità di questi problemi con il semplicistico abbattimento dei debiti del terzo mondo, si impegna il Governo e l’Unione Europea ad intraprendere tutte le iniziative concrete e necessarie per dare dignità al lavoro, riconoscendo il diritto ad ogni uomo ad avere un avvenire per sé e per i propri figli, attuando in tal modo una grande operazione civile, in un destino comune tra Europa ed Africa.

Nella mozione-, per rendere concreto l’impegno, ripropone che la Conferenza internazionale venga tenuta entro 6 mesi dalla approvazione della stessa da parte della Camera dei Deputati.

La mozione può essere sottoscritta dai Deputati di tutti i Gruppi parlamentari.

 

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COMUNICATO STAMPA dell’8 luglio 2009

 

MIRKO TREMAGLIA, GIA’ MINISTRO PER GLI ITALIANI NEL MONDO E SEGRETARIO GENERALE DEL CTIM - COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO:

DIFENDIAMO CHI LAVORA E CHI EMIGRA.

DECISA UNA AZIONE ANCHE PARLAMENTARE PER CANCELLARE IL “REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA”, A FIRMA MARONI, CHE IN TERMINI LEGALI NON “ESISTE”.

GLI EMIGRATI ITALIANI HANNO VINTO NEL MONDO CONTRO LE PERSECUZIONI E LE DISCRIMINAZIONI ANTIDEMOCRATICHE: QUESTA E’ UNA VERITA’ CHE APPARE NELLA NOSTRA STORIA.

 

Oggi è stato inventato il “reato di immigrazione clandestina” che vuole colpire emigranti che non hanno commesso alcun reato specifico contro la legge e che non hanno offeso alcun diritto altrui.

 

Come parlamentare ed a nome del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, reagisco con estremo vigore per impugnare questa decisione che suona offesa a quanti nel mondo sono costretti a vivere ed operare al di fuori dei loro Paesi di origine.

 

Scendiamo in campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per ragioni di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo ai maltrattamenti ed alla privazione dei diritti di ciascun emigrante che rispetta in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza.

 

Per questi motivi di fondo abbiamo considerato sacrosanto il nostro impegno in difesa dei lavoratori italiani emigrati all’estero e ci impegniamo oggi per fare revocare questa “distorsione legislativa” che ha “inventato” una norma assurda che vuol colpire milioni di persone che lavorano o vogliono lavorare in Italia.

 

Quando ero Ministro per gli Italiani nel Mondo, quale mio primo atto ufficiale, sono stato a rendere omaggio agli Italiani emigrati in Belgio morti a Marcinelle in Belgio l’8 agosto 1956, 136 lavoratori periti nella miniera di Bois du Cazier, ed ho presentato come Ministro per gli Italiani nel Mondo una direttiva, divenuta decreto, ove si considera la rilevanza sociale della riscoperta dei valori storici e culturali che hanno accompagnato il processo di emigrazione di massa dall’Italia, in particolare per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati.

 

Questa diviene la premessa di un discorso di fondo che ci impegna, così come abbiamo fatto per gli Italiani, a difendere le ragioni di quanti si sono trovati in Italia per tutelare e difendere le ragioni della loro esistenza.

 

Da allora, con la data dell’8 agosto è stata emanata questa direttiva:

 

1. La giornata dell’8 agosto di ogni anno è designata “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. In tale data, le Amministrazioni pubbliche assumono e sostengono, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a celebrare il ricordo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, al fine di favorire l’informazione e la valorizzazione del contributo sociale, culturale ed economico recato con il proprio impegno dai lavoratori italiani operanti all’estero.

2. Tali iniziative potranno essere avviate anche precedentemente all’8 agosto.

 

Questo significa che gli Italiani emigrati nel mondo, che hanno subito persecuzioni ingiuste, vengono da allora esaltati ovunque.

 

Questo appartiene alla Storia. E’ una realtà che significa aver preso atto nel mondo di una eccezionale realtà che chiamiamo “Sistema Italia”, avendo individuato nella verità l’esistenza di un mondo di Italiani emigrati all’estero, che abbiamo così in sintesi registrato:

 

·          stampa e stazioni televisive (si parla di circa 390 testate giornalistiche);

·          enti patronati;

·          93 Istituti di Cultura;

·          circa 3,5 milioni di cittadini Italiani all’estero;

·          60 milioni di cittadini di origine italiana nel mondo;

·          72 Camere di Commercio italiane all’estero;

·          48 ospedali italiani nel mondo, che hanno fatto un patto di alleanza con gli ospedali in Italia;

·          1.000 Scienziati e Ricercatori italiani all’estero censiti;

·          la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo: circa 100.000 imprenditori a disposizione dell’Italia;

·          61.800 Ristoratori italiani, un fatturato annuo di più di 27 miliardi di Euro ed 1 miliardo di clienti ogni anno;

·          una apposita convenzione con la RAI per aprire una grande finestra economica e culturale sull’Altra Italia mediante la trasmissione nel nostro Paese di programmi sulle Comunità italiane all’estero;

·          la Carta dei Servizi Turistici per gli Italiani del Mondo: una grande opportunità che consentirà ai nostri connazionali all’estero, che visitano l’Italia, di usufruire di sconti su aerei, ferrovie, alberghi e musei;

·          123 Ambasciate e 116 Consolati;

·          500 Comitati della “Dante Alighieri”;

 

e fatto di eccezionale valore:

 

·          395 Parlamentari di origine italiana all’estero, che svolgono la loro attività politica in ogni parte del mondo.

 

E in questa realtà democratica, conquistata con il lavoro, noi abbiamo operato e abbiamo dato con la legge n. 459 del 27 dicembre 2001 la cittadinanza italiana a più di 3 milioni di emigrati. Abbiamo per loro anche cambiato due volte la Costituzione ed a questi Italiani abbiamo dato il diritto di votare alle elezioni politiche italiane.

 

Questo è il punto di partenza di una realtà che nessuno può disconoscere: è la contrapposizione al “reato (inventato) di immigrazione clandestina” che deve essere cancellato. Tolta la “immigrazione clandestina” occorre dare immediatamente spazio attraverso due rimedi: quello della “regolarizzazione” e quello della sanatoria, provvedimenti evidentemente che debbono avere impostazione e carattere amministrativi.

 

Come esempio di questa nuova realtà, che noi indichiamo, vi è la regolarizzazione di oltre 700 mila emigrati nel nostro Paese, già avvenuta su richiesta dell’On. Gianfranco Fini.

 

Gli Italiani emigrati nel mondo sono riusciti a superare ogni persecuzione.

 

E’ inconcepibile che si possa “inventare”, proprio qui in Italia, una persecuzione che i nostri hanno giustamente respinto all’estero, fatta contro di loro.

 

Siamo quindi moralmente, oltre che politicamente, impegnati a salvaguardare gli stessi diritti che i nostri emigrati hanno ottenuto con tanti sacrifici.

 

Invito a fare questa battaglia di democrazia innanzitutto i miei Colleghi parlamentari, in particolare i Deputati e Senatori italiani eletti all’estero, nonché la Presidenza ed i componenti del CGIE e dei Comites.

 

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Roma, 1 Luglio 2009

 

NOTA DEL COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO (C.T.I.M.) CON LA DICHIARAZIONE DELL’ON. MIRKO TREMAGLIA, GIA’ MINISTRO PER GLI ITALIANI NEL MONDO E

SEGRETARIO GENERALE DEL C.T.I.M., CONTRO LA CHIUSURA DI UNA AMBASCIATA E DI 16 CONSOLATI.

 

Questa è la dichiarazione dell’On. Mirko Tremaglia fatta davanti la Commissione Parlamentare Esteri della Camera dei Deputati, contro la determinazione di procedere alla chiusura dell’Ambasciata di Lusaka nello Zambia e dei Consolati di Adelaide e Brisbane (Australia), Genk e Liegi (Belgio), Lille e Mulhouse (Francia), Mannheim, Saarbruecken, Norimberga ed Amburgo (Germania), Manchester (Inghilterra), Detroit e Filadelfia (Stati Uniti), Durban (Sud Africa), Losanna e Coira (Svizzera) da parte del Ministero degli Esteri Italiano.

 

Questa iniziativa, della chiusura di una Ambasciata e di 16 Consolati, è gravemente lesiva degli interessi degli italiani residenti all’estero e della rappresentatività della stessa Nazione italiana nel mondo.  E’ senza alcuna giustificazione; è stata presentata dal Sottosegretario agli Esteri Sen. Mantica,  ed è stata da lui classificata quale “processo di razionalizzazione della nostra rete consolare”  dichiarando che  questa iniziativa “salvaguarda le esigenze dell’utenza e produce risparmi in modo da rinforzare gli uffici compresi quelli operativi in aree emergenti sottoposti e di forte interesse per gli operatori economici”.  Questa operazione è, invece, gravemente lesiva nei nostri interessi nazionali e contrasta nettamente con gli interessi stessi dei nostri operatori economici che risiedono in Italia ed all’estero.

 

Nella realtà, ha detto Tremaglia, è una pesante contraddizione non solo con l’impegno degli italiani che sono nel mondo ma anche con la nuova realtà di carattere elettorale che è avvenuta con il cambio, per ben due volte, della Costituzione italiana e l’approvazione della nuova Legge elettorale da me proposta ed approvata nel dicembre 2001 e che ha dato la possibilità agli italiani residenti all’estero di votare per eleggere 6 Senatori e 12 Deputati del Parlamento italiano; con nuovi impegni nazionali ed anche internazionali.

 

Tremaglia ha ricordato la sua esperienza come Ministro per gli Italiani nel Mondo: durante quel periodo non è stata cancellata alcuna rappresentanza consolare italiana. La nuova realtà, sorta con il cambio della Costituzione e la possibilità di votare, ci pone nelle condizioni di avere necessità di maggiore rappresentanza consolare, anche per le nuove e più importanti possibilità economiche che possono essere affrontate solo con un indirizzo consolare di maggiore efficienza e prestigio; e non il contrario.

 

Ho ritenuto pertanto doveroso, sia sotto l’aspetto personale sia come C.T.I.M. – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, che io rappresento, di fare una opposizione molto decisa affinchè non si giunga a questa determinazione di chiusura delle nostre rappresentanze, che sono sempre più necessarie, anzi, indispensabili, per affrontare i traguardi che debbono essere raggiunti. E’ improponibile che si giunga alle conclusioni annunciate dal Sottosegretario Mantica; la nostra opposizione sarà, quindi, assoluta.

 

Chiediamo, pertanto, che questa proposta del Sottosegretario venga sottoposta all’esame ed alla approvazione necessaria del C.G.I.E. e dei COMITES, che sono l’espressione di oltre 3 milioni di cittadini italiani all’estero, che sono elettori e concorrono alle decisioni della politica dell’Italia in ogni parte del mondo.

 

Non si tratta di una presa di posizione di parte, ma di un indispensabile atteggiamento che il C.T.I.M. (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) – che Tremaglia rappresenta -  assume in rappresentanza di tutti i nostri sostenitori in ogni parte del mondo. Per questi motivi sarà necessaria una intesa  con tutti i parlamentari eletti all’estero e che rappresentano i nostri connazionali alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica.

 

In questo quadro diviene necessaria l’approvazione alla Camera dei Deputati ed al Senato della Proposta di Legge che Tremaglia ha presentato  che si chiama “Istituzione della Commissione Parlamentare Bicamerale per gli italiani all’estero”. Di fronte ai nuovi impegni  conseguenti alla nuova rappresentanza elettorale degli italiani nel mondo. 

 

Basti pensare ai problemi di carattere economico, di rappresentanza di iniziativa politica con la necessità di intese indispensabili nella nuova realtà politica ed internazionale.  Basti pensare che abbiamo nel mondo più di 395 parlamentari di origine italiana ed alla straordinaria attività di carattere economico e sociale rappresentata dai milioni di italiani che risiedono all’estero. Anche in ordine a queste nuove vicende economiche e politiche,  diviene sempre più forte la nostra opposizione alla chiusura di nostri Sedi diplomatiche all’estero, così come è stata rappresentata nel progetto del Sottosegretario Sen. Mantica.

 

E’ proprio per questo motivo che, in adesione alla rappresentanza del C.G.I.E. e dei COMITES, abbiamo presentato la Proposta di legge, sottoscritta alla Camera dei Deputati dalla maggior parte dei Deputati eletti all’estero, per dare vita ad una Commissione Parlamentare Bicamerale, che affronti i problemi per fare la politica per gli italiani all’estero, che svolga attività di indirizzo, di coordinamento, di controllo sulle politiche concernenti i cittadini italiani all’estero, in particolare sull’attuazione dell’uguaglianza dei loro diritti civili e politici.

 

Insistiamo – ha sottolineato l’on. Tremaglia – nella nostra netta opposizione alle proposte avanzate dal Sottosegretario Mantica.  Non possono aver corso queste assurde iniziative, se non vi è il consenso dei COMITES e del  C.G.I.E.  Ci riserviamo, per quanto ci riguarda, di dimostrare quanto sia assurda e negativa l’intenzione espressa dal Sottosegretario, di chiudere le nostre rappresentanze consolari, perché sono in netto  contrasto con l’interesse assoluto degli italiani residenti all’estero e dell’Italia.

 

Iniziamo queste nostre osservazioni di fondo, contestando con decisione, la proposta delle chiusure dei Consolati di Detroit e Filadelfia, che hanno già creato un grave malcontento nella comunità italiana del Nord America. Filadelfia è uno degli epicentri dell’immigrazione in tutto il Nord America. Dopo New York, Filadelfia è un’area densissima di presenza italiana, sia per ragioni economiche che politiche.  In questo Distretto Consolare, infatti, vi sono interessi economici importanti dopo New York.

