L'Italia è presente in Germania fin dall'antichità, una realtà questa, della quale, a dire il vero, ci si ricorda solo raramente. Intere città costituiscono testimonianza del tocco artistico e geniale degli architetti, degli stuccatori, dei ceramisti e dei muratori italiani che secoli orsono hanno costruito, abbellito e decorato residenze e palazzi di innumerevoli città tedesche.
La guerra ha distrutto alcune di essi, ma la loro bellezza ha spinto i tedeschi ad impegnarsi nel restauro e nella ricostruzione degli stessi, effettuati talvolta con l'utilizzazione delle medesime pietre delle parti che erano state abbattute o distrutte.
Anche Stoccarda ha conosciuto taluni di questi uomini che in essa hanno vissuto, e nella quale oggi vivono quasi quindicimila italiani, bene inseriti nei diversi settori della vita locale. La presenza di questa collettività a Stoccarda è densa di significato ed è conferma di un legame che nessun'altra comunità straniera può vantare, e che ci deve rendere fieri per il fatto che essa dà valore all'idea stessa dell'Europa, perchè costituisce parte integrante della nostra comune vita culturale e spirituale, ed è infine garanzia per il futuro delle nostre generazioni.
La grande disponibilità del sindaco Manfred Rommel e l'unanimità delle forze politiche rappresentate nel Consiglio Comunale nell'accogliere la proposta da me avanzata nel lontano 15 luglio 1987, è stata esemplare e merita il plauso degli italiani di Stoccarda. Nel rispetto delle diversità, tutti sono stati concordi nel voler onorare in questo modo il celebre architetto italiano, che secoli fa godette l'ospitalità di questa prosperosa terra.
Dedicare nel 1995 una strada del capoluogo del Baden-Württemberg a Leopoldo Retti, è un fatto significativo, molto importante, che contribuisce a riscoprire interessi comuni di una storia purtroppo ignorata. Ricordare oggi la figura di questo ita-liano, significa anche rammentare un destino che ci accomuna, che alla sua base ha la storia della "casa comune europea", di quell'Europa rispettosa delle tradizioni, delle culture, delle lingue, delle etnie diverse, che la nostra antica civiltà da sempre ci obbliga a non violare.
Non a caso Leopoldo Retti ha lasciato nelle contrade tedesche l'anima del suo genio, morendo lontano dalla propria Patria. Per onorare in questo significativo e particolare momento la sua personalità e ciò che essa ha rappresentato, diamo alle stampe questa "breve biografia", che vuole portare a conoscenza dei lettori l'uomo e la sua opera.
L'autore
Da sempre l'arte e la cultura hanno determinato qualcosa per la quale i politici europei, oggi come nel Dopoguerra, si sono pazientemente impegnati: superare le frontiere, o almeno, cercare di alleggerirne l'importanza. Per quanto bellicosa e sanguinosa si presenti talvolta la storia europea, l'arte e la cultura si sono sempre riprodotte - anche se con mutevole e oscillante intensità - al di là dei confini e dei contrasti politici.
Di ciò, permanente testimonianza ne costituiscono soprattutto i nostri edifici monumentali e nessuno, date le innumerevoli opere classiche, può trascurare di vedere nel nostro paese una certa unitarietà dell'architettura europea. Ciò costituisce documento anche dell'azione e dell'opera svolta dai "lavoratori ospiti" di un tempo.
Testimonianza ne è l'opera di Leopoldo Retti, l'architetto italiano. Questi realizzò i suoi lavori inizialmente secondo i modelli della tradizione italo-francese, orientandosi poi però, nel corso del suo cammino artistico, sempre più verso le forme del classicismo francese.
Come realizzatore del Nuovo Palazzo residenziale di Stoccarda, Retti ebbe ad esercitare una grande influenza sullo sviluppo architettonico dell'intera città.
Questo ruolo e questo significato per Stoccarda egli ebbe a dividerli con il connazionale Leo Giovanni Salucci, che dal 1817 al 1839 fu architetto alla corte reale del Württemberg e al quale ultimo il capoluogo della regione sveva è debitore di molte e rilevanti opere classiche. Salucci ebbe a continuare ciò che Retti aveva iniziato un secolo prima.
Per rendere giustizia all'importanza che l'architetto italiano ebbe per Stoccarda e per molte altre città tedesche sedi di residenze e corti reali, il ricordo della sua opera deve essere mantenuto vivo, e a questo senz'altro contribuirà validamente anche la presente pubblicazione.
Ingrid Walz
(Già membro del Consiglio Comunale di Stoccarda, capoluogo del Baden-Württemberg)
Con il passare del tempo è
andato in frantumi il mausoleo nel cimitero di Oeffingen (oggi nel circondario
di Fellbach), dedicato a Leopoldo Retti e a suo zio, Donato Giuseppe Frisoni.
E dove giacessero effettivamente le tombe, oggi non lo sa più nessuno
- mentre giorno dopo giorno sono molte, moltissime le persone cui è
dato di rallegrarsi della vista magnifica offerta dal Nuovo Palazzo residenziale
di Stoccarda.
Questa architettura tardo-barocca al centro della capitale del Baden-Württemberg richiama ancora oggi la fama di Leopoldo Matteo Retti che, nato nel 1704 (qualcuno sostiene nel 1705) nella piccola cittadina lombarda di Laino, morì il 18 settembre 1751 - all'età di soli 47 anni - a Stoccarda.
Egli era il più giovane di quattro fratelli, i quali ebbero a rivestire tutti un ruolo importante nella storia dell'architettura tedesca e specialmente della Svevia, e forse fu il più significativo di tale gruppo, nell'ambito del quale merita di essere nominato anche suo zio Donato Giuseppe Frisoni.
Leopoldo Retti fu uno dei maestri italiani dell'architettura senza i quali Stoccarda - ma anche altre città tedesche - non sarebbero diventate quel che sono ora.
Gli inizi a Ludwigsburg
Leopoldo Retti iniziò la sua carriera a Ludwigsburg. Per circa due decenni la Residenza di Ansbach nella Franconia centrale fu il suo cantiere. A Stoccarda poi ebbe a coronare la sua opera che ispirò pure la successiva costruzione del Palazzo Residenziale a Karlsruhe.
