RADICI CULTURALI
Stoccarda rende onore al grande compositore napoletano
intitolandogli una strada della città
- Chi era Niccolò Jommelli, che dal 1753 al 1769 visse fra Stoccarda,
Ludwigsburg e Mannheim, conosciuto da pochi intimi appassionati di musica,
il compositore napoletano che oggi Stoccarda onora intitolandogli una strada?
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- "JOMMELLI Niccolò (nato ad Aversa (Napoli) 1714 - deceduto
a Napoli 1771), compositore. Figlio di un agiato mercante, compì
gli studi musicali a Napoli, dove nel 1737 fece rappresentare con buon
esito la sua prima opera buffa, L'errore amoroso.
- Dopo aver raccolto altri successi a Roma con Ricimero re de' Goti (1740)
e Astianatte (1741) e a Bologna con Ezio (1741), venne chiamato a Venezia,
dove rappresentò Merope (sempre nel 1741) e dove, grazie all'appoggio
di J. A. Hasse, gli fu assegnata, nel 1743, la direzione del conservatorio
degli Incurabili.
- Tornato a Roma, compose per il teatro Didone abbandonata (1746), Don
Trastullo (1746) e Artaserse (1749). Nello stesso anno (1749), grazie all'interessamento
del cardinale Albani, si recò a Vienna dove conobbe Metastasio (di
cui aveva già musicato diversi libretti) ed entrò in contatto
con l'ambiente che auspicava la riforma del melodramma: nelle opere composte
a Vienna (Achille in Sciro, Catone in Utica e una seconda versione della
Didone abbandonata, tutte del 1749), mirò a una coesione fra musica
e testo poetico superiore a quella riscontrabile nei melodrammi precedenti.
- Tra il 1750 e il 1753 fu di nuovo a Roma, dove assunse il posto di
maestro coadiutore in S. Pietro; ma la sua arte raggiunse la piena maturità
a Stoccarda, dove risiedette dal 1753 al 1769 in qualità di maestro
di cappella del duca Carlo Eugenio di Württemberg.
- Qui, dove agiva anche il grande coreografo Jean Georges Noverre, egli
conobbe infatti le concezioni melodrammatiche francesi e i sinfonisti della
scuola di Mannheim, che esercitarono una chiara influenza sulla sua arte
compositiva, sempre più elaborata ed attenta nella ricerca di un
tessuto orchestrale adatto a sorreggere il canto e l'espressivo declamato
delle sue opere (delle venti - tra serie e buffe - da lui composte in quegli
anni si ricordano Fetonte, 1753, e Olimpiade, 1761).
- Nel 1769 rientrò in Italia stabilendosi nei pressi di Napoli,
dove compose ancora alcune opere che non ebbero buona accoglienza, salvo
Armida abbandonata (1770) e Il Trionfo di Clelia (1774), scritta per il
re del Portogallo. Il relativo insuccesso lo spinse a dedicarsi alla musica
sacra, genere al quale diede fra l'altro, poco prima di morire, il famoso
Miserere per due voci e orchestra.
- Musicista di elevate concezioni artistiche, aperto alle innovatrici
esperienze contemporanee in campo musicale e drammatico, Jommelli segna
- con J. A. Hasse e T. Traetta - uno dei momenti decisivi nell'evoluzione
dell'opera seria napoletana, che viene via via disancorandosi dallo schematismo
convenzionale per attingere una maggiore libertà di forme nel gioco
più serrato dell'orchestra, delle arie, dei recitativi.
- Niccolò Jommelli ha sedotto larghi strati di appassionati tedeschi
alla musica operistica. Infatti, specialmente nella stagione estiva, a
Ludwigsburg la musica di Jommelli è di casa (vedi nuovo Oltreconfine
n.1 del 2000) e riempie regolarmente il "Forum" con una frequenza
strabiliante.
- Noi intanto, ripetendoci, ringraziamo la città di Stoccarda
per aver accolta la nostra proposta di rendere omaggio a Niccolò
Jommelli, dedicando il nome di una strada al grande compositore napoletano,
al grande musicista italiano che in Patria viene dimenticato.
- Noi di Oltreconfine
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- nella foto: la casa di Jommelli a Ludwigsburg