 

Preme ricordare l’Agusta Westland, che impiega circa 600 dipendenti, per la maggior parte italiana.  La Boeing Corp. con centinaia di impiegati che curano i servizi della flotta Boeing dell’Alitalia e delle altre Compagnie aeree italiane. Nel Distretto Consolare vi sono circa 250 imprese commerciali con capitale italiano.  Il Centro Medico dei trapianti di Pittsburgh, Jefferson University, Sbarro Institute Cancer Research Center di Filadelfia, con centinaia di scienziati italiani.  Temple University, con la sua succursale italiana.  La flotta commerciale italiana, che usa il porto di Filadelfia per lo sbarco e la distribuzione dei prodotti italiani in tutti gli Stati Uniti. 

 

Il Consolato italiano che emette circa 5000 visti a giovani che si recano a studiare in Italia. Gli italoamericani, che rappresentano circa il 10% della popolazione, hanno eletto il 25% dei Consiglieri della città di Filadelfia, e la stessa percentuale di rappresentanti al Parlamento statale di Harrisburg.  Il Presidente del Consiglio municipale è di origine italiana.

 

Ribadiamo – conclude Tremaglia – la nostra decisa contrapposizione ad una operazione assurda, che va contro gli interessi nazionali ed internazionali degli italiani all’estero e della stessa Nazione Italiana. Ripetiamo la nostra decisa “alleanza” con il C.G.I.E. e con i COMITES,  negli interessi superiori dei nostri connazionali e dell’Italia nel mondo.

 

CONFEDERAZIONE DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI NEL MONDO

 

L’on. Mirko Tremaglia  propone all’attenzione del Ministro degli Esteri di considerare di grande importanza, nel quadro della potenzialità delle nostre comunità all’estero, l’esistenza della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo che si è costituita durante il periodo del Ministero per gli Italiani nel Mondo e che rappresenta la nostra forza economica nel mondo e che hanno grandi possibilità di intervenire, anche in appoggio alla nostra struttura consolare.

 

L’on. Tremaglia ricorda che tale Confederazione, di cui era il Presidente Onorario, è stata presieduta dal Ministro Zamberletti, che ha dato strutture e capacità di iniziativa alla organizzazione in varie parti del mondo.

 

Su concorde parere e proposta di Tremaglia, di Zamberletti  e degli Associati, la Confederazione è ora presieduta dal Sen. Mario Baldassarri che, unitamente alla organizzazione di carattere commerciale italiana che esiste nel mondo, è disponibile a rafforzare la nostra iniziativa e rappresentatività in ogni parte del mondo.

 

L’on. Tremaglia chiede che il Ministro degli Esteri prenda i necessari contatti con la Confederazione in modo di affrontare anche le necessità indispensabili delle attività delle nostre Ambasciate e dei nostri Consolati. Così si dimostrano le possibilità  di superare i problemi che sono stati esposti con iniziative inopportune dal Sottosegretario Sen. Mantica.

 

La proposta Tremaglia, quindi, sotto questo aspetto ha questi  significati:

 

1)        Sottoporre la questione dei Consolati e delle Ambasciate all’esame determinante del C.G.I.E. e dei COMITES. 

 

2)        Prendere immediati contatti con il Sen. Mario Baldassarri, quale Presidente della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, per studiare le possibilità di accordo e di iniziative tra il Ministero degli Esteri e la stessa Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo. 

 

On. Mirko Tremaglia


TRIONFALE RITORNO DI TREMAGLIA AL COLUMBUS DAY

 

Vedi anche video su YouTube (clicca qui sotto):

http://www.youtube.com/watch?v=AMGJdlhYdEE&feature=player_embedded#

 

La folla entusiasta lo acclama a New York durante la parata del Columbus Day  gridando “Mirko”, “Mirko”, “Tremaglia”, “Tremaglia sei grande”.  Preceduto dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, accompagnato dai dirigenti del Ctim e seguito dalla gloriosa banda dei Bersaglieri di Bergamo, Mirko Tremaglia sfila nella Quinta Strada di New York tra più di 35.000 spettatori.

Con voce ancora infervorata e con grande emozione ricorda ripetutamente la presenza dei bersaglieri, suoi commilitoni di un tempo passato, che si sono esibiti sia nella cattedrale di San Patrick sia alle sue spalle durante la parata terminando una delle canzoni con “…Ministro Tremaglia bersagliere”. 

Ed è proprio al ritmo della loro musica che il Ministro La Russa s’incamminò, fermando la parata di fronte al palco delle autorità, verso l’onorevole Tremaglia per riconoscerlo e abbracciarlo. 

Un ritorno veramente trionfante per il primo e unico Ministro degli Italiani nel Mondo, che ha sfilato tra una folla esultante assieme ai sempre fedeli e cari dirigenti del Comitato Tricolore (Ctim) Antonio Cardillo, Luigi Solimeo, Nino Antonelli, Paolo Ribaudo e Benito Secchiano, accompagnati in spirito dal Coordinatore Ctim per il Nord America, Vincenzo Arcobelli occupato suo malgrado al comando dell’aereo di linea con rotta ben distante da New York.

Ho intervistato telefonicamente l’On. Tremaglia al termine della parata, nel suo albergo, dove assieme alla moglie, la simpaticissima Signora Italia Tremaglia, cercava il meritato riposo e ristoro dal freddo (10 gradi Celsius) della grande mela.  Riposo reso arduo dalle varie telefonate ma maggiormente per l’adrenalina in seguito al grande successo riscontrato. Veramente più che un’intervista è stato un colloquio aperto e amichevole; ecco alcune delle domande poste al nostro Segretario Generale:

 

D. Onorevole Tremaglia, come ha trovato l’accoglienza dei newyorkesi in questa grande parata del Columbus Day?

R. È stata una sensazione straordinaria, non è la prima volta che io partecipo al Columbus Day. Devo dire che questa volta è stata straordinaria perché avevo la macchina preceduta da uno striscione con la scritta Comitato Tricolore e Onorevole Mirko Tremaglia e per tutto il percorso ci sono state manifestazioni che erano veramente commoventi; tutta la gente che partecipava con il mio nome e poi cosa straordinaria, mai capitata, seguito da una rappresentanza ufficiale dei bersaglieri (trenta circa) che venivano da Bergamo e che hanno continuato a suonare: è stata una cosa veramente stupenda.  Hanno cominciato in chiesa, in cattedrale e hanno finito con una canzone dei bersaglieri che è finita con un applauso particolare e una citazione: “…Ministro Tremaglia bersagliere”. Perfino il Cardinale Eagan  è venuto a congratularsi con me.

 

D. È rimasto soddisfatto allora dell’organizzazione del suo CTIM?

R. Tutto è stato organizzato in modo superlativo, tenuto conto del brevissimo tempo a disposizione, devo dirlo,  da Cardillo con i suoi collaboratori Solimeo, Antonelli, Ribaudo e tutti gli altri che ricevono le coordinate del com.te Arcobelli del Comitato Tricolore, comitato che ha dimostrato di essere non soltanto ancora vivo, ma super vivo, in una giornata che io definisco trionfale, che ha dimostrato come nonostante i tentativi di dimenticarsi troppo in Italia degli italiani nel mondo, ecco, il Comitato Tricolore fa’ vedere ancora una volta la sua vitalità e la sua grande capacità, come le due precedenti manifestazioni, una quella di Marcinelle l’8 di agosto con la partecipazione del Presidente della Camera onorevole Fini, grande significato, e del Cgie con il suo presidente Carrozza, l’altra quella negli Stati Uniti a Hereford, Texas, con il Sottosegretario onorevole Roberto Menia, ideata e portata a termine da Vincenzo Arcobelli ed i suoi collaboratori.  Sono state veramente manifestazioni bellissime e commoventi.  Questa di oggi la devo, ripeto, a Cardillo ed i suoi collaboratori. Ciò serve a continuare la battaglia perché la battaglia cosi si riconosce che è stata una grande vittoria, che abbiamo mutato la Costituzione due volte per gli italiani nel mondo e abbiamo dato il voto a più di 4 milioni di italiani nel mondo, quindi il tentativo che oggi si fa’ di dimenticare è una dimostrazione che invece è vivo ed è un fatto trionfale ed è il riconoscimento della grande amicizia sul piano della storia e sul piano delle relazioni politiche tra gli Stati Uniti e l’Italia.   Questo noi non possiamo dimenticarlo ed io sono profondamente felice e sono commosso.  Ho ripreso la forza per continuare, perché ci sono delle tappe che dobbiamo conquistare ancora come italiani nel mondo e non possiamo restare cosi come siamo e questa di oggi è un grande successo, a parte la mia persona, ma io lo sento come un grande successo d’italianità e di forza politica nazionale e di alleanza, questo è molto importante, con gli Stati Uniti d’America.

 

D. Quali altre tappe sono ancora da conquistare?

R. La forza degli italiani nel mondo non è riconosciuta; se noi invece alimentiamo questa grande alleanza con gli italiani nel mondo, politicamente, ne traiamo un vantaggio grandioso, pensa per esempio che domattina io ho un incontro con quelli della Ciim, un’organizzazione che io ho costituito quando ero ministro ed è la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo e se noi la alimentiamo e la riorganizziamo questo è un grande vantaggio.  Io ho fatto convegni che voi sapete benissimo durante il mio periodo con delle situazioni che sono emerse eccezionali - noi abbiamo 395 parlamentari di origine italiana - se noi avessimo una politica di aggancio con questi parlamentari la politica estera, non solo, ma anche i rapporti di natura economica con il mondo e in particolare ovviamente con gli Stati Uniti d’America, sarebbe veramente eccezionale e noi dobbiamo considerare che abbiamo 60 milioni di cittadini di origine italiana e se facessimo un grande sforzo sul piano turistico ne faremmo delle cose eccezionali a favore dell’Italia.  Io avevo proposto di fare degli sconti straordinari agli italiani nel mondo e noi avremmo avuto un successo anche sotto l’aspetto economico.

 

D. Grazie caro Ministro, è ovvio che la battaglia, come dice lei, deve continuare e deve essere vinta.  Le facciamo tantissimi auguri di continuo successo a suo beneficio personale e a quello di tutti gli italiani nel mondo.

R. Son tante cose da fare mentre adesso si dorme. Questa iniziativa di oggi non dico che capovolge la situazione ma da un tocco prezioso a questa battaglia che noi dobbiamo continuare, anche nel quadro di intensificare i rapporti e l’amicizia con gli Stati Uniti d’America.

 

Franco Giannotti

 


Min.Pres.Seehofer

Il Ministro Presidente della Baviera Seehofer scrive a Frattini per il mantenimento della Sede consolare a Norimberga

Il CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) della Franconia, dopo aver interessato il Deputato regionale Jürgen W. Heike e il Ministro bavarese dell'Ambiente e Salute Markus Söder (ambedue CSU), apprende con grande soddisfazione dallo stesso Deputato dell'intervento del Ministro Presidente della Baviera, Horst Seehofer.

 

In una lettera (clicca qui per vedere originale) al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, il Ministro Presidente si esprime contro la chiusura del Consolato di Norimberga, sottolineando l'importanza degli ottimi rapporti esistenti tra la Baviera e l'Italia; questo, grazie anche al supporto dei Consolati di Monaco e Norimberga. Esprimendo la sua preoccupazione per la possibile chiusura del Consolato di Norimberga, fa appello al Ministro degli Affari Esteri italiano affinché si possa, anche per il futuro, contare su questa Rappresentanza della Repubblica Italiana nel Nord della Baviera.


Il CTIM-Franconia nota - dopo i molteplici interventi del Sindaco e dell'intero Consiglio comunale di Norimberga, dei diversi Deputati regionali, di Sottosegretari e Ministri bavaresi e, ora, del Ministro Presidente Seehöfer - che questa decisione "di ristrutturare " la rete diplomatica italiana all'estero eliminando importanti sedi consolari, viene vista anche dai politici locali in modo sfavorevole e preoccupante.  

 

J.Heike

Il CTIM-Franconia, condividendo questa preoccupazione, rivolge, anche a nome del locale Comites, del Comitato per il mantenimento del Consolato e, soprattutto, dei tanti connazionali (oltre 28.000) che vivono nella circoscrizione consolare di Norimberga, un chiaro e forte appello ai responsabili del Governo, affinché avvenga una seria, interessata e pacata riflessione su questa cosiddetta "ristrutturazione", in modo da poter trovare una via d'uscita, o un compromesso, che salvaguardi gli interessi di tutti.

 

Soprattutto, come da noi già da tempo proposto, si chiede di valutare seriamente le possibilità di risparmio esistenti sui diversi capitoli di spesa, quali, ad es., i costi della locazione e del personale di ruolo. Le alternative ci sono; ciò che occorre, ora, è la volontà politica dei nostri governanti. La volontà, dati alla mano, di confrontare i singoli costi per permettere allo Stato un reale risparmio senza danneggiare l'immagine dell'Italia e del Made in Italy - e senza sminuire il diritto della nostra comunità ai servizi amministrativi del proprio Paese di appartenenza.

M. Söder

 

Noi del CTIM, del Comitato per il mantenimento del Consolato, del Comites, le Associazioni e gli Enti tutti qui operanti e, ora, anche il Ministro-Presidente bavarese Seehofer, ci aspettiamo che queste possibilità e proposte vengano prese seriamente in considerazione, e non ignorate o frettolosamente liquidate.

 

La chiusura del Consolato di Norimberga significherebbe la perdita di un importante punto di riferimento non solo per la nostra numerosa comunità e per le Istituzioni locali, ma anche per le aziende italiane e tedesche che hanno, o desiderano, rapporti con l'Italia.

 

In considerazione del fatto che lo Stato Libero di Baviera (che è il maggior Land tedesco e gode come regione una particolarità istituzionale e una legislazione autonoma) vede nell'Italia il primo partner per gli scambi economici, ci auspichiamo che, nell'interesse di tutti e contrariamente a quanto avvenuto con il Presidente del Saarland Peter Müller, venga data ora un'urgente risposta al Ministro Presidente Seehofer - e a noi.


Lucio Albanese

Presidente CTIM-Germania e coordinatore CTIM-Franconia

Consigliere Com.It.Es. Norimberga
 


NORIMBERGA NON SI ARRENDE: IL CONSOLATO DEVE RIMANERE!