Lo zio di Retti, Donato Giuseppe Frisoni (1683-1735), originario anch'egli di Laino, appartenente ad una famiglia di stuccatori, era venuto da Praga a Ludwigsburg nel 1708. Testimonianze della sua opera sono l'Abbazia di Weingarten e la Residenza di Waldenbuch; principalmente però il suo nome è legato a Ludwigsburg come a Stoccarda. Johann Friedrich Nette, al quale si attribuisce la parte più antica della Residenza di Ludwigsburg, aveva chiamato Frisoni per dirigere i lavori di stuccatura del nuovo palazzo residenziale in costruzione.
Dopo la morte di Nette, avvenuta nel 1714 - la guerra di successione spagnola con i suoi grandi mutamenti intervenuti nelle relazioni tra le potenze europee era appena terminata - il Duca Eberhard Ludwig affidò a Frisoni l'incarico di continuare a dirigere la costruzione della Residenza. Tre anni più tardi Frisoni chiamò a Ludwigsburg i suoi quattro nipoti: Paolo, Riccardo, Livio e Leopoldo Retti.
Paolo Retti (1691-1747), che in un primo tempo aveva lavorato a Vienna, fu al seguito dell'impresario generale nella costruzione della Residenza a Ludwigsburg; lo si incontra anche come architetto delle Residenze di Freudenthal e Heimsheim. Riccardo Retti (1687-1741), stuccatore, morì ad Ellwangen, dove aveva edificato la Chiesa parrocchiale Sankt Veit. Livio Retti, del quale non conosciamo le date esatte della sua esistenza, si fece un nome come pittore. A parte piccoli incarichi, decorò con affreschi le Residenze di Ludwigsburg, Ansbach, Bad Mergentheim e Würzburg nel periodo in cui lavorò in Germania, dal 1720 al 1750.
Leopoldo Retti fece come architetto una grande carriera superando per importanza e significato lo stesso zio che era stato suo maestro. Originariamente come aiuto presso Donato Giuseppe Frisoni, dovette, su indicazione del Duca, compiere un soggiorno di studi in Francia. Risultato di ciò fu che in seguito - in creativo contrasto con i maestri tedeschi del tardo barocco e del rococò - mise in evidenza nella sua opera la speciale variante francese del rococò.
Nel 1726, al suo ritorno, Leopoldo Retti divenne architetto ducale del Württemberg, stipendiato con 300 fiorini all'anno; ben presto venne promosso luogotenente ingegnere e la sua paga salì a 400 fiorini.
Il primo dei suoi incarichi più importanti fu quello, sotto la sovrintendenza di Frisoni, della costruzione della Residenza di Ludwigsburg che nel frattempo aveva assunto grandi dimensioni. Già nel 1728 - a partire dalla Residenza stava sorgendo la giovane città di Ludwigsburg - Retti divenne direttore del comitato addetto alla costruzione della città. I piani derivavano ancora da Frisoni. Nel completamento della chiesa cittadina (si pensa principalmente alla costruzione delle due torri) Leopoldo Retti potè per la prima volta esercitare la sua influenza sulla configurazione artistica.
Importante in questo incarico ci sembra che Retti diede inizio con esso ad una sua seconda carriera: parallelamente a quella di architetto di palazzi residenziali, quella di progettatore e costruttore di città. Nella Franconia centrale, sotto la reggenza degli Hohenzollern di Ansbach, egli ebbe occasione di conquistarsi gli onori anche in questo campo.
In virtù dei collegamenti familiari delle casate di Ansbach e di Stoccarda, Retti venne quasi prestato ad Ansbach, denominata allora ancora Onolzbach. Il 1º febbraio 1731, aveva allora 27 anni, ottenne ad Ansbach il suo nuovo posto nel rango di capitano ingegnere. Per circa venti anni la Residenza dei margravi della Franconia centrale fu il teatro della sua attività, fino a che fece ritorno nella metropoli sveva.
Il trasferimento ebbe comunque un seguito increscioso che non può essere taciuto. Dopo la morte del duca Eberhard Ludwig, avvenuta nel 1733, Frisoni e Paolo Retti rimasero coinvolti in uno scandalo finanziario. Vennero accusati di appropriazione indebita e imprigionati. I numerosi connazionali italiani presenti e attivi a Ludwigsburg, solidarizzando con i malcapitati, pagarono la cauzione ottenendone la liberazione, ma la conseguenza fu che la maggior parte di essi abbandonò il Württemberg. La colonia italiana di Ludwigsburg scese da cinquecento a circa cento persone. Molte di esse le troviamo più tardi, di nuovo impegnate nel lavoro di costruzione del palazzo residenziale di Ansbach sotto la direzione di Leopoldo Retti.
L'affare comunque non deve essere poi stato così grave se più tardi, nel 1746, sotto il duca Karl Alexander, incontriamo nuovamente a corte Paolo Retti come architetto ducale.
Le due residenze
Ad Ansbach, attuale capitale della Franconia centrale, governavano a quel tempo gli Hohenzollern di Franconia, parenti del re di Prussia. Il margravio Wilhelm Friedrich aveva assunto il potere nel 1703 e aveva sposato nel 1709 la principessa Christine Charlotte di Württemberg. La nuova margravia, discendeva dalla casata di Eberhard Ludwig, che, secondo la consuetudine di quel tempo, era totalmente influenzato dalla cultura della corte francese. E questa tendenza, per suo tramite e per il suo influsso, si impose anche alla corte di Ansbach. Leopoldo Retti, in qualità di architetto diede concretamente a questo orientamento la forma architettonica.
Nel 1723 morì il margravio Wilhelm Friedrich e Christine Charlotte assunse in un primo momento la reggenza per suo figlio. Questi, Karl Wilhelm Friedrich, in seguito noto come il margravio selvaggio, nel 1729, a 17 anni, divenne Signore del paese. A Natale dello stesso anno morì Christine Charlotte, sotto la quale il barocco francese, cioè il rococò, aveva potuto imporsi definitivamente alla corte degli Hohenzollern di Ansbach. Il margravio selvaggio, per anni datore di lavoro di Leopoldo Retti, era sposato con Friederike Luise, che discendeva dalla linea prussiana degli Hohenzollern ed era sorella di Federico il grande.
