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Alitalia: il settimanale "Stern" si scusa per la frase offensiva

La principale rivista tedesca, il settimanale 'Stern', si scusa ufficialmente con l'Alitalia per una frase offensiva sulla compagnia aerea contenuta in un reportage molto critico sulla Penisola, corredato da foto di Mussolini e di Berlusconi con naso da Pinocchio, pubblicato alcuni mesi fa e le cui immagini sono state scattate da Oliviero Toscani.

"Scrivere sull'Italia è una sofferenza", aveva riportato 'Stern', spiegando che "non fa differenza se si vuole raccontare di momenti felici o di delusioni: se la Ferrari è diventata campione del mondo o se un volo Alitalia a Roma è stato cancellato perché il pilota non è ritornato in tempo dallo shopping".

Quest'ultima frase, tuttavia, non è proprio andata giù ai vertici dell'Alitalia in Germania, presieduti da Giovanni Matassa, che hanno deciso così di fare causa al settimanale tedesco, chiedendo un risarcimento per i danni arrecati all'immagine della compagnia di bandiera italiana.

Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza favorevole del tribunale di Amburgo che ha condannato 'Stern' a pubblicare una rettifica e scuse ufficiali (sul numero in edicola domani), oltre che al pagamento delle spese legali e processuali. "Desideriamo chiarire che queste righe non costituivano l'affermazione di un fatto negativo inerente l'Alitalia, né intendevano esserlo", si leggerà sul prossimo numero del settimanale tedesco, dove si spiega che "ovviamente non è stato cancellato alcun volo Alitalia, perché il pilota non è ritornato in tempo dallo shopping. Ci rincresce, qualora ciò sia stato inteso diversamente".

L'avvocato Rodolfo Dolce, dello studio Dolce e Lauda di Francoforte, che ha patrocinato la compagnia aerea in giudizio, ha commentato la sentenza spiegando che "si tratta di un segnale di novità molto importante, perché finora le società italiane sono sempre state abbastanza restie a intraprendere le vie legali nei confronti dei media tedeschi.

Questa volta, invece, l'Alitalia è riuscita a tutelare la sua immagine, nonostante la controparte sia ricorsa in appello, perché il tribunale ha riconosciuto che Stern è andato oltre il diritto di satira sconfinando, con la citazione di un fatto non vero (lo shopping del pilota, ndr) abbinato inoltre a un fatto vero (la vittoria della Ferrari-ndr), nel danno all'immagine".

 

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