Dopo la riuscita manifestazione di protesta a Norimberga del 19.09.2009 contro la chiusura del Consolato d’Italia in Norimberga, ritengo di potermi permettere un momento di riflessione che desidero condividere con la collettività italiana all’estero, con i rappresentanti per la circoscrizione estera nel Parlamento della Repubblica ed anche con la stampa. Prima di cominciare, non posso fare a meno di rivolgere un commosso omaggio ai soldati italiani vittime dell’attentato a Kabul, ai quali è andato anche il pensiero di tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato.

 

La straordinaria reazione delle associazioni e degli italiani della Franconia che, dopo l’annuncio ufficiale del Sottosegretario Mantica di chiusura del Consolato di Norimberga a breve o medio termine, hanno trovato, in brevissimo tempo, una coesione straordinaria e stanno combattendo, in maniera compatta e decisa, per il mantenimento dell’unica istituzione ufficiale italiana nel nord della Baviera e contro una decisione palesemente ingiusta e superficiale.

 

Da sottolineare è inoltre - a mio modesto avviso – la maturità mostrata dalle organizzazioni italiane sul territorio (Com.It.Es., associazioni tutte, enti) e dai singoli cittadini che, da subito, si sono resi conto dei motivi della decisione, ne hanno capito la ragione ed hanno avanzato proposte alternative ad una chiusura. Proposte avanzate a tutti I livelli ed interlocutori che non hanno, fino ad oggi, suscitato alcuna reazione ufficiale.

 

Le uniche certezze sono le seguenti:

che il Consolato di Norimberga era ed è tra i Consolati che, secondo il piano del Sottosegretario Mantica, dovevano essere chiusi;

che il Consolato di Norimberga doveva essere chiuso già nell’autunno 2009;

che la Commissione Esteri ha approvato nel mese di luglio 2009 all’unanimità la risoluzione degli onorevoli Narducci-Di Biagio di rivedere le modalità di razionalizzazione della rete consolare all’estero;

che il Sottosegretario Mantica, accogliendo la proposta Narducci-Di Biagio ha rimandato le chiusure ed ufficialmente confermato che, entro il 31. dicembre 2009, non avverranno chiusura, ma solo declassamenti.

 

Quest’ultima affermazione non ci conforta per nulla. Se il Consolato di Norimberga dovesse essere chiuso il 1 di gennaio 2010, il Sottosegretario Mantica potrebbe comunque affermare , senza mentire, di avere mantenuto la parola. Attendiamo, di conseguenza, il più presto possibile , dal Governo italiano e dal Ministero degli Affari Esteri, decisioni ufficiali e definitive di accoglimento delle richieste della collettività italiana all’estero e di revisione del piano di chiusure con il mantenimento del Consolato di Norimberga.

La collettività italiana di Norimberga vuole mantenere il suo Consolato, pur essendo disposta a concordare con l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze di risparmio. I servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani all’estero.

 

La maggioranza della collettività potrebbe accettare una trasformazione del Consolato in agenzia consolare, ma non l’ipotesi di uno sportello o un Consolato onorario. Queste due ultime possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza dei servizi, né la continuità, né la rappresentatività ed I diritti democratici. Chiediamo il mantenimento in servizio a Norimberga del personale locale già in servizio e di una ristretta cerchia di personale di ruolo. Ed ecco che i risparmi sarebbero consistenti e reali, Onorevole Mantica!

 

La seconda parte della mia riflessione riguarda le dimostrazioni di solidarietà e simpatia giunte al Comitato di coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga, che tanto ha fatto in questi mesi, ed al Com.It.Es. da rappresentanti di Enti, istituzioni, persone private, personalità della vita economica e politica della Franconia e della Baviera.

 

Allego una breve sintesi di queste comunicazioni e ci tengo a sottolineare che tali reazioni sono una dimostrazione dell’importanza della presenza italiana in Franconia e del suo ottimo inserimento nella società locale. Gli italiani in Franconia sono, in primo luogo, italiani, ma anche cittadini della Franconia, cittadini europei riconosciuti a pieno dalla società locale e qui altamente apprezzati. Il mio appello è che L’Italia non rinunci a tale prezioso patrimonio e costringa una parte molto grande di loro a voltare le spalle alla patria.

 

Mi permetto di citare alcuni importanti paladini del mantenimento del Consolato a Norimberga e, nello stesso tempo, di ringraziarli nuovamente: il gruppo consiliare della CSU e della SPD presso il Consiglio Comunale di Norimberga, il Deputato Regionale Jürgen W. Heike, il Ministro Bavarese per gli Affari Europei Onorevole Emilia Müller, il deputato Regionale nel Parlamento Bavarese Onorevole Markus Söder, il Sottosegretario Federale agli Esteri Onorevole Günter Gloser, il Sottosegretario per gli Affari Ecomonici Signora Dagmar Wöhrl che ci ha concesso l’onore di partecipare alla dimostrazione del 19 settembre. Un importante apporto alla manifestazione del 19 settembre è stato fornito dal punto di vista organizzativo, così come dei contenuti, dal DGB (Federazione dei Sindacati Tedeschi) rappresentata dal Segretario Regionale Stephan Doll.

 

Non da ultimo desidero ricordare, in tale contesto, il Sindaco di Norimberga Dr. Ulrich Maly, un grande conoscitore dell’Italia, della sua cultura e della sua lingua, che, quale rappresentante del Comune di Norimberga, ma anche dell’omonima Regione Europea Metropolitana. Egli, anche quale Commendatore della Repubblica, ha scritto, già all’inizio di giugno, al Ministro Frattini (lettera rimasta fino ad oggi senza risposta) ed all’Ambasciatore d’Italia a Berlino, Sua Eccellenza Valensise, esponendo le ragioni per il mantenimento del Consolato.

 

Per finire ribadisco che tutti noi, gli italiani della Franconia, non ci arrenderemo e continueremo a realizzare tutte le iniziative del caso e chiedo, per l’ennesima volta, un confronto serio, democratico e diretto con l’amministrazione italiana.

Segue la lista, non esaustiva, dei documenti di solidarietà, dei servizi stampa e delle espressioni di solidarietà sulla chiusura del Consolato di Norimberga.

 

Lucio Albanese

Presidente C.T.I.M. Germania e membro Com.It.Es. di Norimberga

 INDICE DOCUMENTI CONTRO LA CHIUSURA

1. RASSEGNA STAMPA

 

1. 17/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Roma chiude il Consolato?

2. 18/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – Sindaco e CSU contro la chiusura.

3. 20/06/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG - INTERVISTA SU VIDEO AL SIGNOR STEFANO PALOMBO  (http://www.nz-online.de/artikel.asp?art=1037476&kat=317)

4. 04/07/2009 – NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani vogliono salvare il Consolato.

5. 06/07/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG E NÜRNBERGER NACHRICHTEN – Gli Italiani dimostrano contro la chiusura del Consolato.

6. 10/07/2009 – NEUE PRESSE COBURG – articolo su dimostrazione

7. 14/07/2009 – CSU, COMUNICATO STAMPA – Contro la chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

8. 22/07/2009 – RADIO BAVARESE TERZO PROGRAMMA – Lotta per il Consolato d´Italia.

9. 26/07/2009 – SONNTAGSBLITZ – Il Consolato chiude?

10. 08/08/2009 – NÜRNBERGER ZEITUNG – SI può evitare la chiusura?

11. 13/08/2009 – MAIN ECHO – Per ogni passaporto a Monaco?

 

2. DOCUMENTAZIONE COM.IT.ES

 

1. 28/06/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa

2. 05/07/2009 – COM.IT.ES – Comunicato Stampa

3. 22/07/2009 – COM.IT.ES – Lettera aperta

4. 31.07.2009 – COM.IT.ES – Lettera Ministro Frattini

 

3. LETTERE ISTITUZIONALI ED ALTRI

 

1. 30/.06/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Decisione del Consiglio degli starnieri sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

2. 02/07/2009 – CONSIGLIO DEGLI STRANIERI “AUSLÄNDERBEIRAT” – Presa di posizione del Consiglio degli Stranieri “Ausländerbeirat” sulla chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

3. 16/07/2009 – COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI ALL´ESTERO – Comunicato Stampa

4. 16/07/2009 – INSTITUT FÜR ROMANISTIK DER UNIVERSITÄT ERLANGEN-NÜRNBERG – Oggetto: Chiusura del Consolato

5. 18/07/2009 – MAIL DELL’EX SINDACO DI NORIMBERGA CAVALIERE DR: PETER SCHÖNLEIN

6. 22/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa

7. 25/07/2009 – GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO D´ITALIA A NORIMBERGA – Comunicato Stampa

8. 28/07/2009 – INAS-CISL – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini

9. 29/07/2009 – DIETER NESTEL Avvocato – Lettera contro la chiusura indirizzata al MAE, Att.: Ministro degli Esteri, On. Franco Frattini

10. 28/07/2009 - ITALWERBUNG

11. 28/07/2009 _ UNIVERSITA’ DI ERLANGEN

12. 07/08/2009 – RISTORANTE BARDOLINO- Lettera all’Ambasciatore

13. 10/08/2009 – IHK NÜRNBERG- Lettera al Consolato

14. 10.08.2009 – GEWERKSCHAFT NAHRUNG GENUSS UND GASTSTÄTTE

 

4. LETTERE POLITICI

 

1. 29/05/2009 – SINDACO DI NORIMBERGA – Lettera contro la chiusura del Consolato

2. 17/06/2009 – CSU – Comunicato Stampa del gruppo politico del Consiglio comunale di Norimberga.

3. Giugno 2009 – SINDACO DI FÜRTH – Lettera contro la chiusura del Consolato

4. 05/07/2009 – THORSTEN BREHM, Consigliere comunale – Gli italiani combattono per il loro Consolato.

5. 13/07/2009 – CSU – Risoluzione del Consiglio comunale contro la chiusura del Consolato d´Italia in Norimberga.

6. 16/07/2009 - SINDACO DI GEMÜNDEN A.MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato

7. 21/07/2009 – SINDACO DI ROTHENBURG OB DER TAUBER – Lettera contro la chiusura del Consolato

8. 22/07/2009 – SINDACO DI EGGOLSHEIM – Lettera contro la chiusura del Consolato

9. 22/07/2009 – SINDACO DI MARKTREDWITZ– Lettera contro la chiusura del Consolato

10. 24/07/2009 – SINDACO DI DETTELBACH – Lettera contro la chiusura del Consolato

11. 24/07/2009 – SINDACO DI PUSCHENDORF – Lettera contro la chiusura del Consolato

12. 27/07/2009 – PETRA L. GUTTENBERGER, Membro del Parlamento Regionale della Baviera – Lettera, Ogg: Chiusura del Consolato d´Italia a Norimberga.

13. 27/07/2009 – SINDACO DI SCHNECKENLOHE – Lettera contro la chiusura del Consolato

14. 27/07/2009 – HERMANN IMHOF – Membro del Parlamento Regionale della Baviera

15. 28/07/2009 – SINDACO DI HERSBRUCK – Lettera contro la chiusura del Consolato

16. 29/07/2009 – PREFETTURA DELLA FRANCONIA CENTRALE (A NOME DELLE TRE PREFETTURE ESISTENTI SUL TERRITORIO)

17. 03.08.2009 – SINDACO DI ASCHAFFENBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

18. 04.08.2009 -  SINDACO DI COBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

19. 05.08.2009 – SINDACO DI BAD KÖNIGSHOFEN I. GRABFELD – Lettera contro la chiusura del Consolato

20. 07.08.2009 – SINDACO DI WUNSIEDEL – Lettera contro la chiusura del Consolato

21. 10.08.2009 – SINDACO DI WÜRZBURG – Lettera contro la chiusura del Consolato

22. 10.08.2009 – SINDACO DI LOHR AM MAIN – Lettera contro la chiusura del Consolato

23. 13.08.2009 – SINDACO DI RÖDELSEE Lettera contro la chiusura del Consolato

24. 25.08.2009 –SINDACO DI ERLANGEN Lettera contro la chiusura del Consolato

25. 25.08.2009 - MINISTRO BAVERESE PER GLI AFFARI FEDERALI ED EUROPEI

Presa di posizione contro la chiusura del Consolato

 

5. LETTERE DI ASSOCIAZIONI

 

1. 29.07.2009 – CIRCOLO CAMPANIA

2. 29.07.2009 – CIRCOLO CULTURALE FAMIGLIE NORIMBERGA

3. 30.07.2009 – INTERNATIONALE BEGEGNUNG

4. 03.08.2009 – CTIM COBURG

5. 08.08.2009 – CTIM NORIMBERGA

4. 19.08.2009 – SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI COMITATO DI NORIMBERGA


  

DIMOSTRAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL CONSOLATO D’ITALIA IN NORIMBERGA:

HA PARTECIPATO ANCHE  IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER L’ECONOMIA SIGNORA DAGMAR WÖHRL

 

La sottosegretario Wöhrl sfila nel corteo (con giacca blu)

Le associazioni della circoscrizione consolare di Norimberga ed il Gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato  constatano che la dimostrazione del 19.09.2009 a Norimberga è stata un’ulteriore decisa prova dell’interesse della comunità italiana per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga e della volontà di impegnarsi fino a fondo in tal senso.

 

Con la presente vogliamo in breve riassumere gli eventi fino ad oggi:

 

da anni, all’interno dell’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri, si parla di una ristrutturazione della struttura estera.;

nel giugno di quest’anno, dopo una riunione dei vertici del Ministero, il Sottosegretario Mantica  ha presentato una lista ufficiale di Consolati ed Ambasciate italiane che devono essere chiuse entro il 2011;

il Sottosegretario Mantica ha poi tenuto una serie di audizioni presso la Commissione Esteri del Parlamento italiano sottolineando la necessità della chiusura;

sappiamo con sicurezza che la chiusura del Consolato di Norimberga era prevista per il 1 dicembre 2009;

date le proteste da tutto il mondo, i parlamentari italiani eletti per la Circoscrizione Estera hanno chiesto un congelamento delle chiusure dei Consolati fino al fine del 2011;

nonostante la sua apparente disponibilità di fine luglio il Segretario Mantica non ha intrapreso nulla per venire a conoscenza della reale situazione delle rappresentanze consolari all’estero.