La Residenza di Ansbach era una costruzione rinascimentale del 16. secolo, opera di Gideon Bacher di Ulm. Il margravio Wilhelm Friedrich, dopo aver assunto il potere nel 1703 mise in opera una trasformazione e un ampliamento del Palazzo. Come architetto egli assunse Gabriele de Gabrieli, nato a Rovereto nel 1671, il quale, nel 1705, completò a Vienna il Palazzo Liechtenstein, recandosi poi nella Residenza della Franconia Centrale. A causa di alcune questioni personali, tra il margravio e il suo architetto si verificarono dei dissapori. Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1709, Christine Charlotte fu nella schiera dei nemici di Gabrieli perchè la principessa preferiva la variante francese dell'arte architettonica, mentre Gabrieli rappresentava il tardo Barocco così come questo veniva realizzato in Italia, in Francia, in Austria e nella Germania meridionale. Nel 1715 Gabrieli entrò al servizio del Vescovo di Eichstätt e sorvegliò ancora la nuova costruzione della Residenza di Ansbach che dopo un incendio verificatosi l'anno precedente, era più urgente che mai.
Tra Gabrieli e Retti un ruolo considerevole nella direzione dei lavori lo ebbero i fratelli Johann Wilhelm e Karl Friedrich von Zocha, originari di Gunzenhausen. Allorquando Retti nel 1731 giunse ad Ansbach, l'intenzione era quella di affidargli il solo compito di aiutare Wilhelm von Zocha. Già nel 1732, però, Retti rimase l'unico direttore dei lavori e Zocha si ritirò ad espletare esclusivamente incarichi amministrativi. La nuova trasformazione del palazzo introdotta nelle intenzioni di Christine Charlotte secondo i modelli dello stile francese, era destinata ad essere una delle opere più grandi messe in atto da Retti nella Franconia centrale.
Chiese, castelli, palazzi
rano ancora pur sempre lavori 'tecnici', quelli che Leopoldo Retti doveva realizzare dopo la sua entrata in servizio nel 1731 nella "Casa Rossa" del complesso residenziale di Triesdorf presso Ansbach, e anche la Orangerie nel nuovo giardino del palazzo era già stata iniziata nel 1728. La definitiva ristrutturazione della Residenza di Ansbach - secondo il concetto del tempo, nel nuovo stile - fu il suo primo grande compito creativo.
Nel 1733 furono tolte le impalcature e si potè passare all'addobbo degli interni, cosa che diede a Retti l'occasione di sfoggiare il suo ingegno versatile.
Non si deve infatti dimenticare che la principale caratteristica del tardo barocco e dell'architettura rococò non sono solo le facciate, ma anche e soprattutto la decorazione degli interni. Questo lavoro durò anni. A favorire l'opera di Retti intervenne anche la circostanza già menzionata per la quale, in seguito allo scandalo finanziario di Ludwigsburg, numerosi italiani che si erano trasferiti ad Ansbach ebbero a lavorare sotto la sua direzione, vale a dire nel palazzo residenziale. In uno studio sulla storia dell'architettura pubblicato ad Ansbach nel 1930 sull'opera di Retti tra l'altro è dato di leggere:
"I nomi presenti negli atti ci sono già noti da Ludwigsburg: l'eccellente stuccatore Diego Carlone e suo fratello, il pittore Carlo Carlone, altri parenti di Retti come il marmista Corbellini e lo scultore Carlo Ferretti sono citati a proposito di opere particolari, un altro abile stuccatore, Carlo Daldini, uno scultore di nome Antoni Sylva, sono attivi ad Ansbach e confermano come molti artisti e artigiani italiani si trovassero sul posto. Nella realizzazione delle preziose decorazioni interne devono essere state ovviamente impiegate ancora molte forze, i cui nomi oggi non è più possibile rintracciare. E di certo anche artisti locali vennero impiegati: uno scultore di nome Fischer, un altro di nome Franz Hornung, un ebanista di nome Schumacher sono menzionati qua e là. Un ruolo significativo lo ebbe sicuramente pure Paul Amadè Biarelle, il quale, forse di origine franco-ugonotta, nel 1736 venne assunto da Retti come disegnatore e già nel 1737 avanzò all'incarico di "scultore di corte", dedicandosi principalmente a intagli in legno, cornici di specchi con abbondanti decorazioni, "Trimau", trofei e stemmi sono opera sua. Soprattutto, però, ebbe a disegnare molti progetti di Retti "mettendoli in bella".
Nel 1733, allorchè nacque il principe ereditario, il margravio fece costruire per la sua sposa la Residenza di Schwaningen. Schwaningen è situata presso Wassertrüdingen, circa a metà strada in linea d'aria tra Gunzenhausen e Nördlingen. Schwaningen avrebbe dovuto diventare un grosso complesso, ma non fu così, e al giorno d'oggi non ne è rimasto più niente. Tra il 1734 e il 1736 Retti costruì la Chiesa di corte a Weidenbach presso Triesdorf e nei due anni seguenti si pose alla ristrutturazione della Chiesa di Gumberto ad Ansbach. In questo periodo assolse anche un incarico privato per conto di Eichler von Auritz, ciambellano di Ansbach: la Residenza Dennenlohe (dopo Schwaningen), una delle sue opere più belle. Nel 1737 venne costruita la Residenza di Kirchberg an der Jagst; a dare l'incarico fu Karl August, conte di Hohenlohe-Kirchberg, dignitario alla corte margravia.
Ciò che Retti aveva appreso a Ludwigsburg sotto la direzione di Frisoni a riguardo del progetto urbanistico e della sua costruzione, lo potè mettere in pratica alla corte del Margravio di Ansbach. La parte principale del nuovo complesso cittadino, sorto sotto il margravio selvaggio, è opera di Retti: il suo progetto per l'ammirevole porta "Herrieder Tor" risale al 1733. In questo trentennio del 18º secolo, nel territorio del margravio furono edificate 56 chiese, nuove o ristrutturate, tutte sotto la direzione di Retti o sotto la sua sovrintendenza. Sono inoltre da menzionare le case parrocchiali e le scuole. I progetti di urbanistica, poi però non realizzati, per Schwanbach, erano di Leopoldo Retti; il suo progetto per l'allora nuovo sobborgo di Roth (nei pressi di Norimberga), venne portato a termine.