 

Il Consolato di Norimberga era ed è sulla lista dei Consolati che dovrebbero essere chiusi nei prossimi anni.

 

Nel ringraziare i loro rappresentanti al Senato ed alla Camera, le associazioni italiane della Franconia sono dell’avviso che un congelamento non basta. Gli italiani della Franconia hanno diritto a servizi validi  e non si accontentano di assicurazioni di comodo che non offrono alcuna garanzia a lungo termine. Non si può chiedere agli italiani in Franconia di percorrere 400 chilometri per richiedere un passaporto o firmare un atto notatile. Gli italiani di Franconia vogliono il loro Consolato a Norimberga.

 

Non è accettabile che , alle spalle della comunità il Ministero degli Affari Esteri prepari una lista di chiusure e la presenti in Parlamento senza alcuna concertazione con la collettività italiana all’estero.

 

Gli italiani della Franconia chiedono, ancora una volta, un confronto diretto con cifre alla mano tra l’amministrazione italiana e la comunità. Affermare adesso che, da parte del Ministero, non vi sono mai state decisioni concrete è una contraffazione della realtà. I tentativi delle autorità italiane di influenzare la stampa tedesca ed italiana offrendo interpretazioni diverse non riusciranno. Gli italiani della Franconia  continueranno a far sentire la loro voce.

 

La comunità italiana vuole un’assicurazione scritta e definitiva di mantenimento del Consolato. La comunità italiana di Norimberga chiede al Sottosegretario Mantica quale sarebbe l’ammontare dei risparmi su scala annuale nel caso di chiusura del Consolato di Norimberga. Si sottolinea che, secondo i calcoli del gruppo di coordinamento,  il risparmio ammonterebbe a meno di 100.000 Euro l’anno. Partendo da una cifra di 28.000 residenti italiani in Franconia  questo significa una somma di 3,59 per ogni italiano per anno. Non è possibile che uno stato come l’Italia (facente parte del gruppo dei G8) non possa permettersi una tale cifra. Non è possibile che migliaia di anziani italiani si vedano la porta sbattuta in faccia.   Non si può togliere una roccaforte italiana alla Regione Europea Metropolitana di Norimberga. Non si può rinunciare alla diffusione della lingua e cultura italiana nel nord della Baviera.  L’Italia è un paese di grande tradizioni e di estrema importanza a livello mondiale. Il suo governo, i suoi politici, le sue istituzioni devono tenerne conto ed agire di conseguenza e mantenere il Consolato di Norimberga. Per 3,59 Euro annuali per ogni italiano non si può rifiutarsi di offrire loro i servizi e l’assistenza dovuti. Per 3,59 Euro all’anno a testa non si può e non si deve rinunciare all’italianità in Franconia.

 

Alla dimostrazione hanno partecipato numerosi consiglieri comunali della CSU e SPD così come il Sottosegretario di Stato per l’Economia Signora Dagmar Wöhrl.

 

Le azioni per il mantenimento del Consolato d’Italia a Norimberga continueranno.

Il Gruppo di coordinamento per il mantenimento del Consolato di Norimberga chiede un confronto diretto e concreto (con cifre alla mano) con le autorità ministeriali italiane.

 

Norimberga, 19.09.2009

 

GRUPPO DI COORDINAMENTO PER IL MANTENIMENTO DEL CONSOLATO  D’ITALIA IN NORIMBERGA

presso Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de

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DEMO GEGEN DIE SCHLIEßUNG DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG AM 19.09.2009

STAATSSEKRETÄRIN DAGMAR WÖHRL MARSCHIERT MIT

Die italienischen Vereine in Franken und der Koordinierungskreis zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg stellen fest, dass die Demo, die am 19.09.2009 stattfand, ein weiterer handfester Beweis für das dringende Interesse der italienischen Gemeinschaft in Franken am Erhalt des Konsulates in Nürnberg und ihren Willen, sich für dieses Ziel einzusetzen, ist.

Nachfolgend fassen wir die Entwicklung der letzten Monate zusammen:

seit Jahren strebt das Außenministerium der Republik Italien eine Umstrukturierung des Konsularnetzes an;

im Juni 2009 wurde nach einer offiziellen Sitzung der Spitze des Außenministeriums,  eine Auflistung der Botschaften und Konsulate, die geschlossen werden sollen, bekanntgegeben;

diese Auflistung ist auch derzeit noch gültig;

der für die Schließung der Auslandsvertretungen verantwortliche Staatssekretär Alfredo Mantica vertrat seine Auffassung in mehreren Anhörungen gegenüber derAuslandskommission des Italienischen Parlaments;

dabei bekräftigte er durchweg die Notwendigkeit der beabsichtigten Schließungen;

wir wissen mit Sicherheit aus gut informierten Kreisen, dass die Schließung des Konsulates in Nürnberg für den 1. Dezember 2009 vorgesehen war;

wegen der Proteste der als Vertreter der im Ausland lebenden Italiener gewählten Abgeordneten wurden die weiteren Schritte für die Schließungen zunächst verschoben;

trotz seiner scheinbaren Gesprächsbereitschaft Ende Juli 2009, hat Staatssekretär Mantica bis heute nichts unternommen, um sich Kenntnis von der Situation der italienischen Konsulate im Ausland zu verschaffen.

 

Das italienische Konsulat in Nürnberg ist und war unter den zu schließenden Auslandsvertretungen Italiens aufgelistet.

 

Die italienischen Vereine und Organisationen in Franken sind den Abgeordneten des zuständigen Ausschusses für den Einsatz für die Belange der hier lebenden Italiener und ihrer Familien dankbar. Sie sind  allerdings auch der Meinung, dass eine bloße Aufschiebung der weiter beabsichtigten Schließungen nicht ausreicht. Die Italiener in Franken haben ein Recht auf konsularische Dienstleistungen und eine Vertretung ihrer Interessen. Sie geben sich deshalb mit zeitlich befristeten Zugeständnissen, die keine Garantie für längere Zeit darstellen, nicht zufrieden. Man kann von den italienischen Staatsbürgern in Franken nicht verlangen, bis zu vierhundert Kilometer zu fahren, lediglich um einen Pass zu beantragen oder eine notarielle Urkunde zu unterschreiben. Die Italiener in Franken wollen ihr Konsulat in der Region behalten.

 

Es ist keine akzeptable Vorgehensweise, dass das Außenministerium ohne Anhörung der betroffenen italienischen Gemeinschaft und hinter ihrem Rücken die Schließung von Konsulaten beschließt.

 

Die Italiener in Franken fordern eine Diskussion mit den Betroffenen und eine Entscheidung auf der Basis konkreter Zahlen.

 

Die Behauptung, dass dem Ministerium keine konkreten Schließungspläne vorliegen, stellt eine  Verdrehung der Realität dar. Die Versuche der italienischen Behörde, die Berichterstattung in der Presse, durch eine von den Tatsachen abweichende Darstellung zu beinflussen, werden nicht von Erfolg sein. Die italienische Gemeinschaft in Franken wird weiterhin deutlich und laut ihre Meinung zum Ausdruck bringen.

 

Die Italienische Gemeinschaft in Franken fordert eine schriftliche und endgültige Zusicherung bezüglich des Erhalts ihres Konsulates. Wir verlangen von Staatssekretär Mantica die für den Fall einer Schließung des Konsulates zu erwartende angebliche Ersparnis offenzulegen. Die italienische Gemeinschaft in Franken errechnetet Ersparnisse von maximal 100.000 Euro pro Jahr. Wenn man von 28.000 Italiener ausgeht, beträgt somit ein Sparvolumen pro Jahr und pro Kopf in Höhe von 3,59 Euro.

 

Es ist absolut unakzeptabel, wenn eine Wirtschaftsnation wie Italien sich 3,59 Euro pro Jahr für seine im Ausland lebenden Bürger nicht leisten will. Italien kann nicht Tausenden von italienischen Senioren den Rücken zukehren. Wir werden auch nicht hinnehmen,dass die Europäische Metropolregion Nürnberg die einzige italienische Vertretung verliert. Im europäischen Einigungsprozess darf auch nicht auf die Förderung der italienischen Sprachen und Kultur in Nordbayern verzichtet werden. Der mit der Schließung verbundene Schaden wäre weit höher, als die mögliche Ersparnis für den italienischen Staat in Höhe von 3,59 Euro pro Kopf und pro Jahr.

 

An der Demo haben Stadträte der CSU und SPD-Fraktionen sowie Staatssekretärin Dagmar Wöhl teilgenommen.

 

Die Aktionen zum Erhalt des Italienischen Konsulates in Nürnberg werden weitergeführt.

Der Koordinierungskreis zum Erhalt des Konsulates in Nürnberg verlangt ein Gespräch mit dem Italienischen Aussenministerium und die Offenlegung von Zahlen.

Die Italiener in Franken fordern als Betroffene ihr demokratisches Mitspracherecht.

 

Nürnberg, den 19.09.2009

 

KOORDINIERUNGSKREIS ZUM ERHALT DES ITALIENISCHEN KONSULATES IN NÜRNBERG

c/o Catanese Romeo, Tellstr. 10, 90409 Nürnberg, Mail: romeo.c@web.de


L’ON. TREMAGLIA (PDL) RIBADISCE IL SUO "NO" AL REATO DI IMMIGRAZIONE IN UNA INTERVISTA AL "SECOLO D’ITALIA": L’ACCOGLIENZA NON HA COLORE 

"Sono in Parlamento dal 1972, prima nel Msi, poi in An, ora sono il Decano dei deputati e penso che non solo Gianfranco Fini abbia fatto bene a porre un alt a temi come quelli dell’immigrazione, ma che abbia espresso concetti da sempre di destra". A dichiararlo è stato l'On. Mirko Tremaglia, Segretario Generale dei CTIM e primo, e finora unico, Ministro per gli italiani nel Mondo, in una intervista rilasciata a Walter Delle Donne e pubblicata l' 11 settembre sul quotidiano "Il secolo d’Italia".

Riportiamo di seguito il testo dell’intervista in cui il padre della legge che ha concesso il voto agli italiani all’estero contesta chi vede nelle dichiarazioni del presidente della Camera posizioni "eccentriche e al di fuori dalla tradizione di centrodestra".

"D. Onorevole Tremaglia, c’è chi sostiene che essere contro il reato di clandestinità significa essere di sinistra. Lo sapeva di essere un cattocomunista?
R. Ma non diciamo assurdità. Sono contro ogni principio le misure come il reato di immigrazione clandestina o anche altre scelte come i respingimenti. Di fronte alle notizie di immigrati provenienti dall’Eritrea e morti perché abbandonati non possiamo voltare la testa dall’altra parte. Il rispetto della vita non è un tema politico, ma un atto di civiltà. Di quegli episodi spaventosi che si sono registrati questa estate nel mediterraneo qualcuna dovrà rendere conto.
D. A proposito del tema dell’integrazione, ne ha parlato anche in occasione delle celebrazioni per la strage di Marcinelle, quasi un mese fa…
R. Come Comitato tricolore per gli italiani nel mondo organizziamo ogni anno e abbiamo come punto di riferimento Marcinelle, esempio di una situazione dove erano gli italiani ad essere perseguitati. Mi fa piacere che quest’anno, per la prima volta, un presidente della camera abbia partecipato alla cerimonia e non è un caso che il primo a intervenire sia stato Fini.
D. Sull’immigrazione e sull’integrazione circola la favoletta che chi è contro la posizione della Lega è diventato improvvisamente buonista.
R. Ma che c’entra?
Noi siamo italiani, noi abbiamo subito discriminazioni in tutto il mondo da immigrati e proprio perché siamo stati perseguitati e discriminati non dobbiamo fare noi lo stesso con chi viene nel nostro Paese per trovare un lavoro e guadagnarsi onestamente un tozzo di pane. Se pensa che volevano criminalizzare perfino le badanti… vi sono dei diritti costituzionali che vanno rispettati.
D. A proposito di Costituzione, da Decano dei deputati può ricordare l’atteggiamento della destra nei confronti della Carta Costituzionale?
R. Come Msi prima e An poi, abbiamo sempre osservato e rispettato la Costituzionale e, a nostra volta, chiesto il rispetto della Carta. Davanti a battaglie di carattere sociale, abbiamo più volte accantonato gli interessi di partito in nome di una battaglia giusta, al di là delle posizioni di parte, in questo abbiamo condotto le nostre battaglie contro la partitocrazia. Un problema tornato attuale.
D. In che senso?
R. Nel senso che mi sembra che nel nome dell’interesse del partito si discuta sempre di meno. Prenda il tema degli italiani all’estero. non solo questo governo ha eliminato il Ministero, ma al momento si è fermato, eppure di progetti che attendono di essere realizzati ce ne sarebbero tanti.
D. Ad esempio?
R. Ho presentato la proposta per l’istituzione di una commissione bicamerale per gli italiani all’estero. per consolidare i legami tra le comunità lontane e la madre patria. Peccato che sia ferma da oltre un anno.
D. E per quanto riguarda i flussi migratori nel nostro paese?
R. Dal 1995 un testo approvato da 127 Paesi durante i lavori dell’Unione interparlamentare a Bucarest prevedeva una serie di interventi economici a lungo termine in Africa. Per impedire l’invasione dell’Europa, l’unica soluzione è aiutarli a trovare lavoro a casa loro. Se pensa che l’Africa ha l’80% di disoccupazione e una crescita demografica esplosiva….
D. Aiutarli a casa loro. Questa è una proposta che piace sicuramente alla Lega.
R. Vero. Quanto presentai questa iniziativa Umberto Bossi, che in genere con me non parla, quella volta mi fece i complementi, mi ha detto: bene, così stanno a casa loro. Ma non mi do per vinto: a luglio ho presentato una mozione alla Camera dove ho proposto una conferenza internazionale dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e l’Ue per tornare sul tema degli investimenti nel Nord dell’Africa. Investimenti che, badi bene, tornerebbero a vantaggio anche della nostra economica. Purtroppo è ferma e non viene ancora discussa.
D. Da una vita si occupa di italiani nel mondo. Cosa possiamo imparare dall’esperienza dei nostri connazionali alla luce dei problemi attuali?
R. Ritengo sia importante ricordare che in tutto il mondo esistono 395 parlamentari di origine italiana. A conferma dell’impegno e del valore dei nostri connazionali. Facendo tesoro delle loro esperienze mi sembra fondamentale non dimenticare che cosa hanno passato i nostri padri, i nostri fratelli maggiori, lavorando e vivendo all’estero.
D. Quindi le tesi di Fini a le non suonano al di fuori della tradizione di destra?
R. Chi è di destra sa che il mondo cammina, l’accoglienza di chi viene da fuori e che rispetta le nostre leggi è sacrosanta e doverosa".


IL SOTTOSEGRETARIO MANTICA PER IL 150° DELL'UNITÀ D'ITALIA: RESTITUIRE DIGNITÀ AGLI ITALIANI ALL'ESTERO PORTANDO L'EMIGRAZIONE NELLE SCUOLE 

ROMA\ aise\ - "Alla vigilia del Consiglio dei Ministri che deciderà le celebrazioni relative il 150° anniversario dell'unità nazionale credo occorra cogliere l'occasione per ridare pari dignità a tutti quegli italiani che sino ad oggi hanno sofferto più di altri in termini personali e politici il loro essere membri della comunità italiana. Penso agli italiani che hanno abbandonato la Libia; penso agli esuli istriano e giuliano-dalmata".

È quanto afferma il sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, alla vigilia del Consiglio dei Ministri che si occuperà delle iniziative in occasione del 150° anniversario dell'unità nazionale.
"Il governo italiano in questa occasione", spiega Mantica, "potrebbe riconoscere a tutte queste parti della comunità nazionale il sacrificio pagato in anni e anni passati nell'ombra, spesso soltanto perché hanno rivendicato la loro italianità. Spero dunque che il Governo si adoperi per chiudere definitivamente anche questo triste capitolo legato all'emigrazione".

Il sottosegretario Mantica lancia anche un'idea da render operativa in occasione del centocinquantesimo dell'Unità. "Credo che il fenomeno più misconosciuto della storia italiana sia l'emigrazione, eppure negli anni ha coinvolto oltre 20 milioni di persone. Nei testi scolastici italiani però non se ne parla. Per colmare la carenza, d'intesa con la Presidenza del Consiglio, si potrebbero istituire due premi da destinare agli autori di altrettanti volumi didattici: uno che abbia per tema l'emigrazione italiana nel mondo da distribuire gratuitamente a tutti gli allievi della scuole medie inferiori e superiori in Italia; l'altro sulla storia d'Italia da diffondere attraverso la rete delle scuole italiane nel mondo".


 

Il Ministro Söder chiede l'intervento del Ministro-Presidente dello Stato Bavarese per il mantenimento del Consolato italiano a Norimberga

 

Il Ministro dell'Ambiente, Salute e Tutela dei consumatori dello Stato bavarese, Dr. Markus Söder, in una lettera inviata al Segretario di Stato Jürgen W. Heike:

 

Oggetto: Circoscrizione consolare di Norimberga della Repubblica italiana

 

Caro Jürgen,

ti ringrazio per la tua lettera del 3.7.09, con cui ti esprimi a favore del mantenimento della Circoscrizione consolare di Norimberga.

Desidero anch'io sostenere esplicitamente questa richiesta. Proprio nella Baviera del Nord, e specificatamente nella regione metropolitana di Norimberga, vive una grande quantità di cittadini italiani.

Per questo motivo mi sono rivolto al Signor Ministro-Presidente Horst Seehofer, pregandolo di sostenere questo nostro intento. Volentieri mi farò risentire, non appena saprò qualcosa di più preciso.

Cordiali saluti.

Dr. Markus Söder

 

(clicca per leggere l'originale in tedesco)

nella foto: Horst Seehofer

 

 

A Norimberga: migliaia contro la chiusura del Consolato

(clicca per vedere il video -  © Corriere d'Italia, Francoforte)

 

L'Agenzia A.I.S.E. intervista Oreste Motta (CGIE-CTIM):

 

IL C.T.I.M. CHIAMATO A RACCOLTA PER CONTRASTARE IL PIANO DEL MAE

 

NO allo smantellamento dei Consolati Italiani

 

ROMA\ aise\ - “Ho chiamato a raccolta tutti i Comitati tricolore d’Europa. Di fronte al piano elaborato dal Ministero degli esteri nessuno può rimanere con le mani in mano”.

È risoluto Oreste Motta, Coordinatore Europeo del Ctim e consigliere del Cgie, che all’Aise conferma l’organizzazione di manifestazioni di protesta in tutta Europa contro il piano di razionalizzazione della rete consolare presentato dal sottosegretario Mantica lo scorso 10 giugno di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato.

 

D. Consigliere come e dove organizzerete la vostra azione di protesta?

R. Guardi, lo smantellamento della rete consolare prevede, solo per l’Europa, la chiusura di ben 12 istituzioni che interessano oltre 400.000 italiani residenti. Organizzeremo proteste in ognuna delle città colpite. È chiaro che ci aspettiamo il sostegno di tutti: le fazioni e i distinguo di parte, come ha ricordato mercoledì scorso Mirko Tremaglia non hanno ragion d’essere in questi frangenti”. Organizzeremo manifestazioni in tutte le città interessate, anche nei cosiddetti “luoghi riceventi”, cioè nei Consolati dove verranno dirottati gli utenti di quelli che chiuderanno. Dobbiamo far sapere al Mae che chi sarà costretto a servire decine di migliaia di altri italiani in più non ha né i mezzi, né gli uffici sufficienti per farlo. Ai nostri aderenti abbiamo chiesto di coinvolgere Borgomastri e Sindaci, così come già stanno facendo le comunità di Norimberga e di Saarbrücken.

 

D. Nell’audizione del 24 giugno il sottosegretario Mantica ha ricordato che il piano non è mosso solo dal risparmio, ma che da chi si oppone vorrebbe “soluzioni concrete”. Voi che proponete?

R. Si potrebbe razionalizzare davvero assumendo, ad esempio, più impiegati con contratto di lavoro locale. La loro quota negli uffici potrebbe – con grande risparmio - essere portata al 70 percento sul totale degli operatori, raggiungendo e superando così i livelli del Regno Unito, ora al 65 percento, o della Francia al 64 percento. La cosa importante, per cui noi ci batteremo, è che i cittadini italiani residenti a Genk, Liegi, Mons, Lille, Mulhouse, Mannheim, Saarbrücken, Norimberga, Amburgo, Manchester, Losanna, Coira continuino ad usufruire dei servizi amministrativi-burocratici nella loro città così come i connazionali residenti in Italia, che non si trasferiscono a 400 km., o più, per un rinnovo di carta d’identità o per deporre un certificato di nascita dei propri figli.

 

D. Ma secondo il Piano della Farnesina a colmare le distanze ci penserebbe il “Consolato digitale”.

R. Non credo si la soluzione, perché il “Consolato digitale” adesso non esiste se non a livello sperimentale, come ad esempio a Bruxelles, dove però, a quanto ne so, ancora non funziona e questo nonostante le somme investite. Noi non vogliamo aspettare mesi per un semplice documento. La “rete informatica per consolati” di cui parla Mantica è una richiesta che noi facciamo da tempo, ma essa, per funzionare bene, presuppone una struttura radicata sul territorio, cioè è solamente un mezzo per far lavorare meglio gli impiegati e magari lasciar loro il tempo di rivolgersi al cittadino con un sorriso.

 

D. Durante le due audizioni in Parlamento, sia deputati che senatori hanno ricordato che i Consolati non “servono” solo ai connazionali, ma a tutto il “Sistema Italia”.

R. Ma è chiaro. Basti pensare alle reazioni che abbiamo registrato da parte delle autorità locali come quella del Saarland: le Autorità tedesche sono con noi; hanno ben presente i benefici per entrambi i gruppi della popolazione residente: i vantaggi economici ma anche culturali, occasioni di incontri pubblici, che muovono gente, interessi ed attrazioni di alto livello sociale e culturale per le città in cui è insediata l’Istituzione consolare. I tedeschi sono in prima fila con noi. (m.c.\aise)

 

clicca su:

 

Linee di "Razionalizzazione degli uffici all'estero" proposte dal Sen. Mantica 

 

nella foto: il Sen. Alfredo Mantica, Sottosegretario agli Esteri con Delega per gli italiani nel mondo

 


 

STRAORDINARIA IMPRESA DEL COMITATO TRICOLORE DEGLI ITALIANI NEL MONDO (CTIM) USA E DEL COMITES DI HOUSTON

 

da

CTIM USA: http://www.ctimusa.org

 

8 Agosto - Manifestazione Commemorativa di Hereford, Texas e dedica della Cappella Votiva

 

Vedi anche il  video di Rai Italia News, che trasmette la cerimonia di riapertura della Cappella votiva dedicata ai prigionieri di guerra italiani sepolti ad Hereford:  http://www.youtube.com/watch?v=v_cstx3VWfw

 

Dalla prima pagina del quotidiano Statunitense Amarillo Globe News si legge:

 

“Remembering World War II: From enemies to friends”

Chapel of Italian POWs rededicated

 

Erano prigionieri in una terra sconosciuta, le migliaia di Italiani che da oltre oceano erano stati portati durante il conflitto della seconda guerra mondiale negli infiniti campi del Texas.

 

Dal 1943 al 1946 circa 7000 prigionieri Italiani furono internati nel campo di Hereford circondato da 800 acri di terra.  


Ricordi e racconti molto toccanti degli ex Prigionieri Italiani della seconda guerra mondiale, testimonianze uniche, dal trattamento rispettoso da parte dei"farmers” locali che impiegavano i soldati italiani nelle proprie terre, al taglio drastico delle razioni agli Ufficiali "non collaboratori" dopo la firma dell’armistizio.  Ricordi ancora vivi quelli "del campo" a tre miglia distante dal paese più vicino, Hereford, che conta oggi circa 15.000 abitanti e 3 milioni di capi di bestiame, dove nel mezzo ad un estesa piantagione di grano fu costruita con mezzi di fortuna una cappella votiva dai Prigionieri Italiani non collaboratori della seconda guerra mondiale, per onorare i 5 caduti che non ebbero la fortuna di ritornare a casa.


Sabato 8 Agosto alle ore 11.00 a distanza di 65 anni in quel campo alla presenza del Sottosegretario di Stato On. Roberto Menia in rappresentanza del Governo Italiano, del Console Generale d'Italia a Houston Cristiano Maggipinto, dei rappresentanti del CGIE  Della Nebbia e del  Comites Gargiulo e Pacetti, del CTIM Clemente, dell`Associazione Italoamericana dell'Oklahoma Frank Agostini, dal Comandante RAMI di Sheppard Colonnello Piccolomini ed una delegazione di 8 militari tra Ufficiali e Sottoufficiali, dal Presidente UNUCI Tenente Colonnello Pianta, Sezione Miami, dalle Autorità locali, i Sindaci di Hereford e Dimmitt, dai Giudici delle contee di Dimmitt e Castro, dal rappresentante Senatore J. Cornyn ed il parlamentare R. Neugebauer, dal responsabile commissione storica dello stato del Texas Mcworther e delle contee Clara Vick, dagli Sceriffi, per le autorità militari il rappresentante del JCS (Joint Chief of Staff = Capo di stato maggiore della Difesa) Generale Keith Thurgood, da una delegazione dell'Aviazione Militare della base di Cannon Air Force Base e del Maggiore dei Marines Barela, del regista cinematografico Giorgio Serafini, dei media locali, regionali e nazionali, Rai Italia e circa 200 partecipanti provenienti non solo dalle località limitrofe ad Hereford ma anche da fuori stato del Texas, i 4 superstiti ex prigionieri Italiani, il Generale Adriano Angerilli, Ezio Luccioli, Giuseppe Margottini, Fernando Togni ed il Consigliere del Cgie Enzo Centofanti in veste di ex Pow nei campi dell'Africa, erano presenti alla cerimonia solenne in prima fila, cantando l`inno nazionale all'alza bandiera elevata dagli Ufficiali dell`Aeronautica militare Italiana, e a testa alta e schiena dritta con il saluto militare osservando prima l'alza bandiera americana e poi seguito dal minuto di silenzio suonato alla memoria dei caduti da una trombettista militare americana con i "gun shot salut" da parte dei militari dell'aviazione statunitense, la benedizione e la preghiera, si è passati alla riapertura della cappella con i 5 ex prigionieri Italiani che hanno depositato una lapide e delle targhe dedicate dal Comites di Houston ed un quadro dal Comitato Tricolore per gli italiani nel Mondo, che cosi si legge nella lapide:

 

“Fratelli Italiani d’Arme e d'Amore,

qui presenti 64 anni dopo,

ricordano Coloro che non sono tornati a casa.

Dura il valore della dignità vissuta e confermata:

una testimonianza d’Italia,

un sentimento di Patria,

un abbraccio di Pace”
 
Prima della conclusione due Ufficiali dell'Aeronautica Militare Italiana hanno depositato all'interno della cappella una corona di Fiori accompagnati dalla musica del Piave “24 Maggio” e dalla più alta autorità presente, il Sottosegretario On. Roberto Menia.

 

C'è stata tanta commozione tra i presenti. Adriano Angerilli, 92 anni, è l'unico superstite del gruppo originale che ha costruito la cappella. Lasciò l`Italia nel 1939 arruolato nell'esercito con i gradi di Tenente catturato nel 1943 in Africa del Nord, arrivò nel campo di Hereford nel 1944 e ritornò in Italia nel 1946, dove assieme agli altri non cooperatori fu prima messo in galera e poi rilasciato; nel dopoguerra si arruola nel corpo forestale dello Stato, si laurea e conclude la sua carriera con il grado di Generale, cosi dice:


 “Troppe emozioni. È eccezionale. Sono contento che finalmente dopo tanto tempo il governo italiano abbia riconosciuto questa storia. Non ho visto mai l'America come nemico…Mi è sembrato di essere stato qui da poco e invece è passato tanto tempo… Con serenità posso dire che è vero che sono stato trattato da prigioniero ma ricordo anche di quanto gli Stati Uniti abbiano fatto per ricostruire l`Europa.“


Si ricorda degli Stati Uniti più per il sostegno dato alle nazioni europee che il suo tempo passato come PRIGIONIERO DI GUERRA. Oggi il Generale Angerilli risiede ad Arezzo vicino a un altro dei presenti, Ezio Luccioli, che indossa una camicia nera con una spilla, la sua foto di prigioniero di guerra.