Discepolo, per così dire, di Retti fu l'ispettore provinciale Johann David Steingruber, originario di Wassertrüdingen; anche nel successivo periodo in cui operò a Stoccarda, Retti si prese cura dei progetti di Steingruber per il Municipio di Gunzenhausen. Si trattò dunque di un periodo creativo nella vita di Leopoldo Retti quello in cui fu architetto del margravio di Ansbach e di certo deve essere stato per lui anche un momento particolarmente felice. Nel già citato studio, in proposito è possibile leggere:
"Già negli anni della giovinezza Retti era abituato alla vita di corte e si mostrava un abile servitore di principi, che sapeva rappresentare in ogni momento gli interessi del suo Signore e sottoporgli le proprie opinioni con parole eleganti e raffinate. Senza alcun indugio, però, esponeva al suo principe i suoi desideri, liberamente e nella "maniera più devota". Così troviamo una richiesta al margravio, risalente al 1733. In primavera Retti aveva sposato Anna Clara Darny e desiderava rendersi economicamente indipendente. Per questo avanzò richiesta perchè gli venisse concesso uno iughero e mezzo di terreno dietro la fabbrica della birra signorile, dove voleva impiantare un giardino e coltivare le verdure necessarie al vitto. Egli desiderava inoltre costruire un padiglione per il quale aveva già approntato i tracciati, recintando però il giardino con il legno delle impalcature della Residenza che avrebbero dovuto essere rimosse nel corso dell'autunno. Il suo desiderio venne esaudito dal margravio".
Quale era e come fosse già allora considerata la posizione di Retti ad Ansbach, è illustrato molto bene anche da un rendiconto delle diarie che ancora oggi si trova nell'archivio della città di Ansbach e che venne redatto in occasione di un'ispezione effettuata presso una nuova costruzione alla "Herrieder Tor". Retti ricevette 4 fiorini a pagamento della sua fatica, il gastaldo della città, che pure era presente, solo 2 fiorini, mentre l'usciere e attendente presso la direzione dei lavori, che accompagnava il signor architetto, ricevette 15 monete. Il gastaldo era senza accompagnatori. Il signor consigliere e architetto lombardo era dunque a quel tempo già una personalità autorevole nonostante i suoi soli 29 anni.
Guerra e dopoguerra
L'anno 1740 segna un certo cambiamento nella vita di Retti. L'elevato indebitamento della casa margravia aveva condotto ad una interruzione e ad altre difficoltà nella costruzione e per tali ragioni, dopo il 1740, ciò che Retti aveva ideato sulla base dell'incarico ricevuto rimase solo in fase di progetto.
Tra il 1740 e il 1748 (Pace di Acquisgrana) la Germania fu funestata dalla guerra di successione austriaca durante la quale Maria Teresa lottò per la sua eredità al trono. Ne furono parte anche la prima e la seconda guerra per la Slesia condotte da Federico il Grande. Il margravio selvaggio non aveva alcuna stima del suo famoso cognato di Berlino e pertanto si schierò dalla parte di Maria Teresa. Le truppe francesi di tanto in tanto attraversavano il territorio del margravio. La Casa di Ansbach, per tentativi diplomatici di mediazione, fu per qualche tempo neutrale; la situazione richiedeva però di mettere in atto i preparativi militari. Già dalla sua entrata in servizio nel 1731 Retti aveva ottenuto il grado di capitano ingegnere, ed ora divenne maggiore di artiglieria del suo Signore. In questa qualità dovette ispezionare le fortificazioni nel paese, anche quelle di Norimberga. Più tardi divenne anche maggiore di artiglieria dell'intero territorio della Franconia; in questa funzione si trovò ad essere commilitone di Balthasar Neumann, forse il più grande architetto tedesco del Barocco.
Nel 1744 la guerra si trasferì principalmente in Boemia e verso il Belgio e per la Franconia centrale ritornarono tempi più tranquilli. Le cattive condizioni finanziarie - il margravio si era nel frattempo separato dalla moglie prussiana - perduravano, impedendo il proseguio dei lavori di costruzione. Ancora nel 1745 Retti potè costruire ad Ansbach un palazzo per il direttore provinciale, barone Nostiz, e nel 1746, sulla base dei suoi progetti, venne completata la sinagoga della città. Il periodo in Franconia giunse comunque a termine. Nel 1744 ricevette infatti il primo invito a Stoccarda per discutere circa la costruzione di un nuovo palazzo residenziale, dando così inizio, dopo quelli di Ludwigsburg e di Ansbach, al suo terzo periodo creativo. Retti avrebbe potuto stabilirsi personalmente ad Ansbach, ma andò via prima che potesse mettere radici. Sugli anni trascorsi da lui ad Ansbach è possibile documentarsi leggendo lo studio, cui abbiamo accennato, sulla storia dell'architettura.
Attraverso la guerra, Retti aveva raggiunto altri onori. Era diventato maggiore di artiglieria in Franconia, alto ingegnere principesco e maggiore di artiglieria di Onoltzbach, in seguito capomastro e consigliere, vivendo in condizioni di agiatezza. Possedeva molti terreni e prati come pure una grande foresta a Ratzewind. Disponeva di una propria carrozza con cavalli e nel suo giardino di Ansbach aveva coltivazioni e allevamenti. Egli però abitava sempre nel suo appartamento di servizio presso la porta della Residenza, di fronte al palazzo. Il 19 novembre 1743 il margravio gli fece dono di un'area nella Jägergasse (oggi Theresienstrasse Nr. 9) - all'epoca il quartiere più ambito di Ansbach - con due vecchi edifici tra cui la falegnameria di corte. Una fontana che ad ogni ora gettava acqua nella quantità di un secchio, si trovava pure sulla piazza attigua alla caserma dei Cacciatori.
Nel 1744 Retti diede inizio alla costruzione di una propria casa; i vecchi edifici vennero abbattuti e il legno per la costruzione venne preso nella foresta di sua proprietà.
Anche i progetti di costruzione del principe vennero ripresi, ma la corte di Ansbach era tutta presa dalla grande politica e per di più le casse dello Stato erano ancora deficitarie a causa delle vicissitudini della guerra, così che il denaro disponibile bastava solo per le cose di uso corrente. Va detto, però, che nel frattempo anche il numero dei membri della corte era cresciuto considerevolmente, in rapporto alla grande importanza della Casa di Ansbach, e questo rese più pressanti e insistenti le richieste di nuove costruzioni. Leopoldo Retti avrebbe potuto rimanere ad Ansbach e vivere da gran signore, ma il destino lo doveva condurre verso altre strade.
Ansbach, Stoccarda, Karlsruhe
Al duca Eberhard Ludwig, cui è dedicato il celebre Ginnasio di Stoccarda, era succeduto nel 1733 Karl Alexander. Sotto la sua signoria, nel 1736, Paolo Retti - che noi già conosciamo per la costruzione della Residenza di Ludwigsburg - divenne capomastro. Quest'ultimo, però, per quanto concerne le questioni di denaro, sembra non aver avuto fortuna; infatti, viene presto travolto dai debiti e l'anno dopo il suo patrimonio viene sequestrato. Da quel momento negli atti d'archivio non risulta più niente di lui. Direttore edile, già all'epoca in cui Leopoldo Retti era diventato ad Ansbach capitano di artiglieria, vale a dire nel 1731, era stato nominato von Leger, pure quest'ultimo al seguito di Frisoni nel periodo dei lavori a Ludwigsburg. Più avanti Retti e von Leger si trovarono ad essere colleghi, ma nello stesso tempo rivali e nemici.