Durante la conferenza stampa l`ex POW  
Fernando Togni della “x mas” fa una precisazione, in termini di età: “Io e Margottini eravamo più giovani rispetto ad Angerilli perchè ci eravamo arruolati come volontari della RSI”, Margottini  racconta che ha dovuto mentire per arruolarsi volontario, era infatti il più giovane del campo di Hereford, fu catturato all'età di 15 anni assieme a Togni nel 1944 nelle spiaggie di Anzio.

Enzo Centofanti fu catturato in Africa e dopo 7anni di prigionia in diversi posti del Nord Africa da non collaboratore ritornò in Italia.

Emozionato, racconta di una sua recente visita in Kenya, dove ci sono molti italiani sepolti e in ogni paese a distanza di 10 km, gli italiani costruirono diverse cappelle e addirittura una Basilica in memoria ai caduti. “Sono affascinato dal calore del popolo texano, dalla loro ospitalità e dalla loro sentita partecipazione a questo evento straordinario…” congratulandosi con gli organizzatori e i promotori per questa lodevole iniziativa e, assieme al Presidente Arcobelli chiedono al Sottosegretario Menia di farsi portavoce presso il Governo Italiano e al Ministero della Difesa, che iniziative di questo genere devono essere non solo di esempio ma che si dovrebbe creare una commissione per poter conservare come patrimonio storico le cappelle e i cimiteri dove sono sepolti gli Italiani morti in guerra e sparsi in diverse parti del mondo.    

 

Dopo la riapertura e benedizione della Cappella i partecipanti si sono recati all’Hereford Country Club dove si sono tenuti i Discorsi di Benvenuto e i Saluti da parte delle Autorità Locali, dal rappresentante della commissione storica dello Stato del Texas Mcwhorter e di Clara Vick che è stata la chiave di questa  meravigliosa storia messa alla ribalta, sapendo mantenere iI rapporti di amicizia  tra gli Ex Pow e la comunità locale, ringrazia in particolare il Comites di Houston che ha contribuito per il restauro ed introduce il “partner più vicino all`organizzazione di questa commemorazione” il Presidente Vincenzo Arcobelli che si rivolge agli ospiti in un discorso molto sentito e spontaneo, non preparato ma bilingue, saluta e ringrazia le autorità locali per l`ospitalità, la commissione storica, Clara Vick e tutti i volontari che si sono prodigati per l’allestimento ed i lavori di restauro svolti  alla cappella, il Presidente del CTIM Oklahoma G. Clemente per i molteplici compiti svolti, sempre con passione e dedizione, i colleghi del Comites che hanno sostenuto l`iniziativa ed il Console Generale d’Italia a Houston Cristiano Maggipinto che ha sposato la causa dal primo momento, il Colonnello Piccolomini e la delegazione dell’Aeronautica Militare di Base a Sheppard per il loro sostegno, il Presidente Unuci Antonio Pianta, la rappresentanza Militare Americana con il Generale Thurgood  ed il Maggiore dei Marines Barela e tutti i presenti per la partecipazione, inclusa, quella straordinaria e molto sentita del rappresentante del Governo Italiano il Sottosegretario On. Roberto Menia e dice:

“ Questa manifestazione è molto significativa - oggi nel ricordare i cinque Caduti Italiani del Campo di Hereford, per onorare i nostri ex prigionieri di Guerra per avere compiuto il loro dovere fino in fondo con sacrificio e dignità rispettando i Valori fondamentali della Patria e dell’onore personale ed in qualità di militari . Questa cerimonia della riapertura della cappella votiva ha e deve avere un aspetto unificante, fa parte della storia Americana e di quella Italiana e dovrà avere una continuità, non solo storica ma anche culturale viste le testimonianze della costruzione architettonica della cappella, della chiesa di St. Mary, di dipinti e quadri religiosi dedicati dai prigionieri italiani, alcuni dei quali hanno contribuito nel dopoguerra allo sviluppo socio-politico-culturale del Paese Italia, come il pittore Burri, i giornalisti e scrittori Boscolo, Tumiati, e Melville. Quello di oggi è un ringraziamento e un riconoscimento doveroso alla commissione storica del Texas, a Clara Vick, e alla comunità locale di Hereford e Dimmit per la loro amicizia e per aver saputo conservare e promuovere un pezzo di storia che ci appartiene, per tenere alta e viva la Memoria e non dimenticare, da esempio per le future generazioni, una giornata che coincide con quella di Marcinelle “Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” voluta fortemente dall’allora Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia il quale vi Saluta tutti, dove nel 1956 morirono 136 Italiani nella miniera di Bois du Cazier, e che oggi in tutte le ambasciate e consolati italiani nel mondo verrà dedicato un minuto di silenzio come dal messaggio del Ministro degli Esteri Frattini.

Caro Sottosegretario Menia, finalmente dopo 65 anni abbiamo avuto una sensibilità ed un riconoscimento ufficiale da parte del Governo Italiano, per questa parte di storia un po’ troppo dimenticata grazie per la sua presenza e pregasi rivolgere al Governo e alle alte cariche dello Stato il ringraziamento ed il saluto di noi tutti I presenti.

Caro Generale Thurgood siamo onorati della sua presenza in rappresentanza del capo di Stato Maggiore della Difesa Americana e Caro Colonnello Piccolomini in rappresentanza dell’Aeronautica Militare, un pensiero lo rivolgo assieme a tutti Voi alle Donne e Uomini militari delle due Nazioni, ai volontari del servizio sanitario, ai missionari, che con il più alto sacrificio hanno pagato con la propria vita per portare pace, democrazia e progresso nel mondo“.

Dopo il discorso del Presidente Arcobelli il Console Maggipinto prende parola ringraziando tutti gli organizzatori ed in particolare Clara Vick, e legge i messaggi arrivati per l’occasione dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Letta, e dalle alte cariche dello Stato, Presidente del Senato Schifani e della Camera On. Fini, e del presidente del comitato parlamentare per gli italiani all’estero On. Zacchera, ed introduce il Sottosegretario di Stato On. Menia il quale porta I saluti del Governo Italiano e dice:

”Sento molto questa manifestazione, non parlo con discorsi già preparati magari da altri, parlo con il mio cuore, toccato dalla funzione di pochi minuti fa. Mentre la cappella potrebbe essere un riferimento storico e come memoria o vista da nemico per gli italiani del secondo conflitto, o di un simbolo di spiritualità oggi con questa riapertura ha certamente un significato forte di riconciliazione affermata delle due nazioni. I due popoli, le due Nazioni si sono uniti nella lotta per la libertà, la democrazia e per contrastare il terrorismo internazionale, e se 65 anni fa i prigionieri italiani che oggi siedono accanto a Voi erano considerati il Vostro nemico, oggi sono, e lo avete dimostrato, tra i migliori Amici che avete”     

Il Generale Thurgood prendendo la parola: “Mi sento onorato di poter partecipare alla manifestazione e dopo aver portato I saluti del Joint Chief of Staff Ammiraglio Mullen, dice di avere molto apprezzato la presenza dei 5 ex pow, il loro spirito di sacrificio, la loro dignità, di esempio. Ringrazia gli organizzatori, il Presidente Arcobelli ed il Sottosegretario Menia per le parole ben dette, oggi lavoriamo assieme per il bene comune la pace nel mondo e la sicurezza delle nostre Nazioni.”

Il Colonnello Piccolomini orgoglioso di poter partecipare con una delegazione dell’Aeronautica Militare nel portare i saluti del comandante generale delle Scuole Generale Gargini e dello Stato Maggiore, per rinforzare quello già detto in precedenza: “lavoriamo quotidianamente con gli amici americani per addestrare i piloti della Nato e l’Italia svolge un ruolo di primaria importanza in questo contesto”.

La cerimonia si è conclusa con una breve presentazione del regista del Film “The Good War” in Italia ”Texas 46” Giorgio Serafini, il quale ha raccontato le parti salienti della preparazione del film e dice: ”Sono molto grato di essere qui oggi tra di Voi, Hereford è un pezzo della mia Vita professionale (infatti è stato il primo film girato da Serafini) e dei ricordi che non se ne andranno mai.”

Alla fine della cerimonia sono stati consegnati dei Diplomi per la partecipazione.

Molti i messaggi arrivati dalle autorità rappresentative, istituzionali e politiche, come il Governatore del Texas Perry che ha dato il patrocinio della manifestazione, a parlamentari e senatori americani.    

 

Le Foto della cerimonia si possono visionare al WALMART Photo

Altri articoli e foto ai:

Hereford BRAND

LUBBOCK Online

Amarillo.com

Aeronautica Militare Italiana

Ed i video ai:

Myhighplains.com

News Channel 10

 

E' ora su YOUTUBE il documentario sulla manifestazione di Hereford, mandata in onda dalla R.A.I. in tutto il mondo sul programma ITALIA FOCUS, che ha visto il C.T.I.M. promotore e protagonista:

http://www.youtube.com/watch?v=jx-_8Z9V6pk

 


 

Immigrati, appello di Napolitano e Fini: anche dal Nord si emigrò

Il presidente della Camera: quelli senza il «papier» sono sempre uomini - Napolitano: il ricordo dei nostri migranti deve far riflettere sulla piena integrazione degli immigrati

ROMA - «L' integrazione è un diritto fondamentale». Lo ricorda il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con un messaggio a Marcinelle in occasione dell' anniversario dei 53 anni dalla tragedia mineraria.

Ma le celebrazioni, che avvengono proprio nel giorno del via libera al pacchetto sicurezza, provocano un duro scontro sulla questione dell' immigrazione, con il presidente della Camera Gianfranco Fini che chiede rispetto per i lavoratori, anche senza documenti. E la Lega che replica difendendo il reato di immigrazione clandestina. Marcinelle, in Belgio, costò la vita a 262 minatori, tra i quali 136 italiani. Il presidente della Repubblica fa un excursus del passato per parlare anche del presente: «Il ricordo delle generazioni che hanno vissuto l' angoscioso periodo delle migrazioni dalle regioni più povere dell' Italia deve costituire ulteriore motivo di riflessione sui temi della piena integrazione degli immigrati, così come su quelli della sicurezza nei luoghi di lavoro». Per il capo dello Stato «si tratta di esigenze sociali e civili e di diritti fondamentali, il cui concreto soddisfacimento sollecita massima attenzione e impegni coerenti da parte delle istituzioni e di tutte le forze sociali».

Parole raccolte da Fini: «Il lavoratore merita rispetto anche se non ha il papier. Poi è evidente che ci si può dividere sulle politiche per l' immigrazione come sinonimo di sicurezza, ma non sul fatto che l' immigrato è un uomo o una donna costretto ad andarsene per lavorare e di cui la comunità ha bisogno. Chi lascia la propria terra lo fa infatti perché ne ha bisogno e la società che lo accoglie ha bisogno di lui». Il presidente della Camera lancia poi un monito: «Chi oggi pensa che quei lavoratori servano e che domani, invece, non servano più e che perciò torneranno al loro Paese, non ha capito nulla, perché non conosce la nostra storia, la storia della nostra emigrazione».

Quelli che una volta venivano chiamati «musi neri», dice Fini, «oggi sarebbero chiamati extracomunitari e magari con un certo disprezzo». Ad emigrare, ricorda poi il presidente della Camera, «non sono stati solo gli italiani del Meridione, ma anche del Settentrione. E vorrei che lo ricordassero anche alcuni rappresentanti del Nord». «Parole di buon senso», quelle del capo dello Stato, secondo Dario Franceschini. Il leader del Pd apprezza anche l' intervento di Fini: «Ma i parlamentari che fanno riferimento a lui si diano una svegliata e facciano sentire la loro voce prima che le norme sbagliate diventino legge». La Lega non cambia idea. Secondo Roberto Calderoli «i lavoratori sono da rispettare anche se irregolari. Ma se non hanno i requisiti vanno processati ed espulsi». Roberto Cota aggiunge: «Il reato di clandestinità è una forma di rispetto e di chiarezza: nei confronti dei nostri cittadini, ma anche verso gli immigrati che sanno quello che possono fare e quello che non possono fare».

In disaccordo con i leghisti è Mirko Tremaglia, ex ministro degli Italiani nel mondo: «Bisogna cancellare il reato di immigrazione clandestina, che è assurdo e inventato per colpire migranti che non hanno compiuto reati». Il presidente del Senato Renato Schifani ricorda gli italiani morti a Marcinelle «nella speranza che il mondo del terzo millennio sappia e possa garantire a chiunque, ovunque lavori, condizioni di assoluta sicurezza». Presente alla cerimonia anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che parla «di un' emozione che non si è mai spenta nei nostri cuori».

Alessandro Trocino

Marcinelle: Tra le 262 vittime 136 italiani Alle 8.10 dell' 8 agosto 1956 una nuvola di fumo si alza dalla miniera di carbone «Bois du Cazier» a Marcinelle, nella zona di Charleroi, in Belgio (nella foto sopra). Il pozzo Saint Charles è in fiamme a 975 metri di profondità. Il bilancio della tragedia sarà di 262 vittime, di cui ben 136 italiani Tredici regioni in lutto Dei 136 italiani morti, una sessantina provenivano dall' Abruzzo (soprattutto da Manoppello e Lettomanoppello), 22 dalla Puglia, 12 dalle Marche, 7 dal Friuli Venezia Giulia e dal Molise, 5 dall' Emilia Romagna, dalla Sicilia e dal Veneto, 4 dalla Calabria, 3 dalla Lombardia e dalla Toscana, 2 dalla Campania, 1 dal Trentino Alto Adige.