Nel 1744 Karl Eugen, che aveva sedici anni, venne dichiarato maggiorenne e assunse il potere in qualità di duca. Lo si conosce dalla storia, come sovrano (non indiscusso) del giovane Friedrich Schiller. Dopo un periodo trascorso alla corte di Berlino, Karl Eugen, al suo ritorno a Bayreuth, si fidanzò con l'unica figlia del margravio, una nipote di Federico il Grande che lo aveva ospitato sino a quel momento. Nel 1744 egli decise che Stoccarda avrebbe dovuto diventare nuovamente la residenza principale, e in quello stesso anno iniziò - anche in vista delle nozze - le progettazioni per la costruzione del nuovo castello.
Leopoldo Retti, come sempre capomastro del margravio di Ansbach, tra il 1744 e il 1746 fu spesso a Stoccarda. Vi furono molte trattative su molteplici progetti, con molte avversità, finchè il duca Karl Eugen, il 6 maggio 1746, prese la decisione di utilizzare il progetto di Retti per la nuova residenza di Stoccarda. Esso venne realizzato, e ancora oggi, anche se con alcune modifiche eseguite in seguito, è dato di ammirare il palazzo. Al fine di realizzare i piani, nel maggio 1746 venne convocata una commissione. È interessante dare una lettura agli appunti originali circa i particolari dell'organizzazione e quelli relativi al pagamento dei singoli architetti e dei loro collaboratori, secondo i quali ottiene:
1. "Il maggiore e architetto superiore Leopoldo Retti di Ansbach, annualmente, fino a quando i lavori di costruzione avranno durata, una paga di 1200 fiorini, mentre il suo disegnatore 200 fiorini, con esclusione dei costi dei viaggi di andata e ritorno. Vitto e alloggio per tutto il periodo in cui egli verrà a Stoccarda per questo lavoro saranno inoltre offerti come sempre". Quindi:
2. "Al maggiore e architetto superiore von Leger, sarà assegnata una paga annuale comprensiva dell'attività militare e di altri trattamenti, nella misura di 2000 fiorini.
3. Al capomastro Weyhing, e
4. All'amministratore e cassiere Feucht sarà calcolata per ciascuno una paga annuale di centocinquanta fiorini.
5. L'amministratore e controllore Heerbrand (di Ansbach) viene assunto in servizio con uno stipendio annuale di 400 fiorini".
Dopo aver dato a von Leger istruzioni precise e di certo non lusinghiere sul suo comportamento, Retti, nel mese di luglio, potè intraprendere il viaggio di ritorno. Prima della partenza presentò il conto delle spese sostenute. Questo conto esiste ancora e ci fornisce un quadro così illustrativo del viaggio che lo riportiamo qui di seguito:
"Per 9 stazioni da Ansbach a Stoccarda, quattro carrozze a cavalli, denaro per il bere e le mance, 5 fl. 15 Kr. (corone). Quattro pranzi a 5 fiorini 47 fl. 15 Kr. Ugualmente 9 cavalli per il viaggio di ritorno 20 fl. -- Kr.
incl. 20 fiorini per provviste 67 fl. 15 Kr.
Per aggiustare le parrucche, barbiere, lavaggi, carrozza a porte chiuse per il tempo cattivo e per mance qui e a Ludwigs-burg, francobolli per lettere ricevute da Ansbach e lì inviate, giornalmente 1 fiorino e 45 Kr., per novanta giorni 157 fl. 30 Kr.
= 292 fl. -- Kr.
Per materiale da disegno, qui non disponibile, tra il quale 8 dozzine di matite fini che sono state consumate nel corso del soggiorno 40 fl. -- Kr.
All'oste Weckerle per le provviste, poichè egli (Retti) non ha potuto mangiare già alla corte, nè, per motivi d'affari, recarvisi talvolta di sera, nè gli è stato possibile ricevere la cena in camera 15 fl. -- Kr.
Totale delle spese pagate al maggiore Retti: 347 fl. -- Kr.
Per il suo servitore giornalmente 1 fiorino per 90 giorni 90 fl. -- Kr. Al lacchè Rezenhofer quotidianamente 40 Kr. 60 fl. -- Kr.
A Paul Amadè Biarelle che ha contribuito alla realizzazione della bella copia degli schizzi, quotidianamente 1 fiorino 20 Kr. e 2 fiorini di paga giornaliera ugualmente per 90 giorni 300 fl. -- Kr.
All'amministratore Heerbrand che in quel tempo ha messo per iscritto su carta tutto quanto ideato 300 fl. -- Kr.
A questi due, per barbiere, per aggiustare parrucche, per lavaggi, mance ed altro 20 fl. -- Kr.
A Conrad Mizum, muratore di corte a Schwaningen, al quale ci si è rivolti per le modalità della costruzione della residenza in questione, per i 39 giorni di impegno;
provviste quotidiane 1,20 52 fl. -- Kr.;
paga quotidiana 1,30 58 fl. -- Kr.;
denaro per il pagamento della corsa di due cavalli qui condotti e reinviati indietro, compreso foraggio e fitto stalla 23 fl. -- Kr.
Alloggio e mance quotidianamente per 30 Kr. 19 fl. 30 Kr.
Al signor Hofmann, carpentiere signorile di Ansbach, il quale al pari del già citato Mizum è stato qui chiamato per 18 giorni:
Provviste quotidiane 1,20 fl. 24 fl. -- Kr.
Paga quotidiana 1,-- 18 fl. -- Kr.
Pagamento quotidiano per cavalli 37 1/2 Kr. 11 fl. 15 Kr.
Foraggio e fitto della stalla 48 Kr. 14 fl. 24 Kr.
Per l'alloggio e le mance 30 Kr. 9 fl. -- Kr.
Somma totale 594 fl. 39 Kr.
Costi complessivi prespecificati 1.346 fl. 39 Kr."
Ad Ansbach, come sempre sua abituale sede di servizio, Retti ricevette nel 1746 il titolo di Ciambellano del margravio. Alla posa della prima pietra del Nuovo Palazzo di Stoccarda, il 6 settembre 1746, non potè nemmeno prendere parte: in pratica, a dirigere la prima fase della costruzione del palazzo residenziale, se pure secondo i piani elaborati da Retti, fu von Leger. Nel 1747 Retti soggiornò a Stoccarda per nuove trattative e un anno più tardi - nel frattempo con la pace di Aquisgrana aveva avuto termine la guerra di successione austriaca - Karl Eugen si rivolse al cugino di Ansbach affinchè desse licenza a Leopoldo Retti per "la direzione dei lavori alla Residenza di Stoccarda". Per le relazioni di parentela esistenti tra le due casate, il margravio accondiscese a questo desiderio, e alla fine di giugno del 1748 Retti assunse personalmente la direzione dei lavori di costruzione del Nuovo Palazzo residenziale, il "suo" palazzo. Il suo collega e rivale von Leger venne dispensato; dopo la costruzione di alcuni edifici civili fece ritorno alla piazzaforte.
Karl Friedrich, margravio di Baden-Durlach, in quest'epoca era pure interessato a far progettare da Retti un palazzo nella sua nuova Residenza di Karlsruhe. Questi soggiornò nel 1748 nella città per prendere gli accordi e nel 1749 consegnò i progetti elaborati, che però non furono mai realizzati. La Residenza di Karlsruhe appare molto diversa da come sarebbe stata se fossero state eseguite le idee e i progetti di Retti. È inoltre interessante notare come il margravio di Ansbach esaudisse la preghiera del &laqno;prestito» al suo "collega" di Karl-ruhe, come pure al suo parente di Stoccarda, cosa che conferma ed evidenzia l'importanza di Leopoldo Retti.
Nel maggio del 1749 Leopoldo Retti si trasferì da Ansbach a Stoccarda; nella terra sveva aveva assolto il suo primo compito ed ora vi faceva ritorno. Se si considera che avrebbe potuto stabilirsi nella Residenza della Franconia centrale, si comprende come questa scelta per lui non sia stata facile. Sicuramente non poteva immaginarsi che vi sarebbe rimasto per oltre due anni.
Retti diresse i lavori di costruzione della nuova Residenza che vennero occasionalmente pregiudicati dalle difficoltà finanziarie. Nel frattempo continuava a soggiornare a Karlsruhe per portare avanti i piani per il locale palazzo residenziale. Purtroppo, però, i suoi progetti li avrebbe portati con sè nella tomba. Dal febbraio al giugno 1750 intraprese un viaggio di studio a Parigi, insieme al giardiniere di corte Hemmerling. In tale occasione potè avere parecchi scambi di idee con i maggiori architetti francesi ed ebbe modo di conoscere pure Louis Philippe de la Guépière che sarebbe diventato il suo successore nella direzione della costruzione del Nuovo Palazzo residenziale a Stoccarda. Se si tiene presente che Retti morì l'anno dopo, nel 1751, si può affermare che all'inizio e al termine della sua carriera di architetto ci sia stato sempre un viaggio &laqno;ispiratore» in Francia.
Il 20 agosto 1750 Leopoldo Retti cessò ufficialmente (con una modesta pensione) il suo servizio presso il margravio di Ansbach e venne nominato capo architetto del duca del Württemberg. Il 18 settembre 1751, poco più di un anno dopo, si spense improvvisamente, all'età di soli 47 anni. La sua opera principale, il Nuovo Palazzo residenziale di Stoccarda, doveva lasciarlo non ancora completato.
Già da parecchio tempo, tanto la sua tomba quanto quella del suo zio e maestro Donato Giuseppe Frisoni nel cimitero di Oeffingen (distretto di Fellbach), non sono più riconoscibili. La lapide di entrambi si trova in un altro posto. In una presentazione della vita e dell'opera di Retti, curata dalla penna di Fritz Scholl (1930) vi è questa descrizione della tomba:
"La tomba di Frisoni costituisce la parte inferiore, un blocco quadrato con quattro lapidi (una oggi manca); su di essa poggia come pietra tombale di Retti un obelisco dalla sagoma delicata. Nella parte anteriore esso è decorato con una cartuccia che riporta una iscrizione in latino con tutte le cariche di Leopoldo Retti; la parte posteriore mostra allo stesso posto tra decorazioni in stile rococò una pergamena sulla quale è disegnata la pianta del Nuovo Palazzo residenziale di Stoccarda come opera più importante e significativa di Leopoldo Retti".
Dopo la morte di Retti
Con la morte di Retti finisce - almeno per quanto concerne la Germania sud-occidentale - un'epoca. Vediamo come viene commentata da Fritz Scholl:
"Su sua domanda, alla moglie di Retti venne assegnata una pensione di 200 fl. Ella si trasferì ad Esslingen con i suoi "otto bambini, tutti di minore età e non ancora autosufficienti". I discendenti però sembrano aver lasciato tutti la Germania per far ritorno nel paese d'origine, ed infatti oggi il nome Retti non lo si trova da nessuna parte.
Livio Retti, l'ultimo dei quattro fratelli ancora vivente, morì nello stesso anno di Leopoldo. L'antico cenacolo di artisti a Ludwigsburg era scomparso. Nuove e giovani energie erano già state reclutate per la costruzione della Residenza. Lentamente gli italiani avevano ceduto il posto agli artisti francesi e così pure il successore di Retti nella costruzione del Palazzo Residenziale, Louis Philippe de la Guépière, era un architetto francese che rapidamente aveva introdotto la nota classica dello stile Luigi XVI. Con Retti finì nella tomba anche il breve periodo dell'arte del puro rococò che era fiorita alla corte di Stoccarda"
È un ben triste destino quello che si è compiuto qui con Leopoldo Retti. Nell'età più bella di un uomo, a soli 47 anni, venne strappato improvvisamente non solo da una vita piena di lavoro, ma anche da un'attività che gli stava procurando tanta soddisfazione e una grande fama. Incompleta rimase la grande opera del Palazzo Residenziale di Stoccarda che avrebbe dovuto consacrare la fama del suo creatore e confermare la sua ascesa fra i più grandi architetti del suo tempo. Il suo successore ai lavori della Residenza si adoperò per appropriarsi della fama di quest'opera più di quanto gli si addicesse, e accadde così che i posteri potessero nutrire dei dubbi sulla parte avuta da Retti nella realizzazione di quella che era in effetti la sua vera e propria opera.
Leopoldo Retti è il principale rappresentante del puro rococò nella sua massima espressione, tanto per Ansbach quanto per Stoccarda. Ad introdurre ad Ansbach questo stile fu il giovane Zocha. Merito di Retti sono le decorazioni interne del palazzo di Ansbach, che sono incomparabilmente belle, tra le più belle che la Germania possa esibire di quest'epoca. Il suo successore ad Ansbach, Johann David Steingruber, ha segnato l'epilogo di quest'epoca artistica.