Italiani all'estero: A  Marcinelle ci sarà anche Fini

"La presenza di Fini è certamente dovuta alla passione e alla forza di volontà di Mirko Tremaglia, all'amore del ministro per i connazionali lontani dallo Stivale; soprattutto, all'affetto che il presidente della Camera nutre per il Leone. Il gesto del presidente Gianfranco Fini rappresenta una vera e importante novità. Un gesto da non sottovalutare"

Domani, 8 agosto, sarà la Giornata del Sacrificio del Lavoro italiano nel mondo, giornata fortemente voluta da Mirko Tremaglia, storico ministro degli italiani residenti oltre confine.
 
Tremaglia sarà a Marcinelle, naturalmente, così come fa tutti gli anni: ma
questa volta a Marcinelle ci sarà anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E' la prima volta che una così alta carica dello Stato sarà presente per partecipare alla commemorazione in onore degli emigrati italiani morti mentre stavano lavorando in miniera. Una giornata per non dimenticare.
 
La presenza di Fini è certamente dovuta alla passione e alla forza di volontà di Mirko Tremaglia, all'amore del ministro per i connazionali lontani dallo Stivale; soprattutto, all'affetto che il presidente della Camera nutre per il Leone. Sarà una giornata molto intensa e da ricordare. Il gesto del presidente Gianfranco Fini rappresenta una vera e importante novità. Un gesto da non sottovalutare. Chissà che questo governo non stia davvero cominciando a capire, finalmente, l'importanza degli italiani all'estero e del ruolo che essi potrebbero ricoprire - e che del resto ricoprono già - in tutto quello che ha a che vedere con il sistema Italia nel mondo.

Tratto da
Italia chiama Italia


MIRKO TREMAGLIA:  8 Agosto

GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

 

 TORNIAMO A MARCINELLE

(vedi video su: http://www.youtube.com/watch?v=3WoaKxfaAZw

 

COMUNICATO STAMPA del 5 agosto 2009

 

8 agosto: torniamo a Marcinelle in Belgio, dove nel 1956 morirono 256 minatori, dei quali 136 emigrati italiani, tra infinite sofferenze, senza alcun rispetto dei loro sacrifici. Questo ricordo serva anche nei confronti di chi, sbagliando, vuole leggi contro la “emigrazione clandestina”, che non esiste come reato.

 

Considerata la rilevanza sociale della riscoperta dei valori storici e culturali che hanno accompagnato il processo di emigrazione di massa dall’Italia, in particolare per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati, quando ero Ministro per gli Italiani nel Mondo, richiamando la difesa e i diritti dell’emigrazione italiana nel rispetto delle sofferenze subite dagli Italiani in ogni parte del mondo, chiesi e ottenni con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri la direttiva che proclamava l’8 agosto “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”. In tale data, le Amministrazioni pubbliche devono assumere e sostenere, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a celebrare il ricordo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, al fine di favorire l’informazione e la valorizzazione del contributo sociale, culturale ed economico recato con il proprio impegno dai lavoratori italiani operanti all’estero.

 

Quest’anno, con la partecipazione dei Comuni colpiti dal disastro di Marcinelle, del Presidente del CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’estero – Elio Carozza e dei Deputati italiani eletti all’estero, la commemorazione sarà tenuta dal Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini, straordinario interprete delle leggi e dei valori dell’emigrazione nel rispetto della vita umana e di chi soffre lontano dalla Patria.

 

Ci auguriamo che questa Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, proclamata dal decreto del 1 dicembre 2001, sia solennemente celebrata da tutte le nostre Ambasciate e dai Consolati nel mondo, dai Comuni e dalle Province sul territorio nazionale, anche come monito e insegnamento per le vicende attuali.

 

·          RISPETTIAMO L’EMIGRAZIONE

Roma, 29 luglio 2009 - Nella tragedia dell’8 agosto 1956 persero la vita nella miniera maledetta 262 minatori, 136 dei quali erano italiani. La nostra gente non aveva un contratto, i nostri emigrati avevano questo tipo di vile compromesso “tanto carbone, tanti uomini in cambio”; una spaventosa tragedia che purtroppo si è ripetuta in molte parti del mondo. Il nostro è un impegno morale assoluto: difendiamo chi lavora e chi emigra. Per questo abbiamo deciso una azione anche parlamentare contro il “reato di emigrazione clandestina”.

Scendiamo in campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per motivi di sopravvivenza sua e della propria famiglia.

Reagiamo ai maltrattamenti ed alla privazione dei diritti degli emigranti che rispettano in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza.

Il primo atto ufficiale del Ministro per gli Italiani nel Mondo nel 2001 è stata la visita a Marcinelle. Quando era Ministro per gli Italiani nel Mondo ho chiesto e ottenuto un decreto per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati. Quel decreto proclama l’8 di agosto di ogni anno “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” (clicca).

In tale data le Ambasciate, i Consolati e le Amministrazioni pubbliche assumono iniziative volte a celebrare il sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo per la valorizzazione del loro contributo sociale, culturale ed economico recato con il proprio impegno. Hanno subito angherie e soprusi ovunque. Alla fine hanno vinto, tanto che vi sono ben 395 Parlamentari all’estero di origine italiana e più di 3 milioni di nostri connazionali residenti all’estero, che hanno avuto la cittadinanza italiana, hanno ottenuto il diritto al voto per le elezioni politiche italiane.

In questo stesso momento noi rivolgiamo il nostro pensiero ai disperati di oggi che giungono sulle nostre coste e ripetiamo il nostro credo che è un ammonimento per quanti vogliono ignorare il dolore altrui: l’accoglienza deve essere assoluta. E’ un atto di umanità e di civiltà. La Giornata ha questa storia: quella del passato e quella di oggi.

Rispettando i principi di civiltà e umanità percorriamo una strada nuova: quella degli investimenti in Africa. Per il futuro immediato la mia proposta è di fare una Conferenza internazionale dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e con i Paesi della Unione Europea per fare investimenti europei in Africa, per dare lavoro a 20 milioni di Africani in Africa e impedire così la “invasione” dell’Europa. In Africa vi è l’80% della disoccupazione e vi è una crescita demografica tale da far superare alla data del 2015 un dato relativo alla natalità: 30 milioni di nascite in Europa, più di 150 milioni di nascite in Africa. Questa proposta di investimenti in Africa è all’esame del Parlamento e deve essere al di sopra di ogni divisione di parte.

Con quel decreto, la “Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”, si vuole rendere un pensiero riconoscente a nome del nostro Paese, affinchè la sofferenza, il dolore, la disperazione che hanno colpito tanti nostri emigrati e che sono stati il seme sul quale sono germogliate la stima e l’ammirazione di tutto il mondo, non vengano dimenticati.

Marcinelle significa “non dimenticare” e trasmettere alle nuove generazioni il significato ed il valore che la nostra emigrazione ha avuto in un secolo di Storia.

Leggi sul Corriere della Sera: L'impegno di Tremaglia a Marcinelle

* * *

COMMEMORIAMO LA GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

Il Coordinatore Europeo CTIM, Oreste Motta, invita i  soci e amici del CTIM in Europa ad attivarsi:

Cari amici, gia’ da mesi ci stiamo attivando, affinché l’ 8 Agosto - Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel Mondo, istituita e patrocinata dal Ministro per gli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia – venga commemorato nel modo più degno e consono possibile.

Allego copia del Decreto, voluto e coofirmato dal nostro Segretario Generale, con cui nel 2001 venne istituita tale ricorrenza ufficiale.

Vi prego di ricordarla, inviando o consegnando personalmente il testo di tale Direttiva, affinché i vostri signori Consoli e l’Amministrazione dello Stato ne prendano visione e onorino insieme a voi questa rimembranza che ci tocca così da vicino.

Potreste, assieme alle Istituzioni, organizzare una manifestazione nei luoghi consolari, osservando, ad esempio, un minuto di silenzio, o innalzando una nuova Bandiera italiana (al posto di quelle consunte esposte in molte sedi), o esponendo un album con la raccolta delle firme del connazionale che usufruisce dei servizi statali.

Il sacrificio del lavoro italiano all’estero deve essere sottolineato da tutti noi, giacché ognuno di noi ne è stato toccato personalmente. Noi siamo stati i testimoni e dobbiamo dare la necessaria valutazione.

RingraziandoVi, con cordialità Vi saluto.

 


FINI: Immorale respingere i clandestini senza controlli

MADRID  - «Non credo che, come per qualsiasi altro leader, Berlusconi vada amato o odiato. Berlusconi va rispettato e giudicato in base a quello che fa ed al giudizio che gli elettori ne danno. Altrimenti c'è il pregiudizio». Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini in un forum al quotidiano spagnolo El Mundo.

«Berlusconi - dice Fini - è il personaggio che ha sovvertito ogni pronostico, presiede il G8 per la terza volta in 15 anni, non è arrivato ieri nella scena politica. Nei suoi confronti deve valere lo stesso criterio di valutazione che vale per me, per Veltroni o per Prodi: Non va né amato né odiato, va rispettato e giudicato per quello che fa». Secondo il presidente della Camera, «non sono le polemiche a rendere più forte o più debole il governo, che è valutato non per le abitudini o le frequentazioni di Berlusconi ma per quello che il governo Berlusconi fa». 

E allora, esorta Fini, «mettiamo da parte il pregiudizio, positivo o negativo che sia. Confrontiamo la realtà con gli impegni assunti. Gli italiani questo lo fanno più di quanto non si pensi, diversamente non si spiega il percorso che Berlusconi ha fatto in questi anni. Se nel giudizio su Berlusconi si mette da parte il pregiudizio e si guarda solamente al dato fattuale si capisce questo percorso, che è una novità per l'Italia». Del resto, conclude, «anche i critici più severi di Berlusconi gli riconoscono l'intuizione di aver favorito in Italia la nascita di un sistema bipolare, che ha cambiato tutto rispetto al passato. In questo modo siamo diventati tutti molto più europei».

Fini: «Immorale respingere i clandestini senza controlli». «È assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignità della persona umana», ha poi affermato il presidente della Camera in un forum a El Mundo. Per Fini, «un rigoroso controllo nazionale deve esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo. Tuttavia sarebbe immorale dire subito “sei clandestino, ti rimando al tuo Paese”. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte».

Il presidente della Camera osserva inoltre che anche i clandestini «vale il principio base della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati». Parlando di immigrazione, il presidente della Camera spiega: «In Italia nelle nostre case è impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera. Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall'altra cercare di assorbire con parità di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. È anche nel nostro interesse».

Fini poi sottolinea: «È necessario distinguere tra l'immigrazione regolare e quella clandestina; tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati». A tal proposito cita la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza. «Non è accettabile - puntualizza - che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla condizione di legalità o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l'immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica».


Aldo Di Biagio è il nuovo responsabile del PdL all'estero: "Sarò un punto di riferimento per tutti"

Italia chiama Italia - 10 Apr 2009 - Aldo Di Biagio è stato nominato ieri responsabile del Popolo della Libertà per il settore italiani nel mondo. Le voci degli ultimi giorni davano Di Biagio vice responsabile, "ma poi cè stato uno spostamento", come racconta lo stesso onorevole a Italiachiamaitalia.com, nel senso che "senza nulla togliere a Forza Italia, il settore Italiani nel Mondo spettava ad Alleanza Nazionale, dentro la logica della ripartizione dei vari settori". Di Biagio, candidato in Europa ed eletto alle ultime elezioni politiche, è molto soddisfatto della sua nomina. Ma soprattutto, ci tiene a sottolineare che il fatto di aver dato un posto così importante agli italiani nel mondo - che hanno un proprio rappresentante all'interno dell'esecutivo del partito - "dopo il voto all'estero, è il secondo dato più importante e forte"...   Di Biagio avrà fra i suoi vice, il senatore Sergio De Gregorio e l'On. Marco Zacchera, per anni responsabile del dipartimento Esteri di An. "Zacchera è un valente parlamentare, che stimo molto. LEGGI


COMUNICATO STAMPA

 

DELL’ON. MIRKO TREMAGLIA, SEGRETARIO GENERALE DEL CTIM

COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO


Roma, 31 marzo 2009 - E’ apparso sulla stampa un documento dal titolo “Il Partito degli Italiani senza confini” presentato da Deputati del Popolo della Libertà eletti all’estero.
Questa iniziativa annulla evidentemente, per quanto ci riguarda, qualsiasi altra proposta che dava agli Onorevoli Picchi e Di Biagio il compito di proporre soluzioni con il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo.


 

"Oggi nasce il Popolo della Libertà nel mondo"


Comitato tricolore’ e ‘Azzurri nel mondosi uniscono in una nuova realtà politica. Mozione firmata durante la Convention alla Fiera di Roma.