Nel Palazzo Residenziale di Stoccarda vi erano pure, create dalla mano di Retti, sontuose decorazione rococò nelle ali del giardino, le quali, a dedurre dai disegni rimasti, non erano, per ricchezza e morbidezza, certamente seconde alle sale di Ansbach. Nel 1762 un incendio distrusse completamente questo splendore, sicchè noi di Stoccarda siamo stati derubati di queste che erano senz'altro le opere più mature dell'artista. Cosa che dispiace ancora di più, se si considera che il rococò mostra la sua forza particolare proprio nella configurazione delle sale interne.
L'opera principale di Retti fu mutilata a causa di uno sfortunato incendio e la ricostruzione che seguì grazie all'opera di Guépière mostrò già i toni del nuovo stile Luigi XVI. I progetti di Retti per il palazzo di Karlsruhe, come già accennato, furono sepolti con lui. Un luminoso fuoco si trasformò così improvvisamente in cenere.
L'importanza e la fama di Retti
Nel descrivere il significato e l'importanza di Retti nella storia dell'architettura tedesca del XVIIIº secolo, Fritz Scholl, nel suo libro pubblicato nel 1930, riporta:
"Le costruzioni di Retti, specialmente quelle del principato di Ansbach - il palazzo della Residenza di Stoccarda assume in questo contesto in un certo senso un particolare significato - si caratterizzano tutte per la più grande semplicità delle forme esterne con un assai debole rilievo delle superfici di limitazione dell'edificio. Emerge così un effetto cubico chiaro e forte, una grande unitarietà dell'edificio, particolarità questa che ci rimanda già all'influenza dei paesi latini, soprattutto della Francia, la cui architettura nell'epoca classica di questo paese nel XVIIº secolo, presenta già come principale esigenza, attraverso un Francois Mansart, un Blondel, un Claude Perrault, l'aspirazione ad un aspetto il più semplice e chiaro possibile, conducendo nell'epoca del rococò al perfezionamento. Con questa aspirazione a forme architettoniche forti si spiega in Retti la sostanziale unitarietà, la compattezza delle masse, le forme conchiuse dei tetti - soprattutto nel palazzo residenziale di Stoccarda - la forte accentuazione degli orizzontali e il generalmente moderato sviluppo verso l'alto che non ha come effetto alcuna sovrapposizione e assottigliamento.
Con ciò Retti si pone in chiara contrapposizione con i maestri tedeschi contemporanei, i quali, attraverso movimentati raggruppamenti delle masse architettoniche perseguivano effetti pittorici e che, se pure in Germania il primo barocco soleva diminuire fortemente il rilievo delle superfici di limite dell'edificio, tuttavia attraverso un vivace gioco di contrasti di luce ed ombre perseguivano forme esteriori complesse e, tramite pareti traforate, lasciavano emergere un limitato effetto delle masse"
"Simili influssi francesi si rilevano anche negli schizzi, in particolare nelle costruzioni residenziali, cui già in parte si è fatto prima riferimento. Ancora una volta valga qui come esempio il palazzo residenziale Dennerlohe. Lo stile delle decorazioni interne, che attesta una grande unitarietà dalla Residenza di Ansbach a quella di Stoccarda, è fondamentalmente quello del periodo della reggenza: anche qui la severa regolamentazione delle componenti, la chiarezza dell'aspetto, pur con grande ricchezza, anche quando è negata come nelle ultime sue opere, la simmetria degli ornamenti. Il motivo Rocalli appare per la prima volta nei suoi ultimi lavori (Stoccarda). Un confronto con le decorazioni interne francesi, che sono servite a Retti da modello, con una Galerie dorée di Robert de Cotte nell'ex Hotel di Tolosa, con i lavori di Onneport, con un Hotel Guise, con quelli di Broffand nell'Hotel de Soubisse, con l'Hotel du Maine di Jacques Jules Gabriel mostra come Retti abbia seguito le forme francesi delle decorazioni interne. Negli interni delle chiese egli invece si sentiva limitato negli abbellimenti dalle prescrizioni del culto evangelico. Il fascino di questi interni consiste pertanto nella chiara regolamentazione delle proporzioni finemente calcolate".
Quanto descritto può essere sufficiente a dimostrare in quale forte misura Retti fosse praticamente in confidenza con l'arte francese. Un confronto con il suo grande contemporaneo Balthasar Neumann mette in luce il diverso spirito che contraddistingueva l'arte francese e quella tedesca in quell'epoca: nell'una forme estetiche molto semplici, giuste proporzioni, raffinata discrezione, morbidezza, piatto rilievo delle pareti, classica calma - nell'altra, linee e masse in movimento, vivace fantasia, abbondanza nella ricchezza delle forme, gioco di luci ed ombre, movimento, fluidità.
Intorno alla metà del XVIIIº secolo la cultura francese compiva la sua marcia trionfale in tutta l'Europa e per tale ragione non c'è da stupirsi se Retti abbia seguito in terra tedesca i modelli francesi. Con ciò, però, è lontanissimo dalla riproduzione servile di queste opere, mentre piuttosto possiamo ritenere vero che egli abbia saputo interiormente rielaborare gli stimoli acquisiti, li abbia saputi pervadere del proprio spirito, creando opere che mostrano una nota personale - come emerge chiaramente nell'occuparsi dei suoi lavori - e che trova origine nella sua natura ritmica.
Perciò le opere di Retti si contraddistinguono tutte per il marchio dell'armoniosa e sicura unitarietà. Non vi troviamo alcun "motivo" straniero o che possa apparire non organico nel quadro di un'opera. Ogni opera è un unico getto, è vista ed è sorta come una sintesi unitaria della configurazione spaziale e architettonica. Ciò in cui Retti risulta "francese" sono gli elementi comuni, propri a tutti gli artisti del periodo del primo rococò, che di conseguenza costituiscono il comune denominatore di questo stile, mentre nella configurazione degli elementi basilari si afferma la sua natura sensibile e predisposta alla morbidezza.