 

Prossimi obiettivi: nomina del responsabile e riorganizzazione interna

30 Marzo 2009 - Le firme di Mirko Tremaglia e Guglielmo Picchi per sancire la nascita del Popolo della libertà all'estero. Al di là degli ‘Azzurri nel mondo’ e al di là del ‘Comitato tricolore’. È la vera novità dei tre giorni di Convention Pdl alla Fiera di Roma. Mentre i neonati pidiellini ascoltavano la celebrazione del loro nuovo partito, i delegati per l’estero si davano da fare. Primo obiettivo? Evitare l’estinzione. Già, perché con il premier che dal palco saluta il senatore De Gregorio ma dimentica l’ex ministro Tremaglia, e con Alleanza nazionale ormai sciolta, chi da decenni si occupa dell’italianità nel mondo ha deciso di unire le forze.  Il ‘Comitato tricolore’, nato da An, e ‘Azzurri nel mondo’, di derivazione berlusconiana, si sono rimboccati le maniche e hanno firmato, gli uni accanto agli altri, una mozione che sancisce la loro unione dopo giorni di polemiche sul destino delle politiche sul tema. LEGGI


 

L’ON. ANGELI TRA LA FINE DI AN E LA NASCITA DEL PDL: ANDIAMO AVANTI ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PASSATO


ROMA\ aise\ 30/03/2009 - "La settimana della fondazione del Partito della Libertà (PDL) ha avuto inizio con lo scioglimento di Alleanza Nazionale, il 21-22 marzo, a Roma. A 14 anni dal Congresso di Fiuggi, il partito della destra italiana ha deciso di confluire nel PDL che si candida a diventare il nuovo punto di riferimento del centrodestra italiano. Il rapporto tra Berlusconi e Fini costituisce la chiave di volta del PDL. Come uomo nella mia carica di deputato mi ritengo ampiamente orgoglioso e soddisfatto della riuscita di questo progetto e dell’iniziativa politica di cui si è fatto promotore l’onorevole Mirko Tremaglia, insieme ai parlamentari eletti nell’ambito delle circoscrizioni estere, di salvaguardia del Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo (Ctim), un associazione che fin dal 1968 costituisce espressione di un patrimonio inestimabile di identità e valori tutti "italiani" da non disperdere e da legare all’azione politica del PDL". Così Giuseppe Angeli, deputato del Pdl eletto in Sud America, a margine del congresso fondativo del Popolo della libertà, "culmine" di un percorso politico che ha infine unito Forza Italia e Alleanza Nazionale, partiti a loro volta protagonisti di congressi "conclusivi". Oltre a loro, negli ultimi giorni si sono dati appuntamento a Roma anche i delegati del Ctim, chiamati a raccolta da Tremaglia in un mini-congresso cui ha partecipato anche il Presidente della Camera Fini.


 

Quale il futuro del Ctim? Con An nel PdL o come associazione autonoma? La parola ai delegati


24 Mar 2009 - ...“Alla riunione del Ctim, la presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, del ministro Altero Matteoli, del sottosegretario Roberto Menia, del senatore Mario Baldassari e degli on. Giuseppe Angeli e Aldo Di Biagio hanno dato un contributo, un valore aggiunto al nostro lavoro ascoltando le nostre richieste. Possiamo sottolineare l’importanza dell’approvazione della riconferma del segretario generale Mirko Tremaglia, il rilancio del Comitato come associazione ed il punto di riferimento per gli italiani all’estero accolto da Fini con positività, il quale ha ribadito l’importanza che il  Ctim continui, comunque, come un’associazione culturale e sociale. Ci ha sostenuto e confermato, si è preso l’impegno che il Comitato dovrà continuare in questa missione”.... LEGGI


 

GRANDE SUCCESSO PER LA RIUNIONE DEL DIRETTIVO CENTRALE DEL COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO


ROMA – Alla riunione del CTIM svoltasi a Roma il 19 e 20 marzo, presieduta dal Segretario Generale On. Mirko Tremaglia alla presenza dei delegati dei cinque continenti, sono state trattate le tematiche più importanti riguardanti gli Italiani nel mondo. Al successo della manifestazione ha contribuito la presenza e gli interventi di varie autorità istituzionali e politiche fra le quali: il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, il Sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, il Presidente dellaCommissione Finanze del Senato Mario Baldassarri ed i parlamentari eletti all’estero Giuseppe Angeli e Aldo Biagio. A conclusione dei lavori è stata approvata entusiasticamente e all’unanimità la conferma all’On. Mirko Tremaglia quale Segretario Generale del CTIM, organizzazione che continuerà la sua indispensabile funzione di rappresentanza per gli Italiani nel Mondo.


 

CONVOCAZIONE STRAORDINARIA

DEL CTIM - COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO A ROMA NEI GIORNI GIOVEDI’ 19 E VENERDI’ 20 MARZO 2009

La situazione della politica italiana, in particolare le decisioni che verranno prese nelle Assemblee Nazionali di AN e poi dopo del PdL, pongono al CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, responsabilità importanti che devono essere esaminate dall’Organo centrale del Comitato.
Pertanto, è stata decisa la convocazione straordinaria del Direttivo Centrale a Roma nei prossimi giorni del 19 e 20 marzo 2009 presso il Domina Hotel in via Siderno n. 37.
I lavori, che saranno presieduti dal Segretario Generale On. Mirko Tremaglia, inizieranno alle ore 15.30 di giovedì 19 marzo e si concluderanno nella giornata di venerdì 20 marzo.
Il CTIM intende dare con questa riunione, riservata ai componenti del Direttivo Centrale, nuova forza all’organizzazione alla vigilia del Congresso Nazionale di Alleanza Nazionale.
Non bisogna dimenticare che è nella storia della Repubblica questa nostra vittoria eccezionale: avere ottenuto il voto per milioni di Italiani residenti all’estero e aver cambiato due volte la Costituzione, creando una Circoscrizione Estero e facendo approvare la legge per il diritto di voto all’estero.

Il C.T.I.M. rivendica la sua grande politica per gli Italiani nel mondo.

 

Michele VALENSISE
è il nuovo Ambasciatore d’Italia in Germania


Nato a Polistena (RC) il 3 aprile 1952, si laurea in giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1974 ed entra in carriera diplomatica nel 1975.  

Al Ministero è destinato alla Direzione generale degli affari economici, dove segue in particolare l’attività degli organismi multilaterali.

Nel 1978 è all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, con funzioni nel settore stampa ed economico. Nel 1981 è trasferito all’Ambasciata d’Italia a Bonn, dove presta servizio alla cancelleria politica con competenze sulle questioni di politica interna e di cooperazione politica europea.

Dal 1984 al 1987, durante la guerra civile libanese, è Consigliere all’Ambasciata d’Italia a Beirut, con funzioni vicarie del Capo missione. 

Rientrato a Roma, dal 1987 al 1991 è Capo della Segreteria del Sottosegretario agli Esteri.

Dal 1991 al 1997, come Primo Consigliere alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles è responsabile del settore delle relazioni della Comunità con i paesi dell’area mediterranea e balcanica. Assicura inoltre la presidenza dei gruppi di lavoro nel corso della presidenza italiana dell’Unione europea nel 1996.

All’inizio del 1997 è trasferito a Sarajevo in qualità di Ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina, all’indomani dell’apertura dell’Ambasciata, subito dopo la cessazione delle ostilità e il dispiegamento in Bosnia Erzegovina della Forza militare di stabilizzazione e, in questo ambito, del contingente italiano.

Di nuovo a Roma nel 1999 è responsabile, al Gabinetto del Ministro, dell’Ufficio per i rapporti con il Parlamento e poi capo di Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri.

Dal settembre 2001 al novembre 2004 ricopre l’incarico di capo del Servizio stampa e informazione del Ministero e di portavoce del Ministro degli Esteri.

Da novembre 2004 è Ambasciatore d’Italia in Brasile.

A gennaio 2009 è stato promosso al grado di Ambasciatore. Da luglio 2009 è Ambasciatore d’Italia in Germania.

 


Alessandro Giovine, nuovo Console a Stoccarda

Nato a Torino il 27 gennaio 1974

Console a Mulhouse (Francia) dal 1 settembre 2005 al 14 agosto 2009

Avvocato penalista
Dottore in Ingegneria Meccanica

Maturita' Classica
Maturita' Artistica

Servizio militare assolto presso il 4° rgt. Carri (Bellinzago Novarese )


da Italia chiama Italia

 

Italiani all’estero, Mantica: ‘Tesseramento PdL? Al momento un fatto negativo per il partito’

 

di Ricky Filosa

 

Il sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo torna a parlare di rilancio del PdL all’estero e dell’operazione tesseramento: operazione che il senatore del PdL giudica, ora come ora, “una fatto negativo per il partito”. Alfredo Mantica è convinto: “Meglio prima censire le realtà e le associazioni sul territorio”. E a colloquio con Gente d’Italia, spiega perchè.

Proprio per chiarire ogni dubbio, Gente d’Italia, a margine della presentazione del Consolato digitale tenutasi la scorsa settimana a Bruxelles,  ha chiesto al senatore del Popolo della Libertà un chiarimento; o meglio, abbiamo chiesto a Mantica di sviluppare ulteriormente il suo ragionamento.

‘PIU’ IMPORTANTE CENSIRE REALTA’ E ASSOCIAZIONI’

E Mantica non cambia strada, è convinto di ciò che ha detto in precedenza riguardo l’operazione tesseramento, e aggiunge: Noi veniamo da una storia complicata. Tremaglia, il CTIM, AN, Forza Italia, Azzurri nel Mondo,... L’unica cosa  che resta  di tutto questo sono le associazioni che operano sul territorio, che sono spesso espressione del PdL.

Allora dico: prima di passare al tesseramento, che a mio modesto parere in molte realtà vuol dire spaccare questo mondo - perchè se si sceglie tizio, caio si arrabbia e viceversa -, credo sarebbe molto più importante, in questa fase di transizione, prima censire le realtà e le associazioni, iniziare a rafforzare queste strutture, e poi valutare quali mano a mano possono essere del PdL”. Per poi creare, secondo Mantica, una coalizione di tutte queste associazioni.

‘ANCORA DIFFERENZE FRA AN E FI’Che ci siano ancora oggi differenze fra Alleanza Nazionale e Forza Italia, è come dire che di giorno c’è il sole e di notte è buio. Non è una cosa rivoluzionaria”, afferma il sottosegretario. “Sono stato a Parigi e ho incontrato tre esponenti PdL: uno non voleva che ci fossero gli altri due, e viceversa. A questo punto - continua Mantica - se è imbarazzante per il governo, capisco come possa essere imbarazzante per uno che organizza un partito”.

‘TESSERAMENTO FATTO NEGATIVO PER IL PARTITO’ Sì, ma il tesseramento all’estero? Per tutto quanto dichiarato, “l’idea di partire col tesseramento all’estero, che vuol dire se sei con me bene se no sei contro di me, mi sembra in questo momento un fatto negativo per il partito”. Non lascia spazio a dubbi la posizione del senatore pidiellino.
’BASTEREBBE PENSARE A RISSA CONTINI-ZACCHERA’ Il PdL - continua il sottosegretario - è al momento una grande coalizione di forze politiche diverse; mantenga questa immagine di coalizione e cominci a censire le realtà che esistono. E poi si faranno coalizioni fra tutte le associazioni che nel mondo si rivedono nel PdL”. Per capire come stanno le cose, “basterebbe pensare alla rissa che c’è stata fra la senatrice Barbara Contini e l’On. Marco Zacchera”, conclude Mantica.

Rilancio del PdL all’estero e operazione tesseramento: non sappiamo chi abbia la verità in tasca. Forse nessuno. Ma una cosa è certa: il dibattito continua.


Oreste Motta nuovo Coordinatore Europeo del C.T.I.M.

Dopo la nomina e le innume-revoli lettere di auguri giunte da ogni parte del mondo, il nuovo Coordinatore Europeo ringrazia tutti i soci del CTIM:

 Cari amici, Vi ringrazio per le parole di stima e di buon avvio, che molti di voi mi hanno inviato, come coordinatore dei Comitati Tricolore in Europa, nomina che mi è stata conferita dal nostro Segretario Generale On. Mirko Tremaglia il 23 gennaio scorso. Sono molto onorato per questo incarico, che, come ho già detto all’On. Mirko Tremaglia, posso svolgere con tutti i limiti dovuti ai tempi che mi lascia la mia professione e nel quadro nostro interno di ristrettezze economiche.

Comunque vi posso assicurare che, al di là della designazione, i nostri soci ed io, siamo già partiti da qui molto bene con la venuta dell’On. Mirko Tremaglia il 5/6 aprile 2008, allorché ha partecipato a Stoccarda e a Schwieberdingen a due giornate di lavori costruttivi, lungimiranti, senza tralasciare momenti emozionanti, che non devono però portarci lontano retoricamente dalle soluzioni dei problemi e dalla promozione della nostra gente all’estero.

Vi ringrazio per aver sostenuto (anche se molti di voi non la pensavano così) la decisione di spostare il rinnovo delle elezioni Comites. Era una necessità per farci sopravvivere qui in Europa e darci un po’ di tempo, dopo la batosta dei tagli previsti dalla legge finanziaria 2009, che si ripercuotono negativamente sulla nostra immagine e sulla nostra attività politica. Desidero inoltre far ragionare la nostra base sulla formulazione e proposte di miglioramenti della legge di riforma dei Comites e del CGIE. Un altro nostro, mio impegno vitale (ne ho già parlato con il Segretario Generale) deve essere, nonostante lo scioglimento di AN, il mantenimento e il rafforzamento della struttura CTIM all’estero: l’unica realmente esistente ed efficiente del centrodestra! Le altre sono raccattaticce, fatte all’ultimo momento a solo scopo elettorale.

Al motto “IL CTIM VIVE” proseguiamo e con grande ammirazione per tutti voi vi saluto cordialmente.


 

IL  PROGETTO GIOVANI DEL C.T.I.M. GERMANIA

 

“Italia Media TV” è la prima televisione italo/tedesca che discute per via telematica le problematiche italiane in Germania.

Nella nuova era dei computer ed internet risulta più facile la comunicazione tra emittente e spettatore, in quanto si offre loro la possibilità di un’informazione intermediaria.

“Italia media tv” è la televisione del futuro: milioni di giovani di tutto il mondo potranno, con un solo clic, comunicare tra di loro senza problemi.

“Italia media tv” non vuole solo informare, ma anche promuovere e sostenere i nostri connazionali nel mondo della cultura e dello spettacolo. Rispecchieremo i nostri problemi giornalieri e li manderemo in onda. Ci sarà spazio per tutti, e per tutto. Il nostro obiettivo è comunicare per via video non solo in Germania, ma in tutto il mondo e trasmettere le nostre idee.

“Italia media tv” è per ora l´unica piattaforma che propone un’idea del genere. Lo scopo è quello, attraverso la cultura e musica, attirare i giovani verso la politica, interessarli agli avvenimenti nel loro Paese di origine.

 

Ora anche un mensile per i giovani italiani di Germania: <IL> Lifestyle Magazin

Abbonatevi! Contattatemi a questo indirizzo: dilauro@web.de

Ciao, Marco

(Coordinatore Progetto Giovani CTIM)

 

Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009:

http://elezioni.interno.it/

 

Tutti i RISULTATI delle

ELEZIONI del PARLAMENTO ITALIANO 2008

 

 

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