È senz'altro merito di Retti quello di aver introdotto quest'arte
di corte nel Württemberg e nella Franconia centrale, di essersene preso
cura e di averla sviluppata ulteriormente, dalla qual cosa gli deriva una
particolare importanza pari a quella che si può attribuire al rappresentante
di un orientamento stilistico fortemente sviluppato. Nel Württemberg
egli è il principale rappresentante dell'epoca rococò, in
Ansbach deve forse dividere la fama con Karl Friedrich von Zocha. Qui però
il suo spiri-to ha continuato a sopravvivere attraverso l'influenza esercitata
sugli architetti a lui sottoposti, in primo luogo su Johann David Steingruber,
mentre in terra sveva, con la prematura morte di Retti, si ebbe una svolta
verso lo stile codino classicheggiante tramite il suo successore Louis Philippe
de la Guépière, con la quale si concluse il periodo del rococò.
Altri storici dell'arte forse valorizzerebbero in maniera diversa l'opera
di Retti. È comunque rimasta la bellezza delle sue costruzioni, delle
grandi rappresentative come delle piccole; è rimasto l'energico effetto
del Nuovo Palazzo residenziale di Stoccarda, ultima delle sue opere che
fa sempre immenso piacere osservare.
Leopoldo Retti fu uno dei molti architetti italiani che nel corso dei secoli hanno lavorato in Germania apportando un contributo immortale all'architettura tedesca. Il fatto che egli abbia dato corpo alle particolari varianti francesi dello stile rococò aggiungendovi i propri tocchi personali, non fa che accrescere la sua importanza. Un italiano che sapeva costruire secondo lo stile francese e che tanto in terra di Svevia quanto in terra di Franconia non operò da estraneo, non può non rappresentare un felice monumento della comunità culturale e spirituale dell'Occidente.
Calendario delle attività di Retti
1726 -1730 (Architetto ducale del Württemberg - Ing. luogotenente). Lavori alla Residenza di Ludwigsburg. Torri della chiesa cittadina. Palazzi borghesi. Pianta urbana.
1731 (Ansbach. Ingegnere capitano). Continuazione della costruzione della Residenza di Ansbach, come pure della Falconara a Triesdorf.
1732 (Direttore edile). Costruzione della Residenza di Ansbach.
1733 Terminata la costruzione esterna della Residenza di Ansbach. Rifiniture interne. Residenza di Schwaningen (ristrutturazione). Giardini di Herriedertor. Residenza di Dennenlohe (progetto). Case. Giardino proprio con padiglioni di servizio.
1734 Chiesa di Gumbertus (progetto). Residenza di Dennenlohe. Edifici di Herriedertor. Palazzi borghesi. Rifiniture interne della Residenza di Ansbach.
1735 Chiesa a Weidenbach. Residenza Dennenlohe. Chiesa di Gumbertus. Residenza Ansbach. Rifiniture interne. Nuovo portone Residenza. Porta di Herried.
1736 Chiesa di Gumbertus. Chiesa a Weidenbach (completata). Residenza di Ansbach, rifiniture interne. Nuove ali della Residenza. Ginnasio Carolinum. Nuovo ergastolo alla Frohnveste. Caserma degli ussari a Triesdorf. Residenza di Dennenlohe. Orangerie (intonaco). Ampliamento città di Schwabach.
1737 Chiesa di Gumbertus (rifiniture interne). Residenza di Ansbach, rifiniture interne. Nuove ali della Residenza. Guardia principale. Ginnasio Carolinum. Sagrestia e scuola a Triesdorf. Casa alla Porta di Wanderdorf a Triesdorf. Falconara a Triesdorf.
1738 Chiesa di Gumbertus (completata). Chiesa a Schwaningen. Chiesa di Gottesacker a Weidenbach. Farmacia a Weidenbach. Residenza di Ansbach, passaggio, rifiniture interne. Garitta. Disegno per una macelleria. Birreria. Orangerie nel giardino della Residenza. Castello di Kirchberg a.J.
1739 Chiesa di Schwaningen. Residenza di Ansbach, rifiniture interne. Progetto di Wethgasse. Ricostruzione della mattonaia (bruciata). Residenza di Kirchberg. Palazzo sconosciuto (falconiera a Hauendorf?)
1740 Chiesa a Schwaningen. Ampliamento della città di Ansbach. Residenza di Ansbach, rifiniture interne. Residenza di Kirchberg a.J.
1741 Anno di guerra. Maggiore di artiglieria. Nessun lavoro.
1742 Anno di guerra.
1743 Anno di guerra. Completata la chiesa di Schwaningen.
1744 Maneggio coperto a Triesdorf. Sinagoga ad Ansbach. Propria casa ad Ansbach. Palazzo residenziale di Stoccarda, preprogetto.
1745 Palazzo di Stoccarda. Preprogetti. Residenza Eschenau. Maneggio coperto a Triesdorf. Bibliote-ca. Residenza di Ansbach. Sinagoga Ansbach. Palazzo Nostiz di Ansbach. Propria casa ad Ansbach.
1746 Palazzo di Stoccarda. Maneggio coperto a Triesdorf. Ansbach: sinagoga, fontana di Markgrafen, nuovo edificio della biblioteca. Giardino.
1747 Palazzo di Stoccarda. Propria casa ad Ansbach.
1748 Palazzo di Stoccarda (trasloco a Stoccarda).
1749 Palazzo di Stoccarda. Piani per il palazzo residenziale di Karlsruhe.
1750 (Capo architetto e tenente colonnello al servizio del Württemberg) Palazzo di Stoccarda. Viaggio a Parigi. Piani per Karlsruhe, secondo e terzo progetto.
1751 Palazzo di Stoccarda.
18 settembre 1751: morte di Retti.
Un dubbio che rimane
Il biografo più autorevole che ha ricostruito in forma completa la vita e l'opera di Leopoldo Matteo Retti è stato il dott. ing. Fritz Scholl, che ha curato una pubblicazione apparsa nel 1930, edita dall'editore "C. Brügel & Sohn AG" di Ansbach. Scholl, infatti, sostiene che Leopoldo Matteo Retti, comunemente denominato Leopoldo Retti, sia nato a Laino (in provincia di Como) in Lombardia nel 1704.
Ad indicare il 1705 come data di nascita di Retti sono i riferimenti che appaiono nel "Der große Brockhaus" (nono volume), unitamente al "Allgemeine Lexikon der Bildende Künste" (ventottesimo volume), edito nel 1934 dal Verlag E.A. Seemann di Lipsia, e al "Meyers Enzyklopädische Lexikon", edito dal Bibliographisches Institut di Mannheim.
Riferimenti che confermano un dubbio che purtroppo rimane. Anche la città di Stoccarda, nell'allestimento della targa, si è posta il problema, ed ha optato per la seconda versione.